Nel Regno Unito questa (23-29 maggio) è la Rabbit Awareness Week (RAW), settimana dedicata alla comprensione dei conigli, dei loro bisogni, della loro personalità e, cosa che non fa male, visite mediche generali gratuite. Immagino che i vaccini vadano ancora pagati, ma la visita dal veterinario specializzato è gratuita. Qualcosa di simile al nostro mese della prevenzione dentale, ma dedicata a una questione più importante.

La Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA) ha dedicato il video di quest’anno allo spazio vitale (a est! a est!) di cui i conigli hanno bisogno per esprimere la propria personalità, giocare, correre, esplorare e, in generale, essere coniglietti felici. Il coniglio non è un animale da gabbietta, non più di quanto lo sia l’uomo. Ed è probabilmente più curioso e intelligente.

Il coniglio non ha solo bisogno di spazio: ha bisogno di compagnia, coccole e di essere partecipe della vita famigliare. Se il coniglio ha molto spazio, ma è isolato dalla normale vita della famiglia, non è felice. Il coniglio ha bisogno di poter raggiungere le persone di propria iniziativa e guardare cosa fanno. Il coniglio ha bisogno di sentirsi parte della comunità, non isolato. La scelta suggerita sui manuali è di dare ai conigli un recinto in una stanza oppure una grossa gabbia, magari molto alta (di quelle con due livelli sopraelevati in modo che possa saltare su e giù) e poi di lasciarla aperta in modo che possa andare nel resto della casa. Non serve un giardino, il coniglio domestico non ne ha particolare bisogno, ma serve spazio (cosa che manca negli appartamenti moderni, per cui o si ha la villetta a schiera oppure difficilmente l’ambiente sarà ideale per il coniglio).

I cavi elettrici più raggiungibili vanno protetti con spirali di plastica, come quelle che si usano dentro i computer per tenerli più ordinati e non rovinare i flussi d’aria, in modo che i conigli non li mordicchino. I mobili di valore vanno protetti con gommature sulla base, per evitare danni. Comunque fornire palle di vimini da rosicchiare o altri giochi simili (anche solo vecchi giornali da fare a pezzi) dovrebbe garantire al coniglio di poter usare i dentini e le unghie senza rovinare nulla di valore.
I conigli apprezzano anche gli scacchi, se l’umano con cui giocare non è un principiante, e non disdegnano di leggere ogni tanto gli scritti di Lenin o Il Capitale. Cognac di marca e sigari sono graditi, ma non fondamentali.

Ovviamente offendere il coniglio, ad esempio evitandolo e non dedicandogli nemmeno qualche minuto di coccole per giorni, porterà a rappresaglie: il coniglio “dimenticherà” come si usa la lettiera, urinerà contro le pareti, rovescerà il cibo (tipo ribellione dei carcerati nei film: “Non mangeremo finché non ci ascolterete!”), farà l’offeso in molti altri modi. Un coniglio abituato a osservare il proprietario mentre usa il PC potrebbe anche scaricare in una cartella nascosta del materiale pedopornografico e denunciarlo alla polizia postale. Srsly.

E se il coniglio comincerà a esibirsi in balzi con colpi d’anca in volo (binky), non significa che è diventato isterico: quella è la danza della gioia che i conigli fanno per gli umani quando vogliono ringraziarli e dimostrare la felicità che provano nel vivere con loro (e se non li ammirate mentre danzano si incazzano, per cui meglio prestargli attenzione). Altro che le stronzate su “liberiamo i conigli, devono stare nella Natura!!!111oneoneone”.
Un coniglio abbandonato nella Natura, preda degli agenti atmosferici, del freddo, senza vaccini o cure mediche, costretto a vivere dentro buche del terreno in condizioni di disagio peggiori di quelle dei barboni, non è un coniglio particolarmente felice.

In natura il coniglio vive 3 anni o poco più, prima di soccombere a predatori o malattie (febbre emorragica, infestazioni che possono renderli sordi, ciechi o danneggiare il sistema nervoso, occlusione intestinale, mixomatosi ecc…). Un coniglio domestico può vivere felice per anche 9 o 12 anni, ben protetto dai mille malanni che lo potrebbero colpire, prima di morire di vecchiaia. Questo succede perché il coniglio è progettato al risparmio e basa tutta la sua sopravvivenza sulla rapidità di riprodursi e di sopravvivere non come individuo, ma come comunità.

Come l’uomo, il coniglio è fatto per le comodità della vita moderna e per le cure mediche assicurate, non per vivere senza fissa dimora e senza assistenza.
Direste che la condizione ideale dell’uomo è vivere fino a 30-40 anni dormendo sulle panchine, in strada, mangiando quando capita, perdendo i denti e lavandosi quando possibile? Non ditelo allora dei conigli… a meno che non siano quelli di Okunoshima, l’isola giapponese senza predatori, con cibo abbondante e gente che li coccola, assistenza medica se succede qualcosa ed è pure in uno dei pochi posti al mondo (il Giappone) in cui la mixomatosi (che è stata introdotta apposta dall’uomo in Francia, Inghilterra -95% di mortalità- e Australia) non è diffusa. ^_^

Una rapida guida introduttiva alla cura del coniglio domestico che mi era piaciuta molto era Il coniglio nano e le altre razze da compagnia (Marta Avanzi, editore De Vecchi), ma non mi risulta sia più in commercio. Su IBS e simili non appare e Libreria Universitaria lo segna come “non disponibile”. Peccato.
In libreria ho visto un altro libretto molto simile, una guida introduttiva, ma con meno testo… non so come sia o se valga la pena comprarlo.
Posso consigliare questi due testi ancora reperibili in italiano: Perché il mio coniglio fa così? (Anne mcBride, Alberto Perdisa Editore) e Cosa vogliono i conigli (Ingrid Tarrant, TEA).

In inglese sono disponibili alcuni titoli piratati, tra cui l’eccellente for Dummies:
Rabbits For Dummies.
When Your Rabbit Needs Special Care.
A House Rabbit Primer.
Textbook of Rabbit Medicine.
Notes on Rabbit Internal Medicine.

Consiglio i primi tre. Gli altri due sono un po’ troppo specialistici.
Non si può mai abbassare la guardia, nemmeno per un giorno, e se necessario bisogna ricorrere pure all’alimentazione forzata (ci sono video su YouTube) perché un coniglio malato può dimenticarsi di mangiare, peggiorando ancora di più la situazione iniziale con un bel blocco intestinale. L’assenza di defecazione per oltre 24 ore può portare alla morte perché l’intestino del coniglio non è in grado di ripartire se si blocca. Il coniglio non solo è progettato al risparmio nell’Hardware, ma ha anche un Sistema Operativo buggato che prende decisioni autolesioniste (mordere cavi elettrici, rifiutare il cibo, aggredire animali molto più grossi come capre e cani ecc…). Il che non lo rende in fondo molto diverso dall’uomo, campione di irrazionalità e autolesionismo del mondo animale. ^_^

Il coniglio, come la baionetta, è uno dei migliori amici dell’uomo: adottatene uno solo se potete farlo vivere in un ambiente che lo renda felice e fornirgli la costante assistenza medica e le coccole di cui ha bisogno.