Sono venuto a ritrovarmi tra le mani questa baionetta (molto probabilmente frutto di scavi nel Pasubio donatami da un amico scledense) che non riesco ad identificare.
La lunghezza totale è di 39 cm, il manico sino all’attaccatura forata misura cm. 14, il foro misura un diametro di mm. 17.
La lama è completamente liscia e disposta verticalmente rispetto al manico.
(Franco)

Immagine_baionetta_ersatz_M1917

Data la locazione del ritrovamento e la forma peculiarissima, dovrebbe trattarsi di una baionetta austriaca “ersatz” M1917 per il fucile Steyr-Mannlicher M1895 e adatta anche per i precedenti Mannlicher M1888/90 e M1890 (in mano alla Landsturm e alle truppe di seconda linea).

Ho trovato la baionetta in “Baionette” di Frederick J. Stephens, pagina 84, figura 171.

“Ersatz”, ovvero di “rimpiazzo”, indica che la baionetta è stata prodotta in modo semplificato per esigenze di economia e di rapidità di produzione. È una cosa normale negli ultimi due anni di guerra. Come si può vedere il manico è minimale, senza nemmeno le guancette, e questo rende la baionetta inadatta all’uso senza il fucile. Alcune baionette ersatz tedesche avevano le guancette in acciaio invece che in legno, e rifiniture del manico grossolane. Sono esistiti anche pickelhaube ersatz nel 1915-1916, sia cappelli in feltro che elmetti in acciaio, ma ne parleremo in un altro articolo.

Questa baionetta non va bene per il Werndl, il vecchio fucile da 11 mm a polvere nera, utilizzato prima del passaggio alla polvere infume e ai fucili da 8 mm: per il Werndl M67/77 e M73/77, dato in mano alle unità delle retrovie a guardia dei magazzini (come in Italia veniva dato l’obsoleto Vetterli-Vitali), c’erano delle baionette ersatz di forma diversa, con foro da 19 mm e non da 17 mm.

Si possono vedere foto dello stesso tipo di baionetta qui:
1. http://arms2armor.com/
2. http://www.frontedolomitico.it/
3. http://www.bayonetconnection.com
4. quattro.

Repliche moderne della ersatz M1917:
1. http://www.ima-usa.com/
2. http://www.old-smithy.info/

Baionette ersatz per i fucili Werndl:
1. http://www.old-smithy.info/
2. http://www.warrelics.eu/

Meravigliose le baionette, no?
Non sono un argomento entusiasmante per le mie giovani, bellissime fan?
^___^

13 Replies to “[CaD] Riconoscimento di una baionetta ersatz”

  1. Duca, che tu sappia, ci sono stati attacchi alla baionetta di massa dopo la seconda guerra mondiale?
    In vietnam non credo…forse in Corea?

  2. Di massa inteso come un intero plotone o una cosa simile?
    Qualcosina.

    L’esempio più famoso credo sia quello di Lewis L. Millett che conquistò un postazione di mitragliatrici presso una collina, durante la guerra di Corea (il 7 febbraio 1951), con un assalto alla baionetta. Era l’unico modo per uscire da una situazione in cui il semplice potere di fuoco avrebbe dato la vittoria ai cinesi: o conquistavano la postazione fortificata nemica o erano comunque morti.
    Di 47 nemici uccisi nell’assalto, 18 furono a colpi di baionetta. Millett ottenne la Medaglia d’Onore, con la motivazione riportata sotto:

    Capt. Millett, Company E, distinguished himself by conspicuous gallantry and intrepidity above and beyond the call of duty in action. While personally leading his company in an attack against a strongly held position he noted that the 1st Platoon was pinned down by small-arms, automatic, and antitank fire. Capt. Millett ordered the 3d Platoon forward, placed himself at the head of the 2 platoons, and, with fixed bayonet, led the assault up the fire-swept hill. In the fierce charge Capt. Millett bayoneted 2 enemy soldiers and boldly continued on, throwing grenades, clubbing and bayoneting the enemy, while urging his men forward by shouting encouragement. Despite vicious opposing fire, the whirlwind hand-to-hand assault carried to the crest of the hill. His dauntless leadership and personal courage so inspired his men that they stormed into the hostile position and used their bayonets with such lethal effect that the enemy fled in wild disorder. During this fierce onslaught Capt. Millett was wounded by grenade fragments but refused evacuation until the objective was taken and firmly secured. The superb leadership, conspicuous courage, and consummate devotion to duty demonstrated by Capt. Millett were directly responsible for the successful accomplishment of a hazardous mission and reflect the highest credit on himself and the heroic traditions of the military service.

