agosto 2009

Archivio del Mese

DUST BUNNIES e il nuovo romanzo di Gamberetta, S.M.Q.

Posted by on 12 ago 2009 | Tagged as: Conigli, Libri, Rabbit Weird

“Dust bunny” è il modo in cui gli abitanti della perfida Albione e delle sue colonie americane chiamano quegli ammassi di polvere che si trovano generalmente sotto i letti o nei filtri/grate delle ventole dei computer. Quelle nuvolette grigie di schifo, fatte di capelli, pelle morta, peli, polvere ecc… tenute assieme dall’elettricità statica, dal proprio unto e dall’Amore per la Patria.

Dust_bunnies
Sono lì, unite, tenute assieme dall’amore per la propria terra,
e non cederanno un metro del Sacro Suolo della Patria all’Invasore…

Ma se non fossero solo polvere? Se davvero il “dust bunny” raggiunta una certa massa critica potesse diventare un vero Coniglietto della Polvere? Questa potrebbe essere un’idea Rabbit Weird per un bel racconto.

E non è nemmeno un’idea tanto bizzarra: l’arte della fabbricazione di Dust Bunnies a partire dai “dust bunnies” è già praticata da alcuni disabili mentali varie persone. Probabilmente nella speranza che in essi si accenda la scintilla della vita (secondo la regola magica della somiglianza).

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E se prendessero vita?

E in generale le battute sui coniglietti della polvere non sono rare, anzi, in particolare gli angora grigi sembrano dei dust bunnies viventi!

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Ho cercato anche io sotto al letto…
Sfortunatamente non ho trovato niente. Riproverò domani! ^_^

 
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Scappa! Scaaappaaaaa!!!

Adoro i coniglietti.
Sono meravigliosi culetti saltellanti.

Volevo segnalare un nuovo romanzo scritto da Gamberetta, S.M.Q.
Lo sta pubblicando a puntate, capitolo dopo capitolo, su questo sito: silvia.gamberi.org.
E se avete bisogno di un motivo per iniziare la lettura…

«Ehi, ragazzina.»
Una voce. Rauca, severa.
[...]
Tra le ortiche e le felci è seduto un coniglietto. Il pelo è corto, di color grigio cenerino. Le lunghe orecchie ricadono flaccide. Il musino è quanto di più grazioso abbia mai visto, peccato che sia atteggiato in una smorfia di disapprovazione ▼

Un coniglietto ariete, severo, grigio e… parlante!
C’è forse bisogno di qualche altro motivo per iniziare a leggerlo?
^___^

Leviathan di Scott Westerfeld, primo capitolo

Posted by on 07 ago 2009 | Tagged as: Libri, Steampunk

È uscito il primo capitolo di Leviathan, anteprima gratuita, sul sito dell’editore yankee. I primi due capitoli erano già stati pubblicati come bonus all’interno del libro “Bogus to Bubbly: An Insider’s Guide to the World of Uglies”, per cui non è una novità sconvolgente, ma quanto meno ora TUTTI possono leggerlo.

Non è un buon incipit. Non è brutto, ma non è nemmeno bello.
Non offende la vista, ma nemmeno trascina con forza nella lettura.

Dal punto di vista dello Steampunk è un “boh“, nel senso che l’ambientazione storica va anche bene, i riferimenti alla meccanica vanno bene (Otto Klopp, his master of mechaniks), i riferimenti allo zeppelin e alle walking machines vanno bene anche se sono “soltanto dei Diesel”[1], ma come livello di reale dettaglio è troppo scarso per attrarre un fanatico della divergenza tecnologica. Non è ottimizzato per gli amanti dello Steampunk. Non si vedono in azione le puttanate steam.

Troppo poco esplosivo e coinvolgente per un’opera che faceva della stramberia steampunk militare il suo cavallo di battaglia, tanto che la descrizione del libro nel sito dell’editore Simon and Schuster inizia proprio con:

It is the cusp of World War I, and all the European powers are arming up. The Austro-Hungarians and Germans have their Clankers, steam-driven iron machines loaded with guns and ammunition. The British Darwinists employ fabricated animals as their weaponry. Their Leviathan is a whale airship, and the most masterful beast in the British fleet.

