luglio 2009
Archivio del Mese

Archivio del Mese
Posted by Il Duca Carraronan on 29 lug 2009 | Tagged as: Riflessioni, Troll & Flame
Negli ultimi due anni mi è capitato spesso di leggere nei blog degli scrittori di fantasy e nei siti/forum di settore la frase “non ti curar di loro” o “non ti curar di loro, ma guarda e passa” o simili, con evidente riferimento a Dante. Solitamente la frase appariva in contesti del tipo “l’autore del libro si lamenta del mondo cattivo e dei criticoni / qualcuno dice che sono tutti degli invidiosi attaccabrighe / segue in breve la frasetta pseudo-Dantesca“.
La frase, nelle diverse costruzioni alternative, è diventata ossessiva. L’ho vista decine di volte, fino ad averne la nausea. Questa frase fatta, questo cliché nel senso più ampio del termine, pare odori di intellettuale alle narici di tanti che citandolo pensano di farsi belli.
A me fanno solo vomitare.
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Mi ricorda Nihal… che abbia letto le Cronache?
Mi fanno vomitare per più motivi:
1) è una frase trita e ritrita che non aggiunge nulla alla discussione e puzza di pseudo-intellettualoide (e non di uomo di cultura);
2) viene usata per nascondere l’incapacità di ribattere e affrontare un problema: questo non è una cosa di cui vantarsi, anzi, fa pietà;
3) puzza lontano cento chilometri di “ho fatto il liceo, gne gne gne, senti che belle frasette da usare a cazzo che mi ricordo ancora lurido perito anal-fageta, gne gne gne”;
4) quattro;
5) la citazione è sbagliata (grassa figura da stronzoni);
6) e anche quando è riportata correttamente viene utilizzata in un contesto che ne rovina il senso originale (ma ormai nel linguaggio comune è diventato lecito decontestualizzarla e usarla a cavolo… io lo trovo irrispettoso del pensiero dantesco);
Per quanto riguarda il punto cinque.
La frase esatta sarebbe “non ragioniam di lor, ma guarda e passa” e non “non ti curar di loro, ma guarda e passa” (spesso abbreviata in “non ti curar di loro…” con aggiunta emoticon “:roll:” per sottolineare la superiorità intellettuale rispetto ai criticoni)
Proviene dalla Divina Commedia, Inferno, terzo Canto.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa
Per gli appassionati, l’uso diffuso dell’errata citazione si è guadagnato un posto glorioso nella pagina delle Citazioni Errate di Wikipedia. Difficile mantenere l’aura da intellettualoide del cazzo quando si dimostra, in una sola frase, di ricordar male quanto studiato al liceo, altro che raffinata citazione da dotto uomo di cultura, nevvero?
Per quanto riguarda il punto sei.
Virgilio pronuncia questa frase, sdegnato, quando Dante gli chiede chi siano le anime che si trovano lì, nell’Antinferno (Dante comunque, nella sua bontà, ci descrive lo stesso la loro pena). Sono le anime degli ignavi, coloro che non seppero mai schierarsi nella vita, e che ora per contrappasso inseguono disperatamente una bandiera. Indica persone che non hanno scelto né il bene né il male: semplicemente non hanno scelto niente. Senza infamia e senza lode, né vero Inferno né Purgatorio o Paradiso. Dante li disprezza perché lui, esule, subì tanti torti in vita proprio per il coraggio con cui seppe schierarsi e difendere le proprie idee.
Dante non disprezza allo stesso modo chi sceglie la “perdizione” e il peccato, perché ha pur sempre “scelto qualcosa”. La cosa più importante è schierarsi.
Queste righe sono molto riduttive e incomplete rispetto alla profondità del brano citato, ma grossomodo dove stia andando a parare si dovrebbe essere capito. ^_^
Qual è il problema?
Che la citazione, l’invito a “guardare e passare” (senza discuterne perché sono immeritevoli), viene solitamente usato per ignorare coloro che, bollati come Criticoni, hanno invece SCELTO di SCHIERARSI con tanta violenza e con tale vigore da risultare “fastidiosi”.
E così si priva di ogni senso la frase di Dante e la si applica in un contesto completamente diverso: lui non disprezza chi si schiera, pur se nel torto (i criticoni, dal punto di vista dello scrittore offeso), ma chi si tira fuori e non prende posizione.
Comunque, come dicevo sopra, questa falsificazione del pensiero dantesco è ormai diventata di uso tanto comune che risulta difficile colpevolizzare il singolo che cade nell’errore. Rimane però l’altro problema di fondo: la frase è TRITA E RITRITA!
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Due alternative.
Se lo scrittore vuole dimostrarsi al di sopra delle critiche e delle beghe o, comunque, pur prendendo nota delle critiche preferisce non inserirsi nella mischia mantenendo un certo distacco tra sé stesso e le orde di fan che, come è loro diritto, discutono liberamente, può usare una diversa citazione. Al posto del super abusato Dante (che pensate quanto sarebbe stato ancor più abusato se si fosse chiamato Prendente!), si può fare i fighi citando in una volta sola sia Thomas Mann che Federico II di Prussia.
Proprio “lui” dimostrò cosa fosse in realtà il dispotismo: prima non se ne aveva avuto un concetto ben definito e, per completare il significato del termine, doveva arrivare un re in grado di lavorare come lui. Egli creò però anche una varietà di dispotismo: era il despota illuminato, in quanto i suoi sudditi potevano pensare e dire ciò che volevano, purché lui, da parte sua, potesse fare ciò che voleva, e questo era un accordo proficuo per entrambe le parti, come si fu costretti ad ammettere. Le religioni non avevano importanza, dato che le disprezzava. Nei suoi stati gli atei perseguitati trovarono non solo asilo, ma anche impieghi ufficiali. Non si curava delle satire, degli scritti denigratori e dei libelli indirizzati contro di lui; non temeva lo spirito perché, finché esso era innocuo, sapeva trovare un giusto equilibrio fra amore e disprezzo. Quando sentì parlare di un suddito tendenzialmente critico, chiese: «Ha centomila uomini? Se no, cosa volete che me ne preoccupi!»
(da “Federico e la grande coalizione” di Thomas Mann)
Se qualcuno critica l’autore e un fan fa notare la cosa, l’autore può ribattere: “Ha centomila uomini? Se no, cosa volete che me ne preoccupi!”. Ok, pure questa non è il massimo dell’originalità, ma almeno si vede in giro meno spesso dell’altra: non è la frase fatta che il primo idiota in strada usa sapendo da dove proviene (voi potete essere gli idioti che lo sanno! ^_^).
E, farà piacere ai lettori, questa è da parecchio tempo la prassi di Licia Troisi che preferisce (e fa benissimo, dal suo punto di vista) non lanciarsi in mischie coi lettori criticoni cattivoni: lei ha dietro di sé il peso della Mondadori e la sua base di fan, i criticoni cosa hanno? Hanno forse centomila uomini? (Lei sì, grossomodo)
Dispotismo illuminato: è meglio della censura dittatoriale!
È la stessa prassi che seguo io, ignorando i trolloni. Negli ultimi mesi sono finito nel mirino di parecchi trolloni, uno nemmeno tre settimane fa, e a parte un caso li ho sempre ignorati. Ma la mia non è semplice senso di superiorità (l’ultimo, poi, già era stato cazziato da tutti per le sue idee cretine proprio in questo sito), bensì comprensione del mezzo: io sono un Troll e quando dei Trollini di livello inferiore costruiscono una trappola per innescar polemica volete che non me ne accorga? ^__^
Sono “caduto” nella trappola solo una volta, con Negrore, ma solo perché in realtà l’aveva impostata male per cui mi sono potuto gettare dentro prendendo il problema, smontandolo, ribaltandolo e usandolo contro di lui. E alcuni suoi lettori mi hanno pure dato ragione. Da cacciatore a preda, da preda a cacciatore. La forza dell’argomentazione logica superiore ha ancora un certo peso su chi non è stato lobotomizzato.
