maggio 2010
Archivio del Mese

Archivio del Mese
Posted by Il Duca di Baionette on 12 mag 2010 | Tagged as: Ebook, Editoria, Libri
Sono stati annunciati i romanzi finalisti e il vincitore del Premio Urania 2009.
Tra i quattro finalisti c’è Marstenheim, il romanzo alla cui revisione avevo collaborato e di cui avevo già parlato tempo fa. Non ha vinto, ma non se lo aspettava nessuno e comunque non sarebbe stato un gran vanto, anzi: dopo Sezione Pi-Quadro, Il Dono di Svet e il sommo capolavoro e-Doll (ho letto un po’ solo quest’ultimo, una porcata indegna, mentre per gli altri mi fido dei pareri ricevuti), il Premio Urania ha affossato la propria credibilità oltre i limiti tollerabili.
Capisco che Il Dono di Svet possa essere stato il vincitore perché era il meno brutto del mucchio, ma con e-Doll l’unica scelta ammissibile, se davvero era il romanzo meno schifoso (cosa di cui dubito), era rifiutarsi di dichiarare il vincitore per preservare l’onore del Premio stesso. Un Premio in cui i lettori non credono è un Premio senza valore.
Spero che il vincitore di quest’anno sia leggibile. Alberto Cola non è uno sconosciuto, ha varie opere all’attivo e in teoria dovrebbe saper mettere in sequenza delle parole senza incrociare gli occhi. Il fatto che si sia abbassato a scrivere un romanzetto per Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri, collana oscena che mesi fa gridava “Stiamo morendo, aiuto!”, non aumenta la mia fiducia. Vabbè…
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| Stringi forte il premio e non fartelo rubare dagli Invidiosi! |
Passiamo a Edigita.
La notizia sta rimbalzando un po’ ovunque, perfino sui Giornali Fatti di Alberi Morti come Il Corriere della Sera o La Stampa. Edigita (Editoria Digitale Italiana) è una piattaforma per la distribuzione di eBook annunciata e sostenuta da Feltrinelli, Messaggerie Italiane, GeMS ed Rcs Libri. Aprirà ufficialmente in autunno con i primi 2000 titoli. Mondadori invece, come ricorderete, aveva deciso di fare in proprio.
Edigita nasce con l’idea di fornire una piattaforma di distribuzione a chiunque voglia vendere eBook in Italia, semplificando le questioni amministrative e di gestione del negozio online (fornirà catalogo e servizi a ibs.it, LibreriaRizzoli.it e laFeltrinelli.it, ad esempio, ma anche ai negozi online stranieri che vogliano vendere quegli eBook), dando uguali condizioni a tutti gli editori interessati ad aderire, offrendo i DRM per ePub e PDF (eh eh, due cucchiai di merda rendono migliore ogni ricetta!) e lasciando la politica di prezzo, che senza dubbio verrà costruita in modo da risultare fallimentare, in mano agli editori stessi.
Concorrenza diretta all’altra piattaforma per la vendita di eBook presentata pochi mesi fa, Stealth di Simplicissimus Book Farm. E come ricorderete Giunti Editore aveva acquistato il 20% del capitale di SBF nel marzo scorso, ulteriore segnale che qualcosa si sta muovendo perfino nella provinciale e sonnolenta Italia.
Ma c’è realmente un mercato per l’ebook? La quota negli Stati Uniti è stata nel 2009 inferiore al 2% e secondo le previsioni crescerà fino al 15-20 per cento entro il 2015. Edigita prevede che il mercato italiano possa raggiungere almeno i 60-70 milioni di euro nel 2015 con una quota non inferiore al 4-5%.
