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Giu 15

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Unboxing alla baionetta!

Questa volta il video non ripropone l’articolo, ma ne costituisce la prima metà e la parte scritta dell’articolo è l’extra per voi lettori del blog!

Bene, passiamo come anticipato nel video a dare un’occhiata alla mia cantina delle birre, che poi sarebbero due pareti (o meglio: poco più di metà altezza di due pareti) del mio garage. Avevo già mostrato la mia cantina delle birre in quest’articolo di dicembre, ma ora la forma è più “definitiva”.

Cominciamo con le birre “comprate“.
Dovreste riconoscere diverse birre presenti già a dicembre: alcune perché sono le stesse, tanto le birre spesso maturando migliorano, e altre perché mi piacciono così tanto che dopo averle bevute le ho sostituite e rimesse in prima fila (Birrificio le Fate, per dire, o Aviator o Bevog…). ^_^

I due scaffali, e gli scatoloni in terra, delle birre comprate. Meno i due ripiani più bassi… a parte le due confezioni di Hop Skin, le altre sono mie produzioni.

Altra piccola novità rispetto al vecchio articolo, prima di proseguire: ora le foto sono un pochino più decorose, visto che mi sono portato giù in cantina una lampadina da 1160 lumen a 6400 K, con una lampada da scrivania e una prolunga per illuminare il più vicino possibile le birre… e visto che ho inaugurato la mia Canon 700D, un modello economico di reflex, e per le foto ravvicinate ho impiegato l’obiettivo da 50 mm che prende meglio la luce (apertura massima 1,8 invece di 3,5) rispetto al 18-55 mm di base della macchina.

Ovviamente il 50 mm ingrandisce parecchio… per chi ne sa perfino meno di me: se col 24 mm avresti una figura intera, come la vedi tu dal vivo, a quella stessa distanza col 50 mm hai un primo piano, ok? Per le foto degli interi scaffali infatti ho dovuto rinunciare all’obiettivo carino e ho dovuto regolare l’obiettivo base a 24 mm, altrimenti non venivano nemmeno stando addosso alla parete opposta…

Ok, di norma uno compra la reflex per quattro possibili scenari:

  1. È veramente interessato a imparare a fotografare, o la trova un buon compromesso per fare video di alta qualità per il proprio canale.
  2. È un hipster e la reflex va nel kit base della categoria assieme con la barba bella ordinata, i dischi di vinile e i caffè di pregio nei locali di nicchia.
  3. Fa foto e video porno con le amiche (o con le fatine amiche delle amiche).
  4. Quattro.

La quattro ok, con me si sa che ci sta sempre, ma guardiamo le altre.
Escludendo per ora la uno perché non ho tempo al momento di imparare a fotografare, e perché ancora sto proseguendo con la mia handicam Canon a fare i video in una sola registrazione in blocco, per semplificarmi il lavoro… ed escludendo la due perché borgoddio quanto mi stanno sul cazzo gli hipster… e ovviamente escludendo la tre (e ho perfino due treppiedi e la handicam, si potrebbero fare riprese da più angoli e alternare scene POV e scene tradizionali) perché figurati se ho quel briciolo di cervello per fare le cose che andrebbero davvero fatte…
… rimane l’opzione duchino: fare le foto alle proprio birre. Cioè, dai? Compro la reflex per fare meglio i video e dopo quattro mesi non solo non sto facendo scatti alle fatine nude, ma la sto usando per fare i ritratti alle birre? Grande.

Passiamo alle foto di scaffali e scatole. ^_^

Se vi ricordate a inizio dicembre ero fermo a 216 birre provate e schedate. Beh, nel frattempo sono arrivato a 327, e ne mancano di sicuro due o tre bevute al Trex che mi sono dimenticato di schedare. Ormai hanno ampiamente superato i 284 tè schedati e i 251 vini (tra fermi e spumanti). Mi sono dato da fare a studiare, diciamo.

Il ripiano in alto a sinistra ha mantenuto il ruolo passato di “discarica” di birre industriali meno interessanti (Poretti 3, 4, 5, 6 Luppoli), ed eventuali colleghi passabili che non trovano posto altrove (7 Luppoli e 8 Luppoli). In quello in alto a destra ho dovuto mettere una scatola di cartone che contiene 12 lattine di Poretti 9 Luppoli (passabili, decenti), metà Witbier e metà Porter, ma le altre sono birre molto più buone.

