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Gen 04

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Contro le bufale, la verità: Babbo Natale esiste

Babbo Natale esiste e affermare il contrario può farti licenziare. Lo ha scoperto Giacomo Loprieno, il direttore d’orchestra dell’Auditorium Parco della Musica di Roma per Disney in concert: Frozen, che si è trovato licenziato in tronco per aver osato affermare che Babbo Natale non esista realmente. Sì, non è stato licenziato per aver in sé aperto bocca a fine spettacolo, dopo gli applausi, ma per aver detto quella cosa lì.

Ecco quanto riportato dall’Auditorium in risposta ai genitori indignati:

Ci teniamo a sottolineare che l’organizzazione si dissocia completamente ed ha preso tempestivi provvedimenti. Come tutti i presenti siamo rimasti sconcertati da una dichiarazione assolutamente personale del Direttore, tra l’altro a spettacolo ormai terminato. Quanto è stato detto dal Direttore d’orchestra è totalmente fuori luogo ed è il gesto arbitrario di una singola persona.

L’Auditorium prima si è dissociato dall’affermazione che Babbo Natale non esista e poi si è sentito in dovere di confermare che Babbo Natale esiste e  di farlo abbracciare dal nuovo direttore, anche lui disposto a confermarne l’esistenza e l’autenticità nel soggetto abbracciato.

No, non è un attore che rappresenta Babbo Natale: è quello vero. Per qualche motivo lavora a Roma. Non facciamoci domande. O come direbbe la booktuber Ilenia Zodiaco: find logic.

Se il problema fosse stato l’aver detto qualsiasi cosa, non so, alzarsi in piedi e dire forte “Devolvete il 5xMille ad associazioni che salvano i cani randagi!”, l’Auditorium non avrebbe risposto nel modo che avete visto, dicendo che Babbo Natale esiste. Se avesse avuto un problema solo con l’affermare qualcosa in generale, la risposta sarebbe stata all’incirca così:

Pur non potendo dimostrare l’opposto di quanto il direttore d’orchestra Giacomo Loprieno ha affermato, abbiamo preferito rimuoverlo dal suo incarico perché ha violato il proprio contratto nell’affermare qualcosa a fine spettacolo. In più contestiamo la forma negativa invece che positiva della sua affermazione, simile a “Non esistono corvi bianchi”, e quindi poco adatta al metodo scientifico a cui l’Auditorium si inchina come ogni cittadino dovrebbe essere tenuto a fare. Viva la Scienza! Viva il Metodo!

A molti bambini viene insegnato che Babbo Natale esiste perché alcuni genitori ritengono che sia maggiormente educativo insegnare ai bambini fin da molto piccoli a credere senza spirito critico a ogni sorta di idiozia, condizione necessaria poi per aderire a qualche religione e all’ideologia populista di qualche movimento appartenente all’attuale rinascita dei gruppi politici di ispirazione più o meno fascista (talvolta pienamente fascisti nella mentalità e per nulla nei simboli) in Europa.

Sta ai genitori, pare, decidere cosa vada insegnato ai figli: Babbo Natale esiste; un avviso di garanzia equivale a una condanna; le donne sono inferiori e vanno segregate per proteggerle; morire per il Jihad è la più bella morte e porta al paradiso. Cose così. Se qualcuno osa contestare, sta violando il diritto dei genitori di insegnare ai figli principi di propria scelta. Non importa se chi fornisce l’altra versione ha ragione, non è quella la questione come ben spiegato dal caso di Loprieno: se dei genitori dicono che il Principio di Inerzia non esiste, tu come professore non puoi permetterti di accennare ai bambini l’argomento, magari per rispondere a una domanda ingenua su come mai succedono certe cose.

Ma come si fa a sapere cosa venga insegnato ai bimbi e cosa no? A quanto pare il criterio è libero: qualsiasi cosa può venire insegnato e visto che qualsiasi cosa in qualsiasi combinazione può negare qualsiasi verità scoperta grazie alle scienze, significa che non si può dire NULLA. Anche dire che Babbo Natale esiste dovrebbe però essere vietato, perché viola i diritti dei molti bambini a cui i genitori hanno insegnato che è il padre e la madre amorevoli a comprare loro i doni.

Il “vero” Babbo Natale, con tanto di certificato di nascita, mostrato come prova dall’Auditorium di Roma.