(Il Corriere della Sera)
La quota è inferiore al 2% nel 2009 considerando l’intero mercato editoriale, libri di testo inclusi, ma come dichiarato dalla Association of American Publishers arriva al 3,31% se si considera solo il settore trade book, che è quello che ci interessa maggiormente visto che va a coprire i romanzi e gran parte di ciò che si trova nelle normali librerie. Al Konrath di turno il fatto che il settore “in generale” sia al 5% perché i libri di chimica dei licei e i testi all’università sono ancora di carta non frega molto se poi i romanzi sono al 20%, no? ^_^
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| Peso degli e-book sul mercato italiano, da oggi al 2015. Forbice minimo-massimo. Fonte Tom’s Hardware. |
Per il 2010 in USA ci si aspetta un bel 8-9% in eBook per i trade book e quindi è facile che il 15-20% più che nel 2015 lo si raggiunga nel 2012. Sarebbe interessate scoprire se le stesse percentuali italiane devono essere riconsiderate se si ignorano i libri scolastici, di cui non mi frega nulla, e se magari si possa arrivare a quel 4-5% minimo non nel 2015, ma già nel 2012-2013.
Guardate i dati nella forbice minimo-massimo: se riguardano l’intera editoria, come fa supporre il collegamento con gli USA al di sotto del 2%, significa che forse l’Italia è indietro solo di due anni (la cifra che ogni tanto sparavo allegramente).
Due o tre anni sono un sacco di tempo. Cinque sono un’enormità. Chissà…
Certo, il libro cartaceo continuerà a essere la priorità. «Naturalmente tutti gli editori hanno interesse a difenderlo — spiega Carlo Feltrinelli —. Ma questa è un’iniziativa moderna e un segnale di grandematurazione di un pezzo importante di editoria italiana. È un progetto lungimirante, aperto a tutti. Non è una setta chiusa»
(Il Corriere della Sera)
“Naturalmente tutti gli editori hanno interesse a difenderlo”. Messaggio piuttosto chiaro, ma ero stato già avvertito da altri: l’interesse non è nell’eBook, ma nel far credere che lo sia allo scopo di prenderne possesso (in questo caso imponendosi con sistemi di distribuzione) per ritardarne il più possibile il successo. A che scopo? Naturalmente per proteggere/difendere i libri di carta indeboliti dalla fase di transizione in cui non si può ancora vendere solo in eBook perché pochi li leggono però allo stesso tempo quei pochi tolgono sufficienti vendite al cartaceo da renderlo sempre più antieconomico. Una lenta transizione guidata dall’Alto invece di un rapida rivoluzione mossa dal Basso. E quelle maledette automobili che hanno rovinato il business delle fruste da cocchiere ancora bruciano parecchio…
Aspettiamoci mesi di attesa tra l’edizione cartonata a 20 euro e l’ebook a 9-10 euro. Con DRM, naturalmente, perché i DRM piacciono ai clienti, fanno bene alla salute, proteggono la pelle dal sole eccetera eccetera come già dimostrato nel caso della musica. Leggete tra le righe perché dietro il finto entusiasmo c’è un chiaro messaggio: l’eBook fa paura e viene visto come un male inevitabile i cui effetti orrendi e catastrofici vanno rallentati il più possibile. Mi sarei spaventato a immaginare editori con un cervello funzionante.
Tutto regolare.
Per finire:
In base ai primi dati raccolti dagli editori coinvolti emerge infatti che il 7,5 per cento degli intervistati dichiara di aver già comprato (o di accingersi a farlo) un e-reader. Un altro 5,8 per cento aspetta solo un maggior numero di titoli in italiano e un altro 2,8 per cento la possibilità di leggersi col nuovo mezzo i best seller.
(Punto Informatico)
Dati confortanti sull’interesse degli italiani nei confronti degli eReader. Al 7,5% di interessati ad acquistare un eReader si aggiungerà un altro 8,6% non appena i due grandi venditori online, Mondadori Ebook ed Edigita, faranno il loro debutto in autunno. Come dimostrato nel caso della Spagna è proprio l’offerta di eBook a fare la differenza: non appena aumentano e la gente capisce che può comprarli agevolmente (tutti i nuovi lettori di ebook avranno il WiFi e l’acquisto online, non scordiamolo), l’intero settore fa un balzo avanti perché entrano in gioco le masse che attendevano il “momento giusto” per comprare un eReader e leggere gli eBook.
