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Feb 04

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[CaD] Armature alla massimiliana, gotiche e rievocazioni storiche

Apro la nuova sezione “Chiedilo al Duca” (CaD) con le domande che mi ha posto Luca Guglielmi, il capo della Compagnia della Fenice.

Egregio Duca
Scrivo per avere la tua illuminata opinione in una vicenda che spesso mi trovo a dibattere tra rievocatori: io sono sostenitore dell’armatura gotica alla tedesca (ne possiedo una riproduzione che puoi vedere in molte foto del sito), riprodotta su originale del 1490-1495 circa. Mi trovo spesso a disquisire sulla datazione e sull’utilizzo temporale della stessa.
Quasi tutti si figurano il massimo splendore delle armature gotiche dal 1480 al 1495 appunto, ma io dissento: è logico poter dire che tale armatura fosse ampiamente usata fino al 1510-15 e anche oltre? In fondo la “moda” della Massimiliana tra i principi tedeschi comincia non prima del 1508-10 e non penso che ci fosse una corsa a buttare la vecchie armature – visto il prezzo – per farsi l’armatura all’ultimo grido… o sbaglio nella mia dissertazione? Immagino che i principi e i nobili abbracciarono la nuova moda, ma personaggi non altrettanto “danarosi” non credo si siano messi a buttare armature con quello che costavano…

Il mio personaggio, poi, è si il Conte di Taufers , ma non è certo l’Imperatore o il Duca di Baviera. Inoltre impegnato in Guerre tra Titolo e Italia penso non avesse tutto questo tempo per andare dai vari Seusenhofer o Missaglia per ordinare un’armatura nuova, tanto più che quella posseduta è tecnicamente ancora perfetta…
Aggiungo che si vede spesso tra i rievocatori tedeschi l’uso di tali arnesi ben oltre il 1510, anche se nell’iconografia e nei quadri troviamo ben pochi supporti alla loro -e mia- teoria.

Dal punto di vista iconografico hai ragione tu (e i rievocatori tedeschi): armature con look non alla massimiliana, ovvero non spigolato, sono presenti nelle xilografie della prima metà del Cinquecento che rappresentano lanzichenecchi, sia truppa che ufficiali.
Nel “Giuramento dei lanzichenecchi”, xilografia tratta da Großer lutherischer Narr di Thomas Murner (1522), il capitano di fronte a cui i lanzi giurano con la mano alzata e il capo scoperto indossa un’armatura che non è alla massimiliana.
In una xilografia di Hans Sebald Beham del 1540 sono rappresentati due lanzichenecchi in armatura a tre-quarti non spigolata. Uno dei due è visibile qui.
In un’altra di Hans Schaufelein del 1513 si vedono tre archibugieri e quello al centro ha una corazza che sembrerebbe proprio in stile gotico: per quanto i dettagli della xilografia non siano eccellenti si nota la forma della corazza a due pezzi.

hans_burgkmair_inizio_xvi_secolo
Hans Burgkmair, primo Cinquecento.
Notare le corazze lisce e le mantelline di maglia, chiamate “mantello del vescovo”

La massimiliana, quando la spigolatura non è solo “di bellezza” (alcune hanno poche creste, molto distanziate, la cui unica utilità è estetica), ma è fatta come si deve per rendere più robusta la protezione, ha una capacità difensiva superiore del 15% circa (dovuta all’angolo di impatto) rispetto a un’armatura arrotondata della stessa tipologia di acciaio e dello stesso spessore. Spesso la spigolatura permetteva di diminuire lo spessore pur conservando la stessa protezione quindi si può anche dire che erano “più leggere a pari capacità difensiva”.

Ma, appunto, bisogna tenere conto della “qualità” dell’armatura! Avrebbe senso buttare la propria armatura gotica per farsene fare una nuova in stile massimiliano?
Se il personaggio fosse stato un inglese con un’armatura fabbricata in Inghilterra a fine ‘400 o un tedesco settentrionale o un francese che ha comprato la sua armatura “a casa”, direi proprio di si: la loro metallurgia era inferiore a quella della Germania Meridionale o della Lombardia.
Ma se uno è un italiano settentrionale o un tedesco meridionale che ha comprato un’armatura gotica alla tedesca da un produttore tedesco, la risposta sarebbe così scontata? No.

