giugno 2010
Archivio del Mese

Archivio del Mese
Posted by Il Duca di Baionette on 29 giu 2010 | Tagged as: Conigli
Mi era stato chiesto di mettere un articoletto pieno di bellissimi coniglietti bianchi. Ci sto lavorando. Prima però voglio riproporre un coniglione che molti di voi avranno già visto, immagino: Big Buck Bunny, cortometraggio del 2008 della Blender Foundation con la regia di Sacha Goedegebure (nel team c’era anche l’italiano Enrico Valenza, Lead Artist). Altre info su Wikipedia e sul sito ufficiale.
Ovviamente questo post inutile serve solo a distrarvi mentre penso a qualcosa di meglio.
E non masturbatevi guardando il coniglione, zozzoni schifosi!
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| Come è gay… |
Posted by Il Duca di Baionette on 25 giu 2010 | Tagged as: For The Lulz, Razzismo/Stereotipi, Riflessioni, Storia Militare, Troll & Flame
Questo post è nella categoria Razzismo e Stereotipi. Se state per urlare “OMG è razzista, OMG!” provate prima ad accendere il cervello su cosa significhi aver abbinato Stereotipi in modo permanente alla categoria Razzismo in un sito che ha un disclaimer ben in vista dedicato all’approccio politically uncorrect verso molte tematiche. Gli ulteriori due avvisi dati dalle categorie Troll & Flame e For the Lulz non serve nemmeno commentarli: se uno è così imbecille da non comprendere l’autoevidenza degli Stereotipi, non può capire questi due avvisi più criptici.
Se volete commenti seri a tema “imperialismo” e “razzismo”, in giro per il sito ne ho lasciati vari molto critici contro le atrocità del Belgio in Congo e contro le politiche folli con cui le potenze bianche, distruggendo i locali sistemi di difesa anti-carestia “avversi al Libero Mercato”, hanno massacrato gli abitanti delle colonie tra 1876 e 1900 causando 60 milioni di morti pressoché dimenticati in tanti libri di storia europei. Solo un coglione potrebbe definirmi davvero razzista. Ciao, Fabrizio Venerandi! ^_^
Fabrizio Venerandi, il tuo nome verrà tolto da qui quando tu cancellerai tutte le falsità diffamatorie contro di me che hai sparso in giro e che continui a spargere, mentendo sapendo di mentire, dopo che un tuo commento di palese TROLLING secondo la definizione comunemente accettata (e riportato per intero qui dentro, così tutti possono giudicarlo) era stato cestinato come previsto dal regolamento. Provo solo disgusto verso la gentaglia come lui che vive di sputi e menzogne per compensare chissà quali problemi irrisolti che si porta dentro.
Oggi mi sento nostalgico. Volevo fare il post su Aetheric Mechanics, ma rimanderò di un paio di giorni. La nostalgia mi ha preso rivedendo l’ultimo assalto del film Zulu, quello del 1964 con il bravissimo Michael Caine. La nostalgia per un passato mai vissuto, ma ricco di ricordi e di possibilità inespresse, molto più vivo e propositivo delle nostre società occidentali malate di consumismo e di debiti privati, ormai spogliate dei grandi ideali capaci di spingerle verso un destino glorioso.
Zulu è un film gradevole, nonostante la mole di errori storici: soldati troppo sbarbati, Zulu con armi da fuoco sbagliate (quelli di Rorke’s Drift erano guerrieri anziani/veterani con vecchissimi fucili Brown Bess, non con i Martini-Henry rubati a Isandlwana da altri guerrieri Zulu), caschi coloniali troppo bianchi (invece di quelli bianchi con lo stemma metallico, usavano dei semplici caschi marroncini) e tante altre cose. Su Wikipedia potrete leggere più errori di quanti io ne abbia visti (e molti più di quelli che ho citato, che sono solo i più semplici e visibili).
Nel filmato potete vedere che alcuni soldati britannici sono armati con fucili bolt-action (Lee-Enfield) invece che coi Martini-Henry perché erano finite le munizioni a salve da 450/577 (già vari attori dovevano fingere di sparare) e non si poteva ridurre troppo il fumo in uno scontro con armi a polvere nera! Però, insomma, certe inquadrature mostrano troppo chiaramente i soldati che agiscono sull’otturatore girevole-scorrevole invece che sulla leva: avrebbero potuto far sparare i Lee-Enfield solo nelle scene dall’alto e più distanti, con magari il soldato che finge di azionare la leva (che tanto non si vede) e poi va a pescare il proiettile nuovo dalla giberna, risparmiando i pochi proiettili da 450/577 per i Martini-Henry inquadrati da vicino.
