novembre 2009
Archivio del Mese

Archivio del Mese
Posted by Il Duca di Baionette on 30 nov 2009 | Tagged as: Ebook, Editoria
Quanti eBook vende Amazon rispetto ai libri di carta?
Ricordate che nell’articolo precedente si era parlato del sorpasso di vendite su Amazon dell’eBook di “The Lost Symbol” rispetto al cartaceo nelle prime 48 ore? Bene. E ricordate anche cosa aveva detto a riguardo Ferrari, sbagliando alla grande?
“No, ma non è così, oh! (Risatina nervosa) No, ma non è così, non è che sia stato venduto più nel formato eBook che nel formato fisico: è stato venduto molto di più nel formato eBook proporzionalmente rispetto agli altri eBook, ma no-no-non esiste paragone, stiamo parlando di entità che sono in rapporto da uno, da uno a dieci.”
(Gian Arturo Ferrari)
Un decimo potrebbe essere una stima “tipica” ragionevole per noi che siamo ignoranti nel settore, ma lo è per davvero? Uno come Ferrari dovrebbe saperlo, in teoria, per cui potremmo anche fidarci: avrà sbagliato nel caso specifico del libro di Dan Brown, ma “in generale” sarà vero che il cartaceo vende dieci volte rispetto agli eBook su Amazon, no? O magari anche in questo caso, come per i venti e i cinquanta anni, sparava cifre per il gusto delle cifre? La cosa non vi incuriosisce?
Forse questo potrebbe soddisfare almeno un po’ la vostra/mia curiosità:
“For every 100 books we sell in physical, we sell 48 Kindle books. This is up from 35 books for every 100 in May. Our customers tell us they read more with Kindle because they never have to worry about running out of books.”
(Cinthia Portugal, una portavoce di Amazon.com)
Uhm, niente male. E decisamente più di un decimo. Tre volte tanto direi.
La citazione è anche vecchiotta: su mobileread ne avevano parlato un paio di mesi fa. Ora forse Amazon vende ancora più eBook rispetto al cartaceo.
Come mai comincio a dubitare di qualsiasi cosa dica Ferrari? Ah, sì, forse perché ogni volta che ho potuto controllare stava sparando cazzate facendo affermazioni molto discutibili. ^__^
E meno male che Sandrone Dazieri mi aveva rassicurato:
Ferrari è una persona in gamba. Lo conosco da parecchi anni, e penso che sia uno degli editori più intelligenti che abbiamo in Italia.
Pensate un po’ come sono gli altri editori!
O forse in Italia essere al corrente degli eventi che riguardano il proprio settore e che possono radicalmente cambiarlo nell’arco di pochi anni NON è considerato una cosa importante o professionale. ^__^
O magari devo interpretare la rassicurazione di Sandrone alla lettera: beh, non contesto l’intelligenza di Ferrari, anzi, ma il fatto che sappia contare rapidamente e risolvere problemi di logica non è di molto aiuto se non si degna di informarsi sugli eBook e sul futuro dell’editoria, preferendo immaginare che il cambiamento arriverà quando lui sarà in pensione e quindi può continuare a fregarsene altamente come ha sempre fatto.
Mi viene da piangere.
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Vendite di eReader nel 2009-2010
Secondo Forrester Research la diffusione degli eReader nel 2009, immagino grazie al Nook in arrivo e alla copertura mediatica ottenuta negli ultimi mesi (hype), sarà più grande del previsto. Se nel 2008 erano stati venduti un milione di lettori e se per il 2009 fino a pochi mesi fa si pensava che ne sarebbero stati venduti due milioni, ora Forrester ha dovuto correggere le stime di un buon 50% in più: nei soli mesi di novembre e dicembre 2009 verranno venduti (in USA) altri 900mila eReader, per un totale di 1,2 milioni nel quarto trimestre 2009 (il 40% dei 3 milioni complessivi del 2009).
Per il 2010, ma forse l’ottimismo è eccessivo, si attende un bel raddoppio con vendite per 6 milioni di eReader. Il che porterebbe il numero degli eReader in circolazione in USA a 10 milioni di pezzi. Niente male.
Per maggiori informazioni consultate i link in fondo all’articolo.
Più eReader in giro faranno in modo che più “forti lettori” (i tipici acquirenti degli eReader) possano avere buoni motivi per comprare più eBook (e di conseguenza meno cartaceo).
“Hardcover sales of my last book were down 20 percent, while e-book sales were up 300 percent.”
