Archivio per la Categoria 'Fantasy'
- Marstenheim di Angra by Il Duca Carraronan
- Ritorna il fumetto delle Cronache. Evviva. Che gioia. Danziamo. Evviva. by Il Duca Carraronan
- Le Cronache del Plagio Emerso by Il Duca Carraronan
- Fantasy senza Fantasia? La Strazzu colpisce ancora! by Il Duca Carraronan
- Esbat di Lara Manni by Il Duca Carraronan
- Cuore d'Acciaio e la coniglia morta di infarto: una notizia triste e due allegre by Il Duca Carraronan
- Qualcosa di ebraico: stereotipi, propaganda e... Fantasy! by Il Duca Carraronan
- PornoFantasy: definizione e bando di gara by Il Duca Carraronan
- Il Destino di Adhara: il mondo del porno by Il Duca Carraronan
- Problemi tecnici del blog e il videogioco su Nihal by Il Duca Carraronan
- Un salto in libreria! by Il Duca Carraronan
- Fantasy, scrittura e giochi di ruolo by Il Duca Carraronan
Marstenheim di Angra
Scritto da Il Duca Carraronan il 15 dic 2009 | Categorie: Ebook, Fantasy, Libri
Come avevo accennato nell’articolo dell’otto dicembre, avevo intenzione di fare un po’ di pubblicità a un certo romanzo: Marstenheim di Angra. Ho preferito aspettare che ne parlasse Gamberetta per non toglierle l’onore della prima segnalazione pubblica.
Marstenheim è un romanzo di avventura, Science Fantasy, con una certa originalità nel mettere assieme gli elementi fantastici ben scelti, ma non particolarmente bizzarro. Dovrebbe soddisfare senza problemi anche i gusti di chi non ama le cose troppo bizzarre, pur essendo molto più innovativo del solito fantasy nel solito medioevo-di-cartapesta atemporale. Un onesto Science Fantasy con una spruzzata di influenza dello Zuddas di C’era una volta un computer e di Balthis l’avventuriera nel dipingere un mondo che dall’alto sviluppo tecnologico è precipitato nella barbarie.
L’ambientazione, alla fine ridotta alla sola città di Marstenheim e poco altro (ottima scelta), è un buon miscuglio di elementi diversi. Si nota una certa vena di Warhammer in alcune cose, come negli schieramenti visivamente netti, come sono visivamente molto diversi gli eserciti del wargame: i crociati indossano cotte di maglia, le forza della Repubblica hanno i fucili ad avancarica, gli adoratori dei demoni sono deformi, gli uomini-ratto sono uomini-ratto (ma sono molto più divertenti degli Skaven) ecc… ecc… Non esattamente lo stesso livello di differenza che potrebbe passare tra francesi, prussiani e inglesi nella Guerra dei Sette Anni. Anche se un francese e un ratto, in fondo, non sono molto diversi. ^_^
|
| “Gya” disegnata da Laura Bagliani |
Ho seguito il romanzo, fornendo l’aiuto che potevo dare, da quando Angra ha iniziato a pubblicarlo sul suo sito. L’ho letto complessivamente tre volte prima prima che venisse rilasciato per intero e poi una quarta volta, per individuare gli ultimi refusi (o quelli nuovi, apparsi di fresco) e permettere ad Angra di correggerlo al meglio nei primi giorni dopo la pubblicazione online.
Anche se il lavoro di segnalazione e suggerimenti è stato piuttosto lungo, non è stato pesante: prima di tutto il romanzo è ben scritto e divertente, quindi rileggerlo tre o quattro volte non è stato un problema, e poi la quantità di difetti da segnalare era limitata. Sì, c’erano parecchie piccole cosette da sistemare, ma tutti errorini lievi o questioni di gusto. O sonorità strane, come parole che rimavano in “ano”. Nell’insieme il romanzo era già bello pronto fin dalla prima volta che l’ho letto.
In più Angra ha mostrato l’approccio che un vero autore dovrebbe avere nei confronti dell’editing: stare in silenzio e leggere gli appunti ricevuti, valutando in proprio quanto ricevuto senza ribattere in modo sterile o far polemiche. Un atteggiamento di professionalità e maturità nei confronti dell’opera scritta e del lavoro del collaboratore per l’editing che pochi hanno. La cosa di cui mi sono stupito è che abbia fatto tutto quello che avevo detto. Perlomeno tutto quello che si poteva fare senza stravolgere troppo la storia, che è comunque tanto. Non me lo aspettavo. E non so dire se sia stata una cosa buona o meno. ^_^”
Il punto debole del romanzo è l’inizio. Io stesso l’ho visto come uno scoglio, alla prima lettura. L’inizio non invoglia: i ratti sono simpatici, ma non sono ancora divertenti come Skiapp e compagnia, e per quanto l’evento mostrato sia importante per la trama, non vi è un elevato coinvolgimento emotivo per il lettore o una particolare meraviglia.
Passata la prima scena, il resto del romanzo vola via. Ben scritto e gradevole.
Il finale non mi dispiace.
L’Epilogo in sé lo trovo molto bello, ma nell’insieme il finale anche se ben fatto non dà quella sensazione di oppressione e di perdita che si sente quando finisce qualcosa di “veramente coinvolgente” che ti ha tenuto incollato fino all’ultimo capitolo/episodio.
Ma a questo tornerò dopo.
Angra ha fatto un ottimo lavoro nel correggere il tiro, comunque. La versione precedente era priva di due scene, una d’azione con i soldati (dovreste individuare facilmente dove ho aiutato di più l’autore nel sistemare la primissima bozza della nuova scena) e una coi ratti. Mi sono piaciute molto e sono state una sorpresa: in poche ore Angra ha individuato cosa andava aggiunto e ha provveduto. Un lampo.
Aver inserito quelle scene e averne modificate altre ha permesso di chiudere meglio le vicende in sospeso di alcuni personaggi e, di conseguenza, la vicenda generale della città.
Torniamo al problema di fondo dell’opera, che si ripercuote sul finale.
Marstenheim non è la storia di “un personaggio che fa una cosa”. Me ne sono accorto nel tentativo di sintetizzarlo in una o due frasi per consigliarlo agli amici. La storia non è riassumibile come “la vicenda di un personaggio”, ma solo come “la vicenda di una città in cui passano dei personaggi”.
Lo stesso utilizzo di POV usa-e-getta, come il maggiore Drong, testimonia che l’interesse principale è nel dare un affresco delle vicende della città più che delle vicende di un singolo protagonista.
Non è come Rambo che in entrambe le versioni, film e romanzo, è la storia di un reduce distrutto dalla guerra e incapace di tornare alla vita civile perché il mondo civile per primo è ostile (la vicenda di una persona che si conclude per intero nella sua “morte/ritorno dal colonnello come simbolo del mondo militare” -in base alla versione-).
Anche le Cronache del Mondo Emerso sono riassumibili in poche frasi su Nihal e questo è un grosso punto di forza. Fin dal primo libro si capisce che è la storia di Nihal: una ragazza in un mondo in guerra scopre di essere l’ultima superstite di un genocidio e cerca vendetta contro i Kattivi.
Non un generico gruppo di eroi che parte per salvare il mondo “tanto per” contro un cattivo “perché sì”: una vicenda personale che esige vendetta di persona. Metterla sul personale è una buona idea. Poi, ok, la vicenda è una stronzata e il Kattivo è un ritardato, ma quanto meno si può sintetizzare dal punto di vista di un personaggio.
Qual è il problema di non essere la “storia di un personaggio” e basta?
Prima di tutto che è più difficile costruire un legame emotivo in poco spazio. Nelle Cronache del Ghiacco e del Fuoco è vero che non c’è la vicenda di un singolo personaggio, ma la mole di vicende ben legate permette di costruire delle aspettative/simpatie per i vari POV-Char (Tyrion in particolare), permettendo al lettore di sviluppare preferenze dinastiche e di fare il tifo per un personaggio e/o famiglia o per l’altro. E in più le vicende generali (la guerra civile) sono chiare e si riassumono facilmente, magari con un improprio paragone con la Guerra delle Due Rose.
In Marstenheim ci sono troppi personaggi e troppo poco tempo per affezionarsi davvero a qualcuno. Il personaggio che può riscuotere maggiore simpatia e una sorta di affetto è Skiapp, che ho adorato, ma non ho visto della vera concorrenza da parte di Aix o di Carmille o di altri. Senza affetto è anche più difficile provare sofferenza nel distacco dall’opera, al suo termine. Skiapp e gli uomini ratto forniscono anche il necessario elemento di comicità per sdrammatizzare, motivo in più per cui il lettore potrebbe simpatizzare per loro.
Un romanzo che vi consiglio di leggere per le feste.
| Scarica da Gamberi Fantasy in formato: PDF (A4) – MOBIPOCKET – RTF – ODT – EPUB – ARCHIVIO (TUTTI) |
|
Ritorna il fumetto delle Cronache. Evviva. Che gioia. Danziamo. Evviva.
Scritto da Il Duca Carraronan il 08 ott 2009 | Categorie: Fantasy, Fumetti e Manga
La Panini, scartati i primi due panini imbottiti di merda stantia (che io mi sono procurato di seconda mano), ha deciso di farcirne altri due con… merda fresca fumante?
Speriamo di no!
http://www.paninicomics.it/web/guest/news?id=25630
Come vi abbiamo anticipato sulla nostra pagina Facebook, siamo lieti di potervi confermare l’attesissimo ritorno de LE CRONACHE DEL MONDO EMERSO, la cui pubblicazione avevamo sospeso alcuni mesi fa per alcune doverose verifiche.
