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Ott 13

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Momenti di ordinaria editoria

In attesa di leggere il serioso Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2014, eBook che ho acquistato e letto volentieri già nel 2012 e 2013, parlerò ancora di editoria cercando di cavarne fuori alcuni elementi un minimo buffi (ma in modo triste) come negli articoli dei mesi passati (articolo di giugno e di agosto). Nulla di troppo serio, ma comunque degno di essere riferito. Sarà giusto una piccola carrellata di curiosità: momenti di ordinaria editoria. So che vi piace guardare questa gente che ha soldi a palate e ha conquistato da decenni delle posizioni praticamente di monopolio… e che riesce a demolire tutto solo perché non ha idea di cosa fare adesso!

Questi grandi capitani d’industria si difendono con la scusa che il mondo editoriale è cambiato troppo in fretta e in pochi anni le grandi aziende non riescono a cambiare modello di business e approccio all’uso dei nuovi media e di nuove modalità di vendita. Tutto ciò nonostante si parli di come usare internet nel modo giusto da almeno 15 anni e sia chiaro da almeno 10 anni che il modello pubblicitario tradizionale, PUSH, sia ormai al tramonto (escluse campagne colossali, lì funziona ancora). E nonostante fosse chiaro l’andazzo sul digitale in editoria almeno dal 2007, motivo per cui me ne interessai già nel 2008.

Ma d’altronde l’editoria è serious business, è troppo complessa, non può mutare in una decina di anni: le nazioni ribaltate con decine di milioni di morti ed economie di guerra create da zero nei pochi anni di una Guerra Mondiale sono bazzecole insignificanti, non sono certo cose complesse come un mutamento aziendale in editoria!
Osservare le peripezie degli editori italiani, soprattutto i grossi, soddisfa lo stesso bisogno che soddisfaceva Il Grande Fratello: nell’ammirare la colossale idiozia altrui, capendo di esserne ben lontani, ci si inorgoglisce di sé stessi. ^_^

orig-8843981Cominciamo con la bizzarra vicenda riportata da Lettere Animate.

Tutto inizia circa 1 mese fa quando la Newton Compton contatta la nostra autrice Elena Cecconi mostrando interesse verso la sua pubblicazione che da più di 1 mese era nella top100 di Amazon.it. Il primo contatto la Newton lo ha avuto direttamente con l’autore (qui già i nostri dubbi sono cresciuti).
La nostra autrice ha risposto dicendo di contattare noi (Lettere Animate) per avere un confronto tecnico e capire bene la situazione.
Attenzione bisogna mettere in chiaro che dai nostri contratti si può uscire in qualsiasi momento senza penale di alcun tipo, questo significa che Elena ha chiesto consiglio a noi perché si fida di noi.
Ovviamente la Newton sparisce nel nulla. Passa circa un altro mese e noi usciamo con il secondo libro di Elena Cecconi ossia Semplicemente Perfetta, anche questo sfonda tutte le classifiche su Amazon.it e Itunes entrando anche nella top10. Ovviamente la Newton torna a bussare. Torna a bussare però sia a noi (Lettere Animate) che a Elena.
A noi ci scrive che sono interessati a fare un’offerta per il testo e ci chiedono il file PDF affermando che ci avrebbero contattato la settimana seguente per parlare.
Benissimo, rispondiamo noi, attendiamo la vostra proposta. Dopo qualche giorno di silenzio scriviamo alla responsabile della Newton chiedendo se potevamo sentirci per parlare dei libri di Elena e anche di altre nostre pubblicazioni. La loro riposta è la seguente: Stiamo ancora vagliando l’ipotesi è prematuro sentirci. Benissimo…
Passa qualche giorno e la Newton cosa decide di fare?
Invia un contratto di Edizione a Elena Cecconi all’interno del quale pongono una clausola che, per poter pubblicare con loro, Elena avrebbe dovuto risolvere il contratto con noi, più un’infinità di clausole che reputarle sciocche e avvilenti per lo scrittore è poco…
Quindi non solo non hanno fatto nessuna offerta economica né a noi né a Elena, ma ci hanno interamente presi per i fondelli. Così lavora l’editoria italiana e grazie ma ne facciamo volentieri a meno… ora andate a piangere per la crisi.
Ah! La risposta di Elena Cecconi è stata: No, Grazie!

Pure la Newton Compton casca in certe cazzate da editoria tradizionale?
È un peccato perché sul digitale è una delle migliori case editrici “importanti” a livello di comprensione di come sfruttarlo e di prezzi (ne abbiamo già parlato in passato di come stia scavalcando tanti Grossi Editori). Questa storia qua sarà vera? Sarà falsa? Non lo so, a me suona vera sapendo qualcosa di come lavorano a cazzo di cane editori e agenzie letterarie, ma potete chiedere a Newton Compton e a Lettere Animate per maggiore sicurezza.

Aggiungo solo che l’indicazione del “senza penale” di cui si parla è legata al fatto che, pare, Newton Compton metta penali (ho sentito da diecimila euro in su) a chi la molla per poter scrivere anche con altri editori: hanno contratti in cui, in pratica, si vende l’anima e si diviene loro proprietà esclusiva per anni e anni. L’opposto della filosofia di Vaporteppa e di tanti piccoli editori.

Triste? Mai quanto questo editoriale apparso su Writers Magazine Italia n°39:

L’editoriale
Ne ho parlato varie volte su questa rivista, l’ho scritto anche sul forum, ma a quanto pare molti non hanno ancora chiara una cosa: le tante iniziative antologiche, i contest letterari, le opportunità che diamo agli autori di farsi leggere e magari pubblicare, sono tutti lavori che costano tempo e denaro. Non piovono dal cielo, per grazia ricevuta.
E dunque, per poter sostenere questi costi, garantendo la continutà a tutte le nostre iniziative, non possiamo evitare di vendere gli abbonamenti alla WMI, senza i quali tutta l’impalcatura di Delos Books è destinata a crollare.
Eppure, molti ci scrivono dicendo che non hanno più bisogno dell’abbonamento alla rivista. Ci ringraziano, magari, per le tante cose che gli abbiamo insegnato, ma poi si giustificano asserendo che loro non hanno più bisogno della WMI, perché ormai sanno già tutto sulla scrittura, e dunque possono evitare di acquistarla.
Ma come, dico io? E i racconti, le interviste, le recensioni e tutto ciò che fa della WMI non solo una rivista di tecnica ma anche un vero e proprio magazine
letterario? Queste cose non interessano a nessuno? E se è così, allora perché proprio chi ci dice che non si abbona più alla rivista perché non ne ha bisogno, è il primo a mandarci racconti da pubblicare? Per chi dovremmo pubblicarli, se tutti hanno deciso che è inutile abbonarsi e leggere la WMI?
Io continuo a non capire…
Franco Forte

