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set 18

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Il cavallo meccanico di Leviathan e due mech reali

Altra illustrazione da Leviathan. Le precedenti illustrazioni svelate le trovate qui: seconda (il mostropalla scoreggione), terza (la folla ammira il Leviathan), quarta (Alek che si fa le seghe mentali coi soldatini) e quinta (il Cyklop Stormwalker, mech che vanta un design diversamente intelligente). Questa nuova immagine dovreste averla vista, di sfuggita, nel trailer del libro.

leviathan_capitolo18_horse_scout

Cavallo meccanico degli esploratori tedeschi. A riguardo Scott Westerfeld dice:

One thing you’ll notice about real-life walkers is that they walk slowly. Animals are still much quicker than machines when it comes to moving on legs. In fact, animals are generally better than machines at everything, except under very specific circumstances. You might think that cars are faster than horses, but only if you create a very flat surface (aka, a road) for them to use. On almost any naturally occurring surface, horses win.

But I best not say more, as two of my characters have this exact same discussion in Leviathan.

Non molto diverso dal discorso già fatto in precedenza sul Cyklop.
Aggiungerei però una cosa: ma senza i sensori e l’elettronica e tutto il necessario per “decidere” dove posizionare il piede in modo autonomo, come il BigDog, che cavolo di vantaggio avrebbe se anche fosse veloce come un cavallo vero? Un cavallo, o un mulo, su terreno difficile decidono dove piazzare i piedi, cercano di non finire in terra con una zampa rotta: tu gli dici dove andare, ma non devi governare singolarmente ogni zampa a ogni passo per fare in modo che il mulo non scivoli su un sasso tondo e si sfracelli in fondo al ghiaione.
Ma un mech puro, stile automobile? Mette le zampe avanti, alla distanza prevista dal ritmo di corsa scelto, e poi? Senza sensori e senza algoritmi per la decisione del passo in base alle informazioni dei sensori? Ricordiamo che l’unico motivo valido per avere zampe e non ruote, in questo caso, è la capacità del cavallo/mulo di muoversi in ambienti sconnessi che metterebbero a dura prova i veicoli tradizionali (sia in termini di velocità che di manutenzione), nei boschi, col fango, sulla neve ecc…
Qualcosa in stile Golem-Cavallo steamfantasy mi pare molto più credibile, come essere vivente meccanico alternativo che sceglie dove piazzare gli zoccoli, di quanto non lo sia un cavallo meccanico incapace di decidere. Cavalchereste un cavallo cieco e lobotomizzato, se non per caricare diritto, lancia in resta, o tirare una carrozza?

E ora qualche altro mech reale. Il Timberjack della Plustech, il boscaiolo a sei zampe (questo sembra molto figo, nelle coltivazioni di alberi dell’industria moderna, con le adeguate distanze tra gli alberi per girarsi e lavorare) con pilota, e il nuovo mech gru ROBOTOPS (Tadano Ltd) che ha due eccitanti braccioni ed è senza il pilota all’interno (si guida via joystick da lontano, così se lo si usa per distruggere le capanne degli uomini-scimmia africani e quelli iniziano a scagliare frecce e lance, il pilota può ridersela a distanza di sicurezza: ideale per originali vacanze safari nel cuore di Negrolandia).

Senza parlare dei classici veicoli edili a quattro zampe, come quello impiegato per la funivia (o quel che era) che ha lavorato sui monti orobici due anni fa: piloni costruiti su una parete con una pendenza mostruosa, grazie al robot-ragno che con estrema lentezza (che palle) muoveva un piede alla volta e faceva il lavoro. Guidarlo credo fosse una cosa da cagarsi in mano: un errore e sarebbe finito a rotolare con tutto il robot giù per il pendio (e il pilota non era protetto: se gli si ribaltava il ragno addosso era sfrittellato e basta).

E chiudiamo con un ritardato su un tigre meccanica… sigh…

Prossimamente un po’ di arte steampunk da un gruppo di ingegnosi francesi che penso conosciate già in molti, ma val la pena inserirla per completezza. Sì, sono stupidi mangiarane, ma per le cose frivole hanno gusto, come al tempo delle sbrilluccicose divise imperiali. Se le linkate in un commento vi taglio una mano. ^_^

Ah, una nota sull’immagine nuova: come mai il pickelhaube del cavalleggero non è un pickelhaube “con la punta” (come l’avevano dragoni, corazzieri e fanteria, a parte i cacciatori con lo shako), ma un kugelhaube con la palla di cannone, come lo usavano gli artiglieri (e nemmeno tutti, visto che uno degli stati dell’Impero Tedesco prevedeva la punta anche per loro)?
Mah…

PS: ieri quarto record di visitatori unici consecutivo, ben 448. ^__^

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2009/09/18/il-cavallo-meccanico-di-leviathan-e-due-mech-reali/

20 comments

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  1. Gamberetta

    Il mech equino di Leviathan ricorda abbastanza il fascista cavallo d’acciaio, orgoglio dell’italico ingegno:

  2. Angra

    @Gamberetta: ^____^

    Si sa qualcos’altro su questo cavallo d’acciaio? Così a occhio però direi che è una scultura.