Sì, due della Officina della Birra, che andavano in alto, mi sono scappate altrove per mancanza di posto. E le Hofbräu München per rispetto alla loro storia e perché ne ho sempre almeno cinque o sei, d’altronde sono tra le migliori da supermercato a prezzo contenuto, le tengo assieme a quelle più buone (nelle file dietro). Faccio quel che posso, ma non è che ho regole inflessibili nella disposizione…

I due scatoloni subito a destra degli scaffali contenevano all’origine solo Forst Sixtus (27 euro per 24 bottiglie, più spedizione) che come Doppelbock industriale è un vero affare e assieme a grigliate e carni rosse molto saporite è una bomba. Ora la scatola sotto contiene ancora 12 Sixtus, mentre quella sopra (in foto) contiene un mix di birre Forst diverse spostate lì per tenerle tutte assieme. Pure le Barbar Bok mi piacciono molto, si sente davvero tanto il miele e il cioccolato fondente (birre da fatine, direi), e infatti me ne ero comprato una decina (per tentare di attirare le fatine, ovvio).

Il resto non ha bisogno di spiegazioni, direi che si vede… beh, perlomeno si vedono le prime file di ogni ripiano, poi ce ne sono altre tre dietro di altra roba! Abbiate pazienza, volevo vantarmi un po’, mica fare un catalogo fotografico totale.

Passiamo ai miei altri scaffali.

Le mie birre: nove cotte su dieci.

Questi, e quelle altre bottiglie viste prima, sono tutte birre che ho fatto io. Ho già consumato, tra birre regalate/offerte e birre di test (una 33 cl per cotta dopo la carbonazione, e una 33 cl dopo tre mesi), circa 10 o 12 litri. Rimangono comunque quasi 200 litri di birra.

Da ottobre a maggio (ho tirato fino all’ultimo la stagione produttiva) ho realizzato ben 10 cotte di birre, ovvero un po’ più di 210 litri imbottigliati in diverse combinazioni di bottiglie da 75 cl, 50 cl e 33 cl. E sono abbastanza soddisfatto dei risultati, per ora. Anzi, decisamente soddisfatto. Non sono tutte proprio come le volevo, ma quanto basta per quello che ho potuto vedere con le prime cotte giunte a maturazione.

Cosa ho prodotto?

  • Dry Stout (5,0% alc. 30 IBU)
  • American Pale Ale (5,6% alc. 40 IBU)
  • Strong Bitter (5,1% alc. 45 IBU)
  • Sweet Honey Robust Porter (5,0% alc. 37 IBU)
  • Doppelbock (7,1% alc. 20 IBU)
  • Adelaide Pale Ale (5,2% alc. 45 IBU)
  • Black APA (8,1% alc. 70 IBU)
  • Export Stout (6,5% alc. 55 IBU)
  • Double APA (6,1% alc. 70 IBU)
  • Double APA mono luppolo “El Dorado” (7,9% alc. 75 IBU)

Tutte partendo da Kit, ma sempre con modifiche che sono state anche di natura molto sostanziosa nelle cotte 7, 8 e 9. La 10 invece l’ho realizzata partendo da solo estratto di malto in polvere, bollito in concentrazione, e luppoli in pellet (El Dorado, un luppolo americano) usati sia per l’amaro, molto alto, che per un dry hopping aromatico massiccio.

La Doppelbock è solo ispirata, visto che è in alta fermentazione invece che in bassa… anche se forse anche le prime Doppelbock originali della storia, prima che si diffondesse la fermentazione in bassa, erano in alta, ma ormai è uno stile in bassa e basta. Comunque parleremo in futuro delle mie birre. Anzi, faremo qualcosa più che parlarne… ma dovrete aspettare per vedere.
_^

Una piccola anticipazione: il segreto per farle evolvere al meglio.

Sta con le mie birre da prima della prima cotta, quando ancora c’erano solo bottiglie vuote in attesa…

Nell’insieme sembrano un bel po’ di birre, ma non lo sono.
Non lo sono perché mi immagino i veri appassionati con dieci volte questi scaffali, in pratica un intero garage usato interamente solo per le birre, senza l’auto dentro. E non lo sono perché se ne avessi cinque volte di più non mi sembrerebbero troppe.

La birra non è mai troppa.

Bene. Spero che a qualcuno sia interessato il giretto tra le mie birre. Se vi va di fare due chiacchiere sulle birre che vi piacciono o che avete visto qui, usate i commenti.  -_^

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2017/06/15/unboxing-alla-baionetta/

19 comments

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  1. Il Duca di Baionette

    Davide mi chiede sul canale youtube:

    A proposito, visto che sto iniziando ora ad interessarmi al mondo delle birre, non è che potresti aiutarmi tra i vari generi? Che birre potrei assaggiare per avere un’idea di ogni tipo, o almeno di quelli principali??

