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Ott 14

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Pubblicità del vocabolario Treccani

Un conoscente mi ha segnalato le nuove pubblicità del vocabolario Treccani. Mi sono piaciute e quindi ve le mostro. Sì, sto lavorando all’articolo sugli eBook Mondadori e sul negozio Telecom che volevate. Sì, chiedetemelo ancora e vi do un doppio sberlone sulle orecchie (per le ragazze una bella strizzatona delle poppe). E non temete, care lettrici: venerdì avrete i coniglietti. Belli i coniglietti. I coniglietti sono meglio degli eBook.

 

EDIT 14 ottobre 2010, 15:57: il terzo spot!

Viva la carta e viva i ggiovani!
Del cosiddetto tormentone (?) delle “ragazze di Ostia” di questa estate, nato in seguito a un servizio di Sky Tg 24, non ne sapevo una minchia e meno di mezza minchia me ne fregava. Per chi non ne sapeva niente come me, ad esempio perché questa estate era occupato a fare qualcosa di più complesso di infilarsi le dita nel sedere, segnalo questi due video: uno e due. Zwei, ti senti a casa? ^_^
 

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2010/10/14/pubblicita-del-vocabolario-treccani/

55 comments

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  1. gloutchov

    ahahahahahahah!! Grandiose!! :D

  2. Zweilawyer

    Bene, vedo che lo stereotipo del romano ignorante continua ad essere sfruttato. Nei film il romano è sempre il tifoso burino che non lavora, quando fanno i sondaggi al tg a Milano vanno sotto il Duomo, a Torino sotto la Mole, e a Roma al banco della macelleria di un mercato rionale, e ora l’ennesimo insulto.

    Quelli del marketing della Treccani dovrebbero pisciarsi in bocca a vicenda, ingoiando a garganella. Glu, glu, glu.

  3. Okamis

    Già mi vedo le femministe gridare all’oltraggio ^_^

  4. Il Duca di Baionette

    @Zweilawyer
    Non è colpa del mondo se siete una manica di mongoli.
    La città di Licia Troisi e Francesco Falconi. Fa riflettere.
    Piazza del Popolo non mi pare proprio un ghetto:
    http://www.youtube.com/watch?v=gfrXrzgN8vU
    Ecco il pubblico a cui devi puntare. Includi la lametta nell’eBook, che li attiri.
    Questa è roba da lanciafiamme. ^_^
    Noi almeno abbiamo Rocca, che è l’orgoglio delle Orobie.

    @Okamis
    Hai avuto Zwei: maschione fuori, femminista oltraggiata dentro. ^_^

  5. Doc.Herbert West,M.D.

    Se questi sono i testimonials della Treccani,per lo Zanichelli hanno già scartato Alvaro Vitali : troppo intellettuale…

  6. Il Duca di Baionette

    Alvaro Vitali, l’attore stimato da Fellini. Si, troppo intellettuale. Alvaro come profondità fa le scarpe a tutte le fan della Troisi.

  7. dedo

    @Duca ma quelli a scuola entrano vestiti così? io c’ho la mentalità molto chiusa…

  8. Il Duca di Baionette

    Boh… bisogna chiedere a Zwei che magari vede lo zoo al mattino quando va a laurà.
    Se qualche graziosa loli in età da liceo legge qui, potrebbe inviare lei la risposta assieme alle mutandine e alle foto sexy (con allegata autocertificazione di raggiunta maggiore età).

  9. Zweilawyer

    Poveretti, lasciateli perdere, già prendono sveglie in capoccia tutti i giorni. Quando gli dici di andare fuori dai cojoni si mettono a piangere, pure i maschi, e gli cola il trucco dagli occhi. Una cosa patetica, sono a malapena consapevoli della loro esistenza. Pensate che nella nuova legge della Gelmini verrà incoraggiato il bullismo nei loro confronti.

  10. Il Duca di Baionette

    La tua risposta mi piace perché ha valenza doppia. Si lega bene anche all’enigma qui:
    http://www.steamfantasy.it/blog/2010/10/06/aggiornamento-piu-o-meno-periodico-a-tema-ebook-4/#comment-19281

  11. sam

    Io le trovo divertenti :D
    Lo stereotipo del romano coatto fa ridere da sempre (Sordi prima Verdone dopo). Meglio suscitare una risata che mostrare sempre “seni e natichelle” anche per la pappa del gatto!
    Che poi sia una risata amara perchè la pubblicità lascia capire che, alla fine, vince l’ignoranza (il dizionario non lo leggono! e le due ragazze non recitano, sono davvero così!) fa sempre parte del gioco… aò!

  12. polveredighiaccio

    Sono una donna e ritengo che il 90% delle donne siano oche senza speranza, molte non sanno esprimersi in italiano corretto, altre hanno come massima aspirazione diventare troniste o peggio. Troppe ritengono che letture serie siano Volo e Kinsella. Insopportabili! :(
    Ho solo una domanda: chi cavolo è Rocca? Lo vedo citato spesso ma credo di essermelo perso per strada.
    Non guardo la tv quindi non conosco le pubblicità e seguiterò su questa strada.
    W le donne con un minimo sindacale di cultura, le altre al macero!