Franco Forte si occupa dal 2011 anche delle uscite da edicola Mondadori, come Urania e Segretissimo. Dal 2012 offre la pubblicazione di racconti italiani di fantascienza in coda agli Urania e di azione in coda a Segretissimo, a patto che chi li mandi sia abbonato a Writers Magazine Italia. Per chi non lo sa, è la rivista di cui è direttore ed è legata all’associazione Delos Books di cui è uno dei fondatori e all’omonima casa editrice di cui è uno dei proprietari.
All’inizio quello dell’abbonamento a WMI era solo una corsia privilegiata per la selezione, e si premunivano proprio di dirlo per non far sembrare la cosa come se fosse troppo “sporca”, ma successivamente la possibilità di pubblicare si è ristretta ai soli abbonati. Qui potete vedere come funziona. Un leggerissimo conflitto di interessi, roba che neppure Silvio Berlusconi avrebbe osato, però neppure questo magna-magna è bastato a garantire i numeri adatti alla sopravvivenza di WMI, pare… ^_^

La formula del “comprate perché magari in futuro ci saranno racconti vostri e se tutti gli aspiranti autori comprano la rivista questa rimane in piedi” è di una rara tristezza, perché si basa sul modello di business di certe antologie in cui lo scopo è vendere 5-10 copie a ogni autore coinvolto. Così le 200 copie di tiratura vanno via. Si fa da decenni, forse dall’Ottocento… Peccato che così nessun vero lettore viene raggiunto dai racconti: solo gente a cui nulla frega degli altri, ma solo del proprio. Editoria a pagamento camuffata. Va bene che un autore compri la rivista su cui ritiene onorevole trovarsi, ma non devono essere gli autori a determinare il business: il 99% dei lettori dovrebbero essere di vero pubblico che vuole leggere quei racconti e quella rivista senza secondi fini!

L’apoteosi della tristezza per un sistema simile sarebbe fare antologie di microracconti per coinvolgere 300+ autori a cui far vendere copie agli amici e… ops, lo hanno già fatto! Più volte, sotto la direzione sempre di Franco Forte con le antologie dei 365 racconti! Grandi. Sinceramente, è così palese il meccanismo che io mi sarei vergognato troppo per pensarlo, figurarsi concepire di metterlo in atto: respect per Delos! Respect per Forte, che ci dimostra continuamente cosa significhi essere un navigato esperto dell’editoria!

Rimanendo a tema Delos avevo sorriso per la leggera strizzata d’occhio allo Steampunk che c’era stata con la copertina di un romanzo dedicato a Holmes e Watson,  quasi due anni fa. Copertina accettabile, ma si vede bene perché l’hanno scelta al posto di quella originale, e nulla di male nell’averlo fatto:

Tollerabile.

Tollerabile.

Mentre rimango perplesso per la deriva successiva della collana, per esempio se confronto le due copertine dell’edizione originale e dell’italiana in questo caso:

Dei seri dubbi cominciano a porsi...

Dei seri dubbi cominciano a porsi…

Ma ciò che mi lascia più perplesso è quella dell’originale italiano di Martinelli (possibile che siano DAVVERO nella storia e siano vestite così? Ne dubito!):

Due travoni steampunk.Seriamente, perché?

Due travoni steampunk.
Seriamente, perché?

Seriamente, perché?
Seriamente.
Perché?

Passiamo a Licia Troisi, la musa del fantatrash di qualità senza cui non avremmo avuto Gamberi Fantasy, visto che proprio le sue Cronache del Mondo Emerso (rilette) furono l’ultimo schiaffo in faccia alla buona narrativa fantastica che scatenò l’ira funesta di Gamberetta. Schiaffo che ormai ricordiamo come un buffetto affettuoso, in confronto al pestaggio in massa con tanto di  tubo del compressore schiaffato in culo che l’editoria italiana riservò negli anni successivi alla narrativa fantastica.

Come saprete Licia ha sfornato un nuovo libro su Nihal, che presenterà a Lucca Comics & Games.  La fama di Licia Troisi si sta riducendo, il suo pubblico invecchia, i ricambi non sono abbastanza e i bei tempi delle piramidi da 50+ copie sono finiti. O almeno non li vedo da un bel po’. Un declino iniziato con la Ragazza Drago, subdolo e non chiaro, confermato poi da Nashira e ormai evidente con Pandora.

Il ritorno di Nihal pare un tentativo di riesumare l’eroina che ha ricevuto il maggiore gradimento e riportare i vecchi fan a comprare. I volumi delle Cronache sono anche quelli che si trovano ovunque, pure quando manca quasi tutto il resto delle opere della Troisi, e danno proprio l’idea di essere il longseller insuperabile del corpus troisiano (quello insomma che nel XXII secolo studieremo nei licei al posto di Manzoni e di Pirandello). Sulla pagina dedicatole da Lucca Comics & Games c’è qualche informazione in più sul nuovo libro:

Per celebrare il decennale dell’esordio di Licia Troisi, in anteprima a Lucca Comics & Games, Mondadori presenterà Le storie perdute, il volume spin off delle Cronache del Mondo Emerso, in cui rivive Nihal, la protagonista più amata, l’immagine simbolo dell’autrice fantasy italiana per antonomasia.

Ne Le storie perdute l’eco delle gesta di Nihal è giunta così lontano che una notte un misterioso cantastorie si presenta a una locanda con tre storie da raccontare, storie segrete che nessuno ha mai ascoltato. È così che gli avventori della locanda scoprono come sono morti i genitori naturali di Nihal, come l’eroina è scomparsa dopo aver sconfitto le armate del Tiranno, e infine l’ultima, sconvolgente storia che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.

