gennaio 2010

Archivio del Mese

Mondadori muove il culo (ma sculetterà giusto?)

Posted by Il Duca Carraronan on 24 gen 2010 | Tagged as: Ebook, Editoria

Mondadori, che vantava il negozio di eBook più retrogrado che avessi mai visto (orrendi LIT con gestione DRM sballata, per cui ho perso il diritto di leggere il libro pochi mesi dopo l’acquisto, sigh!), si sta decidendo a muovere il culo.

“Era ora”, diranno quelli che non sono vissuti nelle caverne negli ultimi due anni.
“Si muovono con gran anticipo”, diranno invece i fan di Ferrari, il capoccia della Divisione Libri. Effettivamente dato che i libri digitali non supereranno gli ebook prima di 50 anni (due generazioni, lo diceva Ferrari), si stanno muovendo con abbondante e lodevole anticipo.
[Nota per i retard: li sto prendendo per il culo.]

Gentile lettore,
dal 15 gennaio 2010 il sito www.ebook.mondadori.com non è più attivo.
Dal 2001 è stato il primo e il maggiore tra i siti italiani di vendita di libri elettronici. Oggi, tuttavia, sentiamo l’esigenza di rinnovare la nostra offerta in modo radicale e coerente con la tradizione della nostra casa editrice, che in 103 anni di storia è sempre stata alla testa delle innovazioni del mercato editoriale italiano.

Come saprai, il mondo dell’editoria elettronica è in costante e frenetico aggiornamento. Nuovi lettori, nuovi formati e nuovi sistemi di distribuzione stanno velocemente cambiando l’esperienza di acquisto e di lettura del testo.

Noi di Mondadori crediamo che il libro cartaceo avrà ancora una lunga vita, ma siamo ben consapevoli delle nuove opportunità che si aprono, per noi e per i nostri lettori. Per questo stiamo sviluppando la nostra strategia per il mercato del libro elettronico e nei prossimi mesi potremo presentare un’offerta ampia e variegata, capace di soddisfare al meglio le richieste di un pubblico esigente come il nostro.
Per far questo abbiamo bisogno di tempo e, soprattutto, del tuo aiuto.

Evviva, Mondadori muove il culo. Forse non vuole affondare.
Ma lo muoverà bene? Perché se non capirà concetti come prezzo equo (i famosi 9,99$ massimi secondo Amazon… ma forse questo lo hanno grossomodo capito visto che perfino Ferrari parlava di “metà del prezzo del cartaceo”) e facilità d’acquisto, potrà solo spingere le masse che attualmente NON usano testi digitali piratati a farne abbondante uso. E dovrà capire come integrare al meglio tutto con l’acquisto direttamente sul lettore connesso via 3G o Wi-Fi (tutti i lettori in uscita per il 2010, insomma). E dovrà capire come superare il concetto di solo “libro tradizionale”, offrendo ulteriori servizi (partire ragionando non di testi, ma di ipertesti è un buon inizio). Si parla tanto di enhanced ebook, ma cosa saranno ancora non si sa… chi scoprirà per primo la formula del libro del futuro avrà un vantaggio su tutti gli altri: e intanto Random House fa dei tentativi in stile contenuti speciali dei Film su DVD.

Se Mondadori non capirà come convincere la gente a comprare, allora affonderà lo stesso. Non potendosi più basare solo sulla FORZA del CAPITALE e sul RICATTO della CARTA dovranno iniziare a conquistare la Fiducia dei clienti con la qualità. O perlomeno inventarsi nuovi modi di usare il Marketing per plagiare la gente e sfruttare le masse nel modo esatto in cui le immaginano (e sfruttano) da tempo: bovini senza volontà, buoni solo per il macello dell’acquisto impulsivo/modaiolo, senza alcuna costruzione di un rapporto di fiducia durevole con l’editore (l’editoria del bandito, come la definirebbe Cipolla).

Io intanto a prezzo equo (5-10 dollari) compro già eBook nei pochi negozi online che vendono anche ai non-americani: incluso un libro per il Kindle PC che si è rivelato un PRC senza DRM e ho potuto leggerlo sul Cybook senza doverlo nemmeno deDRMizzare con il programmino in python. Uao, totalmente legale.

 


Aggiornamento per il DR-950 (che mi interessa molto): l’uscita è prevista per Aprile in Inghilterra al prezzo di 250 sterline VAT (ovvero IVA) inclusa.

The 9-inch, touchscreen Asus DR-950 e-reader is due out in April, we’ve confirmed.
[...]
Asus hasn’t set a definite RRP for the Asus DR-950 e-reader, but told us that it was aiming in the region of £250, including VAT.

http://www.mirror.co.uk/news/technology/2010/01/22/asus-dr-950-e-reader-price-and-dated-for-the-uk-115875-21988368/
 

Aggiornamento periodico a tema eBook

Posted by Il Duca Carraronan on 21 gen 2010 | Tagged as: Ebook, Editoria

Sono alcune settimane che non parlo di eBook e di eBook Reader: meglio riprendere visto che le notizie non mancano col CES (che non è dove si fa la cac, però c’era lo Skiff ^_^) di Las Vegas appena passato. L’aggiornamento periodico per riassumere notizie e segnalazioni varie credo che diventerà un’abitudine. Ci sono tanti lettori interessati alle novità a tema eBook che non hanno tempo/voglia per seguire i siti di settore in inglese: devo pensare a loro.