  3. Il Duca di Baionette

    http://blog.modernmechanix.com/2006/12/04/horse-of-steel-runs-across-fields/

    Foto con allegato articolo originale del 1933 (clicca per espandere)

    Testo dell’articolo:

    A MECHANICAL horse that trots and gallops on steel-pipe legs, under the impulse of a gasoline engine, is the recent product of an Italian inventor. With this horse, he declares, children may be trained to ride. The iron Dobbin is said to canter along a road or across a rough field with equal ease. Its design recalls the attempts of inventors, before the days of the automobile, to imitate nature and produce a mechanical steed capable of drawing a wagon.

    Pure secondo me è una statua. O, se si muove, è qualcosa che inciampa e cade subito.

    Gamberetta ne aveva già messo la foto e indicato la fonte (Popular Science) in questo bellissimo articolo:
    http://fantasy.gamberi.org/2008/04/29/lorelei-le-armi-segrete-del-terzo-reich/

  4. ???

    Gli appoggi del cavallo nell’illustrazione sono ridicoli. A parte la già citata mancanza di sensori, ma una base d’appoggio un po’ più larga? Delle articolazioni con sospensioni?

    Se all’autore non interessa essere realistico al 100% potrebbe comunque essere un po’ più verosimigliante.

    Ma forse è (anche? solo?) colpa dell’illustratore.

  5. Federico Russo "Taotor"

    Vero o no, diciamo che è poco intelligente posizionare un motore scoperto tra le gambe del povero balilla, sigh.
    Piuttosto, è simpatico notare che, in effetti, nell’articolo viene usato il termine “cavallo d’acciaio”, “cavallo meccanico”: il termine “robot” non esisteva finché non lo “inventò” Asimov – il libro dove lo spiegava sta nel comodino nell’appartamento dell’università, quindi non posso citare alla perfezione -: la parola “robot”, spiega Isacco, è una parola polacca (o di un altro merdoso paese dell’est) che significa “schiavo”. E lui l’ha adattata a modo suo.

    Mi rendo conto ora che parliamo di automi trascurando però l’esimio amico Asimoffo!

  6. Il Duca di Baionette

    Da Wikipedia

    Il termine robot deriva dal termine ceco robota, che significa “lavoro pesante” o “lavoro forzato”. L’introduzione di questo termine si deve allo scrittore ceco Karel ?apek, il quale usò per la prima volta il termine nel 1920 nel suo dramma teatrale “I robot universali di Rossum”. In realtà non fu il vero inventore della parola, la quale infatti gli venne suggerita dal fratello Josef, scrittore e pittore cubista, il quale aveva già affrontato il tema in un suo racconto del 1917, Opilec (“L’ubriacone”), nel quale però aveva usato il termine automat, “automa”. La diffusione del romanzo di Karel, molto popolare sin dalla sua uscita, servì a dare fama al termine Robot.
    [...]
    Il termine “robotica” venne usato per la prima volta (su carta stampata) nel racconto di Isaac Asimov intitolato “Bugiardo!”(Liar!, 1941)

    Asimov pare abbia inventato “Robotica”.
    Stesse info nella wiki inglese.

  7. Federico Russo "Taotor"

    Sì, vero, pardon.
    Mi avete fatto ricordare che in quella nota Asimov lo precisava – me ne sono dimenticato. Ha un ego piuttosto pompato, Isacco. Cita anche quell’opera teatrale ceca, ma esprime un suo giudizio (negativo) sull’uso che veniva fatto della figura del robot.
    In più si vanta, seppur negandolo, di aver azzeccato molti avvenimenti, coi suoi racconti.
    Fortunatamente riconosce anche di aver scritto un mucchio di cazzate come il cervello positronico dei robot (dice lui stesso che i positroni gli davano l’idea della velocità, del pensiero, ma ammette che a distanza di anni la sua supposizione si rivela una minchiata – scientificamente), allo stesso modo aveva ideato un supercomputer gigantesco, nei racconti, ma poi si era scoperto che per fare certe operazioni i computer “reali” si mostravano molto più piccoli rispetto a quelli inventati da lui
    E così via.

    Mi avete wikipediato, Duca.

