settembre 2008

Archivio del Mese

Mazzuca: un altro giuovine in Mondadori

Posted by on 22 set 2008 | Tagged as: For The Lulz, Libri, Notizie Varie

Avvertimento per la Lettura
 
anonimo non perdona
Questo aggiornamento è unicamente For The Lulz.

Oggi ho letto su FM un articolo a cura di S* (è solo Silvio Sosio, non è un personaggio di DeathNote!) dedicato a un nuovo libro in uscita per Mondadori: “L’Ultimo Pirata“.
FM è una rivista online che parla di Fantasy, ci si immagina quindi che questo sia un libro fantasy. In realtà non si sa che cosa sia per davvero: ci sono di sicuro i pirati, pare di capire che è ambientato all’inizio del Settecento e a quanto dicono c’è del sovrannaturale/horror. Stop.

Dove sia il fantasy non si sa, ma da qualche parte dovrà pur essere. O forse no: ormai etichettano con fantasy ogni libro con fantasie cretine, fosse anche solo un pirata con una lavastoviglie al posto della gamba, in modo da spacciarlo al pubblico dei bambinigrassi con le mani unte di nutella che giocano a D&D come se fosse un Action-RPG alla Diablo e passano la vita nei MMORPG. Spero non sia una cosa tipo “Ci sono i pirati e ci sono i fantasmi e strane maledizioni…. uhhhh è fantasi!!1” (anche Poe sarebbe Fantasy, anche lui ha il sovrannaturale, e pure Lovecraft…).

In fondo la stessa Licia Troisi aveva ammesso che la storia di Nihal poteva essere raccontata anche senza il supporto dell’ambientazione fantasy che aveva messo così, solo perché le piaceva (ma secondo me è una sparata: bisogna riscrivere troppi pezzi e troppi dettagli per levare il lerciume pseudofantasy dalle Cronache!). Ma ci torneremo un’altra volta: la nostra amatissima Licia non può monopolizzare questo inutile post.

Questo nuovo capolavoro Made in Mondadori (detta anche Immonda Dori) è stato scritto da un giovane autore (ma va là?), ora diciottenne (urca, l’è un vecio!), ma che all’epoca della prima stesura aveva solo tredici anni: Matteo Mazzuca.

Immonda Dori versione carismatica
L’Immonda Dori (all’anagrafe Arnoldo).
No, scherzo: l’Immonda Dori non ha tutto questo Carisma.
Ecco quella
Reale ▼

Qualche maldicente per caso sta sussurrando i nomi di tutti quegli autori che hanno prodotto roba di serie C2 e sono stati stampati solo perché giovanissimi in modo da attirare il pubblico? Mah, sempre a pensar male a priori! Vedremo se anche questo giuovine virgulto avrà prodotto qualcosa di indegno come i suoi colleghi (ciao Strazzulla!) o se, per miracolo, il suo romanzo sarà leggibile…

Secondo alcune voci di corridoio l’Immonda Dori ha sguinzagliato il suo migliore editor, nientepopodimeno che Scimmione Da Ieri, la catapulta umana che scagliò Licia Troisi contro le mura del successo e che ora sta prendendo la mira per lanciare anche Matteo Mazzuca, per produrre il primo romanzo fantasy scritto da un feto tramite il linguaggio morse dando calci al ventre della madre. Aspetto con ansia di leggerlo!

Aborto
Nel 2006 in Italia ci sono stati 130mila aborti,
ovvero 130mila possibili giovani scrittori di fantasy in meno.

E ora la quarta di copertina de L’Ultimo Pirata – Vol.1 – La Clessidra del Potere:

Spinn è un ladro di tredici, o forse quattordici anni. Non ricorda quanto tempo è trascorso dal giorno in cui è nato, ma non potrà mai dimenticare quello in cui suo fratello è stato rapito da una banda di pirati sanguinari. Da allora Spinn porta una promessa nel cuore: diventare un pirata e ritrovarlo. Imbarcatosi sulla nave del capitano Yellowbeard, combatterà battaglie all’ultimo sangue imparando che anche in un mozzo può nascondersi un pirata coraggioso, pronto a dare la vita in un arrembaggio. Ala un’ombra demoniaca segue la scia del suo veliero: l’esercito dei non-morti è tornato, e la sua brama di carne umana sarà placata solo quando l’Oscuro Signore stringerà tra le mani la Clessidra del Potere e catturerà Spinn. Quale mistero lega un giovane mozzo allo strumento capace di donare il dominio assoluto sul mondo? La chiave per risolverlo è il più prezioso dei tesori, e la rotta per raggiungerla non è tracciata in nessuna mappa.

Pirati Non-Morti, un giovane protagonista in cerca di vendetta, il talismano del potere, la solita contrapposizione di Pirati Buoni e Pirati Cattivi, l’Oscuro Signore bla bla bla…
Va bene, va bene, non si può giudicare un libro dalla quarta di copertina! In fondo anche quella del libro della Strazzula faceva schifo, ma invece il libro… uh… beh, faceva schifo anche lui. Ma che vuol dire? Sempre a cercare il pelo nell’ano!

Ultimo Pirata la Clessidra del Potere di Matteo Mazzucca
C’è l’Oscuro Signore e ci sono i Pirati! È Fantasy!!!
Da non perdere, ma solo su eMule piratato da [Hyps]

EDIT (23/9/2008)
Avevo scritto diciannovenne al posto di diciottenne. Sapete, tra alcool e puttane il mio cervello si sta fottendo del tutto. Ho corretto. Ora l’età è ancora più significativa di prima.

Rinascimento e Prima Età Moderna: bibliografia minima

Posted by on 17 set 2008 | Tagged as: Libri, Storia, Storia Militare

Dopo la Bibliografia minima sul Medioevo ecco quella sul Rinascimento.
Come già spiegato in passato l’inizio della Prima Età Moderna garantisce allo scrittore di fantasy non solo di conservare le belle armature a piastre (anzi, raggiungeranno il loro apice tecnologico proprio in risposta alle armi da fuoco: si vedano le conclusioni divise per secolo nell’articolo sui test di penetrazione sulle armature), ma di introdurre armi da fuoco, il trionfo della fanteria mercenaria e i primi eserciti nazionali, le fortezze bastionate, l’intricata bellezza delle trincee e l’artiglieria (mortai per il tiro parabolico sugli obbiettivi civili, cannoni, perfino rudimentali lanciagranate!), insomma tutte quelle cose che rendono la guerra più interessante e che permetteranno ai Sovrani di accentrare il proprio potere e trasformare l’accozzaglia di regioni governate da strambi contratti feudali in vere e proprie Nazioni burocratizzate. I Re diventano per davvero Re della propria nazione.

