Come ricorderete si era parlato già delle vendite su Kindle dei libri di Konrath, confrontando le pessime performance di quelli “pubblicati da un editore” e venduti a 7-8$ con le ottime performance di quelli “autopubblicati” e venduti a 1,99$. Ottime performance sia in termini di vendite complessive che di guadagni, entrambi molto superiori.

Konrath ha iniziato ad autopubblicarsi nel negozio dell’Amazon Kindle l’8 aprile 2009. Il 4 marzo 2010 alle 9:23 del mattino, neanche 11 mesi dopo, aveva già venduto 29.224 eBook autopubblicati. Questo articolo ripropone le considerazioni esposte da Konrath qui.

Attualmente Konrath vende 170 ebook al giorno, con un guadagno (al 35%) di circa 120$ al giorno senza fare NULLA. Continuando così quegli eBook gli faranno guadagnare più di 43.000$ quest’anno e ricordiamo che erano libri che gli editori del cartaceo avevano RIFIUTATO. Erano libri sprecati: erano pronti, ma incapaci di produrre reddito perché ostacolati dal disinteresse degli editori. Il pubblico veniva PRIVATO della possibilità di comprarli perché qualche signore aveva deciso così. L’autore ha preferito rimboccarsi le maniche e fare da solo: i frutti sono stati ottimi e abbondanti.

L’editore come intermediario privilegiato era quindi un danno per l’autore e un danno per i lettori: 43.000$ all’anno in più non sono bruscolini per l’autore e alcuni libri in più del proprio scrittore preferito sono un tesoro per qualsiasi fan.

E le cose andranno sempre meglio nei prossimi mesi! Se 43.800$ è la stima “in un anno” con l’attuale livello di vendite, non bisogna però trascurare due piccoli dettagli: Amazon è intenzionata da luglio ad aumentare le royalty dal 35% al 70% (a patto di alzare il prezzo dell’eBook da 1,99$ a 2,99$, con un guadagno per l’autore di 2$ invece che di 0,70$ su ogni eBook); la lettura degli eBook continuerà a crescere grazie alla diffusione sempre maggiore degli eReader.
Konrath non ha dubbi: per la fine dell’anno guadagnerà almeno 5.000$ al mese solo con i libri sul Kindle.

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ESPERTI EDITORI:
impediranno alla gente di leggere i tuoi libri e ti faranno perdere 40.000$ l’anno…
…il tutto completamente GRATIS!!! ^___^

