Articolo calderone 4 teh lulz, per buttare dentro varie cose che mi passavano per il pickelhaube ultim’analmente. Prima di proseguire voglio sottolineare che sono abilitato a prendere per il culo la gente grassa vestita in modo buffo perché sono grasso e indosso camicie hawaiane. Lo possono testimoniare anche D’Andrea GL e Francesco Falconi perché mi hanno visto a Torino un anno fa! È come quando uno è negro e può fare umorismo sui negri o è ebreo e può sfottere gli ebrei, quindi se siete ciccioni offesi STFU e GTFO: sono abilitato all’esercizio dello sfottò!

Spesso mi trovo a sottolineare quanto il fantasy in Italia attualmente faccia pietà rispetto a quello che offre il mondo esterno in termini di qualità nella trama, nella scrittura, nella fantasia… in tutto, insomma. Questo non è dovuto a un qualche fattore sovrannaturale, tipo l’Aura Magica di Protezione di Jobs chiamata in causa da certi Mac Fag per sostenere che i Mac non avranno mai virus (nemmeno se il mondo usasse al 90% Mac!), ma dipende dal fatto che gli italiani fanno Speculative Fiction con livelli di qualità italiani e precisione italiana. Citando Renè Ferretti: alla cazzo di cane.
Cose che per uno scrittore all’estero sarebbero il minimo sufficiente (ad esempio che ogni elemento della storia sia pienamente motivato nel suo essere presente sia come singolo elemento che in rapporto con tutti gli altri), da noi sarebbero Grande Scrittura degna di un autore di Livello Superiore che prende dannatamente sul serio il proprio operato.

Come dissi ad Okamis sul suo blog, confrontando il mediocre Boneshaker con la feccia media italiana:

Perché mi pare sempre di stare paragonando i temi della Classe Normale con quelli della Classe per Bambini Speciali (dove si intrecciano canestri)?

Questo sentimento di schifo che provo ha un nome, secondo gli esperti del settore Marketing e Lecchinaggio (le cui filiali sono accessibili nei principali blog e forum di amiketti appassionati di fantasy): si chiama Esterofilia & Invidia.

Ora aggiungetegli la barba e i baffi: separati alla nascita? ^_^

Funziona così, ora vi faccio un esempio semplice.
Se paragoniamo il potere antiuomo e la gittata utile di due fucili, uno in 6,5 Arisaka punta tonda del 1904 e uno in 7,92 Mauser spitzer del 1940, è facile constatare che il secondo calibro ribaltandosi nella ferita causa danni molto più devastanti, spesso sufficienti a mandare fuori combattimento con un solo colpo nel torso, mentre il primo fa ferite piccole piccole e molto nette, che guariscono rapidamente. Inoltre il secondo ha una gittata utile molto superiore al primo, novecento metri circa per il Mauser contro i seicento metri circa dell’Arisaka.
Sono entrambi armi straniere e il confronto è basato su dati oggettivi.
Ora immaginate che al posto del 6,5 Arisaka vi sia il 6,5 Carcano, che era in pratica identico dal punto di vista della gittata e della capacità antiuomo (buchini piccini senza ribaltarsi nella carne). Se si applicasse lo stesso criterio con cui troppo spesso si ragiona quando si parla di Fantasy in Italia, verreste accusati di Esterofilia & Invidia.
L’accusa non è mai basata sui fatti, ma solo sull’etichetta che permette di avviare il Pogrom contro il giudeo di turno (“Hanno ucciso Gesù Cristo e offeso il Fantasy Italiano!!! Bruciamo le loro case!!!). Semplice, no?

Pensieri Esterofili & Invidiosi (forse retaggio di antenati dal naso adunco?) mi vengono anche al di fuori dell’ambito Fantasy. Ad esempio guardando le Lolite italiane. Brrr.

Come saprete ho un debole sia per le cosplayer che per le cose strane, incluse le belle ragazze vestite secondo il frivolo stile Lolita. Ok, in realtà anche loro le preferisco se le penso come cosplayer e non come gente che normalmente si veste in questo modo (preferisco un decorosa Cosplay Lolita con una figona rispetto a un eccellente abito Lolita indossato da un cesso), ma diciamo che in generale la moda Lolita mi piace. Comunque, sarò b’anale, ma la mia preferenza assoluta va ai cosplay delle cameriere (maid, french maid), in particolare a quelle coi nekomimi (orecchie da gatto)!





Cameriere! Il genere di cose che mi piacciono!
(nelle tre con lo sfondo rosa c’è Francesca Dani)

Il problema arriva quando si confrontano le immagini 2D stile manga e i personaggi degli anime con l’equivalente 3D… in particolare l’equivalente 3D italiano. Per ogni Cosplayer figa, c’è una secchiata di cessi. Per ogni Lolita carina che pare una bambolina, c’è una mandria di obese inferocite. E tolti rarissimi casi (anche includendo le cosplayer estere) l’equivalente 2D è spesso più kawaii e adorabile delle versioni 3D.