  8. iome

    dalle dichiarazioni dell’autore di leviatan non c’è l’ombra del minimo intento di fare retard ludico-ironico

    crede davvero di aver inventato delle genialate

  9. Il Duca di Baionette

    Ieri 433 visitatori.
    Meno male. Per un paio di ore ho temuto di superare i 448. Sarebbe stato terribile: cinque giorni consecutivi di record, cinque, al posto di quattro… è Hybris, pura Hybris, pretendere di andare oltre la perfezione del Quattro. Può l’Uomo pretendere di porsi al di sopra del Quattro? No, io scelgo la Metriotes.

  10. Il Duca di Baionette

    Oggi alle 17:20 siamo a:
    Pagine visitate di oggi 1491
    Visitatori di oggi 342

    C’è rischio di un nuovo record (anche se il sabato sera ho molti meno visitatori delle altre sere). Meno male che non ho fatto cinque giorni consecutivi: con sei giorni di seguito non sarebbe bastato il suicidio per espiare la colpa di fronte al Quattro.

  11. Diego

    @Duca: e l’otto che è due volte quattro come conterebbe?

  12. Diego

    Ops, ho scritto quattro, volevo dire Quattro naturalmente.

  13. Il Duca di Baionette

    “Avrai un solo Quattro”
    Come posso volerne di più?

  14. Il Duca di Baionette

    Il sabato e la domenica di solito ho meno utenti. La gente che non lavora non ha motivo di cazzeggiare, no? ^__^

    Questo sabato invece record dei record:

    Pagine visitate di ieri: 2059
    Visitatori di ieri: 500

    E non avevo nemmeno messo un post nuovo tipo “il duca mostra i capezzoli”. Uao.

  15. iome

    io ho paura dei capezzoli del dica

  16. iome

    dica duca dica

  17. Diego

    @ iome:
    fai benissimo a temerli!

  18. Alex Frost

    mah, a meno che non sia il “Capezzolo Perforante!!!!” rigorosamente enunciato con enfasi alla Mazinga , non mi preoccupa :)

  19. Andrea Rampon

    Duca è colpa tua…

    E ora qualche altro mech reale. Il Timberjack della Plustech, il boscaiolo a sei zampe (questo sembra molto figo, nelle coltivazioni di alberi dell’industria moderna, con le adeguate distanze tra gli alberi per girarsi e lavorare) con pilota [...]

    Non ero a conoscenza di questa meraviglia!
    Ora ne voglio uno per girare per la mia città e, finalmente, impipparmene riccamente degli idioti che circolano su orribili macchine a Quattro ruote provocando un traffico tremendo. Sai per caso se si può averlo già con un cannoncino brandeggiabile da 3o mm?

  20. Il Duca di Baionette

    Tornando al fascista cavallo d’acciaio dopo tre anni e mezzo, ho il nome dell’inventore (spero):

    “A mechanical horse, designed to substitute for the farm animal or even light tractor, has been invented by an engineer here, Signor D. G. Alzetta.“I see no reason why legs should not be as fundamentally a motive force as wheels,” Signor Alzetta said. ”Practically everything that nature permits to move, except the enormous forces of the sea and glaciers, gets there on legs. Wheels were the invention or afterthought of men.””

    - The Harford Courant, 1933

    http://www.retronaut.com/2012/03/alzettas-mechanical-horse-1933/

    The Harford Courant Mar 6, 1933 p16

    Italian Designs Mechanical Horse From Steel Tubing

    Device Looks Like Grasshopper Stepping Along Road

    Spezia, Italy—(AP.)—A mechanical horse, designed to substitute for the farm animal or even light tractor, has been invented by an engineer here, Signor D. G. Alzetta.
    Propelled by a motor of only 5 horse power, the uncanny mechanical animal not only carries a person but pulls a light farm vehicle over rough ground.
    The metal beast presents a weird appearance as its long skinny legs carry it along at a fair speed. It reminds the spectator of a huge grasshopper, or better still, of something seen in a bad dream.
    The mechanical animal is made entirely of light steel tubing. The joints have been carefully worked out. Signor Alzetta says he studied equine anatomy to produce them.
    The driver sits amidships, on a spring-equipped motorcycle saddle, The motor is directly in front of him. Ahead rises the ominous-looking head and shoulders, he controls the “critter” by motorcycle handlebars and a lever. He starts it off at a walk and can get it up to a trot, but not a gallop.
    Signor Alzetta’s next development is to equip his quadruped with a higher-powered motor, to see if it will draw a plow.
    “I see no reason why legs should not be as fundamentally a motive force as wheels,” Signor Alzetta said.
    “Practically everything that nature permits to move, except the enormous forces of the sea and glaciers, gets there on legs. Wheels were the invention or afterthought of men.”

    http://cyberneticzoo.com/?p=2595

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