Il principio però, pare, sia quello della Stupidità: tra diverse possibili opzioni, la più stupida vince. Il che ha perfettamente senso considerando che viene in mente a gente che insegna l’esistenza di Babbo Natale come fatto “reale”, non come figura iconica del periodo. O forse non è la più stupida, ma quella spinta dalla minoranza più rumorosa che impone il voler di pochi su tutti.

In realtà spesso non impongono nulla: queste minoranze si limitano a far uso della debolezza dei loro interlocutori terrorizzati dal contestate chiunque dichiari bisogni fondati su principi irrazionali, come l’Islam radicale che ottiene di avere tribunali islamici in una democrazia europea (anche a scapito degli islamici fuggiti dai propri paesi proprio per non sentire più merda simile), mentre i malati di diverse malattie gravi non ottengono che lo Stato paghi le spese mediche e non importa quanto gridino per essere aiutati.

O devo credere che davvero la maggioranza di genitori insegna veramente l’esistenza di Babbo Natale e ritiene anche che chi la contesta vada licenziato? Il dato dove è consultabile e quale ente ha curato l’indagine, per favore?

Nel frattempo la vicenda del tentativo di rendere Verità di Stato l’esistenza di Babbo Natale e farne giusta causa di licenziamento, si intreccia con le affermazioni del responsabile dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, che vuole impedire che vengano diffuse le “bufale”, ovvero affermazioni non corrispondenti al vero e che talvolta si diffondono ampiamente mentre altre volte per nulla. Questo blocco antibufale dovrebbe realizzarsi tramite un organismo di censura internazionale, dichiara Pitruzzella senza tenere conto dell’impossibilità della cosa, ovvero sia di scegliere con quali “criteri” qualcosa sia vero o meno, sia di chi dovrebbe decidere e di come la cosa andrebbe concretamente realizzata.

contro la diffusione delle false notizie serve una rete di organismi nazionali indipendenti ma coordinata da Bruxelles e modellata sul sistema delle autorità per la tutela della concorrenza, capaci di identificare le bufale online che danneggiano l’interesse pubblico, rimuoverle dal web e nel caso imporre sanzioni a chi le mette in circolazione

E ci sarebbe anche la natura stessa del vero o falso ricercati: l’abitudine alla logica precedente il Ventesimo Secolo obnubila ancora la mente di molte persone, rendendole a tutti gli effetti handicappate nel ragionamento, perché invece di vedere la natura sfumata di moltissime dichiarazioni vedono solo Vero e Falso, netti.

No, in realtà no, non è colpa di mancanza di studi: ho notato che la molti di quelli che hanno studiato Logica ragionano ancora come imbecilli perché non hanno le facoltà mentali per tenere due concetti assieme mentre pensano, e confondono perfino le premesse errate con gli errori logici… si studia, ma non si impara niente. Peccato che vada così male, considerando che insegnano Logica pure a chi fa Filosofia: sarebbe bello avere orde di individui capaci di tenere a mente i rapporti reciproci tra tre o quattro concetti assieme senza che i loro cervelli scoreggino sangue… avremmo un web in cui si potrebbe discutere molto meglio…

Ma non è solo un problema di “logica”: è pieno anche di persone che hanno fatto almeno un corso misto di Statistica e Probabilità (tutti gli ingegneri?), ma poi non sanno concepire la natura probabilistica del gradimento artistico di qualcosa (con termini più ingegneristici: l’efficienza) e pensano che se un libro è davvero brutto allora avrebbe gradimento nullo, mentre se fosse vero che scrivere con l’immersione ecc. fosse utile allora piacerebbe al 100% dei lettori in automatico. Libri belli e brutti con Vero e Falso, altro che logica sfumata! Gegni! ^_^

Che ne dite delle affermazioni fondate su concetti non universalmente definiti, per cui Vero o Falso sono opinioni legate al criterio con cui si riempe l’etichetta generale del concetto? Se accuso Silvio Berlusconi di essere basso qualcuno dirà che dico il Vero, ma altri diranno che è Falso perché i veri “bassi” sono quelli sotto i 150 cm. Qual è la Verità di Stato sul concetto di basso? Può valere la Verità scientifica dell’altezza media maschile in Italia, o proprio come per Babbo Natale è fatto divieto di dire che è vera la verità? E vogliamo parlare delle affermazioni non verificabili, su cui non esiste Vero o Falso?