Dieci motivi per cui Konrath vende così bene

  1. È già noto al pubblico, almeno un pochettino. Non è un autore di best seller e non è nemmeno molto famoso, come già detto nel precedente articolo era uno che sopravviveva (e ora se la cava molto meglio!). In giro per il mondo ci sono in totale mezzo milione di suoi libri stampati. Sembrano tanti, ma considerate che Licia Troisi solo in Italia, a quanto veniva detto, ha venduto ben di più con la prima trilogia. Konrath non è il “signor nessuno”, ma non è neppure un personaggio molto noto. E comunque di questo mezzo milione di libri stampati non è dato sapere quanti siano finiti al macero invece che venduti.
  2. Ha un blog di successo che parla di eBook, editoria e scrittura. Questo è un elemento un pochino più importante visto che il traffico misura sia la sua capacità di promuoversi online con articoli a tema che la sua fama offline (più sei noto in generale, incluso grazie ai libri, e più fan cercheranno il tuo sito in internet). Konrath è presente col suo blog dal 2005 e attualmente ha più di 1.000 visitatori al giorno. Non è molto, se consideriamo che perfino io nel mese di febbraio ho avuto una media esatta (arrotondata all’intero più basso) di 642 visitatori al giorno, tra giornate con punte di 800+ e sabati attorno ai 550 (riguardo marzo: venerdì ho avuto 687 visitatori, ieri 603). Boh.
  3. Prezzo basso. Con l’esperienza (si veda l’articolo linkato in cima) Konrath ha scoperto che con il prezzo di 1,99$ si vendono molti più libri. In futuro, come avevo suggerito anche io agli autori autopubblicati nell’articolo precedente, aumenterà il prezzo da 1,99$ a 2,99$ per approfittare delle royalty al 70% (non disponibili per libri sotto i 2,99$). Forse potrebbe già fare qualche soldino in più con i 2,99$, ma il calo di vendite correlato all’aumento del prezzo sarebbe un danno dal punto di vista del potenziale passaparola e quindi antieconomico.
    Sopporterà quel calo di vendite quando potrà ottenere il raddoppio delle royalty, non prima. Sono d’accordo, è la mossa giusta.
  4. Quattro. Perché sì, è la cosa più importante.
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  5. È nei bestseller del Kindle. La lista dei bestseller permette ai visitatori di vedere il libro di questo autore mezzo sconosciuto fianco a fianco con i libri di gente del calibro di Stephen King, James Patterson ecc… in più con un prezzo estremamente allettante, solo 1,99$! Perfetta combinazione per far scattare l’acquisto impulsivo: un paio di click e il libro è venduto. È come una profezia autoavverante: se finisci nella lista dei bestseller allora vendi subito di più e vendendo di più rimani nella lista dei bestseller! Un buon motivo per non alzare il prezzo col rischio di uscire dalla lista!
  6. Passaparola. L’autore viene trovato facilmente con Google, ha molti link verso il proprio blog, molte recensioni dei propri libri, molti fan che consigliano ad altri i suoi libri. Anche il lavoro per promuovere le proprie opere “in alberi morti” negli anni precedenti ha aiutato a costruire una certa visibilità in internet in termini di numero di pagine che parlano di lui.
    Naturalmente fare ottimi articoli a tema eBook sul suo blog ha aiutato: i buoni articoli portano più lettori e più lettori significano più link su Twitter, Facebook ecc… e di conseguenza ancora più lettori.
  7. Promozione. Konrath, a parte qualche link qua e là su una manciata di forum a tema Kindle e simili, non ha fatto molto altro per questi eBook autoprodotti (d’altronde la sua vera autopromozione sul web è il blog in sé). Per gli altri libri in cartaceo (ricordiamolo di nuovo: nessuno dei suoi libri a 1,99$ ha una versione cartacea) si era lanciato come un pazzo, firmando copie in tutte le librerie come un invasato.
    Meglio non eccedere con l’autopromozione bovina: ci vuole poco (e chiunque frequenta anobii o i forum a tema fantasy lo ha già visto) per finire giustamente etichettati come spammer. Meglio dedicarsi al blog e fare in modo che sia la qualità riconosciuta e la fama personale a diffondere i libri.
  8. Buone storie. La notorietà del vostro nome e il prezzo infimo non possono fare miracoli (a meno che la notorietà del vostro nome non sia immensa). Se il libro fa schifo, le vendite crolleranno. E non basta scrivere bene: bisogna avere un libro ben formattato come eBook per il Kindle. Un libro formattato così male che sanguinano gli occhi a leggerlo NON scatenerà passaparola utile.
  9. Belle copertine e buone descrizioni. Konrath, dopo aver raccolto i pareri sulle copertine dei suoi eBook nel tentativo di capire perché alcuni vendevano molto meno di altri (sondaggio sul blog), ha scoperto che mettendo nuove copertine più belle e descrizioni più efficaci le vendite aumentavano subito. Inoltre mettere fin dal principio della descrizione la scritta “Only $1.99 for a limited time” (vero: a luglio passeranno a 2,99$) ha incoraggiato l’acquisto impulsivo.
    La copertina è importante perché è la prima cosa che il lettore vede. Io stesso mi sono interessato ad alcuni libri su Amazon solo per la copertina di uno della serie, scoprendo così che potevano interessarmi e comprandone subito due (ne parlerò in futuro, datemi il tempo di leggerli).
  10. Nuovi contenuti. È bene aggiungere un nuovo libro ogni qualche mese (se uno ne ha, ma un vero scrittore vecchia scuola come Konrath ha una discreta riserva di ottimi libri inediti). Più libri ci sono e più possibilità si hanno di essere scoperti da un nuovo lettore. Se il tuo libro è bello allora è facile che ne comprerà un secondo e un terzo… o anche tutti se il prezzo è molto basso e la qualità alta.