 
È arrivato lo Skiff che schifo non fa
Se ne era parlato alcuni mesi fa: un nuovo lettore di eBook di grande formato, touchscreen, adatto per i giornali e le riviste, voluto dagli editori americani e da Hearst. Eccolo, è Skiff.

skiff
Il tanto atteso Skiff che si trovava al CES…

Skiff ha un bellissimo schermo da 11,5 pollici (risoluzione 1200×1600 pixel ) flessibile (nel senso di antiurto: non potete arrotolarlo come un papiro o farci gli aeroplanini) non eInk: utilizza transitor a pellicola sottile (TFT) sopra uno strato di acciaio inossidabile che garantisce una capacità di flettersi impossibile per il vetro dell’eInk. Lo schermo flessibile è prodotto da LG (ecco a cosa serviva lo schermo senza lettore abbinato che avevamo mostrato mesi fa!).
Dimensioni: 228,6 x 279,4 x 6,8 mm (all’incirca l’area di un foglio A4). Peso: mezzo kg.
La batteria dura una settimana (o migliaia di pagine, al solito). Dispone sia di connettività 3G che WiFi, ormai obbligatorie per i lettori del futuro (senza perlomeno il WiFi per permettere l’accesso al negozio direttamente dal dispositivo come si può a convincere la gente a comprare?).
Ulteriori informazioni e foto sul sito ufficiale.

 
ASUS ha presentato due interessanti lettori di eBook
ASUS, già azienda di grande importanza nell’ambito netbook (li hanno inventati loro con gli Eee PC) ha presentato due bei lettori: DR-570 e DR-950.

Il DR-570 ha, secondo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, uno schermo da 5,7 pollici OLED con risoluzione 768×1024 pixel e un refresh di 0,03 secondi. Ha una memoria interna flash da 4GB, accetta ovviamente le schede SD/SDHC e pesa appena 200 grammi. Con un refresh così rapido può visualizzare filmati in mp4, flash e avi oltre ai testi in PDF, ePub e TXT. Sì, avete capito bene: ci potete guardare i filmini porno! Pensateci: con appena 5,7 pollici di certo non potete leggere comodamente le riviste (come parrebbe invece dalla foto), quindi giusto i porno possono sfruttare il colore e la capacità di mostrare video. Un lettore di eBook più “multimediale” degli altri. ^_^

La batteria, grazie allo strabiliante schermo OLED, permette al dispositivo di durare ben 122 ore di uso reale (video, non pagina fissa!). Connessione 3G e Wi-Fi, naturalmente. Il tutto, si vocifero, al prezzo di appena 150 euro, ma non ho trovato conferme: secondo me si confondevano coi 200 dollari del DR-950 e questo con schermo OLED è più facile che venga sui 300 (ma chi può dirlo? La fine del 2010 è lontana…).

Il DR-950 è quello che mi interessa di più, come possibile acquisto di Natale 2010.
Ha uno schermo touchscreen in bianco e nero da 9 pollici (perfetto per tutti i miei eBook) con risoluzione 768×1024, ovviamente con tecnologia SiPix Microcup (l’alternativa attuale a eInk, ci tornerò dopo). Ha una memoria interna di 4 GB e ovviamente lo slot per schede SD/SDHC oltre alla porta USB (o mini-USB?). Connessione Wi-Fi, 3G e dove possibile anche WiMax. Solita porta per le cuffie per sentire gli MP3 mentre si legge.
Supporta PDF, TXT, Audible, TXT, MP3, ePub, HTML, JPEG, GIF, PNG e BMP. Ha il text-to-speech in 26 lingue, gestisce i feed RSS e ha una tastiera virtuale. Il tutto, si ipotizza, con un prezzo non superiore ai 200 dollari. Se è vero lo comprerò a Natale (sempre che non arrivi lo Skiff a prezzo accettabile)! ^_^

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Asus DR-950 e DR-570

AUO e SiPix Microcup Electronic Paper
A parte il colore con OLED (finalmente hanno prezzi umanamente accettabili?), la vera importante novità è la possibilità data dall’ingresso sul mercato degli schermi della SiPix (a sua volta di AUO, uno dei big mondiali della produzioni di schermi) con tecnologia Microcup: un concorrente molto migliore (il touchscreen ottenuto con uno strato plastico sopra l’eInk fa schifo!) e molto più economico che permetterà finalmente l’inizio della guerra dei prezzi. E poi, diciamolo, AUO potrà produrre molti più schermi di quanti ne poteva produrre PVI: questo eviterà che i prezzi rimangano alti a causa della capacità produttiva troppo scarsa per soddisfare tutta l’enorme domanda (ricordate i Nook venduti tutti ben prima di Natale?).