Una piccola annotazione terminologica sulla Prima Età Moderna
Il concetto di Storia Moderna è impiegato diversamente dalla storiografia italiana rispetto a quella anglosassone, tedesca o francese. La maggioranza degli storici è concorde nell’indicare come inizio dell’età moderna gli anni intercorrenti tra il XV e XVI secolo (1492-1517), ma le interpretazioni sulla durata e sul termine di questo periodo differiscono notevolmente.
Nelle storiografia anglosassone/tedesca/francese la conclusione dell’età moderna viene indicata o con l’inizio della Prima guerra mondiale (1914) o con la conclusione della Seconda guerra mondiale (1945) o perfino con il crollo dell’Unione Sovietica (1991). Quest’ultima periodizzazione è frutto prevalentemente dell’intendimento dell’Età Contemporanea come dell’epoca delle generazioni viventi.
Nella storiografia italiana, per cause politico-scolastiche, si indica tradizionalmente come inizio dell’Età Contemporanea o l’Unità d’Italia o il periodo tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX. La storia moderna, così come è intesa in Italia, trova quindi un corrispettivo in Europa con la cosiddetta Prima Età Moderna o Early Modern Age (inizio 1492-1517, fine 1750-1789-1815).

Prima Età Moderna e Rinascimento NON sono sinonimi: il Rinascimento è un termine che si riferisce a una serie di trasformazione culturali avvenute nei vari paesi europei in tempi differenti permettendo loro di uscire dal Medioevo per entrare definitivamente nella Prima Età Moderna (dal mondo feudale al mondo delle Nazioni).

Ecco a voi la carrellata dei Consigli per gli Acquisti!
 

Cinque libri per farsi un’idea
La Rivoluzione Militare di Geoffrey Parker I Lanzichenecchi di Reinhard Baumann
Espansione europea e capitalismo di Fernand Braudel Storia sociale dell'Europa moderna di George Huppert L'Europa nell'età del Rinascimento di John R. Hale

La Rivoluzione Militare, di Geoffrey Parker.
Per quale ragione l’Europa fra il Cinquecento e l’Ottocento ha potuto estendere il suo potere su gran parte del mondo? Quale fu il segreto che consentì a un continente piccolo e scarsamente dotato di risorse naturali di guadagnare una superiorità planetaria? Secondo Parker le origini del successo europeo vanno ricercate sul terreno militare. Egli studia la pratica militare europea, facendo riferimento al ruolo delle armi da fuoco e alla trasformazione delle strategie belliche, per poi esaminare il modo in cui la Rivoluzione Militare, che si sposava a un’esplicita Politica di Potenza, diede agli europei un decisivo vantaggio sui popoli degli altri continenti.
Un vantaggio che, grazie a ulteriori innovazioni introdotte nella sfera militare con la rivoluzione industriale, perdurò fino al 1914.

I Lanzichenecchi, di Reinhard Baumann.
Furono assoldati da Re e Imperatori, combatterono nella guerra dei Trent’anni e nella battaglia di Lepanto contro i Turchi, furono schierati in Africa, parteciparono al corpo di spedizione che in Venezuela andò alla ricerca dell’El Dorado: le loro gesta entrarono a far parte dell’immaginario popolare, in fogli volanti, libelli, canti, farse.
Sino ad oggi la storiografia si è però occupata di loro esclusivamente dal punto di vista storico militare, trascurando quello più propriamente antropologico. Il libro di Baumann colma questa lacuna, e offre agli appassionati di storia una prima ricostruzione complessiva che va ben oltre gli stereotipi consolidati, descrivendo la vita durante le campagne militari, con le lunghe marce, le salmerie, le vivandiere, gli amori, ma anche i periodi senza contratto, quando il soldato di ventura si trasforma in mendicante e ladro.
Ne emerge il quadro di un gruppo ben organizzato, provvisto di proprie leggi e di strutture «sindacali» in grado di proteggerlo dagli abusi del signore, dotato di una propria lingua e di un ricco patrimonio culturale che va letto e capito nel più ampio contesto della civiltà europea all’inizio dell’era moderna.

Espansione europea e Capitalismo, 1450-1650, di Fernand Braudel.
Braudel in questo breve saggio (apparso in Les Ambitions de l’Histoire a cura di R. de Ayala) si dedica ai due secoli che vedono il primo sviluppo del capitalismo europeo e la formazione di un’economia mondiale, processo interrotto a metà Seicento e riavviato un secolo dopo. Braudel illustra dapprima le tendenze generali del periodo, poi analizza gli episodi particolari e infine tratta il lungo e frastagliato riflusso che frena lo sviluppo europeo nella prima metà del Seicento.
Questa “sintesi” (sono solo 60 paginette) è stata scritta a cavallo tra Méditerranée (1947) e la trilogia uscita in Italia col nome di Capitalismo e civiltà materiale (1967-1979).

Storia sociale dell’Europa moderna di George Huppert.
Huppert tratteggia la struttura della famiglia e della comunità, le caratteristiche della vita urbana e di quella rurale, le forme della vita religiosa e del conflitto sociale, la vita delle élites e la povertà, la criminalità e le rivolte, i comportamenti sessuali e i costumi matrimoniali. Per finire un capitolo dedicato alla guerra, tratto caratteristico e costante dell’Europa moderna, e alle trasformazioni indotte nell’arte della guerra dall’emergere del capitalismo mercantile. Nel complesso Huppert compone un vivido quadro della società europea per il periodo compreso fra la grande peste del 1348 e il primo Settecento che vide la scomparsa di questo flagello.
La suddivisione tematica per capitoli rende semplice la consultazione.

L’Europa nell’età del Rinascimento di John R. Hale
Il volume si propone di raccontare al lettore odierno cosa volesse dire vivere in Europa nei decenni a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, in pieno Rinascimento: una storia di fatti ma anche e soprattutto di credenze, valori, atteggiamenti e condizioni di vita; una storia attenta al quadro politico ed economico oltre che alla mentalità dell’uomo rinascimentale.
L’opera è organizzata per temi, comodi e semplici da consultare: tempo e spazio (orologio, calendario, alimentazione, violenza, morte, mobilità); europa politica; individuo e comunità (cristianità, stato e patria, il concetto di “straniero”, associazioni, famiglia); europa economica (politica economica, sistema fiscale); le classi; la religione; le arti e il loro pubblico (musica, teatro, arti visive); la cultura laica (umanesimo cristiano, pensiero politico, scienza).

