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Feb 26

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Mini raduno Vaporteppa a Mantova Comics 2017: costruire online, ragionando offline

Metti assieme quattro membri di Vaporteppa, una spina di birra Hofbräu München Original e una fiera del fumetto e avrai il primo raduno ufficiale della collana!
Lo abbiamo organizzato tra i soli autori in formazione o pubblicati e ha avuto luogo sabato 25 febbraio al Mantova Comics & Games. La mia idea, per niente originale, è che online è possibile proporre un sacco di idee, ma che trovandosi di persona offline (diversa comunicazione) e cambiando luogo (non più in casa propria dal proprio computer) sia possibile concepire idee diverse grazie agli stimoli sensoriali diversi, e quindi ottenere un risultato diverso rispetto a un incontro online o all’uso molto attivo che facciamo del nostro gruppo segreto di lavoro su facebook.

Un approccio maggiormente mulisensoriale, in luoghi diversi, sfruttando esperienza diverse, permette di accedere a ricordi diversi e produrre idee diverse. L’importante, credo, è che sia un incontro libero per stimolare la creatività. Sì, sono belli gli incontri organizzati come quello fatto da Antonio Tombolini Editore lo scorso ottobre, e che spero venga fatto di nuovo il prossimo autunno, ma quello che serve davvero secondo me non è avere masse di persone sedute a rapportarsi con un presentatore. Non conta che in qualsiasi momento chiunque potesse alzare la mano e intervenire con domande o considerazioni: rimaneva comunque tutto troppo ingessato, bloccato dal formato da “aula universitaria”.

Ecco la foto degli autori venuti: Simone Corà (romanzo finito in prima stesura), Alessandro de Concini (metà opera) e Marco Crescizz (l’unico già pubblicato su Vaporteppa, ora a metà del secondo romanzo). Mancano Giuseppe Menconi, che sta finendo le revisioni sul suo terzo romanzo e che a causa del lavoro normale è rimasto bloccato all’improvviso e non è potuto venire. E manca Manuel Preitano, autore delle copertine di Vaporteppa fin dal primo romanzo, che quest’anno all’ultimo non è riuscito a venire a Mantova. Maledetto, avevi consigliato tu di incontrarci lì! XD

Simone Corà, Alessandro de Concini e Marco Crescizz

Non dico che un incontro debba essere piccolo, faccia a faccia tra poche persone. Noi eravamo solo in quattro, ma avrebbe funzionato anche in venti o trenta: l’importante è che lo “sciame” di persone si senta libero di interagire in piccoli gruppi che producono considerazioni libere come le api raccolgono il polline, e poi portano questo patrimonio di considerazioni all’alveare. Se l’alveare guidasse una per una le api dicendo loro cosa fare, il polline raccolto sarebbe poco… ma se tutte le api agiscono da sole nel raccoglierlo (ovvero, nel nostro caso, si riuniscono in gruppetti che parlano tra loro), l’alveare ne riceverà molto i più.

Nell’ambito delle conferenze è considerato migliore l’approccio della stanza coi tavoli tondi: 20 tavoli tondi in cui siedono 4-6 persone rispetto all’aula con 7 file da 15 posti permette scambi di idee più utili, perché i tavoli tendono a discutere internamente. Questo è stato l’approccio seguito da Ebook Lab Italia 2011, se ricordate, evento in cui ero uno dei conferenzieri.
In quel caso però ogni gruppetto portava via il proprio prodotto, il proprio “polline” raccolto, mentre nel caso di una Casa Editrice l’evento deve essere indirizzato a far poi comunicare questi gruppetti in modo che consegnino le idee raccolte. O se non hanno niente di particolare da consegnare, nessuna idea spuntata fuori, perlomeno si è formato un maggior spirito di gruppo.

Se dopo un evento simile “l’alveare” non riceve il “polline” dai gruppetti dello sciame, beh, significa che mancava una visione condivisa forte e un vero attaccamento al progetto, perché non hanno discusso del progetto, della concorrenza e di come agire meglio. Se le api non sanno cosa fare, se non hanno idea di poter raccogliere il polline, agiranno senza meta seguendo obiettivi propri.

Per esempio, tornando al primo incontro ufficiale di Antonio Tombolini Editore, il momento più importante di tutta la giornata è stato il buffet: in piedi, a girare e parlare con chi si voleva, lo scambio di idee e l’effetto sul morale è stato molto superiore alle ore prima e dopo seduti ad ascoltare e fare domande. Diciamo che le ore prima del buffet erano “utili” a fornire stimoli di cui parlare dopo. Naturalmente le ore dopo il buffet, non potendo poi venire usate come spunti per discussioni libere nello sciame di autori, sono risultate meno efficaci. Non ho idea poi di quanto “polline” sia arrivato all’ape regina Tombolini, ma la fetta che ho raccolto per me, ovvero per Vaporteppa, è stata più che buona e la collana ha avuto dei benefici dall’incontro.