Ci scusiamo con i nostri lettori per il disagio, e vi invitiamo a fare vostro il numero 3, scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Massimo Dall’Oglio e Gianluca Gugliotta, già in quel di Lucca, in occasione della fiera cui speriamo parteciperete numerosi.
L’albo, dal titolo Disperazione, siamo certi sarà di vostro pieno gradimento, regalandovi una generosa e inedita (perché si tratta di qualcosa mai letto sinora all’interno dei romanzi) descrizione del passato di Nihal e dei suoi tumultuosi e contrastanti sentimenti.
Dopo l’anteprima lucchense, distribuiremo l’albo in tutte le edicole e le fumetterie a partire dal 5 novembre.
La sceMeggiatura rimane la stessa (o perlomeno lo sceneggiatore).
Quindi anche nel terzo dovremo aspettarci un riassunto incomprensibile (e inutile) se non per i Fan delle Cronache, in cui tutte le (poche) cose interessanti vengono tolte e al loro posto viene inserito un personaggio inventato per una scena di “dialogo” ricca di Simbolismo da Retard.
Nel primo volume la Paura era un Lupo, nel secondo la Rabbia era la Signora dei Corvi… e ora? La Disperazione è un Serpente? E nel quarto la Felicità è un bicchiere di vino con un Panino?
|
| Nihal, sono io: sono Panino. Non potrai sfuggirmi per sempre. |
Recchioni si è proprio sforzato per cavar fuori una sceneggiatura che fa rimpiangere l’originale. Il Lupo e la Signora dei Corvi (ovvero Bjork ricalcata, come ricorderete) sono peggio di qualsiasi cosa prodotta da Licia di cui abbia memoria.
“Recchiò, guarda qua!”
PAFF! Un tomo di mille e passa pagine si schianta sulla scrivania. In copertina c’è una fighetta coi capelli blu. Recchioni si gratta la nuca e riprende a scrivere al PC.
“Non compro enciclopedie delle disfunzioni mentali, grazie.”
“Ma che dici? Questo è un librone che ci fa fare un botto di soldi. Mi ci devi cavar fuori una sceneggiatura coi controcazzi, Recchiò!”
Recchioni interrompe la scrittura. Guarda di nuovo il volumone, che sta facendo scricchiolare la scrivania. Poi guarda Fanteria dello Spazio, poco distante. Sospiro rassegnato.
“Va bene, ci proverò…”[Una settimana dopo]
Driiiiin! Driiiiiin!
“Signor Panini? Sono Recchioni… sì, sì… il materiale c’è. E’ una storia banalotta, senza mezza idea originale, ma si può ricavare un buon fumetto con un po’ di lavoro. Sì… sì, sì, ho capito. Uh, potremmo fare dieci o dodici al- Cosa? Quattro albettini striminziti? Ma sta scherzando? Pronto? Pronto?”
Recchioni poggia il telefono sul tavolo e fissa il vuoto per un po’. Quattro miseri albettini da quaranta pagine per trasporre un mattone fantasy: cosa pretendono che faccia, un miracolo? Bastardi.
La bottiglia comprata il giorno prima gli sorride dal mobiletto dei liquori. Grappa di pino mugo: l’ideale per trovare l’ispirazione. Quella e i suggerimenti del ragno di liquirizia rossa lungo mezzo metro che passeggia sul soffitto.
Il ragno fa “ciao” con la zampetta.[Alcuni giorni dopo]
PAM! PAM! Il signor Panini prende a pugni la porta.
“Recchiò, allora, hai finito o no? Esci di lì!”
“Gggghhhh, quasi… manca… ggghhhh, poco!”
Panini si asciuga la fronte. Quel dannato imbrattacarte è chiuso nel cesso da ore. Fottuti artisti: non capiscono che devono sbrigarsi? Mette via il fazzoletto bagnato di sudore e sta per colpire la porta di nuovo, ma si ferma a metà del gesto. Non è che magari sta male? Forse è meglio tentare un approccio più gentile.
“Recchiò, ti serve qualcosa? Vuoi altra carta? Devo chiamare l’ambulanza?”
Silenzio. Forse è meglio chiamare davvero l’ambulanza.
Un tonfo nell’acqua: SPLOTCH!
“EUREKA!” urla Recchioni. “Ho partorito un’idea geniale: facciamo stare tutta la storia nei quattro albetti alla grande, signor Panini!”
Panini tira un sospiro di sollievo.
“Bravo Recchiò. Ma quando hai finito tutto non mettermelo sulla scrivania. Anzi, non farmelo proprio vedere: mi fido di te. E apri la finestra.”
Interessante anche l’approccio di FM, come al solito, che scrive:
Apprendiamo dal sito della Panini Comics che, dopo la sospensione a seguito delle polemiche per le accuse di presunto plagio
A parte che non c’è alcun presunto plagio, ma il plagio è dimostrato e la sospensione non dipende solo dalle polemiche, ma dal REATO commesso. Le polemiche sono ciò che ha costretto la Panini a dover affrontare la questione e quindi a sospendere gli albi e a cambiare i disegnatori perché c’era un REATO reso pubblico e in grado di sputtanare l’azienda. UN REATO. Ripetiamolo: REATO CON PROVE EVIDENTISSIME. Se fossero state polemiche e basta, senza alcun reato chiaramente commesso, ad esempio accuse sulla sfumatura di blu dei capelli di Nihal o sul pessimo studio dei personaggi, pensate che lo avrebbero fatto?
Ma se anche, drogati dall’ipocrisia vigente, volessimo dichiarare che il palese plagio fosse una ipotesi di plagio (come quando uno tira fuori una pistola, spara in testa a un tizio di fronte a cinquecento testimoni e dodici telecamere accese, ma è solo “presunto colpevole di omicidio”), l’affermazione di FM rimarrebbe sballata ugualmente: le accuse rivolte sono di “plagio” e non di “presunto plagio”.
Il plagio potrà pure rimanere presunto fino alla dimostrazione del reato in Tribunale, ma l’accusa non è di “presunzione di plagio”, bensì di “plagio”.
Speriamo che i disegni dei prossimi due albi siano decenti.
Il nuovo disegnatore delle sequenze con la Nihal “giovane”, Massimo Dall’Oglio, dicono che sappia già disegnare in stile manga e quindi non dovrebbe scopiazzare nessuno.
Io speravo che fossero decenti anche i disegni dei primi due, nonostante il plagio, ma non è stato così. Speravo che un lettore casuale avesse più difficoltà ad accorgersi del “problema” rispetto a un appassionato di fumetti e invece no. Perfino io che, essendo un fan di Hatsukoi Limited, ho sfogliato un po’ 100% Fragola in passato, mi sono subito accorto che le espressioni di sorpresa di Nihal sono degne di una scolaretta che ha appena mostrato uno scorcio di mutandine in pubblico!
Il volto di Nihal cambia in modo così radicale, dimensioni e forma degli occhi e della bocca, tutto, che diventa VERAMENTE DIFFICILE poter dire che la Nihal d’azione (la Nihal-Naruto/Sakura) sia la Nihal spaventata. Solo i vestiti e il colore dei capelli permette di riconoscerla. Ricostruzione facciale totale da una vignetta all’altra. Fa veramente vomitare la cosa se un n00b qualsiasi come me può accorgersene così tanto da provare grave fastidio.
![]() ![]() ![]()
|
| Era davvero tanto difficile, da Otaku-fanatico-schizzato-asociale-che-vive-solo-di-manga, come più o meno sono stati definiti gli “accusatori” nei primi giorni, accorgersi che la faccia di Nihal cambia ogni poche vignette? Non dico di individuare la fonte (quello è difficile), ma solo che la faccia di Nihal CAMBIA e che questo NON è normale. È davvero tanto difficile? A me pare che solo un subnormale o un cieco non potrebbe accorgersene… |
E Licia Troisi, che aveva visionato le tavole, non aveva avuto nemmeno mezzo dubbio. E neanche gli altri. Nemmeno Recchioni, che coi fumetti di lavora. Che squallore.
A proposito, ricordate che nella prima battaglia di Nihal gli aspiranti cavalieri del drago indossavano sgargianti corpetti colorati per essere facilmente individuati?
A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.
Ecco: nel secondo numero, forse per pietà nei confronti dell’intelletto dei lettori, i corpetti colorati sono diventati canottiere di un bel khaki-sabbia mimetico, adatto anche per le uniformi dell’Afrika Korps (ultima vignetta qua sopra).
ATTENZIONE: correte subito QUI per una vignetta inquietante di un fumetto erotico sceneggiato da Recchioni che potrebbe contenere una “profezia” o essere solo “un caso”… oppure essere una parziale ammissione del fatto che fosse a conoscenza che qualcosa non andava nei disegni. Roba che mi ha stupefatto! *___*
Le Cronache del Plagio Emerso
Scritto da Il Duca Carraronan il 24 lug 2009 | Categorie: Fantasy, Fumetti e Manga
Quando ho saputo che stava per uscire una versione a fumetti delle Cronache del Mondo Emerso, sono stato dilaniato da due sentimenti contrastanti:
1. lo schifo per l’ennesima espansione troisiana nel mondo (dopo il videogioco nei cui screenshot sembrava di guardare i playmobil…) in una spregiudicata ricerca di lebensraum;
(Guarda la bellissima grafica del videogioco) ▼
2. il desiderio di avere nuove immagini di Nihal con cui masturbarmi da contemplare, essendo per me un feticcio erotico (il mix formato dal ritardo mentale -tratto saliente del Mondo Emerso-, dal rubinetto del pianto aperto e, naturalmente, dai capelli blu come Kaname Chidori ha un suo fascino, no?).