Nel caso di Licia Troisi è facile capire che c’è stato un declino. Per chi non ha memoria (caratteristica degli italiani che i partiti adorano) voglio ricordare che un tempo, nel 2007-2009, un po’ mi pare ancora nel 2010, i libri di Licia Troisi dominavano l’area fantasy, occupando in alcune librerie da un terzo alla metà di tutto lo spazio disponibile (più le piramidi delle novità), una copertura a scaffale che non riesce nemmeno ai volumi di Game of Thrones oggi, Ulteriore prova è, basandosi sul suo tipo di pubblico (adolescenti e adulti che adorano l’idea di interagire con l’autrice amata), che i commenti nel suo blog sono crollati.

Ecco tutto lo spazio rimasto alle opere di Licia Troisi in area Fantasy e Fantascienza, alla Feltrinelli Village di Orio Center: 12-15% scarso dello spazio totale. Anni fa toccava il 40-50% più le piramidi di copie a terra.

Ecco tutto lo spazio rimasto alle opere di Licia Troisi in area Fantasy e Fantascienza (esclusi vampiri, horror e distopie alla Divergent o Hunger Games, tutte dall’altro lato del mobile), alla Feltrinelli Village di Orio Center: 12-15% scarso dello spazio totale. Anni fa toccava il 40-50% più le piramidi di copie a terra. Appena 3 copie di Pandora

I commenti di un blog non sono in generale un buon parametro per capire le visite. D’altronde in generale non c’è nulla che funzioni sempre, le eccezioni e il caso particolare sono parte normale di ogni sistema. Chi si occupa di scrittura (o di ornitorinchi) lo sa, difficilmente una regola importante è sempre valida applicandola alla cieca. Così vale pure per i commenti e le visite: ci sono blog come il mio che possono fare il doppio di visite in un periodo e non avere un aumento di rilievo di commenti perché sono puntati alla pura informazione con stimolo alla partecipazione ridotto al minimo, e poi ci sono anche blog come quello di Licia in cui la partecipazioni degli utenti è un valido indicatore supplementare dell’andamento della popolarità dell’autrice.

Con Licia il crollo è netto: dall’Età dell’Oro, prendiamo a esempio il 2009, con almeno 30 commenti ad articolo, i 100 superati una volta sì e una no e vari articoli sopra i 200 o 300 commenti, siamo passati al momento attuale in cui 20 commenti su un post nuovo sono “tanti” e tipicamente si gira al di sotto dei 10. E questo crollo segue la riduzione dei suoi spazi in libreria, indicatore spicciolo del suo successo editoriale. Correlazione senza rapporto? Se vi rassicura pensarla così, fate pure.

Guardiamo ai commenti nei negozi, vecchio indice del successo reale di Licia.
Ricordate le decine e decine di commenti in poche settimane per le opere di Licia Troisi, che alla fine superavano il centinaio (e toccavano le centinaia…) sui titoli storici su IBS? Bei tempi quelli. Tanti commenti fake e tanta gente che dava addosso a Licia, ok, ma anche tantissimi commenti (sgrammaticati, spesso) di lettori onestamente entusiasti. Mi piaceva leggerli perché mettevano quella triste allegria che chi non conosceva il piccolo mondo incestuoso del Fantasy italiano cercava nel Grande Fratello, come spiegato prima: ammirare il declino dell’umanità, spruzzato da un’idea di irreversibilità, faceva sentire più intelligenti.

Come va ora coi commenti?
Malissimo. Pandora da maggio a oggi ha racimolato solo 3 commenti su IBS e 15 su Amazon, ed è un titolo di punta del fantasy per Mondadori. Il tenore dei commenti di chi si dichiara fan di Licia Troisi, quindi non “criticoni generici” ma “fan delusi”, non aiuta a sentirsi ottimisti per la Regina del Fantasy (cit.) italiano:

Giulia (26-08-2014)
Parto dicendo che sono una grande lettrice di fantasy e che Licia Troisi è la mia scrittrice preferita perchè sono stata “iniziata” a questo genere proprio con “Il mondo Emerso” e conseguentemente con “I dannati di Malva”. Non credo di esagerare dicendo che i nove libri de “Il mondo Emerso” rappresentano alcuni dei pilastri del fantasy italiano. Ebbene, circa tre giorni fa sono andata in libreria piena di aspettative e, trovando “Pandora” su di uno scaffale, l’ho subito comprato. Leggendo la trama mi è sembrato che l’idea assomigliasse al genere di Rick Riordan e ad una sua serie (The Kane Chronicles), ma all’inizio ci sono passata sopra, dicendomi che la Troisi si sarebbe sicuramente distaccata dai libri di Riordan. Ho notato con orrore (e non esagero dicendo orrore) che il mondo di demoni maligni di Sam e Pam è reso invisibile agli umani (una volta si e una no) da una barriera magica (molto simile a quella di Percy Jackson)e di cui non si capisce l’origine. Il romanzo è scontato, senza spessore, mi è sembrato opera di un neoscrittore neppure tanto bravo (e Licia Troisi è ben lontana dall’esserlo). La storia parte subito, senza neanche un prologo decente. Sono rimasta davvero molto delusa, il libro non merita, secondo me, neppure l’uno (che è il voto minimo). Non lo consiglio. Ci sono fantasy più avvincenti e soprattutto SCRITTI MEGLIo. Spero con tutto il cuore che Licia Troisi ricominci a creare sogni con tutto l’amore che era capace di infondere nei libri, nella storia e soprattutto nei suoi personaggi, perchè senza di lei e i suoi racconti (quelli riusciti)la mia adolescenza non sarebbe stata la stessa.
Voto: 1 / 5

2.0 su 5 stelle Boh…., 19 maggio 2014
Di Stefano

Ho letto tutti i libri della Troisi, ma questo io l’ho trovato abbastanza noioso. i due protagonisti si fanno aiutare da due studiosi e incredibilmente non sbagliano mai un’intuizione o soluzione che si presentano durante la storia.
A mio parere la storia è piatta, sanno cosa fare e lo fanno – Da A a B senza sbagliare un colpo. Ok ci sono dei combattimenti contro il nemico di turno ma….anche quelli quasi senza problemi (o con botte di fortuna).
L’unico personaggio che mi interessava scoprirne la storia si è visto poche volte e basta…..
Teoricamente ci sono 5 nemici in questa storia e in tutto il libro se ne affrontano 2 ( o uno dipende come lo interpretate) di conseguenza ci saranno minimo altri 2 libri…….ma con questo la Troisi mi ha deluso.