Guns 4 Pussies
Armi da Fuoco: Età Moderna 2 – Medioevo 0

Questi sono i libri fondamentali che vi consiglio di leggere.
Quelli successivi sono solo “extra” (talvolta di difficile reperimento o in inglese), roba in più che è consigliata ma non davvero necessaria, per quanto si tratti comunque di una piccola frazione dei libri sulla Prima Età Moderna che ho letto (e una goccia minuscola nel mare di libri pubblicati su questo periodo storico). Quindi non vi ho rifilato il “di tutto di più”, ma solo una selezione di testi che mi sono piaciuti e che credo possano aiutarvi più di altri per accumulare informazioni utili. Vi sembrano tanti? Non avete voglia di informarvi prima di scrivere il vostro bellissimo romanzo fantasy?
Problemi vostri, io la mia parte l’ho fatta: il resto ora sta a voi.
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I libri di Huppert e Hale vanno letti assieme. Sono complementari, fidatevi, leggerne uno solo non è la stessa esperienza che leggerli entrambi in sequenza. E poi quello di Huppert è piccolino e se lo sommate a quello di Hale, di grandezza media, viene un libro grandicello più che “due libri”.
Il saggio di Braudel è minuscolo, solo 60 pagine su 88 del volumetto, non vale neppure la pena conteggiarlo come libro a sé, ma consiglio di leggerlo (magari preso in biblioteca, perché 8 euro per 60 paginette sono davvero buttati!).
Il libro di Parker è un testo notevole, molto bello e chiaro (e non è un mattone!), adatto come introduzione al modo di far la guerra e all’evoluzione militare tra Cinquecento e Settecento. Bisogna leggerlo. E’ un ordine.
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Il libro di Baumann è molto specifico, trattando solo i lanzichenecchi, ma offre una visione così chiara e dettagliata sui contratti, l’arruolamento, le paghe ecc… che chiunque voglia scrivere di fanterie mercenarie medioevali o rinascimentali deve leggerlo se vuole schiarirsi le idee (e divertirsi).

Libri Extra: Economia
Il sistema mondiale dell'economia moderna - Vol. I - L'Agricoltura capitalistica e le origini dell'Economia-mondo europea nel XVI secolo L'industrializzazione prima dell'industrializzazione di Kriedte, Medick e Schlumbohm
Di questi due non ho trovato le copertine, quindi immaginatele! È Fantasy!
Sono verde pallido, la prima con i bordi verde pisello e la seconda con i bordi marrone!

Il sistema mondiale dell’economia moderna – Vol. I – L’Agricoltura capitalistica e le origini dell’Economia-mondo europea nel XVI secolo, di Immanuel Wallerstein.
Per Wallerstein il capitalismo storico è un sistema mondiale in cui produzione e accumulazione sono determinate non dalla coercizione politica (imperi), ma dalle leggi del mercato. L’avvio è dato dalla crisi della rendita feudale nel XIV secolo, che spinge le classi dominanti europee verso nuove modalità di arricchimento basate sull’espansione geografico-mercantile e sull’aumento della produttività interna connesso alla possibilità di sfruttare lavoro esterno a basso costo e di importare merci a poco prezzo. Si forma così un meccanismo di scambio e sviluppo ineguale che richiede la gerarchizzazione territoriale e la divisione internazionale del lavoro e dei rapporti di produzione: manodopera libera, alti salari e manifattura al centro (Europa nordoccidentale), schiavitù e servaggio nella periferia (America del sud ed Europa orientale), mezzadria ed economia contadina nella semiperiferia (Europa meridionale). Il funzionamento dell’economia mondiale spiega anche l’evoluzione dei fatti politici e religiosi: al centro emergono “stati rafforzati” su base nazionale, funzionali all’accumulazione capitalistica al pari della Riforma protestante, mentre nelle periferie il potere resta nelle mani dei proprietari terrieri e della chiesa cattolica.

L’industrializzazione prima dell’industrializzazione di Kriedte, Medick e Schlumbohm.
In molte regioni d’Europa, a partire dal tardo medioevo, si sviluppò un’industria rurale domestica destinata a mercati interregionali e internazionali. La “industrializzazione prima dell’industrializzazione” rappresentò una parte del processo di trasformazione durante il quale il sistema feudale si disintegrò e si formò quello capitalistico: al suo interno i rapporti produttivi di tipo capitalistico ebbero una evoluzione lenta e non priva di arresti e regressioni. Gli autori indagano la natura e i legami della nuova “industria rurale” con la precedente società feudale e con il successivo capitalismo industriale.

 
Di questi due il primo è pressoché introvabile. Provate in biblioteca.
Il secondo con un po’ di fortuna si trova, ma il più bello è il primo. Sono altamente facoltativi: per uno scrittore “tipo” di Fantasy il saggio di Braudel, le altre info apprese in giro e le ricerche in internet sono più che sufficienti per risultare abbastanza edotto da poter immaginare un’economia da mondo fantasy coerente e sensata.
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Libri Extra: Storia Militare
Weapons and Warfare in Renaissance Europe: Gunpowder, Technology, and Tactics di Bert S. Hall War and Society in Renaissance Europe, 1450-1620 di J. R. Hale The Army of Flanders and the Spanish Road, 1567-1659 di Geoffrey Parker

Weapons and Warfare in Renaissance Europe di Bert S. Hall.
Francesco Bacone nel 1620 sottolineò che la bussola, la stampa e la polvere da sparo avevano cambiato l’aspetto e lo stato del mondo intero. Bert s. Hall si concentra sull’ultima innovazione per esaminare gli effetti dei cambiamenti nella tecnologia militare sulla storia europea nel tardo Medioevo e nella Prima Età Moderna. Gli strateghi all’inizio usarono le armi da fuoco come mezzo per portare il panico tra i nemici, ma quando gli eserciti rivali ottennero questa tecnologia, l’uso psicologico delle armi da fuoco cedette il passo al loro utilizzo come semplici armi di distruzione.
Con l’aumento della potenza militare arrivò anche la trasformazione degli stati, permettendo una maggiore centralizzazione del potere e di conseguenza una maggiore forza disponibile nelle mani del sovrano.
Suddivisione dei capitoli: 1, armi alternative e tattiche nel tardo Medioevo (evoluzioni delle tattiche e ruolo della cavalleria, armi da getto, artiglierie nevrobalistiche, tattiche di uso integrato di cavalleria e archi lunghi: le guerra gallesi e scozzesi, la Guerra dei Cent’anni, Picchieri dei Paesi Bassi e della Svizzera, Conclusione: tattiche prima della polvere da sparo); 2, il primo secolo della polvere da sparo 1325-1425 (nomenclatura, battaglie: da Crécy a Rosebeke, gli assedi, polvere da sparo più economica, conclusioni); 3, polvere da sparo nel Quindicesimo secolo (le origini della polvere in grani, produzione del salnitro, problemi e prospettive della produzione di polvere in grani, la strada verso la polvere in grani moderna, la strada verso le armi da fuoco portatili), 4, le armi da fuoco in guerra (I): il Quindicesimo secolo (le Guerre Hussite, la fine della Guerra dei Cent’anni, la fine della Reconquista, tecnologie e tattiche); 5, interludio: balistica dell’anima liscia (armi ad anima liscia: caratteristiche fisiche, problemi pratici delle armi da fuoco portatili, artiglieria da campo e artiglieria d’assedio); 6, le armi da fuoco in guerra (II): il Sedicesimo secolo (gli assedi e la Trace Italianne, battaglie campali: da Cerignola alla Bicocca, il Moschetto: una falsa innovazione, Pavia e le sue conseguenze: una lezione confusa, la Fine della Cavalleria); 7, Tecnologia e rivoluzione militare (crescita degli eserciti, tecnologie e tattiche sul lungo periodo, composizione dell’esercito e dimensione, tecnologia e status del soldato).