E nell’incipit non c’è nemmeno un accenno a macchinari da guerra con efficienti motori a vapore (col condensatore e che brucino kerosene, per favore…). Scott poteva sforzarsi a mettere un Mech a Vapore invece dei cosi Diesel e basta. O magari avrebbe potuto fingere una vera e propria scena di battaglia, giusto una paginetta di stramberie rocambolesche con il Mech gigante che avanza distruggendo coi lanciafiamme la ridotta dell’artiglieria Darwinista e mentre assapora la vittoria tra i cadaveri fumanti un mostro zannuto di venti tonnellate gli si scaglia contro una gamba e lo butta a terra… per poi farci scoprire che era solo una fantasia di Alek che giocava coi soldatini.
Invece niente: non si è nemmeno sforzato di titillare le fantasie steam-strambe del pubblico. Che peccato.

Alek_soldatini

Anche il modo in cui è scritto non è perfetto. Non è scritto male, ma nemmeno bene. Andrebbe sistemato. In appena sette paginette striminzite non mancano nemmeno le informazioni inutili, in questo caso infodump veri e propri.
Faccio un esempio facile da capire:

It was always like this. To the servants he might be “the young archduke,” but nobles like Volger never let Alek forget his position. Thanks to his mother’s common blood, he wasn’t fit to inherit royal lands and titles. His father might be heir to an empire of fifty million souls, but Alek was heir to nothing.
Volger himself was only a wildcount—no farmlands to his name, just a bit of forest—but even he could feel superior to the son of a lady-in-waiting.

Non va bene perché senza un reale motivo e una reale necessità Alek pensa (ed essendoci abituato non dovrebbe pensarci così per esteso), alla questione del matrimonio del padre con una “inferiore”[2] e al fatto di non essere ancora in linea di successione dopo il padre.
Ok, questo è un dettaglio importante per la storia, ma lo si può ricordare DOPO, in un momento in cui queste riflessioni possano suonare NATURALI. Ora non è naturale che Alek pensi a quella che per lui è una colossale ovvietà (oltre al fatto che la costruzione della frase mi puzza troppo di “voce dal cielo” del narratore). Non è l’infodump peggiore del mondo, ma non è il modo giusto di fornire informazioni al lettore.

Scrivere è difficile, anche se i principi di scrittura sono di per sé semplici (si veda Strunk) e molte cose in teoria sembrino intuitive a leggerle sui manuali, ma un autore esperto come Westerfeld dovrebbe padroneggiare il modo di fornire le informazioni con naturalezza al lettore senza ricorrere a questi trucchetti degli “spunti di riflessione” che sono veramente da n00b (ah, guarda, il Conte è stato poco rispettoso e quindi Alek riflette sul matrimonio morganatico del padre! SIGH…).

Correzione semplice, senza farsi troppe seghe mentali sull’ottimizzazione del testo e lasciando la riflessione sui “nobili” (ma di preferenza io segherei tutto e basta):

It was always like this. To the servants he might be “the young archduke,” but nobles like Volger never let Alek forget his position. Thanks to his mother’s common blood, he wasn’t fit to inherit royal lands and titles. His father might be heir to an empire of fifty million souls, but Alek was heir to nothing.
Volger himself was only a wildcount—no farmlands to his name, just a bit of forest—but even he could feel superior to the son of a lady-in-waiting.

Non è l’unico problema del testo. I lettori che hanno l’occhio un po’ allenato alla lettura consapevole dovrebbero poter individuare tutti gli altri problemi. Buon divertimento. ^__^
Ciò però non toglie che non sembra brutto come il tipico romanzo per Young Adults italiano: siamo anni luce dalla Strazzulla, dalla Licia di “Adhara” e della “Setta” e compagnia bella… e nonostante tutto non è ancora un incipit da BUONA narrativa.

