dicembre 2010

Archivio del Mese

I Coniglietti del Venerdì (15)

Posted by on 31 dic 2010 | Tagged as: Conigli

Ultimo appuntamento del 2010 con i Coniglietti del Venerdì.
Oggi dei conigli che abitano in Giappone, terra la cui popolazione sa amare i coniglietti e apprezzarli come compagni invece di mangiarli come se fossero maiali, cani o altre bestie da macello. I conigli sono persone. Molti uomini no.

L’isola di Okunoshima tra il 1929 e il 1945 ospitava una base militare dell’Esercito Imperiale Giapponese dedicata alla produzione di armi chimiche. Dopo la seconda guerra mondiale la base è stata abbandonata, ma rimangono ancora gli edifici, i contenitori per il gas (vuoti) e la centrale elettrica. Questi luoghi sono diventati la casa di centinaia di conigli a partire dagli anni ’70 (una stima parla di almeno 300). Tutto cominciò, pare, quando nel 1971 una scuola elementare di Takehara (distante 3 km, nella prefettura di Hiroshima) decise di abbandonare lì i propri conigli. In quasi 40 anni la comunità dei conigli si è moltiplicata fino a tendere al limite la capacità di fornir loro nutrimento della piccola isola, di appena quattro (QUATTRO) chilometri di circonferenza.

L’isola di Okunoshima, nel mare interno del Giappone

Fortunatamente i conigli non sono soli visto che i turisti vengono spesso in visita anche (o solo) per portar loro da mangiare e passare un po’ di tempo circondati da soffici animaletti. Il museo dei gas velenosi, un piccolo edificio di appena due stanze, non è certo ciò che attira così tanti turisti.
L’isola è diventata per i giapponesi Usagi Shima (isola dei conigli).

Rovine di un impianto di produzione dei gas

Secondo una versione non ufficiale, i turisti sono in gran parte “finti turisti” inviati dal governo giapponese. Un delegato dei conigli ha comunicato che se l’invio di cibo dovese interrompersi, grosse quantità di gas nervino verranno rilasciate nelle principali metropolitane giapponesi. Attraverso i tunnel i conigli sono in grado di comunicare e spostarsi attraverso tutto il Giappone: se anche la base venisse distrutta, i conigli hanno scorte di gas stoccate in località segrete pronte per il contrattacco.
Molti di voi non crederanno a questa storia, ma la vostra incapacità di vedere il vero perfino quando vi si para davanti non la renderà meno reale.

D’altronde, chiedetevi questo: come mai su quell’isola insignificante è stato costruito un albergo di lusso per congressi, un campo da golf a sei buche e c’è il divieto assoluto di cacciare i conigli o di portare cani e gatti? È evidente che i conigli hanno fatto pesare il loro potere sul governo giapponese. Quando non ci sono visitatori, i conigli si rilassano nell’hotel, bevendo drink con l’ombrellino.

Un coniglio sorridente accoglie i visitatori alla stazione di Tadanoumi, ultima tappa prima di prendere il traghetto che porta in dodici minuti all’isola

Fonte principale della notizia: japanprobe.com

 

Pietro Giordano, l’albero di Natale

Posted by on 30 dic 2010 | Tagged as: Bizzarro

Ultimo post Natalizio del 2010.
Ho finito poche ore fa una delle cose che dovevo fare in questi giorni, per cui mi è venuta voglia di lasciarvi un regalino prima dei Coniglietti del Venerdì che chiuderanno il 2010. C’è un’altra cosa che devo fare, ma spero di finirla prima dell’epifania. Ovviamente ha a che fare con i racconti del concorso.
Ora godetevi Pietro Giordano che interpreta l’albero di Natale.

Credo che in futuro metterò altri video di Ciprì e Maresco. Grandissimi registi. Devo ancora vedermi tutti gli episodi di Ai confini della pietà. Sono fermo allo show precedente, I migliori nani della nostra vita.

 

Biblet di Telecom (con Asus DR-900 come bonus)

Posted by on 26 dic 2010 | Tagged as: Ebook

Come annunciato, ecco il post dedicato all’offerta biblet di Telecom. Spiegherò in cosa consiste e metterò qualche commento, ma la cosa che mi interessa di più è sapere cosa ne pensiate voi di questa offerta.