A 3:46 la presenza dei bolt-action è troppo ingombrante…
Ma visto che sparavano contro dei negri, non potevano ricorrere a munizioni vere? ^_^
È una scena bellissima.
Un pugno di bianchi, stanchi e coraggiosi, che con la ferma disciplina degli occidentali affrontano un numero molto superiore di guerrieri Zulu, altrettanto coraggiosi. Uomini per bene, figli di una società tecnologicamente superiore, fermi come uno scoglio bianco contro cui si infrange l’onda nera della barbarie e del caos primitivo. Una battaglia che nel suo piccolo mostra tutto il mondo: poche fiaccole di Civiltà che splendono, difese da baionette e fucili, in un mare di oscurità. Il Cuore di Tenebra di un mondo selvaggio e primordiale, pronto ad inghiottire ogni barlume di speranza e di progresso.
Dove un tempo c’era la Tenebra ora splende la Luce della Civiltà, ma un giorno potrebbe tornare la Tenebra, come scriveva Conrad.
E i guerrieri Zulu sono anche loro persone per bene: barbari onorevoli, guerrieri come non ve ne sono più in un Sud Africa moderno in cui la caccia al bianco, con impiccagioni e torture, è l’hobby locale dopo la vittoria con elezioni truccate della ANC (partito marxista dell’ex-terrorista Mandela) che ha cancellato l’Apartheid (o meglio: l’ha sostituita con l’Apartheid a danno dei bianchi, col sistema dell’Azione Affermativa per cui i bianchi sono sempre considerati cittadini di serie B se i loro interessi si scontrano con quelli dei neri, ad esempio per un posto di lavoro).
Anche l’Africa può guardare con nostalgia a un mondo in cui vi erano ancora uomini tra loro, e non solo una massa indistinta di scimmie ubriacone armate di vuvuzela.
Lo Steampunk è anche per l’Africa, non solo per occidentali e Giapponesi.
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| Un soldato britannico più credibile |
Ricopio quello che avevo scritto un anno fa, nel mio precedente momento di nostalgia:
Penso ancora agli Imperi, a come era bello il mondo prima della Grande Guerra.
A come era più bello prima che il sogno si infrangesse e la borghesia incontrasse la sua strana morte.
Rimpiango quando i negri stavano al loro posto, assieme alla feccia araba, e le nazioni bianche si spartivano un mondo che era ed è loro per Diritto di Nascita: i selvaggi possono occupare le loro sporche terre De Facto, ma De Iure solo le nazioni bianche discendenti dall’Impero Romano ed eredi del diritto romano possono governarle. E prima o poi ce le riprenderemo.
No, non ce le riprenderemo.
Forse solo nei sogni retrofuturisti dello Steampunk in cui fuggire, in un mondo rassicurante senza strane tecnologie wireless ovunque che rendono molto più difficile perfino pensare alle trame delle proprie storie… un bel mondo termomeccanico in cui la tecnologia si muove e si vede, non è così nascosta e complessa da sembrare magia (e quando si tirano in ballo le chiavette USB con l’effetto tunnel, siamo molto vicini alla magia… ma anche un semplice iPhone non scherza).
Non ce le riprenderemo perché noi non siamo degni di chiamarci eredi di quegli uomini. Non siamo migliori nemmeno degli Zulu di un secolo e mezzo fa. Le tenebre del mondo hanno trionfato, ma non spegnendo le fiaccole della Civiltà dall’esterno, come una marea di follia e barbarie che travolge l’ultima fortezza dell’occidente… no, non è stata una morte onorevole: la tenebra è nata dentro di noi, iniziando in modo blando con la crisi di fine secolo, balzando ben visibile dopo la Grande Guerra e agendo concretamente solo nella seconda metà del Novecento. Il consumismo, la mancanza di ideali, la mancanza di orgoglio nazionale: abbiamo perso la consapevolezza del nostro diritto di prenderci questo mondo e di imporre la civiltà ai barbari… la VERA civiltà, il progresso scientifico e culturale, non solo usare i bombardieri Yankee-Style per imporre la Coca-Cola condita con balle democratiche e poi firmare col dittatore di turno begli accordi per gas e petrolio.
La società degli Yankee bastardi in cui viviamo è la società dei morti che si muovono senza speranze nel futuro (a parte quelle della demagogia elettorale), circondati da tecnologie sempre più usa-e-getta e sempre più sbrilluccicose, immersi in ogni sorta di lusso idiota immaginabile, ma sprofondati in un pianeta che non può sostenere simili ritmi di consumo insensato (come non può sostenerli nemmeno la nostra economia, fondata sul Debito Privato fin dal tempo del lunedì nero).
