Finalmente è venerdì! Era ora.
Sette giorni senza video di conigli, solo con le foto sparse negli articoli, è un tempo troppo lungo per chiunque (ovviamente mi riferisco agli esseri umani degni di questo nome: chi non ama i conigli è un mostro).
Oggi il coniglio è Mokyu, la cui padroncina schiava è una femmina di razza giapponese. Dalla vocina, anche considerando il tono acuto tenuto per vezzeggiare il coniglio, si direbbe una loli di 15 anni. Sbagliato: in un commento rivela di averne ben 31. Le padroncine schiave dei conigli sono preoccupanti. E pure io lo sto diventando.

Nel primo video canticchia questo:

Mokyu, Mokyu, Mokyu-rin
Mokyu-rin, Mokyu-rin,
Mokyu, Mokyu, Mokyu-rin
Kawaii na

Ovvero ripete il nome del coniglio e alla fine dice “è grazioso”. In realtà kawaii intende qualcosa di più del semplice grazioso, più vicino al delizioso e graziosissimo, qualcosa da fissare in estasi, come può essere un coniglietto di due mesi che strofina il musino contro la mano della padroncina. Molto meglio essere kawaii che belli, come dicevano in un programma sul Giappone anni fa. Dal na si dovrebbe poter desumere che Mokyu è maschio, ma non sono sicuro. Sono ancora fermo a cercare di imparare qualche scarabocchio alfabetico di quelle porcate che spacciano per una lingua scritta (è notorio che i giapponesi sono analfabeti: fanno quei disegni per darsi un tono e ingannare i gaijin).

Rin come tan è un suffisso simile a chan, ma in versione bambinesca. In realtà chan stesso è la versione bambinesca di san, come chama lo è di sama, ma poi è diventato un suffisso vero e proprio per cui hanno creato tan che è il bambinesco del bambinesco… o almeno così ho capito. La scelta in questi casi tra chan, tan e rin dipende molto da come suona vicino al nome: Mokyu-rin suona molto meglio di Mokyu-tan.

Velo pietoso sul Mokyu-rin banana time che avrà attirato le fantasie degli zoofili (so che siete in parecchi a leggermi), poi delusi dal fatto che la mangi con la bocca. ^_^”"