C’è anche un’alternativa italica quanto Dante, se non si vuole citare un re prussiano: un bel ME NE FREGO!, di fascista e virile memoria! Perché alla fine, non diciamo stronzate, ma dietro i “guarda e passa” contro i criticoni si nasconde solo l’ennesima, becera, mentalità del me ne frego che finché la tira fuori un porco reazionario come me ha ancora un senso, ma non quando esce dalle tastiere di gente dichiaratamente e orgogliosamente di sinistra…
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| La risposta standard degli scrittori e dei loro fan alle critiche puntuali e complete sul testo. |
Posted by Il Duca Carraronan on 24 lug 2009 | Tagged as: Fantasy, Fumetti e Manga
Quando ho saputo che stava per uscire una versione a fumetti delle Cronache del Mondo Emerso, sono stato dilaniato da due sentimenti contrastanti:
1. lo schifo per l’ennesima espansione troisiana nel mondo (dopo il videogioco nei cui screenshot sembrava di guardare i playmobil…) in una spregiudicata ricerca di lebensraum;
(Guarda la bellissima grafica del videogioco) ▼
2. il desiderio di avere nuove immagini di Nihal con cui masturbarmi da contemplare, essendo per me un feticcio erotico (il mix formato dal ritardo mentale -tratto saliente del Mondo Emerso-, dal rubinetto del pianto aperto e, naturalmente, dai capelli blu come Kaname Chidori ha un suo fascino, no?).
Rimaneva la questione di come sarebbe venuto il fumetto, soprattutto dal punto di vista grafico dato che la storia è quella che è. Quando vidi le prime tavole apparse online rimasi piacevolmente colpito: i disegni erano più che decorosi!
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| Scene con Nihal da giovane, disegnate da Giuseppe Ferrario |
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| Scene con Nihal da adulta, disegnate da Gianluca Gugliotta (qui ha gli occhi verdi, ma nella versione finale mi pare che abbiano corretto facendoli viola) |
Che si potesse ricavare qualcosa di decente dalle Cronache del Mondo Emerso? Pareva proprio di sì. Magari non qualcosa di particolarmente interessante, considerando che la storia è molto carente sia per complessità che per fantasia, ma un fumetto “decente” sì. Comunque povero signor Recchioni: lui di certo si è dovuto leggere i libri (e anche con una certa attenzione) per poter produrre la sceneggiatura. Per un uomo adulto e senziente deve essere stato un’esperienza traumatica! ^_^
Peccato per il prezzo dell’opera: con 40 paginette per albo potevano pure riunire tutto in uno solo numero o due al massimo, invece di optare per quattro (a 3,50 euro l’uno!). D’altronde se lo scopo è batter cassa e se la base di pubblico c’è già nonostante il rapporto prezzo/dimensioni ridicolo, avranno pensato bene di approfittarne. Per ora sono usciti solo due numeri: per gli altri due non si sa cosa accadrà.
Come mai non si sa?
Perché due settimane fa, pochi giorni dopo l’uscita del secondo albo, una giovane fan di Licia Troisi appassionata di manga, TeaSe, ha fatto notare la somiglianza sospetta tra alcune immagini presenti nel primo numero del fumetto e due opere di Hayao Miyazaki (La Principessa Mononoke e La Città Incantata, in italiano, in particolare i personaggi di San e Chiriro).
La discussione è partita dalle prime tavole “copiate” notate da TeaSe e un po’ alla volta si è ingrandita: altri lettori hanno trovato ulteriori scopiazzature o, addirittura, veri e propri ricalchi, provati dalla perfetta sovrapposizione delle immagini originali e di quelle sospette! E la scopiazzatura delle opere di Miyazaki non è stata l’unica: il disegnatore incriminato, Giuseppe Ferrario, ha attinto anche dal manga Naruto e da un altro fumetto!
Inutile elencare ogni cosa in questo post, potete leggere la discussione e vedere tutte le immagini incriminate qui: Gli errori/copiature del mondo emerso (fumetto)
Riporto qui qualche immagine a scopo illustrativo, ma consiglio di tenere d’occhio la discussione linkata sopra per eventuali aggiornamenti e nuove eccitanti scoperte.
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| Chiriro e Nihal: somiglianze inquietanti tra schizzi di Miyazaki e fumetto? |
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| Sovrapposizioni realizzate da Enrychan: altro che copia, in pratica Ferrario ha fatto un ricalco! |
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| Non mancano riferimenti a “La Principessa Mononoke”, qui solo uno a titolo di esempio… |
Giuseppe Ferrario non è l’ultimo degli Zulù, ma uno stimato professionista il cui nome dava prestigio al fumetto, tant’è che a scopo pubblicitario la Panini Comics scriveva (guardate il PDF scaricabile qui)
Ai disegni il genio di Giuseppe Ferrario (Milano Criminale, Justin Supermaxieroe), che ha lavorato per Walt Disney, Warner Bros e ha visto pubblicate le sue opere a fumetti in Francia e negli Stati Uniti per la Image affiancato dal talento emergente Gianluca Gugliotta.
Chi poteva pensare che Ferrario avrebbe gettato discredito e fango sul proprio nome in un modo così stupido? Da una simile auctoritas è lecito aspettarsi professionalità: non è un novellino in cerca di facile fama!
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| Ferrario col “corpo del reato”? |
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| Scena di battaglia: pose prese da un’immagine di “Ultimates” della Marvel? E pensare che di questa vignetta in pratica se ne vantava pure sul suo blog! |
Ho seguito la vicenda negli ultimi otto giorni, ma ho preferito non intervenire prima che la Panini Comics dicesse “qualcosa”. Non volevo mettermi a fare inutili polemiche perché non ho le competenze per dire qualcosa di intelligente nell’ambito dei fumetti/manga: questo articolo ha il solo scopo di diffondere la notizia e di ringraziare TeaSe e gli altri appassionati per la competenza e la capacità con cui hanno individuato i plagi. Un pubblico così serio, capace e consapevole è una bella cosa. Un po’ meno bella per chi cerca di fregarlo giocando sporco. ^_^
La questione ormai pare chiara: Licia Troisi, per quanto non si sia accorta di alcun plagio (però dichiara di essersi accorta di alcune somiglianze con lo stile di Miyazaki…), non ha colpe di per sé se non quella di essersi fidata troppo del disegnatore come non ha colpe anche lo sceneggiatore del fumetto che, in teoria, avrebbe dovuto avere l’occhio un pochino più allenato (è un professionista) e avrebbe potuto individuare i plagi che ha notato una ragazza di appena 17 anni come TeaSe!
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| Dopo Miyazaki e i fumetti americani della Marvel, anche Naruto? La sovrapposizione (grazie Enrychan) Nihal-Sakura è ottima! Certo che ne vuole mettere di “omaggi” il buon Ferrario… ^_^”" |
Dal sito di Licia Troisi, post di ieri a riguardo:
Ho visto le tavole prima della realizzazione dell’albo vero e proprio, ma si è trattato solo di alcuni dei disegni, e in ogni caso mi sono stati passati a scopo meramente dimostrativo. Nessuno si aspettava da me un giudizio sull’originalità o un check su eventuali plagi [quello però sarebbe stato lecito aspettarselo dai professionisti della Panini Comics. NdDuca].
[...]
L’interezza della prima storia l’ho vista sostanzialmente quando l’albo era già stato stampato. Ho detto “bello!” perché mi piaceva molto, e ho ovviamente riconosciuto il debito verso Miyazaki. E con debito intendo il fatto che ai miei occhi lo stile di Ferrario somigliava, e sottolineo somigliava, in modo evidente e scoperto, a quello di Miyazaki.