(New York Times best-selling author John Lescroart)
Hardcover in calo del 20% ed eBook in salita del 300% per Lescroart: è ora che gli editori italiani, ossessionati dal cartaceo e dal mercato del passato, si diano una svegliata e inizino a vendere gli eBook a un prezzo decoroso (anche 8-9 euro vanno bene per il periodo di transizione, dai!) prima che la barca affondi sotto le loro grasse e pigre chiappe.
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| “Nulla può affondare il mercato dei libri di carta: dominano da secoli e domineranno per altri cinquant’anni!” (Un editore mentre strizza l’acqua dalla giacca, in piedi su un tavolo) |
Qualche consiglio da Tombolini
E ora, sempre a tema eBook, qualche estratto dai consigli che Tombolini (Simplicissimus Book Farm) ha dedicato ai vari soggetti del “mondo del libro”.
Agli autori:
cominciate a scrivere il vostro prossimo libro pensandolo come innanzitutto digitale, e quindi in rete, e quindi in grado di sfruttare l’integrazione con tutto quello che la rete offre.
Agli editor e agli agenti letterari:
aiutate gli autori a pensare al libro come sopra, diventando voi stessi esperti di ciò che la rete può offrire, e valutate caso per caso se non sia forse possibile autopubblicare il proprio ebook, sperimentando anche modalità di rapporto nuovo con i lettori
Agli editori:
[...] smettetela di dire agli autori che il vostro ruolo non morirà mai perché siete voi a dare autorevolezza ai loro libri appiccicandoci il vostro brand. Già oggi nessun lettore cerca un libro in base al marchio dell’editore (ma semmai autore, titolo, argomento, prezzo… tutto tranne che l’editore!). Concentratevi invece in quello che era il vero mestiere dell’editore, e di cui ci sarà sempre più bisogno nell’epoca dell’abbondanza digitale: la ricerca e scoperta di talenti nuovi, e la loro cura, offrendo piattaforme di scrittura innovative, in grado di dare all’autore la padronanza di tutte le possibilità che la rete offre fin dalla ideazione del suo libro, offrendo piattaforme ricche di interazione e condivisione diretta coi lettori… imparando insomma un nuovo-vecchio mestiere: quello di padroneggiare la tecnologia per cavarne tutti i tool, gli attrezzi del mestiere, più adatti a coltivare i talenti di un autore e il suo rapporto coi lettori
Ai librai “fisici”:
siete ancora lì senza neanche un ebook reader da vendere? Siete ancora lì senza neanche una connessione wifi da offrire gratuitamente ai vostri visitatori? Siete ancora lì senza neanche una poltroncina su cui sedersi, un salottino in cui leggere e chiacchierare, un caffè a cui rifocillarsi? Siete ancora lì senza avere qua e là un computer con la connessione pronta e attiva a disposizione dei visitatori? Siete ancora lì ad ammucchiare copie su copie di libri di carta, invece di aver già attrezzato una sezione ebook, una specie di tabellone con su le sole copertine dei libri e il link per il download immediato dell’ebook corrispondente da comprare lì, seduta stante? E siete ancora lì senza aver allestito la vostra e-dicola, da cui consentire l’acquisto a tutti i quotidiani e periodici disponibili in formato ebook?
Ai lettori:
smettetela di fare i bambini capricciosi, ah ma vuoi mettere la carta e l’inchiostro e il profumo… tutte balle, il 95% della carta stampata che maneggiate fa schifo, è stampata male, puzza, vi sporca le dita, i caratteri sono troppo piccoli e da una pagina vedete in trasparenza quella successiva. E pesa. E… insomma, piantatela: date soddisfazione al vostro feticismo spendendo dei bei soldoni in qualche realmente bella edizione cartacea, e correte a comprarvi un ebook reader, e cominciate a rompere le scatole a librai ed editori perché si decidano a pubblicare tutti i loro libri anche in formato ebook. Cosa ne otterrete facendo così? Che leggerete di più, come, guarda un po’, da quando c’è il lettore mp3, ascoltate più musica.
Sante parole.
E Tombolini santo subito. ^_^
Posted by Il Duca di Baionette on 25 nov 2009 | Tagged as: Ebook, Editoria
Antonio Tombolini (Fondatore della Simplicissimus Book Farm, il maggiore esperto di eBook ed editoria digitale in Italia) e Gian Arturo Ferrari (Direttore Generale della Divisione Libri del Gruppo Mondadori dal 1997) sono stati intervistati durante la puntata di “Fahrenheit” (Radio3) del 16 novembre 2009. Tema della puntata, naturalmente, il libro e in particolare il libro elettronico.
