Marstenheim di Angra
Scritto da Il Duca di Baionette il 15 dic 2009 alle 14:26 | Categorie: Ebook, Fantasy, Libri
Come avevo accennato nell’articolo dell’otto dicembre, avevo intenzione di fare un po’ di pubblicità a un certo romanzo: Marstenheim di Angra. Ho preferito aspettare che ne parlasse Gamberetta per non toglierle l’onore della prima segnalazione pubblica.
Marstenheim è un romanzo di avventura, Science Fantasy, con una certa originalità nel mettere assieme gli elementi fantastici ben scelti, ma non particolarmente bizzarro. Dovrebbe soddisfare senza problemi anche i gusti di chi non ama le cose troppo bizzarre, pur essendo molto più innovativo del solito fantasy nel solito medioevo-di-cartapesta atemporale. Un onesto Science Fantasy con una spruzzata di influenza dello Zuddas di C’era una volta un computer e di Balthis l’avventuriera nel dipingere un mondo che dall’alto sviluppo tecnologico è precipitato nella barbarie.
L’ambientazione, alla fine ridotta alla sola città di Marstenheim e poco altro (ottima scelta), è un buon miscuglio di elementi diversi. Si nota una certa vena di Warhammer in alcune cose, come negli schieramenti visivamente netti, come sono visivamente molto diversi gli eserciti del wargame: i crociati indossano cotte di maglia, le forza della Repubblica hanno i fucili ad avancarica, gli adoratori dei demoni sono deformi, gli uomini-ratto sono uomini-ratto (ma sono molto più divertenti degli Skaven) ecc… ecc… Non esattamente lo stesso livello di differenza che potrebbe passare tra francesi, prussiani e inglesi nella Guerra dei Sette Anni. Anche se un francese e un ratto, in fondo, non sono molto diversi. ^_^
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| “Gya” disegnata da Laura Bagliani |
Ho seguito il romanzo, fornendo l’aiuto che potevo dare, da quando Angra ha iniziato a pubblicarlo sul suo sito. L’ho letto complessivamente tre volte prima prima che venisse rilasciato per intero e poi una quarta volta, per individuare gli ultimi refusi (o quelli nuovi, apparsi di fresco) e permettere ad Angra di correggerlo al meglio nei primi giorni dopo la pubblicazione online.
Anche se il lavoro di segnalazione e suggerimenti è stato piuttosto lungo, non è stato pesante: prima di tutto il romanzo è ben scritto e divertente, quindi rileggerlo tre o quattro volte non è stato un problema, e poi la quantità di difetti da segnalare era limitata. Sì, c’erano parecchie piccole cosette da sistemare, ma tutti errorini lievi o questioni di gusto. O sonorità strane, come parole che rimavano in “ano”. Nell’insieme il romanzo era già bello pronto fin dalla prima volta che l’ho letto.
In più Angra ha mostrato l’approccio che un vero autore dovrebbe avere nei confronti dell’editing: stare in silenzio e leggere gli appunti ricevuti, valutando in proprio quanto ricevuto senza ribattere in modo sterile o far polemiche. Un atteggiamento di professionalità e maturità nei confronti dell’opera scritta e del lavoro del collaboratore per l’editing che pochi hanno. La cosa di cui mi sono stupito è che abbia fatto tutto quello che avevo detto. Perlomeno tutto quello che si poteva fare senza stravolgere troppo la storia, che è comunque tanto. Non me lo aspettavo. E non so dire se sia stata una cosa buona o meno. ^_^”
Il punto debole del romanzo è l’inizio. Io stesso l’ho visto come uno scoglio, alla prima lettura. L’inizio non invoglia: i ratti sono simpatici, ma non sono ancora divertenti come Skiapp e compagnia, e per quanto l’evento mostrato sia importante per la trama, non vi è un elevato coinvolgimento emotivo per il lettore o una particolare meraviglia.
Passata la prima scena, il resto del romanzo vola via. Ben scritto e gradevole.
Il finale non mi dispiace.