    Il capitano Millett, sogno bagnato delle adolescenti in una società normale: nella nostra, fondata sui valori della codardia e dell’effeminatezza, si preferiscono i cantanti emo.

    Si fece uso delle baionette anche nella Guerra della Falkland. Gli Argentini tendevano a scaricare inutilmente le munizioni in raffiche insensate, mentre gli inglesi avevano fucili da battaglia di vecchia concezione (i loro L1A1) che facevano solo fuoco semi-automatico.
    Capitò che gli inglesi, risparmiando ancora di più i proiettili, si trovassero a stanare in punta di baionetta gli argentini privi di munizioni e a farli prigionieri.
    Altre volte invece l’assalto fu contro avversari ben armati e pronti a resistere.
    Famoso l’assalto alla baionetta in cui il maggiore Kiszely (poi generale) alla Battaglia di Mount Tumbledown (13–14 giugno 1982), che letteralmente spezzò la lama nel corpo di un argentino dopo aver sparato ad altri due.

    Altri episodi famosi di combattimenti in punta di baionetta, sia da parte di più uomini che di singoli, sono avvenuti recentemente in Iraq e Afganistan, ma nulla batte gli episodi in Corea e alle Falkland.

    Tolti questi rari casi (rari, ma comunque possibili grazie alla baionetta) la baionetta in realtà è diventato una aiuto per il morale e un attrezzo multiuso, più che un’arma.
    Sapere di potersi affidare alla baionetta se le armi smettono di funzionare o finiscono i colpi, avere qualcosa che non siano solo le mani nude, anche solo per salvarsi la vita da un singolo aggressore che ti ha disarmato in corpo a corpo (o che ti sta saltando addosso mentre ricarichi), ha un enorme effetto psicologico.
    È la coperta di Linus contro la paura dell’arma scarica.

    Ti faccio un esempio simile. Nei videogiochi FPS è la pistola scarsissima infinita o i calci o i pugni: sapere che quando finiscono le armi vere rimane comunque qualcosa da usare mi ha sempre dato una sensazione migliore rispetto al dover immaginare di non poter fare nulla se avessi finito tutti i proiettili (ma alla fine negli FPS i proiettili bastano sempre, a meno di non usare le armi a caso).

    In più l’addestramento all’uso della baionetta, se fatto correttamente come pare lo facciano ancora gli inglesi, serve ad abituare il fante al corpo al corpo. Non significa necessariamente abituarlo a combattere col fucile come se fosse una lancia (il fucile SA-80 inglese fa cagare come lancia: è goffo, tozzo, corto) perché ci si aspetta che accada, anzi, si spera proprio che non debba accadere mai… ma il fatto che il fante si abitui a combattere addosso al nemico lo aiuta psicologicamente se lo scontro a fuoco avviene in ambienti chiusi, limitati, a brevissima distanza, dove il nemico è a un paio di metri o magari può saltarti addosso da dietro un angolo.
    Sapere di poterlo infilzare o pestare col fucile, giusto il tempo per prendere un passo di distanza e sparargli, serve a scacciare la paura che può impedire al fante di combattere.

    Sparare a distanza, più o meno, lo possono fare tutti. Se uno viene colpito e non muore ha anche la speranza ben risposta che verrà soccorso o evacuato dall’area. La paura della morte c’è, ma è minore.
    Arrivare al combattimento urbano, o peggio ancora allo scontro a fuoco ravvicinato dentro un edificio, è una cosa che può far cagare addosso un sacco di gente SE non viene addestrata a superare la paura. Se lì si viene feriti non c’è nessun buon motivo per pensare che si verrà soccorsi prima che il nemico completi il lavoro, magari a colpi di calcio di fucile in faccia per risparmiare proiettili. La baionetta, anche in una simile situazione, può essere l’unica salvezza se estratta e usata per sbudellare l’avversario incauto. Ma anche se non dovesse mai succedere una cosa simile, il fante sa che la baionetta nel caso è con lui, come una rassicurante coperta di Linus.

    The look on their faces was utter shock. They were under the impression we were going to lie in our ditch, shoot from a distance and they would run away. I slashed people, rifle-butted them. I was punching and kicking. It was either me or them. It didn’t seem real. Anybody can pull a trigger from a distance, but we got up close and personal.
    (caporale Mark Byles, 34 anni, Military Cross in Iraq)

  3. Si dovrebbe offrire l’ora di combattimento alla baionetta come alternativa all’ora di religione a scuola. Quando un uomo col crocifisso incontra un uomo con la baionetta, l’uomo con il crocifisso è un uomo morto.