È possibile ascoltare la puntata al link sopra oppure sul podcast di Simplicissimus o sul lettore qua sotto.
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Preferisco limitare i miei commenti (ci sarebbero da scrivere 10mila parole di commento minime… ma resterò sotto le 2mila) perché, facepalm!, le affermazioni di Ferrari in ambito eBook si commentano da sole.
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| Facepalm: se non vi scatta almeno due volte sentendo Ferrari dovete chiedervi seriamente se è non ora che vi aggiorniate sull’editoria digitale e sugli eBook |
La cosa più interessante detta da Ferrari è che il libro tradizionale è un’opera chiusa, una comunicazione in cui c’è un Autore che la emette e dei Lettori che la ricevano, mentre in Internet dal punto di vista “di principio” ci sono Autori/Lettori e Lettori/Autori (e ci sono i Lettori di un’opera che divengono Autori delle sue Fan Fiction). Cambia il rapporto tra Autore e Lettore.
Altre cose interessanti dette da Ferrari riguardano l’eBook che abbatterà il prezzo del libro (a metà di quello attuale, qualsiasi cosa voglia dire) e che questo porterà a una enorme diffusione della lettura. Ferrari fa notare che l’ostacolo principale del libro attuale non è il suo prezzo, ma il “rischio” dell’acquisto, ovvero il fatto che non si sappia come sarà il libro prima di leggerlo (e attualmente per leggerlo il lettore tipico prima lo deve comprare). Non fa notare che aver sfruttato in modo banditesco il bacino dei lettori e aver demolito le speranze di quelli più esigenti sfornando stronzate a raffica (siamo onesti per una volta: il malcontento per la cattiva/mediocre qualità dei libri è diffuso da anni) non ha certo aiutato a costruire un rapporto di “fiducia” che porti a “rischiare” a cuor leggero.
D’altronde dall’alto del suo Trono ha visto cosa ha stampato la Mondadori negli ultimi anni e come ha maltrattato l’intelligenza dei lettori spacciando per capolavori autentica merda senza nemmeno il livello di editing minimale che una Grande Casa dovrebbe garantire… e se si vergognasse un pochettino sarebbe solo un segno di onestà (ma ovviamente non potrebbe dirlo in pubblico).
“L’eBook sicuramente vincerà, non c’è il minimo dubbio al mondo. Non c’è assolutamente dubbio al mondo che tra una o due generazioni, secondo me meglio due, cioè quando i neonati di oggi saranno professori universitari tutti leggeranno principalmente, non dico unicamente, non credo unicamente, su un supporto elettronico anziché su un supporto cartaceo.”
(Gian Arturo Ferrari)
Una o due generazioni significa venticinque o cinquanta anni. D’altronde se un neonato di oggi vuole aspirare a diventare professore universitario, 40-50 anni (due generazioni) mi pare un tempo corretto.
Il problema di fondo è che il buon Ferrari fa notare che:
— già ora il prezzo dei libri è percepito come troppo alto per il rischio dell’acquisto e questo limita il mercato che, con un crollo del prezzo almeno a metà, potrebbe espandersi “enormemente”;
— la catena che sta dietro il libro cartaceo già ora (messa in minima difficoltà dai primi passi dell’eBook e da altri motivi interni) si sta scannando, ad esempio con i retailer che cercano di fare le scarpe agli editori.
E in più sappiamo (e lui DEVE saperlo se sta facendo il suo lavoro e quindi si tiene aggiornato) che i lettori di eBook si stanno affermando sempre di più e stanno evolvendo così rapidamente da far sperare gli esperti che il Natale 2010 possa essere quello del VERO BOOM (mentre il Natale 2009 sarà solo un banco di prova);
Ma nonostante queste cose siano evidenti, Ferrari arriva alla conclusione “mica tanto ovvia” che un settore sull’orlo del baratro in cui l’eBook minaccia i già scarsissimi margini di guadagno del cartaceo possa durare ancora 50 anni prima che l’eBook si affermi.
Ricordiamo anche che il 50% degli esperti delle case editrici intervenuti a Francoforte (gente normale, non “apostoli” dell’eBook) avevano detto che il 2018 sarà il probabile anno della vittoria degli eBook contro la carta. E altri pensano che avverrà prima a causa del naturale collasso degli editori incapaci di affrontare il prezzo della transizione per colpa delle loro strutture vetuste e del loro essersi radicati nel cartaceo.
