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giu 19

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Esbat di Lara Manni

Questa non è una recensione. Io non so fare recensioni, prevedono troppo sforzo e troppa organizzazione: preferisco dare un parere sul libro senza farmi ulteriori problemi. A chi non è d’accordo che si possa dare un parere personale su qualcosa fino a qualche giorno fa avrei consigliato un bel trasferimento in Iran, ma pare che neppure lì siano così tanto bravi a tenere a freno la libertà di espressione. Peccato.

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“Esbat” di Lara Manni.
Feltrinelli, 2009, 276 pagine.

Io sono una persona semplice e ragiono in modo semplice.
Per me i fatti contano più delle chiacchere e Tolstoj faceva la cacca dal culo come tutti gli altri. E un romanzo che voglia essere buona narrativa vale per quello che suscita nel lettore.
Sono un uomo semplice con idee semplici: cacca, sangue, vita, morte. E Mauser. Che mondo sarebbe senza Mauser?

Concetti forse alieni agli allevatori di arroganza letteraria, quelli che hanno le batterie di Spocchia D.O.C. nutrite col sangue del popolo in sbrilluccicanti Torri d’Avorio, ma di certo non nuovi agli esperti di narrativa come William Strunk (1918, sembra ieri) e compagnia bella. Ma il popolo prima o poi prende le armi, le Torri bruciano e c’è un proiettile per chiunque lo abbia richiesto per tempo (triplice copia, foto formato tessera, prego consegnare al Consiglio dei Commissari del Popolo non oltre il 12 Giugno).

Chi non è d’accordo con la mia semplice visione delle cose potrà parlarne con il Mauser 1871. È un bravo fucile, gentile e comprensivo, e sarà felice di spiegargli che, sotto gli strati di saccenza, tutti gli uomini sono sacchi di budella e vanno giù allo stesso modo se gli pianti un 11x60R nel cranio. Va giù il ricco e va giù il povero. Va giù l’avistocvatico intellettuale e va giù il volgo pvoletavio. Piacevole eguaglianza.
Ho pensieri comunisti. Troppo spesso.

Credo sia ora di prendere la pasticca Bianca. È quella contro il comunismo. Immagino che me la porti un’infermierina col caschetto di capelli rosa e la divisa che copre appena le mutandine. Sarebbe bello. Come la corazzata Potemkin.

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Gli effetti dello sballo Internazionale stanno lasciando il mio corpo, più vuoto e Nero di prima…

Ho letto Esbat di Lara Manni su suggerimento di Gamberetta, che ha aiutato l’autrice a sistemarlo e a renderlo più adatto alla pubblicazione. Almeno mi pare di aver capito che sia andata così: d’altronde mi pare che sia stata spesso ben disposta nel valutare i testi inviati dai suoi fan e a fornire pareri in privato (o perlomeno così pare dal blog). Non vedo perché sarebbe dovuta andare diversamente con Lara. Pareri, non penso “editing” vero e proprio (un lavoraccio), se no sarebbe una specie di santa.

Già nei mesi scorsi Lara Manni ha lasciato ringraziamenti a Gamberetta nel proprio blog o l’ha citata con evidente stima, per cui immagino che quel poco che Gamberetta ha fatto sia stato comunque “molto” per Lara medesima che comunque aveva già due editor veri, Carlo Buga e Giovanna Salvia, citati pure loro nei ringraziamenti sul sito. E dato che i due editor a cui toccava davvero fare il lavoro sono loro due, immagino che ogni problema del testo riscontrato sia a loro (e a Lara) imputabile. ^__^

Se non fosse stato per Gamberetta, io non lo avrei mai letto. Esbat non è il mio genere: una vecchia mangaka scopre che il protagonista delle sue storie esiste davvero. Uao: poi tipo, chessò, esistono anche i personaggi della Torre Nera che escono fuori e salvano Stephen King? E il romanzo nasce da una Fan Fiction liberamente ispirata a Inu Yasha… Sigh. Ci sono sacchi su sacchi di chissenefrega per i miei gusti!

Ma avevo un valido motivo per leggerlo, a parte compiacere Gamberetta, ovvero la speranza che il libro facesse schifo e di poterlo usare come arma contro di lei in stile “ah ah su questa merda c’è il tuo nome nei ringraziamenti ah ah che n00b che sei ah ah!“. L’avrei fatta proprio incazzare, eh eh. Ho uno strano rapporto di amore-odio con lei. O forse voglio solo che mi picchi. ^___^

Quando avevo preso il libro in mano per iniziare la lettura mi era passata per la testa questa scena: Gamberetta che entrava nella mia camera dalla finestra e mi inseguiva per casa armata di bokken. Era una prospettiva inquietante, ma c’era anche qualcosa di eccitante nell’idea che lei, la bellissima Gamberetta, mi picchiasse con una spada di legno.
Sei stato un Duca molto cattivo! Hai maltrattato Lara! Prendi questo! E questo!
Sì, fammi male! Sono stato taaaaaanto cattivo!“.
Partivo quindi molto prevenuto. E un po’ eccitato.

Dura soltanto tre secondi: fatelo ripartire nel caso il primo avvio se li mangi…

Ma sfortunatamente Esbat si è rivelato un buon romanzo. Non privo di difetti, alcuni dei quali tanto “standard” da farmi pensare che forse non tutti i suggerimenti di Gamberetta (o meglio di Strunk, Scott, Gerrold, Twain, Dibell ecc…) devono essere stati presi in considerazione. Poi, boh, non ne ho idea: non ho mai letto l’opera né in versione “bozza” né in quella di “fan fiction”, per cui non so proprio come fosse prima che Lara sfruttasse le doti di Gamberetta per aggiustarlo.
Che poi, come detto prima, io non so in che modo abbia aiutato Lara. Se devo valutare dai ringraziamenti sul sito/libro, c’è scritto chiaramente “Nei confronti di Gamberetta del blog Fantasy Gamberi: senza la quale questa storia avrebbe avuto più buchi di una forma di groviera” che fa pensare che più che editing vero e proprio siano stati invece suggerimenti e valutazione della trama (segnalando appunto le incoerenze, i buchi).
E comunque, alla fine, quello che appare sul libro lo decide in realtà l’autore e non gli editor.

Essendo io una mente semplice (che non capisce le battute raffinate e si spancia dal ridere come un bifolco se vede una lucertola gigante coi cingoli), di fronte a un buon romanzo mi sono completamente dimenticato le mie intenzione distruttive. Sigh. Dovrete accontentarvi del mio livello standard di severità nei confronti della narrativa. Sono severo perché la narrativa riguarda il tempo, il denaro e la fantasia delle persone, quindi è una cosa seria.

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UAO!!! Dinosaur-Tank da Ultra Seven! Ke bllo!!!
Sì, ho gusti da bifolco.

Partiamo dal principio. Esbat nasce come Fan Fiction di Lara Manni dedicata al manga Inu Yasha di Rumiko Takahashi. Non è però una semplice Fan Fiction dedicata al manga Inu Yasha, ma un vero e proprio “WHAT IF…?” che riunisce l’autrice del manga, i suoi personaggi e i fan in carne e ossa: cosa accadrebbe se un personaggio entrasse dalla finestra e…?
Non un’idea originalissima, ma è valida. Meglio del solito gruppo di Eroi che sfida il Cattivo in stile Strazzulla. E comunque Lara non nasconde le sue “fonti di ispirazione”, dedicando nel suo sito pagine ai nomi dei personaggi, alla storia di Esbat e ad altre cose che potrete vedere da soli esplorando le pagine.

Lara Manni è brava bravina quanto basta per attirare l’attenzione di qualcuno “del settore” e così arriva a essere pubblicata da Feltrinelli.
Nessun invio del romanzo alla cieca. Nessun troisiano “hey, l’ho mandato solo alla Mondadori e ho avuto fortuna!”. Lara Manni è onesta (se è vero quel che ha detto) e non lo nasconde.

Volevo iniziare porgendoti i miei complimenti per il tuo primo traguardo: già passare dall’Erika Fanfictions Page alla Feltrinelli non è esattamente da tutti. Puoi raccontarci com’è andata?
Così: un lettore della fan fiction ha passato il link a una persona che lavora nell’editoria e che si è interessata della storia sia presso un agente che presso la casa editrice. Poi ci ho lavorato molto: per passare dalla fan fiction al romanzo sono state necessarie cinque stesure, anche se la storia in sè non è cambiata moltissimo, in apparenza. E’ stato un lavoro di linguaggio e di psicologia dei personaggi, soprattutto.

Fonte: Intervista di Sakura87

Debiti. Ne ho moltissimi. [...]
Nei confronti di Angelo Scotto, senza il quale Esbat non sarebbe arrivato nelle mani di chi l’ha portato in altre, preziosissime mani: quelle di Roberto Santachiara e, poi, in quelle di Alberto Rollo e, infine, in quelle di editor meravigliosi come Carlo Buga e Giovanna Salvia.

Fonte: pagina dei Ringraziamenti del blog.

E non c’è nulla di male in tutto questo: se il testo ha del potenziale mi sembra giusto che un qualche “cercatore di talenti” (definiamolo così, senza intendere davvero un Talent Scout di mestiere) faccia del suo meglio per portarlo alle stampe.
Se io producessi un buon libro su… boh, sulle “Mitragliatrici a vapore nello SteamFantasy Cileno“, sarei ben lieto di accettare l’aiuto di un eventuale appassionato d’armi e di fantasy che mi dicesse “questo è bello, merita di trovare un editore”. Vi pare?

Lo stesso Cesare Calamandrei[1] è stato notato per le sue competenze nell’ambito delle armi antiche (in particolare per la precisione con cui riportava complessi meccanismi da sparo con pochi tratti di matita) da un “pezzo grosso” (Emanuele Marcianò) e così è arrivato a lavorare a Diana Armi di cui ora, dopo più di 30 anni di duro lavoro, è vicedirettore: mica lo hanno pescato dal secchio dei neo-laureati senza arte né parte!
Non ci vedo nulla di male nelle qualità e nelle doti premiate.

Preferisco qualcuno che crede nell’opera e la spinge per vederla pubblicata che non l’ennesimo editor rincoglionito che pesca “Ghirardi” o “Elisa Rosso” dal cestone degli ultimi arrivi dopo aver scartato tutti quelli scritti da maggiorenni (anche se, non avendo letto mai l’Esbat in versione Fan Fiction, non saprei dire se tutta questa qualità c’era davvero… mah! ^__^).
Il lavoro dei bravi editor dovrebbe essere proprio anche quello di notare i nuovi talenti.

Rimane un dubbio: sarà vero? Non possiamo saperlo. Potrebbe essere tutto il solito magna-magna, con raccomandazioni e amici che spingono altri amici fino a portare chi vogliono da “quello importante”. In editoria è la regola. Essere amiche di una collega dell’editor ad esempio. Qualsiasi cosa. Sappiamo che dietro moltissime storie spacciate per autentici “talenti scovati” vi sono casi editoriali costruiti a tavolino (come la Troisi, ma non è questo il caso) o storie inventate per depistare qualsiasi accusa. Non resta che fidarsi, non potendo affermare il contrario e non avendo motivo di farlo vista l’assenza di presentazioni roboanti in stile Troisi o Strazzulla.
Io voglio sperare che sia vero e che davvero qualcuno abbia scommesso su di lei: in fondo il testo si fa leggere.

favoritismi

Ovviamente per problemi di pubblicazione i riferimenti espliciti (i nomi) sono stati cambiati. E così Sesshomaru è diventato Hyoutsuki, Inu Yasha è diventato Moeru, Rin è diventata Aiko, Naraku è diventato Yobai (se ho capito bene: io quella roba l’ho seguita un po’ di anni fa, poi mi sono rotto i coglioni e ho smesso, per cui non mi ricordo molto) ecc…

La Storia in Breve:
C’è una scimmia gialla che scrive un fumetto che piace sia alle scimmie gialle della sua isola che a milioni di altri minorati fan in giro per il mondo. Quando sta per concludere la storia, viene visitata dal demone protagonista. Servizio lamentele a domicilio. “Spiacente signora, ma non sono disposto ad accettare un simile finale: se non lo cambia porterò la mia protesta fino al Sindacato!”
Lei tentenna, forse sognando di poter sfruttare i soldi guadagnati in dieci anni di puttanate pubblicazioni per pagarsi una carica della polizia sugli scioperanti, con tanto di lacrimogeni e braccia spezzate. Proprio quello che vorrebbe che accadesse ai suoi odiati fan craniolesi.