Rimaneva la questione di come sarebbe venuto il fumetto, soprattutto dal punto di vista grafico dato che la storia è quella che è. Quando vidi le prime tavole apparse online rimasi piacevolmente colpito: i disegni erano più che decorosi!
|
| Scene con Nihal da giovane, disegnate da Giuseppe Ferrario |
|
| Scene con Nihal da adulta, disegnate da Gianluca Gugliotta (qui ha gli occhi verdi, ma nella versione finale mi pare che abbiano corretto facendoli viola) |
Che si potesse ricavare qualcosa di decente dalle Cronache del Mondo Emerso? Pareva proprio di sì. Magari non qualcosa di particolarmente interessante, considerando che la storia è molto carente sia per complessità che per fantasia, ma un fumetto “decente” sì. Comunque povero signor Recchioni: lui di certo si è dovuto leggere i libri (e anche con una certa attenzione) per poter produrre la sceneggiatura. Per un uomo adulto e senziente deve essere stato un’esperienza traumatica! ^_^
Peccato per il prezzo dell’opera: con 40 paginette per albo potevano pure riunire tutto in uno solo numero o due al massimo, invece di optare per quattro (a 3,50 euro l’uno!). D’altronde se lo scopo è batter cassa e se la base di pubblico c’è già nonostante il rapporto prezzo/dimensioni ridicolo, avranno pensato bene di approfittarne. Per ora sono usciti solo due numeri: per gli altri due non si sa cosa accadrà.
Come mai non si sa?
Perché due settimane fa, pochi giorni dopo l’uscita del secondo albo, una giovane fan di Licia Troisi appassionata di manga, TeaSe, ha fatto notare la somiglianza sospetta tra alcune immagini presenti nel primo numero del fumetto e due opere di Hayao Miyazaki (La Principessa Mononoke e La Città Incantata, in italiano, in particolare i personaggi di San e Chiriro).
La discussione è partita dalle prime tavole “copiate” notate da TeaSe e un po’ alla volta si è ingrandita: altri lettori hanno trovato ulteriori scopiazzature o, addirittura, veri e propri ricalchi, provati dalla perfetta sovrapposizione delle immagini originali e di quelle sospette! E la scopiazzatura delle opere di Miyazaki non è stata l’unica: il disegnatore incriminato, Giuseppe Ferrario, ha attinto anche dal manga Naruto e da un altro fumetto!
Inutile elencare ogni cosa in questo post, potete leggere la discussione e vedere tutte le immagini incriminate qui: Gli errori/copiature del mondo emerso (fumetto)
Riporto qui qualche immagine a scopo illustrativo, ma consiglio di tenere d’occhio la discussione linkata sopra per eventuali aggiornamenti e nuove eccitanti scoperte.
![]() ![]() ![]()
|
| Chiriro e Nihal: somiglianze inquietanti tra schizzi di Miyazaki e fumetto? |
|
| Sovrapposizioni realizzate da Enrychan: altro che copia, in pratica Ferrario ha fatto un ricalco! |
|
| Non mancano riferimenti a “La Principessa Mononoke”, qui solo uno a titolo di esempio… |
Giuseppe Ferrario non è l’ultimo degli Zulù, ma uno stimato professionista il cui nome dava prestigio al fumetto, tant’è che a scopo pubblicitario la Panini Comics scriveva (guardate il PDF scaricabile qui)
Ai disegni il genio di Giuseppe Ferrario (Milano Criminale, Justin Supermaxieroe), che ha lavorato per Walt Disney, Warner Bros e ha visto pubblicate le sue opere a fumetti in Francia e negli Stati Uniti per la Image affiancato dal talento emergente Gianluca Gugliotta.
Chi poteva pensare che Ferrario avrebbe gettato discredito e fango sul proprio nome in un modo così stupido? Da una simile auctoritas è lecito aspettarsi professionalità: non è un novellino in cerca di facile fama!
|
| Ferrario col “corpo del reato”? |
|
| Scena di battaglia: pose prese da un’immagine di “Ultimates” della Marvel? E pensare che di questa vignetta in pratica se ne vantava pure sul suo blog! |
Ho seguito la vicenda negli ultimi otto giorni, ma ho preferito non intervenire prima che la Panini Comics dicesse “qualcosa”. Non volevo mettermi a fare inutili polemiche perché non ho le competenze per dire qualcosa di intelligente nell’ambito dei fumetti/manga: questo articolo ha il solo scopo di diffondere la notizia e di ringraziare TeaSe e gli altri appassionati per la competenza e la capacità con cui hanno individuato i plagi. Un pubblico così serio, capace e consapevole è una bella cosa. Un po’ meno bella per chi cerca di fregarlo giocando sporco. ^_^
La questione ormai pare chiara: Licia Troisi, per quanto non si sia accorta di alcun plagio (però dichiara di essersi accorta di alcune somiglianze con lo stile di Miyazaki…), non ha colpe di per sé se non quella di essersi fidata troppo del disegnatore come non ha colpe anche lo sceneggiatore del fumetto che, in teoria, avrebbe dovuto avere l’occhio un pochino più allenato (è un professionista) e avrebbe potuto individuare i plagi che ha notato una ragazza di appena 17 anni come TeaSe!
![]() ![]() ![]()
|
| Dopo Miyazaki e i fumetti americani della Marvel, anche Naruto? La sovrapposizione (grazie Enrychan) Nihal-Sakura è ottima! Certo che ne vuole mettere di “omaggi” il buon Ferrario… ^_^”" |
Dal sito di Licia Troisi, post di ieri a riguardo:
Ho visto le tavole prima della realizzazione dell’albo vero e proprio, ma si è trattato solo di alcuni dei disegni, e in ogni caso mi sono stati passati a scopo meramente dimostrativo. Nessuno si aspettava da me un giudizio sull’originalità o un check su eventuali plagi [quello però sarebbe stato lecito aspettarselo dai professionisti della Panini Comics. NdDuca].
[...]
L’interezza della prima storia l’ho vista sostanzialmente quando l’albo era già stato stampato. Ho detto “bello!” perché mi piaceva molto, e ho ovviamente riconosciuto il debito verso Miyazaki. E con debito intendo il fatto che ai miei occhi lo stile di Ferrario somigliava, e sottolineo somigliava, in modo evidente e scoperto, a quello di Miyazaki.
[...]
E non me n’ero accorta perché trovo non sia facilissimo farlo, anche se è ovvio che molte persone, vuoi per l’occhio più allenato del mio, vuoi per una conoscenza di Miyazaki e dei manga in generale più profonda della mia, ci sono riuscite.
[...]
Quel che mi dispiace è che un progetto in cui credevo, e a cui tenevo molto, sia finito impastoiato in una storia così brutta. Quel che mi dispiace è che il lettore sia stato comprensibilmente deluso, per ragioni oggettive e che potevano essere evitate, da un prodotto che sopra ha bello scritto il mio nome.
Mi dispiace immensamente, per voi, per tutte le persone che hanno contribuito a questo lavoro con onestà ed entusiasmo, e francamente mi spiace pure per me e per i miei personaggi, che, al di là della qualità [scarsa... e Nihal dovrebbe odiarti per questo! NdDuca] del mio lavoro di scrittrice, forse si meritavano di meglio.
Tutti concordi sul fatto che sia stato il disegnatore a sbagliare. E ormai è anche evidente, inutile nascondersi, che non ha solo “copiato un po’ troppo”, ma che si tratta di un vero e proprio plagio, che è un reato. E i lettori non sono stupidi: nemmeno quelli di 17 anni che amano la Troisi (perlomeno non tutti).
![]()
|
| Forse l’unico omaggio al “maestro” considerabile come tale? |
Riporto a titolo di esempio il commento di un appassionato di manga, Salvatore Nives:
La nostra voce è stata ascoltata, è stata stilata una lista intera di ricalchi di Miyazaki, Naruto, Shinkai e addirittura opere non manga.
Il che basta a dimostrare tutto ciò che volevamo dimostrare, compreso il fatto che il “manga” è una cosa seria, in cui ci vuole studio e personalità e che non si può “improvvisare” dalla mattina alla sera, come diceva Enry…men che meno quindi “improvvisarla barando”.A dimostrazione poi che il manga viene studiato con passione e ricercando sempre una propria personalità e rielaborazione da molti giovani e non solo, e che manovre preconfezionate non aggradano nè i lettori nè, tantomento, i disegnatori in tale stile.
Se si tratta il pubblico come se fosse formato solo da scemi, si può avere prima o poi la brutta sorpresa di scoprire che non è così “bovino” come lo si immaginava. Figuratevi se il fumetto fosse arrivato all’estero, negli altri paesi in cui le Cronache sono state pubblicate… la questione non era se il plagio sarebbe stato scoperto, ma solo “quando”.
A meno di non pensare che i lettori siano tutti bovini consumatori lobotomizzati. ^_^
La posizione di Ferrario è indifendibile: cosa stava pensando di fare? Mah!