Prendiamo ad esempio questo bellissimo video: l’intervista a una vera Gothic Lolita italiana (o, più correttamente, appassionata di vestiario Gothic Lolita) che imita anche nelle parole scelte i cliché dell’appassionata di moda Lolita mostrati in Kamikaze Girls (con la differenza che lei pare una snob all’italiana, mentre la tizia interpretata da Kyoko Fukada era un gran personaggio).

Vita da Gothic Lolita

A parte che quando va in cioccolateria con Misa c’è da aver paura che piombino i Giapponesi con gli arpioni. Avete visto che roba? Stendendo un velo pietoso su quello con la mascherina reduce dei cosplay cyberpunk di venti anni fa e sul vampiro, la meno insopportabile da guardare è Martina. Almeno sembra un essere umano! Non è l’abito il problema: è cosa c’è dentro.

Curioso che le venga un po’ da ridere quando dice che veste lolita anche per andare a scuola e in palestra: prima di tutto a scuola la lolita di Kamikaze Girls che tanto le piace (tutta la minchiata sul Rococò e la dolcezza è presa da lì) ci andava vestita normale – ovvero in divisa – (i giapponesi sono seri, distinguono il Dovere dall’Egocentrismo) e in secondo luogo… palestra??? Una vera lolita non ci va perché sudare non è dignitoso, quindi puoi evitare anche tu che è meglio, e poi… ma chi ci crede che ci vai? Fai il sollevamento dei cioccolatini, altro che la palestra! ^_^

Secondo me le lolite grasse con le ossa grosse dovrebbero curare di più il vestiario.
In fondo il Lolita non sta nello scoprire, non sta nell’essere sexy: lolita è essere graziose e frivole senza cercare apposta richiami sessuali. Contrasta con le mode moderne piene di ombelichi di fuori, culi di fuori, porzioni inferiori delle tette di fuori assieme alla classica scollatura (in pratica vestiti ridotti a fasce sui capezzoli)… insomma essere graziose senza accenturare tutti quegli indicatori di disponibilità sessuale con cui le Ragazze Moderne mettono in mostra la merce per acchiappare la migliore combinazione Grosso-Cazzo/Grosso-Stipendio. Nel Lolita coprire di più è meglio: quindi perché non un bel Burqa Afgano in stile Lolita, con fiori, merletti ecc…? Giusto uno spiraglio per gli occhi e il resto un trionfo di sartoria di altissima qualità.
Si salva capra e cavoli: grassone lolite, ma senza offendere lo sguardo maschile!

Un film molto bello con protagonista una Lolita è Kamikaze Girls: commedia divertente, buone trovate, recitazione più che valida con l’accoppiata esplosiva Kyoko Fukada (la lolita) – Anna Tsuchiya (la motociclista yanki). Si trova anche doppiato in italiano. Quanto meno Nicole ha un minimo di gusto per i film…

Un piccolo assaggio di Kamikaze Girls

In Kamikaze Girls ci sono molti riferimenti alla marca lolita Baby, The Stars Shine Bright, specializzata in Sweet Lolita. Nicole cita anche Moi-même-Moitié, la marca di Mana specializzata in Elegant Gothic Lolita. No, non Mana il paleontologo con le ossa grosse: parlo di Mana-sama l’invertito sessuale dei Moi dix Mois. Così, a occhio, preferisco l’invertito.




Per dimenticare le italiane che vestono Lolita…
(chi è interessato per davvero allo stile Lolita vada invece qui: c’è anche la guida per riconoscere il cosplay lolita dal lolita, non che me ne freghi un cazzo… ^_^”)

Visto le Lolite 2D? Sono meglio di Misa e compagne.
Ecco, questa differenza abissale tra la massa delle “ragazze vere” e quelle disegnate viene da tempo indicato dagli otaku (a partire da 4chan e posti simili), con l’espressione 3D Pig Disgusting (3DPD) o anche solo 3D Pig.
Mi piace 3DPD, rende bene la differenza tra le cose che uno si è abituato a trovare piacevoli e quello che troppo spesso riserva la realtà. 3D Girls are Pig Disgusting!

A proposito: vedendo Kamikaze Girls ho scoperto che il mio stile non è “camicia hawaiana” e forse dentro di me c’è una Sweet Lolita. Che ne dite, mi starebbe bene questo vestitino puccioso bianco e rosa? Potrei indossare il pickelhaube e fare la Sweet Kaiser Lolita, andando in giro tutta vestita di rosa, baldanzosa, saltellando qua e là.
^_^