  4. Molte interessante.
    Ci sono stati episodi in Iraq e Afghanistan?? com’è avvenuto di preciso?

    E i nostri ragazzi della folgore le hanno ancora in dotazione le baionette?

  5. Questa è del 2004:
    http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/news/article88661.ece

    OUTNUMBERED British soldiers killed 35 Iraqi attackers in the Army’s first bayonet charge since the Falklands War 22 years ago.

    The fearless Argyll and Sutherland Highlanders stormed rebel positions after being ambushed and pinned down.
    Despite being outnumbered five to one, they suffered only three minor wounds in the hand-to-hand fighting near the city of Amara.

    The battle erupted after Land Rovers carrying 20 Argylls came under attack on a highway.
    After radioing for back-up, they fixed bayonets and charged at 100 rebels using tactics learned in drills.

    When the fighting ended bodies lay all over the highway and more were floating in a nearby river. Nine rebels were captured.
    An Army spokesman said: “This was an intense engagement.”

    Venti Highlander incazzati si lanciano alla baionetta contro 100 musulmerdani del cazzo. ^___^

    Poi c’è anche questo del 2005 (da cui avevo preso la citazione finale del commento precedente):
    http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/1485926/I-bayoneted-people.-It-was-me-or-them.html

    The Argylls were attacked on the road to Amarah, with insurgents repeatedly attacking the vehicles with small arms fire and rocket-propelled grenades.

    The Land Rovers sped through the ambushes only to come upon two dozen insurgents putting together an improvised roadside bomb.

    Two platoons of the PWRR, a total of 40 men in four Warrior armoured vehicles, were sent from nearby Camp Condor to hunt down the bombers.

    When they saw the insurgents waiting in ambush in foxholes alongside the road, the four infantry sections in the Warriors, 28 men in all, dismounted, carried out a flanking manoeuvre and charged the insurgents with fixed bayonets.

    Cpl Mark Byles, 34, from Portsmouth, who is awarded the Military Cross, said: “The look on their faces was utter shock. They were under the impression we were going to lie in our ditch, shoot from a distance and they would run away.

    “I slashed people, rifle-butted them. I was punching and kicking. It was either me or them. It didn’t seem real. Anybody can pull a trigger from a distance, but we got up close and personal.”

    Discesa dai veicoli corazzati e attacco a sorpresa con le baionette inastate. Tanto per essere sicuri di prendere tutti gli inculatori di cammelli con gli stracci attorno alla testa. ^__^

    Questo invece è un episodio individuale in Afghanistan:
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/8252974.stm

    A British army officer who, after running out of ammunition, used his bayonet to charge a Taliban fighter has been awarded the Military Cross.

    Lt James Adamson, who is 24 and serves with the Royal Regiment of Scotland, was given the medal for his “supreme physical courage”.

    His actions while on tour in Afghanistan saved the lives of soldiers in his platoon.

    He said he ran out of ammunition after killing one man, so charged the second.

    Lt Adamson, who is from the Isle of Man, and part of the 5th Battalion, Argyll and Sutherland Highlanders, said: “To be honest it was pretty terrifying.
    I think more so after the event – as it was going on there was fractions of a second between the first guy and the second guy.
    By the time I realised the danger was there, it was already gone.
    It was the kind of the two or three minutes after that, where myself and Corporal Hamilton were still on our own – just waiting for the reserve section to echelon through and pick us up – that we were pretty convinced that if there were two there, there could have been more.
    So we were there waiting for the rest to turn up and I think that was probably the longest two minutes of my life.”

    The citation for Lt Adamson’s award – as detailed on the MoD website – reads: “Adamson’ supreme physical courage, combined with the calm leadership he continued to display after a very close encounter with the Taliban, were of the very highest order.
    His actions also neutralised an enemy flanking attack which could have resulted in casualties for his platoon.”

    La Folgore non ricordo che baionetta usa/usava. L’esercito italiano fino a pochi anni fa mi pare usasse la M4 (30 cm circa, 16,2 cm di lama, come riportato in “Lame in Guerra”). Credo la usino tuttora, ma non sono informato a riguardo.

    La Folgore una volta aveva il fucile SCP 70/90 che mi pare, anche a giudicare dalle foto, che con la canna così corta manchi anche dell’aggancio della baionetta. E quindi anche se avevano la baionetta (e credo l’avessero) la potevano usare solo come pugnale o per grattarsi i piedi…
    Lo dicono anche qui (e pagina successiva) che l’avevano, ma non la potevano montare.

