aprile 2010

Archivio del Mese

3DPD, Cosplay, Lolita e Kamikaze Girls

Posted by on 25 apr 2010 | Tagged as: Bizzarro, Film e TV, For The Lulz, Giappolandia

Articolo calderone 4 teh lulz, per buttare dentro varie cose che mi passavano per il pickelhaube ultim’analmente. Prima di proseguire voglio sottolineare che sono abilitato a prendere per il culo la gente grassa vestita in modo buffo perché sono grasso e indosso camicie hawaiane. Lo possono testimoniare anche D’Andrea GL e Francesco Falconi perché mi hanno visto a Torino un anno fa! È come quando uno è negro e può fare umorismo sui negri o è ebreo e può sfottere gli ebrei, quindi se siete ciccioni offesi STFU e GTFO: sono abilitato all’esercizio dello sfottò!

Spesso mi trovo a sottolineare quanto il fantasy in Italia attualmente faccia pietà rispetto a quello che offre il mondo esterno in termini di qualità nella trama, nella scrittura, nella fantasia… in tutto, insomma. Questo non è dovuto a un qualche fattore sovrannaturale, tipo l’Aura Magica di Protezione di Jobs chiamata in causa da certi Mac Fag per sostenere che i Mac non avranno mai virus (nemmeno se il mondo usasse al 90% Mac!), ma dipende dal fatto che gli italiani fanno Speculative Fiction con livelli di qualità italiani e precisione italiana. Citando Renè Ferretti: alla cazzo di cane.
Cose che per uno scrittore all’estero sarebbero il minimo sufficiente (ad esempio che ogni elemento della storia sia pienamente motivato nel suo essere presente sia come singolo elemento che in rapporto con tutti gli altri), da noi sarebbero Grande Scrittura degna di un autore di Livello Superiore che prende dannatamente sul serio il proprio operato.

Come dissi ad Okamis sul suo blog, confrontando il mediocre Boneshaker con la feccia media italiana:

Perché mi pare sempre di stare paragonando i temi della Classe Normale con quelli della Classe per Bambini Speciali (dove si intrecciano canestri)?

Questo sentimento di schifo che provo ha un nome, secondo gli esperti del settore Marketing e Lecchinaggio (le cui filiali sono accessibili nei principali blog e forum di amiketti appassionati di fantasy): si chiama Esterofilia & Invidia.

Ora aggiungetegli la barba e i baffi: separati alla nascita? ^_^

Funziona così, ora vi faccio un esempio semplice.
Se paragoniamo il potere antiuomo e la gittata utile di due fucili, uno in 6,5 Arisaka punta tonda del 1904 e uno in 7,92 Mauser spitzer del 1940, è facile constatare che il secondo calibro ribaltandosi nella ferita causa danni molto più devastanti, spesso sufficienti a mandare fuori combattimento con un solo colpo nel torso, mentre il primo fa ferite piccole piccole e molto nette, che guariscono rapidamente. Inoltre il secondo ha una gittata utile molto superiore al primo, novecento metri circa per il Mauser contro i seicento metri circa dell’Arisaka.
Sono entrambi armi straniere e il confronto è basato su dati oggettivi.
Ora immaginate che al posto del 6,5 Arisaka vi sia il 6,5 Carcano, che era in pratica identico dal punto di vista della gittata e della capacità antiuomo (buchini piccini senza ribaltarsi nella carne). Se si applicasse lo stesso criterio con cui troppo spesso si ragiona quando si parla di Fantasy in Italia, verreste accusati di Esterofilia & Invidia.
L’accusa non è mai basata sui fatti, ma solo sull’etichetta che permette di avviare il Pogrom contro il giudeo di turno (“Hanno ucciso Gesù Cristo e offeso il Fantasy Italiano!!! Bruciamo le loro case!!!). Semplice, no?

Pensieri Esterofili & Invidiosi (forse retaggio di antenati dal naso adunco?) mi vengono anche al di fuori dell’ambito Fantasy. Ad esempio guardando le Lolite italiane. Brrr.

