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ott 25

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Ventimila selvaggi sotto carica

Tra i film che di solito si tirano in ballo quando si parla di Steampunk è raro che manchi Ventimila leghe sotto i mari della Disney. Fa parte dei precursori dello Steampunk: opere collocate tra anni ’50 e anni ’70 che pur non avendo lo spirito dello Steampunk (ben descritto da Nevins) mostrano un revival di interesse per il lungo XIX secolo. Tra i romanzi precursori un esempio può essere The Space Machine (1976) che solo con molta generosità si può considerare Steampunk vero e proprio. Opere precedenti come The Warlord of the Air (1971) invece contengono tutto il necessario per essere veramente Steampunk, ma anche su queste cose tornerò un’altra volta.

Il perché di questo interesse per il XIX secolo ieri ed oggi, con le chiacchiere sulla reazione psicologica all’Era Atomica o all’Informatica Disumanizzante e bla-bla-bla, per oggi le lascio a chi non ha cose più utili da dire visto che le seghe “interpretazioni” nulla aggiungono ai fatti e di conseguenza valgono quanto la spazzatura.
Un discorso simile si può fare anche sul fantasy o su molte altre cose: il disinteresse per l’informazione seria sul genere, che richiede di solito ANNI di lavoro e passione, è nascosto da un velo di psicologia spicciola basata sui luoghi comuni, perfetto per gli intellettualoidi che si trovano a parlar di cose che non conoscono (magari su un quotidiano a diffusione nazionale o in TV). Questo genere di latrati tra mongoli chiacchiere da forum a cui tutti possono partecipare perché nessuna conoscenza dei fatti né la loro citazione è richiesta, mi lascia perplesso come un coniglietto di fronte a un episodio del Grande Fratello.
Preferisco spendere il mio tempo per mostrarvi dei negri elettrificati.

“Unga munga! Uga uga!”

Si può dire che non è politically correct. Si può accusare il razzismo ancora fortissimo negli USA degli anni ’50. Si può ricordare che Walt Disney (morto dodici anni dopo il film) era dichiaratamente fascista e strizzava l’occhio anche ai nazisti. Si può criticare la disumanità di rappresentare i nativi di colore come una massa indistinta di unga-munga cannibali che vivono nell’attesa di mangiare un visitatore bianco. Si può tirar fuori un discorsone su come invece ora è diverso, ora c’è più consapevolezza, ora sappiamo che l’economia finanziaria può creare dal nulla l’acciaio dopo che si è distrutta l’industria siderurgica del proprio paese (ops, no, pare che non possa! LOL: that’s the American Way!), ora sappiamo che il Terzo Mondo lo abbiamo creato noi distruggendo sistemi-mondo perfettamente funzionanti per farli aderire forzatamente all’ideologia politica del Libero Mercato (50 milioni di morti per carestia tra il 1876 e il 1902, causati direttamente dalla fede cieca nel Libero Mercato che aveva distrutto tutti i sistemi di difesa delle colonie: una delle ideologie più sanguinarie della storia) e bla-bla-bla.

Sapete invece cosa dico io?
Quello che hanno detto Peter Lorre e Kirk Douglas:

Eh eh eh, è fantastico!

e

Ehi capitano, è un buon metodo per scoraggiare gli ospiti!

Se avete pensato che il commento giusto al video fosse nel blocco di merda là sopra, siete dei mongoli della peggior specie, di quelli allevati alla Scuola della Castrazione Psicologica, con la ghiandola dell’umorismo atrofizzata, buoni solo a vergognarvi del passato e a indignarvi come checche oltraggiate quando leggete Negrolandia su una vecchia mappa. Chiudete il becco e sfogate la vostra sessualità repressa infilandovi mestoli nel culo e mangiando la cacca della vostra partner (“gnam… gnam… cara, la marcia per la pace in Palestina è domani o dopodomani?”).