    Ora credo usino la carabina M4 americana e che il SCP sia obsoleto, ma bisognerebbe controllare…

  6. una domanda non relativa alla baionetta, ma al concetto di ersatz:

    Quando parli di armature e protezioni nelle varie epoche – se mi sbaglio dimmi semplicemente no e non continuare a leggere- parli di buone armature e buone armi, ma in una situazione reale, penso, i fanti e i soldati non avevano certo accesso all’equipaggiamento di ufficiali e nobili (mi ricordo di aver visto alcune spade in dotazione ai soldati che erano merde con manico, non certo le lame che avevano gli uffciali).
    Quando fanno delle prove di penetrazione per vedere se gli eventi storici narrati erano verosimili o cazzate, tengono conto della qualità e dello stato reale delle armi in dotazione alla truppa o considerano tutto allo stato dell’arte? Se considerano lo stato dell’ arte, pensi sia un’approssimazione sufficiente per descrivere gli svolgimenti delle battaglie fra eserciti nelle varie epoche?

    PS: è un discorso generale, giuro che poi non rompo i coglioni con casi specifici o “se fosse”. Voglio solo sapere se e quali storici tengono conto delle condizioni reali degli equipaggiamenti delle truppe o se tutti si basano sull’armamento nominale in condizioni standard

  7. – se mi sbaglio dimmi semplicemente no e non continuare a leggere-

    Ai tuoi dubbi c’è già risposta negli articoli coi test. Williams ha anche condotto una serie di test svelando che i segni di “a prova di pistola/moschetto” nelle armature a 3/4 del mercato di massa portoghese erano falsificati: cariche irrisorie, test fasulli… tanto il cliente sarebbe stato troppo morto per scoprirlo.
    Ma di solito non era così.

    E gli studi sulle armature lamellari giapponesi riguardano sia quelle di fattura migliore che quelle meno buone: le prime hanno eccellenti strati di martensite che racchiudono tipo sandwich morbida ferrite (sul modello delle armature navali dell’800 o delle corazze doppie europee), le secondo sono ferro con scorie.

    Comunque sono pochissimi gli storici che si preoccupano di fare test: la massa non ragiona come un ingegnere né si preoccupa di balistica. Spesso vedo citare Williams (sia per il suo libro più famoso che per altre pubblicazioni): lo citano Hardy & Strickland e lo cita Halls, per indicare due libri che ho usato.

    (mi ricordo di aver visto alcune spade in dotazione ai soldati che erano merde con manico, non certo le lame che avevano gli uffciali)

    Nè vero né falso.
    Poteva capitare che certe armi fossero indecenti (magari in termini di durata nel tempo), ma perlopiù è un falso mito. La qualità degli oggetti dipende dal luogo di produzione e dal contratto più che da ragionamenti “astratti”: ci sono state armature da munizioni in pessimo ferraccio (perché questo era quello che si era riusciti ad ottenere sul mercato, magari da produttori locali) e altre in eccellente martensite (perché magari il produttore aveva vinto la gara garantendo la qualità maggiore allo stesso prezzo… o perché si era disposti a comprare all’estero evitando la bassa qualità locale).
    Quando si saliva sui grandi spessori era naturale che la qualità cadesse: più è grande il lingotto più è difficile ottenere acciaio buono.

    Gli archi inglesi avevano criteri di selezione molto rigidi, sul prezzo e sulla qualità. E infatti quel poco che ci è arrivato, dal fondo del mare, sembra ottimo. Per non parlare delle punte di freccia, che andavano da quelle morbide/economiche (per il tiro su lunga distanza con frecce leggere) a quelle più pesanti in acciaio molto resistente (per sfondare le cotte di maglia).
    Le picche pure prevedevano l’uso di certi legni adatti. E la qualità della polvere da sparo è sempre stata oggetto di severi controlli.
    E tantissime lame, anche per l’uso della bassa truppa, venivano prodotte a Solingen e in altri luoghi di eccellenza europei: se si poteva, a pari prezzo, si sceglieva il meglio. Non sempre si poteva, ma ogni volta che si poteva lo si faceva.
    Ovviamente i centri di produzione eccellenti sono meno di quelli meno eccellenti, quindi se saturi tutta la produzione con la domanda (perché hai urgente bisogno) finisci per avere un po’ di tutto (pur nei limiti di una qualità minima richiesta).