Per chi è interessato c’è anche un capitolo due in anteprima, ma non è in PDF e non si vede l’illustrazione collegata. Qui almeno appare il Cyklop Stormwalker col cannone e le mitragliatrici, ma siamo già al capitolo due: non è più l’incipit.
Mi è piaciuto il riferimento ai motori Daimler: i più tonti autofobici potrebbero pensare “beh, ma è un produttore di motori inglese!”, ma in realtà c’è una seconda Daimler, quella fondata da Gottlieb Daimler (padre assieme a Otto del motore a quattro tempi del 1876), la Daimler-Motoren-Gesellschaft (1890-1926, poi Daimler-Benz fino al 1998 e ora dovrebbe chiamarsi Daimler AG). E il nome Daimler fa vibrare le mie corde di appassionato di Steampunk e Dieselpunk. ^_^

È un sollievo che il libro non sia del tutto illeggibile, ma non posso considerarmi soddisfatto. Il rischio puttanata colossale ci fa ancora “ciao” da dietro l’angolo, come prima. Speriamo bene…

 


Nota 1
Il Ciclo di Otto e il primo motore a quattro tempi con pistone singolo prodotto per uso industriale, per i geniacci che non si ricordano che le tecnologie coesistono prima di affermarsi e non sbucano da sotto il tappeto con un “bù!”, è del 1876. Ed era un perfezionamento di altri motori a combustione interna precedenti, in particolare Otto lo realizzò partendo dal perfezionamento del motore a gas di Étienne Lenoir del 1860, col motore a due tempi del 1866, e arrivando infine all’ìdea dei quattro tempi.
E il primo brevetto per un motore a combustione interna funzionante “molto simile a quello di Otto” (quindi non un Ciclo Leonardo alla Brown, come quello del 1823) è di Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, italiani, che lo registrarono in più paesi europei nel 1854, inclusa l’Inghilterra (Londra, brevetto numero 1072) e il Piemonte, ma poi non li produssero (e Otto venti anni dopo si mangiò il mercato).
Ho detto 1854, non 1900, per gli steampunker a cui l’odore del petrolio fa venire i crampi per l’ignoranza tecnologica: va bene adorare la combustione esterna, la adoro anche io, ma è anti-storico e anti-ottocentesco negare del tutto quella interna, come lo sarebbe negare il darwinismo sociale. Steam-N00b. BAH! Torna su.

Nota 2
Il matrimonio morganatico dell’Arciduca Francesco Ferdinando (nipote dell’Imperatore Francesco Giuseppe) era stato contratto con una nobildonna, Sophie Chotek von Chotkova, figlia quartogenita del Conte Bohuslaw Chotek von Chotkova und Wognin (famiglia di antica origine boema) e Duchessa di Hohenberg dal 1900. “Common blood” in questo contesto non penso che vada interpretato come “popolana” o “borghese”, ma solo come nobile di una Casa non regnante. Però non tornano molto le date, visto che si sposarono nel 1900 ed ebbero quattro figli (1901, 1902, 1904 e 1908, nessuno di nome Alek), mentre qui sembra che si siano sposati prima visto che Alek ha quasi 16 anni nel 1914. Cambiamento accettabile. Non mi torna comunque il motivo per cui un Conte dovrebbe disprezzare il figlio di una Contessa e Duchessa: forse in questo libro la moglie di Franz è ancora più “inferiore”? Forse è davvero una borghese e non Sophie?
Forse l’idea che perfino la figlia di un Conte possa essere “troppo poco” per la Nobile Casa degli Asburgo (Difensori della Fede e salvatori dell’Europa contro le orde mostruose dei pedofili maomettani) potrebbe risultare incomprensibile ai giovani americani, drogati di stronzate democratiche e musica negra, per cui Westerfeld ha ben pensato di fare in modo che fosse una borghese. Boh.
Comunque andrebbe bene lo stesso. Storicamente non mancarono matrimoni tra regnanti e borghesi: Vittorio Emanuale II dopo la morte di Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena sposò Rosa Vercellana, di origine contadina, che fu sempre detestata e isolata dai nobili italiani (e a cui venne proibita la sepoltura nel Pantheon non essendo mai stata “Regina”, ma solo moglie del Re). Torna su.

