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Gen 25

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Fazi Editore: l’arte di rubare e frignare per l’accusa

Fazi Editore sorprende i lettori con uno dei suoi ultimi romanzi: sì, per l’accusa di aver utilizzato un dipinto per la copertina senza informare l’autore e senza il suo consenso. Autore che a Fazi conoscevano e di cui sapevano di stare violando i diritti, visto che è correttamente riportato all’interno del libro.

Tutto comincia nell’ottobre 2016 quando Fazi Editore pubblica Il caso Maurizius, un classico del 1928 divenuto bestseller già all’epoca. A quanto dice Fazi Editore, la copertina finale è stata decisa all’ultimo e non hanno fatto in tempo a contattare l’autore del dipinto utilizzato, Aaron Westerberg. Hanno usato l’opera senza consenso e senza compenso.

La copertina incriminata.

Il romanzo era già stato pubblicato nel 1933 e, recentemente, ripubblicato sia da Fazi nel 2001 che da Newton Compton nel 2006. Insomma, non è che ci fosse tutta questa urgenza di pubblicarlo subito e non, magari, al prossimo slot di stampa dopo sei mesi, trovando così nel frattempo il modo di giungere a un accordo con l’artista.

Fin qui la storia è brutta perché nessuno deve permettersi di usare la proprietà intellettuale altrui senza permesso su una propria opera, e Fazi mettendo l’artista di fronte al fatto compiuto e pretendendo poi di pagarlo e basta è come se ne “stuprasse” la libertà artistica. Per esempio l’artista avrebbe potuto non voler fornire il permesso, per qualsiasi ragione. Non si può dare per scontato che fosse consenziente.

Il problema è che Fazi Editore non ha proprio contattato Westerberg: è stato lui, a sorpresa, a scoprire a dicembre (due mesi dopo!) quanto era accaduto grazie a un’amica che si trovava in Italia e a farsi avanti. A distanza di un altro mese, ieri, Fazi Editore ancora non aveva trovato un accordo con l’artista per usare la sua opera. Westerberg era giustamente infastidito dalla cosa.

Alcuni di voi si ricorderanno del problema che ho avuto con un editore italiano (Fazi Editore). Hanno deciso di rubare uno dei miei dipinti e di schiaffarlo su uno dei loro libri e poi venderlo nelle librerie e su Amazon […] Non supportano le Arti, le rubano, sono dei criminali. In questo post in particolare, e hanno postato il libro diverse volte, ci sono ben 480 condivisioni e nessuna indicazione che io sia l’artista.

Fin qui, tristemente, già ci siamo abituati in Italia. Ricordiamoci di che editore parliamo, di quel Fazi Editore per cui era considerato normale insultare i propri collaboratori e mentire ai lettori sulle vendite, e che si vantava in pubblico di tutto questo. Nel 2011, eh, non mille anni fa.

Di fronte a questo livello, tipico, dell’editoria italiano non pensavo proprio di parlare della questione se non, forse, in coda a qualche futuro articolo sui problemi dell’editoria. Cosa mi ha fatto cambiare idea? La magistrale risposta di Fazi Editore su Facebook:

Da ieri sera siamo sommersi da messaggi di accuse e insulti, nella peggiore tradizione di internet, riguardanti la copertina de «Il caso Maurizius» di Jakob Wassermann, che riproduce un dipinto dell’artista americano Aaron Westerberg Fine Art. Vi spieghiamo il nostro punto di vista, nella massima trasparenza che da sempre contraddistingue il nostro lavoro:

  • per esigenze editoriali abbiamo cambiato la copertina all’ultimo minuto e in quel frangente non è stato possibile contattare l’autore. Abbiamo comunque inserito i crediti dell’immagine all’interno del libro, come facciamo sempre, in vista di un contatto con l’artista, che abbiamo colpevolmente ritardato.
  • l’autore è stato più rapido di noi e a dicembre ci ha scritto chiedendoci un corrispettivo per l’uso della sua opera.
  • a questo punto abbiamo intavolato una trattativa con l’artista per il pagamento dei diritti. Non abbiamo MAI comunicato di non volerlo pagare. La trattativa si è protratta per più di un mese perché, tra festività natalizie e problemi di coordinamento interno, non abbiamo avuto modo di affrontare a dovere la questione. Ci eravamo accordati per risolvere il problema nella prossima riunione.

Stamattina, visto l’attacco mediatico ricevuto, abbiamo deciso in una riunione anticipata di risarcire l’autore anche oltre le sue richieste economiche, per compensare il nostro ritardo.

