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Mar 06

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My Dilemma is l’Editoria Italiana

Articolo a tema editoria. Lo so, è un disturbo nella sequenza di articoli sui coniglietti. Cercherò di essere breve, in fondo parlare di certa editoria è come rimestare nella merda in cerca di noccioline: anche se non è sempre caviale, c’è pur sempre un limite a ciò che le ristrettezze ci portano a fare per nutrirci.

Cominciamo con un buon esempio di qualità editoriale. Conoscerete tutti ormai My Dilemma is You, trilogia rosa per giovani drogati adolescenti (che pare diventi poi un giallo nel secondo volume) scritta da Cristina Chiperi e pubblicata da Fanucci srl con il suo marchio Leggereditore. Magari l’avete sentita perché l’autrice è stata ospite in TV nel programma di Fazio, dove basta mostrarsi pochi minuti e si vende un gigagliardo di copie in più (o almeno così si diceva). Per favore, guardate i 9 minuti di video al link soprastante se non avete idea di chi sia la Chiperi.

So che lo state pensando, ma fate un piccolo sforzo e guardate il video.

So che lo state pensando, ma fate un piccolo sforzo e guardate il video.

L’opera nasce su Wattpad da un’autrice nata nel 1998, ovvero che quando era nel pieno della scrittura di questa roba aveva l’età che aveva Gamberetta quando ha aperto Gamberi Fantasy. Non proseguiamo il paragone, sarebbe sgradevole per la Chiperi che in fondo è solo una ragazza normale. Piuttosto mettiamo un’intervista in più, giusto per gradire.

L’articolo non sarà contro la Chiperi, perché non ha colpe. A quell’età, se si scrive, tendenzialmente si scrive roba non proprio memorabile. Non è nemmeno colpa sua se un editore come Fanucci (sotto l’aspetto di Leggereditore) le propone un contratto, lei accetta e la pubblicano.

A che età voi vi siete accorti che non c’era alcuna connessione tra selezione editoriale e qualità? Che gli editori pubblicano merda e se ne fottono di tutto? A 21 anni, a 30 anni, a 40 anni, magari sul blog di Gamberetta? Ecco, per cui mettetevi nei panni di una ragazza di 17 anni a cui un editore fa l’indecente proposta “La tua storia è proprio bellina e tu hai tanto potenziale, possiamo fare tutti e due un bel po’ di soldi se ci stai. ‘O famo?”

Il problema, come si ripete da anni, non sono questi giovini traviati dagli editori (qualche volta guadagnando poco, altre volte molto di più), ma che certi editori siano dei papponi e ragionino come papponi. “Carne fresca, diamo giovani ai giovani.”
Ve li ricordate quando gareggiavano a chi aveva l’autore più giovane, gridando ognuno al primato? Uno spettacolo di autentica pedofilia editoriale, essendoci la figura autorevole (l’editore), il guadagno e un minore di 16 anni. Con la Chiperi almeno abbiamo i 17 anni. Evviva, una MILF.

Cristina Chiperi e Don Fanucci

Cristina Chiperi (volto censurato per difendere la minore): alla data attuale non potrebbe nemmeno apparire in un film alla “barely legal”. Fanucci srl però non si fa scappare l’occasione di proporsi come pappone editoriale. Almeno non fa più il mafioso come ne Il Padrino parte II. Evviva.

Il problema con questi “editori”, se chiamandoli così vogliamo vomitare diarrea acida sul concetto di vera editoria che c’era una volta, è che se ne fottono di lavorare bene. Sulla pagina Wattpad dell’opera (per vederla bisogna essere loggati, credo) si legge che era in revisione per la pubblicazione. E volete sapere come era andata in vendita dopo questa bella “revisione”?

Così, circa:

La mia recensione negativa non è rivolta all’autrice.
La storia per essere uno young adult ed essendo il primo di una serie, potrebbe essere promettente se non fosse che l’impostazione dei capitoli è disastrosa. La storia è discontinua. Passa dal presente al passato che per me non ha nessun senso.
Capirei fosse un’autopubblicazione, ma dalla Leggereditore questi errori non li accetto specialmente se il libro ha il costo di 4,99 euro…stiamo scherzando?!
Il libro finisce all’85% circa con, non so nemmeno io quante pagine di ringraziamenti, per poi riprendere l’inizio del libro.
Non so chi abbia commesso l’errore ma per me c’è e vorrei come lettrice che queste cose non accadessero in futuro.