War and Society in Renaissance Europe, 1450-1620, di J. R. Hale.
Dalla fine della Guerra dei Cent’anni alla vigilia della Guerra dei Trent’anni la popolazione dell’Europa è aumentata e la sua cultura è diventata più complessa; e così le sue guerre sono passate dall’essere episodi di violenza “domestica” associati con le successioni a diventare conflitti di autodeterminazione territoriale e avventure gloriose per mezzo della conquista. Questo libro esamina l’evoluzione delle tecniche e tecnologie militari che permisero di cambiare la natura della guerra e che ne risultarono come conseguenza del cambiamento.
Ma il lavoro di Hale si concentra, comunque, sulle persone -nobili e ufficiali, mercanti e soldati, contadini e cittadini- che vissero a contatto con la guerra. Hale descrive il reclutamento presso gruppi sociali piuttosto riluttanti e descrive le condizioni di servizio sia per i militari di professione che per i soldati part-time. Anche se gli effetti diretti della guerra possono essere devastanti per la popolazione di un’area, Hale mostra come quelli indiretti, seppure in modo meno acuto, siano in grado di pervadere la società in modo ancora più invadente. Mutamenti economici e demografici, tasse più pesanti e riscossione più efficace e mutamenti nei sistemi di governo causati dalle guerre hanno influenzato profondamente la società Europea.

The Army of Flanders and the Spanish Road, 1567-1659 di Geoffrey Parker.
La pubblicazione nel 1972 di questo libro segnò la nascita della “Nuova Storia militare”, la quale enfatizza l’organizzazione militare -mobilitazione, paghe, rifornimenti, morale e, sopra ogni cosa, la logistica- piuttosto che gli eventi militari quali assedi o battaglie.
Parker studia uno dei più grandi problemi logistici dell’Europa della Prima Età Moderna: come la Spagna degli Asburgo riuscisse a organizzare e mobilitare il più grande esercito d’Europa nello sforzo durato 80 anni di soffocare la Rivolta Olandese, a oltre mille chilometri di distanza.
Usando una combinazione unica di documenti sopravvissuti fino a noi Parker ci presenta in mappe, tabelle, diagrammi e parole i problemi logistici connessi alle guerre nell’Europa della Prima Età Moderna e ci mostra per quale motivo gli sforzi della Spagna sono tutti falliti.
Il libro si suddivide in due parti: 1, Mettere assieme un esercito: il problema della distanza (mobilitazione, i corridoi militari dell’Esercito delle Fiandre, la Strada Spagnola, l’Alto Comando); 2, Mantenere un esercito: il problema delle risorse (l’Esercito delle Fiandre e la Grande Strategia, risorse finanziarie, la vita nell’Esercito delle Fiandre, diserzioni, sprechi e riforma, smobilitazione).

 
Come potete vedere sono tre libri molto diversi. Il primo, quello di Hall, è un gran bel libro sull’ambito tecnologico e militare, con un capitolo dedicato alla balistica che è un piccolo capolavoro a sé. Consigliatissimo.
Il libro di Hale, d’altro canto, si concentra su particolari meno tecnici e forse più spendibili per lo scrittore, ovvero l’impatto sociale ed economico della guerra moderna sulla popolazione.
Il libro di Parker non ha bisogno di alcun commento a parte questo: è un Capolavoro. Un testo fondamentale per chiunque voglia affrontare seriamente i problemi logistici di un esercito di moschettieri e picchieri sul modello di quelli europei tra Cinquecento e Seicento. Per chi vuole occuparsi del mondo Settecentesco e del periodo Napoleonico, dati i mutamenti nel mondo dei contratti di rifornimento, dei magazzini, dei treni delle artiglierie e del saccheggio, c’è il Della Guerra di Carl von Clausewitz (ma non è molto scorrevole da leggere anche se è una fonte di informazioni di altissimo livello).
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Libri Extra: Tre libri su tre argomenti diversi
Riti, mitologia e magia in Europa all'inizio dell'età moderna, di William Monter Ascesa e Crisi - la Germania dal 1517 al 1648, di Heinz Schilling La Guerra dei Trent'anni, a cura di Geoffrey Parker

Riti, mitologia e magia in Europa all’inizio dell’età moderna, di William Monter.
Riti, miti, magie e tutte quelle espressioni devianti del sentimento religioso che chiamiamo “superstizioni” sono il tema di questo excursus che tiene conto dell’Europa, delle colonie americane e delle principali comunità religiose. Si assiste alla straordinaria persistenza e all’ubiquità, fra il 1500 e il 1750, dell’intolleranza religiosa, e si riscontrano forme di contaminazione insospettate tra religiosità popolare e religione ufficiale. Grazie alla sua documentata analisi, Monter ci costringe a rivedere molti luoghi comuni; per esempio, maghi, streghe ed eretici furono perseguitati con minore accanimento dall’Inquisizione che non dai tribunali laici. E ancora: l’idea di tolleranza – da Erasmo a Spinoza a Pierre Bayle – evolve in modo contrastato prima di diffondersi nella pratica corrente. Sorprendentemente, il XVII secolo, molto più del Medioevo e a dispetto del razionalismo trionfante, è il vero teatro europeo della persecuzione religiosa.
Capitoli: 1, La religiosità popolare nell’Europa tardomedievale; 2, Il protestantesimo erastiano; 3, La tradizione calvinista; 4, L’inquisizione nei paesi cattolici; 5, Il cattolicesimo centro-europeo; 6, L’America: cristianesimo, religioni amerinde e superstizione; 7, Guerra alla superstizione 1680-1725; 8, La tolleranza e i suoi oppositori nell’Europa centro-orientale; 9, Gli ebrei in Europa.