I grandi editori dovranno darsi una svegliata, ma anche se non se la daranno… chissenefrega. ^_^
Posted by Il Duca di Baionette on 04 mag 2010 | Tagged as: Editoria
Alcuni mesi fa Gamberetta aveva citato una frase detta da un uomo molto bello con la passione per i conigli e per le fatine spogliarelliste. Non vi rivelo subito chi è il belluomo: lo trovate nella citazione. ^_^
Secondo l’esimio Duca, “il mondo editoriale è una pozza di piscio in cui galleggiano stronzi”.
(Gamberetta)
Rimanendo sul tema pozza di piscio editoriale oggi voglio segnalare un sito che mi ha colpito molto: La Vera Editoria, il nuovo blog aperto da Anonimo Informato, un “editor scazzato che dice quello che pensa e pensa quello che dice” (così si descrive).
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| Anche nell’Editoria c’è chi si rompe le palle e alla fine “canta”. |
Qualche brano dal blog:
Purtroppo la letteratura italiana non riesce a rinnovarsi, un problema condiviso un po’ da tutte le arti, come il teatro e il cinema. I presunti casi letterari, che vengono poi scelti a tavolino, non sono che i meno peggio, gli unici a salvarsi dall’abisso schifoso in cui sono immerse le scrivanie degli editor. Oramai gli autori di genere più conosciuti sono quelli raccomandati.
[...]
Arriviamo quindi al discorso sulle quote, da cui il titolo di questo blog. Dovete infatti sapere che su dieci romanzi pubblicati da un grosso editore:
* 3 sono stati consigliati dalle agenzie letterarie.
* 6 sono stati scritti da parenti di editor o scrittori o presidenti o amministratori.
* 1 è stato effettivamente scelto dal mucchio di manoscritti.[...]
Un quadro desolante, non trovate? Capirete allora come mai mi sono allontanato da questo ambiente, come mai ho deciso di collaborare solamente come freelance.
Io ero giovane e così stupido da pensare che avremmo puntato tutto su quel Mr. Sconosciuto, su quel tale che aveva davvero talento – e lo dico perché fui io stesso a scovarlo tra i manoscritti e a proporlo, anche se il merito lo prese poi l’editor.
Il succo della conversazione?
L’editor mi disse che era una quota e come tale sarebbe uscita e morta. Non si aspettava che avesse un discreto successo, ma non ci pensò due volte a smorzarlo, ritardando la pubblicazione del secondo volume di due anni. Penso spesso a questo ragazzo, a quanto abbia sofferto, a cosa pensi dell’editoria.
(Da Mister Sconosciuto)
Mi domando cosa pensi ora questo Signor S. Ha scoperto una ragazza importante, sta provando a lanciarne altri, ma sappiamo tutti come sono andate le cose; come gli editor hanno riscritto pagine e pagine; come il mercato possa essere manipolato; come un astro nascente possa essere soltanto merda.
In questi Circoli si pubblica solo per conoscenze. Ancora oggi c’è il Circolo Mondadori, il Circolo Fazi, il Circolo Fanucci, il Circolo Piemme e via dicendo. Il Circolo Mondadori è il peggiore, ci sono cinque persone che comandano. Vengono pubblicate amiche di ragazze famose – chi vuole intendere intenda – o assistenti del Signor S.
(Da Circoli Editoriali)
Se questo “caso letterario” fosse uscito in libreria due mesi dopo nessuno lo avrebbe acquistato. Ma non è stato così. Un caso? Fortuna?
No.
Si chiama marketing amici miei. La Mondadori, ma gli editori intelligenti più in generale, sanno cosa deve e cosa non deve vendere. Io stesso ho decretato il successo di due romanzi. Non un successo mondiale, ma abbastanza rilevante da farmi guadagnare una piccola promozione (una merda, dal momento che stiamo parlando di editoria). Basta una fascetta con su scritto “Romanzo Rivelazione” per smuovere gli animi del pubblico di massa. Donne e uomini col disperato bisogno di essere accettati. Bisogno su cui fa leva l’editoria.