La stessa AUO, di cui avevo già parlato tempo fa, sosteneva che entro il 2011 ci sarebbero stati lettori di eBook a 100$. Beh, i 200$ (se è vero) per il maxi-lettore da 9 pollici ASUS a fine 2010 fanno ben sperare. E ricordiamo che il prezzo base a 149$ entro la fine del 2010, immagino per un lettore 5 pollici, era considerato probabile anche dalla PVI, non solo dagli ottimisti di AUO.
La guerra dei prezzi è iniziata.

 
Con gli eBook Reader il consumo di libri aumenterà?
Secondo quanto rivela il sondaggio di L.E.K. Consulting, sì.

“The fact that Amazon sold more Kindle books than printed books on Christmas Day 2009 speaks volumes,” said Dan Schechter, vice president and media and entertainment practice head for L.E.K. Consulting. “We’ve dubbed the 10% of consumers who own an e-reader as the ‘E-reader Republic,’ and think that it is a potential goldmine for content providers and advertisers alike,” explained Schechter. The survey also showed that almost half of e-reader users increased their consumption of books, and more than one-third of their consumption was incremental. This means that many books are being sold that would not have been sold as traditional print books.

Molti di quelli che posseggono un lettore di eBook sono di certo già arrivati alle stesse conclusioni. Io stesso da quando ho il Cybook Gen3 leggo più di prima, sia narrativa che saggistica, e compro anche libri in eBook che prima non avrei mai comprato né in eBook (il monitor del pc è scomodo) né su carta (costano e arrivano giorni o settimane dopo l’ordine): il prezzo più basso dell’eBook rispetto alla carta e l’ottenimento istantaneo favoriscono molto la mia propensione all’acquisto impulsivo. ^_^”

A parte la narrativa, questi eBook interessano a qualcuno?
Secondo O’Reilly sì. Nel gennaio 2008 O’Reilly, casa editrice specializzata in manuali di informatica, vendeva due libri di carta per ogni eBook, mentre ora vende circa tre eBook per ogni libro di carta.

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In blu i libri di carta, in rosso gli eBook

E non dimentichiamo che enTourage eDGe, di cui si è parlato tanto nei siti di settore negli ultimi mesi (io gli avevo dedicato un articolo per spiegare quanto apprezzassi il design a due schermi), ha stretto accordi con editori nell’ambito universitario/manualistico (McGraw Hill, Oxford University Press e John Wiley & Sons), chiarendo bene a tutti che col suo dualbook da 490 dollari desidera puntare agli studenti e ai professionisti.

 
Vendite di eBook in USA (a novembre) e in Spagna (nel 2009)
Abbiamo lasciato l’argomento “eBook in USA” con il record di 18,5 milioni di dollari (all’ingrosso, grossomodo la metà della vendita al dettaglio) di ottobre e anche novembre non se l’è cavata male: 18,3 milioni, per un totale di 36,8 milioni di dollari in due mesi. Il trimestre precedente (ovviamente da record) era arrivato a 46,5 milioni quindi, se anche dicembre segnerà un 18-e-oltre (ipotizziamo, visto il record di vendite di ebook per Kindle natalizio: minimo 19 e forse anche 20?) si arriverà a quota 55-57 milioni di dollari.

E in Spagna?
A quanto dice barcelonareporter.com vanno alla grande. Secondo TodoeBook nel 2009 c’erano in Spagna 100mila dispositivi di lettura per eBook (lettori di eBook?) contro la cifra definita “irrisoria” del 2008. Il mercato degli eBook, questo è un dato più chiaro, è cresciuto del 500% e negli anni precedenti non era stato fermo: la crescita era sempre buona (non dicono quanto, però), ma ora hanno fatto una vera impennata.
Cosa ha determinato questo boom? Pare la generale accettazione degli eBook da parte dei lettori unita a una politica non anti-digitale degli editori (bravi!), che hanno accontentato il popolo (sono aumentati notevolmente i libri disponibili in eBook) invece di cercare di fermarlo impedendogli di comprarli (e il popolo, si sa, se non ottiene legalmente allora otterrà illegalmente: pirateria).
Magari in Italia si muovesse qualcosa sul serio…

 
Amazon incentiva gli eBook economici col 70% di royalties
Che ormai, grazie al fenomeno Kindle, il prezzo di un eBook di narrativa sia considerato “equo” dai lettori solo se non supera i 9,99$ è un dato di fatto, ma Amazon vuole incentivare ancora di più gli autori ad abbassare i prezzi. Come saprete gli utenti di Amazon in USA possono già ora vendere i propri eBook sulla Kindle Digital Text Platform (DTP), ma ora potranno ricevere un 70% di royalties (tolte le spese di invio) se il prezzo sarà tra i 2,99 e i 9,99 dollari (e almeno il 20% al di sotto del prezzo del libro di carta).

“Today, authors often receive royalties in the range of 7 to 15 percent of the list price that publishers set for their physical books, or 25 percent of the net that publishers receive from retailers for their digital books. We’re excited that the new 70 percent royalty option for the Kindle Digital Text Platform will help us pay authors higher royalties when readers choose their books.”
(Russ Grandinetti, Vice Presidente di Kindle Content)

A quanto ammontano le spese di invio elettronico per Amazon? A 0,15 dollari per MB che per un tipico file da 368 KB sono 6 centesimi di dollaro. Ricapitolando, se quel libro da 368 KB fosse venduto a 8,99$, Amazon con la nuova opzione darebbe come royalties ben 6,25 dollari (contro i 3,15 dell’opzione standard).
Mica male.