Cosa risponde Tombolini?
“Mi limito a dire che troverei molto strano che la rivoluzione digitale, tra virgolette, nel mondo dell’editoria e dei libri possa essere così sfasata rispetto alle dinamiche di rivoluzione digitale del tutto analoghe che stanno attraversando tutti gli altri famigerati, di nuovo, contenuti.”
(Antonio Tombolini)
Notiamo anche che Tombolini rimane sempre molto pacato e calmo (evita addirittura di fare qualsiasi previsione sul successo degli eBook) al contrario di Ferrari che, a un certo punto, sbotta interrompendo la conduttrice (Loredana Lipperini) perché trova assurdo che Amazon possa aver indicato per alcuni giorni nella classifica dei libri più venduti che l’eBook di “The Lost Symbol” stava vendendo più del cartaceo.
Peccato che il sorpasso sia stato documentato sia in Italia che all’estero (qui, qui e qui, per dire solo alcuni siti) e abbia scatenato commenti in giro per il mondo anche per il caso particolarissimo: eBook e cartaceo rilasciati assieme da un autore così importante. Confronto diretto tra eReader con connessione 3G e spedizione del libro di carta via posta: spedizione sul lettore istantanea a 9,99$ –i veri fan non possono attendere!– contro alcuni giorni di attesa e un prezzo di 16,17$ (nonostante lo sconto del 46% sul cartaceo).
Anche Wikipedia dice:
On its first day the book became the #1 bestseller in amazon.com, and the Amazon Kindle e-reader edition became the top-selling item on Amazon.com, outselling Amazon’s sales of the hardback copy of the novel, which is the sixth best selling book of 2009 on pre-publication orders alone
La risposta di Ferrari a questo osceno oltraggio, questo stupro morale e materiale, è pacata e sensatissima, nonché del tutto priva di balbettamenti e risatine per il nervoso:
“No, ma non è così, oh! (Risatina nervosa) No, ma non è così, non è che sia stato venduto più nel formato eBook che nel formato fisico: è stato venduto molto di più nel formato eBook proporzionalmente rispetto agli altri eBook, ma no-no-non esiste paragone, stiamo parlando di entità che sono in rapporto da uno, da uno a dieci.”
(Gian Arturo Ferrari)
Segue Tombolini che lo smerda spiegando cosa era successo. Ha la pietà di non far notare a Ferrari l’immensa cazzata detta, non si sa se frutto di ignoranza o di malafede, immagino la prima, su come funzionino le classifiche di Amazon. Di fronte alla realtà Crudele & Tiranna… Ferrari gioca la carta della propria Autorità con tanto di plurale maiestatis per la supremazia psicologia!
“Abbia pazienza, NOI siamo gli e-editori italiani di Dan Brown, sentiamo gli editori americani di Dan Brown tre volte al giorno, conosciamo Dan Brown, abbiamo tutti i dati in mano: sappiamo precisamente quello che stiamo dicendo.”
(Gian Arturo Ferrari)
Dato che Ferrari è il capo della divisione libri Mondadori e quindi è l’editore italiano di Dan Brown ed è sempre in contatto con quelli americani… ne consegue che Amazon ha mentito. Perché lo dice, pretendendo di saperne più della stessa Amazon? Perché sì, perché è fantasy. Motivazione a cui la divisione libri Mondadori ci ha abituati da tempo: non mi stupisco che sia quella prediletta anche da chi la divisione libri la comanda. ^__^
Spezzo una lancia a favore di Ferrari: il modo in cui la Lipperini stava presentando la questione Dan Brown era sbagliato e poco professionale (ha parlato di “libreria”, come se confrontasse le librerie fisiche con il Kindle, mentre invece era una cosa tutta interna ad Amazon: questi errori non sono ammissibili), ma Ferrari non ha contestato l’errore della Lipperini bensì il sorpasso in generale anche una volta contestualizzato nella sola Amazon da Tombolini. Comunque Ferrari, dato il lavoro che fa, in realtà sapeva già benissimo di cosa si stava parlando anche senza la precisazione di Tombolini… o perlomeno si spera che lo sapesse (ma la sua affermazione fa pensare che NON lo sapesse proprio) visto che, in teoria, dovrebbe tenersi informato sul settore per guidare al meglio la divisione libri.
Torniamo ai tempi per l’affermazione degli eBook.
A parte l’idiozia del voler vedere così lenta la transizione dell’editoria da cartacea a, principalmente, digitale, ma come si fa a fare previsioni sui 40-50 anni? Ma come ragiona Ferrari? Non ha visto i cellulari, internet, la musica digitale… non si è accorto che l’evoluzione in casi simili non segue ritmi così lenti?