In più il concetto di “stronzata” trascende la volontà del dire il vero o il falso (le stronzate, definite in filosofia da Frankfurt, sono quelle affermazioni fatte senza avere idea se siano vere o meno), per cui non si potrebbero punire tante bufale nate in questo modo se si vuole punire “l’intenzionalità”. Davvero vogliamo punire chi dice stronzate? Pensa a quante cose dici e scrivi fidandoti senza verificare: davvero vuoi essere punito continuamente? Diverse di queste idiozie le dici/scrivi fidandoti di fonti pseudoscientifiche inaffidabili, per esempio i giornalisti di divulgazione scientifica che spesso dicono colossali stronzate partendo da informazioni originariamente non sbagliate.

Ci sono anche le falsità dette pensando siano vere, per esempio le teorie scientifiche che non superano i tentativi di falsificazione e si dimostrano sbagliate. Normale parte del processo scientifico. Iniziamo a punire gli scienziati per aver sostenuto certe interpretazioni per anni, prima che i colleghi avversari dimostrassero l’inesattezza del tutto? E se una interpretazione non è ancora sicuramente sbagliata o vera, ma rientra nel calderone delle possibilità (pensate alle tante della meccanica quantistica) chi sta commettendo reato?

La gente dice le bugie, e lo fa anche su internet. Urge risolvere la gravissima crisi costruendo una mostruosa Censura Europa Centrale fondata su criteri impossibili da definire senza causare danni mostruosi e senza cancellare il diritto di parola. Ottima idea, Pitruzzella, così si difende la democrazia!

La risposta (ironica?) di Grillo a Pitruzzella di creare allora delle giurie popolari per decidere cosa sia vero o falso, al posto di un ente giudicante scelto dall’alto, si lega bene alla questione di Babbo Natale e alla lotta impari tra comune idiozia e progresso scientifico…

Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa.

Ehm… ok.
Già abbiamo i tribunali intenti non a inseguire la Verità, ma a la Verità Processuale, e ora dovremmo avere pure le altre forme di Verità/Falsità dichiarate su base di opinioni, in assenza di realtà della cosa. Deve essere ironia. Se qualcuno invece ha prove che fosse serio, me lo dica. Non sono esperto di Grillo e molte fonti di informazioni sono decisamente faziose nel citarlo.

Piccola parentesi extra: la Verità Processuale è quella che viene fuori con le regole del processo, per cui al massimo può scagionare un colpevole e mai condannare un innocente, perché del primo puoi non trovare prove “al di là di ogni ragionevole dubbio”, ma del secondo non puoi certo trovare prove che non esistono e quindi non puoi dimostrare la colpa “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Quindi quando un innocente viene dichiarato colpevole non è degna questa di chiamarsi Verità Processuale giacché viola il principio di assenza di ogni ragionevole dubbio richiesto dalle regole del processo stesso. Chiaro, no?

Comunque, applicando il metodo della giuria popolare alla primissima immagine dell’articolo, i “mi piace” per chi era d’accordo col direttore licenziato erano 66 e i “mi piace” di chi aggrediva per prima il suo commento erano solo 15. ^_^

Vi rimando a questa interessante riflessione di urzidil sulla combinazione di malignità, malafede e piccolezza mentale degli italiani medi, o perlomeno di una minoranza molto aggressiva e rumorosa, tale da sembrare non dico maggioranza sul totale della popolazione ma “maggioranza relativa” tra i diversi gruppi possibili.Una combinazione che apre la strada a ogni sorta di radicalizzazione fascistoide, come le pressioni di minoranze aggressive hanno mostrato nel caso di Babbo Natale.

Quell’adorabile gruppetto molto interessato a farsi sentire, e a cui i giornalisti italiani invece di ignorarli danno loro voce ogni volta che possono, di italiani disposti a rubare senza farsi problemi e poi, senza battere ciglio, accusare il politico che ruba (anzi: che è sospettato di farlo) di essere un corrotto indegno di rappresentare i bravi onesti cittadini italiani, inclusi loro. Forse “onesto” per questi tizi significa “non mi hanno ancora scoperto”.