[...]
E non me n’ero accorta perché trovo non sia facilissimo farlo, anche se è ovvio che molte persone, vuoi per l’occhio più allenato del mio, vuoi per una conoscenza di Miyazaki e dei manga in generale più profonda della mia, ci sono riuscite.
[...]
Quel che mi dispiace è che un progetto in cui credevo, e a cui tenevo molto, sia finito impastoiato in una storia così brutta. Quel che mi dispiace è che il lettore sia stato comprensibilmente deluso, per ragioni oggettive e che potevano essere evitate, da un prodotto che sopra ha bello scritto il mio nome.
Mi dispiace immensamente, per voi, per tutte le persone che hanno contribuito a questo lavoro con onestà ed entusiasmo, e francamente mi spiace pure per me e per i miei personaggi, che, al di là della qualità [scarsa... e Nihal dovrebbe odiarti per questo! NdDuca] del mio lavoro di scrittrice, forse si meritavano di meglio.
Tutti concordi sul fatto che sia stato il disegnatore a sbagliare. E ormai è anche evidente, inutile nascondersi, che non ha solo “copiato un po’ troppo”, ma che si tratta di un vero e proprio plagio, che è un reato. E i lettori non sono stupidi: nemmeno quelli di 17 anni che amano la Troisi (perlomeno non tutti).
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| Forse l’unico omaggio al “maestro” considerabile come tale? |
Riporto a titolo di esempio il commento di un appassionato di manga, Salvatore Nives:
La nostra voce è stata ascoltata, è stata stilata una lista intera di ricalchi di Miyazaki, Naruto, Shinkai e addirittura opere non manga.
Il che basta a dimostrare tutto ciò che volevamo dimostrare, compreso il fatto che il “manga” è una cosa seria, in cui ci vuole studio e personalità e che non si può “improvvisare” dalla mattina alla sera, come diceva Enry…men che meno quindi “improvvisarla barando”.A dimostrazione poi che il manga viene studiato con passione e ricercando sempre una propria personalità e rielaborazione da molti giovani e non solo, e che manovre preconfezionate non aggradano nè i lettori nè, tantomento, i disegnatori in tale stile.
Se si tratta il pubblico come se fosse formato solo da scemi, si può avere prima o poi la brutta sorpresa di scoprire che non è così “bovino” come lo si immaginava. Figuratevi se il fumetto fosse arrivato all’estero, negli altri paesi in cui le Cronache sono state pubblicate… la questione non era se il plagio sarebbe stato scoperto, ma solo “quando”.
A meno di non pensare che i lettori siano tutti bovini consumatori lobotomizzati. ^_^
La posizione di Ferrario è indifendibile: cosa stava pensando di fare? Mah!
Ferrario a propria difesa ha scritto prima sul blog di Recchioni:
Per prima cosa vorrei chiarire che la Panini non mi ha imposto nessuno stile, sono io che ho proposto un lavoro alla Miyazaki. Mi esaltava l’idea di provare una nuova linea artistica e, forse sbagliando, ho impostato tutto sullo stile del mio idolo. Credo di aver fatto un lavoro pazzesco di ricerca di pittura e di lavoro sulle atmosfere e sul colore. Anche sui personaggi volevo avvicinarmi e in alcune pose li ho proprio copiati, ma l’ho fatto in maniera palese e rispettosa(dichiarandolo sempre) Chiunque compri un art-book di Miyazaki può trovare quei disegni. Nella mia stupida mente, non c’era l’idea di fare meno fatica, anche perchè, senza vantarmi, non credo di dover copiare nessuno, ma di tributare colui che stimo. Lungi da me fare il furbetto, non sono uno che ha paura di fare fatica e credo d’averlo dimostrato con tutto il mio lavoro.
e poi sul proprio:
La pubblicazione edita da Panini “Cronache del Mondo Emerso” è stata temporaneamente sospesa. Sono molto deluso perchè avevo riposto un sacco di speranze e di sogni in questo lavoro e lo avevo vissuto come una grande opportunità. Ho sempre dichiarato apertamente il mio desiderio di produrre un fumetto in stile giapponese rifacendomi ai grandi Maestri orientali. Sapevo di muovermi in uno stile nuovo per me, ma il mio sogno era quello di consegnare alle stampe un risultato fantastico, che avrebbe reso felice ogni lettore, dagli innumerevoli fans di Licia Troisi, ai lettori di manga, fino a chi prendeva in mano per la prima volta un fumetto. Mi sono molto documentato, ho comprato libri, ho studiato la tecnica pittorica giapponese degli scenari e ho pesato il colore per cercare l’atmosfera giusta in tutte le inquadrature. Con entusiasmo ho lavorato il doppio che se avessi impostato il tutto con il mio stile, proprio perchè dovevo guardare ad altri. Rimango molto felice del risultato, per me questo è un bellissimo fumetto.
Ma chi vuole prendere per il culo?
O ha plagiato ed è in malafede (e ha commesso un reato) oppure, se non era in malafede, è un idiota perché a tutti, una volta scoperte “le somiglianze”, è parso evidente che fosse un plagio. Cos’è, improvvisamente lui, un professionista, non ha più saputo distinguere omaggio, scopiazzatura e plagio becero? Ma non diciamo stronzate!
Citando fumettidicarta.blogspot.com:
Nel suo blog Giuseppe Ferrario ha scritto un messaggio che trovo ridicolo.
Quoto con patate. ^_^
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| Ha perfino rubato alcuni sfondi, altro che “omaggi”! Ci sono almeno altri due sfondi “copiati e incollati” individuati dagli appassionati! |
Lo stesso sceneggiatore, Recchioni, pur continuando a difendere la buona fede del disegnatore (ma non diciamo cretinate: e gli sfondi rubati visti sopra?) alla fine ha scritto:
Ho parlato con Ferrario: ha sbagliato ma adesso sono convinto della sua buona fede. Credeva davvero che sarebbero stati presi come omaggi e rimandi. Sia chiaro, per me sono qualcosa di più e di peggio.
Come dicevo all’inizio la Panini Comics ha deciso di sospendere momentaneamente la pubblicazione e il 22 luglio ha rilasciato questo comunicato:
A seguito di segnalazioni riguardanti il contenuto di alcune vignette disegnate da Giuseppe Ferrario ed apparse nella propria pubblicazione LE CRONACHE DEL MONDO EMERSO, Panini Comics comunica la sua decisione di sospendere temporaneamente l’uscita della pubblicazione stessa per una verifica dell’opera nella sua interezza. Scusandosi con i lettori per l’accaduto e a riprova della serietà con cui è solita operare Panini Comics valuterà attentamente nei prossimi giorni gli interventi più opportuni a propria salvaguardia, in tutte le sedi.
Cosa succederà ora? Guai alla Panini Comics e/o al Disegnatore per la violazione del copyright? Forse sì e forse no, ma qualcuno suggerisce che potrebbe accadere altro. Lo scopriremo in futuro. E quel “gli interventi più opportuni a propria salvaguardia, in tutte le sedi” per quanto sia una formula standard fa pensare che la Panini Comics tema qualcosa (vendetta, tremenda vendetta?).
Nel frattempo la vicenda, dopo esser rimbalzata anche fuori dall’Italia, approda su Repubblica in un articolo di Loredana Lipperin da cui prelevo questo estratto:
Nel frattempo, in rete è accaduto molto: scambi di accuse tra fumettisti italiani e lettori, una mail di Ferrario a TeaSe dove l’autore ammetterebbe di aver “copiato di brutto”. Poi, la sospensione. “Un gesto di trasparenza per evitare brutte figure”, racconta Alex Bertani, marketing manager di Panini. “Ora procederemo a verifiche fatte da esperti per capire se in questa pesante ispirazione ci sia dolo o meno. Ci riteniamo parte lesa, e ci riserviamo di tutelare i diritti di immagine nelle sedi opportune”. Non meno desolato è lo sceneggiatore Roberto Recchioni: “Una parte di colpa è anche nostra: io sono esperto di fumetti e non me ne sono accorto, così come non se ne sono accorti i supervisori della Panini. Mi dispiace moltissimo, perché Ferrario è un ottimo professionista: ma questa volta, temo, ha commesso un’ingenuità di proporzioni enormi”.