Ferrario a propria difesa ha scritto prima sul blog di Recchioni:
Per prima cosa vorrei chiarire che la Panini non mi ha imposto nessuno stile, sono io che ho proposto un lavoro alla Miyazaki. Mi esaltava l’idea di provare una nuova linea artistica e, forse sbagliando, ho impostato tutto sullo stile del mio idolo. Credo di aver fatto un lavoro pazzesco di ricerca di pittura e di lavoro sulle atmosfere e sul colore. Anche sui personaggi volevo avvicinarmi e in alcune pose li ho proprio copiati, ma l’ho fatto in maniera palese e rispettosa(dichiarandolo sempre) Chiunque compri un art-book di Miyazaki può trovare quei disegni. Nella mia stupida mente, non c’era l’idea di fare meno fatica, anche perchè, senza vantarmi, non credo di dover copiare nessuno, ma di tributare colui che stimo. Lungi da me fare il furbetto, non sono uno che ha paura di fare fatica e credo d’averlo dimostrato con tutto il mio lavoro.
e poi sul proprio:
La pubblicazione edita da Panini “Cronache del Mondo Emerso” è stata temporaneamente sospesa. Sono molto deluso perchè avevo riposto un sacco di speranze e di sogni in questo lavoro e lo avevo vissuto come una grande opportunità. Ho sempre dichiarato apertamente il mio desiderio di produrre un fumetto in stile giapponese rifacendomi ai grandi Maestri orientali. Sapevo di muovermi in uno stile nuovo per me, ma il mio sogno era quello di consegnare alle stampe un risultato fantastico, che avrebbe reso felice ogni lettore, dagli innumerevoli fans di Licia Troisi, ai lettori di manga, fino a chi prendeva in mano per la prima volta un fumetto. Mi sono molto documentato, ho comprato libri, ho studiato la tecnica pittorica giapponese degli scenari e ho pesato il colore per cercare l’atmosfera giusta in tutte le inquadrature. Con entusiasmo ho lavorato il doppio che se avessi impostato il tutto con il mio stile, proprio perchè dovevo guardare ad altri. Rimango molto felice del risultato, per me questo è un bellissimo fumetto.
Ma chi vuole prendere per il culo?
O ha plagiato ed è in malafede (e ha commesso un reato) oppure, se non era in malafede, è un idiota perché a tutti, una volta scoperte “le somiglianze”, è parso evidente che fosse un plagio. Cos’è, improvvisamente lui, un professionista, non ha più saputo distinguere omaggio, scopiazzatura e plagio becero? Ma non diciamo stronzate!
Citando fumettidicarta.blogspot.com:
Nel suo blog Giuseppe Ferrario ha scritto un messaggio che trovo ridicolo.
Quoto con patate. ^_^
|
| Ha perfino rubato alcuni sfondi, altro che “omaggi”! Ci sono almeno altri due sfondi “copiati e incollati” individuati dagli appassionati! |
Lo stesso sceneggiatore, Recchioni, pur continuando a difendere la buona fede del disegnatore (ma non diciamo cretinate: e gli sfondi rubati visti sopra?) alla fine ha scritto:
Ho parlato con Ferrario: ha sbagliato ma adesso sono convinto della sua buona fede. Credeva davvero che sarebbero stati presi come omaggi e rimandi. Sia chiaro, per me sono qualcosa di più e di peggio.
Come dicevo all’inizio la Panini Comics ha deciso di sospendere momentaneamente la pubblicazione e il 22 luglio ha rilasciato questo comunicato:
A seguito di segnalazioni riguardanti il contenuto di alcune vignette disegnate da Giuseppe Ferrario ed apparse nella propria pubblicazione LE CRONACHE DEL MONDO EMERSO, Panini Comics comunica la sua decisione di sospendere temporaneamente l’uscita della pubblicazione stessa per una verifica dell’opera nella sua interezza. Scusandosi con i lettori per l’accaduto e a riprova della serietà con cui è solita operare Panini Comics valuterà attentamente nei prossimi giorni gli interventi più opportuni a propria salvaguardia, in tutte le sedi.
Cosa succederà ora? Guai alla Panini Comics e/o al Disegnatore per la violazione del copyright? Forse sì e forse no, ma qualcuno suggerisce che potrebbe accadere altro. Lo scopriremo in futuro. E quel “gli interventi più opportuni a propria salvaguardia, in tutte le sedi” per quanto sia una formula standard fa pensare che la Panini Comics tema qualcosa (vendetta, tremenda vendetta?).
Nel frattempo la vicenda, dopo esser rimbalzata anche fuori dall’Italia, approda su Repubblica in un articolo di Loredana Lipperin da cui prelevo questo estratto:
Nel frattempo, in rete è accaduto molto: scambi di accuse tra fumettisti italiani e lettori, una mail di Ferrario a TeaSe dove l’autore ammetterebbe di aver “copiato di brutto”. Poi, la sospensione. “Un gesto di trasparenza per evitare brutte figure”, racconta Alex Bertani, marketing manager di Panini. “Ora procederemo a verifiche fatte da esperti per capire se in questa pesante ispirazione ci sia dolo o meno. Ci riteniamo parte lesa, e ci riserviamo di tutelare i diritti di immagine nelle sedi opportune”. Non meno desolato è lo sceneggiatore Roberto Recchioni: “Una parte di colpa è anche nostra: io sono esperto di fumetti e non me ne sono accorto, così come non se ne sono accorti i supervisori della Panini. Mi dispiace moltissimo, perché Ferrario è un ottimo professionista: ma questa volta, temo, ha commesso un’ingenuità di proporzioni enormi”.
È una brutta faccenda e mi dispiace per Licia Troisi.
Sì, è vero, Licia sta facendo barche di soldi scrivendo stronzate a nastro e senza nemmeno il buon gusto di voler migliorare o di tentare di produrre qualcosa di originale, secondo la spregevole filosofia per cui “se il mio pubblico è formato da gonzi che non sanno distinguere un buon prodotto da uno dozzinale, perché faticare dieci volte tanto per darglielo buono e avere un incremento di pubblico minimo? Meglio scrivere dieci libri!” ecc… ecc… però mi dispiace perché, almeno questa volta, non è colpa sua. Per la spazzatura libraria prodotta invece non ha alcuna scusante, anche se l’avidità di cavalcare l’onda e mettere soldi da parte in un periodo di crisi è comprensibile. ^_^
Io leggerò i due numeri del fumetto usciti solo se li dovessi reperire di seconda mano o trovare gratis in altro modo: ho visto l’anteprima online e l’inizio del primo numero è una sottospecie malcagata di riassunto, sigh, ma usare più di 40 pagine e farlo decentemente proprio no?
I link utili per saperne di più
Gli errori/copiature del mondo emerso (fumetto)
Recensione del primo numero del fumetto (voto: 2 su 5)
La risposta dello sceneggiatore Recchioni
(del 17 luglio, alcuni giorni prima della dichiarazione riportata sopra)
La sceneggiatura di Recchioni (postata per mostrare che non ha mai ordinato a Ferrario di scopiazzare qualcosa)
La comunicazione ufficiale della Panini Comics
Un primo post sul blog di Licia e un secondo post
L’articolo su Comicus.it
Scan dell’Articolo del 24 luglio su Repubblica (e post sul blog di Loredana Lipperini)
Lo schifo varca i confini nazionali: articolo in un sito americano
Giuseppe Ferrario si dichiara dispiaciuto, ma non ammette l’evidente colpa in modo esplicito (forse per via dei futuri, e sempre più plausibili, strascichi legali?)
Fuckantastic – ma il mondo emerso se ne frega (contiene le interessanti reazioni da “Casta” dei fumettari scandalizzati che un lettore -orrore!!!- possa criticarli quando truffano la gente)
Recchioni su Comicus, bello incazzato con Ferrario che non ammette le colpe (e fa notare che potrebbe esplodere una vagonata di merda a causa degli impegni della Panini con la Mondadori e con altri editori)
Fantasy senza Fantasia? La Strazzu colpisce ancora!
Scritto da Il Duca Carraronan il 25 giu 2009 | Categorie: Fantasy, For The Lulz, Libri
Oh, sta per uscire, se non è addirittura già uscito, il nuovo libro di Chiara Strazzulla!
Ricordate la Strazzulla, vero? Quella che in scrittura preferiva gli starnuti ai manuali della Writer’s Digest. Quella degli Eterni, ovvero la versione siciliana degli Elfi virata ancora di più allo Yaoi (ovvero froci).
Gli Elfi che facevano il bagno tra le bolle di sapone, con l’effetto grafico di bolle e vapore che copriva a mala pena i loro genitali (ma la versione DVD sarà uncensored e conterrà uno speciale OAV intitolato “Gli Eterni nella Terra degli Orsi Gay”!) e i capelli privi di doppie punte che scendevano in luminose cascate di frociaggine.
|
| Lyannen e Tyke, de “Gli Eroi del Crepuscolo”… |
E il dramma degli Eterni: essere così gay e doversi fingere “diversi”, perlomeno un pochino, inventandosi attrazioni inesistenti per le “femmine” (che in realtà hanno scopo unicamente riproduttivo, come nell’Antica Grecia). Che dramma! CHE DRAMMA!
Come dimenticare questo capolavoro dell’italico ingegno, questa prova artistica e narrativa, questo tripudio di originalità, in cui il bell’omosessuale massacra con gusto i cattivi che sono tali in quanto “brutti” e, si sospetta, pericolosamente eterosessuali.
Il nuovo libro si intitola “La Strada che scende nell’Ombra” e ha tutte le carte in regola per essere un nuovo CAPOLAVORO!
In un mondo diviso e stanco, l’Ombra si è destata e le Otto Genti non sanno se ci sarà l’alba di una nuova èra, oppure la fine.
