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Set 20

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I Coniglietti del Venerdì (157): finisce il terzo anno di kawaii

Il 24 settembre 2010 ho iniziato la pubblicazione dei Coniglietti del Venerdì. Oggi, 20 settembre 2013, si conclude il terzo anno di coniglietti. Il 20 settembre, una lieta ricorrenza laica già festeggiata con questa offerta di AgenziaDuca.it e migliorata con una selezione dei coniglietti dell’anno passato.

“Coooooniglietti! Coooooniglietti! Coniglietti con zampe così corte che praticamente strisciano sul ventre! Coooniglietti!”
Un signore col cappello a cilindro schiocca le dita. “Conigliaro, mi dia un coniglietto con le zampine corte.”
“Eccolo, bello pelosetto. Una lira.” Il conigliaro deposita il coniglietto in mano al cliente e se ne va. “Cooooniglietti! Coooniglietti…”
Il coniglietto rossiccio sta nel palmo della mano, ad altezza naso. Il signore e la sua signora a turno gli tastano il fianco con gli indici. Il coniglietto sposta il peso da un lato all’altro e sbuffa. La signora gli preme il nasino. Il coniglietto scaccia via il dito con una botta di muso, gonfia il petto e fa (con fortissimo accento piemontese): “Ma insomma, come si permette? La smetta di toccarmi o mi rivolgerò alla forza pubblica, cafona!”

True story, bro.

Sospetto che vi siano molti lettori, soprattutto lurker e lettori venuti per la prima volta, che non vogliono bene ai coniglietti. Questo mi turba profondamente. Chi non vuole bene ai coniglietti è una brutta persona (lo avevo già detto?) ed è mentalmente deviata, essendo i coniglietti dotati di bellezza oggettiva. Persone quindi dedite a ogni sorta di depravazione: incesto, coprofilia, fantasy italiano, forse perfino rievocazioni storiche e chissà che altro! Grazie al Quattro io sono normale e il mio pickelhaube ne è testimone!

Dopo 4000 anni dal Diluvio Universale o giù di lì, ancora ci sono persone che non vogliono bene ai conigli? Non è bastato il primo avvertimento? Poi ci si stupisce che i conigli considerino gli umani deficienti: questo significa davvero cercarsi una seconda passata!

E ora un coniglietto graziosissimo che trovo adorabile perché si tiene alle sbarre con le zampette davanti, come se fossero mani, con quel mix di boccuccia a U rovesciata da coniglino (un po’ perplessa), coccolosità estrema e occhietti vivaci che apre e chiude a ritmo con le carezze sulla capoccina.

Spesso immagino un mondo perfetto di signorine in abiti di fine ’800 che prendono il tè con coniglietti come questi, così piccolini e con il capoccione sproporzionato da farli sembrare personaggi superdeformed giapponesi. Accontentiamoci almeno di vederli al lavoro in ufficio:

E venne il tanto atteso 21 dicembre 2012:

come previsto dai Maya inizierà un cambiamento epocale. Una nuova era di splendore. Dopo millenni il Grande Piano sviluppato dai Conigli entra nella fase operativa. Il più lento, anomalo e complesso Colpo di Stato della storia. Anzi, un Colpo di Mondo. Lentamente, insidiosamente, i Conigli inizieranno a riprendersi ciò che è loro: il controllo del pianeta. Non avverrà dall’oggi al domani, sarà lento, graduale.

Ma non voglio parlare oggi dei conigli e della loro storia: basti sapere che per una specie le cui radici su questo mondo risalgono a 50 milioni di anni fa e che ha assunto l’aspetto “moderno” tra i 10 e i 20 milioni di anni fa, paiono ridicoli i tempi concitati di una specie frenetica come la nostra, che ha divorato e bruciato il mondo in pochi secoli (contro decine di milioni di anni di prosperità e uso sostenibile sotto l’illuminato sguardo dei conigli) e che in tutto ha appena 200mila anni come Homo Sapiens e 2 milioni se consideriamo fino all’Homo Erectus (una scimmia lurida e indegna del termine uomo, quanto un dittatore subsahariano, in realtà).

I tempi dei conigli sono diversi, la loro specie gloriosa, la vittoria finale certa.
È l’alba di una nuova Era dominata dagli orecchiuti signori del pianeta.
L’uomo ha corso come un folle per dominare il pianeta in pochi millenni, ma come gli anziani ricordano, forse tramandando un antico monito dell’Età dell’Oro, quando i conigli insegnavano la scienza del passato agli uomini:
chi troppo in alto sal cade sovente precipitevolissimevolmente.