(Da Casi letterari)
Perché l’ho trovato interessante? Perché nel suo piccolo, per ora ci sono solo cinque articoli, ha confermato cose che avevo già saputo in privato da altre persone del settore. Si può ribattere che quelle cose potrebbe dirle chiunque, sono luoghi comuni! Vero, ma io ho già avuto conferme da altri nel settore (non anonimi) quindi non me la sento di declassarli a semplici luoghi comuni, a differenza di ciò che farebbero gli ignoranti e quelli in malafede (i lecchini degli scrittori senza dubbio si lanceranno per screditarlo nei prossimi giorni). Sono articoli molto generici, è vero, e infatti ho preferito avere altre conferme. Uno scambio di mail, il cui contenuto naturalmente non può essere reso pubblico (come con tutti gli scambi di mail, essendo corrispondenza privata), mi ha rassicurato maggiormente sull’attendibilità della fonte e mi ha permesso di avere qualche piccola conferma su alcune cosette che i coniglietti (non anonimi) mi avevano sussurrato di notte.
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| I coniglietti di notte mi sussurrano delle cose. Ad esempio quello che avete fatto la scorsa estate. |
Leggetevelo, poi decidete voi. Il pessimismo di fondo nella raffigurazione dell’editoria che non la fa sembrare moralmente superiore al mondo della televisione (un mondo di raccomandati, nani e clown) può andare indigesto a molti, soprattutto a chi si ostina a vedere l’editoria cartacea dentro una logica di puro mercato che la assimili a un’azienda ideale qualunque. Questa visione “di mercato” dell’editoria appartiene a gente “clueless” sulle logiche aziendali perché magari non ha mai parlato con chi lavora nell’ambito degli impianti di potenza: pure lì amichetti, appoggi politici, divisione dei poteri tra i partiti ecc… sono elementi determinanti nelle politiche energetiche locali.
Nulla di nuovo a meno che non siate appena caduti giù dal pero.
Il marcio è la regola, non l’eccezione.
Non mi stupisco che succeda nelle TV. Non mi stupisco che succeda quando si parla di pannelli solari e nuove centrali elettriche. Perché dovrei stupirmi per l’editoria quando i risultati, in libreria, sono sotto gli occhi di tutti? Una cricca autoreferenziale di soliti amici che aiutano amici e tutti sono felici e contenti. Un po’ meno contenti sono i sognatori che credono che un buon romanzo sia più importante di un amico importante. Spiacenti per voi, se avete solo un buon romanzo vi servirà molta fortuna per non essere scavalcati dai pessimi romanzi spinti dai Soliti Noti. Diventate amyketti dei Soliti Noti se volete pubblicare: è più sicuro e molto meno faticoso rispetto a produrre narrativa di alta qualità!
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| Potete entrare nell’Editoria senza rinunciare ad avere un alito fresco! Leccatelo al Re e in poco tempo sarete Barone! |
O potete aspettare qualche anno confidando nel Trionfo degli eBook e nel crollo dell’editoria tradizionale: se non siete più imbecilli di un asino idrocefalo dovreste già aver capito cosa davvero significherà non poter distinguere tra un libro di una Grossa Casa Editrice e quello di un autore autoprodotto alla Konrath. Se invece non avete capito, beh, non fa niente: a meno che non abbiate in programma di morire prima, non credo sia un problema attendere qualche anno per scoprirlo, no?
Il massimo dell’onestà che potete aspettarvi nel Circo dell’Editoria, a parte l’esile quota di Veri Esordienti pubblicati (quelli che non sono “amici di”, “protetti di”, “parenti di” ecc…), possono essere quelle mosche bianche che non si vergognano di far intuire che la spintarella c’è stata. Uno è apparso proprio pochi giorni fa, su Fantasy Magazine. Troppo presi nel seguire il circo di crisi isteriche, accuse ed exit strategy (fin troppo annunciate) per accorgervene? O forse il linguaggio in codice usato era troppo difficile? Spero di no: non serve essere Umberto Eco per cogliere questi segni!
