novembre 2010
Archivio del Mese

Archivio del Mese
Posted by Il Duca di Baionette on 07 nov 2010 | Tagged as: Concorsi Letterari, Scrittura, Steamfantasy, Steampunk
Una settimana alla fine del concorso.
I Fuori Concorso, i racconti che partecipano solo per la selezione nell’eventuale antologia (niente premi!), possono essere inviati fino al 14 novembre incluso. Avete ancora una settimana. I Fuori Concorso possono, ma non è obbligatorio, superare le 8.000 parole. I vincoli per i Fuori Concorso sono gli stessi dei racconti normali (Stempunk Tecnologico, ovvero retrofuturismo e/o bizzarre invenzioni, più il coniglio) con però un limite di parole maggiore, ben 20.000.
La scelta di un racconto per l’antologia avviene così: leggo il racconto (devo poterlo leggere senza venire bloccato dal disgusto), valuto se le idee e/o lo stile sono soddisfacenti. Fine. Le idee le considero soddisfacenti se sono di per sé divertenti, piacevoli, non troppo cliché e/o adeguatamente legate agli spunti storici e di storia della fantascienza possibili per lo Steampunk. Lo stile viene valutato secondo i parametri con cui si valuta la narrativa. La narrativa è una cosa diversa da “le parole per il gusto delle parole”. Le ultime due frasi in un paese normale non dovrebbero richiedere spiegazioni, ma l’ignoranza degli itagliani è sempre stupefacente per cui immagino che molti di voi non abbiano capito cosa intendo. Beh, io non ve lo spiegherò. Siete grandi: imparate a badare al vostro culo da soli. Punto.
Se uno è interessato a come funziona la narrativa, se la Studia. È pieno di manuali, leggeteli e imparate l’arte della retorica narrativa. Leggendoli non avrete bisogno di fare domande imbarazzanti per la vostra intelligenza. Se non li volete leggere significa che non volete imparare e se non volete imparare io non ho di certo tempo da perdere per spiegarvi (a vuoto) le cose.
Per i più pigri erano stati indicati un paio di articoli di Gamberetta che riassumevano bene i concetti spiegati da SECOLI dagli esperti di narrativa. Fornivano il necessario da sapere per evitare gran parte dei problemi nella gestione delle descrizioni e dei dialoghi. A giudicare dai racconti che ho visto fino ad ora, non li avete letti. Se non avete letto quelli, inutile spiegarvi di nuovo le cose: non leggereste nemmeno le mie spiegazioni. Semplice.
|
| Editor serio e giovane scrittrice? |
I racconti che sceglierò non hanno bisogno di essere eccelsi. Voglio solo che siano abbastanza buoni per poterli rendere, con un po’ di lavoro, adeguati per l’antologia. Se il racconto ha del potenziale (ovvero è piacevole da leggere), ma alla fine la qualità crolla perché avete trascurato delle scene importanti, riducendo all’osso eventi a cui era meglio dare più spazio, potrebbe venire scelto lo stesso a patto che lo aggiustiate secondo le direttive fornite. Perché non dovrei darvi l’occasione di sistemare il sistemabile?
Però poi mi aspetto che facciate quanto richiesto. Se spendo il mio tempo per darvi dei suggerimenti e voi accettate di modificare il testo, dopo o lo modificate DAVVERO o vi rifilo un calcio in culo e vi sbatto fuori dall’antologia con la stessa velocità con cui vi ho invitati a entrare. Stesso discorso se il racconto in generale è buono, ma lo stile scricchiola e sento che con un paio di consigli potreste migliorare molto il tutto: o lo migliorate come richiesto o non entra nell’antologia. Non mi aspetto racconti perfetti: mi bastano racconti che possano diventare decenti con un minimo di lavoro in più da parte mia e vostra. Semplice.
Prospettive per la futura antologia.