Questo è sano umorismo. I negri cannibali (ma vanno bene anche gli asiatici) e il bianco da infilare nel pentolone che scappa come un matto. Nessun cannibalismo come simbolo del tracollo della società capitalista (sigh): solo sano, fottuto, cannibalismo per il gusto del cannibalismo. Perché sì, è bello pensare che i selvaggi siano così: sono molto più divertenti di quelli veri con le t-shirt e le lattine di coca cola! E anche l’uso di tecnologie superiori per maltrattarli e spaventarli è spassoso. Balla selvaggio, balla! ^__^

Le nazioni bianche ringraziano per il contributo dell’Africa alla Storia della Musica.

La Disney una volta sì che ci sapeva fare!
Il film ora sa di vecchio e dopo averlo visto una volta non fa venir voglia di rivederlo, ma Kirk Douglas con la sua faccia da schiaffi è spassoso, soprattutto quando si scola i campioni di fauna marina assieme all’alcol di conservazione. LOL.
Ora quelli della Disney sono i parassiti dell’America, buoni solo a scrivere le leggi sul copyright da far passare al Congresso perché non riescono ad inventarsi qualcosa che sostituisca Mickey Mouse (e no, nemmeno i 95 anni dopo la morte basteranno: attendiamo il prossimo aumento a 150 anni). Grandi. Un paese intellettualmente morto, giusto per far combaciare la Mente con il Corpo (la industrie assassinate dopo il 1995, nella frenesia di inseguire il Nuovo Mercato dell’Informazione, sigh!). E comunque stanno messi meglio di noi itaGLiani, morti e putrefatti (ma quand’è che abbiamo esiliato gli italiani e fatto venire gli itaGLiani? Non si può farli ritornare?). Meglio il Giappone con lo scopiazzamento creativo, motore dell’evoluzione e applicazione nel campo artistico di un principio biologico.

Nota sull’estetica del Nautilus.
Il metallo rivettato è una scelta estetica ottima. Non solo richiama subito un’idea di vecchiume, come in certi vecchi carri armati o nella Torre Eiffel, prodotti di quando la rivettatura andava alla grande (anche per le automobili!) prima che saldature e giunti imbullonati la sostituissero, ma in alcuni casi è ancora sensata nonostante la sua antichità. I rivetti vengono ancora impiegati con alcuni metalli poco adatti alla saldatura, ad esempio con le leghe d’alluminio in ambito aeronautico (ringrazio Angra per avermelo ricordato), e in generale quando il peso ridotto unito all’alta resistenza diventano requisiti fondamentali. Non è solo estetica: è estetica unita alla praticità. Così dovrebbe essere sempre lo Steampunk: funzionale, old style e carismatico, non rotelline incollate a caso sul cuoio e sugli occhialoni, con dei dirigibili “tanto per” sullo sfondo: quello è lo steampunk dei ritardati.

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2010/10/25/ventimila-selvaggi-sotto-carica/

21 comments

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  1. dr.geiger

    mi hai fregato il post sui munga munga, adesso mi tocca trovare altri negri elettrificati!

  2. Riccardo Rizzo

    il disinteresse per l’informazione seria sul genere, che richiede di solito ANNI di lavoro e passione, è nascosto da un velo di psicologia spicciola basata sui luoghi comuni,

    Mi domando dove e’ finita la ignoranza, quella sana. Io ogni tanto ci provo a dire “non parlo di questo perche’ non ne so quasi niente” e mi guardano come se fossi un idiota!

    Saro’ davvero un idiota?

  3. Il Duca di Baionette

    adesso mi tocca trovare altri negri elettrificati!

    Forse negli USA ne hanno un po’. Lì produrli è come un hobby.

  4. Tj

    La Disney ha poco da rompere sul Copyright dopo che si è copiata “Il mistero della Pietra Azzurra” dai giapponesi u.u
    http://www.youtube.com/watch?v=fuSF_vxpD4Q
    http://www.youtube.com/watch?v=09wwZBgw7cQ&feature=related

    Duca, secondo te questo anime può rientrare nel genere Steampunk?