E così:

Passa dal prologo al capitolo 9… Mancano 8 capitoli…. . Dalla recensione sembrava promettente.e’ risolvibile?perche per me è stata proprio una delusione tanto più che si paga 4,99

A me risulta che i capitoli ci siano tutti e siano numerati nella giusta sequenza, per cui all’ultimo devono avere corretto (ipotizzo). Ho guardato come è scritto il primo capitolo (indicato come prologo) confrontandolo con l’equivalente versione Wattpad. Non si nota alcun cambiamento di rilievo: uno spazio mancante corretto, degli accapo leggermente diversi nell’organizzare le frasi in capoversi… niente di che. Alla fine è quella roba lì, precisa, con chicche come:

Finché un venerdì pomeriggio torno a casa dopo la scuola e capisco subito che sta per succedere qualcosa di terribilmente orribile.

E se quando leggi “terribilmente orribile” in un romanzo pubblicato da un editore famoso non ti viene un moto di fastidio, non è che possiamo avere gusti diversi… è che forse non apparteniamo nemmeno alla stessa specie. D’altronde non tutti possono essere coniglietti.

Non ci si fa mancate nemmeno la sequenza di sinonimi di “dice” invece di usare azioni e alternanza per costruire il dialogo:

«Non è questo il punto, mamma!» intervengo. «Anche se fosse la città più bella del mondo, i miei amici sono tutti qui!»
«Sì, abbiamo tutti gli amici qui!» ribatte Kate.
«È vero, ma gli amici vanno e vengono, e sono sicura che ve ne farete di nuovi.»
Non posso credere alle mie orecchie! Non riesco a trattenere la rabbia. Come si può essere tanto insensibili? «Non ne voglio di nuovi!» sbotto infine con le lacrime agli occhi. «E non voglio lasciare Cass e Trevor! Lo sai benissimo che siamo troppo uniti. Non posso vivere senza di loro!»

Meraviglioso. Nel modo sbagliato, ma meraviglioso.
I miei sensi di editor mi dicono che questo schifo nella primissima versione non c’era: sembra il tipo di correzione peggiore dell’errore che sanno fare i “professionisti” dell’editoria italiana quando vedono troppi “dico/dice” ravvicinati. Il marchio dell’autentica inettitudine editoriale con mandolino e salsa al pomodoro. Ho il sospetto che la correzione su Wattpad sia arrivata dopo (la citazione corrisponde) anche se non è indicata… potrei sbagliarmi, non so…

Alla Fanucci avranno almeno tolto davvero tutti i refusi e gli errori grammaticali causati dalla fretta di scrivere col cellulare (e dal “chissenefrega, è solo un hobby” di quando l’opera è nata), o ci stiamo illudendo? Quando un editore pubblica con i capitoli mischiati e una fetta RILEVANTE dell’opera formata da ringraziamenti sotto forma di colonne su colonne si @nomeutente, non si sa proprio cosa aspettarsi.
Pensate che meraviglia i cartacei!

I famosi ringraziamenti. Così. Per un quarto circa dell'opera. Bello, no?

I famosi ringraziamenti. Così. Per un quarto circa dell’opera. Bello, no?

L’eBook si può correggere (per i nuovi clienti o se il cliente vecchio lo scarica di nuovo), ma per il cartaceo come hanno fatto? I lettori si sono svegliati con due ore di ritardo per andare al lavoro, la gola in fiamme e la testa che scoppia per il gas narcotico inalato, con la finestra scassinata e sul comodino il libro con le pagine tagliate e incollate col nastro adesivo? E chi girava col libro in borsa si è ritrovato nudo in un fosso, senza un rene?

Nell’insieme devo anche dire, guardando qua e là, che la Chiperi scrive molto meglio di tanti altri autori di Wattpad o fyccinari misti che ho visto nel tempo e non è un testo che sfigura accanto alla massa di altra roba in libreria. Tanto raccontato a caso, tanta inutilità, ma non lo vediamo pure in roba della Murgia, della Avallone e altri? Gran parte dei problemi di My Dilemma is You sono colpa dell’editore che ha fatto un disastro con i capitoli mancanti e coi ringraziamenti. Disastro che ha fatto finire la Chiperi preda dei troll (oltre a tutti quelli che già le rompevano prima le palle su Wattpad) e dei lettori incazzati.
Ottimo risultato Fanucci/Leggereditore, davvero, tu sì che hai a cuore la tua autrice…

Interessante è infatti, visto che parliamo di un libro che ha venduto 30.000 copie già da un mese (così dicevano), andare a vedere come viene commentato su Amazon. Un’opera come questa dovrebbe avere molti commenti con 5/5 e gridolini decerebrati di gioia, come visto molte, molte, molte altre volte. Giusto?

