giugno 2011

Archivio del Mese

Segnalazione: “Assault Fairies” di Gamberetta

Posted by on 29 giu 2011 | Tagged as: Fantascienza, Fantasy, Fatine, Libri, Steamfantasy, Steampunk

La sorpresa per i quattro anni di Gamberi Fantasy è stata la pubblicazione in eBook gratuito di Assault Fairies – Vol.I, il nuovo romanzo breve di Gamberetta. Assault Fairies è un’opera bellissima per stile, contenuti e originalità del mix proposto. Non solo è un eccellente esempio di Steampunk, ha esattamente il tipo di ambientazione SteamFantasy che vorrei trovare nei romanzi, ricca di riferimenti alla storia e alla narrativa dell’epoca, con un sacco di roba fantascientifica-fantasy figa.

Descrizione
Siamo all’alba del ventesimo secolo, in un mondo che ricorda il nostro. Però è un mondo nel quale il Piccolo Popolo ha fondato una civiltà tecnologica e non ha alcun bisogno di nascondersi agli occhi degli umani.
La fatina Astride abita in un modesto appartamento a Londra, in volontario esilio dal Reame delle Fatine. Trascorre un’esistenza miserevole, costretta a lavorare come hostess in un locale notturno per pagare l’affitto. Finché una sera riceve una proposta che potrebbe cambiarle la vita. È l’occasione per riscattare il proprio onore di fatina e per salvare la città. Forse.

Assault Fairies non è solo Steampunk o SteamFantasy, ma è qualcosa di unico nel suo genere. Un mix di fantascienza militare, fantasy e fatine degno di meritare un proprio sottogenere apposito per descriverlo: military aetheric fairypunk (che non è per forza Steampunk, anche se in questo caso lo è — grazie Gamberetta! ^_^).

Sono un po’ più di 45.000 parole. Si legge in una serata.
Se siete in dubbio su cosa leggere, dedicategli un paio di ore e non ve ne pentirete (spero).
Se volete avvicinarvi allo Steampunk Fantasy leggete Assault Fairies, invece del lento e infodumposo Perdido Street Station.
Da ora in poi sarà questo il titolo SteamFantasy per eccellenza che indicherò. ^_^

Tutti i dettagli e i link per scaricare l’opera sul sito di Gamberetta.

 

Pour le Mérite

Posted by on 25 giu 2011 | Tagged as: For The Lulz, Troll & Flame, Vita del Duca

NOTA – ARTICOLO SOLO “4 TEH LULZ”
Non prendetetelo sul serio. Quello serio sull’argomento è di martedì.

Oggi voglio raccontarvi un cosa curiosa accaduta giovedì.
Come ricorderete, martedì mi ero deciso a dire qualcosa su quella coglionata di vicenda di un certo autore di horror per bambocci, gonfiata a livello ridicolo dalla cricca simil-massonica degli “amichetti che si aiutano” per usarla come pretesto per perseguitare i loro oppositori (ovvero chiunque difenda i diritti dei lettori contro gli interessi dei truffatori dell’editoria), con tanto di articolo su Affari Italiani.

Alberello mi contattò per chiedermi di usare quel filmato bizzarro che mi aveva detto di tenere da parte per un momento WTF autentico. Gli risposi che ok, potevo metterlo, con magari una riga di commento sulla vicenda (da cui mi ero tenuto fuori, pur seguendola attentamente fin dall’inizio), ma che non mi andava di immischiarmi più che tanto.
Solo che c’era un problema. Se mi si chiede di tirare un barchetta in secca, io non mi metto ad aiutare a tirarla per una cima o chissà che altro, perché francamente non capisco un cazzo di navi. Mentre Alberello stava con la fune in mano, io sono andato alla fortezza e ho tirato la barca in secca a modo mio: con tutta la fottuta artiglieria costiera disponibile, fino a farla scagliare sulla spiaggia dalle onde.