Come saprete ho un debole sia per le cosplayer che per le cose strane, incluse le belle ragazze vestite secondo il frivolo stile Lolita. Ok, in realtà anche loro le preferisco se le penso come cosplayer e non come gente che normalmente si veste in questo modo (preferisco un decorosa Cosplay Lolita con una figona rispetto a un eccellente abito Lolita indossato da un cesso), ma diciamo che in generale la moda Lolita mi piace. Comunque, sarò b’anale, ma la mia preferenza assoluta va ai cosplay delle cameriere (maid, french maid), in particolare a quelle coi nekomimi (orecchie da gatto)!





Cameriere! Il genere di cose che mi piacciono!
(nelle tre con lo sfondo rosa c’è Francesca Dani)

Il problema arriva quando si confrontano le immagini 2D stile manga e i personaggi degli anime con l’equivalente 3D… in particolare l’equivalente 3D italiano. Per ogni Cosplayer figa, c’è una secchiata di cessi. Per ogni Lolita carina che pare una bambolina, c’è una mandria di obese inferocite. E tolti rarissimi casi (anche includendo le cosplayer estere) l’equivalente 2D è spesso più kawaii e adorabile delle versioni 3D.

Prendiamo ad esempio questo bellissimo video: l’intervista a una vera Gothic Lolita italiana (o, più correttamente, appassionata di vestiario Gothic Lolita) che imita anche nelle parole scelte i cliché dell’appassionata di moda Lolita mostrati in Kamikaze Girls (con la differenza che lei pare una snob all’italiana, mentre la tizia interpretata da Kyoko Fukada era un gran personaggio).

Vita da Gothic Lolita

A parte che quando va in cioccolateria con Misa c’è da aver paura che piombino i Giapponesi con gli arpioni. Avete visto che roba? Stendendo un velo pietoso su quello con la mascherina reduce dei cosplay cyberpunk di venti anni fa e sul vampiro, la meno insopportabile da guardare è Martina. Almeno sembra un essere umano! Non è l’abito il problema: è cosa c’è dentro.

Curioso che le venga un po’ da ridere quando dice che veste lolita anche per andare a scuola e in palestra: prima di tutto a scuola la lolita di Kamikaze Girls che tanto le piace (tutta la minchiata sul Rococò e la dolcezza è presa da lì) ci andava vestita normale – ovvero in divisa – (i giapponesi sono seri, distinguono il Dovere dall’Egocentrismo) e in secondo luogo… palestra??? Una vera lolita non ci va perché sudare non è dignitoso, quindi puoi evitare anche tu che è meglio, e poi… ma chi ci crede che ci vai? Fai il sollevamento dei cioccolatini, altro che la palestra! ^_^

Secondo me le lolite grasse con le ossa grosse dovrebbero curare di più il vestiario.
In fondo il Lolita non sta nello scoprire, non sta nell’essere sexy: lolita è essere graziose e frivole senza cercare apposta richiami sessuali. Contrasta con le mode moderne piene di ombelichi di fuori, culi di fuori, porzioni inferiori delle tette di fuori assieme alla classica scollatura (in pratica vestiti ridotti a fasce sui capezzoli)… insomma essere graziose senza accenturare tutti quegli indicatori di disponibilità sessuale con cui le Ragazze Moderne mettono in mostra la merce per acchiappare la migliore combinazione Grosso-Cazzo/Grosso-Stipendio. Nel Lolita coprire di più è meglio: quindi perché non un bel Burqa Afgano in stile Lolita, con fiori, merletti ecc…? Giusto uno spiraglio per gli occhi e il resto un trionfo di sartoria di altissima qualità.
Si salva capra e cavoli: grassone lolite, ma senza offendere lo sguardo maschile!

