I Coniglietti del Venerdì (82)
Scritto da Il Duca di Baionette il 13 apr 2012 | Categorie: Conigli, Riflessioni
I coniglietti di questo venerdì non saranno particolarmente gioiosi da vedere.
Il primo video è stato creato dalla AAE (Associazione Animali Esotici) e mostra alcuni conigli e alcune cavie che sono stati soccorsi dall’associazione. Conigli con ferite enormi, piaghe, pus, abbandonati nel fango o nella propria merda dai padroni, uno addirittura lasciato in un’automobile sotto il sole.
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Torniamo alla AAE Conigli. Ecco il video.
L’Associazione soccorre i conigli, spesso abbandonati dopo l’acquisto frettoloso da parte di decerebrati che intendono regalarli ai figli piccoli per Pasqua, senza essersi presi la briga di informarsi (sì, il solito mantra dell’informarsi) su cosa significhi avere un coniglio per casa o che problemi fisici (anche molto costosi, come la malocclusione dei denti) può sviluppare se viene trascurato o trattato in modo inadatto.
Il coniglio è come un bambino e deve sapere il padrone cosa è meglio per lui. Se lo si imbottisce di cibo gustoso, ricco di zuccheri e senza fibre (i classici mangimi per conigli), il coniglio sarà felicissimo di divorarlo e non scriverà mai su un foglio “Ok amico, ora dammi cavoli e fieno!”. È come un bambino imbottito solo con barrette Mars e pizza ai peperoni: non ha nemmeno idea di dover mangiare diversamente…
D’altronde in Italia non ci si informa per scrivere un romanzo nemmeno quando si viene pubblicati da Mondadori o altri grossi editori, di cosa bisogna stupirsi? Lo stesso tipo di mentalità porta a non informarsi nemmeno in casi così evidentemente gravi come la salute di un altro essere vivente che si desidera ospitare in casa propria. In più, paradossalmente, molti autori fantatrash italiani degli ultimi anni sono stati davvero “abbandonati con gravi ferite in mezzo alla propria merda” dai loro editori. Chi la fa, l’aspetti. ^_^
Un secondo video, più gradevole, con informazioni utili per chi volesse adottare un coniglio (cibo, abitazione ecc…):
La definizione di quel veterinario è geniale: “animali da coccole” è molto più preciso, per i conigli, rispetto al solito “animali da affezione”. Al pesce tropicale uno può affezionarsi molto, senza prenderlo in braccio e coccolarlo mai. Il coniglio invece ha molto bisogno di coccole e questo è un elemento fondamentale del rapporto con gli umani che lo adottano. E questo bisogno di coccole richiede tempo, come sottolineato dal veterinario.
Circa 2000-3000 conigli vengono abbandonati ogni anno. La AAE ha continuamente tantissimi conigli in attesa di adozione. Hanno bisogno di volontari che li tengano in casa in attesa dell’adozione, che li trasportino ecc… e anche di soldi. I conigli abbandonati costano e le spese mediche, talvolta grandi, sono sostenute dalla AAE.
Se, come me, non potete aiutare attivamente (io dopo aver studiato i conigli ho rinunciato a poterne avere uno in casa, per cui di certo non posso ospitarne), potete sempre donare dei soldi. Potete iscrivervi all’associazione, versando 18, 25, 50 o anche 100 euro (a scelta). Io ho versato i 100 euro. Oppure potete adottare a distanza un coniglio: 10 euro al mese, ovvero 120 euro l’anno.
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E visto che qualcuno avrà già cominciato a compilare i 730, ricordo che AAE Conigli è una ONLUS, Codice Fiscale 90008800261, e potete devolvere a loro il vostro 5xMille. Trovate molte altre informazioni nella pagina ufficiale delle donazioni.
I conigli hanno bisogno di voi.
Se non avete neanche 5 euro da donare con Paypal, fate almeno questo: segnalate il primo (http://www.youtube.com/watch?v=wVrrMnUAAtw) e il secondo video (http://www.youtube.com/watch?v=A5zdsHqTbl8), oppure questo articolo. Dovunque potete: sul vostro blog, su facebook, su twitter…
Ovunque potrebbero esserci delle persone, anche vostri amici o parenti, che stanno per comprare un coniglio e che finiranno per maltrattarlo involontariamente, per ignoranza, fino a trovarsi a doverlo abbandonare in un campo, convinti che vivrà meglio (magari con un enorme ascesso in bocca) nell’ambiente selvatico.
O che lo terranno a vita in una gabbia troppo piccola per potersi alzare su due zampe, stupendosi poi che sia praticamente immobile, passivo e depresso le rare volte in cui viene fatto uscire (“Che animale stupido, buono solo per restare in gabbia!”).
Prendere un coniglio significa prendere delle responsabilità.
In alternativa compratevi un peluche.





