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mar 13

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Progetto Angora: i Coniglietti di Himmler

Nel 1945 la Commissione per i Crimini di Guerra Nazisti ascoltò ripetute testimonianze di un misterioso progetto delle SS denominato “Angora”. Non vennero trovate mé persone coinvolte né informazioni sul progetto. Una corrispondente di guerra del Chicago Tribune, Sigrid Schultz, recuperò un album fotografico nascosto in uno scatolone e venti anni dopo, nel 1965, lo consegnò assieme ai propri articoli alla Wisconsin Historical Society. L’album, 38×33 cm, aveva la copertina decorata con lana di coniglio e sulla copertina si vedeva il logo delle SS e un bizzarro nome, Angora. All’interno oltre cinquanta pagine di foto, vari dati riassuntivi e una dedica a Himmler. Non ci volle molto a capire che era il primo documento ufficiale, credibile, sul misterioso progetto Angora.

00 - Angora Album Cover

Il ritrovamento avvenne mentre Sigrid Schultz aiutava i Counter Intelligence Corps americani a rintracciare documenti spariti dalla villa alpina di Himmler, utili per ricostruire i crimini commessi. Ecco la storia come la raccontò nel 1967:

Stavo cercando una copia del Mein Kampf quando mi imbattei in una scatola piena di album con foto di Himmler e del suo staff impettiti. Un libro grigiastro in fondo alla scatola attirò il mio sguardo. Era coperto di tessuto in lana d’angora ed era dedicato al Reichsführer Himmler dai suoi ufficiali del Amt W-V. La prima foto era sorprendente, davvero; era un’enorme foto della testa di un bel coniglio angora, palesemente contento. Altre pagine mostravano file di conigliere che erano delle gabbie modello a livello sanitario, equipaggiamenti speciali nei quali il pastone dei conigli veniva preparato che brillavano come le stoviglie nella cucina di una sposina. Le attrezzature per pettinare i conigli sembravano uscite dalle vetrine di Elizabeth Arden. Una mappa che occupava una pagina intera del libro mostrava delle linee che si irradiavano da Berlino verso i campi di concentramento coinvolti nel progetto.

Ciò che dava un significato speciale al libro era che sotto ogni fotografia era scritto il nome del campo di concentramento dove era stata scattata. Nello stesso complesso in cui 800 esseri umani venivano impacchettati in baracche a malapena adeguate per 200, i conigli vivevano nel lusso delle loro eleganti conigliere. In Buchenwald, dove decine di migliaia di esseri umani stavano morendo di fame, i conigli si godevano pasti scientificamente preparati. Gli stessi SS che frustavano, torturavano e uccidevano prigionieri, si assicuravano che i conigli ricevessero amorevoli cure. Auschwitz, Buchenwald, Dachau e molti altri campi dove miglioni di ebrei e non-ebrei furono sterminati […] parteciparono nel progetto di allevare conigli con delicate pellicce angora per aiutare a fornire la lana necessaria ai soldati. Himmler deve aver pensato che questo fosse un progetto di grande importanza perché mostrava ai prigionieri in balia delle SS che perfino un coniglio [per loro] era più importante di un essere umano.

In realtà la considerazione finale è banalotta e non del tutto corretta visto che, come sappiamo dalla questione dei negri nella Germania Nazista, i tedeschi tendevano a dare più importanza a un animale privo di colpe (negri, conigli) rispetto che a un umano colpevole o inutile (ebrei, zingari, handicappati mentali), ma gli animali, negri inclusi, non avevano ovviamente gli stessi diritti degli umani rispettabili.

Il pensiero tedesco in materia, ovvero che chi si dimostra utile merita attenzioni (che sia umano inferiore o animale e basta), lo aveva espresso Himmler in un discorso del 1943:

Che 10.000 donne russe collassino per la stanchezza mentre scavano un fossato anticarro è di mio interesse solo se quel fossato anticarro per la Germania è stato completato. Non dobbiamo mai essere rudi o senza cuore, quando questo non è necessario. È chiaro. Noi tedeschi che siamo la sola popolazione al mondo che ha un atteggiamento dignitoso nei confronti degli animali, avremo un atteggiamento dignitoso anche verso questi animali umani; ma sarebbe un crimine contro il nostro sangue preoccuparci [più del necessario] di loro.