La vendetta del Doomguy e il coniglio che fa beatboxing

Posted by on 05 ago 2009 | Tagged as: Conigli, Giochi, Videogiochi

DOOM (1993) è stato uno dei videogiochi che ha segnato la storia degli sparatutto. Non fu il primo FPS, ma fu uno dei più importanti per l’affermazione di questo “nuovo genere” anche grazie alla possibilità di modificare i mostri in gioco (mettendo ad esempio la faccia dei propri professori creando nuovi file WAD) e di inventare i propri livelli nonché al carisma intrinseco dell’accoppiata “marine vs demoni”, ottenne un successo di pubblico perfino maggiore di Wolfenstein 3D (1992). Nel 1997 era stato stimato che almeno 15 milioni di persone avevano perlomeno giocato alla versione shareware (comprendente un episodio su tre di DOOM).
Queste sono le solite cose note.
E sono le meno interessanti.

Quello che magari non tutti sanno, anche perché tanti magari hanno giocato a DOOM 2 e non al primo DOOM, è la profonda motivazione psicologica che porta il Doomguy ad agire. E questa motivazione, così ricca, profonda e assieme profetica, è ciò che mi interessa.

Alla fine di DOOM il giocatore si trova di fronte a questa schermata: la testa di un coniglio mozzata e infissa su un bastone. E uno pensa “uh, cioè, boh? Tipo, figo, un coniglio tra i demoni, cioè, forte!”.

doom_end

Giocando però l’espansione Ultimate Doom, comprendente un nuovo episodio e zero fantasia (stesse armi, stessi mostri, mappe meno belle di quelle prodotte dai fan e perfino lo Spider Mastermind DI NUOVO come boss finale!), è possibile capire chi era quel coniglio.
Alla fine del gioco tutto viene svelato con due schermate che sono PURA ARTE.

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ultimate_doom_end

Besides, someone was gonna pay for what happened to Daisy, your pet rabbit.

Questa è pura ARTE.
Il Marine di Doom affronta orde di demoni e di zombie e VINCE non solo per sopravvivere, ma per vendicare il suo coniglietto barbaramente ucciso dall’orda infernale! E anche se il coniglio è stato vendicato, l’ira del Doomguy (degna di quella di Achille dopo la morte del suo coniglietto domestico dell’amico Patroclo) non è placata perché anche i demoni che hanno invaso la Terra devono pagare per Daisy!
Tutto questo pensato più di dieci anni fa, quando ancora il coniglio non era diffuso come animale domestico quanto lo è ora: è qualcosa di profetico del rapporto strettissimo che può svilupparsi tra un uomo e il suo coniglio!
È geniale.

Ok, è vero, il coniglio nell’episodio tre (Inferno) probabilmente è stato solo un dettaglio buffo messo così per sport e quindi l’aggiunta del nome e della vendetta nell’episodio quattro (Thy Flesh Consumed) è quasi sicuramente un caso di continuità retroattiva (retcon)…
…ma secondo me è una delle motivazioni più intelligenti che potessero trovare:
Bastardi, avete ucciso il mio coniglietto! Vi ammazzo tutti!

E anche se certi stolti hanno scritto…

The episode’s plot is deliberately absurd, and takes place immediately after Doom and just before Doom II. The bunny seen impaled on the stake was the marine’s pet “Daisy”, and the player must take revenge for its death.

…per chi conosce l’argomento, per chi ha guardato nel pozzo dell’ano di un coniglio fino a divenire egli stesso un ano di coniglio, tutta questa è Pura Arte.

Se date uno sguardo alla narrativa fantasy, prodotta in Italia o all’estero, vedrete che in molti casi le motivazioni che giustificano l’agire dei protagonisti sono meno credibili di questa. ^__^

E per concludere il video di Feivel, il coniglietto che fa beatboxing.