  13. Il Duca di Baionette

    Noooooo non dire così!!! Fai soffrire la Lipperini!
    È colpa dell’Italia: emigra in Mozambico o in Cambogia dove la condizione femminile è migliore, come dimostra il solito report mongolo fatto usando solo dati scelti per non essere rappresentativi delle condizioni di vita reali delle donne.
    http://www.weforum.org/en/Communities/Women%20Leaders%20and%20Gender%20Parity/GenderGapNetwork/index.htm

    Ovviamente la Lipperini lo ha fatto rimbalzare, concludendo con un “Servono commenti?”. Peccato che il vero significato di quella frase non va inteso come vorrebbe lei, cioè “servono commenti su come la donna italiana è Schiava quindi Zitta e Chiava?”, ma con “vedete come è facile fregare il popolo bue usando trucchetti statistici che qualsiasi pirla che ha passato il corso di Statistica sa riconoscere?”.
    ^___^

  14. Zweilawyer

    Il Global Gender Gap Report lo attendo sempre con ansia. E’ una delle statistiche più mongole del mondo e costa milioni.

  15. sam

    @polveredighiaccio sei troppo generosa :)
    Cmq per i maschietti vale la stessa regola! Conosco chi si legge Twilight perchè così ha un argomento con le ragazze… secondo me è terrificante!
    Se uno mi si dovesse avvicinare e come approccio mi dovesse dire :”belli i libri della Meyer” potrei anche sputargli in faccia senza pietà!

  16. dedo

    Ad esempio “il gender gap è minore in Botswana che in Italia” io lo leggo come un invito al Botswana ad aumentare il gender gap.

  17. Il Duca di Baionette

    LOL. Dedo ha ragione.

  18. Mauro

    Ora purtroppo non ho tempo di leggere il rapporto; c’è mica qualcuno che ha voglia di fare un riassunto del perché è inaffidabile?

  19. Il Duca di Baionette

    @Mauro.
    NO: puppamelo!
    Fai sempre troppe domande. Male. Sei nel mondo della libera circolazione di informazioni e libri: non fare domande, cerca le risposte. ^_^

  20. Il Duca di Baionette

    @Zwei

    Il Global Gender Gap Report lo attendo sempre con ansia. E’ una delle statistiche più mongole del mondo e costa milioni.

    Usando la solita espressione trita e ritrita del protagonista dell’enigma proposto nei commenti dell’altro post: “Quel Report è MAGIA NERA”.

  21. dedo

    @Mauro perché include dati che non necessariamente sono legati tra loro da relazioni di causa-effetto: si può essere dei maschilistoni grezzi ma avere un cervello fino e sgobbare come cani spaccando da un punto di vista economico popolazioni progressiste con grande storia ed idee molto belle e aperte ma poco effettive da un punto di vista pratico. E viceversa.

    Però non lo dire in giro che è pericoloso.

  22. Mauro

    Duca: cerco di fare anche quello, ma il tempo è quello che è e non riesco a mettermi a cercare approfonditamente risposte su tutto (l’elenco di libri sull’islam che mi hai dato mi terrà impegnato per un po’, quando inizierò ad affrontarlo… e prima devo finirmi quelli sul cristianesimo).
    Comunque declino l’invito a puppartelo :P

    dedo: capito, grazie.

  23. Enigmista

    Vabbè, ragazzi, allora aggiungo qualche consiglio di lettura:

    How to Lie With Statistics
    il migliore
    How to Lie With Maps mediocre
    How to Lie With Charts quasi indispensabile per tesi in ingegneria energetica e conferenze sull’energia

  24. Uriele

    scusa, avevo lasciato il nick del giochino, ma tanto l’avatar si riconosce sempre ^_^

  25. polveredighiaccio

    Questa a chi si potrebbe applicare: “si può essere dei maschilistoni grezzi ma avere un cervello fino”?
    Mah… ;)

  26. Tapiroulant

    Beh, dalla mia posizione di persona completamente digiuna di Statistica, mi sembra che ad essere mongolo non sia il dato in sé ma la sua interpretazione. Ovviamente la valutazione tra le differenze di retribuzione, carriera, istruzione tra uomini e donne non ha niente a che vedere con la qualità della vita; e il Gender Gap può essere basso perché gli uomini versano nella miseria tanto quanto le donne. Penso che nessuno potrebbe mai davvero pensare “Ah, come invidio la mentalità aperta che c’è in Lesotho”. °°

  27. Il Duca di Baionette

    Ora vi aggiungo il terzo video, apparso 5 ore fa sul canale TreccaniLibreria di YouTube.