E infatti il mio articolo divenne una carica furiosa nel fianco dello schieramento nemico. L’articolo di una certa giornalista famosa per la sua disonestà intellettuale, passò dall’avere pochi commenti a venire così sommerso da commenti contro l’autrice per la sua malafede e le sue menzogne da costringerla a moderarli. E anche quelli fatti passare dopo non sono tutti a suo favore, anzi: la censura attuata, le sue affermazioni, l’intera vicenda vengono criticate da alcuni commentatori. In pratica tutto l’appoggio che aveva voluto dare alla causa dell’amiketto si era azzerato e la sua scelta demenziale di chiedermi di cancellare quanto avevo scritto contro di lei (è una benedizione avere dei nemici diversamente furbi, non credete?), richiesta che mi aspettavo conoscendo il soggetto, aveva trasformato il tutto in un boomerang. Già il giorno dopo, nemmeno 20 ore dopo la pubblicazione, la vittoria era ormai assicurata.

Senza contare che, ovviamente, venne travolto anche l’autore horror per bambocci e la sua lecchina numero uno, che mi piace chiamare col nome che si è guadagnata in due anni di attività vittimistico-lecchina: Serpe. Contro la Serpe si è espresso ieri anche Alessandro Forlani, in conclusione di un articolo di argomento più ampio (che ho commentato via mail):

Esempio: io ho contribuito più volte a discussioni sul blog di LM, ma lei sul mio non ha mai scritto una sillaba, ammanco un saluto. Alle mail risponde, solo a patto che l’oggetto sia: “quant’è bello E, quant’è profondo S”: in tal caso trova anche il tempo di leggere papiri di adolescenti. Oppure che l’interlocutore presenti come credenziali una buona posizione sul mercato editoriale (io sono solo un professorino di sceneggiatura, figurati); o la insulti (confermando così la vocazione al martirio). Insomma la celebre battuta: “ma ora basta parla di me, dimmi un po’ di te: cosa pensi di me?”.

Torniamo alla cosa divertente.
Il giorno dopo la vicenda, quando ormai era chiaro che i tre avversari erano stati mandati in rotta, ho trovato un pacchetto nella cassetta della posta. Dentro c’era una medaglia Pour le Mérite, la più alta onorificenza della Germania Imperiale, con tanto di foglie di quercia e spade. Ok, in realtà l’avevo ordinata io la replica della Pour le Mérite, ma era in ritardo di oltre dieci giorni sulla data di arrivo ed è arrivata, caso strano, proprio quel giorno.
E considerate un altro fatto curioso: la Pour le Mérite può avere le foglie di quercia (per intendere una doppia onorificenza ricevuta), ma a quanto ne so non ha mai le spade (possibili con le croci di cavaliere, invece). I conti, in questa bizzarra coincidenza, tornano: Pour le Mérite (giornalista), con foglie di quercia (autore horror per bambocci) e spade (la Serpe).


Mi sento un po’ come Hindenburg dopo le vittorie di Tannenberg e dei laghi Masuri, quando distrusse le armate di Samsonov e Rennenkampf solo grazie ai piani di Hoffman: Hindenburg divenne l’eroe salvatore della patria e Hoffman tutt’ora non lo conosce nessuno, a parte i più infervorati appassionati di storia. Venire sommerso di commenti positivi e mail di ringraziamenti per il contributo “fondamentale” della mia auctoritas nel distruggere la credibilità di quella gentaglia, quando in realtà tutto il lavoro vero lo avevano fatto per giorni quelli di Massacri Fantasy, mi ha fatto proprio venire in mente quell’episodio.
E il fatto che i tre Kaiser tedeschi, dall’alto dei cieli, abbiano fatto ritardare così tanto una consegna postale per premiarmi nel giorno giusto con una medaglia che non veniva più assegnata a nessuno dal 1918, conferma la sensazione. Dopo 93 anni la Pour le Mérite viene di nuovo assegnata, addirittura con ordine dall’Oltretomba (Steampunk Fantasy!) e versione speciale con spade, al Duca di Baionette, fervente monarchico e difensore dei lettori.