    Visto che penso possa interessare, riporto la risposta qui:

    Ti metto una lista da beer-shop.it scegliendo quelle che conosco e che ora sono in vendita, percorrendo stili noti e molto diffusi ora, di birrifici famosi e molto validi.

    Double American Pale Ale (in realtà è una “birra con grani speciali”, la segale, ma si capisce meglio usando quell’altro stile), in cui c’è tanto amaro a dominare sulla dolcezza del malto, che comunque è presente (rispetto a una Double India Pale Ale, anche i profumi dei luppoli vincono su quelli maltati):
    https://www.beer-shop.it/aviator/1386-aviator-double-ugly-rye-amber-pale-ale-lattina-355cl.html

    In alternativa, sullo stile West Coast India Pale Ale (stile IPA inglese in chiave West Coast americana: in pratica rispetto alle APA normali sono più secche, ancora più profumate dai luppoli e ancora meno dalle note caramellate del malto) e sempre con l’amaro di una double:
    https://www.beer-shop.it/brewfist/329-brewfist-spaceman-33cl.html

    Una APA meno amara, più normale:
    https://www.beer-shop.it/retorto/726-retorto-morning-glory-33cl.html

    Una Belgian Pale Ale, birre molto aromatiche, un po’ meno amara rispetto alle due prima e con sentori diversi dal solito, verso uva spina e litchi:
    https://www.beer-shop.it/extraomnes/206-zest-33cl.html

    Una Black IPA, che unisce i sentori di una Stout/Porter a quelli agrumati ed erbacei di una IPA/APA:
    https://www.beer-shop.it/bevog/897-bevog-rudeen-black-ipa-33cl.html

    Una Oatmeal Stout, ovvero una Stout, fatta con i classici malti molto tostati, nera, con i profumi tipici di ciocciolato e caffè, a cui si aggiunge l’uso di avena per dare una vena leggermente più dolce, ben equilibrata dall’amaro:
    https://www.beer-shop.it/bevog/895-bevog-baja-outmeal-stout-33cl.html

    Una bella birra affumicata, una Porter affumicata in questo caso, per avvicinarsi a questo tipo di birre:
    https://www.beer-shop.it/bevog/899-bevog-ond-smoked-porter-33cl.html

    Oppure, come birra affumicata, si può andare su una smoked porter più estrema (buonissima):
    https://www.beer-shop.it/birrificio-di-lambrate/985-lambrate-imperial-ghisa-33cl.html

    Una bock, ma del tipo “luppolato”, così la dolcezza è riequilibrata un po’:
    https://www.beer-shop.it/birrificio-di-lambrate/951-lambrate-porpora-33cl.html

    Una classicissima blanche con sentori di scorza d’arancia e coriandolo:
    https://www.beer-shop.it/retorto/725-retorto-latte-piu-33cl.html

    La classica bionda, ma fatta BENE, secca ed equilibrata, realizzata in alta fermentazione (Golden Ale, appunto: Ale indica le birre in alta fermentazione) invece che Lager:
    https://www.beer-shop.it/brewfist/326-brewfist-24k-33cl.html

    Una ursina birra al miele, molto migliore della Barbar di base da supermercato:
    https://www.beer-shop.it/brasserie-la-binchoise/264-biere-des-ours.html

    Una bella classica Quadrupel in stile belga: tanta dolcezza (caramello, uvetta, datteri) e tanto alcol, da uno dei migliori birrifici italiani:
    https://www.beer-shop.it/home/500-extraomnes-quadrupel-33cl.html

    E vabbè, non so se l’apprezzerai soprattutto per il costo MOLTO ALTO, ma questa è considerata la “birra più buona del mondo”, e ha attorno a sé un mito enorme perché viene prodotta senza etichetta (le info sono sul tappo) dal monastero, in quantità piccolissime, per cui è rarissima (nei negozi ne tengono poche bottiglie è spesso è terminata, bisogna aspettare mesi che “forse” riappaia):
    https://www.beer-shop.it/westvleteren/324-westvleteren-xii-33cl.html?

  2. Matteo

    Sono curioso, che aspetto hanno le schede delle birre? Le schedi subito oppure ti affidi alla memoria quando torni a casa?