2.0 su 5 stelle Così così, 28 luglio 2014
Di Helena B.

Leggo da anni i romanzi di Licia ed ho amato quasi tutte le sue storie ma Pandora non è riuscito a conquistarmi.
Ho trovato che la storia fosse piatta, già vista e per la prima volta non sono riuscita ad immedesimarmi nella protagonista.
Unica vera nota di merito: lo scontro finale (che finale non è, dato che questa è una saga) narrato magistralmente tanto da far immergere totalmente il lettore nella scena.
Non so…certo è carino, ma Licia…puoi fare di meglio!
Spero che il secondo volume sia più convincente di questo.

Perfino tra chi dà 4 stelline si arriva a dire di averle date in eccesso, come Alice (di cui riporto solo l’inizio e la fine, nel mezzo criticava il linguaggio arcaico in Pandora):

Mi sono tenuta di manica larga con le stelline, perchè in fondo non è male, è carino e mi ha tenuta attaccata al libro.
[…]
E poi ho trovato una mancanza di battute divertenti per sdrammatizzare… qualcuna c’è, solo che non ride nessuno, neanche i personaggi…
Non dico che mi aspettassi di più, perchè la Troisi ha provato a cambiare genere completamente, quindi A for the effort, però spero che nei libri successivi si rifaccia ;)

Non va molto meglio con I Regni di Nashira, volume 3, che disponendo del doppio del tempo di Pandora ha ottenuto solo il doppio dei commenti (5 contro 3 su IBS, 28 contro 15 su Amazon). In più anche qui, perfino nei voti positivi, si possono notare i primi segni di fastidio o sfiducia:

3.0 su 5 stelle Da leggere, 26 dicembre 2013
Di Elena

Non è uno dei migliori prodotti dell’autrice. La storia, che nei due precedenti capitoli era davvero originale e avvincente, comincia a farsi un po’ scontata e costellata di troppe coincidenze affrettate. Rimangono comunque molto intense le caratterizzazioni dei personaggi e bellissimo il finale (seppur annunciato in modo così plateale dal titolo) che da’ un’idea dell’importanza di una vita spesa non solo per se stessi. Da leggere

Rendiamoci conto che questi non sono numeri accettabili per dei romanzi fantasy di un’autrice così famosa. Posso sostenerlo facilmente dando i numeri di Vaporteppa: mentre Nashira 3 collezionava 28 commenti da fine ottobre 2013 e Pandora 15 commenti da inizio maggio 2014, Caligo riceveva 28 commenti da metà giugno, Gli Dei di Mosca 12 commenti da aprile e Puttana da Guerra 11 commenti da metà luglio. Vaporteppa che è il nulla rispetto a Mondadori e che propone autori che sono pressoché privi di una base di pubblico se facciamo il paragone con Licia Troisi, compete per numero di commenti. Se ormai le opere di Licia Troisi stanno messe così, è evidente che il tracollo si sta avvicinando: si potrà fermare con un ritorno al passato?

Panettona è una giovane metallara presa in giro da compagni di classe per motivi ignoti al suo QI a due cifre. Un giorno Sam la convince che non deve scaricare la rabbia facendosi i tagli, è Emo, deve fare qualcosa di Metal. Pan pubblica sulla bacheca della scuola un annuncio "Ragazza metal cerca ragazza emo per riempirla di botte". È l'inizio di una splendida amicizia.

Panettona è una giovane metallara presa in giro da compagni di classe per motivi ignoti al suo QI a due cifre. Un giorno Sam la convince che non deve scaricare la rabbia facendosi i tagli, è Emo, deve fare qualcosa di Metal. Pan pubblica sulla bacheca della scuola un annuncio “Ragazza metal cerca ragazza emo per riempirla di botte”. È l’inizio di una splendida amicizia.

Cosa è accaduto però con l’annuncio del nuovo romanzo su Nihal?
Sarà stata una manovra vincente? I commenti nel blog sono rimasti bassi, ma come detto non è l’unico parametro: le condivisioni sono salite alle stelle! Sono arrivate a ben 679 su Facebook, mentre scrivo, per l’articolo “E Nihal era tornata” (in cui mostra la copertina del nuovo romanzo) e a 739 per “NICDAP Rivelato” (quello del primo settembre in cui annunciò il nuovo romanzo). Consideriamo anche che tipicamente la Troisi ottiene 15-35 condivisioni con gli articoli normali, raggiunse 102 con l’articolo per il giorno di uscita di Pandora e e fece solo 46 con l’annuncio della copertina de I Regni di Nashira 3, romanzo che presentò al Lucca Comics 2013, proprio come questo di Nihal sarà presentato in questa edizione! Un misero 46 contro l’attuale 679, direi che qualcosa ci possa pure suggerire sulla popolarità della serie Nashira… e su quella di Nihal.

E cosa pensano i fan riguardo a Pandora, il romanzo apparso subito prima della corsa per riproporre Nihal?
Qualche commento su Pandora lo troviamo sullo storico Forum dei sostenitori di Licia Troisi:

Mah… sarò sincera. Non nego che licia è stata importante nella mia adolescenza ma già dopo le guerre avevo notato il suo, secondo me, maggior difetto: fa sempre le stesse cose, anche se ultimamente sta cercando di mascherarle con altri mondi fantasy (nashira) o altri generi (il detto pandora appunto).
Non so, sono l’unica a pensarlo? Ho letto una sua intervista e lei stessa ha affermato che anche qui la protagonista femminile sarà forte e prevarrà emotivamente e fisicamente sul solito amico maschio. Anche qui pare esserci un destino prefissato, una missione da compiere… non so. Non dico che non possa essere un bel libro, anzi, ma tutte queste trame solo a me sembrano ridondanti? D:

Sembrano trame parecchio riciclate anche a me…

Io sono d’accordo su tutto con Arte, infatti ho abbandonato la saga di Nashira a metà…quindi prima di comprare Pandora mi piacerebbe avere dei pareri, qualcuno l’ha già letto?