Scarse. Volevo un minimo di quattro racconti, ovvero tre racconti validi in generale e lo Speciale che fa piangere sangue a leggerlo, ma c’è LULZ conigliesco a palate. Lo Speciale c’è, ma i racconti non ancora. In teoria ne ho già trovati due: il primo ha partecipato al concorso e potrebbe aspirare alla vittoria, ma lo stile e le scelte sul POV vanno sistemate un altro po’ (senza sistemazione non ci sarà né antologia né vittoria); il secondo è un Fuori Concorso, molto bello nei primi 2/3, scritto molto meglio di tutto quello che ho visto pubblicato dagli Editori della Carta negli ultimi mesi [1], ma che va ampliato e sistemato perché verso la fine va tutto a troie troppo rapidamente.
|
Quindi al momento ho solo due possibili partecipanti. Manca il terzo e non so se lo troverò. Mi sono arrivati dei nuovi Fuori Concorso e mancano ancora circa metà dei racconti in gara da leggere, per cui in teoria ci sono ancora possibilità di scoprire qualcosa di meritevole, ma in pratica la situazione è deprimente. Non sono più nemmeno così sicuro che il possibile vincitore che avevo rintracciato nei primi racconti arrivati possa davvero meritarsi il premio. Nel caso mi dovesse rimanere il dubbio su cosa fare lo pubblicherò, senza editing alcuno, e vi chiederò se secondo voi può meritare la vittoria. Spero comunque di trovare un racconto migliore in modo da risolvere la situazione senza dovervi coinvolgere.
Commenti sui racconti in gara.
In privato non verrà inviato niente. Mi pareva fosse chiaro. Pensavo di segnalare qualcosa su Baionette, magari assieme alla pubblicazione di tutti i racconti, ma al momento qualsiasi commento sarebbe privo di utilità. La spazzatura che ho visionato fino a questo momento è al di là di qualsiasi possibile miglioramento. Completamente da rifare. Manca la più basilare comprensione di cosa sia la narrativa e di come funzioni.
Fin dal primo racconto mi sono messo a leggere con accanto un quaderno per prendere appunti. L’idea era di segnarmi solo i grossi problemi e un commento in generale su come mi sembrasse ciò che stavo leggendo, giusto per non dimenticarmi le cose a distanza di settimane. I primi racconti mi hanno costretto a passare più tempo a segnare brevi note di disgusto per la qualità infima, con errori che NESSUNO avrebbe potuto commettere se avesse letto (e compreso) gli articoli sulla scrittura segnalati, che non a godermi la lettura. Godermi: parolona. Una tortura. Sono arrivato a segnare quante volte ho dovuto interrompere la lettura per la rabbia e il disgusto prima di riuscire a finire un racconto.
Non è una base adeguata per poter discutere di un editing migliorativo.
|
Questa è la situazione.
Non penso che i racconti che ho ricevuto facciano particolarmente schifo rispetto al tipico livello italiano. Penso che se il capoccia delle Edizioni Scudo vedesse i racconti in gara, a giudicare da ciò che pubblica, se ne uscirebbe con un “ammazza che bella roba però!”. Idem a scorrere la lista dei nomi presenti in questa antologia mi viene il sospetto che i racconti che ho ricevuto io potrebbero competere ad armi pari o, perfino, uscirne vincitori (escluso Tarenzi che se ha scritto decentemente ha bisogno del Fuori Concorso dell’antologia per essere sconfitto).
Se volessi premiare un “racconto itagliano” e produrre una “antologia itagliana” non ci sarebbe nessun problema: ho materiale di tutto rispetto, roba che a giudicare dalla qualità un Editore Senza Scrupoli (ovvero uno qualsiasi di quei maiali incestuosi che grufolano nel degrado culturale che hanno fomentato) pubblicherebbe senza problemi. Ma io non avevo e non ho intenzione di gestire un concorso per “racconti itagliani”: io voglio premiare un racconto DECENTE e mettere assieme una antologia DECENTE.
Semplicemente DECENTE, ma forse chiedo troppo in un paese in cui il degrado culturale è arrivato al punto in cui un invito a “studiare la narrativa prima di scrivere” scatena le stesse reazioni che in altri paesi verrebbero riservate a chi incita a stuprare i bambini.
Posted by Il Duca di Baionette on 05 nov 2010 | Tagged as: Conigli
Per questo venerdì ho scelto due video italiani di coniglietti che muovono i primi passi: nel primo i coniglietti escono dalla tana e si uniscono agli adulti per mangiare la pappa; nel secondo la coniglietta Mandy muove i primi passi nella nuova casa, scivolando sulle piastrelle. Kawaii!!!
Riporto sotto i video le descrizioni originali.