lanzo_armatura_liscia
Quartiermastro lanzichenecco in armatura,
da una xilografia di Döring del 1550

Proviamo a guardare la qualità delle armature fatte dagli Helmschmied di Augusta (in particolare Lorenz). Su 16 pezzi analizzati dal professor Williams solo 1 era formato da acciaio a basso livello di carbonio e ben 12 erano stati sottoposti con successo a tempra e rinvenimento “pieno”, ovvero raffreddamento rapido in acqua/olio (tempra) e riscaldamenti successivi (rinvenimento) per togliere gli stress e diminuire l’eccessiva durezza che potrebbe causare dei “crack”: alla fine risulta un composto con un’ottima resistenza agli urti in cui domina la martensite, il tipo di acciaio al carbonio migliore.
Le armature milanesi erano spesso raffreddate lentamente all’aria, formando composti in cui dominava la perlite invece della martensite; oppure temprate in soluzioni strane, olii e altre porcherie che non garantivano la massima velocità di raffreddamento, per cui molti dei reperti studiati (su un 40ina circa) risultava essere stato sottoposto a tempra e rinvenimento “senza successo”. Non mancano comunque esemplari di eccellente qualità e fattura, con una magnifica struttura in martensite o composti misti con perlite e bainite.

La tecnologia degli acciai della Germania Meridionale era altissima (pari a quella italiana contemporanea) e, per quello che ritengo, a meno di non aver per forza bisogno di un’armatura “a prova di archibugio” spessa 4 mm (ma prima della metà del ‘500 non mi risulta che fossero diffuse) non c’è motivo di buttare un’ottima armatura gotica tedesca, soprattutto se recante marchi di produttori prestigiosi, a favore di una nuova armatura alla massimiliana “per moda” (e ancora meno se uno non ha tanti soldi da buttare).

georg von frundsberg di cristoph amberger
Georg von Frundsberg (1473-1528), il “padre” dei lanzichenecchi,
principe del Mindelheim, dipinto da Cristoph Amberger.
In suo onore venne chiamata Frundsberg la 10° Divisione Panzer delle Waffen-SS

Adesso mi viene in mente una seconda domanda, collegata alla prima: e l’armatura massimiliana appunto, a che data la possiamo collocare?
Dal 1508-1510 come ho sempre pensato io, o prima? E secondo te era veramente cosi’ diffusa o il suo mito è stato “enfatizzato” dall’iconografia del tempo? e per quanto tempo è stata utilizzata? È vero che già nel 1540 la moda stava passando?

Il boom della moda delle armature spigolate lo collocherei anche io tra 1505-1510 e il 1535, per poi sparire dagli anni ’40 in congiunzione con l’aumento dello spessore delle armature (immagino che fare le creste a una corazza di 4 mm sia più difficile che farle a una di 2 mm), come anche tende a declinare la qualità degli acciai impiegati (è più economico -e fattibile trattandosi di acquisti in massa- aumentare lo spessore che non pretendere standard altissimi di qualità degli acciai).
Più è grande il blumo/lingotto e più è difficile ottenere un buon acciaio: se uno vuole una corazza pettorale che pesa 7 kg invece di 4 perché è molto più spessa metterà il fabbricante di fronte al problema di come riuscire a ottenere lo stesso un buon acciaio (un trucco è fare due strati di corazza e inchiodarli tra loro, come sarà per le duplex comuni nel ‘600: dal punto di vista balistico due strati uniti dello stesso metallo o un solo strato spesso quanto due hanno la stessa capacità di fermare proiettili).

Durante quel periodo esplose poi anche l’agghiacciante moda del lamboys… brrr, l’orrenda armatura con le falde tipo gonna di cui sono sopravvissuti esemplari posseduti da Enrico VIII, Carlo V e altri personaggi illustri. Fortunatamente quella porcheria (dalle capacità difensive e dalla praticità molto dubbia) ha avuto vita breve.

Cerchiamo qualche data per la periodizzazione delle massimiliane.
Ho un po’ di armature sul libro di Williams con data certa (con margine di pochi anni di errore) provenienti da Augusta, Innsbruck e Landshut, prodotte tra la fine ‘400 e la fine del ‘500.