Telecom un paio di mesi fa ha aperto un negozio online di eBook. Inizialmente erano presenti solo i libri degli editori del gruppo Mondadori (perché per prima aveva chiesto di apparire e disponeva di una propria piattaforma di distribuzione con cui serve Bol.it) e poi, proprio in questi giorni se ricordo giusto, dovrebbero apparire quelli degli editori che hanno aderito alla piattaforma Edigita. Ora non li vedo, ma presto appariranno.

Telecom aveva annunciato di voler permettere l’acquisto dei libri tramite il credito telefonico, ma non aveva spiegato il meccanismo esatto. Ora è stato svelato ed è molto meno interessante di quanto potesse essere, visto che non è un generale uso del credito sulle SIM al posto delle carte di credito (stile micropagamenti), ma l’impiego di un eReader dedicato con SIM a cui è abbinato il credito.
Telecom non ha intuito il potenziale dei micropagamenti usati da moltissimo tempo in internet. O forse era troppo scomodo. O più probabilmente, come vedremo, non volevano dominare nei micropagamenti in sé, ma convincere i clienti a comprare il loro eReader (che ora vedremo) collegato al loro negozio per fidelizzare la clientela.

L’offerta Telecom ruota attorno a un lettore, denominato biblet.
Le caratteristiche del lettore quindi saranno fondamentali per valutare il valore dell’offerta, sia nella modalità di abbonamento che in quella di acquisto. Telecom offre due possibilità: biblet kit e piano biblet. Cerchiamo quindi di capire come è l’eReader biblet, altrimenti sarà difficile valutare il prezzo delle due opzioni.
Telecom fornisce due utili PDF a riguardo: il manuale biblet e la guida rapida.

Biblet è un lettore con schermo da 6 pollici a inchiostro elettronico, ma non è E Ink: si tratta del nuovo SiPix Microcup. Nuovo ma non migliore, come vedremo dopo. Biblet dispone di connettività WiFi e 3G. In modalità 3G può accedere gratuitamente al negozio di Telecom (come avviene con LeggoIBS su IBS.it), ma appena si mette il naso fuori dal negozio sono mazzate sui denti. Ci tornerò dopo, analizzando biblet kit e piano biblet.
Biblet ha una compatibilità dei file piuttosto scarna (ePub, pdf, html, txt, jpg, png, mp3), il minimo sufficiente, per cui non può competere sul piano delle maggiore varietà dei formati, cosa comunque non grave e che non interessa il grande pubblico disinformato a cui Telecom, con la furbizia del brigante in attesa della vittima, punta. Cipolla docet. Naturalmente lo schermo è touch (con la mano, non col pennino, e questo non è detto che sia meglio) e c’è lo slot microSD/microSDHC fino a 32 GB.

Curiosamente, spiegano le istruzioni, è possibile copiare i libri dalla scheda microSD alla memoria interna direttamente dal dispositivo, ma non il contrario. Forse temono che la gente dopo aver de-DRMizzato i libri se li passi direttamente usando il lettore? “Ernesto, cacciami tutti i romanzi su sta scheda che me li ficco sul mio bibletto” – “Subito Evaristo”. Un click e via, molto più comodo che non passare dal PC (con magari pure un HDD esterno). Mah…

Ma in concreto com’è questo biblet?
Per saperlo basta vedere il dispositivo originale rinominato da Telecom, ovvero il Binder della Sagem, già venduto col nome Oyo dalla crucca Medion e adottato dalle francesi Fnac.com (eReader rinominato FnacBook) e chapitre.com (nome Oyo), oltre che dalla grande catena libraria crucca Thalia presente in Germania, Austria e Svizzera (sempre col nome Oyo). I video sul lettore Oyo si trovano senza problemi.