Devo dire che mi trovo d’accordo; premetto che il libro l’ho letto (negli ultimi mesi sono stata un po’ presa da una cosina chiamata LAUREA, che mi ha leggermente estraniata dal mondo) ma diciamo che il problema principale che trovo in questo tipo di libri è che tendono ad essere (non solo quelli di Licia, ma tutto il genere young adult) piuttosto ripetitivi in stilemi e idee.
Mi manca la novità, quel “un altro capitolo e poi basta” che mi faceva andare avanti anche di 100 pagine prima di addormentarmi. Se lo trovo mi innamoro follemente dell’autore, ma sta diventando più difficile ho notato…. Per Licia compresa purtroppo :(

Riuscirà Licia Troisi a risollevarsi con il ritorno di Nihal, quasi al livello di Doyle costretto a riportare Holmes? Solo che quelle su Holmes erano storie interessanti, Nihal invece ci ha lasciato un ricordo di demenza suppurata in salsa di vomito di capra…
Lo scopriremo nei prossimi mesi!

Io leggerò le nuove avventure di Nihal e spero di riuscire a vedere la Troisi al Lucca Comics (non ho ancora controllato quando lo presenterà), d’altronde io sono uno dei suo i più grandi fan! ^__^ Chissà se anche Gamberetta le leggerà e ne parlerà per Natale!

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

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27 comments

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  1. Angra

    Niente niente la strada del Urban Fantasy era intesa come una tappa verso il Mainstream, per scappare alla chetichella da quel pantano tossico in cui hanno trasformato il fantasy? Ora l’idea di recuperare le fan di Nihal (che adesso saranno impegnate col problema di trovare una babysitter e altre questioni pratiche) sembra davvero l’ultima spiaggia.

    Bellissima la storia di Newton. Sarà vera? Sarà falsa? Se penso che si sono fatti rifilare La Profezia di Arsalon solo perché era un’agente famosa a spingerglielo tra i denti, sono propenso a crederci ^__^

  2. Daniele

    La faccenda della Newton mi agghiaccia assai – una casa che mi ha permesso di leggere vagonate di roba classica a prezzi da caramelle, mi ha salvato dalla noia quand’ero ragazzino e con pochi spicci (ora ho un po’ più di spicci, per lo meno)…
    Sulla Troisi che sembra perdere colpi… non vorrei sembrare invidioso, sono ancora scarso a scrivere e non riuscirei a riempire 100 pagine nemmeno con l’immondizia, ma forse dovrebbe ampliare i suoi orizzonti. E anche i suoi fan che la criticano, dovrebbero farlo: l’idea della Foschia che occulta i mostri agli occhi dei mortali privi di poteri non era nuovissima nemmeno quando l’ha usata Rick Riordan. È un’idea graziosa e se la usi bene è ok, ma non puoi sperare che basti a far quadrare la credibilità di un mondo urban fantasy da sola.

  3. Zweilawyer

    Mi hai riportato alla mente gli anni d’oro del fantatrash, le farneticazioni di Franco Forte, il nostro amore non consumato allo Steampunk di Cittadella…

  4. MattoMatteo

    I volumi delle Cronache… danno proprio l’idea di essere il longseller insuperabile del corpus troisiano (quello insomma che nel XXII secolo studieremo nei licei al posto di Manzoni e di Pirandello).

    Duca, spero vivamente di no… la scuola italiana stà già male di suo, ma una cosa del genere equivarrebbe ad un seppuku fatto con un coltello a lama seghettata e arrugginita!

    Sulla Troisi che sembra perdere colpi… non vorrei sembrare invidioso, sono ancora scarso a scrivere e non riuscirei a riempire 100 pagine nemmeno con l’immondizia, ma forse dovrebbe ampliare i suoi orizzonti.

    Daniele, la differenza tra lei e noi due è questa: noi scriviamo male, ma almeno ce ne rendiamo conto da soli, e siamo comunque in grado di giudicare se un romanzo è scritto bene o male… la Troisi, pur scrivendo male (meglio di noi, ma sempre male, rispetto ai veri autori), grazie alla pubblicità della Mondadori ha avuto un sacco di lettori, per cui si è seriamente convinta di scrivere bene (e, peggio ancora, di non aver bisogno di migliorare)!
    E’ un fenomeno presente anche in America, soprattutto in ambito “teen-love-fantasy” (termine coniato da me per indicare tutti quei libri, figli della saga di “Twilight”, incentrati su una tormentata storia d’amore tra due giovani, uno o entrambi dei quali è una creatura sovrannaturale).

  5. Christian

    Trovo spassosa la timidezza con cui questi fan scrivono loro malgrado che le opere della Troisi sono deludenti. Quasi a temere il reato di lesa maestà

  6. Il Duca di Baionette

    In fondo è anche l’autrice che a loro piaceva, e sanno che ogni tanto passava lì a leggere (anni fa frequentava, saltuariamente, ora non so), è comprensibile se non vogliono essere troppo duri…

  7. Chris

    Non so se sia per lo sguardo settoriale sul genere, ma questa presenza della Troisi al Lucca Comics è celebrato manco fosse l’apparizione della madonna a Medjugorie

  8. Clio

    Quando ho visto l’ultima fatica troisiana con la combo Licia+Metal=Romanzo la mia reazione è stata questa. Ti prego, dimmi che non si taglia. La metallara Emo sarebbe un mix troppo trash, poi sarei costretta a comprare il libro e farne coriandoli per il prossimo concerto dei Raubtier.
    (Peraltro, ma quest’idea che i metallari sono maltrattati a scuola, reietti della società ecc., da dove viene?)

    La Newton Compton era la stessa che aveva pubblicato Brian d’Ormone Inquieto nella Terra dei Pornodemoni. Chapeau.
    Peraltro una perla edita Mondadori è Terra Ignota. All’IBS ne comprai una copia a metà prezzo… AUTOGRAFATA. Il che vuol dire che il buon Santoni (che, caro Zwei, NON E’ DI FIRENZE, ma di Montevarchi, in provincia d’Arezzo, morfonditi e vergognati) non è riuscito a smerciare nemmeno le 15 copie portate per la presentazione. Vale la pena leggere quel libro. E’ un compendio di tutto quello che si può sbagliare non slo nel Fantasy, ma nella Narrativa in senso lato. Tutto, dalla trama alla punteggiatura, è sbagliato. Il fatto che abbia venduto zero è rassicurante.