Augusta.
Tutte le armature mostrate tra 1480 e 1495 sono gotiche tedesche.
1510: l’armatura di Wladislas di Boemia, che sembra più un design milanese che non una gotica tedesca: comunque non è spigolata.
1520: ecco una massimiliana ricca di creste e decorazioni appartenuta all’Arciduca Ferdinando I e attribuita a Kolman Helmschmied.
1524-1525: due armature in stile “puffed & slashed”, ovvero con rigonfiamenti come se fossero dei vestiti, una appartenuta a Wilhelm von Roggendorf e l’altra non si sa. Sono entrambe opere di Kolman.
1525: armatura da cavaliere (sempre Kolman) vecchio stile, liscia, non alla massimiliana.
1526: armatura da cavaliere (sempre Kolman!) per Re Ferdinando I e questa volta è alla massimiliana.
1540: armatura liscia, piuttosto anonima, dall’arsenale di Solothurn.
1543: armatura per Carlo V, fatta da Desiderius Helmschmied, non spigolata, ma decorata con incisioni e dorature, con corazza lunga e protezioni in lame articolate per le cosce che si proiettano dai fiancali come nelle armature a tre-quarti fino al ginocchio.
1544: armatura da campo per Carlo V (sempre Desiderius), sempre incisa e dorata, non alla massimiliana.
Seguono altre 16 armature dagli anni ’40 al 1582, e nessuna è in stile massimiliano.

Innsbruck.
Tutte gotiche tedesche o simil-milanesi fino al 1495.
1505-1510: tre corazze da cavaliere “parzialmente spigolate”, con fiancali da cui partono gambali in lame articolate che arrivano al ginocchio o quasi. Produttori: Hans Seusenhofer, Wolfgang Prenner il Vecchio e Christian Schreiner il Giovane.
1511: armatura alla massimiliana per Mattahus Lang, Arcivescovo di Salisburgo.
1512-1514: armatura da ragazzo coi lamboys per il futuro Carlo V: niente spigolature.
1515: armatura alla massimiliana prodotta da Hans Mayrstetter.
1520-1530: altre due massimiliane, una delle quali prodotta da Konrad Treytz il Giovane.
1535: armatura da cavaliere di Hans Sierg von Siergenstein decorata con incisioni sul pettorale realizzata da Konrad Treytz il Giovane. Non è una massimiliana.
1535: corazza per Ferdinando I e non è una massimiliana.
Seguono altre 17 armature datate fino al 1621, per ricconi o per semplici cavalieri/corazzieri (e anche una corazza da fante), tutte NON in stile massimiliano.

Landshut.
1470: meravigliosa armatura gotica,con creste a “V” lungo corazza e bracciali che, a mio avviso, la rendono buona quasi quanto una massimiliana.
1470-1480: una gotica più classica, meno decorata.
Seguono altri pezzi non in stile massimiliano.
1515: armatura alla massimiliana attribuita (la cosa non è certa per via di problemi col marchio che forse è EB e forse EP) a Erhart Plattner.
1520-1530: un’altra massimiliana col marchio di Wolfgang Groszschedel.
1530: armatura massimiliana da cavaliere, sempre con marchio dubbio EB – EP.
1530-1540: corazza alla massimiliana opera di Wolfgang Groszschedel.
1535: armatura da fanteria (con grosso parapalle tondo e incisioni sul pettorale) di Konrad von Bemelberg realizzata da Wolfgang Groszschedel.
Seguono altre 5 armature complete, tutte NON in stile massimiliano.

Si potrebbe proseguire analizzando le armature di Norimberga, ma non avrebbe molto senso dato che i risultati non sono molto diversi. L’ultima armatura da cavaliere prima della “moda massimiliana” è del 1510, poi sono mostrate solo massimiliane per gli anni ’20. La massimiliana più recente è del 1540, anche se sono presenti altre tre armature da cavaliere lisce prodotte tra 1530 e 1540.

A quanto ho capito c’è stata davvero la moda della massimiliana per una ventina di anni, ma non tutte le armature prodotte erano in quello stile: il mercato si divideva tra armature spigolate e lisce.
Altra cosa che posso dire è che in contemporanea alla moda della massimiliana si afferma in modo chiaro la corazza pettorale in un pezzo solo (e non in due con il cinturino o le inchiodature tra panziera e petto come nel ‘400, es: la AVANT milanese o tante gotiche tedesche).

Alla prossima domanda! ^__^

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

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