  28. Sir Robin

    @Zwei
    facciamo che a chi tocca non si ingrugna?
    ^__^

  29. Tj

    Buahuahauhauhau belli gli spot XD *ride per non piangere* purtroppo in rete se ne incontrano tanti di soggetti simili -__- (ovviamente a tutte le latitudini XD), la cosa triste è che più sono giovani e più scrivn csì ke e + fiquo che per decifrarli ci vuole un esperto di rebus… e se ti azzardi a dirgli qualcosa o a correggerli se la prendono pure: o ks voi io scrv cm cxxo m pare!!!1oneone11!
    Aiuto sono stata contagiata °A° *va a buttarsi da un ponte*

  30. sam

    A costo di finire alla gogna, io vi dico che ho riso pure per il terzo spot :D

    @Zweilawyer, scusa se mi permetto (non ti conosco, perciò spero di non offenderti) ma tu credi davvero che uno spot con due “coatte” offenda Roma e i Romani?

    Tiratemi pure lattughe e pomodori…

  31. Zweilawyer

    I video mi fanno ridere, ma non capisco perchè il romano debba essere preso come stereotipo dell’ignorante per via del suo dialetto. Se “due ghiaccioli e na biretta” lo avessero detto in piemontese o lombardo stretto, a nessuno sarebbe fregato nulla.

    Comunque Sam mi hai offeso, molto offeso, pure troppo. Maledetto sia tu e la tua progenie in secula seculorum. Amen.

  32. Il Duca di Baionette

    non capisco perchè il romano debba essere preso come stereotipo dell’ignorante per via del suo dialetto

    Qui c’è un ribaltamento dei termini: non è ignorante per via del suo dialetto, ma è il dialetto identificativo di qualcuno che è ignorante di per sé.
    Come per il bergamasco (che infatti è stato usato abbondantemente dai comici negli anni scorsi): non è il dialetto bergamasco a rendere ottuso il bergamasco, ma è egli in primis a essere un muratore con la fronte sporgente e il dialetto si limita a permettere l’identificazione.

    I romani sono ignoranti, i bergamaschi sparano a qualsiasi cosa si muova quando è periodo di caccia, il cielo è blu e l’acqua è bagnata. Accettiamolo. ^_^

  33. sam

    Ah! Ah! Ah!
    @Zwe sei un mito! Però dal creatore di Zodd mi aspettavo uno sgualembo con spadone a due mani e non una maledizione ;)

  34. Diego

    @Zwei: è facile, smetti di essere romano! Join us! Diventa piemontese, il Re lo vuole!

  35. Zweilawyer

    @duchino
    Io sono convinto che sia stato il dialetto a creare il personaggio romano ignorante. E’ una disputa su cosa sia nato prima fra l’uovo e la gallina, ma ritengo che il mix di parole biascicate, tronche, consonanti raddoppiate, eliminate, accenti ben distribuiti e il tono spesso cavernoso ci abbiano elevati a’gnorantoni de razza.

    Prendiamo due cafoni mentecatti della stessa risma e mettiamo loro imbocca lo stesso insulto: “vai a prenderlo in culo”.

    milanese (di solito accento da finocchio): “ma vada via el cul”
    romano (di solito a metà strada fra l’eco di una valanga e un rutto): “Ma vattela a pija ‘nder culo!”

    Non c’è storia. E’ il dialetto che ci condanna.

  36. Gamberetta

    L’articolo della Lipperini è una roba scandalosa, il classico pezzo scritto per far polemica e nient’altro. Tipico esempio di pessimo “giornalismo”.

    Il problema del Gender Gap Index è che, com’è spiegato nelle prime pagine del report stesso:

    The Index is designed to measure gender-based gaps in access to resources and opportunities in individual countries rather than the actual levels of the available resources and opportunities in those countries.

    In altre parole lì si misura la differenza tra maschi e femmine nell’accedere a determinate risorse, senza tenere conto del livello assoluto delle risorse stesse.
    Un paese che ha il 10% di laureati donne e il 10% di laureati uomini è considerato il massimo dei massimi (index = 1.00), un paese che ha il 40% di laureati donne e l’80% di laureati uomini è considerato un disastro. Ma in quale dei due paesi vorreste vivere?
    Lo stesso per gli altri indicatori, tipo quello della salute, dove sono premiati quei paesi in cui c’è poca differenza, rispetto ai paesi dove si sta bene in assoluto – per il report sarebbe “meglio” un paese dove si muore uomini e donne a 40 anni rispetto a uno dove si muore a 70 anni ma gli uomini magari vivono un anno di più.
    Questo spiega perché in cima alla classifica ci sia l’Islanda e perché una fogna come il Lesotho sia alla posizione 8. È un report che va preso con mille pinze – e non entriamo nel problema delle fonti utilizzate.

    Non so se la Lipperini sia in malafede (magari semplicemente non conosce l’inglese?), sta di fatto che così non fa altro che confermare nel pubblico (uomini e donne) dotato di intelligenza l’idea che le femministe siano una massa di cretine.

    Che poi i problemi ci sono sul serio. C’è sul serio una mentalità sessista e di dispregio per le donne. Tipo il tizio a cui dici che il capitolo del suo romanzo non è un granché e allora ti vuole mandare all’ospedale violentandoti. Senza rendersi conto che è il genere di “scherzo” che non fa ridere per niente. Sempre stesse scherzando. Lo spero per lui, perché io meno sul serio.