PRIMA

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DOPO

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Come fa notare Konrath ci sono autori autopubblicati su Amazon meno noti di lui che vendono perfino più di lui (giudicando dalla lista dei bestseller). E tutti questi autori probabilmente attuano strategie simili alle sue. Se si vuole approfittare di un mercato ancora “libero” (420.000 eBook appena) bisogna lanciarsi subito: ritagliarsi un posto nella lista dei bestseller finché è possibile farlo può essere un investimento importante.

E anche senza diventare un bestseller, è importante soddisfare il bisogno di specifici eBook del pubblico con i propri libri. C’è una bella differenza tra essere in due o tre a pubblicare eBook di ottimo fantasy a 1,99 euro oppure essere in quaranta (con altri diecimila che scrivono di merda e si lagnano che nessuno compra i loro eBook). ^_^

Per concludere, un link utile in cui Sandrone Dazieri spiega l’importanza di non “sedersi tra due sedie”, ovvero di scrivere libri che appartengano al Genere scelto se si vuole competere nel Genere scelto: qualche trucco per scrivere bene un romanzo di genere.

Il romanzo di genere è quello scritto allo scopo di divertire e appassionare il lettore attraverso strumenti come la suspense, l’umorismo, il sentimento amoroso, la paura, il sesso, la speculazione. Se vi proponete di educare le masse o cambiare la storia della letteratura, o non state scrivendo un romanzo di genere o state fingendo di scriverne uno.
[…]
Un romanzo di genere è un romanzo di trama. A differenza di un romanzo di stile o “ideativo”, quello che conta è quello che accade al protagonista, o ai protagonisti, le situazioni che vivono, i percorsi che fanno. Se quanto costruite attorno ai vostri personaggi sarà interessante per il lettore, il romanzo funzionerà, altrimenti cadrà come una mela dall’albero. Questa regola ha un corollario: tutto quello che non serve ai fini della trama (personaggi, passaggi, belle pagine) va tolto.

(Sandrone Dazieri che ripete cose già dette fin dal 2007 da Gamberetta: insulterete anche lui perché è solo una “ragazzina invidiosa”, branco di leccaculo subumani?)

15 Replies to “Ancora Konrath: 30.000 eBook in 11 mesi”

  1. pare che Ibs si stia attrezzando per vendere ebook… qualcuno sa niente di più preciso?

  2. Viviamo tempi affascinanti, caro Duca. Sembra di essere alle soglie della rivoluzione industriale. Articolo assai interessante, come sempre, m’incuriosiscono molto le analisi di questi fenomeni.

  3. Articolo interessante.

    Allo stesso tempo fa ben sperare e spaventa per il potenziale reality check.

    Ma anche se tutto andasse male, meglio farsi dire dalle masse che il tuo libro fa cagare, rispetto che avere risposte vaghe dagli editori o, peggio, spenderci carriolate di denaro con quelli a pagamento, no?

    Saluti

  4. Mi soffermerei anche su uno dei contenuti più importanti del blog di Konrath, ovvero la guida alla scrittura di 250.000 parole scaricabile gratuitamente (se penso che qui gira roba come il Manuale di scrittura creativa di Cotroneo!).
    Mi fece un’impressione così positiva che gli dedicai il primo articolo del mio blog, un paio di mesi fa’. Inoltre, il caso di Konrath sembra non essere più l’eccezione che conferma la regola. Altri autori, lo abbiamo detto in un altro articolo del Duca, sono pronti ad intraprendere la sua strada.
    Per finire, vi pongo una questione. Se un giorno i grandi autori(King, Rice, Grisham, Cussler ecc..) decidessero di mollare i rispettivi editori e di vendere direttamente attraverso Amazon o, azzardo un’ipotesi, mediante una piattaforma gestita direttamente dagli autori? Il sistema editoriale attuale andrebbe in frantumi?