L’Epilogo in sé lo trovo molto bello, ma nell’insieme il finale anche se ben fatto non dà quella sensazione di oppressione e di perdita che si sente quando finisce qualcosa di “veramente coinvolgente” che ti ha tenuto incollato fino all’ultimo capitolo/episodio.
Ma a questo tornerò dopo.
Angra ha fatto un ottimo lavoro nel correggere il tiro, comunque. La versione precedente era priva di due scene, una d’azione con i soldati (dovreste individuare facilmente dove ho aiutato di più l’autore nel sistemare la primissima bozza della nuova scena) e una coi ratti. Mi sono piaciute molto e sono state una sorpresa: in poche ore Angra ha individuato cosa andava aggiunto e ha provveduto. Un lampo.
Aver inserito quelle scene e averne modificate altre ha permesso di chiudere meglio le vicende in sospeso di alcuni personaggi e, di conseguenza, la vicenda generale della città.
Torniamo al problema di fondo dell’opera, che si ripercuote sul finale.
Marstenheim non è la storia di “un personaggio che fa una cosa”. Me ne sono accorto nel tentativo di sintetizzarlo in una o due frasi per consigliarlo agli amici. La storia non è riassumibile come “la vicenda di un personaggio”, ma solo come “la vicenda di una città in cui passano dei personaggi”.
Lo stesso utilizzo di POV usa-e-getta, come il maggiore Drong, testimonia che l’interesse principale è nel dare un affresco delle vicende della città più che delle vicende di un singolo protagonista.
Non è come Rambo che in entrambe le versioni, film e romanzo, è la storia di un reduce distrutto dalla guerra e incapace di tornare alla vita civile perché il mondo civile per primo è ostile (la vicenda di una persona che si conclude per intero nella sua “morte/ritorno dal colonnello come simbolo del mondo militare” -in base alla versione-).
Anche le Cronache del Mondo Emerso sono riassumibili in poche frasi su Nihal e questo è un grosso punto di forza. Fin dal primo libro si capisce che è la storia di Nihal: una ragazza in un mondo in guerra scopre di essere l’ultima superstite di un genocidio e cerca vendetta contro i Kattivi.
Non un generico gruppo di eroi che parte per salvare il mondo “tanto per” contro un cattivo “perché sì”: una vicenda personale che esige vendetta di persona. Metterla sul personale è una buona idea. Poi, ok, la vicenda è una stronzata e il Kattivo è un ritardato, ma quanto meno si può sintetizzare dal punto di vista di un personaggio.
Qual è il problema di non essere la “storia di un personaggio” e basta?
Prima di tutto che è più difficile costruire un legame emotivo in poco spazio. Nelle Cronache del Ghiacco e del Fuoco è vero che non c’è la vicenda di un singolo personaggio, ma la mole di vicende ben legate permette di costruire delle aspettative/simpatie per i vari POV-Char (Tyrion in particolare), permettendo al lettore di sviluppare preferenze dinastiche e di fare il tifo per un personaggio e/o famiglia o per l’altro. E in più le vicende generali (la guerra civile) sono chiare e si riassumono facilmente, magari con un improprio paragone con la Guerra delle Due Rose.
In Marstenheim ci sono troppi personaggi e troppo poco tempo per affezionarsi davvero a qualcuno. Il personaggio che può riscuotere maggiore simpatia e una sorta di affetto è Skiapp, che ho adorato, ma non ho visto della vera concorrenza da parte di Aix o di Carmille o di altri. Senza affetto è anche più difficile provare sofferenza nel distacco dall’opera, al suo termine. Skiapp e gli uomini ratto forniscono anche il necessario elemento di comicità per sdrammatizzare, motivo in più per cui il lettore potrebbe simpatizzare per loro.
Un romanzo che vi consiglio di leggere per le feste.
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Sob… io volevo le stelline come su FantasyMagazine!!!
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[...] Fonte Articolo: Baionette Librarie » Marstenheim di Angra [...]
Come disse una volta Montale al Cafè de Paris:
Fregna c’è?