 
Fine aggiornamento.
Seguite i link nell’articolo per ulteriori informazioni e incrociate le dita: il 2010 sarà l’anno della transizione, grazie a piattaforme di vendita come Google Editions e all’abbattimento dei prezzi! Non ho parlato del QUE, ma lo trovate qui (ha un prezzo ASSURDO e quindi mi sta sui coglioni ^_^).
 

Cogs: A Steampunk Puzzle Game

Posted by Il Duca Carraronan on 15 gen 2010 | Tagged as: Giochi, Steam: a Vapore!, Steampunk, Videogiochi

Sempre nell’ambito delle segnalazioni “steam”, oggi voglio pubblicizzare un po’ il puzzle game Cogs degli indie Lazy 8 Studios. Un puzzle games con livelli sia 2D che 3D in cui combinare ingranaggi, tubi del vapore, gong ecc… per raggiungere l’obiettivo finale: gonfiare un palloncino, attivare un’elica, mettere in moto un carro o qualcos’altro.
Il tipo di gioco vi sarà perfettamente chiaro guardando il video.

Il gioco è leggero e si può comprare e scaricare online su Direct 2 Drive oppure su Steam. Costa solo 6,95 euro IVA inclusa (8,99 euro su Steam). Si può anche scaricare la demo coi primi otto livelli. Non è un capolavoro, ma val la pena provarlo.

Consiglio una visita alla sezione indie games per altri giochi “diversi”, tutta roba che se esistesse solo la vendita in scatola nei negozi non si potrebbero immettere nel mercato: il grande sparatutto/picchiaduro Zeno Clash (stupenda grafica, storia e game play, un po’ ripetitive alcune cosette), lo spassoso puzzle game World of Goo, il bizzarro Plants versus Zombies o l’avventura grafica Machinarium (anche questo gioco ha elementi che potrebbero piacere agli appassionati di steampunk… magari ne parlerò in futuro).

Se siete più avidi degli ebrei e non vi dovesse bastare la Demo, potrete trovare Cogs gratis qui, ma se vi dovesse piacere abbiate la dignità di spendere qualche euro (potete anche convincere un amico a fare metà e metà) per ringraziare quei morti di fame indipendenti che hanno lavorato per voi.
 

“Steamed” di Katie MacAlister

Posted by Il Duca Carraronan on 12 gen 2010 | Tagged as: Libri, Scrittura, Steampunk

Frugando tra i siti dedicati allo Steampunk ho trovato il book trailer di Steamed. Ok, che lo Steampunk stia esplodendo se ne sono accorti pure i sassi e quindi è normale che tanti ci si lancino sperando di far cassa. Magari non sarà mai un successo come i “romanzi d’amore coi vampiri” (o con gli angeli, la nuova moda?, o coi lupi mannari), ma il principio è lo stesso: si scopre qualcosa che piace, pochi veri appassionati fanno qualcosa di decente (forse), la massa di approfittatori delle mode si lancia proponendo merda e, forte della mole e del titillare le solite due fantasie in croce del pubblico medio (il tutto potenziato dalla pubblicità a tappeto), trionfa proprio qualcosa nella massa di spazzatura!

O se anche non trionfa gli appassionati della prima ora che dicevano “Wow, finalmente è di moda quello che piace a noi!” si troveranno, come già accaduto molte volte, a lagnarsi col tono “era meglio quando piaceva a pochi e non eravamo sommersi di spazzatura commerciale senz’anima adorata da fan idioti”.
È una cosa naturale. Sono già pronto: se lo Steampunk vuole davvero proseguire lo sfondamento, senza spegnersi in una breve fiammata (come si diceva e si dice del Fantasy da anni), dovremo attenderci una grossa, grassa dose di oleosa merda, sia prodotta da inetti appassionati con tanta buona volontà che da professionisti entrati solo per far soldi con le moda del momento. ^_^
E poi ormai mi sono abituato: ho sempre pensato che le cose andavano meglio quando andavano peggio e che i giovani di oggi sono tutti dei drogati rincitrulliti. Sono nato vecchio e recitare anche questo nuovo ruolo da vecchietto steampunk disilluso non mi dispiace. ^__^

Non so se Steamed sia spazzatura. Spero sinceramente di no, ma dopo Leviathan che era a mala pena decoroso (l’ho letto tutto, ma… boh, un po’ al di sotto della mia sufficienza) e Boneshaker che con tutto quello che si diceva sembrava un gran bel libro e invece è una mezza fregatura (dico solo mezza perché sono fermo a metà, causa noia… ma per ora ci sono i pirati buoni e nessuna idea veramente steampunk a parte Daisy, l’arma elettrica anti-zombie), sto perdendo l’entusiasmo. Doctorow è evidente che si sia venduto per parlar bene di Boneshaker (o devo sperare che per miracolo nella seconda metà diventi bellerrimo?). Venduto, ma non troppo: una leccata senza eccedere, per compensare in abbondanza la perdita economica in termini di credibilità personale con il guadagno dovuto alla leccata stessa (amici-contatti e/o bustarella). Vendere la propria dignità leccando è normale per gli scrittori, soprattutto in Italia (a livelli allarmanti, aggiungo), ma da uno come Doctorow mi aspettavo di meglio. ^_^

Vi lascio al trailer: le altre considerazioni è meglio farle dopo la visione.