Invece su My Dilemma is You ci sono 23 commenti e sono quasi tutti negativi per via dello schifo fatto a livello puramente editoriale (non tanto per la storia, criticata comunque anche questa). La media dei voti è 2/5. I commenti negativi arrivano anche a generalizzare andando oltre la singola opera e accusando l’editoria in toto. Proprio il modo in cui si costruisce un’Italia che legge (e compra) di più, nevvero?

Benvenuto nell'editoria. Gradisce un tè? Un pasticcino? Essere preso per il culo in cambio di soldi buoni?

Benvenuto nell’editoria. Gradisce un tè? Un pasticcino? Essere preso per il culo in cambio di soldi buoni?

Gran parte dei commenti sono apparsi da poche ore: confermo che sabato pomeriggio erano ancora solo 5, con media 1,6/5 (e meno male che ho ricontrollato prima di pubblicare), e Amazon ha sbloccato tutti gli altri solo da poco. Commenti registrati e non pubblicati per quasi due mesi, che cosa carina. ^_^

Non è nemmeno giusto dare addosso solo a Fanucci srl per lo squallore della cosa, perché non è sola. I buongustai avranno certo notato che anche un’altra giovane autrice di Wattpad è stata pubblicata proprio pochi giorni dopo la Chiperi (8 gennaio contro 4 gennaio) ed è Sabrina Efionayi, portata da Rizzoli.

Come a dire che gli editori si spiano a vicenda (in realtà basta sfruttare le raccolte, ormai su tablet, dei copertinari che visitano i librai molti mesi prima per piazzare le opere) e quando uno fa qualcosa di davvero schifoso, non riescono a frenarsi e lo imitano. Ma non bisognerebbe imitare il meglio? Ah, giusto, poi non potrebbero imitare granché…

Ah, se vi è sfuggito ve lo ripeto: l’editore di quest’altra tizia è Rizzoli, uno di quelli che fanno cultura, non Laminchiapederastra Edizioni o Newton Compton, eh! E pure lui si è messo a far la gara, pubblicando una di 16 anni invece di 17 anni (bravi, avete vinto!).
Però secondo me siamo un po’ ingiusti a vederla così, perché non è che gli editori sono maniaci a cui piacciono le ragazzine adolescenti: è solo che con l’ecografia non riescono a decifrare cosa scrivono i feti…

L’eco di colei che fa sgarbi al buon gusto

Il divertimento non finisce qui grazie a Elisabetta Sgarbi (sì, sorella di Vittorio Sgarbi). Come saprete Umberto Eco pochi giorni fa ci ha prematuramente lasciati alla tenera età di 84 anni: gli sarò sempre grato per aver permesso con la sua opera a Sean Connery di recitare con la tonaca da frate.

Fin qui sarebbe solo un fatto luttuoso a cui ognuno può interessarsi o meno, ma in Italia all’avvicinarsi dell’onda del trash i veri esperti balzano fuori coi loro surf quando ancora nessun altro sospetta nulla. Sembrano crearla per magia sotto le loro tavole! A cavalcare l’onda del trash questa volta è Elisabetta Sgarbi, ex direttrice editoriale di Bompiani e compagna di merende di Eco nel progetto editoriale La nave di Teseo.

Eco e Sgarbi, per chi non ha capito di chi stiamo parlando.

Eco e Sgarbi, per chi non avesse capito di chi sto parlando.

Per chi si è perso la vicenda, la Mondadori Libri ha comprato RCS Libri (che possedeva Bompiani) e Sgarbi assieme a una bella fetta della redazione e dei nomi della casa editrice Bompiani se ne è andata e ha fondato una Bompiani 2.0 di nome La nave di Teseo, lasciandosi dietro di Bompiani giusto le macerie prima che la Mondadori ne facesse un “bivacco di manipoli” (cit. uno con una levatura morale superiore a quella che la Sgarbi mostrerà tra poco).