O sarà che a furia di Raccontare di essere onesti si inizia a pensare che Mostrarlo non sia necessario. Beh, mi suona famigliare e in linea con la mediocrità italiana nell’editoria questo rifiuto dello Show a favore del Tell. ^_^

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2017/01/04/contro-le-bufale-la-verita-babbo-natale-esiste/

8 comments

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  1. Ale

    Sul povero direttore si sono rovesciate una serie di sfighe – non sue, dell’Italia – senza precedenti. Da tanta mancanza di senso del ridicolo viene fuori sempre più l’immagine di un Paese nel panico, terrorizzato perché non ha più una visione del futuro. Sulla questione delle bufale l’ipotesi meno triste è che sia solo l’ennesimo tentativo di mettere il sale sulla coda a Internet, sempre in nome della sicurezza, del politicamente corretto, della difesa dei bambini eccetera.

  2. Il Duca di Baionette

    Immagino Pitruzzella così…

  3. Nessuno

    Visto che anche in questo articolo si è tirata in ballo la (purtroppo scarsa) capacità di ragionamento logico di buona parte degli adulti anagrafici, vorrei segnalare un paio di opere didattiche pertinenti, che forse potrebbero interessare a qualche lettore.

    https://yourlogicalfallacyis.com/

    Gradevole sito che fornisce un elenco dei più gravi e comuni errori logici, con spiegazioni ed esempi pratici.
    Un simpatico poster riassuntivo è gratuitamente scaricabile, in molteplici formati.

    https://bookofbadarguments.com/

    Disponibile anche in formato cartaceo, con pagine aggiuntive, anche questo piccolo ma curato testo si propone di familiarizzare il lettore con le incorenze di ragionamento più diffuse.
    Una serie di illustrazioni – di squisita fattura – introduce e sintetizza efficacemente ogni singola fallacia logica trattata.

    PS: grazie per l’ennesimo articolo donatoci.

  4. Il Duca di Baionette

    Un buon testo di base, anche come alternativa se ci si trova male all’università, è Logica for Dummies: http://amzn.to/2lFs0ZL

    A me è piaciuto.

    Grazie a te per i link!

  5. Nicholas

    Grillo e Pitruzzella sono due storditi e su questo non ci piove, ma il problema delle fake news è reale.
    Sono il primo a dire che un individuo dovrebbe sapersi difendere da solo dalle notizie false, ma nessuno di noi è esperto di tutto lo scibile umano, io sono ingegnere ma non so nulla di come si scrivono i libri e quindi mi fido del Duca, così come non so nulla di medicina e quindi mi fido dei medici e non ci vedo nulla di male in tutto ciò.

    Non è tanto che internet è pieno di immondizia (lo è) quanto che lo sono i media tradizionali con l’aggravante di dare un senso di autorità alle affermazioni.
    Certo ci sono tanti siti che smontano le cagate dei politici o dei giornali, ma non sarebbe il caso di sanzionarle anche ste cagate?
    A me sembra doveroso, come doveroso dovrebbe essere che l’ordine dei giornalisti sanzioni giornalisti che parlano di omeopatia o peggio.
    La libertà di espressione del singolo sarà anche sacra ma quello degli organi di informazione che in quanto tali dovrebbero avere una deontologia, e che proprio per questa deontologia sono percepiti come autoritas, dovrebbero essere sanzionati.
    Almeno, io la penso così.

  6. Nicholas

    E cmq Babbo Natale esiste, ci avevo scritto un articolo sulla sua sostenibilità economica. :D

  7. Il Duca di Baionette

    Sì, un peso diverso dando gravità alle bufale quando diffuse da organi protetti dal diritto a fare giornalismo sarebbe doveroso: un diritto ha senso solo se in cambio si ottiene un dovere a bilanciarlo.

    Se vogliono essere protetti quando fanno cose per cui un cittadino comune andrebbe in cella, devono anche per obbligo non diffondere palesi falsità o ritrattare dando identico peso (anzi, io imporrei maggiore: obbligo a usare TUTTA la prima pagina, così gli ammazzi quell’uscita del giornale a ogni errore) alla ritrattazione di quanto ha avuto la notizia falsa. Rimane il problema che potrebbero comunque continuare a diffondere stronzate o cose di giudizio V/F impossibile, ma almeno si limiterebbero i danni.

    Voglio l’articolo su Babbo Natale. Link. XD

  8. Nicholas

    Eccolo qua, ma è una roba i ridere ;)
    http://leganerd.com/2013/12/17/from-cccp-to-ppc-to-pcp-to-rpc/

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