È una brutta faccenda e mi dispiace per Licia Troisi.
Sì, è vero, Licia sta facendo barche di soldi scrivendo stronzate a nastro e senza nemmeno il buon gusto di voler migliorare o di tentare di produrre qualcosa di originale, secondo la spregevole filosofia per cui “se il mio pubblico è formato da gonzi che non sanno distinguere un buon prodotto da uno dozzinale, perché faticare dieci volte tanto per darglielo buono e avere un incremento di pubblico minimo? Meglio scrivere dieci libri!” ecc… ecc… però mi dispiace perché, almeno questa volta, non è colpa sua. Per la spazzatura libraria prodotta invece non ha alcuna scusante, anche se l’avidità di cavalcare l’onda e mettere soldi da parte in un periodo di crisi è comprensibile. ^_^
Io leggerò i due numeri del fumetto usciti solo se li dovessi reperire di seconda mano o trovare gratis in altro modo: ho visto l’anteprima online e l’inizio del primo numero è una sottospecie malcagata di riassunto, sigh, ma usare più di 40 pagine e farlo decentemente proprio no?
I link utili per saperne di più
Gli errori/copiature del mondo emerso (fumetto)
Recensione del primo numero del fumetto (voto: 2 su 5)
La risposta dello sceneggiatore Recchioni
(del 17 luglio, alcuni giorni prima della dichiarazione riportata sopra)
La sceneggiatura di Recchioni (postata per mostrare che non ha mai ordinato a Ferrario di scopiazzare qualcosa)
La comunicazione ufficiale della Panini Comics
Un primo post sul blog di Licia e un secondo post
L’articolo su Comicus.it
Scan dell’Articolo del 24 luglio su Repubblica (e post sul blog di Loredana Lipperini)
Lo schifo varca i confini nazionali: articolo in un sito americano
Giuseppe Ferrario si dichiara dispiaciuto, ma non ammette l’evidente colpa in modo esplicito (forse per via dei futuri, e sempre più plausibili, strascichi legali?)
Fuckantastic – ma il mondo emerso se ne frega (contiene le interessanti reazioni da “Casta” dei fumettari scandalizzati che un lettore -orrore!!!- possa criticarli quando truffano la gente)
Recchioni su Comicus, bello incazzato con Ferrario che non ammette le colpe (e fa notare che potrebbe esplodere una vagonata di merda a causa degli impegni della Panini con la Mondadori e con altri editori)
Posted by Il Duca Carraronan on 15 lug 2009 | Tagged as: Giochi, Storia
Questa volta un post un po’ diverso dal solito. No, non sarà un post utile a qualcuno: ho detto un po’ diverso, non completamente diverso! ^_^”
Faremo un piccolo gioco: fornirò dei dati relativi a una persona e chi vorrà potrà provare a indovinare di chi sto parlando. Non è difficile indovinare. La partecipazione stimata al gioco è di… zero persone! Vediamo se la partecipazione reale batterà le rosee stime iniziali. ^__^
Indovina chi è!
All’Università studiò poco e male, passando a malapena qualche esame, frequentava molto di rado le lezioni e si dedicava assiduamente alle ubriacature e ai duelli con la spada. Spesso finiva in prigione, per i reati più svariati, dato che si divertiva a sparare in pubblico (nei suoi abiti non mancavano mai due pistole da cavallerizzo), fare cagnara, minacciare la gente col suo enorme cane, sguinzagliare volpi nel mezzo dei balli studenteschi ecc… ecc… e alla fine nell’amata cella ci incise il nome, che tutt’ora è visibile.
Quando venne assunto dal Ministero degli Esteri con la giusta “spintarella” (passo necessario per iniziare una carriera da funzionario statale), si dimostrò subito svogliato e poco adatto al ruolo. Pochi mesi dopo ebbe anche la geniale idea di prendersi un permesso per seguire una ragazza straniera di cui si era innamorato. Superò abbondantemente i limiti del permesso e vagò per mezza Europa, inviando continue lettere con propositi idioti a casa e agli amici che, con successi altalenanti, cercavano di coprirlo al Ministero. Ma tanto ogni poche ore i suoi progetti mutavano. Perse anche somme considerevoli nel gioco d’azzardo, ben oltre le proprie possibilità economiche. Furbo, nevvero?
Tra i venticinque e i trent’anni fu un egregio esemplare di fallito e perdigiorno, senza alcuna prospettiva per il futuro né aspirazioni che durassero più di due ore, tanto che la madre di una ragazza di cui era innamorato costrinse la figlia a interrompere i contatti con lui. Fu sul punto di arruolarsi nell’esercito inglese così, per schizzo del momento, perché voleva passare qualche anno in Asia e vedere com’era, ma fortunatamente cambiò idea prima che fosse troppo tardi.
Tentò di farsi assumere di nuovo al Ministero degli Esteri e, grazie alle solite spintarelle degli amici, ce la fece. Il Ministero gli mandò una lettera di completa sfiducia per il comportamento passato e gli chiese di onorare i propri doveri con più zelo questa volta. Detto fatto: meno di due settimane dopo aver ripreso servizio chiese un nuovo permesso e non ritornò più al lavoro. Il motivo? Lo aveva trovato “insulso” come anni prima. ^_^”’
Dire che era del tutto senza prospettive forse è eccessivo visto che, per qualche mese, una prospettiva di vita la ebbe chiara in mente e la descrisse nella lettera a un amico (qui riportata con alcune modifiche e tagli):
[...] per qualche anno mi divertirò ad agitare la spada addestrando le reclute, poi prenderò moglie, farò dei figli, coltiverò la terra e minerò lentamente i buoni costumi dei miei contadini fabbricando acquavite a tutto spiano. Se dunque ti dovesse capitare di venire tra dieci anni da queste parti [...] Qui troverai un grasso ufficiale della territoriale tutto mustacchi che impreca e sacramenta da far tremare la terra, ha un giusto orrore di ebrei e francesi e bastona cani e servi nel modo più brutale per ripagarsi dei tiranneggiamenti della moglie. [...] e quando mi chiameranno signor barone mi liscerò bonariamente i baffi e svenderò tutto per due soldi; per il genetliaco del nostro sovrano prenderò la sbornia e griderò “viva il re!”. Del resto mi ubriacherò spesso e dirò ogni due parole: “Arri! superbo cavallo!”
Iniziò la carriera politica passati i trent’anni perché degli amici “molto religiosi” gli avevano dato una spintarella. Le moderne idee in materia politica del suddetto raccomandato erano incentrato sul Diritto Divino dei Re e sull’uso della violenza e del sopruso.
E qui finisco con gli indizi.
Capito chi è?
No, non è il Duca: infatti io non ho ancora raggiunto i trent’anni e non ho amichetti “con le mani in pasta” che mi regalino una sana raccomandazione (ma mi piacerebbe tanto!).
La fanciulla che indovinerà per prima vincerà il diritto di inviarmi tutte le foto di nudo frontale che vorrà! Possono partecipare anche i maschi, ma al più potranno vincere bestemmie da far tremare la terra! ^_^
Posted by Il Duca Carraronan on 10 lug 2009 | Tagged as: For The Lulz, Steampunk, Storia, Troll & Flame
Se Nikola Tesla fosse ancora vivo, oggi avrebbe 153 anni.