  37. polveredighiaccio

    Sui problemi di disparità sociale/economica tra uomini e donne non si discute. Ci sono. Punto. Ma personalmente metto sullo stesso piano le coatte dei video e le femministe, perché sono entrambi stereotipi che non servono alle donne per evolversi, anzi! Due ragazzine limitate linguisticamente e signore “colte” che pubblicano manuali multiuso su come essere femmine oggi mi fanno lo stesso efetto! E non è un bell’effetto, ho voglia di picchiarle e basta!
    @gamberetta: quel tipo è demente o ha pensato che la minaccia facesse figo. Se scrive come pensa…
    @Duca: Ho scoperto chi è Rucco! :D

  38. Tapiroulant

    Che bello quando Gamberetta ti dà ragione.
    Anche questa è stata una bella giornata.

    Penso che la Lipperini sia semplicemente una di quelle persone talmente abituate alla commiserazione da prendere il primo dato utile alla causa e sbatterlo in faccia agli altri, senza soffermarsi a rifletterci (soffermarsi costa fatica).

    Se però ci si limita a confrontare paesi con una situazione economico-sociale simile (Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna) il dato può diventare di qualche utilità.
    E si potrebbe anche avanzare un’altra domanda: come mai, tra i paesi ricchi, quelli col Gap più basso sono paesi piccoli (Islanda, Irlanda, Svizzera) oppure sottopopolati (paesi Scandinavi) o con un basso tasso di immigrazione (tutti i precedenti, credo)…? Perché non vedo nemmeno l’urbanissima Germania in quella top ten dei virtuosi.

  39. Doarcissa

    … e chi e` Rucco? :P
    Uno dei commenti all’articolo della Lipperini contiene il link a un’analisi critica al Gender Gap Report ( http://www.ingenere.it/articoli/global-gender-gap-maneggiare-con-cura ). La cosa divertente e` la distribuzione dei commenti: articolo-13 commenti-link con critica-2commenti-fine… oops!

    Lipperatura a volte e` interessante, ma in certi momenti non lo capisco: qualche settimana fa c’e` stata la puntata di Presa Diretta proprio sull’impatto economico del gender gap e su Lipperatura nemmeno un commento, poi esce questo report che, voglio dire, un report in cui risulta che siamo peggiori al Mozambico in una cosa qualsiasi dovrebbe far venire qualche dubbio!

    Riguardo al dialetto vorrei consolare Zweilawyer: le regioni del Nord sono piene di Valli da cui scendono degli Yeti che, cazzuola in una mano e cavezza di mucca nell’altra, urlano concetti poco elaborati e solitmante razzisti in un linguaggio comprensibile solo ai Dobermann, stile Bossi post-ictus. Ringrazia ogni giorno di non vivere nelle Valli!

  40. tasso barbasso

    Passavo da queste parti e mi sono imbattuto nella diatriba sul “Gender Gap”. Io non ho letto il rapporto, ma basandomi su quello che si evince dal citato articolo di tale Lipperini e dai commenti che leggo qui, devo dire che non si capisce quale sia l’oggetto del contendere. Il Gender Gap, come dice il nome stesso, dovrebbe misurare una differenza (a sistema di misurazione costante) tra le opportunità che hanno i due sessi (principali) di accedere alle risorse nei diversi paesi del mondo. Tutto qui. Non sembra affatto che lo scopo del rapporto (o dell’articolo di tale Lipperini) sia quello di dimostrare che “è meglio vivere nei paesi che sono in cima alla graduatoria”. Ammesso che sia scientificamente corretto, il rapporto può mostrare, ad esempio, che in taluni paesi del mondo, per quanto essi possano essere orribili sotto tutti i punti di vista, esiste un maggiore equilibrio tra le (tante o poche) risorse a disposizione di uomini e donne, rispetto ad altri paesi eventualmente più ricchi o socialmente avanzati. Oltretutto, come scriveva qualcuno, con questi dati sarebbe possibile fare una ancor più utile comparazione tra paesi particolarmente omogenei. Tutto qui, mi pare…

  41. Hellfire

    prendersela per un presunto abuso di stereotipo è una cretinata: le protagoniste della pubblicità sono chiaramente ispirate a quelle due ritardate della bira e der calippo che sono andate di moda questa estate e che spero, nella mia infinita invidia, finiscano sotto qualche automezzo molto pesante.
    perché, sì, sono invidioso del fatto che loro abbiano un lavoro, abbiano fatto interviste, condotto trasmissioni e ho sentito pure reciteranno in un film.