Un film molto bello con protagonista una Lolita è Kamikaze Girls: commedia divertente, buone trovate, recitazione più che valida con l’accoppiata esplosiva Kyoko Fukada (la lolita) – Anna Tsuchiya (la motociclista yanki). Si trova anche doppiato in italiano. Quanto meno Nicole ha un minimo di gusto per i film…

Un piccolo assaggio di Kamikaze Girls

In Kamikaze Girls ci sono molti riferimenti alla marca lolita Baby, The Stars Shine Bright, specializzata in Sweet Lolita. Nicole cita anche Moi-même-Moitié, la marca di Mana specializzata in Elegant Gothic Lolita. No, non Mana il paleontologo con le ossa grosse: parlo di Mana-sama l’invertito sessuale dei Moi dix Mois. Così, a occhio, preferisco l’invertito.




Per dimenticare le italiane che vestono Lolita…
(chi è interessato per davvero allo stile Lolita vada invece qui: c’è anche la guida per riconoscere il cosplay lolita dal lolita, non che me ne freghi un cazzo… ^_^”)

Visto le Lolite 2D? Sono meglio di Misa e compagne.
Ecco, questa differenza abissale tra la massa delle “ragazze vere” e quelle disegnate viene da tempo indicato dagli otaku (a partire da 4chan e posti simili), con l’espressione 3D Pig Disgusting (3DPD) o anche solo 3D Pig.
Mi piace 3DPD, rende bene la differenza tra le cose che uno si è abituato a trovare piacevoli e quello che troppo spesso riserva la realtà. 3D Girls are Pig Disgusting!

A proposito: vedendo Kamikaze Girls ho scoperto che il mio stile non è “camicia hawaiana” e forse dentro di me c’è una Sweet Lolita. Che ne dite, mi starebbe bene questo vestitino puccioso bianco e rosa? Potrei indossare il pickelhaube e fare la Sweet Kaiser Lolita, andando in giro tutta vestita di rosa, baldanzosa, saltellando qua e là.
^_^

Der Mensch als Industriepalast

Posted by on 22 apr 2010 | Tagged as: Bizzarro, Dieselpunk

Un blando spunto storico per gli appassionati di Dieselpunk: l’uomo macchina di Fritz Kahn.

Il dottor Fritz Kahn (1888-1968), ginecologo (sono quelli che guardano la vagina) a Berlino (un posto pieno di crucchi) e scrittore (gente che non sa trovare il proprio culo nemmeno con una mappa e una guida sherpa) di fama mondiale nell’ambito della divulgazione scientifica, ha illustrato le funzioni del corpo umano con bellissime analogie tra il corpo e la macchina. Ok, per noi può sembrare una cazzata, ma per l’epoca era un’ottima idea e il suo lavoro è ancora delizioso da ammirare. Negli anni ’20 i cinque volumi di Das Leben des Menschen (La Vita dell’Uomo) divennero tra le opere tedesche più famose nel mondo (seppure con alcune critiche sulle assurde conseguenze, talvolta, di questa ricerca di “originalità” a tutti i costi). Poi venne il Nazismo e Kahn, ebreo come i candelabri a sette bracci e il deicidio, venne cacciato dalla Germania. Continuò la carriera di divulgatore scientifico negli Stati Uniti.
Una delle sue opere più famose è il poster Der Mensch als Industriepalast.



Ho ripensato oggi a Fritz Kahn vedendo il video del 2009 di Henning M. Lederer dedicato all’animazione di Der Mensch als Industriepalast, apparso ieri su Dark Roasted Blend. Godetevelo. ^_^

Posso essere il coniglietto pasquale?