  5. Il Duca di Baionette

    Sì, è un ottimo esempio di anime steampunk. Di solito gli anime giappo hanno elementi o estetica steampunk, ma difficilmente lo sono per davvero. In questo caso sì, lo è.

  6. polveredighiaccio

    Il film da te citato Duca, è uno dei miei preferiti fin da ragazzina. Ancora oggi lo guardo quando lo passano in tv, anche se lo conosco a memoria! ^_^
    L’articolo mi ha stupita, mentre leggevo la prima parte ho pensato “ah, però! Il Duca ha un lato umano nascosto…” invece era una scena! Andresti molto d’accordo con mio padre, uno sfegatato razzista, omofobo, antisemita e tutto ciò che ci può essere di “anti” nella società! L’unica cosa che ama sono i suoi insetti… o.O
    Gli insetti sono meglio degli esseri umani. Gli insetti sono intelligenti e super organizzati. Gli insetti governeranno il mondo quando l’uomo scomparirà.
    Insetti al potere… Potrei vendere il soggetto a VanderMeer! *_*

  7. Desty Nova

    Bene Duca, ti ho scoperto oggi e ti approvo. Unica piccola chiosa al pezzo di sopra è che Disney era sì uno sporco reazionario, che per anni ha tenuto – si dice – una foto di Mussolini ricevuta personalmente da lui sulla scrivania, ma come ogni buon patriota americano allo scoppio della guerra ha fatto il “right or wrong it’s my Country” ed è diventato un fanatico antifà e antinà. Questo ovviamente senza cambiare di una virgola le sue opinioni politiche sul conservatorismo reazionario. Il che poi è perfettamente coerente con l’essere antifà, se ci pensi.

  8. tasso barbasso

    Il fatto che Walt Disney fosse un ammiratore di Mussolini non lo trovo particolarmente straordinario, ma mi sono sempre chiesto per quale motivo a Mussolini piacessero così tanto i fumetti di Walt Disney.

  9. 42nopanic

    Ciao Duca.

    Non so se sei al corrente che il tuo articolo sulle fatime verdi è linkato su
    Liquida

  10. Il Duca di Baionette

    Liquida.it ha un modo bizzarro di interpretare le keyword più rilevanti per un un articolo, ma apprezzo. ^_^

  11. Rickyricoh

    Se mi permette signor Duca vorrei esprimerle la mia più profonda stima per quanto riguarda il contenuto del post.
    Sono veramento stufo del non poter più ridere di certi argomenti, per colpa di un’ipocrisia che spesso è ben più pericolosa del politically incorrect che tanto la ripugna.
    Oggi tutto è razzista, tutto è scorretto, immorale.
    Un tempo la televisione italiana lasciava andare in onda chicche come questa http://www.youtube.com/watch?v=d_I0XmRNYIs , e se permettete il dogui che sbeffeggia il domestico negro è un classico del trash che voglio avere il diritto di gustarmi in santa pace. E invece no, tale diritto mi viene adesso negato. Nonostante io sia una persona assolutamente per nulla razzista, perchè se incontro una persona la tratto come merita in quanto persona, non per il colore della pelle o qualsiasi altra comune discriminante.
    Non si capisce che il contesto cambia, perché sollazzarsi alla vista del selvaggio che viene fritto dalle meraviglie tecnologiche del nautilus è un piacere che non va sporcato da interferenze che non c’entrano nulla. Anzi, l’umorismo in questione è totalmente al di fuori dal concetto di razzismo, analizza una realtà di fatto scevra da discorsi morali e si concentra solo sul momento comico. Se i selvaggi inseguono kirk douglas per papparselo, è solo un fatto narrativo. Quando arrivano al nautilus hanno quel che si meritano. Punto. E fa ridere. Il giudizio deve rimanere riferito al contesto dell’azione. La morale si può fare solo constatando che essi meritano la punizione elettrica, il contesto narrativo del film è quello. Se faccio una valutazione sul perchè le popolazioni africane debbano essere rappresentate nella loro tribalità oggettivata dall’uomo occidentale e BLA BLA BLA, esco dalla dimensione del film. Di quel film.
    E sarebbe pure un discorso lecito, mica dico di no, ma al giorno d’oggi esso diventa l’unico approccio possibile e scene come quella non sono più ammesse. Perchè?, mi chiedo.
    Insomma lasciatemi ridere di quello che voglio, dico io. E ora, visto come stanno le cose, voglio ridere ANCHE di ciò di cui non si ride più.