L’uomo non ha mangiato la foglia e la trappola si sta chiudendo.
L’uomo non ha l’intelligenza del coniglio.
I conigli sì che mangiano sempre la foglia.

Se guardi abbastanza a lungo un coniglietto, anche un coniglietto guarderà te.
E lo farà anche se non lo guarderai. E ti giudicherà.
Perché i coniglietti sanno che cosa hai fatto.
E non conoscono il perdono.

L’errore più comune quando si guarda un coniglio non è quello di vedere un animale “inferiore”, di non notarne l’intelligenza, l’organizzazione, le capacità comunicative così complesse da uscire dall’ambito dei segnali e sfiorare quello di un vero e proprio linguaggio che contempla anche concetti astratti. Non è nemmeno negare la loro capacità di provare sentimenti, di voler bene alle persone, di avere codici comportamentali anche piuttosto rigidi e personalità complesse e diverse come sono quelle degli umani.

No. L’errore più comune è quello di vedere semplicemente un coniglio.
Ma un coniglio non è solo un coniglio. Un coniglio è parte di una nazione unica e indivisibile. Un coniglio è parte della nazione dei conigli. Sparsi per il mondo, ma uniti nella causa. Come fegato, cuore, polmoni, denti, ognuno è parte di noi e ogni cellula di esse è un essere vivente a sé, formando un unico corpo che agisce coordinandosi e collaborando, così un singolo coniglio è una cellula del coniglio come nazione.

Conigliadino ha prurito e strofina il nacino contro la gamba del tavolo.
Puff! Nuvola di fumo! ESCE IL GENIO!
“Hai diritto a tre desideri. Cosa vuoi che faccia, padrone?”
Conigliadino annusa il pavimento davanti al genio.
Gira la capoccina da un lato, dall’altro.
“Cei blutto. Tonna dove tavi.”
“Fatto!”
PUFF! Il genio sparisce e la nuvola di fumo si infila nel nasino. Conigliadino scuote la capoccina e si strofina il musetto con le zampette.
“Pludi nel nacino! Ecci! Ecci! Blutto!”
“Fatto!” PUFF! Il genio riappare. “E ora cosa comandi, padrone?”
Conigliadino abbassa il musetto a terra. Lo alza. Lo abbassa di nuovo.
“Blutto. Via. Via.”
“Ai tuoi ordini! Addio padrone, fai buon uso dei desideri realizzati!”
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I coniglietti sembrano carini e innocenti, ma l’aspetto può ingannare. Con quest’idea si apre il prossimo video, dedicato ai conigli che da oltre tre anni (ne avevamo già parlato nel novembre 2010) penetrano nel parcheggio dell’areoporto di Denver, si infilano sotto le auto, penetrano nel vano del motore e sabotano i cavi dell’accensione per impedire il funzionamento del veicolo e causano così centinaia di dollari di danni.

Sappiamo che consigli come spargere urina di volpe (acquistabile nei negozi di caccia) sui cavi non serviranno a nulla, a meno che i conigli non decidano di stare al gioco per non insospettire i servizi segreti che ne sorvegliano le attività… perché molti fingono di ignorare la minaccia orecchiuta, ma qualcuno qua e là nelle diverse agenzie governative e nelle forze armate “Vuole Credere”.

Leggere titoli come DIA Parking Lots Consider Measures To Stop Bunnies From Attacking Cars mi fa sorridere. Un giorno ci troveremo a valutare come fermarli dall’attaccare la nostra rete stradale, ferroviaria, di distribuzione dell’energia e di comunicazioni. E quel giorno l’unica soluzione che accetterano sarà la resa incondizionata delle nazioni umane.

Quel giorno si avvicina.
Io non supporterò la fazione destinata alla sconfitta.
Heil Bugs Bunny! Sieg Heil!

E i conigli sono creature sociali e sensibili. Non gregari e servili come i cani, ma con una società fondata sul rispetto delle “capacità” altrui, sull’amicizia, e questo rispetto e amicizia viene espresso tramite una serie di atti di vassallaggio a cui seguono concessioni identiche seppur di entità minore. Per esempio un coniglio può ricevere pulizia del pelo e coccole per due minuti e rispondere per un minuto e mezzo al sottoposto. Gli atti di vassallaggio sono “concessioni”: per questo un coniglio di carattere aristocratico può offendersi se quando offre l’onore di accarezzargli la testa (si fa notare, punta la persona e si posiziona a muso raso terra per le coccole) l’umano lo ignora o non recepisce. Sta rifiutando uno scambio, la concessione di ricevere in cambio, dopo, le attenzioni del coniglio o comunque sapere che il coniglio si considera in debito per il futuro. Non è strano nemmeno da noi: rifiutarsi di bere assieme o, con un signore giapponese, non accettare di scambiarsi del cibo prendendolo l’uno dal piatto dell’altro come segno di amicizia (nel caso perlomeno di finger food da cucina giapponese internazionale), sono segni di mancanza di intimità che vengono interpretati come segnali di ostilità.