Sì.
E c’è anche un coniglio:
Duca, hai toccato Gamberetta dalle parti della sottoveste, che sti giorni ‘sta incarognata come un caimano?
No, non ho colpe.
E poi non sarebbe possibile: io sono un gentiluomo, lei è una damigella di sani costumi e non siamo nemmeno fidanzati (che poi, con una damigella del suo rango, servirebbe quanto meno il matrimonio per pensare a cose simili… e figurarsi se mi darebbe mai il permesso ufficiale di corteggiarla! Non oso nemmeno chiederlo, sigh).
Sarà nervosa per problemi che riguardano la sua nobile vita privata.
Magari un amico ufficiale è partito per la Guerra in Crimea.
Coi Russi o con gli Inglesi?
Ah, altra cosa Duca. So che tu sei esperto per lo più di fucili, esplosivi, bombe, trick e track e altra roba che fa il botto. Ma confidando nella tua comunque poliedrica sapienza in tutto ciò che è fabbricato allo scopo di uccidere, ti chiedo: questa spada qui
http://www.hellboysword.com/wp-content/uploads/2008/09/hellboy-sword.png
usata nel film Hellboy, che diavolo è? Che tu sappia esiste sul serio, o l’hanno inventata ad hoc?
Sembra più un apribottiglie che una spada ^___^
stefanoooooooo (detto alla gabbana maniera)
quella è una spada fantasy con tanto di apribottiglie, il manico è troppo lungo e la curva che ha la spada fa solo figo, in pratica è una cagata pazzesca, informati di più su armi bianche in generali
Il manico lungo e pesante, molto più pesante di quanto necessario per avvicinare il punto di bilanciamento all’elsa e lungo in modo insensato, è una cagata pazzesca che rende solo più faticosa da manovrare l’arma.
L’assenza della punta è priva di senso.
Quel coso là dietro è davvero un apribottiglie.
Se proprio non volevano la punta potevano mettere una lama a uncino tipo Shuang Gou, per disarmare più facilmente l’avversario.
Volevo ben dire.
Grazie dell’info.
Ragassi, vi dimenticate che quella spada la manovra un elfo, oscuro perdippiù, ed essendo gli elfi troppo fiki, e quelli oscuri ancor più fiki, sono capaci di massacrarvi anche con un apribottiglie.
A me è piaciuto un sacco. Fregna cen’è, per i miei gusti quasi troppa (meglio sarebbe, troppo “esplicita”).
Angra ci va piuttosto crudo e pesante con le scene di sesso.
Condivido le perplessità sull’incipit, ma non più di tanto sul “non essere la storia di un personaggio”.
Angra è un maestro nella gestione dei PDV, e la lettura scorre che è un piacere. Il linguaggio è appropriato al contesto (qui, forse, ogni tanto c’è qualche sbavatura), non ci sono fetidi tagliaborse che parlano come Paladini © D&D; inoltre, come ha detto lo stesso Angra “non ci sono personaggi legali buoni”. Anche per me il libro è consigliatissimo.
@ Duca: dov’è il coniglio?
Nel mio commento un po’ più sopra.
È adorabile.
pubblico qui il mio commento, perché sul blog di angra non capisco se i commenti arrivano, e per stare sicuro scelgo il ducal terreno
ho appena finito di leggere Marstenheim
e complessivamente mi è piaciuto, certamente non è privo di difetti ma mi ha agrappato fino alla fine
l’inizio è la parte che meno fila lo ho ricominciato un paio di volte a distanza di giorni, ma una volta andati oltre, il ritmo e le buone descrizioni tengono su la baracca.
le azioni come i combattimenti, (in particolare ma non solo) a tratti sono poco piacevoli, la descrizione è difficile da seguire e figurare, non che siano esattamente confuse o vaghe, ma a tratti contorte, e essendo un’importante parte del racconto non è un difetto da poco (scusami se non ti porto degli esempi pratici se trovo il tempo cerco quei passaggi)
anche io trovo che sul finale certe cose dovevano essere più grandiose come il crollo della torre di ferro, sono 100 metri di roba che viene giù, hai fatto farcire il sottosuolo di esplosivi e laghi soterranei, reincarnare un semidio, e poi *puf*, sto’ un po’ con la bocca asciutta
per il resto gli ambienti sono resi davvero bene, gli dai la “patina”.