Ah, giusto, mi sono dimenticato di dire come mai ritengo di aver sconfitto anche l’autore di horror per bambocci. Semplice. Appena pubblicai il post lui lo condivise, inserendo i nomi di tutti i possibili interessati nella descrizione, su Facebook. Invece della solita tonnellata di commenti di amichetti che danno pacche sulle spalle e si uniscono allo sdegno, ricevette l’appoggio solo di pochi amichetti (e una era l’editor del suo romanzaccio). Come lo so, visto che non siamo amichetti su FB da quando l’ho mandato affanculo oltre un anno fa e il suo profilo è privato? Beh, considerando che tanti suoi “cari amici” non hanno commentato contro di me, non mi pare difficile intuirlo… ^__^
Chissà che rabbia…

Un consiglio dal cuore, per la giornalista disonesta e per lo scrittore horror per bambocci, i due che peggio hanno subito la sconfitta: l’unico modo per preservare l’onore, a Tannenberg, per il generale Samsonov fu di spararsi in testa. Potete scegliere l’onore oppure trascinare una vita che è solo degrado: so già che sceglierete la vita.
^___^

 

I Coniglietti del Venerdì (40)

Posted by on 24 giu 2011 | Tagged as: Conigli

Il venerdì più vicino al quarto anniversario dell’avvento della nostra adorata Gamberetta, è casualmente (certo, come no: come se il Quattro non mostrasse la sua potenza e la sua benedizione con questi segni) quello del quarantesimo appuntamento coi Coniglietti del Venerdì.
In onore della nostra principessina rosa, due video con i coniglietti bianchi e due video con i coniglietti rosa. In realtà i coniglietti Thrianta sono color rosso-arancione molto luminoso (ci sono dei video con luce ridotta, al chiuso), ma con forte luce ambientale appare rosa acceso.

Spero Vi piacciano, Hime-sama. ^_^

 

Buon Quarto Anniversario, Gamberetta

Posted by on 23 giu 2011 | Tagged as: Anime, Notizie Varie, Riflessioni, Vita del Duca

Negli ultimi dieci giorni ho pensato molto a cosa scrivere qui.
Non è stato un post facile perché ogni volta che volevo accennare qualcosa di importante accaduto grazie a Gamberetta, il post di ringraziamenti deragliava verso qualcosa di diverso, contro il pessimo fantasy, contro i truffatori, contro i lecchini, contro la corruzione morale e materiale alla base del degrado della narrativa fantastica italiana…

Non era il post che volevo. E non volevo renderlo chilometrico.
Ho deciso di dire poche parole perché quello che conta non è esaltare nel dettaglio quanto bene Lei abbia fatto in questi quattro anni a tutto noi che amiamo DAVVERO la narrativa fantastica e la scrittura, ma solo farle capire quanto la stimo. Se anche voi volete ringraziarla e non avete un blog, c’è un suo articolo quattrista dove farlo.

Prima della sua scomparsa durata dal primo febbraio al dieci ottobre 2010, Gamberetta era già sparita alcuni giorni. Mi pare per problemi di linea ADSL, non ricordo nel dettaglio. Ricordo però che l’anomalia della sua sparizione improvvisa, con tutti i dubbi che vengono in questi casi quando una persona che puoi contattare solo online sparisce di colpo, mi aveva fatto capire quanto sono legato a Lei. Quanto la stimo.
No, di più: quanto la adoro, come una Dea.