  9. Angra

    @Clio: tempo fa era abbastanza di moda fra gli editor lamentarsi pubblicamente di quanto fossero idioti, vanitosi, supponenti e incapaci gli autori in cerca di pubblicazione e, per carità, è probabile che questi impeccabili professionisti dell’editoria avessero ragione da vendere. Poi ti accorgi che uno di questi che spalano merda sugli aspiranti autori che gli rendono impossibile l’esistenza è proprio lui, quello che ha “scoperto”, editato e portato in libreria Coso-là di Boscocoso… Ok, quanto ha venduto, 10.000 copie? Diciamo pure che hai fatto bene a pubblicarlo, ma abbi il buongusto di stare zitto, e non ti lamentare poi se migliaia di ritardati vogliono diventare famosi come il Coso Ghirardi.

  10. rollom839

    Bene, la Signora delle Lacrime Fantasy si sta avviando sul viale del tramonto.
    Speriamo che questa possa essere l’occasione per quegli autori ignorati dalle case e iditrici, di ri-emergere, dopo dieci anni di monopolio di Troisi & co.

  11. Romestamo

    Per prima cosa le faccio i complimenti per il bell’articolo. Studio economia e ormai ho finito le lacrime per come stà andando il mondo in generale… veramente preoccupante il settore dell’editoria, forse è uno die peggiori… ma non voglio entrare in discorsi politici in quanto rischierei di andare fuori tema (e di arrabbiarmi) -.-‘ ahahah
    Da poco mi sono avvicinato al Fantasy, con ovviamente il favoloso mondo di Tolkien, poi ho letto molti altri come Robert Jordan, G.R.R. Martin, Troisi ecc… L’avvento della Troisi ha effetti positivi e negativi, innanzitutto ha avvicinato adolescenti al fantasy e alla lettura che non è poco (peccato che scrive male!!). Per quanto riguarda gli effetti negativi, a mio parere, ne ha avuti molti, per esempio ha bloccato altri autori italiani che meritavano di più, viene premiata la banalità e le inesattezze della storia, scene inutili per allungare la minestra, personaggi invincibili che nelle trilogie dopo diventano depressi-genitori infimi (ovviamente sto scherzando) ecc… che possono anche allontanare dal genere Fantasy, o meglio, se la Troisi è la più venduta in Italia (lo è?????) e la storia ha un sacco di punti insensati perché devo leggere altro dello stesso genere?! mi leggo Dan Brown e festa finita D:
    Nell’articolo ti sei dimenticato che il primo libro delle cronache del mondo emerso è uscito in inglese, formato kindle alla modica cifra di 9$ -.-‘ 17 commenti su amazon e questi sono quelli negativi http://www.amazon.com/Nihal-Land-Wind-Chronicles-Overworld-ebook/product-reviews/B00JBSBFV0/ref=cm_cr_pr_hist_2?ie=UTF8&filterBy=addTwoStar&showViewpoints=0&sortBy=bySubmissionDateDescending
    9 hanno dato 5 stelle, penso siano i fan di Paolini che, avendo letto i libri, scrive molto peggio della Troisi ( ma non male quanto me xD)… Ovviamente sono vicino all’editoria e spero che molte aziende superino la crisi, ci sono persone che rischiano di perdere il lavoro e stare a casa senza soldi cosa che ce la dimentichiamo spesso (vedi incaxxature anti-Armenia) , però nei periodi di crisi che si vede inventiva negli imprenditori ed è proprio questa che è un ancora di salvezza. Ora mi domando, nell’editoria, c’è quest’ancora di salvezza?!

  12. Il Duca di Baionette

    Ciao.

    L’avvento della Troisi ha effetti positivi e negativi, innanzitutto ha avvicinato adolescenti al fantasy e alla lettura che non è poco (peccato che scrive male!!).

    Questo è un luogo comune che fa parte del marketing Mondadori. È meglio non ripeterlo, anche se lo si fa per scherzo, perché è difficile sradicarlo e la gente finisce per crederci…

    Non esiste alcuna prova a favore, anzi, il recente Rapporto 2014 sullo stato dell’editoria a cura di Peresson indica un calo di lettori proprio in corrispondenza di quel target, proprio sugli anni del boom troisi-e-company.
    I luoghi comuni creati dalla propaganda non vanno diffusi. Quando qualcuno presenta questo luogo comune bisogna chiedergli: hai prove che dimostrino come i non-lettori o lettori deboli siano divenuti medi/forti lettori successivamente alla lettura dei libri della troisi? Vedrai che, guarda caso, non le avrà mai. ^_^

    Parlando semplicemente a numeri la Troisi ha venduto di sicuro oltre un milione di copie in Italia già da alcuni anni. Se anche solo ogni nuovo lettore avesse comprato un solo altro libro, i dati di lettura e di fatturato editoriale sui rapporti dell’editoria (e nella ricerca Istat 2007) sarebbero drammaticamente diversi.
    Non esiste alcuna variazione positiva che porti a sospettare una sua incidenza benefica, mentre tutti i valori Istat/Nielsen di rilievo pubblicati in questi anni indicano seri motivi di sospettare un effetto dannoso.

    che possono anche allontanare dal genere Fantasy, o meglio, se la Troisi è la più venduta in Italia (lo è?????) e la storia ha un sacco di punti insensati perché devo leggere altro dello stesso genere?! mi leggo Dan Brown e festa finita D:

    O anche nessun libro più. ^_^

    Nell’articolo ti sei dimenticato che il primo libro delle cronache del mondo emerso è uscito in inglese

    Se ne era già parlato. L’elemento più interessante è che nessun editore lo ha voluto, Mondadori ha dovuto tradurselo e venderlo da sé. Per un best seller simile è uno smacco enorme, significa che gli editori USA hanno ritenuto che il successo in Italia sia un caso non legato a punti di forza dell’opera… come diceva la Troisi, solo “fortuna”.
    Il secondo elemento interessante, che mi segnalava Marco Viviani in privato, sono le recensioni online con molti elementi negativi, e critiche perfino quando nell’insieme sono positive, in cui spesso il tono si mitiga attribuendo i problemi indicati alla traduzione in sé. Sfortunatamente no, la traduzione era molto fedele. ^___^

    Ora mi domando, nell’editoria, c’è quest’ancora di salvezza?!