Il demone capisce l’andazzo, si cala le braghe e tira fuori il c… sì, insomma, capisce che l’autrice si è infatuata di lui e decide di fare l’amore con lei per convincerla a inventarsi un finale della storia migliore. È vecchia e racchia, ma non ha scelta.
La fumettara però non si accontenta di un solo coito: per potersi accoppiare ancora e ancora decide di non concludere proprio la storia, mandare la trama a puttane e utilizzare i fan (sempre più incazzati) come vittime sacrificali. Infatti per raggiungere il demone-gigolò a ogni luna piena (esbat), quando il rito per passare da un mondo all’altro è possibile, deve sacrificare qualcosa di molto “prezioso” come un proprio arto oppure un fan sfegatato.
All’inizio si affetta le dita di mani e piedi, ma poi il demone ha pietà, le spiega come funziona la questione e la invita a scannare i fan perché se già gli fa schifo scopare con una 50enne “intera”, figurarsi con una 50enne senza le gambe!

Perché il demone si rivolge alla sua “creatrice”? Perché in realtà lei non ha inventato il demone né gli altri personaggi, ma si è limitata a costringerli a compiere certe scelte contro la propria volontà, cosa che il demone sente chiaramente. La Sensei ha il potere di vedere un altro mondo nei propri sogni e trovare lì l’ispirazione per il manga… e ciò che disegna vincola gli eventi di quel mondo, costringendo così un demone sanguinario che detesta gli umani a doversi comportare da “buono” con loro. E la prospettiva di un finale in cui sarà costretto a vivere per decenni con una umana, dandole perfino dei figli, fa incazzare il demone alla grande. ^__^

Oltre alla mangaka e ai personaggi del manga, ci sono i fan. I fan hanno un ruolo chiave, in particolare l’hikikomori Sasaki, capo del più importante forum mondiale sul manga “La leggenda di Moeru” (quello che rilascia le scans già tradotte in inglese per i fan di tutto il mondo) e la ragazzina italiana, emo e stupida come una merda, Ivy.
Quello dell’hikikomori, ovvero gli otaku di manga/anime o altri sfigati che si rinchiudono in camera vivendo di internet (la parola appare solo verso la fine del libro, ma si capiva benissimo fin dall’inizio quanto Sasaki fosse messo di merda), è un problema rilevato in modo particolare nel Giappone degli ultimi anni… e sovradimensionato a fine giornalistico, ovviamente. ^__^
Lo stesso protagonista di Rozen Maiden, anime e manga che mi sono piaciuti molto, è un hikikomori. Hikikomori si può rendere in italiano con “scemo di merda”. Traduzione un po’ libera, ma efficace.

Passiamo all’incipit.
Io sono un fanatico degli incipit: l’inizio di un romanzo, in particolare la prima paginetta, è l’elemento chiave che distingue l’imbrattacarte che non sa quello che sta facendo dallo scrittore che si è degnato di prendere la scrittura “sul serio”. Il primo capitolo dichiara molte cose: il tono, i personaggi, le caratteristiche dell’opera… insomma costruisce quello che viene chiamato “il patto col lettore”.

E gli scrittori lo sanno bene. “L’incipit è la parte più importante del testo” è una sorta di mantra che martella gli autori da tempo. E non può che essere così, data la natura specifica della narrativa: una sequenza ordinata di parole, letta dall’inizio verso la fine. Un pessimo incipit significa rischiare di giocarsi dei lettori che, di fronte alla stupidità dello scrittore e alla sua incompetenza, potrebbero decidere di leggere qualcos’altro. Oppure, se l’incipit è troppo banale, potrebbero interrompere la lettura di un libro che, dopo, potrebbe rivelarsi invece completamente diverso dalle premesse (e magari molto bello). Ma, appunto, data la natura di “sequenza di parole ordinate” del romanzo, non è possibile conoscere il DOPO prima del PRIMA e se il PRIMA è in grado di scacciare il lettore, questi non può essere accusato di non aver letto il DOPO: la colpa è solo dello scrittore.
Uno scrittore che scrive cattivi incipit è un mentecatto, uno scarto umano da fucilare.

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Cattivi scrittori, questa è la vostra fine!

Com’è l’incipit di Esbat?
Buonino. Non ottimo, né molto buono, ma buonino sì. Inserisce l’elemento fantastico chiave su cui si baserà il romanzo e ci presenta la Sensei, il personaggio più importante del libro. In poche parole: stila il patto col lettore e poi lo rispetta.
È vero, ci sono parecchie informazioni e c’è una sorta di sintesi degli eventi del fumetto, ma è inserita in modo sufficientemente naturale e permette al lettore di afferrare qualcosa del manga che ha fatto entusiasmare per dieci anni milioni di fan. Il problema è che questo lo rende un po’ lento e tanti potrebbero annoiarsi. Non mi lamento troppo: non è il massimo che si poteva fare, ma è accettabile.

In più, e questo è il vero discriminante per me (forse l0unica cosa che mi ha permesso di superare le prime pagine), si comincia a entrare nella testa della Sensei, a provare il suo disprezzo per le fan. Me la sono immaginata come una sorta di Meyer che deve “sorridere” e produrre roba per un esercito di cretinette/cretinetti che disprezza.
Ecco qualche estratto dei pensieri della Sensei. Godibili, anche se al di fuori del contesto generale perdono molta forza.

[Guardando il disegno di Moeru]
Proprio carino. Scommetto che finirai incollato nel diario di qualche migliaio di adolescenti.
Sorride. Era stato semplice, in fondo, creare una serie di successo mondiale. Bastava rimescolare tutti gli elementi delle antiche leggende e farli rivivere in personaggi forti e belli, che attirassero gli adolescenti dei due sessi.
A quell’età non si pensa ad altro, giusto? Vecchia storia: vincere e fottere.

[Pezzo finale della sequenza in cui si vanta di aver spacciato cliché invece di inventarsi qualcosa di originale… e ci ha fatto una barca di soldi! Sigh.]
Spade magiche e anelli fatati.
Tutte cose già raccontate, è vero: ma io le ho raccontate meglio degli altri.

[Altre raffinate considerazioni sulle sue fan]
Splendido e spietato, la formula perfetta. Almeno un milione di ragazzine lo vorrebbe nel proprio letto. Su Internet fioriscono ogni giorno centinaia di disegni amatoriali con Hyoutsuki che si bagna, nudo, sotto la luna, mentre le navigatrici inondano di cuoricini e dichiarazioni d’amore la pagina dei commenti.
Un branco di adolescenti in calore per un personaggio inesistente. È stata proprio brava. Geniale. anzi.

Lara Manni ha fatto meglio di quanto facciano molti scrittori più “famosi” di lei. Per questa volta si è salvata dalla fucilazione. Ho rispetto verso chi sa produrre incipit quanto meno “decenti”. ^__^

Che cosa mi ha portato a proseguire la lettura dopo i primi capitoli?
Come detto il libro non era proprio del genere che avrei volontariamente letto. E in più non avevo alcun motivo di leggerlo per accanirmici contro, dato che si era dimostrato valido. Ma la Sensei cinica e l’idea che il demone si fosse mutilato per viaggiare tra i mondi mi avevano incuriosito. E poi, dopo 60 pagine, c’era Ivy a convincermi che dovevo assolutamente proseguire la lettura!
Ho un debole per le ragazzine sceme, emo/goth e che si fanno (o perlomeno vorrebbero farsi) i tagli sulle braccia. E la scena in cui sta decidendo se tagliarsi o meno è descritta con una deliziosa vena di ironia. E poi Ivy, perla di cliché adolescenzialfantasy, è ovviamente fan di Tolkien e ha come nickname Rohan! LOL! Fantastica. ^__^

Il mio dubbio però è questo: io ho proseguito la lettura perché apprezzavo il cinismo della mangaka (che poi può essere benissimo il cinismo della tipica scrittrice famosa) e soprattutto la stupidità dell’adolescente emo. Ma il grosso del pubblico a cui si indirizza il testo, ovvero appassionati di manga/anime, molti dei quali sono giovani e di sesso femminile, potrebbe godere altrettanto di un testo in cui la mangaka beniamina è una stronza senza cuore che considera le proprie fan una massa di cretine in calore che si farebbero scopare da un personaggio inventato?
Forse sì. Forse no. Secondo me NO: temo che tutto questo per una lettrice di 17 anni davvero “innamorata” di Sesshomaru (o di altri gnokki) non sarebbe altrettanto spassoso quanto lo è per me. E senza lo spasso che provavo rivedendo in Ivy altre persone conosciute, dubito che avrei proseguito la lettura. ^__^

Passiamo al modo in cui il romanzo è scritto.
Da qualche parte ho letto che c’è il narratore kinghiano. Non so che voglia dire, ma se è tipo i bambini cingalesi posso mandare un SMS per donare un euro. ^_^

cingalesi
Cingalesi. Troppo stupidi per tenere in piedi la loro stessa isola. Dal 1796.

Quello che ho visto io è una sovrabbondanza di POV-Char (personaggi detentori di punto di vista), talvolta semplicemente inutili e altre volte inutili ma divertenti (e quindi tollerabili).

Infatti il fatto che sia un “buon romanzo” non significa né che sia perfetto né che sia privo di problemi che l’autrice, con un po’ di attenzione ulteriore, avrebbe potuto evitare del tutto. I difetti nell’opera non mancano e proverò a indicarne due o tre a titolo d’esempio (senza considerare che spesso la descrizioni sono troppo statiche per i miei gusti).

C’è il POV del gatto all’inizio del capitolo 4. L’unico effetto che ha questo POV-Char è quello di rovinare la scena: i pensieri del gatto, il suo “punto di vista” è troppo umanizzato per sentirlo gattesco, in più la sua morte è completamente asettica perché il lettore non può sviluppare alcuna simpatia per la bestiola. Sarebbe stato meglio se l’autrice si fosse limitata al POV della Sensei (la fumettara), mostrandoci il gatto che magari le fa le fusa o si lascia accarezzare, per poi risultare introvabile quando il pericolo si avvicina (la Sensei che chiama il gatto avrebbe aumentato la tensione: l’animale che intuisce il pericolo è un cliché).

Invece Lara preferisce non parlarci affatto del gatto, per poi farlo apparire dal nulla, come POV-Char tra l’altro, solo per farlo morire in poche pagine. Non abbiamo avuto l’occasione di provare affetto per il micio tramite “gli occhi della Sensei” e non abbiamo potuto domandarci assieme alla Sensei che fine avesse fatto: niente di tutto ciò.
Il gatto appare, pensa come una persona, ci ricorda perché prima non era apparso in scena (sigh…) e infine si fa ammazzare. Sigh di nuovo. POV-Char peggio che inutile: superfluo al fine narrativo e dannoso per la resa finale della scena.