Tesla (1856-1943), assieme a Buffalo Bill, è uno dei personaggi icona della fine dell’Ottocento, tanto da popolare le cialtronerie fantasiose di tanti Steampunker: in Martian Dreams Tesla (assieme a Sigmund Freud e altri) è membro della spedizione del 1895 su Marte inviata a salvare i membri della precedente spedizione del 1893 (tra cui Buffalo Bill, Calamity Jane, Lenin, Thomas Edison, Rasputin ecc… sì, non domandatevi perché diavolo dovrebbero essere lì: nessuno pretende che lo Steampunk sia una cosa intelligente, basta un “perché sì perché è fantasy steampunk“).
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| Mi piace perché ha lo sguardo del finocchio voglioso. Ma in fondo non sarei il primo a suggerire “cosa” facesse tante ore nel suo laboratorio con Mark Twain… ▼ |
In realtà questo post di auguri a Nikola tesla aveva solo due scopi: 1) aumentare di un elemento la quantità di articoli sotto “steampunk” e 2) mostrare la foto da finocchio voglioso di fine ’800. Io lo trovo adorabile. ^__^
Visto che però ormai sono qua, vi copincollo (mmmhhh, copypasta!!!!) qualche interessante informazione su Nikola Tesla (che nonostante fosse serbo non aveva l’hobby di sparare agli Arciduchi) presa da Wikipedia.
Nikola Tesla parlando di Thomas Edison, geniale inventore e “rivale”:
… Non aveva hobby, non apprezzava alcun divertimento di qualunque tipo e viveva trascurando completamente le più elementari regole d’igiene. … Il suo metodo era estremamente inefficiente, a tal punto che egli dovette coprire un immenso campo di ricerche per giungere assolutamente a nulla, finché la cieca fortuna intervenne e, dapprima, io fui quasi uno spettatore dispiaciuto per ciò che lui faceva, sapendo che appena un po’ di teoria e calcoli gli avrebbero evitato il 90% della fatica. Ma egli nutriva un autentico disprezzo per la cultura dei libri e la conoscenza matematica, fidandosi interamente del suo istinto di inventore e del suo senso pratico da americano.
Affermazioni pubblicate sul New York Times il giorno dopo la morte di Edison (19 ottobre 1931?). Tutti gli altri elogiavano il genio di uno dei più grandi inventori americani, lui diceva che non si lavava e perdeva tempo. Un antico e pregevole caso di Trolling, arte per cui Tesla aveva una naturale predisposizione, ma sfortunatamente l’assenza di internet aveva limitato le sue possibilità di espressione.
Non rifiutò un po’ di sano Trolling nemmeno con Einstein e la “sua” disprezzata relatività:
« …la teoria della relatività, in ogni caso, è più anziana dei suoi attuali sostenitori. Fu avanzata oltre 200 anni fa dal mio illustre connazionale Ru?er Boškovi?, il grande filosofo, che, non sopportando altre e più varie occupazioni, scrisse un migliaio di volumi di eccellente letteratura su una vasta varietà di argomenti. Boškovi? si occupò di relatività, includendo il cosiddetto “continuum spaziotemporale”…»
« …un magnifico abito matematico che affascina, abbaglia e rende la gente cieca di fronte ad errori impliciti. La teoria è come un mendicante vestito color porpora che la gente ignorante scambia per un re…, i suoi esponenti sono uomini brillanti, ma sono metafisici, più che fisici…»
« Io continuo a ritenere che lo spazio non possa essere curvo, per il semplice fatto che esso non può avere proprietà. Sarebbe come affermare allo stesso modo che Dio ha delle proprietà. Egli non ne ha, ma solo degli attributi di nostra invenzione. Di proprietà si può parlare solo per la materia che riempie lo spazio. Dire che in presenza di corpi enormi lo spazio diventa curvo è equivalente ad affermare che qualcosa possa agire secondo nulla. Io mi rifiuto di sottoscrivere un simile modo di vedere.»
Nikola Tesla non mancò di produrre interessanti affermazioni in ambito eugenetico, tra cui questa del 1937:
il nuovo senso di compassione dell’uomo iniziò ad interferire con le spietate leggi di natura. L’unico metodo compatibile con le nostre nozioni di civilizzazione e la lotta (per la sopravvivenza) è quello di prevenire la proliferazione degli esseri non idonei con la sterilizzazione e la guida consapevole dell’istinto all’accoppiamento [...] La maggior parte delle opinioni sull’eugenetica che dobbiamo rendere il matrimonio più difficile. Certamente, a nessun essere che non sia un genitore idoneo dovrebbe essere permesso di dare alla luce una progenie. Nel giro di un secolo non succederà ad una persona normale di accoppiarsi di più con una eugeneticamente non sana che non con un criminale abituale
Per apparire in tutto e per tutto come uno scienziato pazzo da fumetto, Tesla si dedicò, come molti altri, anche al Raggio della Morte! Né gli USA né le nazioni europee interpellate successivamente si interessarono all’arma.
«[l'ugello] avrebbe inviato fasci molto concentrati di particelle nell’aria libera, di un’energia così tremenda da abbattere una flotta di 10.000 aeroplani nemici a una distanza di 200 miglia dal confine della nazione attaccata e avrebbe fatto cadere gli eserciti sui loro passi. Tale arma può essere utilizzata contro la fanteria di terra o come contraerea. »
(“Death Ray” for Planes, New York Times, 22 settembre 1940)
E ci sarebbe tanto altro da dire, come la sua ossessione per un piccione bianco che veniva a trovarlo ogni giorno, le aeronavi a sigaro ecc… ecc…
Come si può non amare Tesla?
Tanti auguri a Tesla: l’uomo, l’ingegnere, l’inventore… e il troll!
Posted by Il Duca Carraronan on 08 lug 2009 | Tagged as: Conigli, Libri, Rabbit Weird, Steampunk, Videogiochi
Scott Westerfeld ha rilasciato sul suo blog una nuova immagine tratta da Leviathan, il libro Steampunk per ragazzi ambientato nel 1914 che uscirà a ottobre. Il romanzo contiene 50 tavole in bianco e nero, come spiegato qui.
E, come alcuni avranno notato, un rappresentante della Einaudi ha dichiarato che Leviathan verrà pubblicato in Italia. La cosa curiosa è che l’abbia annunciato all’interno di un articolo dedicato alla Strazzulla, in cui la notizia su Leviathan c’entrava come i cavoli a merenda, e proprio pochi giorni dopo che su questo blog avevo sia aggredito il nuovo libro della Strazzulla che parlato (bene?) di Leviathan. E ancora più curioso che l’abbia annunciato come se volesse difendersi dalle accuse contro le scelte editoriali per “young adults” finora fatte, ovvero i due libri della Strazzulla.
Chiara è arrivata da noi al momento giusto. Volevamo aprirci ai fantasy per young adults e lo vogliamo ancora: l’anno prossimo cominceremo a pubblicare la trilogia Leviathan dell’americano Scott Westerfeld. Ci interessa seguire questo genere in continua evoluzione, che suscita dibattiti in rete e crea tendenze.
(Severino Cesari)
Ma visto che gli IP della Giulio Einaudi perlustravano il mio sito in quei giorni, forse non mi devo stupire granché della coincidenza… ^__^
Speriamo sia una buona traduzione.
E speriamo sia un libro decente.
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L’immagine è tratta dal capitolo quattro. A me sembra una piccola mongolfiera organica.
O una piccola fiera del mongolismo organico, vista la bioingegneria demente che dovrebbe pervadere la storia. C’è Retard da vendere, ci scommetto: speriamo che almeno sia divertente e non semplice Retard per il gusto del Retard.
Ma essendo una mongolfiera organica, che senso ha? Non vedo la fiamma per l’aria calda, quindi non sta in aria così (e in quel caso bastava una normale mongolfiera)… e se fosse piena di idrogeno sarebbe un suicidio: lenta, poco manovrabile ed esplosiva (e comunque basterebbe sempre un normale pallone aerostatico).