    Ne dubito. ^_^
    Ciò che ha portato la nostra editoria alla crisi era proprio il rifiuto al cambiamento e la mancanza di qualsiasi capacità di problem solving e adattamento dei cosiddetti “professionisti” del settore. Non ragionavano nemmeno pensando al guadagno, come testimoniato anche da un ex-direttore editoriale di una piccola CE molto famosa. Ci torneremo su un prossimo articolo.

  13. Romestamo

    grazie per la risposta, mi ha fatto davvero piacere ^_^, hai ragione, seppur logiche sono andato dietro a dicerie e quindi l’unico punto favorevole che sostenevo è stato sradicato ahahah

    O anche nessun libro più. ^_^

    OT: speriamo di no, già quelli della nuova generazione stanno diventando delle capre!!!

    Ne dubito. ^_^
    Ciò che ha portato la nostra editoria alla crisi era proprio il rifiuto al cambiamento e la mancanza di qualsiasi capacità di problem solving e adattamento dei cosiddetti “professionisti” del settore. Non ragionavano nemmeno pensando al guadagno, come testimoniato anche da un ex-direttore editoriale di una piccola CE molto famosa. Ci torneremo su un prossimo articolo.

    quoto tutto, allora rimango in attesa del prossimo articolo!!

    p.s: il nuovo libro della Troisi, che è la solita antologia-puttanata stile il cavaliere dei sette regni (ironia time: solo che Martin scrive soltanto un po’ meglio), costa 17 euro su Amazon, ovviamente in copertina flessibile ed è di 300 pagine… non è un costo un po’ esagerato?! visto che i libri piccoli del trono di spade costano 9 euro circa e sono del solito formato e con più pagine (e in più vengono da una traduzione quindi hanno costi più elevati)?! mi sa tanto di spenniamo il pollo (in questo caso i polli) prima che moia, ragionamento che tornerebbe con l’andamento catastrofico, rispetto ai libri precedenti, di Pandora!!!

  14. rollom839

    “Parlando semplicemente a numeri, La Troisi
    ha venduto di sicuro oltre un milione di copie in Italia già da alcuni anni.

    Ricordo un articolo del mensile “Grazia” (edito dalla Mondadori, ma guarda un po’), di qualche anno fa che la riguardava e diceva tra l’altro, che aveva venduto finora con i suoi libri, 3 milioni e 500 mila copie. Ho pensato: «veramente»? Potenza del Marketing.

  15. Il Duca di Baionette

    il nuovo libro della Troisi, che è la solita antologia-puttanata stile il cavaliere dei sette regni (ironia time: solo che Martin scrive soltanto un po’ meglio), costa 17 euro su Amazon, ovviamente in copertina flessibile ed è di 300 pagine… non è un costo un po’ esagerato?! visto che i libri piccoli del trono di spade costano 9 euro circa e sono del solito formato e con più pagine (e in più vengono da una traduzione quindi hanno costi più elevati)?!

    Qui posso difendere Mondadori.
    I costi dei libri in hardcover, o in quelle brossure che sempre più spesso si fanno al posto degli hardcover (perché non hai una tipografia che possa fare la copertina rigida vera e perché costerebbe troppo anche se l’avessi, tipicamente per i piccoli e medio-piccoli editori è questo il motivo… nel caso dei Grossi è perché stanno sempre peggio e fanno economia sulla qualità fisica dei libri proprio come i piccoli), è così alto perché l’edizione “iniziale” deve pagare tutti i costi spalmati sulll’opera.
    L’economica arriva solo dopo, di norma se l’opera ha venduta abbastanza, con il prezzo che, dopo aver ripagato almeno una fetta importante delle spese, ci si può permettere di fare.

    In altri casi, nei libri come prodotto da edicola (riviste, a tutti gli effetti), stile Urania o Segretissimo, il prezzo è molto basso perché la tiratura è assicurata e il livello di vendite noto a priori con margine di errore tollerabile. Lì possono permettersi di fare super-economiche vendute a prezzo super-economico, una singola enorme tiratura per le edicole, senza rimetterci.

  16. rollom839

    I costi dei libri in hard cover e’ cosi’ alto, perche’ l’edizione “iniziale”
    deve pagare tutti i costi spalmati.

    Sarebbe meglio a questo punto, risparmiare, evitando di investire tempo e denaro in romanzi che vendono meno di centomila copie come nel caso di Troisi&co. Tanto scrive sempre lo stesso romanzo questo la Mondadori ancora non lo comprende e sta fallendo.

  17. Il Duca di Baionette

    Come già visto in altri articoli, creare a tavolino i best seller richiede investimenti in risorse scarse non economiche, oltre che investimenti in soldi. È possibile quindi averne solo un numero ridotto. Il resto del fatturato devono farli gli altri libri, perché c’è il resto del pubblico che quei best seller non li leggerà. E se Mondadori porta 20 titoli e basta in un anno per fare solo best seller sicuri, le quote di pubblico che dovrebbero andare sulle altre migliaia mancanti se le prende la concorrenza, così uno perde grosse quote di mercato, i nemici si potenziano e quando lo scoprono in borsa lo sodomizzano.

    In più, attualmente, pare che dai vecchi 100.000 ormai si consideri un best seller un’opera che vende 20-30mila copie… decrescita felice? ^__^”
    Stanno fallendo anche in ciò che un tempo sapevano fare. Il pubblico si è rotto le palle.

  18. Anonimo Qualsiasi

    Se torna Nihal, torna Gamberetta!

    Ripetetelo assieme a me, tipo io credo nelle fatine, funziona!

  19. Daniele

    Anonimo, temo che la prospettiva, più che far tornare Gamberetta, la farebbe fuggire in un’altra dimensione…

  20. Clio

    Il guaio della Troisi è che è inutile farla a tocchettini: tutti i suoi libri sono uguali. Ne recensisci uno, e gli stessi problemi sono uguali in tutti gli altri. La Licia nazionale è una monotona combinazione di totale ignoranza del genere, totale assenza di fantasia e totale incapacità nell’imparare da precedenti errori.
    Con lei è sempre la solita stanca zuppa…

  21. ElectroGolem

    La Troisi ha avuto successo perché ha scritto in un periodo in cui il fantasy andava di moda prima che altri autori italiani inondassero le librerie di opere simili, ma il numero di lettori giovani è in diminuzione, senza contare che i vecchi lettori crescendo diventano più consapevoli del livello della Troisi

    La Mondadori non riesce ad attrarre nuovi lettori e perde i vecchi, senza contare che ormai la letteratura non è più mainstream come una volta: ora i lettori sono più di nicchia, senza contare che i gusti della popolazione sono cambiati: la gente vuole le cose “darker and edgier”.