  42. Enigmista

    @tasso barbasso: no, tasso, mentire con le statistiche non significa buttare numeri a cazzo, significa proprio creare campioni fuorvianti, non rappresentativi o non specificare il tipo di valore è rappresentato (si sta utilizzando il valor medio, la norma o il valore mediano?). Come dice Darrell:

    “Le statistiche possono far sembrare molte cose diverse da come sono in realtà. Una statistica ben confezionata è meglio della “grande bugia” di Hitler; riesce a fuorviare, senza che qualcuno ti possa imputare nulla”

    Se in un paese uomini e donne hanno le stesse possibilità, ma queste possibilità sono pari a 0, la situazione è molto diversa rispetto a quella di un paese con un gap maggiore, ma con un numero di possibilità enormi. Insomma, fatta come è stata fatta, questa statistica è fuorviante e inutile. La Lipperini l’ha tirata fuori per tirare acqua al suo mulino (“Siamo peggio del Congo, vi rendete conto? Del Congo!!!”), facendo un pessimo servizio a tutte le femministe intelligenti…

    Insomma, ha usato un trucco analogo a quello della zona scurita, ma senza neppure usare una mappa:

    http://img191.imageshack.us/f/statistico.png
    My favorite trophy in this field is “The Darkening Shadow.” It
    was distributed not long ago by the First National Bank of
    Boston and reproduced very widely—by so-called taxpayers
    groups, newspapers, and Newsweek magazine.
    The map shows what portion of our national income is now
    being taken, and spent, by the federal government. It does this
    by shading the areas of the states west of the Mississippi
    (excepting only Louisiana, Arkansas, and part of Missouri) to
    indicate that federal spending has become equal to the total
    incomes of the people of those states.
    The deception lies in choosing states having large areas
    but, because of sparse population, relatively small incomes.
    With equal honesty (and equal dishonesty) the map maker
    might have started shading in New York or New England and
    come out with a vastly smaller and less impressive shadow.
    Using the same data he would have produced quite a different
    impression in the mind of anyone who looked at his map. No
    one would have bothered to distribute that one, though. At
    least, I do not know of any powerful group that is interested in
    making public spending appear to be smaller than it is.
    If the objective of the map maker had been simply to convey
    information he could have done so quite easily. He could have
    chosen a group of in-between states whose total area bears
    the same relation to the area of the country that their total
    income does to the national income.
    The thing that makes this map a particularly flagrant effort to
    misguide is that it is not a new trick of propa-ganda. It is
    something of a classic, or chestnut. The same bank long ago
    published versions of this map to show federal expenditures
    in 1929 and 1937, and these shortly cropped up in a standard
    book, Graphic Presentation, by Willard Cope Brinton, as
    horrible examples. This method “distorts the facts,” said
    Brinton plainly. But the First National goes right on drawing its
    maps, and Newsweek and other people who should know
    better—and possibly do—go right on reproducing them with
    neither warning nor apology.

  43. tasso barbasso

    @Enigmista

    Concordo con te sul fatto che è possibile mentire con le statistiche (direi che paradossalmente è impossibile non mentire… e sarebbe molto interessante approfondire questo discorso), e che si possa farlo con modalità diaboliche e finalità assolutamente maligne, e che questa Lipperini potrebbe avere l’intento (più o meno confessabile) di portare acqua al proprio mulino (una curiosità: qual è il suo mulino, esattamente?), tuttavia tu converrai che: a) se in un paese uomini e donne hanno le stesse possibilità, ma queste possibilità sono pari a 1 (lo zero non è accettabile, in quanto corrisponde alla totale assenza di vita), sarà comunque interessante sapere (visto che stiamo parlando di gender gap) in che modo quel misero 1 viene di fatto ridistribuito tra le due categorie considerate in ogni singolo Paese (la classifica è solo una estrema ma utile sintesi dei dati); b) quale che sia la strategia di raccolta ed elaborazione dei dati (ad esempio il tipo di valore utilizzato), lo stesso identico metodo viene applicato a tutti i Paesi; c) di conseguenza mi sembra bizzarro sostenere (e comunque non lo vedo dimostrato nei commenti che leggo qui) che la statistica sia, in sé, fuorviante e inutile; d) sembra anche verosimile che la statistica possa diventare gradualmente più “interessante”, al crescere del grado di omogeneità (e bisogna anche mettersi d’accordo su cosa si intenda esattamente con “omogeneità”) tra i Paesi considerati; e) esiste almeno un’altra questione, che riguarda la statistica in sé e il relativo sistema di raccolta dei dati, che se non opportunamente considerata potrebbe aver generato un errore macroscopico, ma non la vedo citata tra questi commenti.

  44. tasso barbasso

    @Enigmista

    [Chiedo venia al Duca, ma devo ripostare sullo stesso argomento, in quanto mi sono accorto che un paio di refusi hanno stravolto il senso del mio discorso. Ne ho approfittato per integrare e rendere piu’ comprensibile il mio faticoso ragionamento]

