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set 30

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I Coniglietti del Venerdì (54)

Domenica scorsa sono andato a Milano per l’International Rabbit Day 2011. L’Associazione Animali Esotici (AAE, di cui ho parlato già qui) aveva organizzato, per il pomeriggio, una sfilata di coniglietti portati dai soci nel parco del Museo di Storia Naturale. Decine di coniglietti in recinti montati attorno all’area della sfilata, oppure in braccio o a spasso -al guinzaglio- coi padroni servitori umani. Tanti bei conigli, piuttosto calmi durante l’evento (un paio si allontanavano per esplorare e guardare da vicino gli altri umani, anche nel mezzo della sfilata).
Ho sentito solo una signora sgridare il proprio coniglio nel recinto: mi pare di aver capito che aveva aggredito un altro coniglio, ma non sono sicuro.

Video della prima edizione della Giornata, nel 2010

Parecchi incroci con i testa di leone, in pratica ciuffi e basettoni abbinati a conigli con manti di vari colori, e perfino un bel coniglio Nuova Zelanda, reduce da un laboratorio (è nelle foto sotto, quello grosso e bianco che se ne sta in braccio).

Un veterinario ha spiegato che ci sono conigli nani con le orecchie non corte come dovrebbero, ma di proporzioni normali. A furia di incroci e bizzarrie genetiche in pochi decenni il nano è passato da pesare non più di un 1 kg a diventare un animale che sfiora gli 1,8 kg e, talvolta, sviluppa pure orecchie di lunghezza normale per le proprie dimensioni (immagino che perlomeno il musetto schiacciato da bulldog nei “nuovi nani” rimanga).

Nelle foto potete ammirare un bel coniglio arancione, sguardo nobile e cipiglio da aristocratico, con un occhio azzurro e l’altro… mezzo azzurro e mezzo nero: i conigli oltre agli occhi di colori diversi possono avere un singolo occhio di due colori.














I conigli sono belli.
Gli oomani sono stopidi. ^_^

 

Un saluto al coniglietto Mandorla, il bellissimo ariete di Giorgia che ieri ha attraversato il Ponte Arcobaleno. Ora è assieme a tanti altri coniglietti ad attendere di poter incontrare di nuovo la sua amica umana.

Ecco Mandorla, uno splendido ariete.
 
Cinnamon nel frattempo getta giù dal ponte qualsiasi umano che non gli garbi (cioè tutti, a vista), ma per quelli che vogliono bene ai coniglietti non c’è alcun pericolo.

 

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7 comments

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  1. Polveredighiaccio

    Quella carrellata di foto è bellissima! Il coniglio rosso ciccioso è stupendo. E se la gente nei laboratori ci ficcasse altra gente il mondo sarebbe un posto migliore sotto ogni aspetto. :3
    Quando ho visto il coniglietto bianco e nero della tredicesima foto mi è sembrato un gatto! XD Pardon.
    Grazie Duca, tutti adorabili.

    Un bacio e una carezza a Tamburino, anche lui ora è nel paradiso dei coniglietti…

  2. Ste

    E se la gente nei laboratori ci ficcasse altra gente il mondo sarebbe un posto migliore sotto ogni aspetto. :3

    Vero si risparmierebbero circa 10 anni di ricerca e sperimentazione, diminuirebbe la disoccupazione, non ci sarebbero problemi di fame e sovraffollamento nel mondo… Maledetti comitati etici!!!

  3. Alberello X

    RIP Tamburino.

    Adoro particolarmente il coniglietto grigio chiaro che sta pancino all’aria. Aww. ^-^

  4. Doc. Herbert West, M.D.

    Duca, vado totalmente OT, ma vabbé… Pare che Loredana Lipperini si sia scagliata di recente contro (cit.) ” quegli utenti saccenti che si permettono di criticare in base alle regole della letteratura anche mostri sacri come Conrad o Verne “. E se ti fischiano le orecchie( e con te a buona parte dei frequentatori di questo sito), leggi cosa riporta per intero sul suo sito, Lipperatura…

  5. Alberello X

    Alcuni temi di questo articolo erano già noti, perché ne abbiamo discusso qui. Ad ogni modo, è uscito ieri su Repubblica Delle Banane.