I prescelti dalla profezia per raggiungere la Fortezza Impenetrabile e combattere il malefico potere sprigionato dalla Gemma Bianca sono i meno presentabili che si possa immaginare. Mentre la resa dei conti si avvicina e tutti i popoli entrano in guerra, il Magus guida la Compagnia piú ribalda e riottosa che si sia mai vista verso il destino che trasformerà gli ultimi, i peggiori delle Otto Terre, nei nuovi Eroi.Serrati colpi di scena, battaglie memorabili, una Compagnia dei peggiori dotata di mille risorse e di una simpatia e vitalità umana irresistibili, una stupefacente varietà di mondi, personaggi nelle cui gesta risuona l’antica epica. Un romanzo che ribalta sottilmente il concetto di Bene e di Male, e conferma il talento della più giovane autrice di fantasy italiana.
Al di là delle stronzate propagandistico-pubblicitarie, che ormai sappiamo essere una costante (anzi, Licia Troisi in un suo articolo di un po’ di mesi fa, un annetto mi pare, scriveva che è lecito e normale mentire e dire stronzate, falsificando la realtà, se è per promuovere un prodotto e che quindi nessuno si deve scandalizzare), quello che fa davvero schifo è il “più giovane autrice di fantasy italiana”.
Alla Einaudi mentono sapendo di mentire.
Sono degli sporchi untori di menzogne, in palese malafede. Come fanno a non sapere che Elisa Rosso, edita da PIEMME (non da Pincopallo Edizioni, da PIEMME!) con “Il Libro del Destino” nel 2008, non ha neanche 16 anni mentre la Strazzulla ora ha 18 anni (se non già 19, non ricordo in che giorno compiva gli anni, ma era in questo periodo mi pare).
“La malafede è l’unica cosa su cui possiamo fare affidamento“
Ecco il mio commento sull’editoria italiana. Schifosi ipocriti bugiardi… -____-
Notevole la fantasia della Strazzulla: siamo passati dalla “Compagnia dei Rinnegati”, formata da scarti e reietti (secondo il marketing, in realtà se avete letto la recensione linkata in cima è TUTTO IL CONTRARIO!) alla “Compagnia dei peggiori”. Complimentoni. ^_^”"
La Compagnia dei peggiori
Morosilvo Dan Na’Hay, astuto mercante di schiavi di Terra degli Uomini
Thix Arnur Velinan, arrivista fuorilegge di Terra Elfa
Shaka Alek, impenetrabile mercenario di Terra dei Demoni
Pelcus Vynmar, ladro di Terra Nana con la passione per gli esplosivi
Lady Ametista, ipnotizzatrice di Terra Folletta piuttosto vendicativa
Farik Rilkart, testardo brigante di Terra Goblin
Ardrachan Caleth, guerriero omicida di Terra Fata in preda alla follia
Arinth Naun, strategico terrorista di Terra Gnoma
Notevoli scelte. Guardate i nomi delle terre: Terra Gnoma, Terra Fata, Terra Folletta… Woodrow Wilson[1], il grande stronzo yankee dei Quattordici Punti, sarebbe fiero di te! ^_^
E i personaggi, divini!, anche se non ho ben capito cosa sia uno strategico terrorista e non sono tanto sicuro nemmeno dell’arrivista fuorilegge…
Ho invece ben colto l’ennesimo riferimento Yaoi nell’impenetrabile mercenario.
Ah, Strazzu Strazzu, hai proprio la fissa per queste zozzerie, eh? ^____^
E pure Thix Arnur Velinan mi suona come “Tits Anus Velina”.
|
| Shaka Alek non era poi tanto impenetrabile… |
Sono veramente triste felice. Spero che sia un “fantasy umoristico” alla Pratchett, anche se non è presentato come tale: ma se avessimo Editori normali, intellettualmente normodotati e non così tanto corrotti e disonesti, basterebbe la descrizione fornita da Einaudi stessa per catalogarlo come tale senza alcun dubbio. Ma siamo in Italia e i nostri Editori sono quelli che sappiamo essere: è molto probabile che sia l’ennesimo romanzo idiota che si prende drammaticamente sul serio… sigh…
EDIT 3 Luglio 2009:
È possibile leggere il primo capitolo del nuovo libro!
Note:
1: Wilson intendeva i Quattordici Punti come un mezzo per far terminare la guerra e raggiungere una pace equa per tutte le nazioni. Arrivò a Versailles il 4 dicembre 1918 per la Conferenza di Pace di Parigi del 1919 (diventando il primo presidente degli Stati Uniti a compiere un viaggio in Europa durante la carica), dove si adoperò a fondo per promuovere il suo piano. Alla fine Wilson riuscì a far passare l’idea che tutti i paesi perdenti dovessero essere smembrati su base etnica, con lo scopo di creare stati etnicamente omogenei (”principio dell’autodeterminazione dei popoli“).
Con questa decisione, le potenze vincitrici di fatto prepararono la strada alle pulizie etniche registrate in Europa da allora (compreso lo sterminio degli ebrei in Germania e la cacciata di 620.000 tedeschi e 300.000 ungheresi dai nuovi paesi creati ai trattati di Parigi) e a nuove guerre. Torna in cima.
Esbat di Lara Manni
Scritto da Il Duca Carraronan il 19 giu 2009 | Categorie: Fantasy, Libri
Questa non è una recensione. Io non so fare recensioni, prevedono troppo sforzo e troppa organizzazione: preferisco dare un parere sul libro senza farmi ulteriori problemi. A chi non è d’accordo che si possa dare un parere personale su qualcosa fino a qualche giorno fa avrei consigliato un bel trasferimento in Iran, ma pare che neppure lì siano così tanto bravi a tenere a freno la libertà di espressione. Peccato.
![]()
“Esbat” di Lara Manni.
Feltrinelli, 2009, 276 pagine.
Io sono una persona semplice e ragiono in modo semplice.
Per me i fatti contano più delle chiacchere e Tolstoj faceva la cacca dal culo come tutti gli altri. E un romanzo che voglia essere buona narrativa vale per quello che suscita nel lettore.
Sono un uomo semplice con idee semplici: cacca, sangue, vita, morte. E Mauser. Che mondo sarebbe senza Mauser?
Concetti forse alieni agli allevatori di arroganza letteraria, quelli che hanno le batterie di Spocchia D.O.C. nutrite col sangue del popolo in sbrilluccicanti Torri d’Avorio, ma di certo non nuovi agli esperti di narrativa come William Strunk (1918, sembra ieri) e compagnia bella. Ma il popolo prima o poi prende le armi, le Torri bruciano e c’è un proiettile per chiunque lo abbia richiesto per tempo (triplice copia, foto formato tessera, prego consegnare al Consiglio dei Commissari del Popolo non oltre il 12 Giugno).
Chi non è d’accordo con la mia semplice visione delle cose potrà parlarne con il Mauser 1871. È un bravo fucile, gentile e comprensivo, e sarà felice di spiegargli che, sotto gli strati di saccenza, tutti gli uomini sono sacchi di budella e vanno giù allo stesso modo se gli pianti un 11×60R nel cranio. Va giù il ricco e va giù il povero. Va giù l’avistocvatico intellettuale e va giù il volgo pvoletavio. Piacevole eguaglianza.
Ho pensieri comunisti. Troppo spesso.
Credo sia ora di prendere la pasticca Bianca. È quella contro il comunismo. Immagino che me la porti un’infermierina col caschetto di capelli rosa e la divisa che copre appena le mutandine. Sarebbe bello. Come la corazzata Potemkin.
|
| Gli effetti dello sballo Internazionale stanno lasciando il mio corpo, più vuoto e Nero di prima… |
Ho letto Esbat di Lara Manni su suggerimento di Gamberetta, che ha aiutato l’autrice a sistemarlo e a renderlo più adatto alla pubblicazione. Almeno mi pare di aver capito che sia andata così: d’altronde mi pare che sia stata spesso ben disposta nel valutare i testi inviati dai suoi fan e a fornire pareri in privato (o perlomeno così pare dal blog). Non vedo perché sarebbe dovuta andare diversamente con Lara. Pareri, non penso “editing” vero e proprio (un lavoraccio), se no sarebbe una specie di santa.
Già nei mesi scorsi Lara Manni ha lasciato ringraziamenti a Gamberetta nel proprio blog o l’ha citata con evidente stima, per cui immagino che quel poco che Gamberetta ha fatto sia stato comunque “molto” per Lara medesima che comunque aveva già due editor veri, Carlo Buga e Giovanna Salvia, citati pure loro nei ringraziamenti sul sito. E dato che i due editor a cui toccava davvero fare il lavoro sono loro due, immagino che ogni problema del testo riscontrato sia a loro (e a Lara) imputabile. ^__^
Se non fosse stato per Gamberetta, io non lo avrei mai letto. Esbat non è il mio genere: una vecchia mangaka scopre che il protagonista delle sue storie esiste davvero. Uao: poi tipo, chessò, esistono anche i personaggi della Torre Nera che escono fuori e salvano Stephen King? E il romanzo nasce da una Fan Fiction liberamente ispirata a Inu Yasha… Sigh. Ci sono sacchi su sacchi di chissenefrega per i miei gusti!