Cosa ho fatto in quei pochi giorni di sparizione?
Ho deciso di comprare una statuetta raffigurante Needa Schuetlitch, un personaggio ideato da Yamashita Shunya che già all’epoca era diventato, nella mia mente, la raffigurazione ideale di Gamberetta: una guerriera che lotta contro il male dell’Editoria degenerata, cecchinandola a distanza con il suo fucilone controcarro o affrontandola in corpo a corpo con solo la baionetta. Questo quando non guida un Mech (è risaputo che Gamberetta è una pilota di Mech), ovviamente.

Dovevo comprare la statuetta prima che scomparisse dal mercato. All’epoca si trovava ancora, ora mi sembra che sia diventato molto più difficile. Sono contento di averla comprata, non solo perché così ho potuto finalmente considerarmi un vero otaku (un otaku -scemo di merda, in libera traduzione italiana- senza nemmeno una statuetta è ridicolo), ma perché così ho avuto un simbolo tangibile per adorarla. Una effige da ammirare nei lunghi mesi in cui non seppi nulla di cosa le era successo o se sarebbe mai risorta tornata.

Le prove del mio acquisto:

Statuetta Gamberetta 1

Cliccare per ingrandire

La presenza della mia baionetta preferita (con dragona in cuoio e fodero) e lo sfondo con la bandiera da guerra della Marina Imperiale Tedesca, dovrebbero togliere qualsiasi dubbio sul fatto che possegga davvero la statuetta.
Quando tornò, Gamberetta decise di adottare come nuovo avatar il volto di quel personaggio. È stato un segno di apprezzamento che mi ha reso molto felice.

Durante la sua assenza ho capito alcune cose.
Anzi, ho capito una cosa: che Lei non è sostituibile.
Alcune persone, affascinate dal suo metodo razionale e affidabile di recensire affidandosi a criteri tecnici e non alle idiozie, hanno seguito la strada che aveva indicato nel 2007. Penso a Massacri Fantasy, ad esempio, spesso tirato in ballo come brutta copia di Gamberi dalla cricca simil-massonica del fantasy italiota. O alle recensioni non lecchine di altri autori apparse in blog e forum. Poco tempo fa questa, ad esempio.

Nessuno si è mai avvicinato anche solo lontanamente alla qualità del lavoro svolto da Gamberetta, un lavoro costruito negli anni con continuo studio e fatica. Nessuno può essere come Gamberetta. Se Lei sparisse nessuno potrebbe MAI prendere il suo post. Al massimo potrebbe essere la pallida imitazione della sua brutta copia… oppure qualcosa di completamente diverso. Lei è Gamberetta, la nostra Dea, la nostra Hime-sama (principessa). Una principessina rosa che abbiamo continuato ad amare anche quando la sua dolcezza e allegria, che vedo ritornata in questi ultimi giorni, era diventata giusta rabbia verso un degrado dell’editoria contro cui non si poteva fare niente, tra la fine del 2009 e il 2010.

 
Qualcosa di ancora più otaku…
Un paio di mesi, vedendo Gundam SEED Destiny (serie molto inferiore al primo Gundam SEED, anche se i disegni sono migliori), sono incappato in una scena che rappresenta bene il bisogno che hanno di Lei gli appassionati italiani di fantasy.

Lacus Clyne (chiamata sempre “principessina rosa” da uno dei suoi ufficiali) è sparita dalle Colonie Spaziali (PLANT) da oltre un anno e si è stabilita sulla Terra. Per PLANT è semplicemente sparita, ma la gente ha bisogno di lei perché durante l’ultima guerra contro la Terra è stata la sua fazione a metterli in guardia e a salvare tutti dalla distruzione. Ora che una nuova guerra tra PLANT e la Terra si profila, il popolo sente di nuovo bisogno di rivederla. Il Presidente di PLANT ingaggia Mia Campbell (Meer Campbell in inglese), una sua fan sfegatata, e con la chirurgia la rende la copia quasi identica di Lacus per usarla come arma della propaganda del governo (una cosa che la vera Lacus non farebbe mai).
Ma Mia Campbell non può essere come Lacus e non lo sarà. Sarà solo una brutta copia che balla e sballonzola i seni per far arrapare un pubblico di soldatacci. Senza la sua dignità, la sua saggezza, la sua compostezza.