    Che fine ha fatto il paziente che si abbandona al farmaco che ha fra le mani, identificandosi con la dose fino a dimenticare dove si trova? A giudicare da quanto avviene in rete, nei circoli di medicina, ovunque sia possibile ascoltare la voce di chi legge il Bugiardino, sta diventando difficile trovarlo.
    La figura che emerge con prepotenza è invece quella del paziente critico, attivo, iperattivo, forte della competenza acquisita fra scuole e manuali di medicina, pentito della passata ingenuità e deciso a non lasciarsi incantare. Nei social network di pazienti, per esempio, ci si imbatte nei commenti di chi contesta incongruenze e dosaggio anche nei classici farmaci, bocciando impietosamente Gli epatoprotettori («non hanno mai fornito documentazioni scientifiche di efficacia, tanto è vero che si cercherebbero invano nei testi accreditati di farmacologia o di terapia.») o Gli integratori alimentari («che contengono vitamine, sali minerali, più una serie di estatti vegetali di dubbia composizione che vanno dal ginko biloba alla centella asiatica. Questi sono la versione “più moderna” di prodotti che avrebbero la caratteristica – per fini puramente pubblicitari – di “aumentare le risposte fisiologiche e le difese dell’organismo”»).
    Insomma i pazienti cambiano, e rivendicano una competenza da medici: a volte, sovrappongono tranquillamente l´io paziente all´io curante: «lo curerei meglio» sembra il non detto (a volte esplicitato) di molte critiche. Sentite Massimo Bertolucci sugli Antidepressivi: «Se questi farmaci hanno efficacia – seppur limitata – nei pazienti che hanno una vera malattia depressiva, rimane molto difficile giustificarne l’impiego per degli “stati” depressivi. Infatti la depressione che accompagna la morte di una persona cara, la perdita del lavoro o una difficoltà finanziaria non è una malattia, ma una semplice reazione ad una situazione avversa. Usare farmaci in queste condizioni è doppiamente negativo: innanzi tutto perché non se ne è dimostrata l’efficacia e, in secondo luogo, perché si sottrae l’individuo alla sua capacità di trovare al suo “interno” la forza per risolvere una difficoltà della sua vita.», o Marina Alessandra Ricci che ragiona così rispetto Ai farmaci da banco: «nel sito del “British Medical Journal” http://www.BMJ.com, una rassegna freschissima di tutto ciò che è stato pubblicato sull’argomento dalla stampa scientifica evidenziava un risultato sconfortante. In sostanza non vi sono prove sufficienti per essere sicuri che i medicinali da banco siano efficaci, ma non vi è neppure la certezza opposta che non funzionino.
    Gli studi di buona qualità sono pochi (15 in tutto), due o tre al massimo per ogni tipo di rimedio, e ciascuno ha coinvolto un piccolo numero di persone. Tutto quello che si sa oggi sull’argomento deriva da prove fatte su poco più di duemila tossicolosi in tutto il mondo. In qualche studio salta fuori un effetto benefico, ma modesto e misurato in un modo tale (per esempio con strani punteggi dei sintomi) che risulta difficile capire quanto sia rilevante per il benessere personale.
    In compenso, a quanto pare, i vari medicinali non danno fastidi gravi, anche se comunque non sono irrilevanti per le tasche dei cittadini: si spendono ogni inverno centinaia di miliardi per questo tipo di farmaci.». Sono commenti pescati a caso su siti come ecplanet.com o lifegate.it.
    Un bene o un male?

    Eh si, internet è proprio un posto che travia giovani. Troppa informazione fa male, ed ora prendete la pillolina, da bravi, questa è firmata niente meno che da quel Mostro Macro della Bayer Mondadori. ^-^

    Mi chiedo quanto si prenda in bustarella il giornalista dagli editori per esprimere giudizi e non fare informazione. A saperlo lo facevo anche io! :D

  6. Mauro

    La medicina alternativa abbassa i costi e allunga la vita, è dimostrato. Se lo dice La Stampa è vero, e anche il Duca ha parlato delle medicine alternative, quindi sei chiaramente di parte. Come quelli di Query, che basandosi sullo studio osano dire che La Stampa non ha capito un cazzo.

    È sempre bello vedere la qualità della stampa nostrana.

  7. Giorgia

    manco dalla tua rubrica da moltissimo tempo..posso dire da quando è morto Mandorla..un amico mi ha detto che gli avevi dato il tuo saluto e ti ringrazio moltissimo di averlo fatto.
    Mandorla mi manca un sacco, credo che non troverò mai più un pelosetto così. Ho adottato una coniglietta, Lilì, che era stata maltrattata dai suoi vecchi proprietari. Faccio del mio meglio, ma credo che non riesca a fidarsi degli umani a causa di quello che ha subito, quindi sta sempre per conto suo e non mi viene mai vicina. Ma so di aver dato una nuova vita ad una pelosetta che ha sofferto molto. (e un pò alla volta sono guarita anch’io)
    GRAZIE DUCA.

    http://i43.tinypic.com/rvzotd.jpg

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