Spero che abbiano ragione i dementi che temono la fine del mondo nel 2012.
Meglio crepare tutti ora, quando ancora c’è un briciolo di dignità umana sparpagliata qua e là, prima che l’estinzione degli umani diventi un’estinzione che non riguarda gli uomini. Peccato solo per i coniglietti che non hanno nessuna colpa…
Posted by Il Duca di Baionette on 20 giu 2010 | Tagged as: For The Lulz, Fumetti e Manga
Faccio rimbalzare questa bizzarria appena vista su Boing Boing: un vecchio fumetto di Mickey Mouse che vende anfetamine, somministrandole pure a due personaggi senza il loro consenso. LOL. Una delle poche cose interessanti viste negli ultimi giorni su Boing Boing. L’idea di Topolino che sfrutta le popolazioni del terzo mondo per spacciare delizie chimiche mi sollazza molto. Lo avrei fatto anche io, che male c’è?
Come saprete, ne ho accennato alcune volte nei commenti un annetto fa, la mia posizione in materia è quella (dal punto di vista storico) di Antonio Escohotado, autore di Piccola storia delle droghe e del ben più voluminoso Historia general de las drogas.
Vedo che anche Davide Mana, mentre scrivevo, ha iniziato il rimbalzo italico della segnalazione di Doctorow. Mi ha battuto sul tempo: mi levo il pickelhaube e accenno un inchino alla sua rapidità. Spero che molti altri seguano il nostro esempio, visto il lulz della cosa. ^_^
Fonte originale: Mickey Mouse on Speed.
The following mini comic book was part of a promotional collaboration between Walt Disney and General Mills. It features Mickey and Goofy, two distinct psychoactive drugs, surreptitious dosing, a bad shaman, and a “talking” elephant. When it was first produced, it was one of an 8-comic set that cost 15 cents plus one Wheaties-brand cereal box top.
It is one of several psychoactive drug-related uses of Disney characters that in retrospect appear naive and inappropriate. This commercial, drug-positive use of characters designed for children raises a number of issues of historical interest. The ethnocentric cultural references, including the representation of Africans and the superiority of American medications, stand out even against the odd amphetamines-are-good-for-you backdrop. It is notable that Mickey Mouse gives powerful drugs to two other characters without their knowledge or consent.
During the 1950s, at the height of the post-World War II expansion of U.S. suburban modernization, a number of stimulant and sedative drugs were widely used and were promoted in the mainstream press. At the time, many were available over the counter without a prescription. The inclusion of clear, positive drug references in mainstream children’s literature and film seems both archaic and surprising given the taboos around psychoactive drugs in place in the 21st century. We hope you’ll enjoy this glimpse into the history of Disney’s characters that Disney itself is unlikely to acknowledge in the modern anti-drug cultural climate.
![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() È una droga fantastica: dobbiamo venderla anche noi! Grande Topolino, così si fa! Prosegui la lettura qui |
Ho preferito citare anche Boing Boing per correttezza, visto che se Cory Doctorow non avesse scritto l’articolo io non avrei saputo della pagina che parlava di Topolino spacciatore e di conseguenza non avrei potuto effettuare il rimbalzo. Avevo fatto qualcosa di simile anche nell’articolo sulle Popoffka russe. Abitudine. ^_^
Passando a fumetti più seri, sto mettendo assieme appunti e immagini per scrivere un post su una robetta steampunk che ho letto. I fumetti non mi piacciono granché, ma sto cercando di leggere tutti quelli indicati da Barillier in Steampunk!. Tra un paio di giorni vedremo se mi andrà di pubblicare qualche considerazione.
Posted by Il Duca di Baionette on 18 giu 2010 | Tagged as: For The Lulz
Il post è nella categoria “for the lulz”: le Apple Fangirl di ogni sesso (incluse quelle con il pene e la vocina squillante da checca isterica de rigueur) sono invitate a correre nel più vicino negozio Apple per ascoltare il Verbo del Padrone e procurarsi l’ultimo gadget disponibile (sborsando 700 euro mentre urlano contro la Crisi-Che-Li-Affama, lol), invece di perdere tempo qui a kritikare i kattivoni ke li odiano.
Stringete l’iPad al petto e correte a giocare accanto ai tombini aperti. ^_^
Cliccare per ingrandire
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| Fonte: http://theoatmeal.com/comics/apple Grazie a Nixen per la segnalazione. |
Ci sarà qualche post un po’ meno inutile in futuro.