Ma torniamo all’incontro al Mantova Comics & Games 2017. Ecco con cosa sono tornato:

Mi piacciono le opere di Masamune Shirow e ci tenevo ad avere qualcosa di cartaceo di suo da mettere in libreria: in questo caso Ghost in the Shell 1.5, edizione con CD allegato, e il primo volume (a 3 euro) in perfetto stato di una vecchia edizione di vent’anni fa di Appleseed, manga che mi piace più di Ghost in the Shell. Se ricordo bene anche Gamberetta apprezza molto questo autore. Mi sembra che mi avesse accennato alla cosa chiacchierando su msn messenger cinque o sei anni fa.

Sempre per la mia libreria, finalmente mi sono procurato Spiriti Giapponesi per affiancare il bellissimo Mostri Giapponesi: piccole enciclopedie del folklore giapponese, utili per trovare spunti e idee provenienti da una cultura del sovrannaturale sviluppatasi in un ambiente molto diverso dal nostro. E non ho potuto fare a meno di prendere il primo volume, l’unico uscito alla data attuale, di Dungeon Food: ho parlato di questo manga bellissimo nel 2015 e ve lo consiglio assolutamente! Fantasy divertente fatto in modo serio, ragionando come se fosse tutto vero e non a colpi di “perché sì perché è fantasy”.

Siamo entrati alle 10:45 circa e siamo usciti alla chiusura, alle 19:00. Le ore sono volate, nonostante l’evento fosse piccolo (abbiamo girato tutti gli stand tre volte, alcuni quattro o cinque), perché c’era sempre qualcosa di cui parlare. Abbiamo approfittato, come si può vedere nella foto, di un angolo nascosto accanto all’area bar per discutere meglio a pranzo e a metà pomeriggio.
Zona bar che serviva ottimi panini e, fortunatamente, una classica birra lager più che dignitosa: la Hofbräu München Original, che prende a calci in culo le bionde di Peroni, Moretti, Poretti, Heineken e altri marchi industriali in senso negativo del termine.

Due belle birre a pranzo e un’altra alla seconda sosta hanno aiutato molto a girare tra gli stand e a reggere la monotonia dei cosplay presenti: Harley Quinn, Joker, Harley Quinn, Harley Quinn, Harley Quinn, Joker, Harley Quinn, Batman, Harley Quinn, Harley Quinn, Joker, Batman, Harley Quinn, Harley Quinn, Joker, wow una Catwoman per variare! Questa moda dei cosplay di Harley Quinn è devastante e, come diceva Gaia Giselle in un video, è una piaga che ha gonfiato in modo abnorme il mondo dei cosplay con gente che altrimenti non si sarebbe mai messa a farne. Avrei preferito più varietà.

Migliore acquisto della giornata, su consiglio di Crescizz:

Farà un figurone alla postazione di lavoro con cui sento gli autori via Skype. Dà quell’aria di professionalità che mancava alla scrivania!

Cosplay che ho preferito durante la giornata (a parte una Atena oversize dai Cavalieri dello Zodiaco): una Kyoko Sakura da Madoka Magica decisamente ben realizzata, anche se la lancia poteva venire meglio di così. Momento più triste ascoltando i proprietari di stand che parlavano tra loro: quando due di questi, in uno stand con parecchi manga, si lamentavano di un cliente passato poco prima che cercava materiale su Madoka Magica e loro non avevano idea di che cazzo stesse parlando. Proprio non conoscevano la serie, di cui si trovavano figures ovunque negli altri stand. Grandiosi.
Momento comico quando un cliente in un altro grosso stand ha chiesto se avessero qualcosa su Batman… sì, credo venti metri quadri di esposizione. E quantità simili ovunque negli altri stand. XD

Mercoledì ci sarà l’articolo dedicato al legame tra fallimento e fatal flaw di un personaggio in una storia. Alla prossima!

 

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

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2 comments

  1. nicholas

    È incredibile come Crescizz assomigli di viso al personaggio del suo romanzo.
    Cmq i progressi dei romanzi sono ottime notizie, son curioso di leggerli.

  2. Il Duca di Baionette

    Crescizz di volto somiglia a Nunzio, ma di appetiti a Daget. ^_________^

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