I personaggi sono ben delineati, vivi, ognuno con una voce propria.
L’ambientazione pur omaggiando warhammer è originale ben ideata e articolata a tratti mi ricorda Druuna.
@ stefano
riguardo a questahttp://www.hellboysword.com/wp-content/uploads/2008/09/hellboy-sword.pnghttp://www.hellboysword.com/wp-content/uploads/2008/09/hellboy-sword.png
il krabi sciabola corta tailandese ha proporzioni simili e un bilanciamento terribilmente arretrato (praticamente subito dopo la guardia)
http://photos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs152.snc1/5651_1130484833576_1570897863_30341295_1150721_n.jpg
da 0:47 la parte interessante
@iome: ti ringrazio per la lettura e per il commento. Riguardo all’inizio poco convincente non sei il primo che me lo dice, ne terrò conto per quello che scriverò in futuro. Riguardo invece alle scene di azione e ai combattimenti altri hanno detto invece che erano molto ben gestite, per cui non so bene che pesci pigliare… ^__^
Sul finale invece è stata una scelta quella di non usare pagine e pagine per descrivere roba che crolla dal punto di vista dall’alto del narratore. Quando la torre di ferro viene distrutta il POV è quello del personaggio che viene incenerito, per cui lì ci deve stare uno stacco. Come dicevo prima, non mi sembrava interessante usare pagine su pagine per descrivere palazzi e costruzioni che crollano. Ho pensato alla scena verso la fine de “L’ombra dello scorpione” di King quando esplode la bomba atomica a qualche metro di distanza dai personaggi.
P.S. nel mio blog i commenti sono moderati, proprio come qui. Ho dovuto attivare la moderazione perché quando ho pubblicato il romanzo su Gamberi Fantasy un paio di maniaci ritardati (ma forse era uno solo con due nick) mi si sono attaccati alle palle a mo’ di gatto con le unghie. Uno, dopo essere stato bannato, è arrivato sul mio blog per scrivere “sì, volevo solo romperti le palle… :) ora che l’ho ammesso puoi dire a Gamberetta se mi toglie il ban?”. Dato che ero un po’ stufo di vedermelo passeggiare sui coglioni, l’ho cancellato e ho attivato la moderazione.
Piccolo sfogo: la cosa più triste è che sul blog dei Gamberi due o tre persone, benché fosse evidente anche a un ritardato grave che il tizio volesse solo trollare (o almeno così mi sembrava), l’hanno preso sul serio dicendo che non rispondevo alle critiche. Le sue critiche erano stronzate inventate, roba che sul libro non c’era scritta, ma naturalmente questi che prendevano le sue parti il libro non l’avevano letto. Hanno detto che mi comportavo come GL, con l’effetto di farmi provare un’immediata empatia per GL. Una cosa tristissima, da spararsi in bocca con un fucile a pallettoni.
E’ stato l’ebook che ha inaugurato il mio kindle, una buona scelta.
Se posso ti faccio qualche critica anch’io, senza sminuire l’opera che è ben fatta.
Come detto da molti tanti personaggi, sembra che hai voluto condensare tanto materiale in un solo libro. Da un certo punto di vista se vuoi dei seguiti o dei prequel hai un sacco di personaggi da sviluppare e da fargli fare delle avventure parallele a mo di trilogia.
Per il resto spero di rileggere altri tuoi scritti
Ciao Duca,
sentiamo più che mai la mancanza di Gmaberetta.
Nel frattempo se e quando hai tempo e modi, puoi recensire questa nuova autrice italiana?
http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cultura%20e%20Spettacoli/104274_si_chiama_jessica_e_arriva_da_sondalo_la_nuova_promessa_del_genere_fantasy/