Ascesa e Crisi – la Germania dal 1517 al 1648, di Heinz Schilling.
L’autore prende in considerazione il periodo di storia tedesca che va dall’inizio della Riforma luterana (1517) alla fine della Guerra dei Trent’anni (1648), ed esamina la particolare vicenda politico-istituzionale tedesca sullo sfondo del più ampio sviluppo europeo. Mentre in Europa si assiste alla formazione degli stati nazionali, la Germania vede invece svilupparsi una serie di stati territoriali all’interno di quella struttura prestatuale che era il Sacro Romano Impero. In questo nuovo quadro politico e istituzionale si produce parallelamente un generale mutamento sociale e religioso che dà avvio all’epoca moderna. Il processo di formazione dello stato moderno non è disgiunto da una vivace tradizione antistatale, che trova talora riflessi drammatici come nel caso della guerra dei contadini. Nella prospettiva di Schilling, il Cinquecento, soprattutto nell’ultima parte, costituisce nella storia tedesca un’epoca anticipatrice sotto il profilo delle dinamiche di modernizzazione statuale e sociale, dinamiche che furono messe in discussione dalla grave crisi della guerra dei Trent’Anni e che poterono consolidare solo a partire dalla seconda metà del Seicento.
Capitoli: 1, La Germania sulla via dell’età moderna; 2, La Riforma come ingresso nell’età moderna; 3, Riforma e sovvertimento politico-sociale, La libertà del cristiano in città e in campagna; 4, La lotta per l’ordine religioso e politico della cristianità in Germania e in Europa; 5, Unità nella divisione, La Germania tra coesistenza e competizione; 6, Mutamento politico e sociale. Il tardo XVI secolo come anticipazione dell’età-ponte del moderno; 7, Crisi e guerra.

La Guerra dei Trent’anni, a cura di Geoffrey Parker.
La Guerra dei Trent’anni (1618-1648) è un momento cruciale della Prima Età Moderna, il momento in cui la “crisi generale del XVII secolo” raggiunge il suo apice. Fra i meriti del professor Geoffrey Parker sta la valorizzazione di una equipe di specialisti del periodo, in grado di realizzare una ricognizione esauriente degli avvenimenti e dei personaggi, e l’avere esposto i risultati del loro lavoro salvaguardando una certa continuità narrativa, con il sussidio di un rigoroso resoconto cronologico. L’ampiezza dell’analisi e la vastità del materiale bibliografico rendono questo volume unico nel suo genere, sicuramente un punto di svolta nella storia delle ricerche sulla Guerra dei Trent’anni; un valido quanto utile strumento di studio, una miniera di informazioni e di dati, un repertorio di fonti primarie e secondarie inimitabile. Un volume illuminante su un trentennio che è stato determinante nel plasmare il corso successivo della storia del continente europeo.

 
Tre libri differenti per contenuto e tema. whistling2.gif
Uno su miti e superstizioni, per lo scrittore che vuole pensare alla “reazione” delle società della sua ambientazione nei confronti degli Antichi Déi o delle pratiche stregonesche o cose simili.
Quello sulla Germania è una valida guida per seguire i mutamenti e i conflitti di una nazione “divisa” che tenta, fallendo, di ottenere un’unità che gli interessi politici locali e internazionali (e le differenze religiose) rendono impossibile. Una fonte di ispirazione per le nazioni dei vostri “fantasy” che affrontano il difficile cammino dell’ingresso nella modernità.
Infine quello dedicato al più importante conflitto della Prima Età Moderna, per seguire nel dettaglio eventi, motivazioni, battaglie e scenari di un conflitto che, su più fasi distinte, è durato trenta anni e ha messo in ginocchio la nazione tedesca. Tanti romanzi fantasy parlano di guerre, spesso durate anni, decenni o secoli: eccone una, VERA, da studiare per trarne ispirazione.

Gustavo II Adolfo a Breitenfield
Gustavo II Adolfo vittorioso alla battaglia di Breitenfield (1631)

Ulteriori informazioni di natura militare su specifici argomenti si possono reperire nei libri della Osprey Publishing, ricchi di immagini e di tavole a colori particolarmente utili per “vedere” i soldati del passato.

La prossima “Bibliografia essenziale” penso di dedicarla all’Impero Ottomano e all’Islam, per chi desidera scrivere romanzi / ambientare partite nel nostro Medio Oriente o in paesi ispirati al mondo islamico, senza cadere nei soliti luoghi comuni che non permettono di cogliere la natura dell’Islam che, trattando solo vagamente di “religione”, si occupa in primis di codificare la vita civile e l’azione militare dei suoi aderenti.
L’Impero Ottomano rappresenta uno dei più celebri esempi di “stato fondamentalmente laico seppur islamico” e, come anche nel caso dell’Iraq di Saddam Hussein, questo avvenne solo grazie a una feroce dittatura militare che oscurò la Vera Fede nell’Islam costringendo i fedeli a una vita “blasfema e incompleta” (nell’ottica chiarissima e cristallina di certe affermazioni presenti negli Hadith del Profeta, su cui c’è ben poco da sindacare).

I manuali di scherma Medioevale/Rinascimentale avranno anche loro il giusto spazio in un futuro articolo, forse sotto forma di Bibliografia o, più probabilmente, nel corso di un discorso generico di sintesi dedicato al combattimento armato (o meglio, al “duello”). Vedrò in futuro.

Ci sono altri libri che vorrei consigliare, sempre estratti dalla catasta dei miei libri sulla Prima Età Moderna, ma per ora direi che questi sono più che sufficienti. Ve li segnalerò in futuro. E ora correte a studiare, giovani scrittrici di fantasy!

Giovani Scrittrici Italiane di Fantasy
Tipiche Giovani Scrittrici di Fantasy: nella mia mente sono tutte così
(e tutte invitate a contattarmi per discutere dei loro lavori/progetti ^_^)

Avrei potuto essere io. E forse lo sono.

Posted by on 13 set 2008 | Tagged as: For The Lulz, Troll & Flame

ATTENZIONE!
Questo post è tra il Trollesco e il For The Lulz!
Leggetelo a vostro rischio e pericolo. La pace sia con voi. Bla bla bla.
Il disclaimer è finito, andate a fare in culo.
Willy e l'11 Settembre di Bel Air

Oggi D’Angelo, lo scrittore i cui interventi seguo più attentamente su forum e blog di quanto faccia con ogni altro (e qui ci sta bene un adolescenziale T.V.B. cupidarrow.gif D’Angelo!), mi ha deliziato rispolverando un post vecchio di SETTE MESI di Angra dedicato al Premio FantasyMagazine per insinuare sottilmente che sono un ipocrita:

Scopro, con un certo divertito fatalismo, di essere stato preso per il culo. Oh, be’… “cinque lire de mona in scarsela” fanno sempre comodo.
C’è chi, come Carraronan, dialoga amabilmente con me alcuni mesi dopo aver parlato – sempre di me – nei toni qui presenti.
Se c’è qualcosa che io non sono è ipocrita, Carraronan

Dice di essere stato “preso per il culo” (da me, a quanto si capisce visto che, per motivi di trollismo, preferisce mantenere una certa ambiguità e universalità nei toni… ah, il dettaglio raffinato che distingue il Vero Troll dal Trollino N00b come me!) e poi dichiara che “lui non è un ipocrita” e infine spiega che lui non è un miope rissoso come noi (LOL lol3.gif ). E’ chiaro che se lui non è certo un ipocrita, allora io che sono kosì kattivo allora lo sono.