Resta l’ultima alternativa sensata: scorregge.
Il mostro ha un enorme ano, l’apertura del pallone, da cui sprigiona gas intestinale per spostarsi come un razzo. Il pilota di norma indossa una maschera antigas per resistere durante il viaggio, ma in questo caso la protagonista è scozzese: al più sarà il mostro a dover sopportare la sua puzza. E cosa accade quando finisce il gas? Dopo essere atterrato malamente sui tentacoli aggrovigliati come spaghetti, il pallamostro si lancia sbavando sulla mangiatoia piena di fagioli e si ingozza per ricaricare il serbatoio anale.
E comunque sempre meglio così che le solite cretinate pseudo-fantasy pseudo-medievali che alla fine non sono né fantasy né medievali: leggere un romanzo pieno di roba Retard è ok, ma non lo è altrettanto farsi trattare dagli editori come se si fosse dei Ritardati.
Ogni riferimento al Baby-Boom Fantasy e all’editoria italiana è voluto. ^__^
Comunque queste sono minchiate. Io lo so cosa vuole il pubblico: conigli. Quindi ecco il coniglio di oggi: Steampunk Rabbit. In realtà è un coniglio misto: se si toglie il po’ di fumo potrebbe benissimo essere un rinascimentale Clockpunk Rabbit. E l’occhio fa un po’ troppo Cyberpunk per i miei gusti. Di certo è Rabbit Weird, ma alla fine è pur sempre un coniglio e tutti amano i conigli. I conigli sono bellissimi.
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A proposito: sapete che ci sono davvero i conigli con le ruote? Oltre che in quel bellissimo videogioco, Bunny Invasion 2, in cui si uccidono i conigli inferociti (LOL!), c’è anche un video tratto da un documentario in inglese sugli animali “diversamente abili” (che per me non sono i cani in sedia a rotelle, quelli sono handicappati e basta, ma i cani che pur non sapendo abbaiare compensano suonando il pianoforte).
Carrozzine per i conigli, proprio come per i cani. A me piace molto questa idea: anche i conigli disabili hanno diritto di continuare a correre.
Sperando che i coniglietti che soffrono di un handicap agli arti inferiori possano imparare a usarli di nuovo, come forse potrà fare il coniglio del video che ora “riesce a scalciare”. Forza Ethel!
Posted by Il Duca Carraronan on 03 lug 2009 | Tagged as: Libri, Steamfantasy, Steampunk, Vita del Duca
Mi è arrivato il nuovo elmetto: un pickelhaube da ufficiale in metallo. Dato che negli ultimi quattro anni sono passato da un interesse prevalentemente Rinascimentale a uno Ottocentesco, mi è parso giusto sostituire il cinquecentesco morione crestato con un elmetto più adatto!
L’elmo è Made in India o qualcosa di simile, fabbricato con acciaio dolce da quattro soldi (ovvero AISI 1010 o 1020), cuoio e un po’ di ottone. Il metallo, tolti i rinforzi sui bordi, è spesso circa 1-1,25 mm. Peso complessivo 1050 grammi.
La verniciatura del metallo è buona e il grasso di conservazione per la spedizione era abbondante (ho dovuto ripulirlo per bene). Meno buona la verniciatura delle due piccole coccarde che coprono l’attaccatura della cinghia alla calotta di metallo: una era nera e l’altra di un brutto rosso venuto male (sigh). Dato che per i crucchi della mia ambientazione SteamFantasy preferirei elmetti privi del colore rosso, ho scelto di verniciare e rifinire i dettagli per ottenere la combinazione Nero-Bianco-Oro.
C’era anche una leggera patina di ruggine sul sottogola, ma grattando è andata via. Non sono nemmeno sicuro che fosse proprio ruggine: forse era solo grasso incrostato. Dovrò completare la manutenzione dei colori per le coccarde, ma già ora è in buono stato.
Per essere un elmetto pagato 51 euro (da un venditore austriaco) è fin troppo buono: ho visto di molto peggio, elmetti molto più “falsi” e pacchiani, a 160 e più euro.
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| MIT GOTT FÜR KOENIG UND VATERLAND |
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| Le mie lettrici devono essere incredibilmente arrapate ormai! Trattenetevi ancora qualche secondo dal far correre le delicate manine sotto le mutandine… |
Variante in camicia hawaiana!!!
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| Ora, Fan del Duca, siete autorizzate a masturbarvi! ^__^ O perlomeno a diventare FAN del Duca su Facebook |
E ora, in risposta alle molte richieste ricevuto in passato via mail e nei commenti, l’ultima delle quali questa notte…
Aealith chiede:
Dato che si parla di steam mi potete consigliare qualche buon libro del genere(steam-punk o ancora meglio sullo steam-fantasy)?
Avrei un paio di pile(in senso letterale) di libri arretrati ma almeno metto in lista grazie.
…alcuni libri consigliati a tema Steampunk e alcuni possibili libri Steamfantasy.
Alla fine mi son detto “questa volta rischiamo di rispondere”, tanto male che vada avrò fornito degli spunti per trovare altri libri migliori di quelli da me indicati.
Dato che non mi fido del mio parere e tanti libri nemmeno si trovano piratati, mi sono affidato ai consigli degli esperti del genere (gli appassionati) per la selezione, scartando i libri di Steampunk Jeteriano o Historical Gonzo Fiction.
Molti titoli li ho trovati in una discussione online iniziata nel 2006: un tizio cercava libri Steampunk che fossero del tipo di “The Difference Engine“, ovvero steampunk tecnologico alla Gibson e non maghi egizi alla Powers, e diceva esplicitamente di non volere nemmeno cose come “The Steampunk Trilogy” di Di Filippo, dato che per molti appassionati che aveva sentito non era vero Steampunk.
Insomma, voleva Steampunk “serio” (LOL).
Qualche Libro Steampunk
Ecco alcuni dei libri che mi sento di indicare. Non sono i soliti arcinoti Blaylock (“Homunculus” e “Lord Kelvin’s Machine”) e Jeter (“Le Macchine Infernali”, un altro dei libri di Jeter scritti da cani come è sua abitudine: perché uno scrittore dovrebbe rifiutarsi di imparare a scrivere decentemente? Mistero!).
Per completezza si può aggiungere anche il famoso “The Warlord of the Air” di Michael Moorcock, che più che un precursore dello Steampunk è ormai considerato da molti Steampunk vero e proprio. E si trova pure piratato senza problemi.
“The Peshawar Lancers” di S. M. Stirling
Un romanzo Steampunk post-Apocalittico.
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The story details a world where a heavy meteor shower, known as “the Fall,” impacted with catastrophic force across much of the Northern Hemisphere in 1878, creating a massive dust cloud that blots out the sun. This in turn causes the collapse of Industrialized civilization, which is unable to survive without the ability to raise crops in winter-like conditions that last for three years. In order to survive, the British Empire, under the leadership of Queen Victoria and Prime Minister Benjamin Disraeli, employed the Royal Navy and dozens of civilian ships to evacuate the population of the British Isles to its colonies in India, Australasia, and South Africa over the next several years. After martial law breaks down in 1881, the rioting British lower classes storm the remaining military outposts in London; unable to escape in time, Benjamin Disraeli is killed by rioters and becomes a martyr. The British Isles are abandoned, initially becoming the home of groups of degenerate cannibalistic savages, most of which quickly consume each other to extinction, and are only cautiously recolonized in the 20th Century. By the time relatively normal weather returns, nine-tenths of the former population in Britain, as well as millions of other people around the world, have died as a result of the disaster.
La storia vera e propria inizia nel 2025, quando l’Impero Britannico, ora chiamato Angrezi Raj (che nel nostro mondo indicava solo i possedimenti “indiani”), ha ripreso a colonizzare il mondo caduto nella barbarie dopo la catastrofe. I britannici però non sono soli: anche le altre nazioni “sopravvissute” stanno lottando per il dominio globale.