Il tizio con la protesi steampunk è G. D. Falksen, fotografato da Tarilyn Quinn

Computer technician Jack Fletcher is no hero, despite his unwelcome reputation as one. In fact, he’s just been the victim of bizarre circumstances. Like now. His sister happens to disturb one of his nanoelectromechanical system experiments, and now they aren’t where they’re supposed to be. In fact, they’re not sure where they are when…

…they wake up to see a woman with the reddest hair Jack has ever seen-and a gun. Octavia Pye is an Aerocorps captain with a whole lot of secrets, and she’s not about to see her maiden voyage ruined by stowaways. But the sparks flying between her and Jack just may cause her airship to combust and ignite a passion that will forever change the world as she knows it…

Partiamo alla grande. A parte che l’accostamento “brutto disegno di copertina” con “foto” non mi è parso geniale (dove siamo, su Chi ha incastrato Roger Rabbit o su Cool World, dove umani e disegni convivono?), ma avete notato quanto il trailer calchi su “New Steampunk Romantic Adventure”, “beautiful aerocorps captain Octavia Pyean”, “New Steampunk Romantic Thriller”, “Whirlwind ROMANCE” e “ignite in a PASSION”?
D’altronde è pure scritto in copertina: “a steampunk romance”.

Non c’è da stupirsene visto che l’autrice non è esattamente una scrittrice di fantascienza o di steampunk, ma una che scriveva libri d’amore coi vampiri (A Girl’s Guide To Vampires, ad esempio) e altra roba romantica. Non dico che non siano belli, nel loro genere e per il loro pubblico, non li ho letti, ma non è esattamente questo il tipo di autore che immagino per scrivere di retrofuturismo e diavolerie tecnologiche pseudo-Ottocentesche.

La cosa non puzza come il pesce di dieci giorni?
Si sveglia un mattino e, caso strano, vuole scrivere un romanzo steampunk proprio quando anche i peggiori deficienti del pianeta si sono accorti che sta tornando di moda. Negli ultimi 12 mesi tutti erano tenuti ad accorgersene, se bazzicavano un minimo la narrativa al di là del fantasy monnezzone all’italiana, quindi una professionista della narrativa è ovvio che ne fosse informata da tempo.

Il rischio che abbia usato lo steampunk solo come pretesto per una storia d’amore che poteva benissimo realizzare senza alcun bisogno di inserirsi nella “moda del momento” è enorme (prima i vampiri, ora lo steampunk, poi gli angeli, in futuro magari i bufali idrocefali…).
C’è comunque una minima possibilità che, pur di piacere anche al pubblico dello steampunk, si sia sforzata e abbia davvero inserito sufficienti bizzarrie retrofuturistiche da poter essere interessante (nel video, che tristezza, ci sono vari gadget da cosplay steampunk in mostra). La speranza è l’ultima a morire (dopo una lunga agonia), ma una bella impressione quel book trailer non me l’ha fatta.

 
Un estratto dell’opera
Qui potete trovare le prime pagine del romanzo, in inglese. Non so valutare la qualità narrativa bene come se fossero in italiano, mi spiace, ma riesco a vedere nel testo alcune scelte discutibili che non riguardano la lingua utilizzata. Segnerò un paio di cose molto evidenti, senza lanciarmi in una minuziosa analisi dell’estratto.

“Cap’n Pye! Cap’n Pye!”
“The word is ‘captain,’ Dooley. We are not pirates, nor are we yokels who cannot expend the extra effort to pronounce words correctly, and judging by the non-stop chatter I hear from you in the mess, I am reassured you have the vocal capacities to do so. Yes, I see it now, Mr. Mowen. The valve to the left of the intake cylinder, isn’t it? It’s cracked, you think?”
“Aye, captain.”
I sat back on my heels after examining the valve in question. Cracked, my three-legged uncle. It was no more cracked than I was.
“Captain Pye, Mr. Piper, he says you’re to come to the forward hold immediately!” Young Dooley fairly danced with agitation as he spoke, but that was nothing new. Dooley was a quicksilver sort of lad, always moving or talking, apparently unable to sit still for even the shortest amount of time. In a way, he reminded me of a hummingbird I’d seen in the emperor’s aviary, for Dooley flitted and dove around the ship just as the hummingbird had done in the highdomed aviary.

Iniziare con il dialogo è un trucco standard per i buoni incipit, ma il dialogo in sé non mi è parso perfetto né la scena è esente da scelte a mio parere opinabili. Osserviamo le prime due battute di dialogo. Per quanto non vi sia un vero e proprio problema di teste parlanti, ovvero di voci senza un corrispettivo visivo in azioni dei personaggi, non si può certo dire che il problema sia del tutto evitato.
La prima battuta è corretta. Breve, credibile. La seconda è lunga. Molto lunga. Trasmette l’idea di un personaggio logorroico nel suo articolare lunghe frasi, seppur non ciarliero “a mitraglia” come il primo (o, se non logorroico, perlomeno puntiglioso). E questo va benissimo. Ma il problema è che la frase diventa troppo lunga e si avvicina a generare un “effetto testa parlante a battuta singola” nel punto segnato dalla X.