Prendiamo un’altra previsione di 32 anni fa, ben meno dei 50 anni di Ferrari, fatta da un signore che era esperto (a parole) nel suo ambito quanto Ferrari lo è (a parole) nel suo:
“Non c’è motivo per cui un individuo debba avere un computer in casa sua”
(Ken Olsen, presidente della Digital Equipment Corporation, 1977)
La DEC, che era un colosso, non ha saputo stare al passo coi tempi, con l’innovazione e con la concorrenza ed è defunta nel 1998. La divisione libri Mondadori dovrebbe cominciare a farsi un paio di domande, non credete? O forse è meglio che continui per la sua strada e danzi mentre il Titanic affonda, visto che altri editori più moderni sapranno prendere il suo posto. ^__^
Curioso poi che le previsioni di Ferrari cambino in base a come gli gira al momento. Neanche tre mesi fa, come citato in un precedente articolo, parlava di 20 anni per l’affermazione degli eBook (e lo avevo sfottuto) e ora passa a 50 anni. Grandioso. Si trattano evidentemente di previsioni basate su uno studio solido e chiaro delle dinamiche attuali del settore e delle sue potenzialità.
“Tra vent’anni tutto sarà completamente diverso. Ma io lavorerò ancora per 15 anni. E dunque non me ne importa nulla”
(Gian Arturo Ferrari, citato anche qui).
Anche in questo articolo sono stato un po’ polemico. Capisco Sandrone Dazieri quando mi scriveva, in un commento di qualche settimana fa, che è il momento di affrontare il passaggio all’eBook senza fare inutili polemiche… ma siamo chiari, dire che un pezzo grosso da cui dipende la transizione spara puttanate non è inutile, perché permette ai lettori di capire meglio in che mani siamo e quale sia il livello di competenza nell’editoria digitale dei dinosauri italiani del cartaceo.
Quando “certi signori” sparano balle a me girano le palle. ^__^
Vi lascio con tre bei commenti tratti dal blog di Simplicissimus:
Ha parlato soprattutto Ferrari dicendo che in sostanza finché lui è vivo, gli ebook non contano nulla. Forse tra 50 anni se ne riparlerà ma lui non ci sarà più.
(jan, estratto)
E’ curioso notare come Ferrari (apostolo degli ebook, come lui stesso si definisce) ponga l’accento sulla poca disponibilità (legalmente parlando) di titoli in formato digitale sul mercato italiano e non dica una parola su come la sua azienda – la prima nel settore, se i dati non mi ingannano – possa colmare questa lacuna
(Ilaria, estratto)
Ovviamente il Ferrari tira acqua al suo mulino. Il problema e’ che fintanto che la mondadori non smuovera’ le acque per pubblicare ebook in Italia non vedremo il fiorire di tale tecnologia. Saranno in grado di capire la rivoluzione in atto (che secondo me permetterebbe loro ampi margini di guadagno) o continueranno a fare gli struzzi nascondendo la testa sotto la sabbia?
Aggiungo che una o meglio due generazioni per vedere gli ereader in giro mi sembra veramente un idiozia, basta pensare ai cd, ai dvd, ai lettori mp3, ai cellulari, ai pc, ma anche semplicemente alla televisione: quando una tecnologia raggiunge un ragionevole compromesso tra prezzo e funzionalita’ la sua diffusione e’ esponenziale. E mi sembra che i nuovi modelli che si vedono in giro per il mondo, ovviamente non qua nel terzo mondo (polemica), a circa 200/250 $ siano gia alla portata di molti e ovviamente ci aspettiamo un ulteriore abbassamento dei prezzi. Quando un ereader costera’ 100$ penso che ogni casa ne avra’ uno (casa nella quale viva un lettore assiduo, non uno di quel 43% di italiani che non legge manco un libro l’anno)
(Maurizio, integrale)
Posted by Il Duca di Baionette on 23 nov 2009 | Tagged as: Ebook
Ho una novità che farà piacere a tutti gli appassionati di libri e quindi di eBook (il feticismo per la carta non c’entra con i libri, ma con la carta): dal 26 novembre 2009 sarà possibile comprare i lettori di eBook non solo online da Simplicissimus, ma anche nei negozi “fisici” MediaWorld (e anche sul negozio online di MediaWorld.it).
Fonte della notizia è ovviamente Simplicissimus.