Anche se il libro è ambientato nel 2025, le tecnologia è tutt’altro che futuristica, nell’insieme. Non è nemmeno a livello di quella di metà Ventesimo secolo. La catastrofe e l’isolamento hanno notevolmente rallentato l’evoluzione tecnologica: l’aeronautica è dominata dai dirigili a idrogeno e gli aerei col motore a scoppio sono ancora molto rari, come era a inizio Novecento in Europa. Ci sono inserti di anacronismi tecnologici propriamente Steampunk, ma non molti. Nel campo della biologia sono però molto evoluti.
Descrivendolo in poche parole: un mondo pre-Grande Guerra post-Apocalittico con tecnologia vagamente Steampunk. Meglio comunque questo genere di Steampunk che non quello delle “Porte di Anubis” o della “Notte dei Morlock”, no?
Trovate la trama per esteso, con rischio spoiler, e altri dettagli sull’ambientazione qui: http://en.wikipedia.org/wiki/The_Peshawar_Lancers
Si trova piratato in formato .lit su eMule, rete Kad.
“Fitzpatrick’s War” di Theodore Judson
Un altro Steampunk post-Apocalittico.
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In the twenty-sixth century the world is a very different place. The United States and Canada are gone, replaced by the socially rigid, authoritarian Confederacy of the Yukon. Also gone is the electronic age-destroyed in the apocalyptic Storm Times that devastated the globe and decimated the world’s population in the late twenty-first century. It is now, once again, an age of steam, an age of lighter-than-air craft, an age of feudalism and knighthood, and for some, an age of conquest.
Fitzpatrick’s War is the intimate memoir of Sir Robert Bruce, a close companion of Fitzpatrick the Younger, the greatest hero of the Yukons. Yukon History paints Fitzpatrick as a latter-day Alexander the Great, and calls Bruce a lying traitor. Was Robert Bruce a degenerate scoundrel…or the only man to tell his world the truth?
La storia è raccontata come se fosse l’autobiografia di un Brigadier Generale della Confederazione di Yukon del XXV secolo, sir Robert Mayfair Bruce, nell’edizione a cura del professor Roland Modesty Van Buren, un rottinculo moralista del XXVI secolo.
Con questo trucco Judson ci permette di vedere assieme sia la “storia ufficiale” che la versione “non ufficiale” del generale Bruce.
Per una buona descrizione dell’ambientazione e per la trama in versione estesa vi rimando alla solita wikipedia inglese: http://en.wikipedia.org/wiki/Fitzpatrick’s_War
Non l’ho ancora trovato piratato: se qualcuno lo trova, me lo dica. Grazie.
“Anti-Ice” di Stephen Baxter
Steampunk con tecnologia anacronistica!
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Il romanzo inizia con una lettera datata luglio 1855, in piena Guerra di Crimea, scritta da un soldato del 90° Fanteria Leggera impegnato nell’assedio di Sebastopoli. La lettera mostra dagli occhi del soldato Hedley Vicars l’incontro tra i suoi superiori e un ricco inventore e industriale, Josiah Traveller, che ha scoperto al Polo Sud il cosiddetto “Anti-Ghiaccio”, una sostanza che se riscaldata libera una quantità mostruosa di energia. Poco dopo l’incontro un enorme “fungo” di polvere e fiamme, stile esplosione nucleare, si innalza da Sebastopoli. La guerra termina rapidamente.
La storia inizia quindici anni dopo, quando ormai l’Anti-Ghiaccio (caduto da una cometa che ha spezzato in due la luna) è di uso comune e ha permesso uno strepitoso progresso tecnologico. Ma questa sostanza miracolosa, in una Europa percorsa da tensioni tra Francia, Inghilterra e stati Tedeschi, può essere ciò che causerà la rovina del mondo precipitandolo in un conflitto “nucleare” se l’Inghilterra ne perderà il monopolio.
Sullo sfondo della Guerra Franco-Prussiana, il romanzo segue le vicende di Traveller e del suo razzo spaziale “Phaeton” (molto in stile Verne di “Intorno alla Luna”) e di un altro Vicars (fratello del soldato di prima) che si trova nel razzo quando questo viene rubato dopo un misterioso attentato che ha dilaniato la Nave Terrestre che lo trasportava ecc… ecc… grossomodo la roba è questa qua. Io lo sto ancora leggendo per cui non so dire come sia con precisione. Se volete spoiler potete sempre fare un salto su wikipedia.
Anti-Ice si trova piratato su Gigapedia.org
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| Queen Victoria’s Bomb: sempre in tema di armi nucleari nella Guerra di Crimea… |
Qualche Libro Steampunk Fantasy (forse)
Questi non posso dire con certezza che siano libri Steamfantasy o, se preferite l’altra definizione, Steampunk Fantasy perché non ho trovato molte informazioni a riguardo e non li ho ancora letti, ma vengono citati esplicitamente come opere Steampunk Fantasy da alcuni appassionati di Steampunk e in un sito un paio di libri di Stephen Hunt vengono usati come termine di paragone per far capire cosa sia lo “steampunk fantasy” di cui parla Scott Card riferendosi alla nuova trilogia che sta scrivendo.
Io avrei preferito non citarli ancora (sto cercando di scaricarne uno per leggerlo: speravo di poterlo fare prima di accennarne sul sito), come non li ho citati in passato (preferendo limitarmi sempre al solo Perdido Street Station), perché non so quanto mi possa fidare degli articoli letti né so come siano davvero. Ma viste le insistenze da più parti e precisato il fatto che non metto le mani sul fuoco per questi libri, tanto vale ormai parlarne e basta.
Preannuncio che sono romanzi classificati per Young Adults, la stessa categoria in cui ricadono quelli della Troisi, anche se nei paesi anglosassoni pare che, a quanto dice Scott Card, “per ragazzi” non significhi “merda per spastici che nessun adulto normodotato leggerebbe”, ma semplicemente “ottimizzato per un pubblico che al primo momento di noia mollerebbe il testo per andare giocare con la PS3″. Quindi niente seghe mentali e lunghe descrizioni: azione! azione! azione!
Questo non significa cattiva scrittura, anzi, può significare ottima scrittura che cattura l’attenzione con la sua semplicità e con vicende interessanti. Potete usare come esempio certe Light Novel giapponesi di qualità, come quelle su Suzumiya Haruhi (si trovano tradotte amatorialmente in inglese e italiano): a me piacciono. Lo sforzo per lo scrittore di un buon libro “per ragazzi” non è molto minore di quello per un libro per “adulti”.
While young readers have responded very well to Ender’s Game and the Shadow series, this will be my first work of fiction specifically aimed at that audience. Since they are the most demanding and least forgiving of readers, my burden is to tell an exciting story without any of the digressions that adult readers take in stride. At the same time, I must take the creation of the world and the characters every bit as seriously as in any of my adult fiction. If I do my job right, adults are as likely to enjoy the story of Ligg’s discovery of his world and all the human races that inhabit it as kids are.
(Scott Card intervistato sulla sua nuova trilogia Steampunk Fantasy)
“The Court of the Air” di Stephen Hunt
Quando Molly Templar è testimone di un brutale omicidio nel bordello in cui è da poco apprendista, il suo primo istinto è quello di scappare e ritornare nell’ospizio per i poveri in cui è cresciuta, ma lì scopre che anche i suoi compagni orfani sono stati macellati. Molly, non avendo il cervello completamente ficcato su per il culo, capisce di essere il vero obbiettivo di quegli attacchi. Molly è poco più di una bambina, ma porta su di sé un segreto che la rende un obbiettivo da eliminare per i nemici dello Stato (ma che trama a cazzo è? Ok per gli orfani sbudellati che sono sempre un piacere, ma… bah!).
