febbraio 2009

Archivio del Mese

USA: vendite eBook quarto quarto 2008

Posted by on 12 feb 2009 | Tagged as: Ebook, Editoria

Aggiornamento ultrarapido: sono usciti i dati di vendita degli eBook in USA del quarto quarto del 2008! Gioite come conigli! Gioite! Quattro! Quattro! ^__^

Vendite eBook quarto quadrimestre 2008 ottobre novembre dicembre
Vendita eBook in USA, 2005-2008

Crescita eBook rispetto al quarto precedente: +20,8%
Crescita del terzo quarto rispetto al secondo: +19,8%
Crescita eBook dall’inizio dell’anno: +66,3%
Crescita eBook rispetto al quarto quarto 2007: +104,8%

Vi ricordo come sempre che:

# The data above represent United States revenues only
# The data above represent only trade eBook sales via wholesale channels. Retail numbers may be as much as double the above figures due to industry wholesale discounts.
# The data above represent only data submitted from approx. 12 to 15 trade publishers
# The data does not include library, educational or professional electronic sales
# The numbers reflect the wholesale revenues of publishers

Sono dati interessanti non per il “numero” in sé (uno sputo percentuale insignificante sul totale del mercato USA), ma per il trend di vendite che sottendono: +66,3% dall’inizio del 2008 con una crescita in aumento (da +19,8% a +20,8%) dal terzo al quarto quarto! Non è niente male, no?

Intanto vi ricordo (avevo già accennato la cosa in un vecchio articolo) che lo scrittore brasiliano Paulo Coelho è come sempre un sostenitore degli eBook! Come già dichiarato dallo scrittore Cory Doctorow, dalla casa editrice TOR e dal famosissimo Neil Gaiman, gli eBook distribuiti gratuitamente aumentano le vendite del cartaceo!

Loro non sono lì per fare la carità a nessuno. Se ti danno gli eBook gratis è perché hanno ottimi motivi per pensare che così, allo stato attuale, venderanno di più i cartacei davvero e non perché stanno inventando qualche balla ideologica per supportare la pirateria o altre stronzate “di parte”. ^__^
Quindi c’è da fidarsi: il martello sui coglioni da soli non se lo vogliono dare di certo!

Brazil’s highest worldwide selling author, Paulo Coelho, is a great supporter of the e-book. According to him, the free distribution of e-books actually encourages paper books sales, because readers start reading on their computer and as soon as they become engaged in the story they run to the bookshops to buy them, as they still prefer reading on paper. Whether you like Paulo Coelho or not, the fact is that his sales tips can not be ignored.

Per saperne di più: http://globalvoicesonline.org/2009/01/24/brazil-a-true-competition-between-e-books-and-paper-books/

Miei precedenti articoli utili per farsi un’idea:
Dietro il prezzo di un libro
Gli eBook e il futuro del libro

Lavoro di squadra: insieme possiamo fare ogni cosa!
Il futuro dell’editoria lo stiamo costruendo noi:
compra solo dopo esserti assicurato che valga i soldi chiesti!

Gara PornoFantasy: i racconti

Posted by on 11 feb 2009 | Tagged as: Concorsi Letterari, Zozzerie

Un uso utile delle elfe!

Per la prima Gara PornoFantasy del Ducato del Porno sono in gara 17 racconti. Non mi aspettavo di riceverne più di 10, per cui è andata meglio di quanto sperassi.

Ecco i racconti in un comodo file RAR.
I racconti sono stati convertiti in RTF e le immagini presenti sono state allegate come JPG (si vedano le istruzioni).
Le istruzioni per il voto sono fornite in un apposito TXT, il formato più bello del mondo e il più amato agli occhi del Cristo Onofago. Ve le riporto nel box sotto. È possibile votare da oggi fino alle 23:59 del 15 Marzo 2009.

Invito tutti i partecipanti a controllare SUBITO che la propria opera sia presente nel RAR e che non abbia problemi dovuti alla mia azione di conversione in RTF (ho dovuto rimaneggiare gli accapo dei testi presi dai PDF).