Posted by on 21 apr 2010 | Tagged as: Bizzarro, Conigli, Rabbit Weird

Dopo aver cercato di far incazzare quel 3% del mio pubblico formato da utenti Mac (dati Cystats del mese), ora è il momento di far incazzare quelli che si aspettano il post sullo Steampunk (fatemi finire di leggere Robida: lo sapete che io, a differenza di come fanno praticamente tutti — soprattutto con lo steampunk —, preferisco andare alla “fonte” quando possibile anche se è solo per citare due cose che potrei copiare bovinamente da qualche articolo sul web) o il più volte annunciato post sui fucili ad ago (che è ormai è come gli straordinari di aprile in Boris) o quello sul libro di Barzini dedicato alla Guerra Russo-Giapponese (presto, prestissimo: è solo lungo e faticoso copiare i pezzi interessanti!): oggi parlerò di conigli, quegli adorabili animaletti di cui non frega un cazzo a nessuno a parte me che amate tutti! ^__^

Ho trovato due video sconvolgenti sui conigli.
Trattando uno degli aspetti più misteriosi e leggendari della fisiologia del coniglio, ho deciso di metterlo anche nella categoria Rabbit Weird. Il primo video mostra, spazzando via ogni dubbio, che i conigli fanno le uova. Io l’ho SEMPRE sostenuto. Non nascono tutti dalle uova, ma alcuni sì (di solito le fanno di cioccolato, per consegnarle a Pasqua). Ho spesso sostenuto, e lo confermo ancora, che nel coniglio vi è solo il maschio, dotato di entrambi gli organi sessuali — pene e ano, a scopo esclusivamente omoricreativo — e che di norma si riproduce per mitosi.
Nel secondo video un pucciosissimo coniglietto chiede al papà se può diventare il Coniglio Pasquale, ma lo aspetta una brutta delusione! Com’è dolcino! Kawaii!!!

Vedo il disprezzometro aumentare di una tacca e sento la gente disiscriversi dal feed.
E pensare che non ho nemmeno parlato degli anime zozzi che mi piacciono!
Eccellente!

Contro il Mac, 4 teh lulz

Posted by on 20 apr 2010 | Tagged as: For The Lulz, Troll & Flame

Un po’ di sano trolling. Dopo aver lollato per le graziose vicende dell’iPad, ripubblico 4 teh lulz il corto articolo pubblicato su Tom’s Hardware da Valerio Porcu. Ho giusto cambiato le immagini.

Secondo un ricercatore attivo nel campo della sicurezza Microsoft ha creato un modello efficace e funzionante per rispondere alle minacce informatiche e correggere il software. Sull’altra sponda Adobe ed Apple.

Microsoft offre i prodotti più sicuri in circolazione. Lo sostiene Marc Maiffret, ex-criminale, e oggi esperto di sicurezza, che per buona parte della sua carriera si è dedicato proprio a cercare vulnerabilità nei prodotti MS.

Il colosso di Redmond migliora continuamente i propri prodotti, “fanno più di chiunque altro […]. Sono il modello da seguire”, ha dichiarato, pur ricordando che i tempi potrebbero essere più brevi.

Per Maiffret Adobe ed Apple sono le pecore nere della sicurezza. Quando le due aziende parlano di protezione lo fanno più che altro come strumento di marketing, e punta il dito soprattutto contro Apple.

Maiffret apprezza il cambio di direzione intrapreso recentemente da Apple, ma mal digerisce la comunicazione pubblicitaria. “Cercano di vendersi come più sicuri dei PC, perché non ci si deve preoccupare dei virus”, però “ogni volta che c’è una competizione, basta qualche ora per trovare una falla nei sistemi Apple”.

La migliore sicurezza è fare troppa pietà per attirare nemici?

“Se prendessero le cose sul serio, non si definirebbero più sicuri di Microsoft, perché non lo sono. La comunità Apple è piuttosto ignorante rispetto ai rischi in circolazione. La ragione per cui non vediamo attacchi (ai sistemi Apple) è la ristretta quota di mercato.”

Mac OS, conclude l’esperto, migliora quasi solo grazie a miglioramenti di Unix, su cui si basa. Apple, tuttavia, ha una pur debole scusante nel fatto che le minacce conosciute siano praticamente inesistenti. Per Adobe, che ha pratiche altrettanto discutibili, è più difficile trovare delle attenuanti.