“The word is ‘captain,’ Dooley. We are not pirates, nor are we yokels who cannot expend the extra effort to pronounce words correctly, and judging by the non-stop chatter I hear from you in the mess, I am reassured you have the vocal capacities to do so. X Yes, I see it now, Mr. Mowen. The valve to the left of the intake cylinder, isn’t it? It’s cracked, you think?”

Vedete? Dopo la prima lunga frase atta a delineare al lettore ciò che il capitano pensa del suo sottoposto, scopriamo che il capitano ha guardato la valvola. Eppure non viene detto che l’ha guardata. Solo successivamente ci viene detto che si è soffermato a controllarla. Non è di per sé un errore, la scena si capisce bene (non era questo in discussione), ma è di certo un’occasione persa per eliminare il rischio “testa parlante” e migliorare gli aspetti di contorno del dialogo.

Il secondo punto migliorabile, che contiene qualcosa di più vicino a un errore, è questo:

Dooley was a quicksilver sort of lad, always moving or talking, apparently unable to sit still for even the shortest amount of time.

Ora, siamo chiari, un personaggio in prima persona ha più diritto di uno in terza persona di esprimere giudizi e pensieri. Non contesto questo, anzi, è uno dei motivi che rende la prima persona più appetibile della terza in alcune narrazioni. Quello che contesto è la sottolineatura dell’ovvio e il pensiero che appare forzatamente descrittivo come se il capitano non pensasse “per sé”, ma pensasse “per il lettore” allo scopo unico di fornirgli informazioni.
Giacché si sottolinea l’ovvio e quindi non serve farlo, questo voler “pensare per il lettore” non può essere oggettivamente giustificato: potete infatti notare come Dooley sia già ben caratterizzato dai fatti e dalle parole. Non serve tagliare per forza tutti i pensieri del capitano su Dooley. Si ottiene già un notevole miglioramento eliminando quella singola frase e lasciando la parte sul colibrì, così:

“Captain Pye, Mr. Piper, he says you’re to come to the forward hold immediately!” Young Dooley fairly danced with agitation as he spoke, but that was nothing new. In a way, he reminded me of a hummingbird I’d seen in the emperor’s aviary, for Dooley flitted and dove around the ship just as the hummingbird had done in the highdomed aviary.

Ritengo che anche la parte “in a way [...] aviary”, dato il contesto (un guasto e una persona ben nota), sia un pensiero innaturale per il personaggio e inutile per il lettore, ma avendo tolto il pezzo precedentemente incriminato si è già alleggerito il problema a sufficienza.

In questo caso non credo che l’autrice abbia intenzione di fare Arte e Grande Letteratura, rifuggendo dai paurosi e castranti Generi (stile «solo perché ho parlato di avventure post-apocalittiche con supermutanti, esplosioni, armi laser e zombie radioattivi non potete dire che scrivo romanzi post-apocalitici d’azione!!!»), per cui se si volesse criticare l’estratto usando, dove necessario, gli strumenti atti alla valutazione predisposti dagli stessi autori di narrativa angloamericani e apprendibili sui manuali, direi che si potrebbe fare senza timore di essere linciati (e non essendo autrice italiana non ha gli squadristi del lecchinaggio già pronti a manganellare i contestatori, no?).
Provate nei commenti, se vi va. ^_^”

 

The Marionette Unit – Inception Trailer

Posted by Il Duca Carraronan on 07 gen 2010 | Tagged as: Film e TV, Steampunk

Ho visto questo video qualche giorno fa su Twitch e poi l’ho rivisto nel suo rimbalzo del quattro gennaio presso The Heliograph. Il film è ancora in lavorazione, ma il trailer è stato visto diecimila volte solo negli ultimi cinque giorni, grazie ai rimbalzi sul web nei siti dedicati al cinema e/o allo steampunk. Merita un rimbalzo anche su Baionette Librarie.
Viva lo Steampunk!

Trama.
Il film è ambientato in una Inghilterra Vittoriana alternativa, un mondo dove la tecnologia steam-punk si è sviluppato rapidamente, un mondo dove tutta la creatività, l’arte e ogni espressione individuale è controllata dallo Stato.
The Marionette Unit è uno spettacolo teatrale dove l’uomo e la macchina sono fuse assieme. Una macchina musicale che ricorda un contorto organo da chiesa, messa in funzione da valvole, vapore ed elettricità, è collegata tramite una massa di cavi elettrici al corpo di tre ballerine.
Le ballerine sono controllate dalla macchina, per il piacere del pubblico.

Il film segue la storia di Smith, un personaggio enigmatico legato a una società clandestina di artisti braccata dalla polizia. Smith è andato a vedere la famosa ballerina, Georgette, che proverà a sfuggire dalle grinfie della macchina. Riuscirà a liberarsi e a fuggire con Smith o soccomberà alla forza che la tiene prigioniera?