Potete usare i commenti a questo articolo sia per votare (ma non verrà pubblicato il voto) che per parlare dei racconti in gara. Come previsto dal regolamento bisogna mantenere l’anonimato quindi da ora in poi non dite per nessun motivo quale è il vostro, pena la squalifica.

ISTRUZIONI DI VOTO

I racconti sono forniti in formato RTF.
I nomi dei file sono inventati. Ogni file ha un nome che inizia con una lettera diversa. Tutti i titoli dei racconti sono stati cancellati, come anche qualunque commento extra-racconto presente nei file inviati.
Uno dei racconti, Bacello, è dotato di tre immagini denominate Bacello_Immagine1.jpg, Bacello_Immagine2.jpg e Bacello_Immagine3.jpg, inizialmente posizionate nel testo dove ora si trovano le indicazioni IMMAGINE1, IMMAGINE2 e IMMAGINE3.

Modalità di voto.
Mettere in ordine di preferenza le opere lette, indicando il nome del file o l’iniziale del nome, dalla più bella (a sinistra) alla meno bella (a destra). Bisogna valutare almeno 10 opere sulle 17 complessive. Non è necessario inserire al quarto posto il Quattro. Naturalmente le valutazioni complete di tutte e 17 le opere verranno considerate maggiormente rispetto a quelle di meno di 17 opere.

Esempio di voto: “Bacello, Avicenna, Incontinenza, Ritardo” (seguono gli altri)
oppure: “B, A, I, R” (seguono gli altri)

Come inviare il voto?
Inviare un messaggio privato (MP) sul Forum del Ducato a “Carraronan” (bisogna essere registrati) oppure commentare nell’apposito articolo dedicato su Baionette Librarie (non serve essere registrati, ma il commento NON verrà pubblicato quindi inseriteci SOLO il voto!).

Per inviare MP:

http://forum.ducatodelporno.org/memberlist.php?mode=viewprofile&u=2

Articolo su Baionette:

http://www.steamfantasy.it/blog/2009/02/11/gara-pornofantasy-i-racconti/

Un solo voto per persona. Nel caso di dubbio di voti multipli il Duca si riserva il diritto di ignorare i voti ricevuti. I voti verranno mantenuti SEGRETI.
Non è possibile votare pubblicamente.
Si può “discutere” pubblicamente delle opere lette, ma NON bisogna fornire in modo esplicito la propria classifica, anche se dalla discussione sarà possibile desumere le preferenze. Comunque, come sempre, visto che siamo in regime di tirannia il Duca si riserva il diritto di fare quello che gli pare.

Scelta dei vincitori.
Il Duca deciderà i vincitori valutando di persona le opere con l’ausilio di un ristretto numero di consiglieri. I voti ricevuti serviranno per decidere, in caso di dubbio tra più opere, la classifica finale. La decisione finale del Duca cercherà di rispettare il più possibile la volontà popolare, ma in realtà voi non potrete sapere se è davvero così. Proprio come nei regimi democratici. Contenti? ^__^

Buon divertimento.

[CaD] Armature alla massimiliana, gotiche e rievocazioni storiche

Posted by on 04 feb 2009 | Tagged as: Armature, Chiedilo al Duca, Oplologia

Apro la nuova sezione “Chiedilo al Duca” (CaD) con le domande che mi ha posto Luca Guglielmi, il capo della Compagnia della Fenice.

Egregio Duca
Scrivo per avere la tua illuminata opinione in una vicenda che spesso mi trovo a dibattere tra rievocatori: io sono sostenitore dell’armatura gotica alla tedesca (ne possiedo una riproduzione che puoi vedere in molte foto del sito), riprodotta su originale del 1490-1495 circa. Mi trovo spesso a disquisire sulla datazione e sull’utilizzo temporale della stessa.
Quasi tutti si figurano il massimo splendore delle armature gotiche dal 1480 al 1495 appunto, ma io dissento: è logico poter dire che tale armatura fosse ampiamente usata fino al 1510-15 e anche oltre? In fondo la “moda” della Massimiliana tra i principi tedeschi comincia non prima del 1508-10 e non penso che ci fosse una corsa a buttare la vecchie armature – visto il prezzo – per farsi l’armatura all’ultimo grido… o sbaglio nella mia dissertazione? Immagino che i principi e i nobili abbracciarono la nuova moda, ma personaggi non altrettanto “danarosi” non credo si siano messi a buttare armature con quello che costavano…