Per iniziare, la pubblicità del lettore Oyo di Chapitre:

Il lettore FnacBook è la versione col 3G dell’Oyo (solo per navigare sul negozio Fnac), un po’ come succede nel caso del biblet di Telecom. Chapitre invece lo vende col solo WiFi. Considerando che c’è sempre una bella differenza di prezzo (circa 50 euro) tra avere e non avere il 3G sull’eReader e visto che alla fine il 3G serve solo a comprare i libri quando non si è collegati col normale router di casa (al momento attuale usare il lettore per navigare in internet mi pare una cagata, sia per i costi della connessione che per lo schermo poco adatto), io sul 3G ci pianterei una sana cagata ed eviterei di comprarlo.
Non mi pare uno sforzo sovrumano procurarsi tutti i libri che si vogliono leggere quando si è collegati col router di casa e accontentarsi di quelli già caricati (decine, centinaia o migliaia?) nelle poche ore o nei pochi giorni in cui non si potrà collegare l’eReader a internet. Fossero 15 euro di differenza è un conto, ma sono 50 dollari/euro ecchecazzo.

Ora guardiamo un crucco che recensisce in cruccolese l’Oyo venduto dalla catena Thalia:

Non parlo il nazistese di cruccolandia per cui non capisco un pickelhaube di quello che herr recensoren sta abbaiando. Però possiamo notare da soli, indipendente dalle parole, che lo schermo ha qualcosa che non va. Guardate quando lo affianca al Cybook Gen3 e al Kindle 3 (2:01-2:17): il contrasto sembra molto peggiore, lo schermo molto più grigio. Sarà un effetto ottico dovuto all’illuminazione del filmato? Può essere… ma non è così: gli schermi SiPix soffrono di problemi di visibilità abbastanza gravi da renderli peggiori dei vecchi E Ink Vizplex.

A riguardo vi consiglio questa recensione dell’Asus DR 900, lettore che prima di scoprire la reale qualità degli schermi SiPix mi interessava molto:

Confrontato con un foglio bianco o con Kindle la differenza è davvero notevole. C’è di peggio però: le lettere talvolta sono sbiadite, ed hanno tonalità di grigio/nero disuguali.
[...]
su questo DR900 la carta sembra quella termale dei fax di una volta: grigia e con caratteri di non perfetta visibilità
[...]
il touchscreen ha il suo rovescio della medaglia: la presenza del vetro, assente sui lettori non touch dove i caratteri appaiono su una superficie opaca che ricorda la plastica di ottima qualità, comporta dei riflessi luminosi e molte spiacevoli impronte digitali riducendo la visibilità sotto la luce diretta.
[...]
la tecnologia SiPix è ben indietro rispetto alla e-ink (soprattutto Pearl)

C’è anche un video. Notate la scarsa reattività:

Con luci molto forti e ben posizionate sembra meno grigio di quanto il recensore suggerisca. In realtà, come potrete vedere dopo (e come potete intuire dal cattivo contrasto dei caratteri non in grassetto), ha ragione il recensore: il SiPix è molto più grigio del normale E Ink.

Sarà solo colpa del software o c’entra anche la tecnologia touch abbinata agli schermo SiPix? Anche dell’Oyo ho letto commenti negativi sulla scarsa reattività. Bisognerebbe provare il biblet e togliersi il dubbio (se qualcuno dei lettori lo ha già comprato -sigh!- e vuole dire qualcosa è benvenuto).

Questo commento sul Booken Orizon conferma che il problema è legato in generale agli schermi SiPix Microcup e non ai singoli lettori:

ho l’Orizon e il Sony 650 e francamente non c’è confronto a tutto vantaggio del Sony, per lo schermo (il grigiore del SiPix si nota parecchio) e per il firmware, molto più completo.
Considera che Bookeen dichiara tra le specifiche le annotazioni e le evidenziazioni ma non sono ancora implementate. Il supporto per i bookmark è stato aggiunto con un update del firmware il 19 novembre, a vendita iniziata. Per quel che mi riguarda non vale il prezzo di 229 euro al quale è venduto.
un saluto

E se non dovesse bastarvi tiriamo fuori due confronti con il Pandigital, altro lettore con schermo SiPix:

E Ink Vizplex vs SiPix Microcup
 
E Ink Pearl vs SiPix Microcup

Le foto vengono da questo sito, dove viene spiegata in poche parole la differenza tra i due tipi di schermi. Forse il grigiore dello sfondo e lo sbiadimento delle linee più sottili sono colpa del fluido nero che filtra tra le capsule bianche? Boh. In ogni caso fa schifo. Il limite di decenza minimo è il vecchio E Ink del mio Cybook: sfondo color carta riciclata grigetta da giornale, ma pur sempre “carta”. Chi conta balle sul fastidio insopportabile delle pagine grigette poi può gentilmente spiegare come hanno fatto milioni di italiani per decenni a leggere i quotidiani (come mai le critiche contro gli eReader tendono a ridursi solo al trolling di gente che mente per il gusto del mentire, coglioni che parlano senza prima informarsi e idioti che dicono banalità valide anche per il mondo della carta?).
Questo SiPix non va bene: i quotidiani non fanno così schifo.

Adesso che abbiamo visto il lettore, passiamo all’offerta Telecom vera e propria.
Biblet kit costa 259 euro e include il lettore con traffico 3G gratis verso il negozio Telecom. La SIM include 5 euro di traffico prepagato, utilizzabile anche per comprare libri come tutti i soldi che caricherete sulla SIM successivamente. Se invece di rimanere nel Biblet Store andate a consultare qualche altro sito internet, ecco cosa accade:

L’accesso alle News di Virgilio e agli altri siti Internet avviene a prezzi vantaggiosi: infatti utilizzando la TIM Card contenuta nel kit si usufruisce della nuova tariffa base , per navigare con 1€ al giorno e solo in caso di utilizzo. Al raggiungimento della soglia giornaliera di 50MB (validità fino alle ore 24.00) il costo per la navigazione è di soli 0,50€ per MB (pari a 0,05 cent€/KB).

Immagino che il lettore farà apparire una grossa finestra di allarme con indicata che ci si sta trasferendo su una connessione a pagamento quando si passa dal 3G incluso al 3G non incluso. D’altronde se non lo facesse sarebbe evidentemente una impostazione truffaldina, fatta per sfruttare gli errori (o la sbadataggine o l’ignoranza delle scritte in piccolo del contratto) del cliente, e un euro un giorno e un euro l’altro ci vuol poco a succhiare 10 euro al mese in più al cliente, no?
Ma Telecom non farebbe mai una cosa simile: ella è un baluardo di onestà, rigore e correttezza verso il cliente. Circa. Speriamo bene… o__o”"

Quindi, ricapitolando, Telecom per 259 euro offre lo stesso lettore Oyo che la Fnac vende a 199 euro, con lo stesso 3G gratuito solo sul proprio negozio. Sessanta euro in più per sventolare il tricolore mentre lo si prende nel culo? Sugoi!
E visto che il 3G è una boiata e difficilmente una persona ne sentirà mai davvero il bisogno, o perlomeno non così tanto da spendere 50 euro in più, vi ricordo che il lettore Oyo senza 3G viene venduto a 139-149 euro (Thalia e Chapitre). Telecom d’altro canto per fidelizzare il cliente e far uso delle ricariche sulla SIM non può negarsi il 3G. Il cliente invece può farne a meno alla grande.

Viene da domandarsi perché qualcuno dovrebbe prendere il biblet kit quando IBS offre il suo Leggo a 199 euro (219 dopo gennaio), ovvero dai 60 ai 40 euro in meno, permettendo di accedere agli stessi libri di tutti gli editori (Mondadori, Edigita, quelli su Stealth di Simplicissimus ecc…) e pure lei con il 3G gratuito sul negozio. Inoltre Leggo di IBS ha uno schermo E Ink Vixplex di qualità NETTAMENTE superiore al SiPix offerto da Telecom.

Giudizio sintetico: biblet kit di Telecom offre un prodotto peggiore del Leggo di IBS, ma lo fa a un prezzo maggiore e con una possibile trappola sul traffico 3G esterno al negozio.

Grandioso. È evidente che questa opzione demenziale ha l’unico scopo di fare così schifo da far sembrare nel confronto l’altra opzione migliore. Un semplice trucchetto Market-Jedi. Andiamo a vedere l’opzione che Telecom vuole in realtà vendere ai clienti.