IDEA![2]
Forse il POV-Char gattesco fa parte di quegli elementi del New Italian Epic tipo lo “sguardo obliquo”. Ecco un punto di vista diverso e innovativo: il gatto! Come sono acculturata! Come sono N.I.E.! Guardami, VuMinghiOne, so essere N.I.E. anche senza mani! Guarda come sono brava! ^__^

NO! Non è una bella trovata. E il N.I.E. mi pare una massa di stronzate pseudo-intellettuali tenute in piedi per il gusto di sé stesse. Pura masturbazione per una cricca di amichetti: seghe, seghe, fortissimamente SEGHE!

Ovviamente tutto questo bel ciarlare ha il suo posto d’onore su Carmilla Online che, “sarebbe bene chiarire una volta per tutte, ha una modalità di critica ondeggiante fra il penoso e il marchettaro intra-kompagni” (fonte: il buon Elvezio Sciallis di Malpertuis). ^_^

Ok, un po’ sto esagerando per scherzare però… però se fossi Lara e qualcuno mi dicesse “Cioè, sei troppo New Italian Epic!!![3] io davvero prenderei il revolver Bodeo 1889 del bisnonno e mi farei saltare la testa. Meglio la morte che il disonore. ^__^

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Lo Sguardo Obliquo: “Harpo” tra i precursori del New Italian Epic?

In altri casi l’eccesso di POV-Char non mi è dispiaciuto, anche se il prezzo da pagare c’è stato. Saltare da una testa all’altra (Max, Ivy, Sensei, Professore, Madre di Ivy ecc…) non permette di affezionarsi in modo adeguato a nessun personaggio, o quantomeno rende più difficile l’opera perché si può passare “meno tempo dentro la sua testa”. Scegliere di aggiungere un POV-Char è una scelta chiave, molto difficile e pericolosa, per cui non va presa con tanta leggerezza (si veda, tra i molti manuali esistenti, “PLOT” di Ansen Dibell, capitolo 3: “Would you trust a Viewpoint with shifty eyes?”). Lara Manni è stata “fortunata” è il disastro narrativo non c’è stato, ma il rischio era concreto!

L’effetto finale per il lettore è stato quello di non avere una storia vista dagli occhi dei protagonisti, ma più un effetto panoramico tipo “affresco generale” delle azioni di tutti i personaggi coinvolti a vario livello nella vicenda.
Che sia questo il narratore kinghiano? Se sì… posso pure evitare di mandare l’SMS da un euro: che crepi di fame, il negro! ^_^

POV superflui che ho apprezzato sono stati quelli della sequenza “madre di Ivy – madre di Sasaki – Ivy – Sasaki – Sensei”, nel Capitolo 6. Mi sono piaciuti per la costruzione intelligente, con lo schema “X ha un problema” uguale per tutti (la Sensei ha una frase costruita in modo diverso, ma siamo lì…). Molto grazioso. E poi ho subito provato simpatia per Ivy, la cretinetta che si vuole fare i tagli sulle braccia. LOL, che nella sua insignificante stupidità è un’icona di un intero mondo adolescenziale fatto di sterco modellato in forma umanoide. Lo avevo già detto che sono vekkio dentro e odio i giovani? ^__^

Il problema dei cambi eccessivi di POV si vede però già a fine Capitolo 6: nelle ultime due pagine ci sono in sequenza: Hyoutsuki – Ivy – Sasaki – Sensei – Hyoutsuki – Ivy (confuso: lo ipotizzo dalla frase presa dalla canzone) – Sasaki – Sensei – Hyoutsuki – Ivy (confusione risolta) – Sasaki – Sensei (confuso) – Hyoutsuki – Ivy.
QUATTORDICI cambi di POV-Char in due pagine!

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Fortunatamente questo è il pezzo peggiore in quanto a confusione. Il resto del libro non è così rimbalzino. La scrittura di Lara Manni in una scelta come questa è… fin troppo cinematografica![5] ^_^
Qui si va ben oltre l’applicazione dei consigli di Strunk e compagnia sul “mostrare” e sul “punto di vista”. Qui serve davvero una telecamera al posto del word processor per realizzare il tutto e una TV al posto del libro per vederlo!

Quel rapidissimo alternarsi di personaggi, privo addirittura della dichiarazione dei soggetti interessati e che costringe a usare il testo in sé per individuare il POV-Char, è fattibile con una macchina da ripresa senza problemi perché “si vede chi è in quel momento a pensare/agire”, ma in un testo è molto più difficile.
In più, onestamente, quella sequenza confusa serviva a ben poco: sarebbe bastato alternare Hyoutsuki e la Sensei e lasciare il commento gioioso della craniolesa Ivy per dopo. O qualcosa di simile.
E Sasaki che conta gli accessi al sito “mille… duemilacinquecento… diecimila” è utile per il lettore quanto una bicicletta per un pesce.
In sintesi: idea BUONA; riuscita SCARSA; utilità per la scena NULLA.

Bello invece il POV-Char del professor Bettini. Superfluo (appare solo una volta, per due pagine, per dare un POV inutilmente alternativo a quello di Ivy), ma bello: se io fossi un professore sarei stronzo quanto lui. Sicuro.

Un errore interno nella gestione del POV, e non una scelta consapevole del POV-Char, si può vedere a pagina 200. Non è l’unico, ma è quello che ricordo meglio. La scena ha il POV concentrato su Masada fin da pagina 196, quando costringe la Sensei a vomitare l’abbondante dose di Roipnol[6] ingerita per tentare il suicidio, fino alla conclusione all’inizio di pagina 203.

“Non dovresti fumare,” la rimprovera Masada porgendole la tazzina.
“Fottiti.”
Masada si ritrae, stupefatto. La guarda in viso. Incontra due occhi scintillanti di odio puro.
“Io berrò il caffè e tu te ne andrai da casa mia. Subito.”
È ancora scossa. Non ragiona. È normale. Prendi tempo.
“Ne parliamo dopo. Attenta a non scottarti, il caffè è…”
Il getto di liquido bollente lo prende in pieno viso. Il mondo diventa un’agonia rossa. Masada urla, schiaccia i palmi delle mani sugli occhi, cade in ginocchio.
Male. Maaale.
Lei rimane immobile a guardarlo.
“Perché sei venuto? Perché hai rovinato tutto? Era perfetto così. Bastardo”.
Il piede di lei saetta sulle sue costole. Masada boccheggia. Sente le sue unghie che gli lacerano le guance, cercano di avvicinarsi a quell’orrore pulsante che sono le sue palpebre. Cieco, torturato, ansante, riesce a fermarla, le stringe i polsi. Lei si contorce come un serpente, cerca di colpirlo ancora con il ginocchio.
È impazzita. Ospedale. Subito. Devo chiamare. Telefono.

Notato?
Se il POV-Char è Masada, e lo è stato per pagine in modo a mio parere perfetto, come mai per una singola riga troviamo “Lei rimane immobile a guardarlo”? Lui ha i palmi sugli occhi ed è accecato dal dolore. Anche dopo arrancherà per la casa, reso cieco (forse in modo permanente, ma poco importa) dal caffé bollente. Come cavolo fa a vedere che la Sensei rimane immobile a guardarlo? Non è nemmeno il tipo di pensiero che, nel suo stato, sarebbe normale avere.
E, se notate, dopo la descrizione è ancora ben mantenuta nei limiti del POV-Char e della sua lotta per la sopravvivenza.

Per ottimizzare il brano basterebbe eliminare “Lei rimane immobile a guardarlo”.
Tanto la battuta successiva si riferisce direttamente a un personaggio maschile (“Perché sei venuto?” e non “venuta”) e dato che lì ci sono solo due persone, un maschio e una femmina, è evidente che sia la Sensei a pronunciarla. Eliminare quella frase non crea alcuna confusione nei dialoghi e risolve uno sgradevole problema di spaesamento dovuto al POV ballerino. Semplice, no?

Tolto quell’errore il resto del capitolo non è niente male. La lotta di Masada contro la Sensei è gradevole, ben resa e trucida al punto giusto: è credibile. Brava Lara Manni. ^_^

Un altro errore di POV piuttosto grave avviene a pagina 157, quando il demone Hyoutsuki incontra per la prima volta Ivy, la ragazzina italiana. Il POV è quello di Hyoutsuki.

È molto giovane. Quasi una bambina, rispetto alla Donna che si è messa d’inciampo nella sua vita. Sorvola sui capelli spettinati di Ivy, sui suoi occhi spalancati per lo stupore. Non gli interessano il color topo della frangetta, le mani grassocce che tiene intrecciate all’altezza del seno, la maglietta che scopre le ginocchia tonde.

Hyoutsuki, che non ha motivo di conoscere il suo nome, pensa a lei per una singola frase con il nome Ivy. Dopo ritorna giustamente a pensarla come una ragazza e basta, ma per un istante il POV è stato scosso dall’equivalente di un terremoto: come diavolo fa a sapere che si chiama Ivy?

Comunque voglio sottolineare di nuovo che questi errori mostrati sono quelli più gravi e che in generale gli errori nel testo sono pochi. Un numero di sviste limitato per i due editor, Carlo Buga e Giovanna Salvia, è comprensibile anche se non giustificabile: se guardiamo con onestà al resto del fantasy italiano, c’è di molto peggio in giro proprio a livello di editing! Anche senza tirare in ballo gli orrori della Troisi.
O forse, visto che il libro è carino, sono troppo buono io con quei due editor… ^_^”’

Eccessi di informazioni / Infodump.
Le parti con troppe “informazioni” infilate dentro mi sono pesate meno di quanto credevo. Troppi infodump mi fanno stracciare il libro, vomitando maledizioni contro il bastardo che ha osato ficcarli nel testo. Questo non è successo, quindi posso dirmi soddisfatto. Lara ha saputo sfruttare i dialoghi, in particolare le chattate tra Max ed Ivy, con sufficiente intelligenza da permette il passaggio di informazioni “wikipediane” sulla Wicca Deviata senza causare un trauma eccessivo al lettore: in fondo Max è un saputello, è realistico che sia loggorroico e che copieincolli da Wikipedia!
Questo però non rende buona l’idea di infarcire di informazioni il testo, ma diciamo che Lara ha saputo limitare i danni. Meglio che niente.

Tornando alle note positive.
L’ambiente dei Fan e delle Fan Fiction e la parte giapponese, per quel poco che si vede nell’economia della storia, è realizzato con capacità. Non ho percepito quel senso di “sfondo di cartapesta” e “scarsa credibilità” che provo di norma con tanti libri. Si capisce che Lara sa di cosa parla… o quanto meno è abbastanza brava da non farci vedere in cosa è ignorante. Che poi per uno scrittore è lo stesso.

Chris e le sue due amiche stronze mi sono piaciute molto. Anche loro sono credibili, come lo sono i desideri meschini di successo che chiedono alla Grande Madre durante i riti di accoppiamento. Ed è credibile il modo in cui ingannano l’amichetta scema per fare in modo che venga stuprata dal bruttone che le accompagna in auto, sacrificando in questo modo il “potere della sua verginità” per ottenere che la Divinità esaudisca finalmente i loro desideri. Scontato. Banale. Credibile.
Peccato che poi lei riesca a sfuggire indenne. Poco credibile.

Chris non poteva non piacermi.
Guardate la descrizione stringata, ma calzante, che ne fa Ivy a pagina 162:

Chris è magra. Ha due tette bellissime.