Il mio personaggio, poi, è si il Conte di Taufers , ma non è certo l’Imperatore o il Duca di Baviera. Inoltre impegnato in Guerre tra Titolo e Italia penso non avesse tutto questo tempo per andare dai vari Seusenhofer o Missaglia per ordinare un’armatura nuova, tanto più che quella posseduta è tecnicamente ancora perfetta…
Aggiungo che si vede spesso tra i rievocatori tedeschi l’uso di tali arnesi ben oltre il 1510, anche se nell’iconografia e nei quadri troviamo ben pochi supporti alla loro -e mia- teoria.

Dal punto di vista iconografico hai ragione tu (e i rievocatori tedeschi): armature con look non alla massimiliana, ovvero non spigolato, sono presenti nelle xilografie della prima metà del Cinquecento che rappresentano lanzichenecchi, sia truppa che ufficiali.
Nel “Giuramento dei lanzichenecchi”, xilografia tratta da Großer lutherischer Narr di Thomas Murner (1522), il capitano di fronte a cui i lanzi giurano con la mano alzata e il capo scoperto indossa un’armatura che non è alla massimiliana.
In una xilografia di Hans Sebald Beham del 1540 sono rappresentati due lanzichenecchi in armatura a tre-quarti non spigolata. Uno dei due è visibile qui.
In un’altra di Hans Schaufelein del 1513 si vedono tre archibugieri e quello al centro ha una corazza che sembrerebbe proprio in stile gotico: per quanto i dettagli della xilografia non siano eccellenti si nota la forma della corazza a due pezzi.

hans_burgkmair_inizio_xvi_secolo
Hans Burgkmair, primo Cinquecento.
Notare le corazze lisce e le mantelline di maglia, chiamate “mantello del vescovo”

La massimiliana, quando la spigolatura non è solo “di bellezza” (alcune hanno poche creste, molto distanziate, la cui unica utilità è estetica), ma è fatta come si deve per rendere più robusta la protezione, ha una capacità difensiva superiore del 15% circa (dovuta all’angolo di impatto) rispetto a un’armatura arrotondata della stessa tipologia di acciaio e dello stesso spessore. Spesso la spigolatura permetteva di diminuire lo spessore pur conservando la stessa protezione quindi si può anche dire che erano “più leggere a pari capacità difensiva”.

Ma, appunto, bisogna tenere conto della “qualità” dell’armatura! Avrebbe senso buttare la propria armatura gotica per farsene fare una nuova in stile massimiliano?
Se il personaggio fosse stato un inglese con un’armatura fabbricata in Inghilterra a fine ’400 o un tedesco settentrionale o un francese che ha comprato la sua armatura “a casa”, direi proprio di si: la loro metallurgia era inferiore a quella della Germania Meridionale o della Lombardia.
Ma se uno è un italiano settentrionale o un tedesco meridionale che ha comprato un’armatura gotica alla tedesca da un produttore tedesco, la risposta sarebbe così scontata? No.

lanzo_armatura_liscia
Quartiermastro lanzichenecco in armatura,
da una xilografia di Döring del 1550

Proviamo a guardare la qualità delle armature fatte dagli Helmschmied di Augusta (in particolare Lorenz). Su 16 pezzi analizzati dal professor Williams solo 1 era formato da acciaio a basso livello di carbonio e ben 12 erano stati sottoposti con successo a tempra e rinvenimento “pieno”, ovvero raffreddamento rapido in acqua/olio (tempra) e riscaldamenti successivi (rinvenimento) per togliere gli stress e diminuire l’eccessiva durezza che potrebbe causare dei “crack”: alla fine risulta un composto con un’ottima resistenza agli urti in cui domina la martensite, il tipo di acciaio al carbonio migliore.
Le armature milanesi erano spesso raffreddate lentamente all’aria, formando composti in cui dominava la perlite invece della martensite; oppure temprate in soluzioni strane, olii e altre porcherie che non garantivano la massima velocità di raffreddamento, per cui molti dei reperti studiati (su un 40ina circa) risultava essere stato sottoposto a tempra e rinvenimento “senza successo”. Non mancano comunque esemplari di eccellente qualità e fattura, con una magnifica struttura in martensite o composti misti con perlite e bainite.