Ma avevo un valido motivo per leggerlo, a parte compiacere Gamberetta, ovvero la speranza che il libro facesse schifo e di poterlo usare come arma contro di lei in stile “ah ah su questa merda c’è il tuo nome nei ringraziamenti ah ah che n00b che sei ah ah!“. L’avrei fatta proprio incazzare, eh eh. Ho uno strano rapporto di amore-odio con lei. O forse voglio solo che mi picchi. ^___^
Quando avevo preso il libro in mano per iniziare la lettura mi era passata per la testa questa scena: Gamberetta che entrava nella mia camera dalla finestra e mi inseguiva per casa armata di bokken. Era una prospettiva inquietante, ma c’era anche qualcosa di eccitante nell’idea che lei, la bellissima Gamberetta, mi picchiasse con una spada di legno.
“Sei stato un Duca molto cattivo! Hai maltrattato Lara! Prendi questo! E questo!”
“Sì, fammi male! Sono stato taaaaaanto cattivo!“.
Partivo quindi molto prevenuto. E un po’ eccitato.
| Dura soltanto tre secondi: fatelo ripartire nel caso il primo avvio se li mangi… |
Ma sfortunatamente Esbat si è rivelato un buon romanzo. Non privo di difetti, alcuni dei quali tanto “standard” da farmi pensare che forse non tutti i suggerimenti di Gamberetta (o meglio di Strunk, Scott, Gerrold, Twain, Dibell ecc…) devono essere stati presi in considerazione. Poi, boh, non ne ho idea: non ho mai letto l’opera né in versione “bozza” né in quella di “fan fiction”, per cui non so proprio come fosse prima che Lara sfruttasse le doti di Gamberetta per aggiustarlo.
Che poi, come detto prima, io non so in che modo abbia aiutato Lara. Se devo valutare dai ringraziamenti sul sito/libro, c’è scritto chiaramente “Nei confronti di Gamberetta del blog Fantasy Gamberi: senza la quale questa storia avrebbe avuto più buchi di una forma di groviera” che fa pensare che più che editing vero e proprio siano stati invece suggerimenti e valutazione della trama (segnalando appunto le incoerenze, i buchi).
E comunque, alla fine, quello che appare sul libro lo decide in realtà l’autore e non gli editor.
Essendo io una mente semplice (che non capisce le battute raffinate e si spancia dal ridere come un bifolco se vede una lucertola gigante coi cingoli), di fronte a un buon romanzo mi sono completamente dimenticato le mie intenzione distruttive. Sigh. Dovrete accontentarvi del mio livello standard di severità nei confronti della narrativa. Sono severo perché la narrativa riguarda il tempo, il denaro e la fantasia delle persone, quindi è una cosa seria. Fottutamente seria.
|
| UAO!!! Dinosaur-Tank da Ultra Seven! Ke bllo!!! Sì, ho gusti da bifolco. |
Partiamo dal principio. Esbat nasce come Fan Fiction di Lara Manni dedicata al manga Inu Yasha di Rumiko Takahashi. Non è però una semplice Fan Fiction dedicata al manga Inu Yasha, ma un vero e proprio “WHAT IF…?” che riunisce l’autrice del manga, i suoi personaggi e i fan in carne e ossa: cosa accadrebbe se un personaggio entrasse dalla finestra e…?
Non un’idea originalissima, ma è valida. Meglio del solito gruppo di Eroi che sfida il Cattivo in stile Strazzulla. E comunque Lara non nasconde le sue “fonti di ispirazione”, dedicando nel suo sito pagine ai nomi dei personaggi, alla storia di Esbat e ad altre cose che potrete vedere da soli esplorando le pagine.
Lara Manni è brava bravina quanto basta per attirare l’attenzione di qualcuno “del settore” e così arriva a essere pubblicata da Feltrinelli.
Nessun invio del romanzo alla cieca. Nessun troisiano “hey, l’ho mandato solo alla Mondadori e ho avuto fortuna!”. Lara Manni è onesta e non lo nasconde.
Volevo iniziare porgendoti i miei complimenti per il tuo primo traguardo: già passare dall’Erika Fanfictions Page alla Feltrinelli non è esattamente da tutti. Puoi raccontarci com’è andata?
Così: un lettore della fan fiction ha passato il link a una persona che lavora nell’editoria e che si è interessata della storia sia presso un agente che presso la casa editrice. Poi ci ho lavorato molto: per passare dalla fan fiction al romanzo sono state necessarie cinque stesure, anche se la storia in sè non è cambiata moltissimo, in apparenza. E’ stato un lavoro di linguaggio e di psicologia dei personaggi, soprattutto.Fonte: Intervista di Sakura87
Debiti. Ne ho moltissimi. [...]
Nei confronti di Angelo Scotto, senza il quale Esbat non sarebbe arrivato nelle mani di chi l’ha portato in altre, preziosissime mani: quelle di Roberto Santachiara e, poi, in quelle di Alberto Rollo e, infine, in quelle di editor meravigliosi come Carlo Buga e Giovanna Salvia.Fonte: pagina dei Ringraziamenti del blog.
E non c’è nulla di male in tutto questo: se il testo ha del potenziale mi sembra giusto che un qualche “cercatore di talenti” (definiamolo così, senza intendere davvero un Talent Scout di mestiere) faccia del suo meglio per portarlo alle stampe.
Se io producessi un buon libro su… boh, sulle “Mitragliatrici a vapore nello SteamFantasy Cileno“, sarei ben lieto di accettare l’aiuto di un eventuale appassionato d’armi e di fantasy che mi dicesse “questo è bello, merita di trovare un editore”. Vi pare?
Lo stesso Cesare Calamandrei[1] è stato notato per le sue competenze nell’ambito delle armi antiche (in particolare per la precisione con cui riportava complessi meccanismi da sparo con pochi tratti di matita) da un “pezzo grosso” (Emanuele Marcianò) e così è arrivato a lavorare a Diana Armi di cui ora, dopo più di 30 anni di duro lavoro, è vicedirettore: mica lo hanno pescato dal secchio dei neo-laureati senza arte né parte!
Non ci vedo nulla di male nelle qualità e nelle doti premiate.
Preferisco qualcuno che crede nell’opera e la spinge per vederla pubblicata che non l’ennesimo editor rincoglionito che pesca “Ghirardi” o “Elisa Rosso” dal cestone degli ultimi arrivi dopo aver scartato tutti quelli scritti da maggiorenni (anche se, non avendo letto mai l’Esbat in versione Fan Fiction, non saprei dire se tutta questa qualità c’era davvero… mah! ^__^).
Il lavoro dei bravi editor dovrebbe essere proprio anche quello di notare i nuovi talenti.
|
Ovviamente per problemi di pubblicazione i riferimenti espliciti (i nomi) sono stati cambiati. E così Sesshomaru è diventato Hyoutsuki, Inu Yasha è diventato Moeru, Rin è diventata Aiko, Naraku è diventato Yobai (se ho capito bene: io quella roba l’ho seguita un po’ di anni fa, poi mi sono rotto i coglioni e ho smesso, per cui non mi ricordo molto) ecc…
La Storia in Breve:
C’è una scimmia gialla che scrive un fumetto che piace sia alle scimmie gialle della sua isola che a milioni di altriminoratifan in giro per il mondo. Quando sta per concludere la storia, viene visitata dal demone protagonista. Servizio lamentele a domicilio. “Spiacente signora, ma non sono disposto ad accettare un simile finale: se non lo cambia porterò la mia protesta fino al Sindacato!”
Lei tentenna, forse sognando di poter sfruttare i soldi guadagnati in dieci anni diputtanatepubblicazioni per pagarsi una carica della polizia sugli scioperanti, con tanto di lacrimogeni e braccia spezzate. Proprio quello che vorrebbe che accadesse ai suoi odiati fan craniolesi.Il demone capisce l’andazzo, si cala le braghe e tira fuori il c… sì, insomma, capisce che l’autrice si è infatuata di lui e decide di fare l’amore con lei per convincerla a inventarsi un finale della storia migliore. È vecchia e racchia, ma non ha scelta.
La fumettara però non si accontenta di un solo coito: per potersi accoppiare ancora e ancora decide di non concludere proprio la storia, mandare la trama a puttane e utilizzare i fan (sempre più incazzati) come vittime sacrificali. Infatti per raggiungere il demone-gigolò a ogni luna piena (esbat), quando il rito per passare da un mondo all’altro è possibile, deve sacrificare qualcosa di molto “prezioso” come un proprio arto oppure un fan sfegatato.
All’inizio si affetta le dita di mani e piedi, ma poi il demone ha pietà, le spiega come funziona la questione e la invita a scannare i fan perché se già gli fa schifo scopare con una 50enne “intera”, figurarsi con una 50enne senza le gambe!
Perché il demone si rivolge alla sua “creatrice”? Perché in realtà lei non ha inventato il demone né gli altri personaggi, ma si è limitata a costringerli a compiere certe scelte contro la propria volontà, cosa che il demone sente chiaramente. La Sensei ha il potere di vedere un altro mondo nei propri sogni e trovare lì l’ispirazione per il manga… e ciò che disegna vincola gli eventi di quel mondo, costringendo così un demone sanguinario che detesta gli umani a doversi comportare da “buono” con loro. E la prospettiva di un finale in cui sarà costretto a vivere per decenni con una umana, dandole perfino dei figli, fa incazzare il demone alla grande. ^__^
Oltre alla mangaka e ai personaggi del manga, ci sono i fan. I fan hanno un ruolo chiave, in particolare l’hikikomori Sasaki, capo del più importante forum mondiale sul manga “La leggenda di Moeru” (quello che rilascia le scans già tradotte in inglese per i fan di tutto il mondo) e la ragazzina italiana, emo e stupida come una merda, Ivy.