E in che modo questi conigli servivano la Germania, meritando quindi di ricevere tutte le cure necessarie a garantire che la potessero servire al meglio? Come detto, fornendo lana. Secondo quel libro fornirono tra 1941 e 1943 ben 4730 kg di lana e una pagina successiva lascia intuire (o forse no) che con quella lana vennero realizzati 52.500 paia di calzini, 12.100 maglioncini/maglioni e 13.100 calzamaglie pesanti.
I conigli aumentarono dai 6500 del 1941 fino ai 25.000 del 1943. Cosa accadde dopo, nell’ultimo anno e qualche mese di guerra, non è dato saperlo.

54 - Angora Wool Production

Ora però vorrei farvi concentrare sul dato fornito. Facendo rapidamente i conti, secondo me è impossibile che 4730 kg di lana permettano TUTTE quelle cose, anche considerando uno scarto nullo (quindi 4730 kg di lana perfetta, tutta utilizzabile). Sospetto che autori come Arnold Hammer non abbiano pensato di pesare un proprio paio di calzini e fare due conti… i miei calzini invernali “leggeri”, da interni e inadatti al clima freddo, pesano 50 grammi al paio, e già con così poca roba verrebbero 2625 kg di lana consumata. I maglioncini di lana da soli, se potessero usare tutta la lana, peserebbero 390 grammi l’una… il che è credibile, essendo indumenti invernali (voglio far notare che una camicia di cotone pesante che metto in inverno pesa 340 grammi). Se però devi fare anche 13.100 calzemaglie e 52.500 paia di calzini pesanti (100 grammi? Già va via tutta la lana così!), mi pare evidente che di lana ce ne vorrebbe molta di più.
Secondo me la pagina va interpretata come “lana sufficiente per realizzare” e poi i riferimenti ai maglioni usati dall’aviazione, alle calzamaglie dell’esercito e ai calzini della marina. Una conversione spicciola per dare il senso di quanto ottenibile con quella lana, 52.500 paia di calzini oppure 13.100 calzemaglie oppure 12.100 maglioni, non una reale produzione. Google Translate su “davon konnten erzeugt werden” concorda traducendo all’incirca “con la quale si potrebbe produrre”.

Infine credo che sia interessante soffermarsi sulle foto.
I conigli angora sono creature dal pelo lungo, pregiato, che richiedono molta manodopera per rimanere in salute. Non è irrealistico immagine che venissero fatti uscire di gabbia se non tutti i giorni magari un paio di volte la settimana, per pettinarli. Si consiglia in genere di pettinarli TUTTI i giorni, bastano un po’ di giorni di disattenzione su un coniglio angora e il pelo può formare nodi o rovinarsi. Le gabbie nelle foto appaiono spaziose, all’aperto e sufficientemente riparate dal sole e dalla pioggia tramite tettoie, e talvolta sono abbastanza grandi da essere condivise da più conigli, permettendo di mantenere rapporti sociali. Si vede in una foto un soldato che lava una gabbia con una pompa, immagino mentre i conigli si godono l’aria aperta o le coccole.

36 - Woman Feeding Angora Rabbits

La salute mentale del coniglio anche è importante: coccole, spazzolate e la possibilità (come si vede in alcune foto) di rimanere all’aperto aiutano i conigli a essere felici. Letteralmente… a non sentirsi in gabbia!
Notate i recinti appositi. Ricordano quelli provvisori/mobili che vengono montati quando si organizzano eventi all’aperto con raduni di amanti dei coniglietti:

33 - Angora Rabbits Outdoors

Non sarà come avere una gabbia aperta da usare a piacimento e l’accesso a gran parte di una casa, con una padroncina che si occupa ogni giorno del coniglietto, ma è comunque anni luce rispetto a certi allevamenti lager che si vedono ancora ai nostri giorni. Ecco, nemmeno i nazisti rendevano le gabbie un lager, neppure quando le collocavano in un lager! Gli uomini moderni tanto “superiori” ai mostri nazisti invece troppo spesso non si preoccupano di farlo: le gabbie di troppi allevamenti lager scoperti sono così basse da impedire di tentare anche un timido balzetto (atrofizzando così i muscoli posteriori fino all’handicap permanente) e i conigli vivono ammassati, defecandosi e urinandosi addosso strato su strato, talvolta impossibilitati perfino a voltarsi.

Sì, nel 1945 ci siamo liberati (circa) dai nazisti con l’etichetta Nazista, peccato che gli altri nazisti siano rimasti. Come vantarsi di aver gettato tutte le banane col bollino Chiquita e per questo di aver “liberato il negozio dalle banane”, quando poi le banane senza bollino magari erano un 50%.