…ed è minorenne! Proprio il mio tipo! Sono un vecchio lolicon. ^__^

Sulla Wicca.
L’autrice, come fa notare più volte (fino alla Nausea), ha inventato una Wicca deviata che non esiste. E se ne scusa così tanto da far vomitare. A me la sua versione deviata di paganesimo piace, visto che si fonda sul sesso e sul sacrificio, concetti primitivi adatti per plasmare l’essenza rituale di una Grande Madre caotica e distruttiva come lo è la Natura stessa. Fa molto “primitivo”. È credibile.
Poi, certo, poteva evitare di tirare in ballo così tanto la Wicca se non voleva infastidire i wiccan, ma onestamente chissenefrega: fosse per me li passerei tutti per le armi, quei rottinculo. ^__^
Non ho apprezzato molto la questione della Luna di Ghiaccio piazzata a giugno invece a febbraio: se questa luna ha a che fare, come dice Lara nei “ringraziamenti”, con il nome di Hatsukoi non si poteva allora far iniziare la storia a febbraio?
Perché spostare il mese in cui si festeggia una certa luna? In tutto il romanzo non sono riuscito proprio a cogliere PERCHÈ CAVOLO il mese d’inizio dovesse proprio essere giugno per forza, ovvero per quale motivo se fosse stato febbraio la storia si sarebbe demolita da sola. Boh. E francamente del significato italiano del nome del personaggio me ne sbatto le palle. Alla grande. ^_^

Comunque, come per la storia dei wiccan, non me ne frega niente: per me i nippofili otaku froci che si esaltano con la traduzione del nome possono pure scannarsi con i wiccani offesi dallo spostamento di quell’Esbat. Mi sembrano un branco di mongoloidi che lottano nel fango. ^_^

pensierino_wiccan
Un pensierino personale per gli amici Wiccan e per gli amici Otaku ^_^

E arriviamo al finale.
Col finale, in teoria, avrei potuto rischiare di cambiare radicalmente idea sul libro. Sono molto sensibile su cose come la coerenza e l’assenza di Deus ex Machina e artefatti simili. Qui però devo però mettere uno spoiler.
Parlo del Finale! Pericolo Spoiler! ▼

Per chi non ha letto lo spoiler: il finale non mi è dispiaciuto.

Un piccolo consiglio per quelli che, copincollandosi a vicenda dopo aver letto la sparata pubblicitaria sulla copertina, hanno continuato a definire “Esbat” Horror: smettetela di drogarvi prima di scrivere le recensioni, coglioni.
Non avete un cervello che classifichi i libri per voi, invece di bervi come poppanti le puttanate scritte sulla copertina? È solo un normale Urban Fantasy (elementi fantastici introdotti nel nostro mondo reale altrimenti normale), bestie: piantatela di menarvelo in giro con questa storia dell’Horror! ^__^

Conclusione
Forse, a causa del mio modo di scrivere un po’ acceso, non sono stato in grado di trasmettere al meglio il mio parere sul libro. Non sono nemmeno avvezzo a mettere voti numerici, d’altronde non scrivo mai recensioni, tanto che non ho nemmeno un sistema di voto come ce l’ha Gamberi Fantasy. Però posso dire che il voto che ho dato su IBS a Esbat è stato 4/5. Non è un 4 pieno, ma è di certo più un 4 che non un 3.

E visto che Lara, a quanto ho letto tra blog e facebook, sembra affetta da insicurezza cronica, metterò le cose in chiaro: SEI STATA BRAVA. Non frignare per la battutacce sparse nell’articolo che poi sembri Nihal e mi viene voglia di abbatterti col Mauser 71.
Non posso lanciarti l’osso come premio, ma fidati: mi è paciuto il tuo romanzo, lo consiglierò alle mie amiche otaku e leggerò volentieri Sopdet. Ok? ^__^
 


Note
1: Cesare Calamandrei (Firenze 1940 – vivente) è considerato uno dei più grandi esperti di armi antiche d’Italia. Giornalista, scrittore, pittore, disegnatore, figurinista militare, modellista, lavora dal 1973 per Diana Armi ed è consulente per il Museo Stibbert e per il Museo di Castel Sant’Angelo.
Tra le sue opere figurano testi come “Baionette Italiane (1814-1991)“, “Meccanismi di accensione. Storia illustrata dell’acciarino dal serpentino alla retrocarica“, “Storia dell’arma bianca italiana. Da Waterloo al nuovo millennio“, “Lame in guerra. Storia delle armi bianche italiane dal 1900 al 1945” e “Il dormiente. Storia di un cavaliere dimenticato lungo la via Francigena, delle sue armi e del suo cavallo“. Torna su.

2: l’Idea ovviamente è “sfruttiamo un appiglio qualsiasi per sfottere assieme sia Lara che il NIE”. Perché sì. Perché posso. Non ho bisogno di motivazioni più complesse. Torna su.

3: scherzo anche qui dato che il mio bisnonno non mi ha lasciato in eredità nessuna Bodeo 1889 il signor Angelo Scotto ha ben argomentato le sue idee sul perché Esbat debba essere ritenuto N.I.E. (per quanto l’idea di etichettarlo così mi faccia venire i brividi…) e ha avuto l’onestà intellettuale, mancata a Falconi quando recensì la Troisi per FantasyMagazine, di mettere in chiaro i suoi rapporti con la scrittrice:

Lara Manni è una mia amica. Ho visto Esbat nascere e svilupparsi, così come sto assistendo allo sviluppo di Sopdet. Inoltre, credo di essere amico anche della scrittrice che ha convinto Lara a tentare l’impresa della narrazione.
Dico questo perché è giusto riconoscere che forse il mio punto di vista non è completamente imparziale, anche se mi sono sforzato di argomentare nella maniera più oggettiva possibile.

Quindi è tutto ok ^_^ Torna su.

4: Quattro. Dal Quattro non vi è ritorno.

5: La critica a scopo denigratorio di certi leccapiedi dei Cattivi Scrittori secondo cui la narrativa basata sul “mostrare”, sui “punti di vista” e sulla “reazione emotiva del lettore” sarebbe derivata direttamente dal cinema è una stronzata senza capo né coda, frutto di piaggeria intellettualoide e grassa antistorica ignoranza.
Immaginate Strunk nel 1918 già plagiato dagli action movie di Hollywood? E lo stesso Kipling de “L’uomo che volle farsi Re”, un altro drogato di film con Sylvester Stallone? Matheson poi, se seguire le regole della buona narrativa (tipo sapere cosa è il POV) equivale a produrre merda, è un letamaio purulento di rara grandezza. Torna su.

6: Roipnol o Darksene o Rohypnol ecc… è una droga ipnotica utilizzata come sonnifero. Il principio attivo dietro i nomi commerciali è il Flunitrazepam, sintetizzato per la prima volta negli anni ’70. Oltre all’effetto sonnifero causa spesso uno stato di amnesia che la rende particolarmente indicata come droga da stupro, perfetta da versare a tradimento nelle bibite delle ragazze. Mai uscire di casa senza una bustina e un po’ di preservativi: l’Amore può aspettarti dietro l’angolo. ^_^ Torna su.

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2009/06/19/esbat-di-lara-manni/

68 comments

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  1. Zora

    Credo mi piacerà moltissimo il libro. Su tuoi dubbi per il target: non sono rimasta stupita quando ho letto che l’autrice ha una trentina d’anni. E’ una storia godibile da chi ha “assorbito” i clichè dei manga (in questo caso il bel tenebroso, tanto malinconico e cupo ma taaanto bòno). Non certo a chi disegna Sesshomaru che fa la abluzioni ignudo sotto la luna ^__^
    Un’unica seccatura: quando finirà la moda delle trilogie???
    Mo mi vado a cercare il libro, vediamo se passa la prova-sadismo di una nipponista in cerca di errori…

  2. Il Duca di Baionette

    È un bel libro e merita molto.
    Forse, dico forse, può piacere molto anche a chi non è particolarmente appassionato di manga: a me piacciono gli anime, ma il mondo della Fan Fiction ecc… mi è piuttosto ignoto. Eppure mi è piaciuto parecchio.
    E mi pare si capisca bene. ^_^

  3. Il Duca di Baionette

    Aggiungo dei commenti un po’ trolleschi, o comunque strani, arrivati in precedenza. Ho contattato via mail l’autore (che a quanto pare era un lettore veterano del mio sito) per chiedere ragguagli e gli ho spiegato come stanno le cose.
    Metto quindi i tre commenti fino ad ora bloccati nel “quote” e subito dopo la mia risposta via mail. Non so se posso riportate le sue esatte risposte via mail (problemi di privacy), per cui inserisco solo la sintesi: erano comunque molto stringate e prive di dettagli particolari.

    I tre commenti dello stesso utente, firmato prima “hhhhh” e poi “jkrowling”. LOL.

    1) bella recensione gamberetta
    2) duca quest articolo l hai scritto a gamb?
    3) duca quest articolo l hai scritto insieme a gamb?

    La mia risposta è stata:

    No, non l’ho scritto assieme a Gamb. L’ho scritto come scrivo sempre gli articoli non di “oplologia”, che puoi trovare nella lista a destra.
    Perché?

    Devo pubblicare i tre commenti sgrammaticati e trolleschi che hai inviato? Fammi sapere.

    Lui ha risposto a sua volta, molto pacatamente (non penso sia un Troll, anzi), che dal tipo di articolo (intende le citazioni puntuali e le annotazioni, non certo le volgarità eccessive e l’umorismo grezzo) gli ricordavano molto quelli di Gamberetta.

    Gli ho risposto (estratto):

    Te li pubblico tutti. Volevo solo essere sicuro che fosse tutto ok. ^__^
    Mi sono limitato ai dettagli di editing nella modalità insegnata da Franco Forte, il direttore della Delos Books, che ha dedicato vari articoli all’editing professionale. L’ultimo è proprio sul POV! Sono apparsi su Writers Magazine Italia, se ti interessa.

    Lui mi ha risposto chiedendomi se FM è la Delos e facendomi notare che un libraccio come Brisingr ha preso 4 stellette. Poi ha detto che il mio è un buon blog e che se non ci fossero le volgarità e le battutacce non lo seguirebbe. Segue la faccina “^__^”

    Io ho concluso rispondendo (estratto):

    Delos Books possiede anche FM che era sotto la responsabilità di Silvio Sosio e prima ancora di Franco Clun. FM fa schifo, concordo, ma Franco Forte in sé non è malaccio. Mi è parso un buon professionista. E WMI, writers’ magazine italia, è una buona rivista. Non eccellente, ma buona. Soprattutto da quando fanno articoli tecnici sull’editing.
    Ho ancora 7-8 numeri di abbonamento mi pare e, a meno di imprevisti sconvolgenti, lo rinnoverò quando scadrà. ^_^

    Spero vada bene a tutti così. Problema chiarito e risolto.
    Ah, l’articolo sul POV di Franco Forte è davvero interessante: è corto, vero, ma fa dei buoni esempi ed è comprensibilissimo per i novellini che si vogliono avvicinare alla scrittura in modo consapevole. ;-)

  4. izzy

    Dalla sinossi presente in Fantasy Magazine, che è la stessa del sito della Manni, sembrava un romanzo piuttosto banale. Senza contare che ne ho le balle piene delle trilogie. Però, vabbé, a me quel anime non dispiaceva troppo, anche se come il Duca anche io mi sono rotto i maroni dopo un po’. Magari le do il beneficio del dubbio e do un occhiata al libro.

  5. Il Duca di Baionette

    Io mi sono stupito che mi sia piaciuto, data la trama… ^__^ Magari piacerà anche a te, chi lo sa. Secondo me, caso raro, qui si può rischiare l’acquisto alla cieca. O, se non ti fidi, prova in biblioteca.

    Comunque essendo un libro di un certo tipo, fantasy, secondo me è possibilissimo che qualche gruppo di pirati lo metta nelle prossime settimane/mesi su internet.
    Wunderkind dopo poche settimane era disponibile.

    Se capita lo segnalerò sul blog. ^___^

  6. ???