Maggiori informazioni su: http://www.themarionetteunit.com

Ancora fanfic sul Duca: racconto e parodia

Posted by Il Duca Carraronan on 05 gen 2010 | Tagged as: Anime, Vita del Duca

Il Duca si sollazza segnalando due nuove fanfic dedicate alla sua ducale persona.
La prima fanfic è il secondo pezzo del racconto di “???” iniziato tre mesi fa, scritto sempre nell’ambito degli esercizi proposti da Gamberetta (prima erano “descrizioni” e ora “dialoghi”). Come esercizio in sé sull’uso del conflitto nei dialoghi eccetera poteva essere migliore, ma come fanfic sul Duca è molto carina. ^_^
La seconda fanfic è una parodia a opera di Taotor, la prima di una serie dedicata a vari blogger: molto carina, ma il problema (come notato anche da Taotor) è che il Duca è già la parodia di sé stesso per cui più che una parodia vi sembrerà davvero di leggere un mio articolo. ^_^

Se non volete seguire i link per il racconto, qui potete trovare
il primo pezzo della fanfic ▼

e
il secondo pezzo della fanfic ▼

Per la parodia scritta da Taotor invece dovete andare sul suo sito. ^_^

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A furia di guardare nell’ano potresti precipitarci dentro.
Quel giorno un coniglio potrebbe soccorrerti. O magari no.

E per concludere… mutandine!
Sto seguendo un anime del 2009, Sora no Otoshimono. Ultimamente non stavo guardando granché, data la delusione con le serie che avevo provato nei mesi scorsi, ma dopo aver visto Bakemonogatari ho deciso di fare un tentativo con un paio di anime a cui non avevo ancora dato una possibilità.
Perché Sora no Otoshimono? Unicamente per l’aspetto di uno dei personaggi principali: un’aliena-angelo con i capelli rosa, gli occhi verdi e splendide tettone. Un motivo di notevole spessore intellettuale, come sempre. ^_^
Il primi episodio non era granché, ma il secondo mi ha riservato una piacevolissima sorpresa, a livello di quella dell’episodio 7 (Nice ‘n Breezy) di Strike Witches: era tutto dedicato alle mutandine!

Il protagonista, dotato di un mezzo capace di esaudire i desideri, esprime per errore il desiderio che la sua amica d’infanzia indossi mutandine più “carine”: da quel momento la ragazza non riesce a indossare nessun paio di mutandine, perché arrivate a metà coscia tutte si animano e volano via come uccelli! Nessuna è abbastanza in linea coi desideri del protagonista!

Alla fine la situazione si risolve, ma la sigla finale è spettacolare:
stormi di mutandine volano sul mondo! CA-PO-LA-VO-RO!

Guardalo in HD (e magari a tutto schermo) su Youtube

 

Spunti Steampunk: Scafandri Rigidi Articolati

Posted by Il Duca Carraronan on 02 gen 2010 | Tagged as: Marina e Navi, Steampunk

Nell’articolo di ieri ho proposto un gioco.
Gli scopi del gioco erano due: fare il porco con la solita storia delle mutandine; stimolare la curiosità dei lettori che volevano partecipare e portarli a scoprire siti e scafandri d’epoca che non conoscevano. E magari trovarli affascinanti come è capitato a me.

In fondo l’immagine tipica del palombaro d’epoca è quella dell’elmo di metallo e della muta flessibile, no? Credo che tanti ignorino che gli scafandri rigidi articolari (ADS, Atmospheric Diving Suit) esistevano ben prima della seconda guerra mondiale, o che addirittura hanno antenati che risalgono al Settecento. O forse proietto sugli altri la mia passata ignoranza e invece è una cosa che tutti imparano poco dopo l’uso del vasino… ^_^

Nel dubbio val la pena segnalare un po’ di foto, come spunti su cui riflettere o con cui far volare l’immaginazione: spunti, immagini, suggestioni… cosa c’è di più importante per alimentare la fantasia e di conseguenza la narrativa fantastica di qualità?
Ho fatto già qualcosa di simile con la posta pneumatica.

Certi non sfigurerebbero come esocheletri a vapore ottocenteschi: magari Golem a vapore tecnomagici indossabili, il tipo che ho messo da un anno e mezzo abbondante nella mia ambientazione SteamFantasy (però io li preferisco più sul genere Mech pilotabile che non esoscheletro indossabile, ma è solo questione di gusti).

Palombaro_classico_e_tritonia_1935_confronto
Palombaro nello scafandro rigido “Tritonia” (di Peress) al fianco di uno in muta flessibile.
Tritonia_1935_ingresso Tritonia_1935_appeso
Tritonia: scafandro rigido da palombaro…
O armatura per i Granatieri Corazzati prussiani nella guerra del 1870-71?
O forse una tuta spaziale del Corpo di Spedizione Britannico su Marte, nel 1893?