Eco ha messo una bella fetta di soldi nel progetto e poi è morto. A maggio dovevano pubblicare il suo nuovo libro, ma visto che è morto la Sgarbi ha accelerato i tempi ed è stato pubblicato solo pochi giorni dopo la morte. Fin qui si tratta di un piccolo sciacallaggio sfruttando la morte, ma nulla di grave: certo è roba che ci si aspetterebbe da gentaglia (quelli come me), non da un’intellettuale così rispettata dai benpensanti come è Elisabetta Sgarbi, una vera Signora dell’editoria italiana. Se l’avesse fatto una casa editrice di Marina Berlusconi ci sarebbe stato uno scandalo nazionale… invece niente…

Il peggio arriva dopo. Ai funerali di Umbero Eco, praticamente con la salma ancora calda, la Sgarbi con la grazia che è propria dei grandi intellettuali ha sfoderato dalla borsetta una copia del nuovo libro di Eco e ha sfruttato la copertura televisiva per fare pubblicità al primo prodotto editoriale della sua nuova casa editrice.

Se tale sciacallaggio lo avesse fatto Marina Berlusconi sarebbe finita appesa per i piedi a piazzale Loreto, invece lo fa una della krikka intellettualoide editoriale e allora tutto bene. Giusto qualche blando tentativo di sottolineare la cosa, ma niente casini. Il bipensiero dell’intellettuale italiano è sempre affascinante, per esempio sul Corriere non si permettono nemmeno quell’accenno di critica allo schifo espresso su Wired. Libertà di avere il pensiero allineato: la libertà che piace a chi abbozza e tace.
Solo due giorni dopo hanno corretto un pochino il tiro, ma senza criticare davvero, giusto il minimo sindacale per non fare una figura da merdacce. Tristezza a palate secondo la migliore ricetta italiana.

Uno schifo tale che per elaborarne il lutto ho sentito il bisogno, con l’aiuto degli autori di Vaporteppa, di trasformarlo in satira di contro-sciacallaggio:

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Un mondo migliore, con la collaborazione del compianto autore di Alieni Coprofagi dallo Spazio Profondo.

Poco dopo ho saputo che è altamente probabile venga confermato che Mondadori dovrà vendere Bompiani e Marsilio per non eccedere nella quota di editoria coperta. Sul momento ho ghignato sognando che la Bompiani tornasse indipendente, ma senza la Sgarbi appena andata via, poi però mi sono ricordato cosa era successo e ho pensato alle parole dette sul voler presto riunire tutto il catalogo di Eco… ovvero prenderselo dalla Bompiani… e quindi La nave di Teseo che si compra il guscio ormai semi-vuoto di Bompiani e ci torna dentro? Come un paguro che ha abbandonato la conchiglia, si è fatto un giretto ed è tornato a riprendersela?

Qualche giorno dopo la risposta ai miei dubbi è arrivata dai ragionamenti di uno di quelli che di editoria in generale, non solo digitale, ne sa di più in Italia, ovvero il tizio a cui frego soldi ogni mese e gli faccio pubblicare stronzate il mitico Antonio Tombolini:

Se avete problemi e non vi funziona l’embed da Facebook, trovate il commento di Antonio cliccando qui ▼

Dopo ancora ho letto quest’altro aggiornamento.
Si parla di dover cedere anche la Sonzogno e… non solo: 150.000 e più euro l’anno in donazioni per sostenere la piccola editoria; l’obbligo ad un massimo del 60% di opere del gruppo Mondadori nell’esposizione dei negozi di catena; dovranno donare un casino di libri a carceri minorili, biblioteche pubbliche, ospedali e scuole; non potranno per tre anni chiedere diritto di prelazione o di opzione sulle opere degli autori sotto contratto e altra merda.

Come mi suggerisce Angra, la cosa potrebbe pure risolversi in nulla del tipo che se Mondadori non espone tot titoli riceve una multa di poche migliaia di euro per cui se ne fotte. E sulle donazioni è facile immaginare che schifo di fondi di magazzini ci finiranno… vi immaginate essere chiusi al gabbio e trovare che la biblioteca della prigione è stata sommersa di Wunderkind 1 e 2, di Licia Troisi avanzati, di elfi froci tra le bolle della Strazzulla e altra merda? Se poi non verranno riabilitati dal carcere, io saprò a chi dare la colpa.

Intanto Mondadori ci stupisce ancora con la qualità della sua divulgazione storica…

alfredeinstein

La correzione (a destra) dopo che è scoppiato il merdone online per la stronzata fatta (a sinistra), suggerisce che non intendessero davvero includere il musicologo Alfred Einstein tra i più grandi personaggi della storia accanto a Napoleone e a… quel negro là… Morgan Freeman. Quel che è.