    Mi piacerebbe sapere dove è intervenuta Gamberetta. Mi sembra strano che non abbia aperto bocca su tutti quei Pov…

  7. Il Duca di Baionette

    @???
    Prendendo alla lettera i ringraziamenti, pare sia intervenuta solo sui rattoppi della trama e coerenza interna.

    Senza la quale questa storia avrebbe avuto più buchi di una forma di groviera.

    Non so come fosse la trama prima, ma così è decente.

    I pochi problemi di pov veramente interessanti erano questioni di Carlo Buga e Giovanna Salvia (i due editor) e ovviamente di Lara stessa.
    Soprattutto di Lara, immagino, visto che alla fine quel che conta è l’autore (gli editor non hanno potere di veto): se il pov del gatto le piaceva tanto, che poteva fare Buga, spararle? ^__^
    Almeno questo è quel che poco che posso immaginare dal testo del ringraziamento, così specifico.

    Poi nell’insieme è venuto bene, quindi non mi lamento troppo. Ho visto di peggio. Praticamente tutto il fantasy italiano (Zeferina non mi ha entusiasmato) a parte Pan di Dimitri (che però non l’ho trovato “così bello” come si diceva, ma…). ^__^

  8. Angra

    Di Zeferina hai letto la prima versione, quella pubblicata da Larcher? La trama era rarefatta, però l’avevo trovato evocativo, capace di creare l’atmosefera.

  9. Il Duca di Baionette

    Ho letto la seconda, quella di Asengard appena uscita.
    Mi è piaciuto moltissimo il recupero dei miti italiani e della mitologia “vera”, primitiva, sanguinaria. Ho gradito molto anche le appendici su creature e leggende.

    Ma tolto questo la trama l’ho trovata, come dici tu, “rarefatta” e lo stile è così sintetico in molti punti da risultare confusionario. Così sintetico da far mancare il minimo di parole utili. ^_^
    Sembrava di leggere continuamente quei brani di “Cuore d’Acciaio” più confusi, quelli che andavano riletti stando perfettamente attenti a ogni singola parola.

    Anche se la gestione del POV è più attenta e corretta che non in Esbat, alla fine ho, stranamente (a rigor di logica avrei dovuto apprezzare molto di più il Mythic Fantasy di Zeferina), preferito il libro della Manni.
    Ma, non lo escluderei, potrebbe dipendere dal fatto che sono un porco: Ivy la emo (uguale a due mie amiche del passato), Chris la troietta (ecco, magari averne conosciuta una!), la ninfomane Sensei ecc… sembravano fatte apposta per attirarmi. ^___^

  10. Angra

    Avevo sentito dire che Asengard ha preteso che Zeferina venisse riscritto coi tempi al passato (la prima versione che ho letto io li aveva al presente, e funzionava bene).
    Io l’avrei mandato a cagare ^__^

  11. Il Duca di Baionette

    Questo Zeferina che ho io è coi tempi al passato. E la sensazione, per il tipo di stile molto rapido e per la storia narrata, è che avesse bisogno del presente.
    ^___^

    Se Asengard ha imposto il passaggio dal presente al passato, mi sa che ha imposto una cazzata bella e buona. ^__^

  12. Dottor D.

    A me è sembrato un romanzo noioso, dove gli unici eventi degni di nota sono all’inizio e alla fine, e tutto quello che c’è in mezzo succede solo perché qualcosa deve pur succedere.

    Poi, per carità, è anche un romanzo formalmente corretto, con la sua prosa scorrevole e la sua brava trama senza buchi. Ma avrei accettato volentieri qualche sporcatura e qualche incoerenza, in cambio di un minimo motivo d’interesse.

  13. il quattordicenne

    Ma a dimostrazione che in Italia morale ed etica troppo spesso si confondo con il catechismo, ecco che Satisfiction scopre con prove inoppugnabile che Loredana Lipperini altri non è che Lara Manni, scrittrice che pubblica con Fazi e Feltrinelli anche con discreto successo.

    Link all’articolo

    Ma sarà vero? Possibile che la Lipperini chiedesse l’aiuto di Gamberetta? Il casino è scoppiato mercoledì e, ad oggi, non è arrivata nessuna smentita, né dalla Lipperini né dalla Manni!

  14. Clio

    Ho letto poco il blog della Lipperini e avuto un brevissimo scambio con la Manni. Posso dire che ho pochissima stima sia dell’una che dell’altra (no, a dire il vero provo un deciso disprezzo per la prima), ma darei per sicuro che si tratta di due persone diverse.

  15. Il Duca di Baionette

    Io non ci credo.

    Non sono state presentate prove né in fondo la questione mi interessa. In più ci sono delle inesattezze che fanno sospettare possa esserci malafede nell’articolo: è vero che la Manni e la CippaLippa si spalleggiavano, ma io non ricordo affatto recensioni della Lippa a favore della Manni. Dove sono link e puntuali citazioni?

    Anzi, la Lippa di solito parlava e citava di più il bambino con la muffa in faccia pubblicato dall’Immonda Dori (che so che apprezza il ruolo di Voldemort / Innominato, per cui non ne dico il nome così è felice): diciamo allora che sono la stessa persona?

    Il fatto che mi stiano entrambe sui coglioni, soprattutto la giornalista priva di etica giornalistica, non cambia di una virgola il fatto che non ci siano prove. Motivo per cui pur avendo seguito la vicenda, non ho detto mezza parola fino ad ora.

    Messa così com’è messa ora, senza prove, è una “stronzata”, usando il termine tecnico (bullshit) che indica qualsiasi affermazione non supportata da prove precise, bene indicate e chiare.
    “Stronzata” non riguarda il vero o il falso, ma l’assenza di prove a sostenere l’affermazione (che sia vera o falsa).

    Allora tanto vale dire che io sono il Mostro di Firenze, visto che non era Pacciani e non si sa che faccia avesse (e siamo entrambi squilibrati in modo sospettabilmente simile). Non torna l’età?
    Beh, chi dice che la data di nascita che io dichiaro (senza mostrare carte di identità a sostenerlo) sia vera? Magari sembro più giovane (perché sono un bamboccione psicosomatico?) ma ho già 50 anni e ho commesso, chessò, solo gli omicidi del Mostro tra 1983-1985. Prove me wrong. ^_^

  16. Alberello X

    Secondo me è un complotto.

    Scherzi a parte ho sempre trovato la Lipperini bellicosa, censoria ed eccessivamente pedante sulla questione del femminismo con minimo spazio per la letteratura. Anche perché ogni volta che parla di letteratura in realtà più che altro si tratta di gossip sugli autori tipo “Narrativa 2000″.

    Mentre Manni più a favore del “quieto vivere” del “piede in due scarpe” più a favore del compromesso. Parla molto più letteratura e di vittimismo della “collega”. Inoltre Lara scrive molto meglio della Lipperini, a mio avviso.

    L’unica cosa che hanno in comune è l’amicizia con Voldemort.

    Poi ho visto sulla home del sito di Satisfiction la foto di Gian Paolo Serino, l’autore dell’articolo, ed ha la solita espressione da finto intellettuale che fuma. Sarò razzista, ma i poser che fanno le foto così mi ricordano i ragazzini che si fanno la foto nello specchio del bagno per mettere in mostra gli inesistenti muscoli. Molto meglio il Duca con la sua Mauser. Almeno quella nuoce solo alla salute degli altri. ^_^

  17. Alberello X

    Ha ha ha, adoro internet. Con una ricerca su google è spuntato questo:

    http://www.ilgiornale.it/cronache/arrestato_gian_paolo_serinoaccusato_estorsione/estorsione-gian_paolo_serino/02-03-2012/articolo-id=575186-page=0-comments=1

    Il legale di Serino, però, sostiene che si trattava in realtà dei soldi per l’iscrizione della ragazza come collaboratrice alla rivista, che funziona come una cooperativa. La quota non sarebbe infatti stata versata all’inizio della collaborazione e l’uomo, per riscuoterla, sarebbe arrivato a spaventarla con la storia delle foto: “I soldi erano dovuti”, ha detto l’avvocato, “Ne doveva 5mila e ne ha consegnati 4mila. Il mio assistito non voleva affatto arricchirsi indebitamente con minaccia come contestato, ma ha solo litigato con una persona che rifiutava di versare quanto promesso”.

    5000 euro per diventare collaboratore di una cooperativa? Mi rimangio tutto, io lo farei santo subito. xD
    Duca, ma non ti vergogni a chiedere cifre irrisorie per l’editing?

  18. Angra

    Anch’io non ci credo. Ma, se anche fosse, non sarebbe poi questa mostruosità rispetto alla prassi comune.

  19. Fondazione Elia Spallanzani

    Noi invece pensiamo che potrebbe essere vero. Chiaramente non c’è niente di male nel fatto di usare uno pseudonimo, mentre fa un po’ pena usare amicizie e contatti per promuovere quello pseudonimo, spacciandolo per “l’esordiente di talento”.

  20. Il Duca di Baionette

    Non posso indicare l’IP esatto per motivi di privacy, ma posso dire che degli IP usati da Lara nei pochi commenti lasciati su Baionette (WordPress traccia gli IP per motivi di sicurezza/controllo fake):

    4 erano IP dinamici di Telecom Italia provenienti da Roma;
    5 erano IP statici di proprietà della RAI (tutti indicati come di Roma, meno uno indicato come Mentana… lol?);
    1 era un IP statico Vodafone wireless (le famose connessioni all’aperto in vacanza di cui parlava nel blog?);

    Continuo a NON credere che Lara sia la Lippa, ma così tanti collegamenti da IP RAI fanno pensare più a un lavoro lì che a un caso fortuito di visita a una amica presso l’ufficio, vista anche la distribuzione temporale delle visite(luglio 2009, settembre 2009, due giorni diversi del febbraio 2010, maggio 2010)…
    Forse era/è una collega della Lippa che scrive con lo pseudonimo Lara Manni?

    Qualcuno di voi lavora presso la RAI e sa se lì esiste o se esisteva nel 2009-2010 una Lara Manni?
    Per chi lavora alla RAI dovrebbe essere possibile scoprirlo, in qualche modo.

    Chi di voi ha ricevuto commenti da Lara nel proprio blog WordPress, o in altri che indichino gli IP, verifichi il numero qui se è curioso:
    http://whatismyipaddress.com

    I cinque del tipo 212.162.xxx.xxx da me erano tutti della RAI, per cui consiglio di concentrarsi sugli IP che iniziano così perché potrebbero essere della RAI.
    E non ho mai avuto altri visitatori con un IP del tipo 212.162.xxx.xxx

    Di più non posso fare.
    E comunque chissenefrega.

  21. Fondazione Elia Spallanzani

    Già. Magari è Pippo Baudo.

  22. Il Duca di Baionette

    Effettivamente… ^_^””
    La questione è che per quante siano le prove a favore, in assenza di una dimostrazione inoppugnabile (ovvero che cancelli ogni ragionevole dubbio) io non dirò mai di credere che la Lippa possa essere Lara.
    Non perché ora non lo sospetti un po’ anche io, ma perché il metodo scientifico impone che non si possa mai affermare nulla che non sia chiaramente dimostrato.

    Posso affermare che IP ha, posso ipotizzare il motivo (più ipotesi: è la Lippa, non è la Lippa, è una amica ecc…), ma non posso dire che sia la Lippa, neanche se ne fossi convinto perché non conta la “fede”, contano le “prove”. E queste prove non sono sufficienti: rimane un ragionevole dubbio.
    Aver indicato cosa guardare può permettere a chi ne ha i mezzi di produrre ulteriori prove, più o meno definitive, sulla questione.

    Show, don’t Tell.
    O, come diceva Aristotele, lo scopo della Retorica non è persuadere (Tell) il pubblico di qualcosa, ma Mostrare (Show) ciò che porterà alla Persuasione. Alla Wayne Booth, insomma.