Alla fine, giusto per il gusto del trolling, suggerisce che sono “feroce”:

considero il tuo atteggiamento umano immaturo o, peggio, feroce (e, credimi, con “feroce” intendo qualcosa che davvero non ti fa onore[...])

Tutto questo perché, evidentemente, se non mi piace La Rocca dei Silenzi (come sapeva benissimo: ne abbiamo parlato tre mesi fa su Anobii! Non ho mai nascosto che mi abbia fatto schifo e per quale motivo! E poi si sente preso per il culo…) allora non ho diritto di parlare con lui in tono amichevole di altre cose
…e se lo faccio e lui “ci casca” (???) rispondendomi, allora sono un ipocrita e lui è stato “preso per il culo” (ma perché???). Lui ha il diritto di scannarsi con qualcuno e poi continuare a rispettarlo e stimarlo per altri motivi, io invece non posso dire “bah” che subito perdo il diritto di voler bene a D’Angelo! frigna.gif

continuo in quest’esercizio che a voi non è mai riuscito: ammettere i pregi altrui nonostante il disprezzo per la vostra astiosa, miope rissosità

Lui si, io no. Lui è bravo e saggio, io sono ipocrita. Mi pare ovvio.
Notate poi come abbia fatto un resume di un (A) post vecchissimo, (B) privo di collegamenti con il tema trattato, (C) dove nemmeno si fa mai cenno né alle opere di D’Angelo né a D’Angelo e (D) suggerendo che gli altri siano ipocriti, immaturi, miopi e rissosi ecc… mentre lui invece è tutt’altro.

Quale negro non è ghiotto di cocomero?
negro.gif Grazie zuperuomo biango per ezere venuto a inzegnare noi scimioni negri la Giviltà. negro.gif

Notate che non ero neppure mai intervenuto su questa recensione molto negativa di La Rocca dei Silenzi nonostante il romanzo mi fosse piaciuto pochissimo e lo avrei potuto attaccare senza pietà se solo avessi voluto “fare del male per il gusto di fare del male”. Eppure non ho detto niente. Muto come un mafioso siculo fui! Ma io, ricordiamolo, sono ipocrita! E se le prove che lo sia non ci sono, allora sono ancora più ipocrita.

D’Angelo che trolleggia nei blog per scatenare flame invece non è miope e rissoso, no, quello lo sono SOLO gli altri.
Siamo all’ABC del Trolling: discorsi Off Topic, puro attacco, accusare di essere miopi rissosi quando invece è lui che passa il tempo rispolverando thread vecchissimi per tentare di innescare dei flame (si veda anche l’articolo di 10 mesi fa di Taotor) ecc…

E come non dimenticare poi quello che disse a Taotor quando il ragazzo, suo fan da sempre, ebbe il coraggio di dire quel che pensava, esprimendo senza recare alcuna offesa il proprio diritto di parola nel proprio blog, commentando con del sano umorismo un paio di articoli/interviste e infine dichiarando (questa volta sul forum di FM) che la Troisi avrebbe fatto meglio a prendersi una pausa dalla scrittura per riflettere meglio?
D’Angelo non si tirò certo indietro dal linciaggio collettivo, mischiandosi all’oscena mandria dei lecchini di FM, vero esempio di gruppo di deboli che si fa forte con la massa per schiacciare i più deboli.

Negróre:
Taotor, ho scritto almeno quattro messaggi diversi, con tono ed enfasi difformi. Alla fine li ho cancellati tutti. E’ uno spreco di tempo, ora anche con te – e me ne dolgo.
[...]
Vergognatevi (tu e chi la pensa come te).

Prima ne avevo solo il sospetto, ma ora lo so: D’Angelo è un Maestro Troll. Lo seguirò e apprenderò quest’arte che mi ha sempre affascinato, ma che per timidezza non ho mai saputo praticare. E poi, diciamolo, per qualche strano motivo voglio un gran bene a Negrore (nel mio perverso modo, si intende). mf_boff.gif

Obama mangia pollo fritto
Intermezzo Politico:
l’America ha voglia di camb… POLLO FRITTO!

Tutto questo mi ha fatto pensare a un paio di cose. Insomma che sono feroce è vero. Anzi, di più, io sono un figlio di puttana e mi pare ovvio. Sono il tipo di persona che ci si sarebbe aspettati di vedere nelle Totenkopfverbände o nelle Waffen-SS o a squartare ragazzine terrorizzate in qualche casolare di campagna.
Se non ho commesso reati violenti o crimini contro l’umanità è più per scarsità di occasioni che di volontà, mancando in me una chiara distinzione tra bene e male. Qualcuno mi ha detto che non dovrei dirlo con tutto questo orgoglio, ma vabbé… ognuno ha le sue piccole gioie nella vita, no?

A tutto questo si aggiunge D’Angelo a dirmi oggi che sono feroce e proprio ieri, in risposta al possibile arrivo delle fans della Meyer, ho sfoderato il mio pessimo umorismo nero sul catturare ragazzine da stuprare in cantina.
Apri per leggere il commento subito ▼

E se aggiungiamo che ho detto più volte in giro per i blog di apprezzare i servizi delle escort, la pornografia e i locali di spogliarelli, mi sento un po’ come un novello Pacciani. Angra e Taotor, la cricca di miopi invidiosi rissosi, sono i miei compagni di merende: Angra è il vecchio Vanni ( asd.gif ) e per esclusione Taotor è il ritar…Lotti della situazione ( ciao-sdentato.gif ).

Potrei essere DAVVERO io…
 
Il mio compagno di merende Angra?
 
Anche per me il sesso è una cosa a pagamento…
 
Un uomo gentile, quasi come me…
 

Da Wikipedia:
Nato ad Ampinana il 7 gennaio 1925, ex partigiano soprannominato “il Vampa” per una bravata che gli aveva ustionato il viso, Pacciani era un uomo collerico e violento indipendentemente dal giudizio per i delitti del mostro. A ventisei anni Pacciani sorprende la fidanzata (appena 15enne) in atteggiamenti intimi con un altro uomo, tal Severino Bonini e uccide a coltellate il rivale, costringendo la ragazza ad avere un rapporto sessuale, proprio accanto al cadavere; al processo l’imputato dichiarerà d’essere stato accecato dal furore avendo visto la fidanzata denudarsi il seno sinistro (proprio quello che in due casi viene asportato alle vittime del pluriomicida). Per questo fatto, Pietro Pacciani è condannato (e sconta) 13 anni di carcere. L’analogia di questo delitto con quelli del “mostro” sarà l’indizio che guiderà gli inquirenti sul Pacciani. La violenza dell’agricoltore si riversa sulla moglie Angiolina Manni (bastonata e costretta ai rapporti sessuali) e sulle due figlie Rosanna e Graziella, nutrite con cibo per cani, picchiate, violentate con falli artificiali e zucchine, costrette a visionare foto del padre in pose pornografiche.