I conigli anche se spesso hanno bisogno di spazio personale, di periodi da soli per farsi i cavoli loro, soffrono moltissimo la solitudine se non si sentono adeguatamente integrati nella famiglia che li ospita. Soprattutto se non hanno un altro coniglio come amico. Ecco che, proprio come i bambini, tramutano dei giocattoli di forma consona nel loro “amico”. Li coccolano pur sapendo benissimo che sono finti (tant’è che la mancanza di coccole da parte del peluche non li offende affatto) o li portano in giro, come certi bambini piccoli non lasciano mai indietro il loro peluche preferito. O io il mio pickelhaube/kugelhelm con dentro il santino di Gamberetta.

Mangiare i conigli è semplicemente sbagliato.
Mangereste un bambino di cinque anni? Che domanda cretina, certo che lo mangereste: se mangereste perfino i conigli siete proprio brutte persone e ci si può aspettare qualsiasi nefandezza.

D’altronde non sono adorabili quei batuffolini sonnacchiosi comunemente noti con il nome di coniglietti? Certo che lo sono e a voi piacciono tanto. A meno che non siate brutte persone, forse pederasti o necrofili o degenerati di altro genere. Solo una brutta persona può non voler bene ai coniglietti.

E ricordate il venerdì dedicato ai coniglietti numero 144? Come le migliaia che verranno salvati secondo gli Studenti Biblici, movimento fondato circa 40 anni fa negli USA da Charles Taze Russell, recentemente defunto. Sì, forse c’è un anacronismo dottrinale, temo, ma non stupitevi visto che è il 1913 e questo è un tediario (contrazione di Rete Diario o Tele Diario). In onore dei 144mila 144 44 4 pochi che verranno salvati per aver amato più degli altri i coniglietti, alle 4:44 di quel giorno vi fu un secondo articolo.

Parlando ancora di graziosi coniglietti che compiono azioni graziose: ci vuole molta acqua per scaricare due litri di pisciata di rappresaglia sul tappeto persiano, il muro, il pavimento o i documenti dall’aspetto importante collocati sulla scrivania (o in bocca al padrone crollato addormentato dopo tre bottiglie di prosecco), per cui oggi coniglietti che ricaricano la vescicuccia bevendo tanta acquetta, cì, bravi piccolini!

Accettatelo, per i conigli gli umani sono imbarazzanti parodie come gli scimpanzè che si tirano la cacca lo sono per gli uomini. No, non torna molto: la differenza è più simile a quella tra gli umani e la cacca degli scimpanzè. Il QI dei conigli ha la media posta su 100 che sta per “100 volte quello di un essere umano medio”. Mi pare autoevidente dai video.

E ora una tazza di latte e chiudiamo questo anno di coniglietti come è iniziato: di venerdì.

 

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

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6 comments

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  1. LilFred

    T-t-troppi coniglietti… Kawaii…. I-io… IO…….
    *sviene*

  2. Lynn

    Con tutti gli acuti di tenerezza che ho lanciato credo di aver ucciso tutti i pipistrelli nel raggio di 50km!!!

  3. Cal

    Adoro i conigli…
    …specie in umido, con una buona base di cipolla, rosmarino, carote e alloro. E non dimentichiamo le patate di contorno, novelle e tenere come il burro, da aggiungere a metà cottura sennò si disfano.

    La mia ragazza dice che sono senza cuore: io dico che dove manca il cuore compensa il sapore…*.*

    Adoro i conigli.

  4. MattoMatteo

    Duca, và bene che “repetita juvant“… ma oltre metà dell’articolo è copiato da vecchi articoli! ^_^’

  5. Il Duca di Baionette

    Duca, và bene che “repetita juvant“… ma oltre metà dell’articolo è copiato da vecchi articoli! ^_^’

    Oltre metà? Direi TUTTO! ^_^

    È lo speciale di fine anno contenente il meglio dei video e dei testi che li accompagnavano dell’anno trascorso, come doveva essere fatta la raccolta di testi e video senza mettere i testi e i video? ^_^””

  6. MattoMatteo

    Ops… scusa, mi era sfuggito il trafiletto iniziale in cui lo dicevi. ^_^’

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