Ma anche se qualche volta sentirete parlare di spintarelle e amicizie, di Ghost Writer non sentirete mai parlare: tutti sanno, a patto di essere “dentro”, chi ha scritto un certo libro e chi no… ma il pubblico non deve saperlo. Il pubblico non deve avere prove che l’autore italiano dichiarato e quello reale sono diversi: non sia mai che inizino a partire, come sarebbe giusto, le richieste di rimborso dei soldi spesi e qualche noiosa causa in tribunale (che si risolverebbe nel nulla essendo prassi dell’editoria accettata e consolidata quella di truffare in tal modo i lettori).
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Leccare indegnamente, come fanno molti scrittori in cerca di pubblicazione, è la mossa giusta se vi interessa l’Editoria Cartacea. Non serve scrivere un Grande Romanzo: serve leccare. Ma ormai dovreste averlo capito: guardate chi viene pubblicato, guardate i circolini di amyketti più o meno noti, controllate le parentele in questo circo di clown e sicofanti. Verrà un quadretto degno di quei tabelloni delle gang nei polizieschi americani: volti, nomi, collegamenti e interessi del clan mafioso. Delizioso.
È una questione di priorità: preferite essere pubblicati a ogni costo o mantenere la vostra dignità di esseri umani? Guardate un tipico autore e chiedetevi “se questo è un uomo”.
Io dico che non lo è, ma io sono un pignolo.
Per il resto non mi interessa che crediate a me (che non sono nessuno) o ad Anonimo Informato (che è un anonimo) o a tanti altri (anonimi) che in passato, proteggendosi con l’anonimato come i testimoni contro la Mafia ricevono una nuova identità nei film americani, hanno detto le stesse cose contro la mafia editoriale. Potete pensare che parlo male dell’editoria perché mi hanno rifiutato un libro e che parlo male della TV perché non mi hanno preso come velina. Sulla questione velina avete indovinato, ma ormai me ne sono fatto una ragione: non potevo tagliarmi la barba, sarebbe stato un compromesso troppo grande. Nell’altro caso mi farebbe piacere che mi consegnaste il libro che avrei dovuto piazzare perché io tempo fa avevo un progetto in corso, ma non mi pare di averci mai lavorato seriamente su… però potrei sbagliarmi! Se lo avete voi ed è completo mi fareste un favore a darmelo: non è possibile che esista un mio libro di cui non so nulla! Con quello in mano potrei iniziare a dispensare pompini con l’ingoio come un Vero Professionista! ^_^
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| Smettete di scrivere se volete solo essere pubblicati. Trovatevi un hobby più dignitoso: insegnate il tango ai conigli! |
In conclusione l’Editoria fa schifo, ma non siate pessimisti: c’è sempre quel 10% di Veri Inediti. A Patto di avere un prodotto vendibile, qualcosa che rientri nei tormentoni del momento: vampiri, angeli, dei dell’Olimpo, conigli aviatori con piccole sciarpine blu…
E a patto di farsi tranciare roba (che depressione: togli questo dramma che la gente vuole Speranza!), adattare altra roba (qui serve un mago BUONO!) o venire pubblicato con un editing inesistente (tanto i lettori sono deficienti, perché dovremmo faticare?).
Però quel minimo di speranza rimane, se scrivete spazzatura commerciale priva di originalità (il Marketing ha detto che non può fare previsioni su un prodotto innovativo, spiacenti! Perché non togli queste cagate fantascientifiche e non metti una adolescente innamorata?) e se siete fortunati: magari anche voi un giorno potrete vendere la vostra dignità di esseri umani per un euro a copia e tanta sciocca vanità SENZA leccare.
È in questi momenti che sono felice di non avere simili interessi da plebeo. ^_^
EDIT 31 maggio 2010
Temo che a causa della fama ottenuta e dell’attenzione ricevuta da blog di settore e giornali, inclusa quella di persone che devono aver capito chi è, non sia più affidabile perché privo della difesa iniziale del completo anonimato. Penso che non dirà più nulla che non sia mitigato da distinguo e piccole bugie, come quelle sulla qualità di “Buio” di Elena P. Melodia, per non offendere la gente con cui lavora.