Pacciani era un brav'uomo!
Anche io un giorno potrei essere così!
-o magari lo sono già roll -

Pacciani è morto nel 1998.
Era un brav’uomo.
ahahno.gif

EDIT 30 Gennaio 2009:
140 giorni dopo D’Angelo riattizza il fuoco: l’articolo prosegue qui!

USA: vendite eBook, secondo quarto 2008

Posted by on 05 set 2008 | Tagged as: Ebook, Editoria

Aggiornamento rapido!
Sono usciti i dati di vendita degli eBook negli USA per il secondo quarto del 2008 (aprile-giugno). Per chi non ha ancora letto l’articolo di luglio sugli eBook o non lo ricorda, ecco il link ai vecchi dati di vendita in Giappone, USA e Corea del Sud.

Vendite Ebook 2008
Volume di vendite di eBook negli USA dal 2005 al 2008

Come potete vedere il primo quarto del 2008 aveva registrato una crescita del +34% rispetto al primo quarto del 2007. La crescite del secondo quarto del 2008 hanno superato le aspettative, registrando un +43% sul secondo quarto del 2007, con un volume registrato di 11,6 Milioni di dollari.
Le cifre nella tabella, come spiegano qui, sono probabilmente la metà di quelle reali, ma poco importa: conta la crescita più che il valore assoluto per valutare la salute degli eBook e le possibilità future di investire nel nuovo mondo editoriale non-cartaceo.

Sempre più ottimismo: gli eBook vendono!
Il mercato del libro non verrà ucciso dal mondo tecnologico, come cercano di far credere gli interessati alla carta: librai, distributori, produttori di carta, editori miopi che controllano l’economia del libro con la loro forza economica che “impone” i libri nelle vetrine, proprietari di stamperie e tutto il resto della cricca mafiosa che vive dietro il disboscamento e il controllo dell’informazione.

La musica degli anni ’70 non è morta con le audiocassette piratate e la musica del 2000 non è morta con gli mp3 piratati. Come già spiegato in passato la gente compra anche ciò che può avere gratis, se il prezzo è equo (non 18 euro di furto per un romanzo!): il mercato degli mp3 via internet è aumentato del +116% nel 2007!
E nemmeno la narrativa morirà per via degli eBook piratati perché gli eBook vendono!

Viva la narrativa, viva i libri, abbasso la carta!

La Meyer frigna e fa i capricci: tutta una farsa?

Posted by on 02 set 2008 | Tagged as: For The Lulz, Libri, Notizie Varie

Avvertimento per la Lettura
Questo è un aggiornamento rapido dopo la pausa estiva, lasciando stare gli argomenti seri (archi, spade, incipit…) a cui stavo lavorando da un (bel) po’.
Questo aggiornamento è unicamente For The Lulz.
For The Lulz

Tempo fa ho provato a leggere Twilight. Non mi ha attirato molto e l’ho mollato dopo poche pagine. Peccato, mi sarebbe piaciuto poter dire con cognizione di causa che faceva veramente schifo. Beh, al diavolo, posso pur sempre dire che l’incipit era noioso!

Non ho niente contro la Meyer, anche se pare scriva porcate, perché non avendo ancora GODUTO appieno della sua abilità di narratrice non ho potuto sviluppare quell’odio profondo, quella sensazione di offesa e quel senso di disgusto che altri autori mi causano. Ciao, Licia! wink
Ma oggi, leggendo la notizia su FantasyMagazine, sono stato travolto da un misto di felicità, sadico godimento, odio, sdegno e fiero sentimento monarchico (ma non temete: quest’ultimo c’è sempre!).

Allora, con l’erezione che spingeva nelle mutande, sono andato a leggere la notizia sul sito di quello schifo di bigotta mormona. Vi ricordo che Bella ed Edward non trombano come cani in calore fin dal primo libro, come sarebbe naturale per degli adolescenti di 17 anni, proprio perché l’autrice non approva il sesso prematrimoniale e allora si inventa la scusa del “se Edward perde il controllo può ucciderla con la sua forza mostruosa”! LOL!

Stephenie Meyer bella paffutella
Questo bel cotechino è Stephenie Meyer. Ha venduto più di sette milione di copie dei suoi libri e con i guadagni ora mangia tutti i giorni un intero suino arrosto a colazione.
Dopo la foto si è mangiata anche la rana. E la piccola fan attaccata.

As some of you may have heard, my partial draft of Midnight Sun was illegally posted on the Internet and has since been virally distributed without my knowledge or permission or the knowledge or permission of my publisher.
I have a good idea of how the leak happened as there were very few copies of Midnight Sun that left my possession and each was unique. Due to little changes I made to the manuscript at different times, I can tell when each left my possession and to whom it was given. The manuscript that was illegally distributed on the Internet was given to trusted individuals for a good purpose.

Sembra difficile un caso simile. Evidentemente le persone scelte non erano tanto “fidate”. Ma, a pensarci bene, suona tutto molto strano: con libri ben più desiderati non erano successe cose simili. Pensate ai libri di Harry Potter, dalla cui pubblicazione dipendeva la sicurezza dell’Occidente Libero, perlomeno a giudicare dai grappoli di coglioni in esposizione fuori dalle librerie per la distribuzione di mezzanotte.

A rigor di logica i Beta Reader per accedere al romanzo devono aver firmato un contratto che li condanna a Schiavitù & Morte in caso qualcosa lasci senza permesso il loro PC. Perfino io quando partecipavo al Beta Test di Gurps High Tech avevo il divieto assoluto (pena dodici dozzine di frustate) perfino di copiare il file in un secondo PC o di stamparne più di una singola copia (nemmeno per i miei giocatori! Nemmeno loro potevano accedere al materiale integrale della draft).
Se fosse VERO allora qualcuno, dato che la Meyer dice che può dimostrare chi è, morirà in un modo orribile. dentone.gif

I did not want my readers to experience Midnight Sun before it was completed, edited and published. I think it is important for everybody to understand that what happened was a huge violation of my rights as an author, not to mention me as a human being. As the author of the Twilight Saga, I control the copyright and it is up to the owner of the copyright to decide when the books should be made public; this is the same for musicians and filmmakers.