  5. se penso che qui gira roba come il Manuale di scrittura creativa di Cotroneo

    Quello che non scriveva partendo da un’intuizione su personaggi interessanti o trame originali, ma dalla “luce di Otranto”?

    Ma ora vi farò un esempio pratico ripercorrendo il metodo di lavoro che ho usato scrivendo Otranto.

    Ecco lo schema.
    a) idea iniziale:
    Scrivere un libro sulla luce.
    b) il perché di questa idea:
    Quando andai a Otranto la prima volta vidi la città in piena estate, sotto la luce meridiana. Pensai che mi sarebbe piaciuto raccontare il potere della luce.

    Sembra un’idea che non ha nulla a che fare con una trama narrativa, ma non è così. Stabilita questa premessa, ho cominciato a pensare all’ambientazione.
    c) tempo:
    oggi
    d) personaggio principale:
    una donna, giovane.

    A quel punto avevo cominciato a riflettere sul perché io volessi proprio raccontare quella storia. Ho capito che io, nato in Piemonte, ma da genitori meridionali, volevo raccontare quanto fosse importante per un uomo nato al nord, ma con profonde radici perdute nel sud, la scoperta di quella luce e di quelle atmosfere.

    Avere una storia decente da raccontare è la cosa meno importante. Se notate, infatti, uno stralcio di idea per la storia vera e propria non c’è ancora: solo luce, una giovane donna generica e il sentirsi di origini terrone.
    LOL.

  6. Ah ah, mi hai letto nel pensiero. Stavo immaginando proprio quel passo! Il peggior consiglio nella lunga e triste storia dei cattivi consigli.

    p.s.dev’essere il manuale seguito da Baricco.

  7. Per finire, vi pongo una questione. Se un giorno i grandi autori(King, Rice, Grisham, Cussler ecc..) decidessero di mollare i rispettivi editori e di vendere direttamente attraverso Amazon o, azzardo un’ipotesi, mediante una piattaforma gestita direttamente dagli autori? Il sistema editoriale attuale andrebbe in frantumi?

    @Zweilawyer: Proprio in frantumi direi di no, certamente cambierebbe profondamente. Come detto dal Duca, in futuro le case editrici dovrebbero occuparsi soltanto di editing e promozione dei libri. Il cartaceo sarà solo per i “feticisti” o chi ha trovato l’eBook particolarmente bello. Magari tra una decina di anni ci troveremo di fronte al print on demand per tutto il cartaceo. Comunque dubito in un collasso totale degli editori. Se sono sopravvisute le major discografiche a 10 anni di P2P nonostante i continui gridi di allarme (falsi) sopravviveranno anche gli editori. Salvo qualche sorpresa.

    The first lesson of the web: we have to get better in believe the impossible.
    Kevin KellyEntertainment Gathering 2007

    @Dagored: Konrath scrive libri di genere thriller, horror e mistero.

  8. @ Stighlitz
    su ibs mi pare stiano organizzando una specie di concorso letterario dove in palio ci sarà la pubblicazione in ebook il che sarebbe un passettino auspicabile (anche se ce ne vorrebbero ben altri e di tutt’altro respiro). Altro ninzò.

  9. branco di leccaculo subumani

    LOL! ^___^

    Sarebbe bello se Amazon aprisse agli scrittori non anglosassoni.

  10. @Angra

    Se uno conosce bene l’inglese potrebbe tradurre il proprio libro, magari con l’aiuto di uno o due amici madrelingua, e tentare con Amazon.

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