La tecnologia degli acciai della Germania Meridionale era altissima (pari a quella italiana contemporanea) e, per quello che ritengo, a meno di non aver per forza bisogno di un’armatura “a prova di archibugio” spessa 4 mm (ma prima della metà del ’500 non mi risulta che fossero diffuse) non c’è motivo di buttare un’ottima armatura gotica tedesca, soprattutto se recante marchi di produttori prestigiosi, a favore di una nuova armatura alla massimiliana “per moda” (e ancora meno se uno non ha tanti soldi da buttare).

georg von frundsberg di cristoph amberger
Georg von Frundsberg (1473-1528), il “padre” dei lanzichenecchi,
principe del Mindelheim, dipinto da Cristoph Amberger.
In suo onore venne chiamata Frundsberg la 10° Divisione Panzer delle Waffen-SS

Adesso mi viene in mente una seconda domanda, collegata alla prima: e l’armatura massimiliana appunto, a che data la possiamo collocare?
Dal 1508-1510 come ho sempre pensato io, o prima? E secondo te era veramente cosi’ diffusa o il suo mito è stato “enfatizzato” dall’iconografia del tempo? e per quanto tempo è stata utilizzata? È vero che già nel 1540 la moda stava passando?

Il boom della moda delle armature spigolate lo collocherei anche io tra 1505-1510 e il 1535, per poi sparire dagli anni ’40 in congiunzione con l’aumento dello spessore delle armature (immagino che fare le creste a una corazza di 4 mm sia più difficile che farle a una di 2 mm), come anche tende a declinare la qualità degli acciai impiegati (è più economico -e fattibile trattandosi di acquisti in massa- aumentare lo spessore che non pretendere standard altissimi di qualità degli acciai).
Più è grande il blumo/lingotto e più è difficile ottenere un buon acciaio: se uno vuole una corazza pettorale che pesa 7 kg invece di 4 perché è molto più spessa metterà il fabbricante di fronte al problema di come riuscire a ottenere lo stesso un buon acciaio (un trucco è fare due strati di corazza e inchiodarli tra loro, come sarà per le duplex comuni nel ’600: dal punto di vista balistico due strati uniti dello stesso metallo o un solo strato spesso quanto due hanno la stessa capacità di fermare proiettili).

Durante quel periodo esplose poi anche l’agghiacciante moda del lamboys… brrr, l’orrenda armatura con le falde tipo gonna di cui sono sopravvissuti esemplari posseduti da Enrico VIII, Carlo V e altri personaggi illustri. Fortunatamente quella porcheria (dalle capacità difensive e dalla praticità molto dubbia) ha avuto vita breve.

Cerchiamo qualche data per la periodizzazione delle massimiliane.
Ho un po’ di armature sul libro di Williams con data certa (con margine di pochi anni di errore) provenienti da Augusta, Innsbruck e Landshut, prodotte tra la fine ’400 e la fine del ’500.

Augusta.
Tutte le armature mostrate tra 1480 e 1495 sono gotiche tedesche.
1510: l’armatura di Wladislas di Boemia, che sembra più un design milanese che non una gotica tedesca: comunque non è spigolata.
1520: ecco una massimiliana ricca di creste e decorazioni appartenuta all’Arciduca Ferdinando I e attribuita a Kolman Helmschmied.
1524-1525: due armature in stile “puffed & slashed”, ovvero con rigonfiamenti come se fossero dei vestiti, una appartenuta a Wilhelm von Roggendorf e l’altra non si sa. Sono entrambe opere di Kolman.
1525: armatura da cavaliere (sempre Kolman) vecchio stile, liscia, non alla massimiliana.
1526: armatura da cavaliere (sempre Kolman!) per Re Ferdinando I e questa volta è alla massimiliana.
1540: armatura liscia, piuttosto anonima, dall’arsenale di Solothurn.
1543: armatura per Carlo V, fatta da Desiderius Helmschmied, non spigolata, ma decorata con incisioni e dorature, con corazza lunga e protezioni in lame articolate per le cosce che si proiettano dai fiancali come nelle armature a tre-quarti fino al ginocchio.
1544: armatura da campo per Carlo V (sempre Desiderius), sempre incisa e dorata, non alla massimiliana.
Seguono altre 16 armature dagli anni ’40 al 1582, e nessuna è in stile massimiliano.