    Per ora non c’è sufficiente “Show” di fatti inoppugnabili e non diversamente interpretabili e il “Tell”, come è ovvio, non può bastare.

    Per chi è interessato, Angra mi ha recuperato dalla cache di Google il famoso articolo de Il Secolo XIX:

    IL CASO «LaraManni è la Lipperini» Vendetta overità? LOREDANA Lipperini recensisce libri e li scrive. Scrive soprattutto di donne, “Ancora dalla parte delle bambine” o “Non è un paese per vecchie”. La conoscono in tanti, e tanti la seguono sul suo blog, lippe­ratura. Anche Lara Manni scrive. Tutt’altro genere, il fantasy. Ma la differenza maggiore è un’altra. Che non la conosce nessuno. O meglio, nessuno sembra averla vi­sta dal vivo o aver sentito la sua vo­ce. Neanche Fazi, la casa editrice con cui ha appena pubblicato “Ta­nit”. La scrittrice ha espressamen­te chiesto di non fissarle interviste video o audio. E parlare con lei sembra impossibile. Cos’hanno dunque in comune Lipperini e Manni? Che sono «la stessa persona», rivela su satisfic­tion.org Gian Paolo Serino, idea­tore della rivista di critica lettera­ria. Che attacca la scrittrice e gior­nalista a muso duro: «Lipperini e la Manni sono la stessa persona. E fino a qui nessun problema» spie­ga Serino «il problema è che da an­ni, almeno dal 2009, Lipperini re­censisce in modo positivo Lara Manni, cioè se stessa. E questo si chiama fare marchette, autopro­muoversi. Discutibile da chi di­spensa lezioni di etica e morale a tutti». In realtà recensioni non ce ne sono, ma segnalazioni favore­voli sì. Sul suo blog. L’interessata è furibonda, non smentisce né conferma: «È una mascalzonata. Non voglio parlar­ne» chiude seccata. La notizia gira sul web: la commentano su Face­ book e Twitter. E proprio fra i twe­et serpeggia l’ipotesi di una ven­detta privata. Perché? Per l’arre­ sto di Serino solo dieci giorni fa. L’accusa: «Estorsione» ribadisce il suo avvocato Davide Steccanella «ma il processo fissato per il 21 marzo stabilirà la verità. E cioè che è tutto falso». Cosa? La denuncia di una ragazza che diceva di essere stata ricattata: 5.000 euro a Serino perché non pubblicasse sue foto hard. «Solo un atteggiamento un po’ irruento» dice il legale «nel chiedere la quota a una donna che voleva entrare in Satisfiction e poi ha cambiato idea». Lipperini sul web aveva commentato la notizia. E tanti ora si chiedono: l’attacco è verità o vendetta?

  23. il quattordicenne

    Qualcuno di voi lavora presso la RAI e sa se lì esiste o se esisteva nel 2009-2010 una Lara Manni?

    In realtà “Lara Manni” è uno pseudonimo; lo afferma(va) lei stessa. Quindi bisognerebbe cercare in RAI una donna single di 36 anni, bionda e con gli occhi neri, come lei si descrive(va).

  24. Alberello X

    [...]Tutt’altro genere, il fantasy. Ma la differenza maggiore è un’altra. Che non la conosce nessuno. O meglio, nessuno sembra averla vi­sta dal vivo o aver sentito la sua vo­ce.[...]
    [...]La scrittrice ha espressamen­te chiesto di non fissarle interviste video o audio. E parlare con lei sembra impossibile.[...]

    Oibò. Per un attimo credevo parlaste della Dea Gamberetta. Siccome Lara ha collaborato con Gamberetta ed esse hanno tutte queste cose in comune possiamo affermare che in realtà la signora Lipperini è una e trina? Loredana la madre, Lara la figlia e Gamberetta lo spirito santo?

    Vi rendete conto in quale tunnel dogmatico ci stiamo infilando? Se crediamo che Gamberetta esiste sulle prove del nulla, per rimanere coerenti dobbiamo affermare che esiste anche Lara Manni. Se invece non crediamo all’una, non possiamo credere nemmeno all’altra. Oppure possiamo fare come suggerisce saggiamente il Duca e come faccio io rispetto a Dio e rimanere agnostici.

    Comunque è divertente vedere come il teatro dello specchio resiste al tempo mantenendo inalterata la sua maestosa lucidità. Riflettiamo. ^_^

    http://it.wikipedia.org/wiki/Cos%C3%AC_%C3%A8_%28se_vi_pare%29

  25. Clio

    Mah, se fosse vero sarebbe un’attrice consumata (la “voce” web delle due è molto diversa), e non ho abbastanza stima né della Lippa né della Manni per credere una cosa del genere.

    Peccato che l’unico a poter dirci la verità (l’attenction whore blasfema) si sia ritirato da questa valle di lacrime ^_^ (ma anche no!)
    E comunque, come disse il Duca, chissenefrega.

  26. Fondazione Elia Spallanzani

    La “voce web” invece è molto simile. Chiaramente il Duca ha ragione quando dice che per ora è impossibile affermare con assoluta certezza che sono la stessa persona, però seguendo lo stesso ragionamento non si può nemmeno affermare che siano persone diverse, visto che non c’è una prova “inoppugnabile” nemmeno di questo.
    Come spesso accade bisogna accontentarsi di probabilità, e che sia uno pseudonimo ci sembra abbastanza probabile.
    Per quanto ne sappiamo c’è una sola persona che, a suo dire, le conosce entrambe, e che quindi confermare o smentire, ma dubitiamo che dirà mai nulla in pubblico: si tratta di GL D’andrea.

  27. Il Duca di Baionette

    Per quanto ne sappiamo c’è una sola persona che, a suo dire, le conosce entrambe, e che quindi confermare o smentire, ma dubitiamo che dirà mai nulla in pubblico: si tratta di GL D’andrea.

    L’Innominabile Bambino con la Muffa in Faccia diceva anche, se ricordo grosso modo l’espressione che usava sul blog prima di cancellare quasi tutto, che gli scrittori mentono. Sarebbe anche una buona sintesi dell’essenza della narrativa come retorica della dissimulazione, ma nel suo caso si è già rivelata più legata all’Autore Fisico che non all’Autore Implicito… non proprio il concetto narrativo, insomma… ^_^””

    Consiglio questo (tuo) articolo ai possibili interessati:
    http://eliaspallanzanivive.wordpress.com/2012/03/30/invasione-atto-secondo/
    Contiene vari link a elementi utili alla questione.

    Citazione dall’inizio:

    Abbiamo visto che nel 2005 in casa Einaudi si svolge una piccola lotta, che si conclude con l’allontanamento dell’editore Bernardi e il consolidamento dell’influenza Wu Minghesca. Quasi contemporaneamente Loredana Lipperini comincia a coltivare il campo della Fan-Fiction: ne parla nel suo blog, nei suoi articoli, nelle interviste e ne scrive anche sul Venerdì di Repubblica (si veda ad es. questo articolo del 2007, ospitato dal sito della Fazi, con le opinioni di Biondillo, Palazzolo e anche di un Genna ancora nelle grazie del gruppo. Ricordate questi nomi, perchè torneranno spesso).

    Buon divertimento.

  28. Fondazione Elia Spallanzani

    di’ alberello, ma tu ci credi alla storia del quattordicenne? noi mica tanto.

  29. Alberello X

    di’ alberello, ma tu ci credi alla storia del quattordicenne? noi mica tanto.

    Come nel caso sopra esposto si tratta di un’abbondanza di Tell (ricevo tutti i giorni minacce di morte, un minorenne mi ha insultato costringendomi a chiudere il blog ecc.) e mancanza di Show, nessuna prova a riguardo.

    Che è sostanzialmente il problema della narrativa di Voldemort. Ti chiede di credere alle sue storie non perchè sia capace di fartici immergere, ma perchè semplicemente le scrive lui e quindi ti devi fidare (testimoni di Geova rulez).

    Al di là di questo, non credo a niente che non sia correlato di fonti o prove in generale, soprattutto ai messaggi scritti il 1° d’aprile e parlando al plurale. Diciamo che di tutta questa faccenda mi interessa poco se non coglierne gli aspetti ironici. Mi inquieta però non poco la morbosità che ne consegue.

    La stessa morbosità che si è scatenata intorno ad Allibis di Unika. Cioè veramente, sticazzi se Lara esiste, non esiste, è un alieno o ha i capelli rosa, mi interessa come scrive. Io stesso potrei essere un fake del Duca che masturba il suo ego. Provatemi il contrario. ^_^

  30. Fondazione Elia Spallanzani

    anche sul forum di K&P Lara Manni ha postato un paio di volte da un accuont che pare della Rai:

    “Infine, rispondendo proprio ad Anon, nella discussione su GL (20 pagine di flammata unica, che giornate divertenti) Lara Manni ha usato quattro diversi indirizzi ip, due dei quali del tipo 212.162.xxx.xxx indicati dal Duca, in orario d’ufficio, e due completamente diversi tra loro in serata. Non ho controllato provider o client o altro, ho solo guardato scorrendo il topic i vari indirizzi.
    Cosa questo significhi/confermi/smentisca proprio non lo so, di certo i fatti dicono che il 20 giugno 2011 Lara Manni è stata tutto il giorno connessa ad internet con un ip presumibilmente della RAI. Se ci lavora dentro di certo ha avuto molto tempo libero, per poterci rispondere ben più di una singola volta.”

  31. Il Duca di Baionette

    Riporto quanto comunicato in un altro articolo:

    Ehi duca, perdona l’OT, ma guarda un po’ qui: http://eliaspallanzanivive.wordpress.com/2012/06/08/sotto-gli-occhi/

    Che schifo. :-(

    Un po’ perché la mia copia di Esbat è da tempo in cantina e un po’ perché nemmeno avrei pensato di dover guardare lì, a meno di non finirci per caso nel tentativo di cogliere qualsiasi elemento utile (ma appunto non avevo la copia con me e questo mi ha fatto saltare qualsiasi idea di farlo… però avevo frugato nel catalogo della Fantascienza e Fantasy Vegetti scoprendo che non risultava proprio il libro e lì, come si ricorderanno quelli del caso Anharra, viene riportato sia nome che pseudonimo), mi sento gonzo a non averci guardato prima.

    Se riesco recupererò la mia copia per effettuare una verifica ulteriore, ma ormai è solo uno sfizio personale per sentirmi gonzo due volte a non averlo mai visto. :-(

    Riporto allora alcuni brani scritti in privato a una conoscente che mi chiese un parere, visto che ormai la cosa pare certa.
    In ogni caso sono brani scritti con l’ipotesi (ormai temo certezza) che Lara e Lippa fossero la stessa persona, ma senza dare la certezza, è solo un tentativo di spiegazione a un “esterno” perché qualcuno come la Lippa avrebbe potuto volere uno pseudonimo:

    Come con tutti i “nomi d’arte” lo scopo era di non trascinarsi dietro il peso della propria posizione di intellettuale/giornalista ecc… che sarebbe diventata “quella che scrive stronzatine sui manga” e derisa, per poter elevare la stima delle FF nel pubblico (senza rinunciare alle spintarelle degli amici per farlo, tutti i pipponi su FF e Arte e bla bla bla includendo come AMICA anche “se stessa” sotto forma di Lippa, ovvero giornalista seria, impegnata e femminista) e, una volta ottenuto un adeguato successo che la ponesse fuori da feroci critiche dannose, magari rivelare la propria identità dando così un ulteriore colpo a favore delle FF (stile: “Dopo 10 libri e 15 anni di successi, il prodigio del fantasy impegnato Lara Manni si scopre essere l’intellettuale Lipperini”).