Mix_foto_angora_nazisti

Una rapida rinfrescatina alla memoria, per contestualizzare meglio il rapporto tra le SS e simili attività produttive. Chiedo perdono per la superficialità dell’intervento, ma è solo per dare rapidamente le basi a chi non le avesse.
Di solito quando si parla di SS la persona comune pensa a tre cose, al massimo: le SS nei campi di concentramento (le SS-TV, una branca delle Waffen-SS); le SS come polizia politica (come RSHA che era a capo della Kripo e della Gestapo); le SS come esercito parallelo (in generale le Waffen-SS) a fianco dell’esercito vero e proprio (Wehrmacht).

Queste erano solo tre delle attività delle SS. Fondamentale era anche il dipartimento principale alle attività economiche e amministrative, chiamato SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt (SS-WVHA). Un dipartimento che si occupava dei lavoratori-schiavi, delle attività produttive, dell’economia, dei campi di concentramento ecc… dove si muovevano soldi, lì era la SS-WVHA: locali notturni, fattorie, erboristerie, fabbriche di carne in scatola, imprese edili, produzione del cemento, case editrici (sicuramente meglio dei nostri editori ritardati), piantagioni di gomma, restauri di opere d’arte ecc…
Nel 1945, secondo Wikipedia, controllava 500 attività commerciali tra cui la acque minerali Apollinaris, le porcellane Allach, l’azienda di materiali edili (e poi armamenti) DEST.

La SS-WVHA nel 1942 si espanse e venne suddiviso in cinque ulteriori dipartimenti (Amtsgruppe) principali (Amt A, B, C, D e W). I coniglietti passarono sotto la gestione dal Amt W-V, sottosezione V per le attività legate all’agricoltura e all’allevamento del dipartimento alle attività economiche W, nonostante abitassero nei campi di concentramento gestiti dal Amt D.
Come potete vedere nella prima pagina qui mostrata, viene indicata la SS-WVHA.


Foto gentilmente fornite dalla Wisconsin Historical Society

 
Quando una persona dice che non vuole bene ai conigli o mostra atteggiamenti chiaramente aggressivi nei confronti dei conigli, ricordatevi che nemmeno i nazisti sono mai scesi all’infimo livello di non voler bene ai conigli.
Gli allevamenti modello realizzati, anche per i criteri attuali, e il vanto esplicito che quell’album fotografico mostra, ne sono la prova.

Chi non vuole bene ai conigli è peggio dei nazisti!

 
Fonti principali:
Angora – Rabbit Raising in German Concentration Camps
The SS Angora Project di Arnold Hammer, pubblicato in Waffen-SS a cura di Ray Merriam
Angora: Pictorial Records of an SS Experiment, a cura della Wisconsin Historical Society

 

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5 comments

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  1. nicholaswolfwood

    Mi sono sempre chiesto quanto pesassero i campi di sterminio nell’economia di guerra.
    Se è vero che molti prigionieri di guerra lavoravano nelle fabbriche tedesche (russi mainly) è anche vero che nei campi di sterminio si facevano attività produttive (penso banalmente alle V1 e 2).

    Possibile che nonostante il loro odio i tedeschi fossero così poco sensati da sprecare tutta quella manodopera assolutamente necessaria mentre gli alleati stringevano la loro morsa sul Reich?

    PS

    L’articolo credo sia interessante ma mi sono distratto guardando i conigli batuffolosi…

  2. Il Duca di Baionette

    L’articolo credo sia interessante ma mi sono distratto guardando i conigli batuffolosi…

    I coniglietti erano l’unica cosa interessante. ^_^
    Il resto erano parole di riempimento che ho buttato giù di malavoglia per attirare i lettori fino alla meravigliosa visione dei coniglietti. Non sto scherzando.

  3. MattoMatteo

    Chi non vuole bene ai conigli è peggio dei nazisti!

    Chi non vuole bene ad un qualsiasi animale è peggio dei nazisti.
    Per fortuna quelle bellissime immagini di coniglietti mi hanno risollevato il morale. ^_^

  4. Aurora Moore

    Ma dove si possono recuperare le fonti?

    Io sto cercando ebook in inglese sul nazismo (dai contenuti meno specifici di questo post xD) e non trovo nessun posto da dove scaricarli. Probabilmente sarò anche stordita io ;_;

  5. Il Duca di Baionette

    Con Google si trovavano anteprime da leggere con le pagine dei libri. Ma è abbastanza inutile in questo caso: tutta la questione gira attorno alle foto (fornite). Rimangono fuori solo la parte sulle attività imprenditoriali delle SS, ma trovi info dove vuoi su quelle, inclusa Wikipedia, e la parte su come quel museo ottenne il librone (riportata sul sito, primo link delle fonti, e ripetuta con parole diverse nei due testi indicati). Tutte fonti secondarie, insomma, meno il librone.

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