  3. Il Duca di Baionette

    Annoto gli appunti subito. Non c’è il problema a farlo, visto che le compro apposta per schedarle, quindi sono già a casa quando provo quelle nuove di cui fare le schede. Quando sono fuori segno una nota sull’intelligentofono o metto direttamente le informazioni in un post su FB.

  4. Il Duca di Baionette

    Gli appunti sono molto stringati.
    Colore ed eventualmente se è leggermente o del tutto torbida. Descrizione della schiuma (colore, persistenza, se è grossolana, abbastanza fine o fine, eventualmente se sembra cremosa o se addirittura è bella solida, pannosa). Profumi. Sapore (eventualmente segnando se concorda col profumo). Corpo. Carbonazione. Note extra finali di paragone con altre birre simili, o altri appunti.
    Di norma allego foto della birra con la schiuma ben in vista per valorizzarne solidità, altezza e grana.

  5. Milord

    Interessante variazione nell’uso della reflex xD. A quando un bel set fotografico della tua libreria con video annesso, dove ci parli dei romanzi/saggi a cui tieni particolarmente? (Magari partendo proprio dall’origine dell’uomo, mi sembrerebbe decisamente appropriato xD)

  6. Il Duca di Baionette

    I libri sono una cosa malsana. Bere è meglio di leggere.

  7. Zave

    emergo dal lurking perenne con cui seguo il blog da anni per presentare un quesito: a me la birra piace di più sgasata, ha un senso la cosa?
    quando apro una bottiglia un po’ grossa, dal mezzo litro in su, raramente la finisco in un colpo. in genere rimetto il tappo a corona e la rimetto in frigo.
    quando la riprendo ore dopo o anche il giorno dopo è quasi completamente sgasata, ma io l’apprezzo di più così.
    non mi sono mai dato da fare per farla sgasare di proposito (lasciarla completamente stappata o proprio versarla in un bicchiere ore prima di berla) ma mi chiedevo, esistono birre “ferme” o quasi di default?

    ciao e grazie

  8. Il Duca di Baionette

    a me la birra piace di più sgasata, ha un senso la cosa?

    Sì, ha perfettamente senso. L’effervescenza serve a muovere i sapori e i profumi, e per produrre il cappello di schiuma che protegge la bibbia dalla rapidissima ossidazione, ma spesso è eccessiva. Soprattutto nelle birre industriali, così gasate che se le si beve dalla bottiglia sgasando tutto in pancia si è rapidamente a disagio, gonfi, e si rutta… versando nel calice dritto, senza inclinare. e facendo schiumare il più possibile diventano tollerabili.

    E poi…

    esistono birre “ferme” o quasi di default?

    … ci sono proprio le birre senza effervescenza!

    Tipicamente le birre acide sono ferme o con pochissima CO2 (Lambic e simili). Nell’ambito dei prodotti da supermercato, la birra Guinness Draught (in vendita dagli anni ’80, ma la vecchia ricetta Guinness Original è rimasta in vendita) ha una schiuma cremosa creata mi pare con l’azoto e un aspetto bellissimo mentre si tramuta da marroncina a nera, con un effetto tipo “nuvole” come un espresso appena fatto (per chi lo beve come faccio io da tazzine trasparenti).

    Io sono un fan della Guinness, soprattutto dei prodotti di pregio maggiore usciti negli ultimissimi anni, ovvero le due “Porter” (ma si passa dai 4 agli 8 euro al litro). Se solo la Guinness Draught fosse più corposa e con un sapore più intenso, la adorerei… invece essendo un po’ poco intensa, e ben poco possente nonostante sia la Stout più famosa del mondo, la bevo con piacere ogni tanto e basta… :-)

  9. Zave

    grazie dei consigli.
    le lambic sembrano interessanti, peccato che da quanto leggo non penso siano facili da reperire. hai scritto “e simili” hai qualcosa di “commerciale” da consigliare?
    la guinnes l’avevo provata parecchi anni fa (almeno 10) e non ricordo nemmeno se mi fosse piaciuta, decisamente da riprovare.

  10. Il Duca di Baionette

    A me piaceva la birra acida all’albicocca di Extraomnes, ma mi pare di aver capito che l’hanno ritirata dalla produzione (o così mi hanno detto). In teoria è come un lambic alla frutta, anche se non vedendo dalla zona del lambic non credo si possa chiamare così…

    Trovi lambic e altre birre acide (non tutte sono ferme, ma spesso sì) nei negozi online di birre come beer-shop.it o altri.

