novembre 2009
Archivio del Mese

Archivio del Mese
Posted by Il Duca di Baionette on 16 nov 2009 | Tagged as: Ebook, Editoria
Nuovo trimestre record nelle vendite di eBook negli USA. Dopo un luglio da record (16,2 milioni di dollari, miglior mese di sempre) e un agosto debole (14,4 milioni, terzo mese migliore di sempre) è arrivato un buon settembre che ha però mancato il record mensile (15 milioni, secondo mese migliore di sempre). Peccato. ^_^
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Il terzo trimestre 2009 totalizza 46,5 milioni di dollari, pari a un +21,2% rispetto al trimestre precedente (37,6 milioni) e a un bel +76,74% rispetto al primo trimestre (25,8 milioni). Per non parlare del +228% rispetto al terzo trimestre 2008 (si, avete letto bene: mercato eBook più che triplicato in un anno), ma mi sembra quasi di sparare sulla Croce Rossa nel paragonare il presente al passato. ^___^
Come avevo previsto la soglia dei 45 è stata passata. Bastava un ritardato qualsiasi per fare questa previsione quindi non è che ci sia tanto da vantarsi. Peccato non essere arrivati al 48, che fa molto “rivoluzione”, ma dopo la performance di agosto era troppo sperarlo. Quota 50 verrà passata senza problemi al prossimo trimestre, la questione è solo fino a dove si spingerà. Arriverà a 55 milioni? Forse addirittura a 60 milioni? Mah… dei due mi pare più credibile un 55, allo stato attuale, ma chi può dirlo? La massa che riceverà (o si comprerà) il lettore di eBook per Natale influenzerà le vendite di eBook del trimestre successivo, secondo me. No?
Vedo il Natale 2009 più come un periodo di aumento delle vendite dei lettori, che non di boom degli eBook, anche se le due cose sono correlate e sicuramente gli eBook andranno sempre meglio.
Pensando agli annunci di nuovi lettori, incluso l’interessantissimo (seppure tecnologicamente acerbo) mix Netnook-eReader doppio schermo enTourage eDGe che sarà in vendita da febbraio, nutro grandi speranze per la primavera del 2010 sia in ambito eReader che in termini di un possibile ulteriore “boom” delle vendite di eBook simile a quello visto all’inizio di quest’anno. Come saprete le mie vere speranze sono rivolte al 2011, ma, chi può dirlo, forse già quella del 2010 potrà essere la Primavera degli eBook?
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I Popoli hanno avuto la loro Primavera nel 1848 per sconvolgere e minacciare le strutture obsolete del potere politico: presto verrà quella degli eBook a travolgere le strutture vetuste dell’editoria e a stabilire nuovi, moderni, equilibri di mercato.
Ulteriori considerazioni a tema nei prossimi post.
Gli eBook rimarranno un argomento costante di Baionette Librarie fino a quando non saranno così comuni, così semplicemente “libri e basta”, da non richiedere alcuna attenzione se non per il contenuto dell’opera letta (digitale o cartacea che sia).
Posted by Il Duca di Baionette on 12 nov 2009 | Tagged as: Conigli
Mi sono accorto di non aver fatto post della categoria “conigli” per più di un mese. L’ultimo è del 4 ottobre! Sono tremendamente dispiaciuto: come ho potuto lasciarvi senza conigli così a lungo? Qualcuno si sarà strappato gli occhi a mani nude per la disperazione? O se li strapperà perché sperava che avessi finalmente smesso coi conigli? ^__^
Guardate come lo ciuccia, si vede che gli piace!
È bellissimo e sexy come solo questi culetti pelosi sanno essere. ^__^
Posted by Il Duca di Baionette on 10 nov 2009 | Tagged as: Musica, Vita del Duca
Post della serie involuta e intimista.
Ho visto un paio di giorni fa questo video e lo voglio dedicare a una persona a cui ho fatto del male (diciamo pure che “gliel’ho messo nel culo”) qualche giorno fa e che si è incazzata. Questo ha modificato in peggio il nostro rapporto. Mi dispiace molto, ma spero che, come alla protagonista del video, anche a quella persona un po’ sia piaciuto. ^_^”
Lascio il video a rappresentare in musica e immagini il mio pentimento.
| Se volete ci sono i sub ita di Metalmarco da abilitare con l’icona in fondo a destra Se il video embedded dà problemi lo trovate su youtube (consiglio visione in HD) |
Fine post involuto e intimista: ora qualche stupida riflessione sul video. ^___^
Alla fine la ragazza, nonostante il dolore, ammette che un po’ le è piaciuto e infatti vuole riprovare. C’è un passaggio dal rifiuto iniziale (rabbia per la violazione umiliante) all’accettazione finale (accettazione della propria sessualità e femminilità). Analizziamolo.