I piccoli di coniglio di 25-27 gg di età cominciano ad uscire dalle tane ed a mangiare l’erba insieme agli adulti. Notare l’estrema prudenza che li porta ad uscire un po’ alla volta e non tutti insieme. (vespalacustre)
una giovane coniglietta che esplora la sua nuova casa….scivolando ^^ (tneechan)
Posted by Il Duca di Baionette on 01 nov 2010 | Tagged as: Fantasy, Fatine, Fumetti e Manga, Storia, Storia Militare
Ho già accennato in passato all’esistenza delle fatine e al fatto che vi sia stato un complotto dopo la Prima Guerra Mondiale per farle “scomparire”. Una sorta di Operazione Paperclip per acquisire tutte le fatine d’Europa in contatto con gli umani e impiegarle nell’esercito statunitense allo stesso modo in cui già l’esercito imperiale tedesco le impiegava con notevole successo nel ruolo di portaordini, di esploratori e di osservatori per il tiro dell’artiglieria (su questo tornerò in un prossimo articolo).
Durante la guerra russo-giapponese del 1904-1905, i due attaché inviati dalla Germania (il maggiore Gunther von Etzel e il capitano Max Hoffmann) si accorsero che se i giapponesi avessero impiegato le fatine avrebbe potuto conquistare Port Arthur con mesi di anticipo: non sarebbe stato necessario conquistare la Collina 203 per mettere osservatori umani visto che le fatine avrebbero potuto volare ad altezza sufficiente senza essere viste dal nemico, controllare dove atterravano i colpi e scendere a riferire.
Port Arthur, dopo mesi di assedio e bombardamenti alla cieca, cadde in soli cinque giorni non appena l’artiglieria poté ricevere informazioni precise su come correggere il tiro per distruggere la flotta russa e l’Arsenale. Le fatine non sarebbero state rapide come il telefono nel permettere di correggere il tiro, dovendo fare avanti e indietro in volo per comunicare, ma di certo l’assedio non sarebbe durato così tanto!
In non più di due settimane, racconta Max Hoffmann, Port Arthur sarebbe potuta cadere sotto il tiro dell’artiglieria direzionata dalle fatine, evitando tutti gli inutili massacri necessari alla cattura della Collina 203.
Nonostante i giapponesi avessero già nell’esercito molte strane creature come i Karakase-obake (che ebbero raramente l’occasione di mostrare il loro valore come unità paracadutate nel corso della seconda guerra mondiale) o i Bakezori (che agivano come mine antiuomo, sbucando dal fango e strappando i piedi a morsi), la Terza Armata Giapponese non disponeva di nessuna fatina addestrata per quel compito.
|
| Max Hoffmann nel 1913. “Le nuove artiglierie richiedono un nuovo modo di pensare il ruolo delle fatine” (1905) |
Sto divagando. Come detto tornerò al ruolo delle fatine nell’esercito tedesco in futuro.
La cattura di esseri fatati, in particolare fatine, da parte delle autorità americano causò una fuga dei superstiti che si nascosero sui monti, come i partigiani, e ridussero quasi a zero i contatti con l’uomo. Se fino alla seconda guerra mondiale era ancora possibile trovare tracce di fatine nell’esercito tedesco, seppur sospettate dai nazisti di simpatie monarchiche, da ormai più di sessanta anni il mondo fatato ha tagliato i ponti col nostro. Incontri con gnomi, fatine e spiritelli che sarebbero stati normali nel 1899, ora si riducono a fantasie di malati di mente e allucinazioni sotto l’effetto di droghe. Solo in rarissimi casi, ormai, le fatine si mostrano agli uomini. Spesso chi ha la possibilità di vederle, o di vedere altre creature strane, si rifiuta di farne parola per non apparire un malato di mente.
Qui sta la forza del “disarmo fatato” portato avanti dagli americani, nel lavaggio del cervello collettivo. Ora, nella guerra moderna, può sembrare ridicolo, ma quando gli americani nel 1919 iniziarono la caccia alle fatine, queste erano davvero in grado di svolgere compiti di intelligence e comunicazioni per cui non esisteva nessuna tecnologia sostitutiva (i ridicoli piccioni viaggiatori nella seconda guerra mondiale spesso sono storie di copertura per l’impiego alleato di fatine). Per questo gli americani non solo cercarono di procurarsi tutte le fatine possibili, attirandole con promesse di denaro e gloria o più spesso chiudendole in gabbia con la forza, ma costruirono una nuova “storia” cancellando dai libri ogni riferimento realistico al mondo fatato.