Non è un montaggio audio-video falsificato, uomini di poca fede! Starnutisce per colpa della febbre da fieno! ^__^

Terza immagine da Leviathan, il tirannosauro a vapore e qualcosa sui prossimi aggiornamenti

Posted by on 01 ago 2009 | Tagged as: Libri, Mech e Robot, Novità sul Sito, Steampunk

Breve aggiornamento dopo la trollata su Dante. Però quel post ci stava bene: non li sopportavo più i coglioni che citavano Dante a caso, fuori contesto e pure male. ^_^

Prima di tutto Leviathan. Le possibilità che si riveli una cazzata abissale sono enormi, ma io ho la speranza che sia una Light Novel di qualità (si può dire Light Novel in questo caso, visto che ha tante illustrazioni, più ancora delle LN giapponesi?) e che un eventuale successo in Italia possa favorire il mercato Steampunk che, come si è visto, è in espansione: la domanda è solo “quando sarà il vero BOOM?” Tra due anni? Tre? Cinque? Mai, perché Gesù Onofago avrà pietà di noi? ^_^

Comunque, godiamoci la nuova illustrazione. Vi ricordo che in totale ce ne saranno ben 50 nel libro. Il “dirigibile” che intravediamo dovrebbe essere il Leviathan. Carini pure i mostrielefante che trainano carri corazzati.

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In futuro farò vari piccoli aggiornamenti a tema Steampunk per segnalare immagini, giochi, cose curiose varie che possono interessare chi si avvicina al genere. E anche cosette SteamFantasy per gli appassionati del mix steampunk fantasy, pure lui in espansione: il passato ci regala alcuni GdR utili per definire bene i possibili confini in cui collocare l’etichetta “steamfantasy” (ovvero come gestire il bilanciamento Steampunk-Fantasy senza che uno soffochi l’altro).
Credo che lo stimolo continuo, le suggestioni grafiche, siano molto più importanti che non un singolo articolo sull’evoluzione dello Steampunk in generale (ma prima o poi ci sarà anche quello).

Gli articoli sulle armi/armature proseguiranno. Ho finalmente trovato un video decente sui fucili ad ago, quindi ho risolto il problema più grosso per quell’articolo: ora potrò completarlo e confidare che il lettore capirà bene tutto, in particolare riguardo il funzionamento delle munizioni del fucile Dreyse.
Sono passati due mesi dall’articolo sulla mitragliatrice a vapore di Perkins: mi pare il caso di pubblicare qualcosa di nuovo in tempi brevi. ^_^

Pubblicherò anche gli arretrati della rubrica Chiedilo al Duca: le domande negli scorsi mesi non sono mancate, è solo che dopo le risposte in privato (sempre fornite) non ho fatto gli articoli per il pubblico. Provvederò, visto che alcune richieste potrebbero risultare interessanti per i miei lettori.

In linea generale ci saranno post su quello che mi pare.
Avete visto negli ultimi due mesi che ho iniziato a postare quello che mi gira: conigli, steampunk, deliri vari. Dato che mi rivolgo a un pubblico che ha gusti simili ai miei, parto dal presupposto che più o meno tutto quello che mi attizza di più potrebbe attizzare anche qualche mio lettore e quindi val la pena parlarne… di conseguenza non mancheranno un pochino di anime ed hentai (pornofantasy però, mica semplici zozzerie!), ma poca roba.

In sintesi abbiate pazienza: sono un vecchio sporcaccione, ma non trasformerò Baionette Librarie in un sito (del tutto) porno. ^_^

E ora chiudiamo il breve aggiornamento con il tirannosauro a vapore. Questo è un buon esempio degli stimoli steampunk che mi piacerebbe postare in futuro. E le bestie meccaniche sono una cosa che mi ha sempre attizzato (meglio se biomeccaniche o anche in stile golem a vapore).

Pubblicità della catena di elettronica Saturn nella lingua dei nazisti
Versione extended per i cinema, con ancora più sTeam-rex
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