Ieri si sono festeggiati i 150 anni da quando Vittorio Emanuele II divenne di Re d’Italia, con la formula approvata dal parlamento:

Vittorio Emanuele II assume per sé e per i suoi successori il titolo di re d’Italia

Un deputato, Brofferio, voleva cambiare la formula levando il numero e inserendo il popolo:

Vittorio Emanuele è proclamato dal popolo re d’Italia

Proposta respinta. Col cazzo che era proclamato dal popolo: i presidenti e altri mentecatti come Napoleone III sono proclamati dal popolo, lui era un vero Re e si proclamava da solo. Cazzo, sì, questo è essere un Re e non l’ennesimo imbecille capo di partito. Deliziosamente Bismarckiano: Otto avrebbe apprezzato.

Di conseguenza oggi è venerdì e ci sono i coniglietti. Coniglietti monarchici e sostenitori come me del ramo aostano di Casa Savoia, non di quei decerebrati del ramo vittoriano che da molti anni sono stati privati del comando su Casa Savoia e che ormai, al mondo, se li cagano solo i giornalisti italiani (all’estero non è così, ovviamente).

Viva Amedeo di Savoia-Aosta e viva suo figlio Aimone, futuro Re d’Italia!