|
| Woodrow Wilson, presidente degli Stati Uniti dal 1913 al 1921. Con le sue idee scellerate fu responsabile del caos etnico nei Balcani durante il Ventesimo secolo e della deportazione di centinaia (migliaia?) di fatine negli Stati Uniti. |
Non ci volle molto a requisire i libri che parlavano seriamente di fatine (la maggior parte erano opere stampate dagli Stati Maggiori degli Imperi Centrali) e a ridurre tutti gli altri riferimenti a elementi fantastici immaginari, come abbiamo già visto nel caso del fantasy nell’Inghilterra Vittoriana. Ciò che era vero e normale, ad esempio le fatine spogliarelliste in certi locali delle capitali europee, divenne un elemento “inventato”, semplicemente parte di un interesse per il fantastico dovuto alla crisi di fine secolo e ai timori verso un mondo moderno in cui la tecnologia non era più solo fonte di speranza. Tutte teorie costruite dopo, a tavolino, da professori e scienziati prezzolati per nascondere la verità.
In pochi decenni quelli che ancora ricordavano gli incontri avvenuti in gioventù con le fatine o gli gnomi si erano ormai convinti che fossero state fantasie (o tacevano per non rischiare il manicomio, luogo in cui la Scienza Ufficiale collocava i “dissidenti”). Le nuove generazioni non conoscevano e non conoscono più la Verità.
Per questo ho deciso con Gamberetta di fondare l’Osservatorio Fatine.
Gamberetta, messa di fronte alla quantità di informazioni e di prove, si è convinta anche lei della loro esistenza. Potete leggere il suo articolo dedicato all’inaugurazione dell’Osservatorio qui. È molto bello. Vogliamo raccogliere tutto il materiale possibile dedicato alle fatine, sia realistico che di invenzione. Ci interessano storie vere di fatine, testimonianze, prove, ma anche romanzi, fumetti, film, racconti. Tutte le opere degne di nota troveranno posto nella pagina dell’Osservatorio Fatine.
È importante diffondere di nuovo le fatine tra la gente, cominciando dalla loro presenza come personaggi inventati: da troppi decenni le fatine, grazie al lavaggio del cervello americano, sono diventate un elemento del fantasy fanciullesco e ridicolo, molto meno “serie” di orchi e nani che si picchiano come forsennati (vabbè, stendiamo un velo pietoso). Questo stato di cose deve finire. Le fatine devono riconquistare il loro posto nell’immaginario e un giorno, con l’aiuto di tutti, quando i ricercatori non metteranno più da parte con una risata i riferimenti alle fatine nei documenti d’epoca sfuggiti alla distruzione americana, le fatine ritroveranno anche quello nella storia.
|
| The Manga Guide to Databases |
Un bell’esempio di manga/manuale con protagonista una fatina è The Manga Guide to Databases che potete scaricare da gigapedia o rintracciare sui circuiti di P2P. Fa parte di una serie di testi in cui i fumetti vengono usati per spiegare in modo semplice materie come la statistica, la biologia molecolare, la fisica (ce ne è anche uno dedicato solo all’elettricità, utile per chi fa Fisica II o Elettrotecnica). Sono scritti bene e sono chiari, anche se mi risulta che solo quello dedicato ai database abbia una fatina.
La guida manga ai database ha anche il pregio di essere un’opera veritiera sulle fatine. Data la loro notevole intelligenza e capacità di organizzare e vagliare informazioni, le fatine occupavano posti di rilievo negli Stati Maggiori e nei servizi segreti dei paesi occidentali prima del 1918, ma alcune lavoravano anche per banche o per i ministeri degli interni. Chi meglio di una fatina può svolgere il ruolo di insegnante in un problema di organizzazione e uso delle informazioni?
La storia segue le vicende del Regno di Kod, un paese agricolo specializzato nell’esportazione di frutta, inguaiato dall’incapacità di mantenere aggiornati i prezzi perché non usa database, ma file diversi per ogni dipartimento che si occupa del commercio della frutta. La principessa Ruruna, sommersa dalle scartoffie, viene salvata da un regalo inviatole dal Re mentre è in vacanza all’estero: un libro dedicato ai Database (una strana tecnologia straniera) con allegata Tico, la fatina insegnante.