Che poi era quello che si è sempre detto: fare virus per una cosa che forse è il 5% del mercato non vale la pena se con lo stesso sforzo se ne può colpire il 95%.
Pure io se assemblassi un computer dedicato con sistema dedicato (magari tutto meccanico, coi Lego!) sarei immune ai virus, grazie al cazzo: nessuno verrebbe a rompermi i coglioni perché sono un mentecatto che se la tira. ^_^
O il mitico FireFox, che più passa il tempo e più si sovraccarica (oltre al periodo in cui crashava continuamente, non che ora non sia immune), dimostrando che più ci si caricano addosso responsabilità di milioni e milioni di utenti e più ci si appesantisce per proteggerli, soddisfarli ecc… finendo per essere sempre più simile al nemico di cui si sfotteva anni prima la lentezza e la mancanza di sicurezza. Io comunque ho continuato a usare FireFox anche quando mi crashava di continuo! FireFox Fangirl!

Sempre sull’invulnerabilità dei Mac cito da Macity di pochi giorni fa:

I ricercatori Intego hanno individuato un nuovo malware battezzato HellRTS in grado di colpire tutti i Mac. Si tratta di una nuova variante di un malware noto fin dal 2004: se installato nel sistema permette l’accesso e il controllo da remoto del computer infetto.

Ma aspettate: questo non può essere accaduto! Come ci spiegava “una apple fangirl che è venuta a rompere il cazzo e ha intimato di togliere il suo nome” nell’ottobre 2008, i virus/malware/cose-kattive-dei-pc NON arriveranno con l’aumento del mercato perché i Mac sono magici:

Ciclicamente, quando si parla di Apple e dei virus, se ne esce qualcuno con frasi del tipo: “i virus per Mac non ci sono perché ce ne sono pochi“, oppure “quando ci saranno più Mac in giro, arriveranno i virus anche per voi“, ecc.

Nulla di più falso e sbagliato.

“Nulla di più falso e sbagliato”, è proprio così: datti il cinque da solo, “una apple fangirl che è venuta a rompere il cazzo e ha intimato di togliere il suo nome“!
A chi dare ascolto, a un esperto di informatica come Marc Maiffret o a una qualsiasi fangirl? Ma ovviamente alla fangirl!!! È lo spirito Apple: l’Ignoranza con la grande I! ^__^

 
Morale della favola?
Non fate pubblicità ai Mac: se volete rimanere felicemente Mac User dovete evitare che conquistino troppo mercato o i criminali prenderanno di mira anche voi. Non che ci sia davvero il rischio: a parte gli sfigatini snob pronti a pagare di più solo per avere il brand alla moda, gente che ci sarà sempre (ciao Licia Troisi, ciao a tutti i tipici mac user!), se uno vuole una alternativa a Windows compra un computer normale e ci infila Linux.
E ho saputo di gente che ha comprato un Mac, convinta dagli amici craniolesi, e poi ci ha messo dentro Linux. Come dire: non si salva nemmeno l’OS se uno è un utente serio e non un utonto.

Steve Ballmer che pubblicizza Windows 1.0
Giusto per ricordare che c’è gente messa peggio dei Mac User…

Fine del 4 teh lulz.
 

La stampa durerà in eterno

Posted by on 18 apr 2010 | Tagged as: Ebook, Editoria

Traduco alla brutto dio, adattando alla cazzo di cane, l’ultimo articolo di J.A. Konrath perché è carino e voglio che quelli che saltano i brani in inglese nei miei articoli possano leggerlo lo stesso, anche se buttandolo giù così di fretta (voglio che la leggiate il prima possibile) non è venuto chissà quale capolavoro.
Se lo volete leggere in lingua originale, che è meglio, lo trovate qui: Print is Eternal.

Moderatore: Benvenuti alla Obsoleti Anonimi! Vi ho riuniti tutti per dare il benvenuto al nostro ultimo membro, l’Industria della Carta Stampata.

Carta Stampata: Salve a tutti. Però deve esserci stato un errore: io non dovrei essere qui.

Risatina del gruppo.