    Sogni di gloria demenziali uniti alla paura, legittima, di non potersi esporre perché in Italia il Fantasy viene abbinato ai deficenti.
    Questo sempre ipotizzando che fossero la stessa persona. E non è detto, per quanto possa essere credibile che lo sia.
    Lara Manni in ogni caso è un nome d’arte, lo hanno detto già in passato. Che sia della Lippa o di un’altra non si sa, ma è un nome d’arte.

    [...]

    L’editoria è piena di fake ben più complessi, incluse storie strappalacrime di vere persone… mai esistite. E invenzioni varie su come Tal dei Tali è giunta a scrivere un dato libro ecc…

    Sono tutte balle. E’ un mondo di cialtroni che considerano i lettori idioti e li imbottiscono di stronzate, dall’inizio alla fine, mentendo senza pudore.
    Magari fossimo ancora ai bei tempi in cui l’unico elemento di “minore onestà” nei rapporti col lettore era avere un nome d’arte per un genere e uno per un altro. Stefano Di Marino aveva e ha un nome d’arte diverso per ogni gruppo di libri: Stephen Gunn per la serie “il professionista”, Xavier LeNormand per “Vlad”, Etienne Valmont per “Jasmine” ecc…

    ma non si è mai messo a fare una discussione in cui le sue 7-8 personalità diverse si appoggiavano e sostenevano tra loro, mi pare! Figurarsi anni di citazioni e stima reciproca Lippa-Manni! XD

  32. Clio

    Sticazzi, adesso provo per lei un disgusto pari a quello che ho per la merda di ratto sul plancito della stalla XD
    Se penso che al tempo del Dragon Crosed Flame (EPICO @_@) la Manni mi aveva anche scritto in privato per “spiegarsi” mentre la Lippa scriveva merda sul suo blog…
    Cioè, mi sorge la domanda… Signora Lipperini, ma lei dove lo trova il tempo? No perché io tra studi, arti marziali, disegno e scrittura non lo trovo mica il tempo di trollare @_@ No, perché una cosa del genere è l’equivalente web del bussare sulla spalla di qualcuno e poi ritrarsi ridacchiando *waz waz, non mi ha visto*. Sicuramente molto divertente e intelettualmente appagante, ma dove trova l’agio di elaborare simili costruttivi passatempi?
    Forse il mio è un problema di organizzazione? O forse il mio studio e il mio percorso sportivo sono più impegnativi del suo lavoro?

  33. DagoRed

    Quanta tristezza mi fanno ‘sti fenomeni alla Dottor Jekyll e Mister Hyde =_=

    Questi dovrebbero essere tipo i famosi INTELLETTUALI, ovverosia la COSCENZA MORALE DEL PAESE…o giù di lì =_=

    Mestizia =_=

    No perché io tra studi, arti marziali, disegno e scrittura non lo trovo mica il tempo di trollare @_@

    Ma la domanda vera, Duca, è un’altra. La Dolce Tengi, con tutte le cose che fa, dove trova il tempo per essere anche così DOLCE ?? @.@

  34. Angra

    Continuo a dire che non fa molta differenza scoprire che, nel sistema consolidato di rimpalli di complimenti e recensioni, due dei palleggiatori erano in realtà uno solo. Se il pubblico è così scemo da farsi convincere da pratiche elementari come queste, peggio per lui (penso che non andasse messa in galera Wanna Marchi, ma i suoi clienti). Ma forse il pubblico non è nemmeno così scemo, perché non mi risulta che Esbat sia stato un best seller e Sopdet men che meno.

    La cosa grave, quella per cui gli artefici di questa bella pensata andrebbero condannati alla Gogna dei Calci in Culo, è l’averci propinato l’ennesima variante della bella favola stronzata dell’esordiente che, senza amici importanti e senza padrini, pubblica il suo romanzo a puntate sul blog, viene notato dall’editor di una importante casa editrice e, omg, sogno che si avvera! in men che non si dica si ritrova in bella mostra in tutte le librerie. Se ci avete creduto anche solo per un minuto, cagatevi in mano e poi prendetevi a schiaffi a futura memoria.

    Cambiando argomento, ma non troppo, se non l’avete ancora fatto leggete questo:

    http://www.fazieditore.it/Data/Libri/Recensioni/11059.pdf

    Ancora una volta, cosa manca per rendere credibile questa stronzata opera di fantasia? Mi vergogno quasi a dirlo… sì, esatto: dettagli concreti. Sob.

  35. Alberello X

    Mi ha fregato e lo ammetto. Pur avendo lavorato con persone dai diversi disturbi psichiatrici in una clinica in quel della Lombardia, non sono riuscito a scoprire il giochetto della doppia personalità (nonostante ebbi uno scambio di mail private con entrambe le facce della stessa medaglia).

    Non mi interessa il valore morale della manovra in sè, riconosco però di essere stato sconfitto. I’m The Great Gonzo. GG.

    Quello che mi fa sorridere è che la bolla di sapone è scoppiata grazie alla SIAE, che dovrebbe garantire i diritti degli artisti, LOL. Al Capone e le tasse.

    Mi preoccupa poi il fatto che Voldemort abbia le allucinazioni e vada a cena con personaggi inventati. La solitudine è tra noi.

  36. Il Duca di Baionette

    Aspettate a felicitarvi troppo. Per quanto certa, voglio prima vedere se anche la mia copia ha il bollino e se c’è scritto Lipperini Lor. E se c’è farò la foto. La gioia (se constatare un tale squallore da caso psichiatrico può chiamarsi così) sarà maggiore.

    Il libro confermo che è in cantina, come ricordavo, e devo solo recuperarlo. Ho controllato tutti gli scatoloni di libri ancora in casa.

  37. aealith

    In effetti il mio esbat ha sul bollino “lipperini lor”, faccio una foto e linko.

  38. Il Duca di Baionette

    Alla fine avevano ragione i fanatici della sniffata: questa volta la Carta è davvero superiore all’eBook! ^_^

  39. aealith

    foto del bollino

  40. Fondazione Elia Spallanzani

    Adesso guardate i bollini sui libri della Fazi.

  41. mikecas

    io non compero un libro della Fazi, specialmente se è della Manni e certo non per verificare un bollino…
    Se vuoi dire qualcosa, dilla senza tante storie, se no taci e non sprecare spazio e tempo di chi legge…
    :(

  42. Il Duca di Baionette

    C’è anche la questione che i bollini, da una sentenza del 2008 (collegata all’ambito DVD), credo di aver capito che non siano più obbligatori.

    Comunque appena andrò in libreria verificherò nel caso dovessi trovare una copia di Tanit e, soprattutto, voglio vedere se c’è sull’agghiacciante Unika e se riporta lo pseudonimo oppure il nome dell’autore. ^__^

  43. mikecas

    Duca, è stato fatto notare da qualche parte che non ricordo, che bollini riportanti degli pseudonomi esistono tranquillamente, come ad es. per i Wu Ming e altri…
    Credo dipendi da come ci si registra alla SIAE, e forse la Lippa ha fatto un errore…
    O magari, come credo sia ancora possibile, la revisione del FanFic che ha portato ad Esbat e alla sua pubblicazione l’abbia fatto lei, Lipperini, e non una esistente ma timida e introversa Lara Manni…
    Ma allora?
    :P

  44. AlinaSama

    Bene, ora sappiamo che Loredana Lipperini è fan di Inuyasha.
    Ma la domanda che mi assilla è un’altra, stasera ho comprato un paio di sandali di una marca che si chiama “Lara Manni”.
    …non mi sarò mica portata a casa un paio di Prada?!?

  45. Il Duca di Baionette

    O magari, come credo sia ancora possibile, la revisione del FanFic che ha portato ad Esbat e alla sua pubblicazione l’abbia fatto lei, Lipperini, e non una esistente ma timida e introversa Lara Manni…

    Di quelle cose si occupa l’editore e mai nella questione era entrata la Lipperini come ruolo nella produzione del libro, agganciandosi solo dopo con le molti lodi reciproche e l’amicizia con Lara.

    In ogni caso la storia dell’esordiente scoperta dall’editore e tutta la retorica balorda sul “potete farcela anche voi, non siamo solo amichetti” salterebbe, visto che qui non ci sarebbe la spintarella di un’amica qualsiasi, ma di un personaggio di una certa importanza come la Lippa.

    Possibilità più semplice per il bollino: l’editore è scemo, come capita regolarmente, e ha dato dati sbagliati alla SIAE, segnalando il nome vero invece dello pseudonimo.
    Possibilità meno probabile: la stessa indicata sopra, ma in cui dà il nominativo della Lippa anche se non è l’autrice (WTF? E come mai non il nome Bud Spencer?).
    Possibilità non meno improbabile della precedente: Lara Manni è Gesù Cristo, per questo non ne possono rivelare il secondo avvento, giacché scatenerebbe il panico per la fine dei tempi.

    Qui pare vi sia una imbarazzante intervista con Lara Manni alla radio, fatta con il sintetizzatore vocale, ma la RAI ora ha enormi problemi di streaming e mi collassa dopo non più di 2 minuti e qualcosa:
    http://www.radio.rai.it/radio1/nudoecrudo/view.cfm?Q_EV_ID=290595

    Pagina in cui ne parlano:
    http://eliaspallanzanivive.wordpress.com/2012/05/13/dalla-parte-della-bambina-che-e-in-lei/
    Riguardo i commenti in quella pagina…
    1) A parte una deriva anti-amazon e anti-autopubblicati verso la fine della sua breve e inutile esistenza, Lara per gran parte del tempo è stata, come la Lippa, a favore sia degli autopubblicati che degli eBook in generale (link al caso Konrath inclusi). Quindi è scorretto farla sembrare una retrograda integrale.
    2) Non mi risulta esista nessuna foto di Lara, sgranata o meno che sia. Ma in fondo io non sapevo nemmeno del programma radio…

  46. Fondazione Elia Spallanzani

    Se n’era già parlato, non ci sono vere foto (quella che circola è di un’altra persona, probabilmente quello è stato davvero un semplice errore). Uno dei nostri commentatori dice che sui volumi Fazi il bollino non c’è. Comunque non prendiamoci in giro, l’identificazione era certa anche prima della storia dei bollini, le coincidenze erano troppe e il silenzio delle interessate significativo. Si noti che anche adesso la Lippa non ne parla, frse spera ancora che la faccenda finisca nel dimenticatoio. E’ poi da notare come abbia cercato di sfruttare ogni occasione (compreso il terremoto in giappone, la vicenda dei libri all’indice etc) per farsi pubblicità.

  47. Alberello X

    Che errore madornale ho commesso. Credevo di trovarmi innanzi alla messa in scena del Così è se vi pare di Pirandello ed invece sul palco si stava svolgendo The Importance of Being Earnest di Oscar Wilde.

    D’obbligo è l’applauso a tutti gli attori per essere stati convincenti, a parte lo scrittore d’horror che non era nemmeno capace di leggere il copione senza strafare e cadere nel ridicolo.

    Ieri mi è capitato di essere nella libreria di Piazza Repubblica a Cagliari e di chiedere incuriosito al proprietario notizie sul presunto scambio di identità. Mi è stato candidamente confermato, Lara Manni è uno pseudonimo di Loredana Lipperini. Così come Michael Crane è uno pseudonimo di Maurizio Onnis.

    La differenza fondamentale è che nel secondo caso, tutto è alla luce del sole o quasi: http://malatidiparola.blogspot.it/

    insieme hanno pubblicato sette romanzi, tutti per piemme. il maestro del tè (2004) e il samurai bianco (2005) sono usciti con lo pseudonimo carlos leon monteverde. la setta di lazzaro (2006), il violinista di praga (2007) e la profezia dell’arca (2008) sono stati firmati da michael crane.