Dopo averlo preso in culo, quando è ancora furiosa, la ragazza viene rappresentata con i pantaloni come a simbolizzare il suo lato “maschile” di donna moderna e in carriera che rifiuta la sottomissione (l’umiliante piacere della sodomia) perché si sente uguale al maschio. In fondo metterlo in culo tra maschi è un modo per imporsi: i bulgari lo facevano ai nemici sconfitti (da cui buggerare) e anche i leoni maschi si inculano per motivi gerarchici, a quanto ricordo dagli insegnamenti del liceo. “Fottere” e “inculare”, come anche le battute sui carcerati nelle docce, fa tutto parte di una visione sessuale della supremazia.
Quando la ragazza si riconcilia con la propria femminilità e ammette che essere dominata e umiliata sessualmente dal maschio in fondo le è piaciuto, appare di nuovo con un vestitino più femminile. Non è un chiaro simbolo anche questo? Essere donna e accettarsi veramente per quello che si è, senza quella volontà di mascolinizzare ogni aspetto della propria vita (inclusa la vita sessuale) che procura uno stato di “alienazione” (donna che non si accetta come donna, rifiuto della propria natura e assieme impossibilità a cambiarla), consiste anche nel vivere il piacere della propria “sottomissione simbolica” al maschio senza ipocrisie.
Cosa ne pensate?
Del video, della musica, della sodomia, della mia stupida riflessione, a ruota libera…
Posted by Il Duca di Baionette on 06 nov 2009 | Tagged as: Artiglieria e Veicoli, Libri, Marina e Navi, Steampunk
Altre immagini da Leviathan. Sono state pubblicate sul sito dell’illustratore, Keith Thompson, un po’ di giorni fa, ma non avevo ancora avuto modo di parlarne. Credo che siano abbastanza carine da meritare un altro articolo a tema Leviathan, anche se il libro in sé mi entusiasma meno di altri romanzi steampunk… tant’è che non sono ancora stato travolto dalla voglia di leggerlo: anche se ho visto che lo vendono online in vari negozi, con un prezzo che in base al negozio va dai 9,99 dollari ai 19,99 dollari, non ho intenzione di comprarlo ancora. I mobipocket e gli ePub costano troppo: gli unici a prezzo decente, 9,99 dollari, sono il formato per Kindle (che non posso leggere) e la versione venduta dal sito di Barnes & Noble (ma la pagina B&N dice: These items ship to U.S. addresses only).
Grandioso. Se anche lo volessi probabilmente non potrei nemmeno comprarlo senza mentire sull’indirizzo. E non mi va di farlo, visto che non muoio dalla voglia di leggerlo subito.
Passiamo alle immagini, va…
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| Il Leviathan, un po’ di fanteria aeromobile e una corazzata terrestre |
Il Leviathan, ovvero la balena piena di scoregge, lascia il tempo che trova. Carino, ma nulla di cui si possa discutere. A destra nell’immagine mi pare di intravedere il mostropalla a propulsione anale di cui abbiamo già parlato nei mesi scorsi.
La fanteria aeromobile non è niente male. Ho preferito aeromobile rispetto ad aviotrasportata, visto che lo usano nella cavalleria dell’aria italiana… e questa fanteria che scende dai dirigibili senza paracadute mi sembra decisamente una sorta di cavalleria dell’aria, versione tecnologica dei dragoni del ’600 che si muovevano a cavallo e combattevano a piedi.
Bello il fucile con la baionetta, belli gli elmetti (col chiodo per la fanteria e con la palla per l’artiglieria, come è giusto che sia), belli i dirigibili steampunk, bello (e credibile) il pezzo di artiglieria leggera adatto al trasporto aereo ecc… ma qualcosa mi stona.
Iniziano dalla cosa meno importante.
Guardate i numeri sulle fodere degli elmetti. Nel nostro mondo il numero sulla fodera del pickelhaube indica il reggimento. Qui abbiamo tre soldati, di cui verosimilmente quello col binocolo e il fischietto rappresenta un ufficiale, di tre reggimenti diversi (200, 213 e 228). Non pare molto probabile che siano così mischiati a casaccio. Usare un solo numero sarebbe stato più intelligente perché, anche se può non essere un errore (magari nel mondo di Leviathan il numero serve per le estrazioni della lotteria del reggimento e chi vince viene sodomizzato col chiodo dell’elmetto ^__^), di certo è un elemento sospetto per un lettore un pochino accorto.