Tutto molto bello.
Perché gente, questo è il mondo editoriale “tradizionale”: un circo di clown tristi, che fan ridere per errore. Meglio occuparsi di libri sul serio, fuori da questo schifo, che si sia autori, lettori o editori. O coniglietti minilop rossicci, come è il mio caso.

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2016/03/06/my-dilemma-is-leditoria-italiana/

12 comments

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  1. Daniele

    L’inizio dell’articolo mi ha fatto presagire qualcosa di “leggero”, un revival del baby boom (anche se ‘sto my dilemma etc. ha un personaggio chiamato Cris Evans, mi chiedo se la h mancante basti a non renderlo bbbono come Captain America) con sciatteria classica annessa.
    E poi c’è la politica editoriale Fanucci, va’ che intervista!
    https://bookblister.files.wordpress.com/2015/11/fanucci-su-il-venerdc3ac.jpg

    E poi, invece, salti fuori con questo prodigio di marketing da veglia… è bello vedere che il buon gusto e la cultura vanno a braccetto… col becchino! Mi chiedo se il caso Mondazzoli ci riserverà altre sorprese nei prossimi mesi!
    Il demonio in salamoia, che razza di teatrino becero! Certe figure devono ringraziare che non esista un’integerrima polizia del buon gusto, altrimenti sarebbero finite…

  2. Il Duca di Baionette

    Se ci fosse una polizia del buon gusto, io starei al gabbio a leggere i Wunderkind regalati da Mondadori.

    Bellissima l’intervista a Fanucci. La riporto con un’immagine più completa:

    Non pagare più nessuno, lo assicuro, dà veramente un buon aiuto ai conti editoriali permettendo di ristrutturare il debito eliminando per un certo tempo voci di costo deletiere e usando il risparmio ottenuto per pagare i creditori con priorità maggiore.
    Tecnica segreta dei Ninja editoriali.

    Se Antonio non mi pagasse niente, per esempio, il progetto editoriale sarebbe molto più solido. Se non pagassimo nemmeno gli autori, sarebbe una bomba!

  3. Daniele

    Ma quindi, se io non pagassi… potrei essere un fikissimo editore moderno di successo?
    E se al business model aggiungessi che gli autori mi pagano per pubblicare… che figata, so come fare i big money!!1!11!uno!
    Trema, editoria!

  4. Il Duca di Baionette

  5. Artemis

    È sempre un piacere constatare come si coprano di ridicolo. La settimana scorsa sono andata in libreria e come sempre era pieno di universitari con la tipica aria da “no, non ammiratemi, è normale per uno come me girare in libbbreria come un comune mortale girerebbe da H&M” e volevo ridere loro in faccia. Non hanno la benché minima idea.
    Ah, e ovviamente non ho trovato nulla. La libreria ha perso da tempo la funzione di rifornire di determinati libri le persone che vorrebbero leggerli, se hai un minimo di idee chiare (un saggio sugli etruschi) esci quasi sicuramente a mani vuote. C’è bisogno di spazio per le pennine, le moleskine e i libracci come quello presentato in questo articolo.
    Oggi la libreria è la gabbia con le pallette colorate degli universitari. Ce li scarichi e poi vai a comprare su internet come fanno gli adulti.

  6. Il Duca di Baionette

    Molti anni fa, quando andavo ancora al liceo, sopratutto in quarta e quinta, mi piaceva all’uscita andare a visitare una o due librerie (una era proprio davanti alla fermata) per evitare i primi due autobus con più ressa e spesso finivo per perdere anche quello dopo.
    Ormai entro ancora in libreria e vago, quando posso, ma tolto qualche raro testo di divulgazione scientifica la situazione è davvero deprimente.

    Di positivo ho potuto apprezzare che nelle novità per ragazzi, quindi proprio nell’angolo a base di pseudo-distopie e cose che vanno di moda oggi, la prima persona è sempre più usata. Una volta era rarissima, l’Italia fino a pochissimi anni fa era (esclusi i forti lettori di Urania e simili) la capitale occidentale del fucktard in cui molti lettori del fantasticavano dicevano che non avevano quasi o nessuna esperienza di lettura in prima persona (eppure di classici e libri famoso in prima persona non è che ci fosse carenza…) e la trovavano strana rispetto alla terza.
    Roba da Repubblica del Congo mentale.