Vogliamo ringraziare i molti lettori che ci hanno scritto chiedendoci chiarimenti sulla questione in modo pacato, increduli del nostro comportamento.
Ma dobbiamo anche ammettere che la ferocia e la cattiveria dimostrate da persone ignare di tutta la questione nei confronti di professionisti che ogni giorno lavorano con dedizione e onestà, ci spaventa e intristisce terribilmente.

Il mondo alla rovescia.
La colpa non è di Fazi Editore, ma di chi invece di capire i loro bisogni e che, insomma, c’è di mezzo il cenone di Natale e poi quello di Capodanno e poi l’epifania che tutti i diritti civili si porta via, ecco, si permette la violenza intellettuale di aggredirli diffondendo la notizia che hanno usato illegalmente il dipinto di Westerberg.

Sempre delizioso l’appellarsi a presunti insulti (non indicati, e molti commentatori dicono di non averne letti) per farsi passare per vittime di un internet mostruoso degno di Black Mirror. Sfortunatamente i lettori non ci cascano sempre in certi giochini della dialettica eristica fatti male.

Copertina alternativa consigliata.

Fallimento totale sui social. Quando l’ho scoperto, sei ore dopo, il post aveva già più di 150 commenti pieni di lettori incazzati con Fazi Editore sia per il comportamento che per i toni e il ribaltamento delle accuse. Il vittimismo schifoso del carnefice che accusa la vittima: “Mostri, maledetti! Voi m’accusate di bastonare quest’uomo, ma non capire quanto dolore mi causi al braccio tanto esercizio?”

Sento l’empatia per Fazi esplodere, proprio, sicuro. Il premio 2017 per il miglior utilizzo dei social durante una crisi d’immagine sarà quasi sicuramente suo. ^_^

Questo il mio commento lasciato al grande editore:

Nella migliore tradizione degli editori sul web, Fazi è riuscito a peggiorare la situazione con un intervento infantile e piagnucoloso. Il fatal flaw dell’incapacità di accettare le proprie responsabilità rimane il grande classico nel percorso tragico degli editori italiani, allergici all’idea di trasformarsi nel midpoint della propria vicenda e quindi incapaci di sopravvivere quando giungerà il terzo atto (beh, parliamo di editori di narrativa: facciamolo in modo narrativo). :-)

Da domani, se vi prende il guizzo di taccheggiare un supermercato e vi scoprono, difendetevi col metodo Fazi: “Signor agente, ascolti a me: io l’intenzione di pagare l’avevo, ma tra due mesi, per cui colpe non ne ho, anzi, son questi schifosi di addetti del supermercato che dovreste mettere in cella per il danno morale che mi hanno cagionato accusandomi!”

Grazie Fazi Editore per i meravigliosi libri.
I miei preferiti saranno quelli che nel giro di pochi anni, se c’è un briciolo di giustizia, porterai in tribunale assieme a tanti altri colleghi ugualmente meritevoli. :-)

EDIT 30/1/2017: ho realizzato il video!

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2017/01/25/fazi-editore-larte-di-rubare-e-frignare-per-laccusa/

11 comments

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  1. Tenger

    No ma Duca, capisci, la colpa è del pittore per averli sputtanati su Facebook mentre loro erano impegnati in cose serie (come il pranzo di Capodanno)!

    Dove cazzo vive ‘sta gente? Le loro scuse sono PIETOSE! Io per banali ritardi nella tesi mi sento rispondere “non gliene frega niente a nessuno delle gatte che hai da pelare, il consiglio di Tesi è in primavera, vedi di esser pronta o ti squamo”. Questi commettono UN REATO e dopo ribattono con “ma come potete essere irritati con noi, eravamo in vacanza e avevamo altro da fare!”. Ma sul serio?

  2. Terra Nova

    Ma Tenger, vuoi forse insinuare che tu, al loro posto, avresti trovato fra ottobre e dicembre il tempo di contattare l’autore? O.o cioè, saresti davvero riuscita a trovare un suo contatto e scrivergli?! Prima delle incombenti vacanze di Natale???

    Ti prego, insegnami i tuoi segreti nella misteriosa arte del Time Management, je t’en prie! Hai un Tardis? Un Occhio di Agamotto? Una DeLorean?