La cosa un po’ più importante, se avete gli occhi, dovreste averla già notata da soli. Se avete gli occhi e un cervello funzionante, intendo. ^__^
Se non l’avete notata iniziate seriamente a preoccuparvi. Guardate l’artigliere che sta sollevando la canna dell’obice/cannone (opterei per obice, ma non è detto). Primo dettaglio: ha delle braccine da anoressico (individuato alla prima occhiata da mia madre: “ma quel soldato ha delle braccia da ragazzina!”). Secondo dettaglio: sta sollevando un attrezzo che pesa l’ira di Dio.
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| L’artiglieria leggera è leggera, ma non “leggerissima”: tutto incluso sono 1270 kg |
Facciamo un paio di ipotesi su quanto sta sollevando?
Prendiamo un obice leggero, molto leggero, come il famoso OTO Melara modello 56 da 105/14. Un cosino rispetto ad altri obici più pesanti, come quelli preferiti dagli inglesi al tempo delle Falkland.
Quanto peserebbe il pezzo che il soldato sta sollevando se fosse del modello 56? Uso naturalmente i dati provenienti dal manuale dell’esercito indicato qui.
Vediamo… lì abbiamo il tubo obice, la slitta (quella roba sotto il tubo obice, pure più massiccia che non nel modello 56) e il blocco di culatta. Dall’immagine non si capisce se il blocco di culatta ha anche il congegno di chiusura già montato, quindi immaginiamo di “no” per alleggerire al massimo il conto. E manca il freno di bocca (che sembra un affarino, ma da solo sono 32 kg di acciaio).
Il tubo obice rinforzato (senza freno) sono 113,9 kg, la slitta 112 kg e il blocco di culatta (senza congegno di chiusura) sono 72,9 kg. Totale: 298,8 kg.
Non li solleva a forza di bicipiti (vedete che il braccio lo sta sollevando all’altezza del gomito?) e spalle nemmeno Ronnie Coleman, figuratevi quell’anoressico. ^__^
Però il pezzo di artiglieria sembra più piccolo, a giudicare dalla bocca, di un 105 mm. Potremmo diminuire in proporzione con la sezione del calibro tutto il resto dell’arma!
O meglio ancora cercare dei pesi storici per fare il paragone.
Le artiglierie più piccole in dotazione a tedeschi e austro-ungarici erano il 7.62 cm Infanteriegeschütz L/16.5 (608 kg), il successivo 7.7 cm Infanteriegeschütz L/20 (815 kg) e lo Skoda 7,5 cm Gebirgskanone M.15 (613 kg). Senza considerare un obsoleto pezzo in bronzo senza organi elastici o freni decenti come il 7 cm Gebirgsgeschütz M99 (315 kg, ma era veramente obsoleto) o altri pezzi più pesanti da 7,7-8 cm (845 kg per il L/27 e 1300 kg per il Kanone in Haubitzelafette, 1000-1400 kg per altri pezzi “leggeri” austro-ungarici).
Non è credibile pensare che pesi meno di 600 kg, scudo incluso: la metà o poco meno del modello 56. Se diminuiamo tutto in proporzione quella canna peserà comunque troppo per un uomo solo che la sollevi in quel modo: 150 kg.
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| Il feldmaresciallo August von Mackensen, fervente monarchico, era talmente virile che poteva montare un obice con un solo sguardo |
La corazzata terrestre che si muove su gambe. La questione “gambe”, come già detto in passato, rientra nella sospensione dell’incredulità a tema steampunk (come l’atmosfera rarefatta e l’uso di ossigeno da ingerire su Marte in Martian Dreams). Se non si tira troppo la corda e si mantiene la coerenza, a partire da una data scelta, allora va bene. In questa immagine non c’è qualcosa di particolare da giudicare: la nave avanza tra i boschi (credibile: le strade principali in territorio nemico saranno piene di mine anti-nave degne delle mine atomiche che aspettavano i sovietici nell’Europa libera) e spara. Stop. Nessuno le sta sparando addosso, quindi non possiamo valutare il fatto che “un avversario intelligente mirerebbe alle gambe” azzoppando la corazzata e rendendola così meno pericolosa.
La didascalia riporta la sigla SMS che sta per Seiner Majestät Schiff, equivalente all’inglese HMS (His Majesty’s Ship).
Possiamo però notare che tutte le bocche da fuoco sono simili: non abbiamo un cespuglio di bocche da fuoco grandi e piccole (stile pre-Dreadnought, corazzata policalibro), ma una corazzata monocalibro “moderna” che semplifica la logistica concentrandosi solo sulla bocca di fuoco più potente che può montare in numero adeguato.