    Concordo con te sul fatto che sia possibile mentire con le statistiche (direi che paradossalmente è impossibile non mentire: sarebbe molto interessante approfondire questo discorso), e che si possa farlo con modalità diaboliche e finalità assolutamente maligne, e che questa Lipperini potrebbe avere l’intento (più o meno confessabile) di portare acqua al proprio mulino (una curiosità: qual è il suo mulino, esattamente?), tuttavia tu converrai che: a) se in un certo Paese le “possibilità” sono pari a 1 (lo zero non è accettabile, in quanto corrisponde alla totale assenza di vita), sarà interessante sapere (visto che stiamo parlando di gender gap) in che modo quel misero 1 viene di fatto ridistribuito tra le due categorie considerate; b) sarà anche utile sapere come viene fatta quella stessa ridistribuzione (limitatamente agli stessi e soli parametri considerati) in tutti gli altri Paesi; c) il maggiore o minore livello di risorse disponibili dei diversi Paesi è un dato noto: non viene certo “mascherato” dalla statistica e può essere eventualmente utilizzato per raggiungere le conclusioni più disparate (quel dato non impedisce certo il puro e semplice confronto tra le differenti “propensioni” alla ridistribuzione interna delle risorse); d) la “graduatoria” dei Paesi è solo una estrema e pratica sintesi dei dati; e) quale che sia la strategia di raccolta ed elaborazione dei dati (tipo di valore utilizzato o altro), lo stesso identico metodo viene applicato a tutti i Paesi; f) di conseguenza mi sembra bizzarro sostenere (e comunque non lo vedo dimostrato nei commenti che leggo qui) che la statistica sia, in sé, fuorviante e inutile; g) sembra anche verosimile che la statistica possa diventare gradualmente più “interessante” al crescere del grado di omogeneità (e bisogna anche mettersi d’accordo su cosa si intenda esattamente con “omogeneità”) tra i Paesi considerati; h) esiste almeno un’altra questione, che riguarda la statistica in sé e il relativo sistema di raccolta dei dati, che se non opportunamente considerata potrebbe aver generato un errore macroscopico, ma non la vedo citata tra questi commenti.

  45. Uriele

    Questa statistica è inutile e fuorviante, non la statistica in genere. Tu dici:

    “il maggiore o minore livello di risorse disponibili dei diversi Paesi è un dato noto: non viene certo “mascherato” dalla statistica e può essere eventualmente utilizzato per raggiungere le conclusioni più disparate”

    Se tu non lo specifichi, mascheri il dato. Anche nell’esempio precedente la densità della popolazione e il reddito medio procapite in una certa zona sono dati “che possono essere acquisiti tramite altre fonti”. Però, se non lo dici, non fornisci fonti per andare a cercare queste differenze e lasci l’ambiguità, stai “mentendo” con la statistica. Come ho detto prima: “Puoi far sembrare le cose diverse da come sono in realtà, senza che nessuno ti possa imputare nulla direttamente”. I dati sono corretti, probabilmente, ma il risultato non è significativo

  46. tasso barbasso

    @Enigmistga

    [scusa Duca, ho un po’ di problemi con il mio pessimo sistema operativo… Dopo la prima “postata” vedo un messaggio di errore e non vedo comparire il mio testo in attesa di moderazione. Dovendo “ripostare”, anche questa volta ne approfitto per rivedere e correggere un paio di cose]

    Ripeto che QUESTA statistica, in sé, non mi sembra né inutile né fuorviante e non mi pare che dalle tue considerazioni si possa evincere il contrario. Mi pare che QUESTA statistica non “mascheri” i dati ma si limiti a indicare un procedimento (si presume scientifico) e a svilupparlo fino al risultato finale.
    Inoltre, ripeto: nessuno ha ancora spiegato in quale modo il livello delle risorse potrebbe interferire con le modalità di ridistribuzione interna delle stesse (oggetto dello studio). Al limite ci si potrebbe ragionevolmente aspettare (ma andrebbe anche dimostrato) che l’aumento delle risorse comporti una maggiore propensione alla loro equa ridistribuzione interna; se addirittura si riscontra il contrario, secondo me la cosa diventa assolutamente interessante e significativa!
    Comunque basta così, che le mie stesse chiacchiere mi hanno annoiato! Del resto mi pare che nella sostanza dovremmo esserci capiti. Piuttosto dimmi un po’ (la mia domanda di prima non era per niente retorica): qual è questo benedetto “mulino” della più volte nominata?

  47. Uriele

    Ok, ti faccio un esempio (parlo di possibilità, non di risorse, avere le risorse non significa necessariamente avere le capacità o gli strumenti per sfruttarle):
    In America, quando vigevano le leggi Jim Crow, uomini e donne di colore avevano gli stessi diritti e le stesse opportunità (accessibilità ai mezzi pubblici, ai pubblici impieghi, all’istruzione…). Adesso il gender gap fra uomini e donne di colore è aumentato… (potrei fare qualche esempio più moderno o più famoso, ma poi si passerebbe a parlare di politica contemporanea e si manderebbe tutto in vacca con una reductio ad Hitlerum).