Molto piacevole da leggere. ^_^
|
| La fatina Tico spiega cos’è la primary key |
Chiunque può contribuire all’Osservatorio Fatine. Qui sotto potete trovare tutte le informazioni per inviare le vostre segnalazioni. Il Duca e Gamberetta sono sempre interessati a ricevere materiale o, meglio ancora, informazioni di prima mano sulle fatine.
Vi aspettiamo!
Osservatorio Fatine
Linee Guida
Come segnalare
— Mandate una mail a osservatorio.fatine@gmail.com.
— Lasciate un commento all’Osservatorio Fatine presso Gamberi Fantasy o presso Baionette Librarie.
Le segnalazioni devono riguardare le fatine
— La fatina è una creaturina antropomorfa dotata di ali.
— Rimane una fatina anche se possiede una coda, orecchie a punta, zanne, artigli, impianti cibernetici o altre caratteristiche simili. Tuttavia le creaturine che sono dichiaratamente demoni o robot non sono accettabili.
— Se la fatina non ha le ali non è una fatina, anche se può volare altrimenti.
— Se la fatina ha le ali ma ha perso la capacità di volare, rimane una fatina.
— Se la fatina non possiede poteri magici, rimane una fatina.
— Le fatine mutaforma sono accettabili, a patto che la forma antropomorfa con ali sia la principale.
— Fatine delle dimensioni di un bambino o di un umano adulto non sono fatine, ma fate. Le fate non sono accettabili.
— Nelle vostre indagini, tenete presente che il termine inglese “fairy” include sia le fate sia le fatine. Perciò verificate la presenza nello specifico di fatine.
— In nessun caso sono accettabili fatine “metaforiche”. Cerchiamo risorse che riguardino fatine vere.
Per romanzi, racconti, film, anime, videogiochi, manga e fumetti
— Le fatine devono essere protagoniste o co-protagoniste. O come minimo le fatine devono svolgere un ruolo determinante per la storia. Non basta la loro mera presenza come comparse o personaggi secondari.
— L’opera deve essere stata regolarmente pubblicata, in Italia o all’estero.
— Le opere amatoriali sono accettabili se distribuite gratuitamente e previa verifica del livello qualitativo.
— Le opere amatoriali italiane devono essere segnalate solo via mail a osservatorio.fatine@gmail.com, vorremmo evitare spam nei commenti.
Per articoli e saggi
— Sono accettati articoli e saggi di carattere scientifico, storico o culturale.
— Le fatine devono essere l’argomento principale dell’articolo in questione o, nel caso dei saggi, come minimo ci devono essere capitoli dedicati.
— Tali saggi e articoli devono essere veritieri. In altre parole saranno rifiutati tutti quegli articoli o saggi che negano l’esistenza delle fatine.
— I documentari sono ben accetti se rispettano le linee guida.
Testimonianze
— Sono accettate testimonianze di incontri con le fatine.
— Incontri avvenuti nel mondo fisico. Non sono accettate testimonianze di incontri in sogno, via corpo astrale o simili.
— Se personalmente avete incontrato le fatine, ditecelo, saremo felici di ascoltarvi.
— Se la testimonianza è corredata da fotografie o filmati sarebbe splendido.
Cosa non segnalare
— Disegni di fatine (almeno per ora).
— Romanzi e cartoni animati per bambini piccoli. Romanzi Young Adult sono accettabili.
— Libri illustrati di fatine, a meno che non siano disponibili via P2P o per volontà dell’autore.
— Siti che vendono statuette di fatine o altri gadget simili.
Varie ed eventuali
— Sentitevi liberi di segnalare ogni altra risorsa sulle fatine che ritenete interessante.
— In ogni caso ci riserviamo il diritto di aggiungere, togliere, rifiutare o accettare segnalazioni a nostro insindacabile giudizio.
— Per ogni dubbio o domanda o per discutere di fatine scrivete a osservatorio.fatine@gmail.com.
Il Duca Carraronan.
Chiara Gamberetta.
La fatina Maple
Invito tutti a far conoscere l’Osservatorio Fatine segnalandolo nei propri blog o dovunque ragionevolmente possibile (no spam, per favore). Se volete linkare le linee guida nei vostri articoli, usate questo URL che rimanda al box sul sito di Gamberetta oppure questo URL che rimanda al mio.