Carta Stampata: Sono serio. Non sono obsoleto. Sono importante. I libri stampati sono stati in giro per centinaia di anni. Non saranno mai rimpiazzati.

VHS: Sì, la pensavamo tutti così, una volta.

Disco di Vinile: Si chiama “negazione”. È dura conviverci all’inizio.

VHS: Tu sei ancora nel mercato dei collezionisti, Vinile. A me non riescono nemmeno a vendermi su eBay.

Negozio di Antiquariato: Per favore, possiamo non menzionare eBay? Avevo negozi ovunque. Ma uno dopo l’altro hanno iniziato a chiudere grazie a quel buono a nulla di un sito.

CD: Almeno tu hai ancora qualche negozio. I negozi specializzati che mi vendevano ormai sono quasi estinti. Mi sono ridotto a pochi spazi ristretti da Best-Buy e Wal-Mart.

Carta Stampata: Vedete, credo che voi tutti pensiate che gli eBook stiano per cacciarmi dal business. Ma non succederà.

Telefonia Fissa[1]: Lo neghiamo tutti all’inizio. Ricordo quando non si potevano fare venti metri in città senza vedere una cabina telefonica. Poi sono arrivati questi accidenti di telefoni cellulari. Lo sapete che alcune persone non hanno più un telefono fisso? Un tempo c’era un telefono fisso in ogni casa…

Telefonia Fissa inizia a piangere. Segue abbraccio di gruppo.

Videonoleggio: Quello che Telefonia Fissa sta cercando di dire è che quando appare una tecnologia che è più veloce, più semplice e più economica, la vecchia tecnologia — e tutte le aziende che la supportano — tendono a sparire.

Carta Stampata: Perché sei qui, Videonoleggio? Ci sono ancora Blockbuster ovunque.

CD: C’erano negozi di dischi ovunque, una volta.

Audiocassetta: Cazzo, sì! Datemi il cinque!

Nessuno dà il cinque ad Audiocassetta.

Videonoleggio: Le cose sembrano andar bene per un po’. Io me la sono cavata per venti anni. Poi sono stato attaccato da tutti i lati. Netflix, che inviava DVD via posta. On Demand. Tivo. YouTube. Ma l’ultima goccia è arrivata negli ultimi due anni. Hula. Roku — che permette gli abbonati Netflix di mettere i video in stream istantaneamente. iTunes che offre il download dei film. Red Box, che affitta DVD a 99 centesimi e non occupa più spazio di un distributore automatico…

Carta Stampata: Ma gli eBook sono solo una minuscola percentuale del mercato. La gente legge libri dal tempo di Gutenberg. Non accetteranno tanto facilmente di cambiare.

Kodak: Hai ragione. Ci vorrà qualche anno perché la gente abbracci la nuova tecnologia. Qualcuno non lo farà mai. Polaroid non mi ha mai rimpiazzato.

Polaroid: Chiudi il becco, Kodak. Siamo stati presi a calci in culo dal digitale. Quando è stata l’ultima volta che hai venduto una pellicola da 110?

Macchina da scrivere: la morale della favola è: quando la tecnologia migliora, viene adottata in massa. Io e Xerox andavamo forte. Io mettevo le parole e lui faceva le copie.

Xerox: Fottuti computer.

CD: Fottuto internet. Ragazzi, vi va di parlare di pirateria e download illegali?

Tutti quanti urlano un “NO!” collettivo.

Moderatore: Abbiamo letto tutti sul blog di J.A. Konrath che la pirateria la si combatte con il costo e con la comodità. Carta Stampata, hai abbassato i prezzi e reso più semplice per i clienti scaricare i tuoi libri?

Carta Stampata: In realtà abbiamo appena aumentato il prezzo dei nostri ebook.

Sospiro collettivo e scuotere di teste.

Moderatore: Bene, ti sarà utile imparare a star lontano dai nostri errori. Li hai resi più comodi, almeno?