Lo Steam ha bisogno di suggestioni e informazioni: come si può immaginare un passato diverso senza partire da quello reale? Spero in futuro di fare altri articoli di questo tipo: il fatto che io non possa scrivere nulla di intelligente e/o nuovo su un argomento che mi piace non è un buon motivo per non condividere il materiale con altri che potrebbero trovarlo altrettanto affascinante. No? ^_^

scaphandre
Il famoso scafandro rigido Carmagnolle, ideato nel 1878 e brevettato nel 1882.
Peso: ben 380 chilogrammi. Bello, ma poco pratico: tipicamente francese.
carmagnolle_1878 carmagnolle6 Carmagnol_1882
Non sembra un’armatura potenziata Steampunk?
Manca solo un motore a vapore sulla schiena e i pistoni idraulici sugli arti…

Qualche informazione da Wikipedia inglese e italiana:
1715: John Lethbridge costruì una “macchina per immersione”, essenzialmente un barile di legno di circa 1 metro e 80 di lunghezza con due fori per le braccia, sigillati con cuoio, e un oblò di vetro. Venne utilizzata spesso per immersioni a circa 18 metri e per recuperare consistenti quantità di argento dal relitto della East Indiaman Vansittart, affondata nel 1718 di fronte a Capo Verde.
1838: l’inglese William H. Taylor progettò la prima muta corazzata con articolazioni vere, concepite come parti in cuoio impermeabile con anelli a formare una molla (articolazioni a soffietto). Le mani e i piedi del subacqueo erano coperte di cuoio. Aveva anche inventato un serbatoio per la zavorra allegato da riempire con acqua per ottenere la galleggiabilità negativa. Fu brevettato, ma mai prodotto perché si credeva che il peso e la mole avrebbero immobilizzato il subacqueo.
1856: Lodner D. Phillips progettò il primo Scafandro Rigido Articolato interamente sigillato. Si trattava di un torso a forma di barilotto, con estremità a cupola e giunture sferiche per la mobilità di braccia e gambe. L’aria veniva fornita dalla superficie tramite un ombelicale. Non pare venne mai davvero costruito.
1882: i fratelli Carmagnolle di Marsiglia brevettarono la prima ADS antropomorfica dotata di giunture a tenuta stagna formate da sezioni di sfera concentriche. La muta ne aveva 22, 4 per gamba, sei per braccio e due nel torso. L’elmo aveva 25 vetri per la visione all’esterno.
1914: Macduffee costruì la prima ADS con cuscinetti a sfera per agevolare i movimenti. Venne testata a New York alla profondità di 65 metri. Pesava 250 chilogrammi, in lega d’alluminio.

Chester_Macduffee_ADS_small
Lethbridge_scafandro_immersione William_Taylor_ADS Lafayette_1875
Macduffee (1914), Lethbridge (1715), Taylor (1838) e Lafayette (1875)

Maggiori informazioni qui:
http://www.therebreathersite.nl
http://www.divingheritage.com
Wikipedia Inglese
Wikipedia Italiana (versione incompleta di quella inglese)

Piaciute?
 

Buon Ano nuovo e una foto interessante

Posted by Il Duca Carraronan on 01 gen 2010 | Tagged as: Novità sul Sito, Steampunk

Buon Ano.
Visto che scrivere un post di soli auguri mi pare un’agghiacciante stronzata, seppure riconosca la sua funzione nell’ambito che gli umani trovano tanto entusiasmante dello scambiarsi carezze sociali (il passo successivo è lo spidocchiarsi a vicenda, versione scimmiesca del leccarsi il sedere tra scrittori), aggiungo questa foto:

i_have_both_moustache_and_robot

E ora ditemi cos’è quella “sorta di robot”.
È facile, per cui mi aspetto che indoviniate entro 24 ore: ma se darete anche qualche dettaglio (mi bastano inventore e anno) oltre alla generica risposta, il Duca sarà fiero di voi.
Appena svelato l’arc’ano riceverete un link che immagino farà felici gli amanti dello Steampunk.

Non dirò chi ha indovinato prima del 2 gennaio 2010.
E mi auguro di non dover attendere il tre per avere una risposta completa.
Non pubblicherò le porzioni dei commenti contenenti le risposte (ma lo farò a fine gioco, sistemando tutti i tagli).
Buon divertimento.

 
Aggiornamento sulle statistiche
La partenza di dicembre molto buona, durata solo undici giorni, come già spiegato era interamente dovuta a images.google, e la qualità dell’utenza guadagnata era quindi minore di quella ottenibile con chi cerca testi. Persa quella fetta (già ridotta a ben poco a metà mese), posso comunque dire che si è confermato un aumento dei visitatori, nonostante il calo normale dovuto alle festività natalizie (tra gente partita e altro da fare, sì lo so che la massa spulcia i siti mentre è “al lavoro”): nei giorni di calo peggiore, in cui altri miei siti registravano anche un -20%, sono riuscito a mantenermi sui 480 visitatori. Non male.
Tra il 28 e il 30 ero sempre poco sotto i 600. Il 31 ovviamente ha fatto schifo a livello nat’analizio, forse perché di sera la massa non era in casa con la febbre come me. ^_^”
Considerando che appena un mese fa 553 utenti erano il mio nuovo record, poterli ora considerare una “giornata a medio-bassa affluenza” mi dà una certa soddisfazione. ^_^

Visitatori di dicembre: 20722
Pagine visitate di dicembre: 55128
Media visitatori giornaliera: 668