Questo dovrebbe essere una sufficiente risposta per chi sosteneva che dato che i lettori di eBook non li aveva mai visti nei negozi (nemmeno alla Feltrinelli International o in tutti questi posti?) allora non era sensato immaginare che potessero affermarsi e soprattutto non in tempi brevi (meno di 15-20 anni).
Mie care somme cime del pensiero umano, ho una notizia per voi: nemmeno i televisori erano in vendita nei negozi prima di arrivare nei negozi, né i cellulari, né i computer, né i lettori MP3, ma quando la domanda si fa forte e il mercato si dimostra pronto, non bisogna stupirsi se appaiono, vi pare?
Il passato non può essere considerato un vincolo per il futuro con cui giustificare ragionamenti retrogradi perché nulla accade prima che accada. O vogliamo ragionare come gli ufficiali inglesi che rifiutarono i fucili che sparavano proiettili allungati perché si erano sempre usate palle sferiche per secoli? ^_^
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| EVVIVA: EBOOK READER AL MEDIAWORLD! |
E infine voglio far notare che la ditta del lettore/netbook col doppio schermo a cui avevo dedicato un articolo tempo fa, enTourage eDGe, ha aperto un proprio negozio online per la vendita degli eBook.
In fondo perché perdersi una fetta di mercato a priori? Tanto vale mettersi in competizione, considerando quanto sia scarsa l’offerta attuale di eBook nei negozi. E in più potrebbero sfruttare il wireless per inviare gli eBook direttamente sul lettore di loro produzione (ricordate che enTourage eDGe ha sia connessione 3G -come il Kindle- che il classico WiFi come un normale netbook).
Il prezzo nel negozio è molto variabile (e ancora altino, ma è comprensibile): ce ne sono a 6,18 dollari (“For Us, The Living” di Heinlein), a 13,50 dollari (“New Moon” della Meyer) o a 15,18 dollari (“Leviathan” di Westerfeld) e anche a prezzi maggiori. Per fare un confronto diretto con Amazon, “Leviathan” per Kindle costa 9,99 dollari.
A quanto ho capito per ora vendono PDF ed ePub sia coi DRM (sigh) che senza.
A Natale quanti compreranno un lettore di eBook al MediaWorld?
Lo scopriremo, forse, tra un mese. ^___^
Posted by Il Duca di Baionette on 20 nov 2009 | Tagged as: Bizarro Fiction, Bizzarro, Ebook, Libri
Leggo sul sito di Carlton Mellick III e diffondo.
Nello sforzo di persuadere i lettori a comprare più libri di Bizarro Fiction per Natale, Eraserhead Press ha deciso di mettere in download gratuito gli eBook (in pdf) di cinque libri fino al giorno del ringraziamento (26 novembre 2009, per gli yankee).
Sono un regalo ideale per i bambini, soprattutto se uno vuole farsi accusare di corruzione di minore ^__^
Carlton Mellick III dice che “MachoPoni” e “The Faggiest Vampire” sono libri di Bizarro Fiction per bambini, ma non mi fiderei troppo: sarebbe come chiedere a me se una certa scena di un film è troppo spinta per un pubblico delle elementari ▼
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| Consiglio per i regali natalizi: se le tue amiche hanno amato i romanzi di Licia Troisi hanno proprio bisogno di questo delizioso gadget! |
I libri scelti dall’editore sono i due “Bizarro Starter Kit” (orange e blue) di AA.VV., “Super Fetus” di Adam Pepper, “Ass Goblins of Auschwitz” di Cameron Pierce e “Sausagey Santa” di Carlton Mellick III.
I due Starter Kit li avevo in versione cartacea, ma come molti altri miei libri sono in giro in prestito. Ora che ho gli eBook la sensazione di possesso è maggiore di prima (e occupano meno spazio). Sono le raccolte consigliate come introduzione al genere, ma secondo me è meglio incominciare con i libri di Carlton Mellick III. Io ho iniziato con “Haunted Vagina” e lo consiglio a tutti. ^_^
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Descrizione presa da Amazon:
There’s a new genre rising from the underground. Its name: BIZARRO. For years, readers have been asking for a category of fiction dedicated to the weird, crazy, cult side of storytelling that has become a staple in the film industry (with directors such as David Lynch, Takashi Miike, Tim Burton, and even Lloyd Kaufman) but has been largely ignored in the literary world, until now. The Bizarro Starter Kit features short novels and story collections by ten of the leading authors in the bizarro genre: D. Harlan Wilson, Carlton Mellick III, Jeremy Robert Johnson, Kevin L Donihe, Gina Ranalli, Andre Duza, VIncent W. Sakowski, Steve Beard, John Edward Lawson, and Bruce Taylor.Bizarro Starter Kit (Orange): RapidShare, MegaUpload
Bizarro Starter Kit (Blue): RapidShare, MegaUpload
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Descrizione presa da Amazon:
Santa isn’t the jolly old elf he’s been described as in Children’s stories. He’s a bit more grotesque than that. His eyes are pimento-stuffed olives, his teeth are walnuts, and his body is made of sausages.