Carta Stampata: Beh, abbiamo cominciato a intervallare i titoli, rilasciando gli eBook mesi dopo l’uscita dell’edizione con copertina rigida.

Manata sulla fronte, collettiva.

Industria della Musica: Hai almeno provato a venderli sul tuo stesso sito? Vorrei averlo fatto io. Ma quell’arrivista di Apple si è messo in mezzo…

Carta Stampata: Uh… no. Non abbiamo ancora provato. In realtà alcuni eBook — usiamo quelli di J. A. Konrath come esempio visto che è stato menzionato — non sono neppure disponibili su tutte le piattaforme e in tutti i territori.

Moderatore: Cosa intendi? Gli eBook di Konrath sono disponibili ovunque.

Carta Stampata: Solo quelli che ha uploadato da solo. Quelli che vendiamo noi mancano da parecchi mercati chiave ed è così da anni. Ma va bene. Gli stiamo pagando royalties molto più piccole e abbiamo alzato il prezzo così tanto che possiamo ancora ottenere un profitto. Oltretutto, gli eBook sono un mercato di nicchia. Gli eReader sono troppo costosi.

Sala Giochi: Ero un settore fiorente. I ragazzini spendevano miliardi di quarti di dollaro nelle mie migliaia di esercizi. Ma poi Nintendo, Sony e Microsoft hanno fatto console casalinghe e ora la gente gioca coi loro videogiochi su dispositivi costosi. È un settore multi-miliardario ora e io posso competere solo se vendo pizzette merdose e regalo ciondoli di plastica ai ragazzini che giocano al biliardino. Se la gente vuole il contenuto, comprerà l’attrezzo costoso. Punto.

Carta Stampata: Nessuno di voi mi sta ascoltando. La stampa ci sarà sempre.

Quotidiani: Sì! Come dice lui!

Carta Stampata: Non paragoniamoci, ok, Quotidiani? Senza offesa.

Quotidiani: Nessuna offesa. Hey, magari ci possiamo aiutare l’un l’altro. Sto vendendo spazi pubblicitari a pochi spiccioli in questo periodo e…

Carta Stampata: No, grazie. Nessuno ti legge più, ormai. La gente cerca le notizie altrove.

Moderatore: E allora perché non dovrebbero cercare anche i romanzi altrove?

Carta Stampata si alza, puntando il dito contro tutti.

Carta Stampata: Guardate, questo non mi riguarda. Voi siete tutti diventati irrilevanti. La tecnologia è andata avanti e voi siete rimasti indietro. Ma questo NON succederà a me. Ci saranno sempre librerie e libri fatti con alberi morti. Continueremo a vendere edizioni in copertina rigida a prezzi di lusso e pagheremo gli artisti dal 6% al 15% del prezzo che NOI riterremo appropriato. E le masse compreranno i nostri libri PERCHÈ NOI DIREMO DI FARLO! NOI NON DIVENTEREMO MAI OBSOLETI!!!

Frusta da Cocchiere[2]: Amen, Fratello! Questo è quello che cercavo di dire a questa gente!

CD (sussurrando a Vinile): Gli do sei anni, al massimo.

Nota 1: “Ma Bell” nell’originale, contrazione di Mother Bell, nome con cui veniva indicato il monopolio telefonico USA (stile SIP/Telecom in Italia) una volta in mano a American Bell Telephone Company.

Nota 2: “Buggy Whip Industry”, reso da me con Frusta da Cocchiere, ha un significato che va oltre il semplice oggetto. Anche se fruste simili vengono ancora prodotte per usi limitati, il business specifico delle fruste da cocchiere come grossa entità economica è cessato con l’arrivo dell’automobile. Viene spesso citato in economia come esempio di una industria che cessa di esistere perché il suo mercato di nicchia, e quindi il bisogno del suo prodotto, sparisce. Nelle discussioni sugli interventi statali nella regolazione del mercato si dice spesso che l’intera economia sarebbe stata danneggiata se le automobili fossero state vietate per proteggere l’industria delle fruste da cocchiere.

 

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