Quello dell’hikikomori, ovvero gli otaku di manga/anime o altri sfigati che si rinchiudono in camera vivendo di internet (la parola appare solo verso la fine del libro, ma si capiva benissimo fin dall’inizio quanto Sasaki fosse messo di merda), è un problema rilevato in modo particolare nel Giappone degli ultimi anni… e sovradimensionato a fine giornalistico, ovviamente. ^__^
Lo stesso protagonista di Rozen Maiden, anime e manga che mi sono piaciuti molto, è un hikikomori. Hikikomori si può rendere in italiano con “scemo di merda”. Traduzione un po’ libera, ma efficace.
Passiamo all’incipit.
Io sono un fanatico degli incipit: l’inizio di un romanzo, in particolare la prima paginetta, è l’elemento chiave che distingue l’imbrattacarte che non sa quello che sta facendo dallo scrittore che si è degnato di prendere la scrittura “sul serio”. Il primo capitolo dichiara molte cose: il tono, i personaggi, le caratteristiche dell’opera… insomma costruisce quello che viene chiamato “il patto col lettore”.
E gli scrittori lo sanno bene. “L’incipit è la parte più importante del testo” è una sorta di mantra che martella gli autori da tempo. E non può che essere così, data la natura specifica della narrativa: una sequenza ordinata di parole, letta dall’inizio verso la fine. Un pessimo incipit significa rischiare di giocarsi dei lettori che, di fronte alla stupidità dello scrittore e alla sua incompetenza, potrebbero decidere di leggere qualcos’altro. Oppure, se l’incipit è troppo banale, potrebbero interrompere la lettura di un libro che, dopo, potrebbe rivelarsi invece completamente diverso dalle premesse (e magari molto bello). Ma, appunto, data la natura di “sequenza di parole ordinate” del romanzo, non è possibile conoscere il DOPO prima del PRIMA e se il PRIMA è in grado di scacciare il lettore, questi non può essere accusato di non aver letto il DOPO: la colpa è solo dello scrittore.
Uno scrittore che scrive cattivi incipit è un mentecatto. Peggio, è un lurido bastardo che rovina il proprio lavoro e la possibilità per gli altri di goderne. È feccia che non merita di vivere. Nella guerra per il dominio della narrativa è solo uno scarto umano da fucilare.
|
| Cattivi scrittori, questa è la vostra fine! |
Com’è l’incipit di Esbat?
Buonino. Non ottimo, né molto buono, ma buonino sì. Inserisce l’elemento fantastico chiave su cui si baserà il romanzo e ci presenta la Sensei, il personaggio più importante del libro. In poche parole: stila il patto col lettore e poi lo rispetta.
È vero, ci sono parecchie informazioni e c’è una sorta di sintesi degli eventi del fumetto, ma è inserita in modo sufficientemente naturale e permette al lettore di afferrare qualcosa del manga che ha fatto entusiasmare per dieci anni milioni di fan. Non mi lamento: non è il massimo che si poteva fare, ma è accettabile.
E in più, e questo è il vero discriminante, si comincia a entrare nella testa della Sensei, a provare il suo disprezzo per le fan. Me la sono immaginata come una sorta di Meyer che deve “sorridere” e produrre roba per un esercito di cretinette/cretinetti che disprezza.
Ecco qualche estratto dei pensieri della Sensei. Godibili, anche se al di fuori del contesto generale perdono molta forza.
[Guardando il disegno di Moeru]
Proprio carino. Scommetto che finirai incollato nel diario di qualche migliaio di adolescenti.
Sorride. Era stato semplice, in fondo, creare una serie di successo mondiale. Bastava rimescolare tutti gli elementi delle antiche leggende e farli rivivere in personaggi forti e belli, che attirassero gli adolescenti dei due sessi.
A quell’età non si pensa ad altro, giusto? Vecchia storia: vincere e fottere.[Pezzo finale della sequenza in cui si vanta di aver spacciato cliché invece di inventarsi qualcosa di originale... e ci ha fatto una barca di soldi! Sigh.]
Spade magiche e anelli fatati.
Tutte cose già raccontate, è vero: ma io le ho raccontate meglio degli altri.[Altre raffinate considerazioni sulle sue fan]
Splendido e spietato, la formula perfetta. Almeno un milione di ragazzine lo vorrebbe nel proprio letto. Su Internet fioriscono ogni giorno centinaia di disegni amatoriali con Hyoutsuki che si bagna, nudo, sotto la luna, mentre le navigatrici inondano di cuoricini e dichiarazioni d’amore la pagina dei commenti.
Un branco di adolescenti in calore per un personaggio inesistente. È stata proprio brava. Geniale. anzi.
Lara Manni ha fatto meglio di quanto facciano molti scrittori più “famosi” di lei. Per questa volta si è salvata dalla fucilazione. Ho rispetto verso chi sa produrre incipit quanto meno “decenti”. ^__^
Che cosa mi ha portato a proseguire la lettura dopo i primi capitoli?
Come detto il libro non era proprio del genere che avrei volontariamente letto. E in più non avevo alcun motivo di leggerlo per accanirmici contro, dato che si era dimostrato valido. Ma la Sensei cinica e l’idea che il demone si fosse mutilato per viaggiare tra i mondi mi avevano incuriosito. E poi, dopo 60 pagine, c’era Ivy a convincermi che dovevo assolutamente proseguire la lettura!
Ho un debole per le ragazzine sceme, emo/goth e che si fanno (o perlomeno vorrebbero farsi) i tagli sulle braccia. E la scena in cui sta decidendo se tagliarsi o meno è descritta con una deliziosa vena di ironia. E poi Ivy, perla di cliché adolescenzialfantasy, è ovviamente fan di Tolkien e ha come nickname Rohan! LOL! Fantastica. ^__^
Il mio dubbio però è questo: io ho proseguito la lettura perché apprezzavo il cinismo della mangaka (che poi può essere benissimo il cinismo della tipica scrittrice famosa) e soprattutto la stupidità dell’adolescente emo. Ma il grosso del pubblico a cui si indirizza il testo, ovvero appassionati di manga/anime, molti dei quali sono giovani e di sesso femminile, potrebbe godere altrettanto di un testo in cui la mangaka beniamina è una stronza senza cuore che considera le proprie fan una massa di cretine in calore che si farebbero scopare da un personaggio inventato?
Forse sì. Forse no. Secondo me NO: temo che tutto questo per una lettrice di 17 anni davvero “innamorata” di Sesshomaru (o di altri gnokki) non sarebbe altrettanto spassoso quanto lo è per me. E senza lo spasso che provavo rivedendo in Ivy altre persone conosciute, dubito che avrei proseguito la lettura. ^__^
Passiamo al modo in cui il romanzo è scritto.
Da qualche parte ho letto che c’è il narratore kinghiano. Non so che voglia dire, ma se è tipo i bambini cingalesi posso mandare un SMS per donare un euro. ^_^
|
| Cingalesi. Troppo stupidi per tenere in piedi la loro stessa isola. Dal 1796. |
Quello che ho visto io è una sovrabbondanza di POV-Char (personaggi detentori di punto di vista), talvolta semplicemente inutili e altre volte inutili ma divertenti (e quindi tollerabili).
Infatti il fatto che sia un “buon romanzo” non significa né che sia perfetto né che sia privo di problemi che l’autrice, con un po’ di attenzione ulteriore, avrebbe potuto evitare del tutto. I difetti nell’opera non mancano e proverò a indicarne due o tre a titolo d’esempio (senza considerare che spesso la descrizioni sono troppo statiche per i miei gusti).
C’è il POV del gatto all’inizio del capitolo 4. L’unico effetto che ha questo POV-Char è quello di rovinare la scena: i pensieri del gatto, il suo “punto di vista” è troppo umanizzato per sentirlo gattesco, in più la sua morte è completamente asettica perché il lettore non può sviluppare alcuna simpatia per la bestiola. Sarebbe stato meglio se l’autrice si fosse limitata al POV della Sensei (la fumettara), mostrandoci il gatto che magari le fa le fusa o si lascia accarezzare, per poi risultare introvabile quando il pericolo si avvicina (la Sensei che chiama il gatto avrebbe aumentato la tensione: l’animale che intuisce il pericolo è un cliché).
Invece Lara preferisce non parlarci affatto del gatto, per poi farlo apparire dal nulla, come POV-Char tra l’altro, solo per farlo morire in poche pagine. Non abbiamo avuto l’occasione di provare affetto per il micio tramite “gli occhi della Sensei” e non abbiamo potuto domandarci assieme alla Sensei che fine avesse fatto: niente di tutto ciò.
Il gatto appare, pensa come una persona, ci ricorda perché prima non era apparso in scena (sigh…) e infine si fa ammazzare. Sigh di nuovo. POV-Char peggio che inutile: superfluo al fine narrativo e dannoso per la resa finale della scena.
IDEA![2]
Forse il POV-Char gattesco fa parte di quegli elementi del New Italian Epic tipo lo “sguardo obliquo”. Ecco un punto di vista diverso e innovativo: il gatto! Come sono acculturata! Come sono N.I.E.! Guardami, VuMinghiOne, so essere N.I.E. anche senza mani! Guarda come sono brava! ^__^
NO! Non è una bella trovata. E il N.I.E. mi pare una massa di stronzate pseudo-intellettuali tenute in piedi per il gusto di sé stesse. Pura masturbazione per una cricca di amichetti: seghe, seghe, fortissimamente SEGHE!