A me il copyright vecchio stile che non difende la vera proprietà intellettuale, ma solo il diritto di produrre copie, completamente obsoleto nel mondo di internet, mi fa cagare però capisco il discorso della Meyer qua sopra: non vuole che arrivi in pubblico finché non è pronto.
E perché? È semplice: ci si può vergognare della bozza pre-editing (specie se si scrive come fa Stephen King, revisionando tutto solo alla fine), o non si vogliono mostrare le scene poi tagliate o le parti della trama poi cambiate… insomma non si vuole far vedere “l’aborto” che precede il vero libro. È comprensibile.

E infatti la Meyer scrive…

I’d rather my fans not read this version of Midnight Sun. It was only an incomplete draft; the writing is messy and flawed and full of mistakes

Schiavitù
- Avete condiviso il romanzo con gli altri negri: ora sarete miei schiavi!
- No, bwana, no! Io essere bravo negro! Io no dare romanzo nessuno!

Ma il problema è dopo.

Unfortunately, with the Internet, it is easy for people to obtain and share items that do not legally belong to them. No matter how this is done, it is still dishonest. This has been a very upsetting experience for me, but I hope it will at least leave my fans with a better understanding of copyright and the importance of artistic control.

Siamo all’opposto del discorso di Doctorow e dei ragionamenti degli editor illuminati come Patrick Nielsen Hayden.
Questo mi ricorda i soliti vecchi discorsi stile “distribuire un ebook è come stuprare nel culo le bambine dell’asilo“. La musica degli anni ’80 è stata uccisa dalle copie sulle musicassette. I libri sono morti con la stampa a caratteri mobili. Il controllo delle informazioni e di ogni bit che passa dal PC di ogni utente alla rete è fondamentale per difendere il copyright e se questo significa spiare ogni comunicazione e violare la privacy del cittadino senza che alcuna indagine in corso lo permetta, poco importa! Il copyright è tutto. Il Regime è tutto. Morte ai nemici del Regime!

Se prima la mia simpatia poteva essere per la Meyer ora posso solo dire:
Meyer? Ma vaffanculo, retrograda bigotta di merda! icon_mrgreen.gif

Proseguiamo la lettura…

So where does this leave Midnight Sun? My first feeling was that there was no way to continue. Writing isn’t like math; in math, two plus two always equals four no matter what your mood is like. With writing, the way you feel changes everything. If I tried to write Midnight Sun now, in my current frame of mind, James would probably win and all the Cullens would die, which wouldn’t dovetail too well with the original story. In any case, I feel too sad about what has happened to continue working on Midnight Sun, and so it is on hold indefinitely.

Cosa? Questo non è un comportamento professionale. Questo non è un ragionamento da scrittore. Questa non è narrativa.
Se fosse vero, e dubito lo sia, questi sono solo i capricci di un idiota balbettante. Un idiota che si nasconde dietro l’ispirazione, confidando che il suo lettore tipo abbia il cervello pieno di romanticherie e non sappia nulla di pianificazione, di trame, del peso che significa lavorare su un romanzo per mesi e mesi finendo per odiarlo ecc… quelle della Meyer sono stronzate. Grandi, grosse, abnormi STRONZATE.
E gli scrittori che vivono di stenti, tra lavoretti malpagati e una scrittura che permette loro di racimolare solo quanto basta a sopravvivere cosa dovrebbero dire?
Però l’idea che i Cullen crepino non mi dispiace… TFR3C.png

But how do I comment on this violation without driving more people to look for the illegal posting? It has taken me a while to decide how and if I could respond. But to end the confusion, I’ve decided to make the draft available here (at the end of this post). This way, my readers don’t have to feel they have to make a sacrifice to stay honest. I hope this fragment gives you further insight into Edward’s head and adds a new dimension to the Twilight story.

Ora fa la brava mammina buona e dice: “visto che credo che non finirò di scrivere questo libro e visto che ormai è già in internet, ve lo dò direttamente io il pdf da leggere”.
Ok. Accettabile.

Ma questo riaccende il dubbio. Non è forse tutta una messinscena messa su perché la scrittrice si è stancata di scrivere queste stronzate? E in particolare un libro che non è altro che Twilight dal punto di vista di Edward invece che di Bella?
In fondo aveva scritto The Host. Il desiderio di cambiamento c’era. Forse perfino lei si è stancata di vampiri-che-non-sono-vampiri e di adolescenti cerebrolesi.

Lei stessa diceva che…

Why did you decide to end the saga?
The Twilight Saga is really Bella’s story, and this was the natural place for her story to wind up. She overcame the major obstacles in her path and fought her way to the place she wanted to be. I suppose I could try to prolong her story unnaturally, but it wouldn’t be interesting enough to keep me writing. Stories need conflict, and the conflicts that are Bella-centric are resolved.

Fonte: FAQ Ufficiali sul quarto libro, Breaking Dawn

Un quinto libro, con la stessa trama di Twilight, forzatamente scritto con la scusa del “punto di vista di Edward” pur di prolungare l’esperienza dei fan non stona un po’ con quanto scritto sopra? La storia era quella di Bella. E la storia di Bella è finita.

Magari è tutta solo una trovata pubblicitaria.
Forse il nuovo libro non sarebbe mai dovuto esistere per davvero e la bozza affrettata e incompleta è un prodotto ad hoc ideato per stimolare i fan e tastare il loro amore per l’autrice, rinsaldando il legame necessario per fidelizzare il pubblico?
Ecco la povera, piccola, obesa scrittrice tradita da quelli di cui si fidava! Ecco un romanzo gettato, un cuore spezzato e un ventre ingrassato! Ecco tutto il dolore di una donna che ogni giorno è costretta ad ammazzare un suino per fare colazione!
Sto per commuovermi, cazzo, povera Meyerina… sigh… frigna.gif

Se così fosse sarebbe tutto una grande, oscena menzogna. Un trucco messo in piedi per spingere le vendite del vero quinto libro, quale esso sia. Magari una storia tutta nuova con una mummia-che-non-è-una-mummia e una ragazzina adolescente. Ovviamente senza sesso: la mummia se la penetra ci perde dentro il pene rinsecchito!

Ma comunque sia andata la cosa, che sia un trucco per lasciare i Vampiri o che sia un trovata commerciale per lanciare un nuovo libro coi Vampiri o chissà cos’altro, la Meyer non ha pensato alla DELUSIONE inflitta a milioni di ragazzine sue fans?
Già me le immagino: Emo, Scene Queens e ogni altro genere di feccia umana che si suicida dopo aver letto la notizia. O dopo aver letto la draft. Che cosa terribile!

Fan della Meyer
Due Fan della Meyer prima della notizia…
Fan della Meyer che gioca con le lamette
…e una fan dopo la notizia.

Però, forse… meglio così, no?
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