Innsbruck.
Tutte gotiche tedesche o simil-milanesi fino al 1495.
1505-1510: tre corazze da cavaliere “parzialmente spigolate”, con fiancali da cui partono gambali in lame articolate che arrivano al ginocchio o quasi. Produttori: Hans Seusenhofer, Wolfgang Prenner il Vecchio e Christian Schreiner il Giovane.
1511: armatura alla massimiliana per Mattahus Lang, Arcivescovo di Salisburgo.
1512-1514: armatura da ragazzo coi lamboys per il futuro Carlo V: niente spigolature.
1515: armatura alla massimiliana prodotta da Hans Mayrstetter.
1520-1530: altre due massimiliane, una delle quali prodotta da Konrad Treytz il Giovane.
1535: armatura da cavaliere di Hans Sierg von Siergenstein decorata con incisioni sul pettorale realizzata da Konrad Treytz il Giovane. Non è una massimiliana.
1535: corazza per Ferdinando I e non è una massimiliana.
Seguono altre 17 armature datate fino al 1621, per ricconi o per semplici cavalieri/corazzieri (e anche una corazza da fante), tutte NON in stile massimiliano.

Landshut.
1470: meravigliosa armatura gotica,con creste a “V” lungo corazza e bracciali che, a mio avviso, la rendono buona quasi quanto una massimiliana.
1470-1480: una gotica più classica, meno decorata.
Seguono altri pezzi non in stile massimiliano.
1515: armatura alla massimiliana attribuita (la cosa non è certa per via di problemi col marchio che forse è EB e forse EP) a Erhart Plattner.
1520-1530: un’altra massimiliana col marchio di Wolfgang Groszschedel.
1530: armatura massimiliana da cavaliere, sempre con marchio dubbio EB – EP.
1530-1540: corazza alla massimiliana opera di Wolfgang Groszschedel.
1535: armatura da fanteria (con grosso parapalle tondo e incisioni sul pettorale) di Konrad von Bemelberg realizzata da Wolfgang Groszschedel.
Seguono altre 5 armature complete, tutte NON in stile massimiliano.

Si potrebbe proseguire analizzando le armature di Norimberga, ma non avrebbe molto senso dato che i risultati non sono molto diversi. L’ultima armatura da cavaliere prima della “moda massimiliana” è del 1510, poi sono mostrate solo massimiliane per gli anni ’20. La massimiliana più recente è del 1540, anche se sono presenti altre tre armature da cavaliere lisce prodotte tra 1530 e 1540.

A quanto ho capito c’è stata davvero la moda della massimiliana per una ventina di anni, ma non tutte le armature prodotte erano in quello stile: il mercato si divideva tra armature spigolate e lisce.
Altra cosa che posso dire è che in contemporanea alla moda della massimiliana si afferma in modo chiaro la corazza pettorale in un pezzo solo (e non in due con il cinturino o le inchiodature tra panziera e petto come nel ’400, es: la AVANT milanese o tante gotiche tedesche).

Alla prossima domanda! ^__^

Novità e rubrica “Chiedilo al Duca”

Posted by on 03 feb 2009 | Tagged as: Chiedilo al Duca, Novità sul Sito, Scrittura

Dopo il divertente intermezzo trollesco con il Pino Mugo del Fantasy Italiano, torniamo a parlare di cose serie. Questo è un aggiornamento lampo dedicato agli articoli in arrivo e alla nuova rubrica “Chiedilo al Duca”.