One snowy Christmas Eve, while visiting the Fry family, Sausagey Santa is attacked by an evil force that is driven to destroy Christmas forever. It is an anti-Christmas spirit that loathes everything having to do with children and Jesus. After it steals his magic bag of presents, Santa calls upon Matthew Fry and his wife, Decapitron (a brutish warrior woman with a strange Christmas fetish and a candy cane sword), to help get it back and save Christmas for everyone.Sausagey Santa: RapidShare, MegaUpload
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Descrizione presa da Amazon:
Too tough to be aborted, Super Fetus fights back! He’s a fetus growing in the womb of a whiny white trash whore of a mother. His problem: she wants to have him aborted. But what this bitch doesn’t know is that she isn’t pregnant with some mild-mannered developing human form. Heck no. This is Super Fetus. He has an attitude and he is determined to be born, whether she likes it or not. Doing push-ups in the womb day and night, until he becomes amazingly buff, this little fetus is prepared to fight off the onslaught of vacuums, tongs, coat hangers, and scalpels. Once that sonofabitch doctor comes for him… he’ll be ready. A horrific and humorous romp with strange characters, stranger sex scenes, and one kick-ass musclebound fetus.Super Fetus: RapidShare, MegaUpload
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Descrizione presa da Amazon:
In a land where black snow falls in the shape of swastikas, there exists a nightmarish prison camp known as Auschwitz. It is run by a fascist, flatulent race of aliens called the Ass Goblins, who travel in apple-shaped spaceships to abduct children from the neighboring world of Kidland. Prisoners 999 and 1001 are conjoined twin brothers forced to endure the sadistic tortures of these ass-shaped monsters. To survive, they must eat kid skin and work all day constructing bicycles and sex dolls out of dead children.
While the Ass Goblins become drunk on cider made from fermented children, the twins plot their escape. But it won’t be easy. They must overcome toilet toads, cockrats, ass dolls, and the surgical experiments that are slowly mutating them into goblin-child hybrids.
Forget everything you know about Auschwitz… you’re about to be Shit Slaughtered.Ass Goblins of Auschwitz: RapidShare, MegaUpload
Chiudo con le parole di Carlton Mellick III:
If you like one of the books, please take a few minutes to write a quick review for it on Amazon.com or Goodreads. Or post about it on your blog or favorite message board. Hell, just tell your friends about it the next time you are drinking together.
These small actions really do a lot to help out independent artists. And in this era of crushing multi-national conglomerates and economic strife, we independents can use all the help we can get.
And if you don’t like the book, at least you didn’t have to pay for it.
Di solito evito di fare due post nuovi in due giorni consecutivi, ma come avete visto questa cosa andava segnalata il prima possibile. E poi dovrò fare un terzo post sabato per un’altra cosa, se avrò tempo e voglia. Mi dispiacerebbe rimandare il lulz collettivo. ^_^
Posted by Il Duca di Baionette on 19 nov 2009 | Tagged as: Ebook
Visto che il Nook è uno strumento nuovo e interessante, val la pena assicurarsi che i lettori siano aggiornati sulle sue vicende. Questo post non contiene novità, ma vecchietà dato che la vicenda di cui si parla è apparsa nei siti di settore nei primi giorni di novembre.
Il succo della questione è: B&N è stato accusato di essersi appropriato di segreti commerciali di Spring Design per realizzare il proprio Nook.
In pratica, facendola breve, Spring Design stava lavorando dal 2006 a un eReader chiamato “Alex” e alla fine erano arrivati a realizzarlo come appare ora, ovvero uno schermo ePaper abbinato a uno schermo Lcd a colori, con sistema operativo Android. Nel tentativo di trovare una collaborazione di qualche tipo avevano svelato il “segreto” alla B&N (come ad altre ditte, se ho capito bene in un articolo) affidandosi a un NDA, ovvero a un accordo di non divulgazione, che in parole povere significa: “ti faccio vedere il mio giocattolo segreto, ma se non ti interessa farmi lavorare con te non provare a fottermi l’idea o ti denunZio ai caraBBinieri”.