Piano biblet è un abbonamento da 19 euro al mese della durata minima di 24 mesi (720 giorni con pagamenti ogni 30 giorni). L’abbonamento concede l’uso di un biblet (7 euro), 250 MB di traffico 3G al mese fuori dal biblet store (2 euro) e una ricarica della SIM (10 euro) da usare a piacimento per acquistare eBook o per il traffico 3G. Passati i 24 mesi, il lettore biblet diventerà di proprietà dell’abbonato anche se questi dovesse decidere di interrompere l’abbonamento. Se si dovessero consumare più di 250 MB al mese di traffico 3G, si dovranno pagare 0,50 euro per MB scaricato.

Facciamo due conti: 7×24 fa 168 euro di lettore; 2×24 fa 48 euro di connessione; 10×24 fa 240 euro di “eBook” acquistati dal negozio Telecom. La connessione al di fuori del negozio, dato il tipo di dispositivo, è una boiata. L’utente reale non la userà o la userà molto raramente (e magari in WiFi). Possiamo quindi accorpare tutto ciò che non si tramuta in acquisti nel prezzo reale del lettore, su cui Telecom impone di considerare parte di quel prezzo come connessione 3G anche se a uno non gliene può importare di meno.
Il lettore in tal caso verrebbe 9×24 = 216 euro. È praticamente il prezzo del Leggo IBS (dopo l’offerta di gennaio a 199 euro), solo che il Leggo IBS invece di 250 MB di inutile connessione 3G fornisce uno schermo su cui si può leggere molto bene. Considerando che l’eReader serve a leggere, direi che non c’è nemmeno da pensarci due secondi su quale sia l’offerta migliore: Leggo di IBS.

Rappresentazione recitata dell’offerta Telecom al popolo italiano

Ma Telecom da questo abbonamento quanto incassa in concreto?
Ai 216 euro va aggiunto il 30% dei 240 euro di eBook (immaginando che tutti i soldi vengano spesi così e quindi Telecom debba dare il 70% della cifra agli editori) che è la commissione di Telecom per la vendita sul suo negozio. In totale sono 288 euro con 10 euro al mese di vendite garantite per ogni cliente. Essendo l’abbonamento obbligatoriamente di almeno 24 mesi, Telecom punta a bypassare la pirateria sfruttando i gonzi che saranno costretti e versare soldi come se comprassero sempre un libro digitale al mese (sì, ok, alcuni costano 15,99 euro, ma altri vengono meno… immaginiamo quei 10 euro come se fossero un libro).

Nel mondo dell’editoria digitale, contraddistinto dall’incertezza e dal serio pericolo che la pirateria diventi endemica a causa delle strategie di prezzo idiote degli editori, Telecom sceglie di entrare con un passo timido e azzerare il proprio rischio: quei 10 euro al mese li avrà, che l’abbonato diventi un pirata incallito che compra solo per non sprecarli o che l’abbonato faccia il bravo bambino e legga solo ciò che ha pagato a un prezzo eccessivo, disonesto e ingiustificato. Per quanto possa andar male un po’ di clientela in quei due anni verrà fidelizzata, no? È un accordo molto vantaggioso per Telecom: senza nemmeno l’ombra del rischio d’impresa e con entrate minime assicurate al centesimo.

Se lo schermo non fosse la porcata che è, non sarebbe neppure un’offerta tanto brutta se il cliente fosse davvero sicuro di voler spendere 240 euro in libri selezionati dagli editori italiani al prezzo deciso dagli editori italiani (ovvero alto, fino a che i contratti del mondo cartaceo non scadranno… minimo un paio di anni, comunque). Io non saprei cosa comprare. Pubblicano tonnellate di merda, roba che non vorrei nemmeno vedere. Il livello qualitativo è così infimo che non garantisce la ragionevolezza dell’investimento. I 240 euro in due anni penso che li spenderei, ma non con i libri italiani: compro già ora discrete quantità di eBook (sia saggi che romanzi), ma tutti in inglese e quasi tutti presi da Amazon.