    Mi scuso per l’intromissione in questo notevolissimo blog, che da poco ho avuto il piacere di scoprire e di apprezzare.

    Ah, non vorrei sbagliarmi ma l’esemplare citazione “Eh eh eh, è fantastico!” dovrebbe essere dell’altrettanto mitico Peter Lorre.

  12. Il Duca di Baionette

    Sì, mi sa che hai ragione: ho ricontrollato bene e anche se stanno ghignando entrambi in quella scena, la voce dovrebbe/potrebbe essere del doppiatore di Lorre. Non ero sicuro perché il doppiatore di Douglas quando lo fa sghignazzare gli fa la voce molto simile e nella scena non si capisce bene chi sta parlando visto che inizia con “eh eh eh” con Douglas che ghigna e finisce con “è fantastico” su Lorre che si volta, ma la voce è di una persona sola (mi viene pure un sospetto: nell’originale in inglese qualcuno almeno sta davvero parlando o la battuta è inventata?).
    Nel dubbio ho aggiunto Lorre all’articolo.

  13. DelemnO

    Bell’articolo Duca, questo film mi è sempre piaciuto. E concordo sulla questione dell’umorismo. Diamine, tra un po’ spariranno anche le barzellette della settimana enigmistica con l’esploratore nel pentolone del selvaggio.. Ah, tra l’altro credo che nella riedizione in dvd di Fantasia ( non mi ricordo se è già stato trattato tale argomento)la disney voglia togliere il pezzo in cui le centaure-zebre di colore fanno vento a Bacco, della serie “omg razzismo!”.

  14. Chama

    mi scusi esimio duca, ma qui si dice sempre questo non è steampunk, quest’altro non è steampunk, c’è qualcosa steampunk a questo mondo?!

  15. Il Duca di Baionette

    mi scusi esimio duca, ma qui si dice sempre questo non è steampunk

    No, qui si dice che ciò che è Steampunk è Steampunk e ciò che non lo è non lo è.
    Si chiama usare il cervello e rispettare le etichette. Attribuire l’etichetta Steampunk a ciò che evidentemente non lo è, è il genere più disgustoso e scorretto di pratica di MARKETING lesiva degli utenti che si possa attuare (ok, al secondo posto dopo aver scritto col culo un libraccio buttato in pasto ai lettori con il disprezzo di chi sa che venderà quanto basta lo stesso). Qualsiasi riferimento ad Alice di Dimitri è voluto.

    c’è qualcosa steampunk a questo mondo?!

    Un sacco di roba, già citata molte volte. Se hai seguito il blog e i commenti ha già beccato dritte per identificare opere steampunk facilmente.

    Questo commento era inutile come un buco del culo sotto la lingua. ^_^

  16. x7969

    Ora, spero che il Duca mi permetta di fare uno spammone, perchè non ce la faccio; quando leggo questi suoi articoli non ne capisco il senso; ci è o ci fa?Non riesco a capire cosa diamine voglia dire!!!
    Io penso di avere trovato una possibile interpretazione a quello che vuol dire, al di là del turpiloquio; mi auterò con alcuni riferimenti personali.