Nei prossimi giorni voglio sperimentare le anali innovazioni di WordPress 3, sempre più CMS e sempre meno Blog. Gli autori italiani di fantasy puzzano. Viva i coniglietti.
Posted by Il Duca di Baionette on 16 giu 2010 | Tagged as: Libri, Scrittura, Zozzerie
Pochi giorni fa ho letto un racconto molto gradevole, ben scritto e originale: The Anal-Retentive Line Editor di Dennis Cooper, tratto dalla raccolta Ugly Man. Il protagonista, line editor in una rivista pornografica gay, cerca di sedurre l’autore di un racconto arrivato in redazione. Tutta la storia è narrata attraverso ciò che scrive l’editor, ovvero i commenti nel testo e le email all’autore.
L’elemento che mi ha conquistato e mi ha invogliato a leggere tutto il racconto è il modo in cui l’editor scrive i primi commenti nel racconto: il tipo di commenti e il livello di dettaglio sono gli stessi che uso io da un po’ più di un annetto… anche se è più facile che io mi trovi a ragionare sulle conseguenze logiche di una certa scelta (ad esempio dire “zeppelin” invece di “dirigibile” in un racconto steampunk ucronico: le suggestioni relative all’importanza dei tedeschi nel settore, presente o passata, incluso un’eventuale uso militare degli stessi che ne ha diffuso il nome come “marchio generalizzato” nel mondo anglosassone sono ENORMI) o su come il punto di vista è gestito (ogni dettaglio di ogni cosa che passa attraverso il filtro del POV ci dice qualcosa del personaggio POV perché ci mostra come LUI filtra la realtà: la stessa vicenda attraverso due POV diversi genera due storie completamente diversi per suggestioni, tono, pensieri, dettagli ecc…) piuttosto che di lingue e dita che entrano nel buco del culo. ^_^”
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L’inizio:
. . . I shoved my tongue deep inside his hot, tight ass [Editor’s note: Many problems here. Unless your character is Gene Simmons, he’d be lucky to insert his tongue an eighth of an inch inside the ass, which, taking into account the volume of the cavity in question, doesn’t qualify as deep. If he is a Gene Simmons type, you need to say so. Also, human asses aren’t hot. Unless your character has spanked the ass in question vigorously—and there is no mention of that—or they are in a sauna—which they are not—the exterior would be lukewarm or tepid at best. If you’re referring to the anal cavity itself, you’d be lucky to get away with warm. In fact, the tongue has a higher temperature than the anal membranes, so the effect would be a cooling. The only exception would be if the secondary character is ill and running a fever, in which case I don’t believe the main character would be rimming him, correct?] and spent a delirious hour scrounging around in his delicious, silken depths [An hour, really? It’s technically possible, but your main character’s facial muscles would be very sore, in which case “delirious” becomes a problem. May I suggest “minute”? Your point would still be made. “Scrounging” is effective. It does feel as though one is being scrounged, but I would never have thought of that word. “Around” is unnecessary, but I found its masculine, blue-collar tone erotic, so I’ll let it stand. As for “delicious,” I understand what you’re getting at. Your main character thinks the secondary character is very attractive. Hence, blah blah blah. However, an asshole is not delicious. There is barely any taste at all. It’s the aroma of the asshole that creates the illusion of a flavor. Of course calling attention to that aroma would be risky. You might have noticed that most pornographic descriptions of oral-anal sex avoid the issue, apart from the occasional aside that an ass smells “clean.” How ambitious are you? You could break new ground by eroticizing the aroma of an ass being rimmed, or you could avoid the area entirely. In any case, “delicious” won’t fly. As for “silken,” silk is dry and gauzy. Anal membranes are slick and greasy. How about “rubbery”? With “depths” we have the same problem I mentioned earlier: Your main character is not anywhere near the secondary character’s depths. There is also the problem of repetition: “deep,” “depths.”] while he devoured [Is he a cannibal? If so, do you think he’d have the patience?] my big dick [Bland, de rigueur. Perhaps “gigantic,” “monster,” “humongous”? You could also indicate whether it is circumcised or not. Is the dick leaking seminal fluid? If so, that would add some pizzazz.] and juicy balls. [Oranges are juicy; testicles sweat and very modestly at that.]
Bello, no? ^_^
Il racconto si può trovare per intero su Library.nu.
Qui potete comprare Ugly Man.
E infine qui c’è il sito dell’autore.