    Se ora parlassi a uno che non sa nulla del periodo della Ricostruzione Americana, e portassi come unico dato il gender gap, senza fare distinzioni o senza sottolineare la cosa, il mio interlocutore direbbe: “Che figata! Guarda come erano civili 120 anni fa e come sono diventati barbari e sessisti”

    (Quando dico “il suo mulino”, intendo “dirigere l’attenzione sulla condizione delle donne nella nostra società, puntando il dito sulle differenze di trattamento fra i due sessi”. Se per farlo, però, stumentalizzi le statistiche, allora stai mentendo e sei scorretto, se poi vieni beccato ci fai anche la figura del pirla o dello stupido, nel migliore dei casi)

  48. tasso barbasso

    @Uriele

    Con calma, Uriele.
    Partiamo dal presupposto che qui nessuno (ma proprio nessuno) ha detto (o scritto) che da quella statistica (che in sé ci dice solo quale sia o come sia composto il gender gap attuale in ogni singolo paese) si possa dedurre che sia MEGLIO ( o più figo, o più fico) vivere nel Paese X anziché in quello Y. Sgomberato il campo da questo equivoco, passiamo ad analizzare un caso ipotetico, ossia la storia di Banania.
    Esiste uno stato, Banania, con popolazione pari a 5 individui, ossia: 1 capo gay, 2 cittadini uomini e 2 cittadine donna. Visto che sono maturati i 5 frutti di un banano (unico bene di Banania), il capo gay decide che le nuove banane dovranno essere distribuite esclusivamente tra i cittadini gay (umorismo involontario); di conseguenza gli uomini e le donne rimarranno tutti senza banane e il gap uomo/donna sarà pari a zero. Tempo dopo, essendo maturati altri 5 frutti, il capo gay decide di mostrarsi molto più democratico: da quel momento in poi le banane saranno tutte distribuite tra le donne e gli uomini di Banania. Naturalmente il capo gay, che si era riservato il diritto di decidere come distribuire le banane, assegna 2 banane a testa a ciascuno dei due uomini e solo 1 banana ad una delle due donne (logico, in quanto i gay preferiscono gli uomini); di conseguenza il gap uomo/donna aumenta ai danni delle donne (la categoria “gay” rimane ininfluente ai nostri fini).
    La situazione è migliorata nel complesso?
    Si, certo!
    La situazione è migliorata anche per le donne?
    Si, certo!
    La situazione è migliorata nello stesso modo per uomini e donne?
    Certo che no!
    Oggi la situazione è migliore per gli uomini o per le donne di Banania?
    Oggi, a Banania, la situazione degli uomini è migliore di quella delle donne.
    Questo significa qualcosa?
    Si, questo significherà pure qualcosa.
    Per esempio?
    Per esempio significa che pur essendo state rese disponibili più banane per tutti, gli uomini hanno avuto un trattamento di favore (questi gay!), e le banane potenzialmente disponibili non sono arrivate a tutti nello stesso modo.
    Questo per quanto riguarda un aumento del gap, da zero a tot, in una situazione di miglioramento generalizzato.
    Ma passiamo ad un altro esempio. In un certo Paese Moltobello i laureati sono pari all’80% della popolazione (bravi!), mentre nel confinante Paese Piùbruttino i laureati sono solo il 20% della popolazione (uno schifo!). Nel Paese Moltobello le lauree sono così distribuite: 70% uomini e 10% donne (gap enorme!). Nel paese Piùbruttino la distribuzione è la seguente: 10% uomini e 10% donne (gap nullo!). Vogliamo forse dire che nel Paese Moltobello si stia peggio solo perché il gap è negativo? No, certo che no! Vogliamo solo dire che è notevole (e interessante) il fatto che nel Paese Moltobello ci siano così poche donne laureate rispetto agli uomini. Inoltre è notevole (e interessante) il fatto che nel Paese Piùbruttino quel misero 20% di possibilità di laurearsi (pessimo!) sia distribuito equamente tra uomini e donne.

  49. tasso barbasso

    @ Uriele

    La questione del “mulino” non mi è chiara. Capisco che la tipa voglia provare a “dirigere l’attenzione sulla condizione delle donne nella nostra società, puntando il dito sulle differenze di trattamento fra i due sessi”, ma non mi hai ancora detto quale sia il mulino e come ci arrivi l’acqua. Parlando papale papale: come mai “dirigere l’attenzione…eccetera” le fa arrivare i soldi in tasca?

  50. Enigmista

    1) Sono partito da questo punto:

    Ovviamente la Lipperini lo ha fatto rimbalzare, concludendo con un “Servono commenti?”. Peccato che il vero significato di quella frase non va inteso come vorrebbe lei, cioè “servono commenti su come la donna italiana è Schiava quindi Zitta e Chiava?”, ma con “vedete come è facile fregare il popolo bue usando trucchetti statistici che qualsiasi pirla che ha passato il corso di Statistica sa riconoscere?”.

    Quindi, sì, qualcuno (non in questo blog), stava cercando di far filtrare l’idea che una donna potesse vivere meglio nei paesi che si trovavano in una posizione più alta in classifica, usando per di più l’indice assoluto, non quelli relativi (pari opportunità per quanto riguarda istruzione superiore e accesso alle strutture sanitarie)

    2) Secondo la classifica dal 2006 (indice 0,65) al 2010 (indice 0.68) la condizione delle donne è migliorata e il gap si è ridotto. Nonostante questo, continua ad essere un indice poco significativo