  3. Il Duca di Baionette

    Sulla cima dello schifo c’è una magica attività
    La pratican le case editrici con tanta disonestà
    Poi lì c’è un editore che non molto furbo è
    è bugiardo, ladro e fesso, Fazi il suo nome è

    Fazi, Fazi combinaguai
    quanti reati commetterai?
    il beniamino del facepalm sei tu
    O ou ou Fazi, Fazi combinaguai
    su dai racconta quello che tu sai
    di quante vendite false dichiarerai

  4. Tenger

    Terra Nova, hai ragione, hanno speso 2 mesi in frenetica ricerca del contatto senza trovarlo, ma solo perché Fazi non sa usare Facebook :'( E poi cera da fare la spesa di Natale, gli ultimi regali, pulire casa… Priorità nella vita!
    -Rubare;
    -Vacanze;
    -Eventuale compenso all’artista…

  5. Il Duca di Baionette

    Per non dimenticare, i bei tempi in cui il Corriere della Sera, solo due anni fa, univa la speculazione sui morti con l’uso non consenziente di immagini altrui:
    http://www.steamfantasy.it/blog/2015/01/15/il-corriere-ruba-le-vignette-su-charlie-hebdo/

    D’altronde anche all’epoca avevano fretta. Non imparano proprio mai, sono la quintessenza della Tragedia come fallimento nel cambiare sé stessi… :-)

    Lo fanno con tale gaia leggerezza che la nomea di “lietamaio” editoriale mi suona alquanto consona per il settore. Meno male che indosso le galosce per lavorare e che intrattengo meno rapporti possibili coi “colleghi”: un allevatore che si muove nel fango, tra i maiali, non è tenuto né a diventare un porco né a diventare fango… lascio la metamorfosi kafkiane a tanti altri grufolosi “colleghi”…

  6. Francesco Amadio

    La domanda che mi pongo, ora, è “in quale strano universo parallelo credono che viva il pubblico, quelli di Fazi?” Un universo ripreso da qualche racconto horror di bassa lega, dove gli artisti non fanno l’impossibile per rendersi rintracciabili, visto che sennò non mangiano? Uno dove fra ottobre e gennaio si viene rapiti e segregati in uno scantinato? Non trovo altro modo per empatizzare con costoro, se non immaginandoli come alienati che vivono in un mondo tutto loro.

  7. Frostbite

    Un riepilogo?

    Fazi usa un dipinto come copertina, senza avvisare l’artista. Invece che pagare subito i diritti, dopo essere stati scoperti (due mesi) e messi all’angolo si ritrovano a risarcire l’autore oltre le sue richieste economiche.
    Vengono smascherati al pubblico sul web. Invece che dire “okay, abbiamo fatto una boiata, ne assumiamo le colpe” si giustificano con “stavamo andando al cenone ma i media ci hanno infamato, i commentatori ci hanno insultato, i cani ci hanno abbaiato (bau bau! grr grrrrr!)”.

    Questo non ha senso. Quando un imprenditore infrange le regole (da intendere come leggi, come decoro etc.) mi aspetto lo faccia per guadagnarci qualcosa, ma qui l’unico risultato è una maggiore spesa e una peggiore figura di merda. Ma allora tanto vale seguirle queste regole, no? Cos’è, infrangerle per loro è patologico?

    La differenza è che quei personaggi mi stanno simpatici, l’Editore Fazi ha assunto per me la faccia di Elido Fazi (e ha pubblicato Twlight).

  8. Il Duca di Baionette

    Il lietamaio dell’editoria si dimostra sempre più un luogo merdaviglioso! ^^

  9. Il Duca di Baionette

    Ho realizzato il video. Lo aggiungo in coda all’articolo.

  10. Paggio

    Sulla cima dello schifo c’è una magica attività
    La pratican le case editrici con tanta disonestà
    Poi lì c’è un editore che non molto furbo è
    è bugiardo, ladro e fesso, Fazi il suo nome è

    Fazi, Fazi combinaguai
    quanti reati commetterai?
    il beniamino del facepalm sei tu
    O ou ou Fazi, Fazi combinaguai
    su dai racconta quello che tu sai
    di quante vendite false dichiarerai

    Oh Esimio Duca, adesso dovete fare un video in cui cantate la sigla vestito come Pollon :)

  11. Il Duca di Baionette

    Missione compiuta: Fazi Editore ha pagato Westerberg!
    https://www.facebook.com/westerbergaaron/photos/a.133900589962299.19127.124152260937132/1398974836788195/?type=3&theater

    Chissà come mai prima hanno impiegato mesi a pensare quando e quanto pagarlo, poi bastano un paio di giorni di letame gettato contro Fazi e questi pagano subito l’autore.
    Era tanto difficile pagare subito? ^^

    Se bastavano poche ore a pagarlo quando si ha la VOLONTA’ di farlo, allora prima era la volontà a mancare, e quella non viene “aspettando”. Di editori che dicono che intendono pagare e poi lo faranno è pieno il mondo, e non pagano mai.
    Quando qualcuno si comporta come un criminale va trattato come un criminale: con le persone oneste si discute, coi criminali si denuncia… così magari tornano pure sulla retta via e smettono di delinquere.

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