    Nessuno vuole pagare apposta qualcosa che non sia più che adeguato all’uso per cui lo paga. Nemmeno i governi. E i test sulle armi sono sempre stati severi, da quando le dimensioni degli eserciti hanno cominciato a far pesare ogni oggetto dell’equipaggiamento.
    Le baionette inglesi erano ottime: morbide per potersi piegare al posto di spezzarsi in caso di stress eccessivo, e facili da raddrizzare sul campo.
    I moschetti erano eccellenti e di elevatissima qualità, con standard molto severi date le cariche che dovevano resistere e gli stress che il legno doveva subire. Molti sono ancora oggi in condizione di fare fuoco senza problemi, magari con giusto una molla corrosa da sostituire o nemmeno quello.
    A parte Ferguson che si era fatto infinocchiare sui legni. E i moschetti da commercio per gli indiani: meno rifiniti, più grossolani, meno robusti nel tempo.

    I mogol arrivarono a usare acciaio di damasco (wootz) per le canne dei moschetti della truppa. Un eccesso idiota e costoso. E i loro cannoni erano pesanti, enormi, potenti e decorati (e costosi… ma perlomeno nei cannoni la metallurgia di fusione non era eccellente e gli inglesi spesso li reputavano “inadeguati” -nonostante i nemici li avessero usati con successo contro di loro- e li scartavano). E perfino i carri dell’artiglieria mogol erano decorati come baracconi da circo, pieni di colori e figure.
    L’india a un inglese doveva sembrare uno stupido circo pieno di mentecatti.

    Le spade del periodo napoleonico erano pesanti e ben fatte, più che adatte al lavoro pesante da svolgere. Più spesso migliori quelle della truppa che non quelle degli ufficiali, che a meno che non fossero di cavalleria potevano trovarsi anche lame leggere ed eleganti, ma di scarsa utilità (perché magari non sapevano scegliere e si facevano incantare da cose graziose ed eleganti… e confidavano di non doverle mai davvero usare).

    Più spesso erano fatte male le divise a inizio ‘800: per risparmiare pur mantenendo la vistosa (e costosa) eleganza, le cuciture potevano risultare non abbastanza robuste o i tessuti non adeguati… e dopo qualche settimana di campagna ci si trovava bottoni in caduta e fili dorati staccati. E se cadevano in marcia uno poteva anche non ritrovarli e quindi non poteva riparare il guasto. Ma se il contratto prevedeva cuciture meno robuste per risparmiare sul tempo di produzione, non era certo colpa di chi lo rispettava (anche se ai soldati non faceva piacere).
    Napoleone arrivò a richiedere giubbe che non si potevano davvero chiudere sul petto, per risparmiare sulla stoffa (quando si parla di centinaia di migliaia di giubbe, poter risparmiare anche solo pochi soldi può voler dire vestire interi reggimenti extra).
    Le giubbe rosse inglesi perdevano regolarmente un sacco di colore, e i soldati finivano con l’indossare in pochi mesi un grazioso rosa/rossino stinto al posto del rosso veneziano.

    Nella Grande Guerra gli elmetti erano testati a campione sparandogli addosso con la pistola (da ufficiali inviati dal governo): l’elmetto doveva resistere a un certo proiettile a una certa velocità. Se falliva, l’intero lotto era sospetto.
    Alcuni stati imponevano anche l’uso di uno specifico tipo di acciaio, altri (mi pare la Germania) erano interessati solo al fatto che il peso non superasse quello richiesto e che la resistenza fosse uguale o superiore a quella richiesta (e gli elmetti tedeschi raggiungevano livelli di eccellenza impensabili… le industrie che ricevevano contratti per i lotti di elmetti erano interessate a fare il meglio possibile -se potevano-, sia per garantirsi altri contratti che per motivi patriottici).

  8. cazzo, mi hai convinto.. ora mi addestro alla baionetta XD
    dovresti fare quello che va in giro a reclutare la gente o.o

    Alex Frost

  9. a che punto percentuale siamo con il titanico articolo (o articoli) sulle baionette?

    hai una stima su quando potremmo sugere dalla ducale scienza

  10. ciao volevo chiedere una cosa, io qualk anno fa ho trovato una sorta di “lancia” con una lama di notevoli dimensioni con l attacco per un pala (da badile).
    Volevo sapere se era effetivamente una lancia o qualk oggetto derivante dal agricoltura,l ho recuperata in un ex accamenti del primissimi anni di guerra (1915).

  11. Salve,posso sapere cortesemente quando e lunga la molla della baionetta ersatz postata in foto.io ne ho una identica,ma ha la molla rotta e la vorrei rifare ma non ho la misura.
    Mi potete aiutare.
    Vi ringrazio della risposta.
    Saluti cordiali
    JAK ch.

    PS. navigando su internete ho notato questo blog che per mè
    molto interessande

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