  11. Zave

    ho riprovato la guinnes dopo anni e devo dire che ci hai preso in pieno, mi è piaciuta molto. concordo anche sul fatto che se fosse più corposa sarebbe ancora meglio.
    preso dall’ispirazione ho provato anche una la trappe dubbel e ho apprezzato molto.
    per le lambic penso che prima di guardare su internet farò un salto in un beer shop non troppo distante da dove abito. sul sito che avevi consigliato quelle che proponevano erano tutte blend con birre più giovani per dargli più frizzantezza, maledetti!!!

    ti ringrazio ancora per i consigli, fino ad ora avevo bevuto più che altro birrazzi da combattimento e weiss quando volevo qualcosa di meglio. non penso di lanciarmi a capofitto nelle birre ma spaziare un po’ per trovare prodotti interessanti e in linea con i miei gusti è sicuramente in programma.

  12. Il Duca di Baionette

    Ottimo! Se trovi qualche birra interessante fammi sapere!

  13. Davide Politi

    Duca, c’è qualche effetto negativo nel conservare le birre in frigo se si ha lo spazio? Tu d’estate le consumi a temperatura garage o le metti prima un po’ in frigo?

  14. Davide Politi

    Oh, e un’altra cosa: secondo te fa qualcosa se nel collo della bottiglia chiusa si è fatta schiuma?

  15. Il Duca di Baionette

    Le metto in frigo e poi tra caldo dell’aria, bicchiere a temperatura ambiente (quindi caldo) e un po’ di minuti, risalgono di temperatura verso i 10-12 gradi ideali. Anche a temperatura ambiente quasi tutte le birre ben fatte sono ottime (il freddo oltre a ridurre le note dolci, motivo per cui una Double IPA bevuta a 5-8 gradi può risultare più amara di quanto sia realmente, copre certi sentori guasti tipici delle Lager industriali fatte male).
    Ne tengo diverse in frigo assieme, visto che non sono mai sicuro di cosa aprirò.

    La schiuma non dovrebbe essere un problema. Significa solo che è stata sballottata un po’. Se la bottiglia è ben chiusa (se per un urto la capsula ti si è disigillata, te ne accorgi: se la scuoti fischia, se la ribalti gocciola leggermente) la perdita di CO2 che si è sgasata nello spazio d’aria disponibile sarà poca roba… pensa a quanta schiuma fa nel bicchiere – tutta carbonazione tolta prima di bere – e il poco nel colletto non può incidere significativamente rispetto a quanto si preventiva di sgasare versando.

  16. Il Duca di Baionette

    Che poi, mi chiedo perché le tengo in frigo… fresche 10-12 mi piacciono, ma a temperatura ambiente (intendo 20-24 gradi quest’estate, di notte) mi piacciono praticamente tutte lo stesso. A parte certe birre con una base davvero dolciastra da contrastare un poco, come la Barbar Bock che è pensata per berla addirittura a 3 gradi e sopra i 12 sviluppa note meno piacevoli….
    Sarà la forza dell’abitudine…

  17. Davide Politi

    Grazie! Ho appena assaggiato la Aviator Double Ugly. Non avevo mai bevuto una birra così amara. Il primo sorso è stato sorprendente, in senso positivo, ma adesso un po’ mi ha scocciato e non ho voglia di finire la lattina. Credo che non sia il mio genere, ma comunque mi è piaciuto assaggiarla.

  18. Il Duca di Baionette

    I prodotti più amari della Aviator sono parecchio sbilanciati verso l’amaro: non hanno un IBU altissimo per contrastare una dolcezza alta… è più amaro per il gusto dell’amaro e basta. Questo è un difetto che riduce l’apprezzamento a una nicchia di fan dell’amaro “fine a sé stesso”, a cui io appartengo solo in parte. Le birre così ogni tanto le bevo volentieri, ma non ne berrei due di fila… mentre di una Object 010 di Canediguerra con 100 di IBU, quindi un sacco di amaro, ma con una dolcezza forte dietro (e 10% alcol), costruendo un bilanciamento ottimo, già diverse volte quando sono andato al Trex a cenare e poi passare la serata dopocena me ne sono bevute 3 di fila. :-D

  19. Il Duca di Baionette

    Comunque se la Double Ugly non ti ha fatto schifo, ma ti ha solo annoiato dopo un po’, significa che le birre amare (più bilanciate però) sono adatte per te. Proverei IPA/APA normali e delle Double IPA/APA sotto il 100 di IBU (quasi tutte sono sotto il 100).

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