E possiamo notare con piacere la bandiera di guerra che sventola. È piccola, ma è a suo modo precisa. Non vedete la divisione in quattro parti, di cui tre bianche e una più scura?
L’originale a cui, a parte qualche modifica (i dettagli non li vediamo), si ispira:
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Bandiera di Guerra della Kaiserliche Marine tedesca (Reichskriegsflagge), 1903-1919
A proposito: secondo questo sito Leviathan uscirà in italiano per Einaudi (Stile libero big) nel luglio 2010, con un prezzo di 18 euro. Aspetterò la versione italiana, magari in eBook a 9 euro (non pretendo il 5,50, anche se sappiamo tutti che è possibile se si ragiona col cervello invece che col culo sulle reali meccaniche del prezzo, ad esempio basandosi sul problema invenduti/rese e quindi sul perché le collane da edicola costino meno).
C’è un altro libro Steampunk in eBook che avrei comprato anche a più di 10$ (anche a 16$), ma l’editore (Tor) ha deciso che per adesso sarebbe stato venduto solo su carta (paperback a 15,99$). Io, come molti altri dotati di e-Reader, sulla carta proprio non lo voglio (mi dà fastidio sprecare spazio in camera) quindi se non lo vendono in eBook non lo posso comprare e basta. Lo dovrò leggere piratato quando verrà piratato o sperare che cambino idea prima. Non vedo dove sia la genialità nel proibire l’acquisto di un prodotto ai clienti, anche se il romanzo in sé sta andando bene: tre ristampe in un mese. Ma era un successo annunciato (coi soliti limiti di previsione, si intende) dato il romanzo e il momento. E se qualche editore italiano non ha già comprato i diritti, significa che gli editori italiani sono una banda di teste di cazzo. Senza “se” e “senza ma” perché gli esperti di settore NON possono permettersi di non essere informati.
Qualcuno dovrebbe aver capito che libro intendo. Ma ne parlerò un’altra volta.
Posted by Il Duca di Baionette on 04 nov 2009 | Tagged as: Armi Bianche, Chiedilo al Duca, Grande Guerra, Oplologia
Sono venuto a ritrovarmi tra le mani questa baionetta (molto probabilmente frutto di scavi nel Pasubio donatami da un amico scledense) che non riesco ad identificare.
La lunghezza totale è di 39 cm, il manico sino all’attaccatura forata misura cm. 14, il foro misura un diametro di mm. 17.
La lama è completamente liscia e disposta verticalmente rispetto al manico.
(Franco)
Data la locazione del ritrovamento e la forma peculiarissima, dovrebbe trattarsi di una baionetta austriaca “ersatz” M1917 per il fucile Steyr-Mannlicher M1895 e adatta anche per i precedenti Mannlicher M1888/90 e M1890 (in mano alla Landsturm e alle truppe di seconda linea).
Ho trovato la baionetta in “Baionette” di Frederick J. Stephens, pagina 84, figura 171.
“Ersatz”, ovvero di “rimpiazzo”, indica che la baionetta è stata prodotta in modo semplificato per esigenze di economia e di rapidità di produzione. È una cosa normale negli ultimi due anni di guerra. Come si può vedere il manico è minimale, senza nemmeno le guancette, e questo rende la baionetta inadatta all’uso senza il fucile. Alcune baionette ersatz tedesche avevano le guancette in acciaio invece che in legno, e rifiniture del manico grossolane. Sono esistiti anche pickelhaube ersatz nel 1915-1916, sia cappelli in feltro che elmetti in acciaio, ma ne parleremo in un altro articolo.
Questa baionetta non va bene per il Werndl, il vecchio fucile da 11 mm a polvere nera, utilizzato prima del passaggio alla polvere infume e ai fucili da 8 mm: per il Werndl M67/77 e M73/77, dato in mano alle unità delle retrovie a guardia dei magazzini (come in Italia veniva dato l’obsoleto Vetterli-Vitali), c’erano delle baionette ersatz di forma diversa, con foro da 19 mm e non da 17 mm.
Si possono vedere foto dello stesso tipo di baionetta qui:
1. http://arms2armor.com/
2. http://www.frontedolomitico.it/
3. http://www.bayonetconnection.com
4. quattro.
Repliche moderne della ersatz M1917:
1. http://www.ima-usa.com/
2. http://www.old-smithy.info/
Baionette ersatz per i fucili Werndl:
1. http://www.old-smithy.info/
2. http://www.warrelics.eu/
Meravigliose le baionette, no?
Non sono un argomento entusiasmante per le mie giovani, bellissime fan?
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