    Ora vedo frugando i libri che le cose si stanno un po’ riequilibrando, molto importante se consideriamo che chi sa due cose di scrittura è automaticamente portato verso la prima persona perché evita una gran quantità di difficoltà tipiche della terza: ripetizioni del nome del protagonista, uso di egli/ella sottinteso che diviene “preciso” e contrapposto al sottinteso io del protagonista (in terza il dramma “egli il protagonista o egli l’altro?” era tutt’altro che raro) ecc.

    Poi però arriva Fanucci e compagnia e ci troviamo la fiducia, il rating dato dai lettori, che crolla ancora. Lo spread tra la nostra editoria e quella normale balza oltre i 1000 punti e sale sale sale… ^___^

  7. Tenger

    A me dispiace per la ragazza. intanto ora si busca una bella sventagliata di merda da parte dei lettori incazzati, e tra anni avrà ancora in casa copie invendute di bischerate adolescenziali, a perpetuo ricordo degli ormoni spallati. Non se lo merita. Ti pare ora che per un passatempo innocente ti devi trovare nella fossa dei Troll? Fosse capitato a me mi avrebbe probabilmente rovinato la vita @_@
    Chi mette gente così giovane in situazioni del genere dovrebbe cordialmente cagarsi in mano e prendersi a schiaffi.

  8. Il Duca di Baionette

    tra anni avrà ancora in casa copie invendute di bischerate adolescenziali, a perpetuo ricordo degli ormoni spallati. Non se lo merita.

    Non è automatico ipotizzare che non si sappia gestire. Essere giovane ed essere donna sono due caratteristiche, non due handicap fisici da compatire.
    Altre prima di lei, proprio grazie alla naturale “relazionale” dell’editoria italiana (che funziona un po’ come il capitalismo di relazione italiano), grazie alla merdata buttata fuori all’inizio che però ha venduto bene hanno avuto il piede nella porta per proseguire una carriera tra libri (anche con dei fallimenti, da cui una solida partenza sul primo libro permette di risollevarsi), comparsate (pagate) in TV, eventi ecc. come Melissa Panarello.

    Dipende tutto dalle sue capacità di usare il merdone in cui si è andata a cacciare fidandosi di Fanucci. E visto che non ha uno pseudonimo e l’identità segreta come l’aveva Melissa P. all’inizio, le conviene lavorarci sul serio sulla questione.
    Ho fiducia nell’intelligenza della Chiperi.

  9. Tenger

    Speriamo bene!
    Oh, letta la sparata del Fanucci. Ma “non pagare più nessuno” è legale? XD

  10. Nicholas

    Da economista il mercato editoriale italiano mi fa sempre rizzare i capelli, mi piacerebbe mettere il naso nei bilanci di certe banche, voglio vedere se i crediti vs editoria stanno tra quelli deteriorati.
    A naso direi di si, e secondo me Moody’s è d’accordo con me.

    Cmq ero convinto che il Duca fosse stato assunto da Tombolini perchè “era bravo a sparlare di tutti su internet!” invece scopro che ruba direttamente danaro e usa i beni aziendali per stampare quello che piace a lui.
    Questo è il Duca che conosco!

  11. MF92

    Duca, a parte la tua opinione sull’editoria (che è chiarissima) sarei curioso di sapere cosa pensi di medium come Wattpad .

  12. Il Duca di Baionette

    Penso che in sé, come concetto, posti dedicati a lasciare brani scritti e vedere se piacciono siano una buona cosa. Anche ottima, volendo, se non si confonde l’apprezzamento di qualche lettore magari troppo gentile con autentici giudizi utili a capire l’apprezzamento generale che potrebbe avere l’opera.

    Il problema, come avveniva già coi forum di scrittura, poi coi siti di fanfiction e temo ora anche con siti alla wattpad (mi dissero pure che più o meno era così anche 20lines, startup alla moda un paio di anni fa che non seguo dall’epoca) è che le meccaniche di amicizie che nascono, di “io parlo bene di te e tu di me” implicite (chi critica in modo negativo merita critiche negative ecc.) e roba così non permettono di sfruttare in modo adeguato quegli ambienti.

    L’umanità è particolarmente abile nell’esplorare qualcosa di buono fino a trovarne il punto debole da sfruttare per tramutarlo in merda: una specie la cui stupidità è meraviglia per il mondo. Meno male che io sono un coniglino. ^___^

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