Pure Oliver Brooks non è meno fortunello: qualcuno ammazza il suo unico parente (lo zio mercante) ed è costretto a fuggire, scortato da un misterioso agente della Corte dell’Aria (gente che mangia fagioli canterini…). In fuga per mezza nazione, Oliver si troverà tra feccia di ogni tipo: ladri, spie, fuorilegge e… allevatori di conigli! (forse)
Molly e Oliver (sigh) dovranno affrontare un terribile minaccia per la civiltà, un antico potere che si pensava (doppio sigh!) scomparso da millenni. I nemici sono una miriade di rottinculo cattivissimi (triplo sigh!), ma fortunatamente i protagonisti hanno con loro tanti coraggiosi amici (quadruplo sigh!) che li aiuteranno in questa avventura piena di intrighi e azione.
Retard con la R maiuscola?
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“The Court of the Air” is noticeably influenced by Dickens with its Victorian setting and other ‘Dickensian’ touches (names, sociopolitical themes, etc.), except the world is one that Charles would probably not recognize. Unlike Susanna Clarke’s novel where the history has been altered just a bit to fit in magic, Stephen Hunt’s world has been completely reinvented through science fiction/fantasy imaginings, though it’s not hard to recognize what specific nations (Britain, Arabia, Ireland, Aztecs and even Atlantis), governments, law enforcement, militaries, religions, technology and other familiar everyday concepts are played around with. Of these, Steampunk is a prominent influence of “The Court of the Air”, represented by robots – steammen as they are known in the book – and other steam-powered technologies like airships, submarines and weaponry that bring to mind H.G. Wells or Jules Verne, though truthfully I was reminded more of such Japanese anime films as “Metropolis” and “Steamboy”. I was also reminded a lot of the Final Fantasy video games, because like the RPG series, magic plays just as important a role in “The Court of the Air” as the machines do, embodied by Worldsingers (wizards), feybreed (humans given super powers by Feymist), the Special Guard (feybreed controlled by Worldsingers to act as guardians of the Parliament), leylines (sources of magic), demigods and other magical elements.
Leggi il primo e il secondo capitolo.
In teoria si trova il .mobi su eMule, ma in realtà c’è una sola fonte e sono due giorni che non la trovo online. In soldoni: pare che lo abbiano piratato, ma non riesco ancora a procurarmelo…
“Starfinder” di John Marco
Cosa succederebbe se gli angeli proteggessero i cieli contro tutti coloro che osano volare? I Signori del Cielo sono le creature “a forma d’angelo” (ma non “angeliche”) che custodiscono gelosamente il cielo in Starfinder.
Moth (il protagonista) è un ragazzo che vive nella città di Calio e ha sempre sognato di diventare un Cavaliere del Cielo per pilotare le macchine volanti create da Rendor, il Governatore della Città e nonno della sua amica Fiona (Moth vuole essere un raccomandato! Bravo Moth!). Ma a causa della promessa fatta al morente Leroux, il suo mentore, Moth è costretto ad attraversare il misterioso “Reach” per salvare un amico ed evitare che un potente strumento, lo Starfinder, cada nelle mani dei Signori del Cielo.
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Dal sito dell’autore:
The world of Starfinder is very much like our own at the turn of the last century, with steam trains and electricity and budding technologies. And thanks to the inventive genius of Fiona’s grandfather Rendor, humans have finally taken to the sky, not only in giant airships but in small, ornithopter contraptions called dragonflies as well.
“Starfinder” a quanto dicono parrebbe un interessante mix di Steampunk e Fantasy, ovvero uno Steamfantasy. La città di Calio è la patria di tutte le invenzioni di Rendor, perlopiù aeronavi e piccoli ornitotteri chiamati “libellule”, che pattugliano il cielo contro la minaccia degli angeli. Ma nel Reach Moth e Fiona incontrano creature mitiche come draghi, centauri, sirene, culi rotti e altre boiate da fantasy per ragazzi / D&D.
Il fatto che sia Steamfantasy non significa che sia particolarmente originale, come lo è invece Perdido Street Station: in fondo nemmeno la “Notte dei Morlock” era un capolavoro! ^_^
Un parere spassionato: mi puzza di cagata spaziale. ^___^
Peccato che né su eMule né su Gigapedia.org sia riuscito e trovarlo.
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E ora, per valutare come è scritto, un Estratto da Starfinder:
Moth expected the Avatar to be crowded with crewmen, but instead found himself alone in the corridor, making his way toward the front of the ship. He’d already descended two ladders, because he knew the bridge hung low on the superstructure. The gentle thrum of the airship’s engines made the metal floor and walls vibrate with a peculiar music. He wondered if the Skyhigh had gone to bed yet.
Voices echoed up ahead. Moth followed the corridor, halting when he saw the bridge. A panoramic window looked out over what seemed like the entire world. Rendor stood in front of the glass, studying the moonlit mountains. Crews manned control consoles, keeping watch over the dials and levers. A man dressed in a dark uniform paced across the bridge, his hands behind his back. He caught a glimpse of Moth from the corner of his eye.
“You?” The man cleared his throat. “Governor? Someone’s here to see you.”
Surprised, Rendor turned from the window. Moth stepped onto the bridge.
“I need to talk to you,” said Moth. “It’s important…”
A sudden crash rocked the airship, knocking Moth to the floor. Outside the window the world began to spin.
“Engine out!” someone cried. Rendor shouted. The Avatar lurched sideways, spilling Moth across the deck.
“Port engine!”
“Shut it down!”
“Leveling out…”Moth struggled to rise. He saw Rendor holding onto a rail. The men at the consoles threw switches and cursed. Slowly, Moth felt the giant airship righting itself, but the engine noise was different now, and he had no idea what happened.
“Moth!” yelled Rendor. “Get hold of something!”
Moth scrambled for a nearby steam pipe. The floor had leveled, yet the Avatar kept spinning. Just as Moth pulled himself up, the giant window burst. Glass and metal showered the bridge. Wind howled through the gaping cavity. Moth wrapped his arms around the pipe, shocked to see something coming through the window. The screeching shadow fell on him in a frenzy of beating wings. Scaly, powerful arms swept him from the bridge.
Moth screamed. He felt the rush of wind, saw the blur of horrified faces. A second later he was weightless with the stars above his head. In disbelief he watched the Avatar drifting away.
E ovviamente…
“Perdido Street Station” di China Miéville
Ovviamente la prima scelta per un libro Steamfantasy, dato che si trova pure in italiano, è l’arci-citato “Perdido Street Station” la cui ambientazione, Bas-Lag e la città di New Crobuzon, è stata definita da Miéville:
basically a secondary world fantasy with Victorian era technology. So rather than being a feudal world, it’s an early industrial capitalist world of a fairly grubby, police statey kind!
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| Le fighe copertine francesi dell’edizione in due volumi |
Lo stile è quello che è: Miéville non è un genio della narrativa. Dicono che scriva “bene”, ma non un “bene” inteso come “in modo ottimizzato per fare buona narrativa”. Però se uno si appassionata all’ambientazione, se riesce a provare un po’ di sense of wonder per le stramberie proposte e per il clima Steampunk Fantasy di New Crobuzon, PSS può essere una lettura gradevole.
Come detto altre volte, i migliori esempi di Steamfantasy non si trovano in letteratura, ma nei giochi e videogiochi e nelle arti visive (e sui giochi tornerò in futuro, magari quando farò un articolo interamente dedicato allo Steamfantasy).
Come avviene anche per lo Steampunk anacronistico, che più che in narrativa si è espresso nell’ambito delle altre arti e dei giochi: da Space 1889 al ragno gigante “La princesse”, passando per tanti steampunker vestiti in modo idiota. Si, anche io con l’elmetto proprio un gegno non sembro… ^__^