Perché uno dovrebbe essere obbligato a spendere nel mercato italiano?
Sembra come quegli abbonamenti librari in cui si viene costretti a comprare merda ogni mese, ma con lo sconto. Cagate allucinanti (e qui senza neppure lo sconto!). Uno può comprarsi il Leggo IBS allo stesso prezzo (o il fighissimo Sony PRS-650 con 30 euro in più) e poi decidere da solo quanti di quei 10 euro al mese che spenderà andranno ai negozi esteri, quanti ai piccoli negozi online con libri che non appaiono sul sito della Telecom e quanti al Biblet Store. Telecom non offre niente per allettare il cliente: né il classico 10% di sconto per gli abbonati né un eReader particolarmente bello (anzi!). Mah…

L’unica trovata allettante a cui paiono aver pensato è di regalare ai clienti una copia del libro La caduta di giganti, ultimo aborto informe di Follett il cui prezzo è di 15,99 euro, ma il cui valore reale di mercato è 0 visto che lo hanno piratato anche i cani morti. Stanno regalando un oggetto che il cliente ha già gratis. Mitico. Non hanno ben compreso che il meccanismo dell’acquisto istintivo non funziona in entrambe le direzioni: i clienti tendono a spendere lo stesso anche per libri di prezzo ridottissimo che potrebbero trovare gratis con un po’ di fatica, ma questo non significa che ritengano che i libri che si trovano piratati siano un bel regalo di valore! Si può dire che l’aria che si respira vale 100 euro al litro, ma se tutti la respirano gratis non si fa una gran figura a regalarla, no? La sensazione di presa per il culo è marcata.
Evidentemente sperano che i clienti, non sapendo niente di eReader o di eBook, si affidino alla prima offerta trovata, magari rassicurati dal Marchio importante della Telecom (e dalla pubblicità: lo offriranno assieme ai contratti telefonici?).

Giudizio sintetico: piano biblet di Telecom è meno indecente del biblet kit, ma aderirvi non ha senso visto che per la stessa cifra si può avere un lettore migliore e senza alcun obbligo di spesa.

Voi che ne pensate?

 

Buon compleanno Gesù Cristo e coniglietti bonus

Posted by on 25 dic 2010 | Tagged as: Conigli, Filmati vari

È Natale. Tanti auguri Gesù Cristo.

E visto che mi piace molto, vi ripropongo la stessa canzone natalizia dell’anno scorso:

Babbo Natale Steampunk vi ha portato in dono tanto carbone perché siete stati buoni e quindi vi tratta come dei dementi che non sanno ancora impiegare il petrolio? Di sicuro non vi ha portato tanti bei libri steampunk visto che la produzione attuale tra corsetti, mongolorotelle, dirigibili-ad-minchiam, zombie e vampiri fa vomitare i cani. ^_^

Babbo Ducale invece vi ha portato i coniglietti. A tutti piacciono i coniglietti.

Renne “economiche” per Babbo Ducale

Domani Biblet e poi per qualche giorno niente perché avrò da fare.

 

I Coniglietti del Venerdì (14)

Posted by on 24 dic 2010 | Tagged as: Conigli

Lo scorso venerdì avete ammirato cinque conigliette mini rex all’età di due e tre settimane. Ora le stesse conigliette ritornano con altri due video, a quattro e cinque settimane. Sono ancora piccole, delle conigliette loli (l’adolescenza nei conigli va dai 6 ai 12 mesi, indicativamente), ma non più delle neonate. Dalle 3 alle 8 settimane i conigli continuano a bere il latte, abbinato al consumo dei primi cibi solidi che aumentano di settimana in settimana mentre si riduce il consumo del latte. Il latte di coniglia è molto più proteico (10%) e grasso (12%) di quello di mucca (3% e 4%) e permette ai conigli di crescere in fretta, mentre si adattano a una dieta più ricca di carboidrati, scarsi invece nel latte di coniglia (2% contro il 5% del latte di mucca).
Se non è possibile dare ai coniglietti il latte altamente proteico, va bene anche la costata di manzo alta tre dita, al sangue, con una montagna di patate fritte e un boccale da un litro di birra. I coniglietti si sanno adattare. O perlomeno io ci riuscirei senza problemi.

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