Ecco la scena in cui Mia parla con Athrun (fidanzato di Lacus nella serie precedente), appena tornato dalla Terra sulle Colonie:

Sempre così forte, carina e gentile. Come Lei.
Lacus Clyne assomiglia molto a Gamberetta, non tanto per i capelli rosa (^_^) quanto per il carattere e l’onestà. Lacus non combatte per la Terra o per le Colonie, ma per una o per l’altra in base alla necessità, in difesa della pace, della libertà e della reciproca sopravvivenza. Così Gamberetta non lotta contro qualcuno e a favore di qualcun altro, ma lotta per un bene superiore: la buona narrativa fantastica e la buona scrittura.

Se, per ipotesi, dovessi pubblicare una porcata tramite amici-di-amici e iniziassi a comportarmi come certi autori italiani lecchini, io SO che Gamberetta non abbandonerebbe i suoi principi solo perché siamo amici: se chiamata in causa, mi demolirebbe.
Lei è Giustizia super partes, come la incarna la figura ideale del Monarca.
E la Giustizia è al servizio del Popolo, non degli egoismi dei singoli.

Noi abbiamo bisogno di Gamberetta e nessuna sosia potrà mai prendere il suo posto.
Gamberetta, non ci lasciare mai più. Hai centinaia (migliaia?) di Fan che ti vogliono bene e qualsiasi cosa dovesse succedere sarai sempre la nostra Gamberetta.
E la mia Gamberetta.

 

Trituratori

Posted by on 22 giu 2011 | Tagged as: Filmati vari

Ci sono molte cose che mi affascinano: conigli, trattori, energumeni imbottiti di steroidi, loli in uniforme scolastica ecc… e trituratori. Macchine meravigliose, davvero. E si ricollegano al fantasy italiano, a loro modo.

Vedete, anche il Fantasy Italiano è ecologista e fa la raccolta differenziata, tanto che in libreria ci finiscono solo gli RSU: Rifiuti Solidi Umani. Frazione organica, da lavorare in modo differente rispetto alla frazione secca. Ma talvolta ci sono altre componenti e allora bisogna spaccare tutto e separarle. Ad esempio, in linea puramente teorica, ci potrebbero essere autori che sono davvero metal, ma metal sul serio, non poser metal (il poser metal finge solo, si dà arie, va messo tutto nell’umido con gli altri RSU).
E se il metal ce l’ha proprio dentro, serve il trituratore per tirarlo fuori. Poi si smista la pappetta macellata in base alla densità, con i soliti sistemi di separazione dei rifiuti, ed ecco che la parte secca è separata da quella umida.

Se in Italia si riesce abitualmente a rendere noioso anche il fantasy, nel fantastico mondo incantato detto l’Estero riescono a rendere divertenti anche i trituratori per i rifiuti da riciclare. E si divertono a far divertire la gente.

Questo è un capolavoro:

 
Distruzione di un siluro, ma senza la carica esplosiva. Concordo con questo commento: Real men would have shredded the warhead. Pussies!

 
Un pianoforte, perché no?

 
Stampanti.

 
E per finire una gara di abbuffate: uomini contro trituratore!

 
Fanno sembrare tutto così divertente che mi è venuta voglia di lavorare per loro. LOL. ^_^
Potete trovare tutti i video, divisi per tipologia triturata, sul sito: http://www.ssiworld.com/watch/

Nel caso siate inequivocabilmente italiani nel bisogno di avere una interpretazione intellettuale delle cose, invece di limitarvi a godervele per quel che sono, eccola: sono una metafora dell’orrore del Capitalismo che tritura l’arte e il valore aggiunto dal lavoratore, riducendo le cose a semplici materie prime.
Contenti? ^_^

 

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