    Una volta lessi un libro formidabile, “Elogio della guerra” di un certo Massimo Fini; c’era un passo micidiale in cui lui raccontava che i popoli dell’africa centrale hanno come usanza quella di fare la guerra per finta, senza morti o altri danni considerevoli, come puro esercizio di sfogo delle pulsioni; l’autore affermava che la volontà bellica non era nella mente dell’africano, ma vi era stata portata dall’azione plagiatrice del bianco.

    Tralasciando l’assurdità di una simile affermazione (che chiunque abbia un pochino di infarinatura sulle civiltà africane può contestare), è facile capire il ragionamento truffaldino che c’è dietro; lo schifoso fascista, anzichè far leva sulla presunta bestialita dell’uomo africano, lo paragona ad un buon selvaggio rousseiano, corrotto dall’azione dei bianchi…ma il pensiero è lo stesso; si vuole far passare i negri per esseri non umani, inferiori, incapaci di far ragionamenti.

    QUello che vuole descrivere il duca è che non c’è ormai più nulla di male in una scena, seppur orrendamente teatrale, come quella del contrattacco elettrico, perchè quei selvaggi lì non esistono, sono stereotipi-figurette che fanno solo ridere, oggi innocue per una mente sana.
    Il politically correct, fatto in buona fede, oggi nega la discussione, lo scherno sulle tematiche del razzismo in favore di un buonismo puritano; mentre lo sfottò scherzoso da ambo le parti, lo sketch autoironico, la citazione fasulla, permette la pace, la solidarietà(se io scherzo con un africano dicendo di essere un tagliagole slavo, mentre lui mi dice di essere un cannibale), non parlare di tale argomento sostituendo tutto con strani riferimenti..a cosa porta?
    Porta al fatto che i razzisti rimangono, ben nascosti, al grido di battaglia “Ma no, io non sono razzista, solo dico che..” o altre formule particolari, come quella descritta sopra, edulcorando il loro veleno per diffonderlo nelle acque rese invisibili dalla nebbia rosa della correttezza puritana; il male è lì, nel buonismo, che cela non solo la risoluzione corretta del fenomeno razzismo, ma anche le inevitabili colpe dei colonizzatori; qualche anno fa, in Inghilterra, in una scuola volevano censurare le pagine sul colonialismo per non offendere la sensibilità di alcuni alunni..ma con questo ragionamento, si sarebbe negata la possibilità di ricordare una colpa innegabile del vero razzismo e dell’avidità occidentale.

    Insomma…dietro la maschera del finto tamarro razzistone, è questo quello che vuole dire in questo articolo? Mi scuso se ho preso spazio oppure ho usato un tono troppo energico di solito appannaggio del padrone di casa, ma volevo solamene avere una delucidazione!

  17. Il Duca di Baionette

    dietro la maschera del finto tamarro razzistone, è questo quello che vuole dire in questo articolo?

    Quello, con patate.

  18. Doc.Herbert West,M.D.

    Però,né nella wiki italiana né in quella inglese si parla di razzismo quando si accenna all’attacco dei “bunga-bunga”,e so per esperienza diretta quanto detestino alla follia tutto quel che sa di Fascismo Kattivo nei lidi di Lord Wales.
    Una volta tanto,Duca,sei stato più realista del re…
    ^_^

  19. Il Duca di Baionette

    @Doc
    Regolarmente quando si parla di classici o uno non li ha mai visti per davvero oppure si evita per non deviare il discorso. In fondo la scena può essere razzista, valutandola al di fuori della sua epoca, solo per gli ossessionati odierni del politically correct: in sé non lo è né ieri né oggi, come ha ben spiegato Rickyricoh.

  20. Ste

    @Tj
    Anche il “mistero della pietra azzurra” non è proprio originalissimo, a sua volta si ispira a “Laputa: Castle in the sky” di Miyazaki

  21. Sir Marcus

    Beh, allora per mettere i puntini sulle “I”, l’isola di Laputa, viene da Swift!

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