    Anche se: http://www.edizpiemme.it/autori/michael-crane

    Laureato in storia medioevale ed esperto di divulgazione scientifica, ha lavorato come consulente editoriale per poi diventare un apprezzato sceneggiatore e un autore di romanzi.
    Per Piemme ha pubblicato i bestseller La setta di Lazzaro e Il violinista di Praga.

    Ehm. Va bene inventarsi uno pseudonimo, ma addirittura la biografia. ‘^^ Questi mi battono e dire che io creo personaggi per il gioco di ruolo dal vivo. Mi inchino alla loro bravura dissimulatoria.

    Quello che c’è di profondamente malato nella storia di Lara/Lore è il simulare una vita propria al proprio pseudonimo, con tanto di blog, opinioni personali e appoggiarsi a vicenda la personalità alterna. Si raggiunge il limite dell’assurdo con questo passaggio:

    Si, lo so, è quello che fanno gli amici. Ma gli amici, fidatevi di un cretino, nel Fantastico Mondo Dell’Editoria, più o meno come quando si parla di interessi di Stato, non esistono. O quasi.

    Ed infatti non esistono. LETTERALMENTE.

    Ora pensate a quanto tempo è stato buttato nel cesso per gestire due blog contemporaneamente, per creare vittimismo multiplo inesistente, per inventarsi flame incrociati, per darsi pacchi di pacche sull’omero ecc. ecc. Perchè ci hanno messo tutta questa cura in una cazzata e non si sono messi invece a scrivere un romanzo seguendo le regole della narrativa? Mah.

  48. Clio

    @Alberello
    Ci si sono messi in DUE per scivere quella PUTTANATA IMMONDA PUTRESCENTE E PURRULENTA del “Maestro del thé”?!
    Io credevo che l’avesse scritto un alcolista depressivo con la terza elementare e una penna nel culo!
    Resto sempre sbalordita dalla nullità umana @_@

  49. Hetty

    “Bene”.

    Qualche volontario che voglia appurare se Virgina De Winter sia “di ciccia”?
    Così infrangiamo del tutto i sogni delle fanwriter.

    A parte “Lara” e Virginia, chi proviene da efp ha pubblicato per lo più a pagamento…

  50. Erculeo

    Virginia de Winter secondo me è Francesco Gungui.

  51. Fondazione Elia Spallanzani

    Duca ma sembra a noi o l’agomento lippa – manni è un po’ tabù sui forum di fan fiction? Non è che temono di deludere qualche aspirante?

  52. Erculeo

    Oh, che poi ve la ricordate la faccenda del pischello che sul blog di GL D’Andrea si era firmato come Lara Manni e lei aveva minacciato denunce e querele per furto d’identità??
    La roba diventa comica, alla luce delle nuove scoperte.

  53. Il Duca di Baionette

    Considerando che la cosa puzzava di scenata falsa da manuale per giustificare la fuga del Martire GL da un internet boia e ladro fondato sullo stalking, era comica già prima, indipendentemente da chi sia la “Lipperini Lor” che ha creato Lara Manni (Loredana? Lorella? Loretta? Loradiprenderecalcinculo?). ^_^

  54. Erculeo

    Tristerrimi.

  55. Il Duca di Baionette

    Tra qualche giorno farò un articolo collegato all’argomento, per cui lo sfrutterò anche per riassumere il tutto grazie all’articolo riassuntivo di “Fondazione Elia Spallanzani” e aggiungendo un paio di interessanti annotazioni raccolte in questi giorni. Ah, e ovviamente un po’ di foto di bollini SIAE, gli stessi mostrati sul forum di Massacri.

  56. DagoRed

    Lol. Spe’, che non sono aggiornato. Mi state dicendo che GL si è autoinsultato solo per poter fare l’offeso? xD

  57. Il Duca di Baionette

    La cosa più probabile. E in linea col personaggio. Se ne era parlato un anno fa.

  58. il quattordicenne

    Ciao Duca, ho letto anche io che Lara Manni diceva di chiamarsi “Lara Manni”, e mi scuso per il granchio che ho fatto prendere a chi ha letto il mio commento sopra :(

    Come giustificazione ho questo:
    http://affaritaliani.libero.it/culturaspettacoli/lara-manni-tanit-fazi-premio250112.html

    “In attesa dell’uscita, a metà febbraio, del nuovo libro (sotto i dettagli), Lara Manni (pseudonimo di una nota scrittrice fantasty attivissima sul web e sui social network)…”

    E sono sicuro di aver letto altrove che Lara diceva di NON chiamarsi “Lara Manni”… purtroppo non ho ritrovato la fonte precisa, se riesco a rintracciarla la posto.

    Ancora scuse

  59. Il Duca di Baionette

    Sì, anche io ricordo che si era detto, negli ultimi due anni tipo, che fosse uno pseudonimo. Per quello quando mi è stato ricordato ho abbozzato subito e dato ragione, senza pensare che magari il mio lapsus veniva da un ricordo ancora più vecchio.
    Se ne parlava ora sul forum di Massacri.

    Ma se Lara Manni è il nome VERO, come Lara sostenne nel giugno 2009 qui:

    Lara Manni è il tuo vero nome? Visto che il tuo campo è il fantasy-trattino-horror non dovresti avere un nome esotico, dal sapore germanico, con delle K o delle W, un secondo nome o almeno un paio di lettere puntate? qualcosa tipo Lahara K. T. Manni, magari?

    E’ il mio vero nome: in compenso il mio nickname su EFP è Rosencrantz. Non è abbastanza esotico? L’ho scelto pensando a “Rosencrantz e Guildestern sono morti” di Tom Stoppard, che secondo me è una fan fiction tratta da “Amleto”.

    http://blog.snake-eater.net/2009/06/03/non-fottere-con-il-mio-mezzodemone/

    Allora che cavolo ci fa Lipperini Lor sul bollino? o_O

    Era il “nome vero” di un personaggio inventato e che tale doveva rimanere (ok, ci sta, va benissimo e ha precedenti letterari), senza mischiarsi poi col reale e diventare un “fake” a tutto tondo con tanto di avvistamento, intervista con voce robotica, discussioni a supporto della Lippa (ah-ah! violazione!)… con conseguente cambio di strategia dal Nome Vero allo Pseudonimo, temo.

  60. mikecas

    ma la Lipperini ha una figlia adolescente? mi sembra di sì…
    e se ce l’ha, non potrebbe essere banalmente lei la “Lara Manni” originale, quella che intratteneva rapporti epistolari via forum con tanti che spergiurano che il tono non poteva essere quello della Lipperini…
    e solo poi, in previsione di una possibile pubblicazione, sia intervenuta la mammina?
    L’essere minorenne potrebbe spiegare il bollino?
    Sicuramente la protezione della creatura spiega il silenzio, ma anche no…
    :P

  61. Fondazione Elia Spallanzani

    Ehi duca, hai notato che adesso su kpforum fanno tutti gli sherlock dopo che per mesi hanno ripetuto “no ma è inverosimile – no ma è complottismo” ?
    Beh tutti proprio no, c’è ancora amarie che crede alla cicogna.

  62. Il Duca di Baionette

    Lara Manni aveva i toni della leccaculo veterana, con tanto di intellettualismi misti da over 30 che “sì, il fantasy ha tanta dignità ma però”.
    Dubito sia la figlia della Lippa. E poi sarebbe un elemento in più rispetto alla spiegazione con meno elementi.

    Inoltre rimane, chiunque ci sia dietro, la questione del VERO nome contrapposto alla pseudonimo su EFP. Perché “Lara Manni” era il vero nome all’inizio (e anche dopo salvo errori?)… poi boh, la memoria e le fonti incerte/che non tornano sull’argomento non mi aiutano. ^_^

    Certo, vero nome… certo… poi per errore lo hanno stampato Lipperini Lor… oh, capita. Io volevo dei bollini e invece di Carrara Marco mi hanno stampato Lady Godiva. :-O

  63. Alberello X

    Io volevo dei bollini e invece di Carrara Marco mi hanno stampato Lady Godiva. :-O

    Hahahahahaha, son rotolato dalla sedia! xD

    Mi sono immaginato il Duca cavalcare nudo con il pickel per le strade dello stivale come forma di protesta all’editoria che opprime il popolo. Con la sola barba a coprire tutto.
    E gli editori che gli dicevano: “Per l’amor di Dio, vestiti, pubblicheremo di meglio, promesso!”

    Ma solo una persona disobbedì al proclama che vietava di osservare il Duca, lo scrittore di horror Voldemort. Egli fece un buco nel web, lo vide e divenne cieco, incapace di vedere la verità.

    Comunque non vedo l’ora che venga pubblicato l’articolo riassuntivo. Sto già scrivendo la bozza di una commedia in tre atti: “Vita di uno pseudonimo” Atto 1: La nascita di Lara. Atto 2: La crescita di Lara. Atto 3: La morte di Lara.

    Ci saranno tutti i personaggi che amate tanto, colpi di scena, ambiguità, digressioni filosofiche e psicologiche e tante, tante risate. ^_^ Visto che è stato tirato in ballo anche Shakespeare, sfruttiamolo per farne fanfic!

  64. Il Duca di Baionette

    Mi tentava anche uno pseudonimo, cioè, voglio dire, un NOME REALE più fentasi: Marco Carrara -> Marcoca R. R. Ara

    Proprio come Giorgio R. R. Martino e Giovanni R. R. Tolchienna.

  65. LogaritmicaPresenza

    In tutto questo Gamberetta che dice?

  66. Il Duca di Baionette

    Niente. Non penso le interessi nemmeno.
    http://fantasy.gamberi.org/2012/04/29/ultime-notizie/

    Diversi mi hanno scritto sulla faccenda di Loredana Lipperini e Lara Manni. Non ho molto da aggiungere: ho sentito la Manni solo per email, dunque non so se sia la Lipperini o no. Inoltre ho finito per litigare con entrambe, perciò dell’intera storia non me ne frega più di tanto. E sì, me l’hanno detto che Lara Manni non si fa più sentire da un mese e passa; no, non ho idea di che fine abbia fatto.

    29 aprile, prima della scoperta del bollino SIAE.

  67. Nove

    Duca, non ti scervellare, la soluzione è tutta qui, basta saper leggere: http://i.imgur.com/aWM60.png

  68. Il Duca di Baionette

    Sì, l’avevo visto.
    C’è anche un’altra versione in cui l’amica non è specificato che sia una giornalista, ma è invece una che lavora nell’editoria (ok, la Lippa soddisfa entrambi i requisiti, come autrice pubblicata):

    Così: un lettore della fan fiction ha passato il link a una persona che lavora nell’editoria e che si è interessata della storia sia presso un agente che presso la casa editrice.

    Ero sicuro di aver scritto una riflessione pochi giorni fa sul forum di Massacri, ma non la trovo. Devo essermi rincoglionito, il che non è una novità. O forse l’avevo scritta, ma poi non l’avevo pubblicata e l’avevo invece messa negli appunti… sì, forse è così.

  1. My Blog stuff anime » Blog Archive » Esbat di Lara Manni

    [...] from:  Esbat di Lara Manni June 19th, 2009 | Posted in otaku Tags: del-ordenador, desenhos-japoneses, fare-recensioni, [...]

  2. ANALOGIE 8: questione di IP « L U N A T I S M I

    [...] della seconda — non resta che riportare alcuni commenti apparsi recentemente nei blog Baionette Librarie e Fondazione Elia [...]

  3. Doppie identità: ringraziamenti « L U N A T I S M I

    [...] Come ultima e definitiva postilla, si riportano le considerazioni apparse in un commento nel blog Baionette Librarie: [...]

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