Articoli in Arrivo
Sto riordinando gli appunti sui primi due libri delle Cronache del Mondo Emerso e, sigh, con grande dolore sto rileggendo il terzo libro. Tutto per amore di Nihal. E come preannunciato alcuni giorni fa sto leggendo “Il Destino di Adhara”, nuovo libro di Licia Troisi che alcuni mentecatti imbottiti di metanfetamine hanno definito la Regina del Fantasy Italiano. Chissà perché mi viene in mente Gaetano Bresci… ^__^

«Io non ho ucciso Umberto. Io ho ucciso il Re. Ho ucciso un principio.»

Oltre a questa spazzatura mi sto dedicando alla lettura di romanzi più seri, ovvero quelli di Carlton Mellick III che mi sono appena arrivati.
Dedicherò un articolo alla Bizarro Fiction e al libro “The Haunted Vagina” che ho appena finito di leggere. E agli altri romanzi in futuro, se saranno altrettanto belli.
Ho anche il libro “The New Weird” a cura di Ann e Jeff Vandermeer, per cui potrei usare il materiale e i racconti contenuti per fare un articolo su cosa sia il New Weird. Qualcosa di un pochino più completo e delineato, se riuscirò, di una traduzione da wikipedia per qualche rivista di dubbio gusto. E anche un articolo su un nuovo genere letterario di cui preferisco non parlavi prima per non rovinarvi la sorpresa (e non c’entra con lo Steam, è molto più figo!). ^__^

Per quanto riguarda armi e armature, gli articoli per cui ho raccolto materiale nel corso di questi mesi sono: storia e spirito della baionetta; articolo “4 Dummies” sulla balistica terminale nel corpo umano (perché di più non posso fare); storia ed evoluzione (in breve) delle armature da fanteria dalla fine dell’Ottocento a oggi; gli acciarini a percussione (parlando anche di palle minié e altre soluzioni meno intelligenti); il moschetto con la forcella, una falsa innovazione.
Gli altri che potrei scrivere non li cito perché penso di metterli dopo questi (il che significa tra parecchi mesi).

 
Chiedilo al Duca
Questa è la nuova sezione. L’idea nasce dalla discreta quantità di consulenze più o meno complicate che ho fornito via mail o via msn nell’ultimo anno. Una piuttosto interessante proprio la scorsa settimana. Talvolta il materiale che metto assieme per rispondere è sufficiente per poterci costruire attorno un articolo a sé e ho pensato che magari qualcun altro potrebbe essere interessato a leggere la risposta.
Quella su Armature e Armi da Fuoco alla battaglia di Pavia è una vera e propria consulenza di un certo livello, per cui non l’ho inserita nella nuova categoria, ma domani provvederò a pubblicare il primo articolo di “Chiedilo al Duca”.

Chiunque può mandarmi quesiti di natura storico-armiera o chiedere consigli che richiedano competenze in oplologia o storia militare per la propria ambientazione fantasy. Anche domande applicative del tipo “ho questo e questo nella mia ambientazione fantasy, secondo te ci può stare quest’altro o non ha senso?”. Oppure “avrebbe senso che ci fossero X e Y nella mia ambientazione, anche se non voglio che ci sia W?”.
Se le risposte saranno sufficientemente interessanti le sistemerò, amplierò e pubblicherò un po’ per volta nella nuova categoria. Sempre che io sia in grado di rispondere, cosa che NON è affatto da dare per scontata! ^__^

Indirizzo e-mail a cui inviare: carraronan@gmail.com

Sono sempre disponibile anche a leggere gli incipit dei romanzi delle aspiranti scrittrici (o scrittori…) di Fantasy per fornire pareri e aiuto tecnico (quel poco che posso fare). Ma su questo farò un articolo apposito in futuro, per spiegare in modo chiaro l’importanza di inviare le proprie mutandine assieme al testo.
Nel frattempo chiunque voglia approfittarne è benvenuta, soprattutto se giovane, attraente, disinibita e domiciliata in Lombardia. Meglio se perfettamente sana e se prende la pillola: preferisco che non vi siano barriere artificiali nel rapporto di editing. Va da sé che se siete maschi leggerò le vostre opere con molto meno interesse.
Sono sessista, cazzi vostri. ^__^

A domani con il primo articolo di “Chiedilo al Duca”.