    3) Il numero di laureati non è un indice indicativo se, ad esempio, la maggior parte di quelli che si laureano non trovano lavoro o si sono laureati al DAMS. Se la laurea è un pezzo di carta senza nessun valore, rilasciato da pessime università, tanto vale andare in università a numero chiuso che accettano solo gli studenti migliori e/o che ne fa laureare solo una piccola percentuale
    Ad ingegneria, il livello di preparazione degli studenti che uscivano dal vecchio ordinamento, era decisamente più alto di quello degli studenti che escono ora da un corso specialistico. La percentuale di studenti che si laureavano in corso era molto bassa (fino a 10 anni fa, a Bologna, la media era di 8 anni), e molti mollavano; adesso quasi tutti riescono a laurearsi in tempo. Per passare un esame di Analisi con 18-20, basta una settimana di studio… L’unica discriminante è il voto finale (per il 30elode i professori vogliono ancora un livello di preparazione adeguato, ma quelli che vanno avanti a 30elode adesso, probabilmente una volta sarebbero andati avanti a 25-27, con qualche 30 di mezzo e alcune lodi)

    Il report dice:

    Thus the Index penalizes or rewards
    countries based on the size of the gap between male and
    female enrolment rates, but not for the overall levels of
    education in the country.

    Quindi, un gap di 0.8 al Caltech o alla UCSD è peggio di un gap pari a 1 in uno stato dove il livello massimo di istruzione consiste nel riuscire a fare delle “o” perfette con un bicchiere…

    Inoltre, uno degli altri punti, è le donne in posizioni politiche di rilievo (indipendentemente che siano donne intelligenti e capaci, o veline che hanno ottenuto un ministero con abili fellazio). Ad esempio, l’Italia per quanto riguarda le posizioni politiche delle donne è in buona posizione… ma non mi pare che ci siano queste donne di spicco nella politica Italiana attuale (l’indice per quanto riguarda istruzione e sanità è praticamente 1, quello che ci frega è la partecipazione economica). Altra cosa che il report non considera è l’emigrazione: se io ho una laurea tecnica e sono capace, molto probabilmente andrò in un paese in cui le mie possibilità di carriera sono maggiori, in cui gli stipendi e il potere d’acquisto è più alto, cercherò un dottorato in una delle prime 100 università del mondo. In corso avevo 7 donne, di cui due molto brillanti, 4 nella media e una un po’ capra. Di queste 7, 5 (fra cui la capra) hanno trovato lavoro in Svizzera, Germania e Inghilterra, in grosse aziende e centri di ricerca. Hanno avuto accesso ad opportunità ottime che in Italia non esistono, indipendentemente dal sesso. Quelle sei persone non rientrano nel conteggio del gap Economico e di Opportunità italiano… è un indice abbastanza stupido, in un mondo globalizzato.

    4)

    Loredana Lipperilli: giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica e autrice per la televisione italiana.

    Più attenzione, più pubblicità… sì, potrebbero anche arrivarle più soldi. Non sono rari i casi di capipopolo che sfruttano l’indignazione popolare per fare soldi :)

  51. tasso barbasso

    @Uriele/Enigmista

    Capisco cosa intendi.
    Ovviamente rimango dell’opinione che sia un tantino esagerato buttare il gender gap nella spazzatura e dimenticarlo per sempre, oppure gridare allo scandalo quando una tizia enfatizza leggermente un dato (di dimensioni oggettivamente macroscopiche) nel riportare i risultati di uno studio statistico che, con tutta la sua limitatezza e scarsa utilizzabilità pratica, rimane pur sempre interessante e indicativo.
    Piuttosto avrei un’osservazione da fare sulla questione delle 7 universitarie. In effetti il tuo esempio può essere usato proprio per dimostrare che, in un modo o nell’altro, il gender gap dà comunque un’indicazione utile, proprio in ragione della sua natura di generico parametro di confronto. Però mi asterrò da qualsiasi approfondimento, perché altrimenti non ne usciamo più.
    Sul “mulino” sei rimasto generico (delusione). Io pensavo che mi avresti parlato di una qualche “parrocchia” e delle relative “filiere” politiche… Che un intellettuale/oide si scavi una propria nicchia di riconoscibilità (più o meno vasta; più o meno alla moda) e continui a rimestare negli stessi temi, sfruttandoli fino all’asso anche per tutta la vita, mi sembra proprio la norma.
    In conclusione e a mo’ di chiosa direi questo: sia che viviamo in Banania, sia che viviamo in Moltobello o Piùbruttino, se abbiamo un capo gay non possiamo stare veramente tranquilli! ;))

  52. tasso barbasso

    Ovviamente non ho nulla contro i gay! E’ solo che mi faceva comodo un capo gay per la storiella sulla distribuzione di banane tra uomini e donne. Meglio specificare…

  53. Il Duca di Baionette

    Ovviamente non ho nulla contro i gay!

    Io ho uno spray, ma non funziona… :-(

  54. tasso barbasso

    LOL. Immaginavo una reazione del genere!

  55. dedo

    @Uriele quella mappa http://img191.imageshack.us/i/statistico.png/ spiega bene il motivo per cui odio le infographics: istogrammi, diagrammi circolari et similia non esistono a causa di Excel, è Excel che esiste perché istogrammi, diagrammi circolari et similia hanno un senso logico.

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