  22. Chiara

    Che tristezza questa storia della Newton… chissà se tale comportamento è dato dal fatto che anche le big stanno licenziando i dipendenti, e che quindi non hanno un team legale che gestisca le trattative, oppure è dato da una precisa politica aziendale. Chissà, magari si tratta dell’incompetenza di una singola persona.

  23. Il Duca di Baionette

    Newton ha una politica dei contratti frizzante (“e qui firmando la tua anima diviene proprietà di Newton Compton, non scriverai per altri e se lo farai dovrai sacrificarci il tuo primogenito la colpa ricadrà fino a sette generazioni” circa), ma va bene così.
    Alla fine sono una delle poche che funziona. Più che funziona se crescevano, secondo quanto riportato nel libro “Pazzi Scatenati”, del +40% mentre il settore in generale crollava del 7% a inizio 2012. E, come sottolineava l’A.D. Avanzini, è inutile tirare fuori il solito luogo comune che loro fanno solo merda: gli altri fanno le stesse cose e hanno pure copiato, goffamente (e con risultati penosi), la politica dei prezzi bassi di Newton. Intanto la Newton ha fatto il miracolo di fare una nuova traduzione molto interpretata e resa leggibile dell’Ulisse di Joyce che ha venduto migliaia di copie e pare pure sia piaciuta alla nicchia di quei lettori di Literary Fiction… non come prima che ci si addormentava a pagina 10 e sembrava scritta da un cerebroleso. Investire su traduzioni simili, nell’ottica degli editori tradizionali, non era certo portare pattume!

  24. Cal

    Riuscirà Licia Troisi a risollevarsi con il ritorno di Nihal, quasi al livello di Doyle costretto a riportare Holmes? Solo che quelle su Holmes erano storie interessanti, Nihal invece ci ha lasciato un ricordo di demenza suppurata in salsa di vomito di capra…
    Lo scopriremo nei prossimi mesi!

    A giudicare dall’elevato contenuto di banalità del prologo (ma almeno non c’è una battaglia!) delle Cronache tre-e-mezzo, che potete apprezzare in reading sul sito della Licia, io la vedo difficile…xD

  25. Merphit Kydillis

    I ricordi affiorano nella mia mente come cose marroni galleggianti nell’acqua.
    È ironico (o forse inquietante) pensare che la mia passione per la letteratura è dovuta grazie a Licia Troisi. La missioneone di Sennar, il secondo libro della prima trilogia, fu un regalo da parte di un collega di mio padre per un compleanno di anni fa. La lettura era iniziata in maniera indifferente, poi ci avevo preso gusto e pensavo di avere fra le mani un capolavoro.
    Poi, vabbè, in parte perché stavo crescendo sia con l’età che con i gusti, sia perché avevo iniziato a seguire Gamberetta, mi sono fermato con la Troisi alla seconda trilogia. E io già lì avevo visto alcune cose che mi puzzavano:

    *Anzitutto erano passati 40 anni dagli eventi della prima trilogia e, guarda caso, anche lì partiva dal 40° anno contro la guerra al Tiranno
    *Anziché ritrovare una terra unita e pacifica c’è un nuovo dittatore che detiene metà delle Terre Emerse, e ha anche il supporto di una congrega di assassini che ricordano non poco la Dark Brotherhood di The Elder Scrolls IV: Oblivion. Non viene però spiegato come questo individuo (che appariva nel terzo romanzo della prima trilogia come una recluta che viene rimesso in riga dal nano orbo), quali passaggi ha dovuto fare per diventare un moccioso dalla bocca sporca di latte pieno di livore al signore della guerra temuto ed odiato da tutti
    *I fammin. Ho notato che venivano solo accennati al primo romanzo della seconda trilogia (una razza abnorme che, dopo la morte del Tiranno, vivevano ai margini della società), poi dimenticati da Licia. Poteva usarli per dare qualche spunto alla trama, come ad esempio venire reclutati (anche di malavoglia) dall’esercito del nuovo dittatore, oppure unirsi ai ribelli. Invece no, amen, solo una o due citazioni e puff
    *La maledizione di Dubhe sulle prime sembrava una cosa fatta bene, ma poi ho notato che quando la “bestia assassina” che aveva in lei usciva fuori, stranamente, si placava nel momento esatto in cui riesce a ferire il suo compagno di viaggio, un mago
    *Guarda caso, femmina=ladra o guerriera, uomo=mago… per variare Licia poteva fare il contrario (magari la ragazza maga era posseduta da una entità malevola legata alla magia nera, o rendere come protagonista il ragazzo ma nein)
    *Dio santo, gli obbrobi metà elfi metà gnomi O_______O” Meno male che appaiono solo per un capitolo o due della seconda trilogia

  26. Il Duca di Baionette

    I ricordi affiorano nella mia mente come cose marroni galleggianti nell’acqua.

    Benvenuto nel Fantasy Italiano.

    un regalo da parte di un collega di mio padre per un compleanno di anni fa

    Perché sapeva che prendevi 10 in matematica ed eri il migliore al conservatorio, ed era invidioso perché suo figlio prendeva un 6 risicato e passava tutto il giorno davanti alla TV, allora ti ha introdotto al Fantasy Italiano per sabotarti il cervello.

    Dio santo, gli obbrobi metà elfi metà gnomi

    Ho rimosso. Fortunatamente il cervello cerca di dimenticare le cose più traumatiche…

  27. Merphit Kydillis

    Perché sapeva che prendevi 10 in matematica ed eri il migliore al conservatorio, ed era invidioso perché suo figlio prendeva un 6 risicato e passava tutto il giorno davanti alla TV, allora ti ha introdotto al Fantasy Italiano per sabotarti il cervello.

    Ehm, veramente era l’esatto contrario: il figlio stava per concludere lo studio all’università mentre io, alle superiori, dovevo affrontare il debito di matematica con la media del 4. Con una professoressa dichiaratamente comunista. E anzichè il conservatorio passavo il tempo a rosicare suo tavolo dei giochi di ruolo.

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