All’inizio, quando lo avevano svelato al pubblico Alex il giorno dopo l’annuncio del Nook, a molti esperti era parso che Spring Design stesse “copiando” B&N. Le cose pare invece che fossero ribaltate.
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“Spring Design unfortunately had to take the appropriate action to protect its intellectual property rights. We showed the Alex e-book design to Barnes & Noble in good faith with the intention of working together to provide a superior dual screen e-book to the market.”
“[...]many meetings, emails and conference calls with executives ranging up to the president of Barnes and Noble.com, discussing confidential information regarding the features, functionality and capabilities of Alex.”
“Throughout, Barnes & Noble’s marketing and technical executives extolled Alex’s ‘innovative’ features, never mentioning their use of those features until the public disclosure of the Nook.”
(Spring Design Vice President of Sales and Marketing, Eric Kmiec)
Il progetto Alex era stato mostrato a B&N all’inizio dell’anno.
Vorrei dare spazio alla replica di B&N, ma si sono barricati dietro il silenzio stampa.
Curioso. Molto curioso. ^_^
B&N, ha ovviamente sviluppato in modo del tutto indipendente e senza essere stato in nessun modo influenzato dal progetto di Spring Design, un lettore che -sono strani i casi della vita!- utilizza proprio uno schermo ePaper con sotto un piccolo schermo Lcd a colori e impiega un sistema operativo Android.
Le somiglianze sono solo sfortunate coincidenze! ^_^”
E senza dubbio il giudice sarà ragionevole e si farà una bella risata. Si spera non mentre ordina a B&N di ritirare dal mercato il Nook e lo condanna a pagare un risarcimento a Spring Design. ^__^”"
According to the lawsuit, a copy of which was seen by CNET News, Spring Design says it is seeking “preliminary and permanent injunctive relief… restraining and enjoining B&N from use or disclosure of Spring’s confidential information or trade secrets, including the sale of the Nook.”
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| (Le immagini non sono in scala… o almeno non credo che lo siano) Un abbinamento ePaper-LCD con OS Android poteva inventarlo chiunque, non facciamo le solite malelingue pettegole! -___- |
Oppure, come suggerisce ereads.com, B&N potrebbe non aver violato per primo l’accordo: magari qualcun altro ha fottuto l’idea, B&N l’ha ricevuta “in regalo” e poi quando Spring gliel’ha proposta in prima persona ha fatto “sì sì” con la testa, ma in realtà non ne aveva più bisogno. Ma in tal caso la violazione non sarebbe dovuta a B&N che, al momento dell’accordo con Spring, aveva già un progetto simile in cantiere.
Però se Spring Design sta attaccando significa che pensa di aver prove schiaccianti per dimostrare che B&N ha violato l’accordo. Vedremo come andrà la causa.
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Speriamo che si risolva presto, visto che sia Spring Design che B&N devono andare avanti verso la strada degli eBook, e in particolare Spring vuole cercare alleanze strategiche con i venditori per rivoluzionare il settore con dispositivi multimediali interattivi con accesso a Internet (e che fanno il caffè, hanno l’aggancio per la baionetta e quando vuoi fare sesso sono sempre pronti e ben lubrificati… credo).
Ok, senza scherzare, Spring Design ha idee interessanti perché punta molto all’ipertesto al contrario di B&N. E io adoro gli ipertesti. Auguro ogni fortuna ha chi vuole puntare non solo a riprodurre il libro “tradizionale”, ma anche il più ricco libro ipertestuale.
“It is our desire to resolve this matter so that we can move forward together to expand and grow this e-book market with enriched user experience, bringing readers to a new level of reading enjoyment,”
(Spring Design Vice President of Sales and Marketing, Eric Kmiec)
Alcuni dei molti articoli che, tipo bombardamento a tappeto, hanno parlato della questione dall’inizio del mese:
http://www.ereads.com/2009/11/who-is-alex-and-why-is-he-suing-nook.html
http://blogs.ft.com/techblog/2009/11/alex-v-nook-legal-duel-for-dual-screen-ereaders/
http://mashable.com/2009/11/02/spring-design-lawsuit/
http://www.pr-inside.com/spring-design-files-lawsuit-against-barnes-r1560414.htm
http://news.cnet.com/8301-13860_3-10389790-56.html
Ulteriori novità a tema “Nook/altri lettori” un pochino migliori nei prossimi giorni. ^__^