Ovviamente tutto questo bel ciarlare ha il suo posto d’onore su Carmilla Online che, “sarebbe bene chiarire una volta per tutte, ha una modalità di critica ondeggiante fra il penoso e il marchettaro intra-kompagni” (fonte: il buon Elvezio Sciallis di Malpertuis). ^_^
Ok, un po’ sto esagerando per scherzare però… però se fossi Lara e qualcuno mi dicesse “Cioè, sei troppo New Italian Epic!!!” [3] io davvero prenderei il revolver Bodeo 1889 del bisnonno e mi farei saltare la testa. Meglio la morte che il disonore. ^__^
|
| Lo Sguardo Obliquo: “Harpo” tra i precursori del New Italian Epic? |
In altri casi l’eccesso di POV-Char non mi è dispiaciuto, anche se il prezzo da pagare c’è stato. Saltare da una testa all’altra (Max, Ivy, Sensei, Professore, Madre di Ivy ecc…) non permette di affezionarsi in modo adeguato a nessun personaggio, o quantomeno rende più difficile l’opera perché si può passare “meno tempo dentro la sua testa”. Scegliere di aggiungere un POV-Char è una scelta chiave, molto difficile e pericolosa, per cui non va presa con tanta leggerezza (si veda, tra i molti manuali esistenti, “PLOT” di Ansen Dibell, capitolo 3: “Would you trust a Viewpoint with shifty eyes?”). Lara Manni è stata “fortunata” è il disastro narrativo non c’è stato, ma il rischio era concreto!
L’effetto finale per il lettore è stato quello di non avere una storia vista dagli occhi dei protagonisti, ma più un effetto panoramico tipo “affresco generale” delle azioni di tutti i personaggi coinvolti a vario livello nella vicenda.
Che sia questo il narratore kinghiano? Se sì… posso pure evitare di mandare l’SMS da un euro: che crepi di fame, il negro! ^_^
POV superflui che ho apprezzato sono stati quelli della sequenza “madre di Ivy – madre di Sasaki – Ivy – Sasaki – Sensei”, nel Capitolo 6. Mi sono piaciuti per la costruzione intelligente, con lo schema “X ha un problema” uguale per tutti (la Sensei ha una frase costruita in modo diverso, ma siamo lì…). Molto grazioso. E poi ho subito provato simpatia per Ivy, la cretinetta che si vuole fare i tagli sulle braccia. LOL, che nella sua insignificante stupidità è un’icona di un intero mondo adolescenziale fatto di sterco modellato in forma umanoide. Lo avevo già detto che sono vekkio dentro e odio i giovani? ^__^
Il problema dei cambi eccessivi di POV si vede però già a fine Capitolo 6: nelle ultime due pagine ci sono in sequenza: Hyoutsuki – Ivy – Sasaki – Sensei – Hyoutsuki – Ivy (confuso: lo ipotizzo dalla frase presa dalla canzone) – Sasaki – Sensei – Hyoutsuki – Ivy (confusione risolta) – Sasaki – Sensei (confuso) – Hyoutsuki – Ivy.
QUATTORDICI cambi di POV-Char in due pagine!
|
Fortunatamente questo è il pezzo peggiore in quanto a confusione. Il resto del libro non è così rimbalzino. La scrittura di Lara Manni in una scelta come questa è… fin troppo cinematografica![5] ^_^
Qui si va ben oltre l’applicazione dei consigli di Strunk e compagnia sul “mostrare” e sul “punto di vista”. Qui serve davvero una telecamera al posto del word processor per realizzare il tutto e una TV al posto del libro per vederlo!
Quel rapidissimo alternarsi di personaggi, privo addirittura della dichiarazione dei soggetti interessati e che costringe a usare il testo in sé per individuare il POV-Char, è fattibile con una macchina da ripresa senza problemi perché “si vede chi è in quel momento a pensare/agire”, ma in un testo è molto più difficile.
In più, onestamente, quella sequenza confusa serviva a ben poco: sarebbe bastato alternare Hyoutsuki e la Sensei e lasciare il commento gioioso della craniolesa Ivy per dopo. O qualcosa di simile.
E Sasaki che conta gli accessi al sito “mille… duemilacinquecento… diecimila” è utile per il lettore quanto una bicicletta per un pesce.
In sintesi: idea BUONA; riuscita SCARSA; utilità per la scena NULLA.
Bello invece il POV-Char del professor Bettini. Superfluo (appare solo una volta, per due pagine, per dare un POV inutilmente alternativo a quello di Ivy), ma bello: se io fossi un professore sarei stronzo quanto lui. Sicuro.
Un errore interno nella gestione del POV, e non una scelta consapevole del POV-Char, si può vedere a pagina 200. Non è l’unico, ma è quello che ricordo meglio. La scena ha il POV concentrato su Masada fin da pagina 196, quando costringe la Sensei a vomitare l’abbondante dose di Roipnol[6] ingerita per tentare il suicidio, fino alla conclusione all’inizio di pagina 203.
“Non dovresti fumare,” la rimprovera Masada porgendole la tazzina.
“Fottiti.”
Masada si ritrae, stupefatto. La guarda in viso. Incontra due occhi scintillanti di odio puro.
“Io berrò il caffè e tu te ne andrai da casa mia. Subito.”
È ancora scossa. Non ragiona. È normale. Prendi tempo.
“Ne parliamo dopo. Attenta a non scottarti, il caffè è…”
Il getto di liquido bollente lo prende in pieno viso. Il mondo diventa un’agonia rossa. Masada urla, schiaccia i palmi delle mani sugli occhi, cade in ginocchio.
Male. Maaale.
Lei rimane immobile a guardarlo.
“Perché sei venuto? Perché hai rovinato tutto? Era perfetto così. Bastardo”.
Il piede di lei saetta sulle sue costole. Masada boccheggia. Sente le sue unghie che gli lacerano le guance, cercano di avvicinarsi a quell’orrore pulsante che sono le sue palpebre. Cieco, torturato, ansante, riesce a fermarla, le stringe i polsi. Lei si contorce come un serpente, cerca di colpirlo ancora con il ginocchio.
È impazzita. Ospedale. Subito. Devo chiamare. Telefono.
Notato?
Se il POV-Char è Masada, e lo è stato per pagine in modo a mio parere perfetto, come mai per una singola riga troviamo “Lei rimane immobile a guardarlo”? Lui ha i palmi sugli occhi ed è accecato dal dolore. Anche dopo arrancherà per la casa, reso cieco (forse in modo permanente, ma poco importa) dal caffé bollente. Come cavolo fa a vedere che la Sensei rimane immobile a guardarlo? Non è nemmeno il tipo di pensiero che, nel suo stato, sarebbe normale avere.
E, se notate, dopo la descrizione è ancora ben mantenuta nei limiti del POV-Char e della sua lotta per la sopravvivenza.
Per ottimizzare il brano basterebbe eliminare “Lei rimane immobile a guardarlo”.
Tanto la battuta successiva si riferisce direttamente a un personaggio maschile (”Perché sei venuto?” e non “venuta”) e dato che lì ci sono solo due persone, un maschio e una femmina, è evidente che sia la Sensei a pronunciarla. Eliminare quella frase non crea alcuna confusione nei dialoghi e risolve uno sgradevole problema di spaesamento dovuto al POV ballerino. Semplice, no?
Tolto quell’errore il resto del capitolo non è niente male. La lotta di Masada contro la Sensei è gradevole, ben resa e trucida al punto giusto: è credibile. Brava Lara Manni. ^_^
Un altro errore di POV piuttosto grave avviene a pagina 157, quando il demone Hyoutsuki incontra per la prima volta Ivy, la ragazzina italiana. Il POV è quello di Hyoutsuki.
È molto giovane. Quasi una bambina, rispetto alla Donna che si è messa d’inciampo nella sua vita. Sorvola sui capelli spettinati di Ivy, sui suoi occhi spalancati per lo stupore. Non gli interessano il color topo della frangetta, le mani grassocce che tiene intrecciate all’altezza del seno, la maglietta che scopre le ginocchia tonde.
Hyoutsuki, che non ha motivo di conoscere il suo nome, pensa a lei per una singola frase con il nome Ivy. Dopo ritorna giustamente a pensarla come una ragazza e basta, ma per un istante il POV è stato scosso dall’equivalente di un terremoto: come diavolo fa a sapere che si chiama Ivy?
Comunque voglio sottolineare di nuovo che questi errori mostrati sono quelli più gravi e che in generale gli errori nel testo sono pochi. Un numero di sviste limitato per i due editor, Carlo Buga e Giovanna Salvia, è comprensibile anche se non giustificabile: se guardiamo con onestà al resto del fantasy italiano, c’è di molto peggio in giro proprio a livello di editing! Anche senza tirare in ballo gli orrori della Troisi.
O forse, visto che il libro è carino, sono troppo buono io con quei due editor… ^_^”’
Eccessi di informazioni / Infodump.
Le parti con troppe “informazioni” infilate dentro mi sono pesate meno di quanto credevo. Troppi infodump mi fanno stracciare il libro, vomitando maledizioni contro il bastardo che ha osato ficcarli nel testo. Questo non è successo, quindi posso dirmi soddisfatto. Lara ha saputo sfruttare i dialoghi, in particolare le chattate tra Max ed Ivy, con sufficiente intelligenza da permette il passaggio di informazioni “wikipediane” sulla Wicca Deviata senza causare un trauma eccessivo al lettore: in fondo Max è un saputello, è realistico che sia loggorroico e che copieincolli da Wikipedia!
Questo però non rende buona l’idea di infarcire di informazioni il testo, ma diciamo che Lara ha saputo limitare i danni. Meglio che niente.
Tornando alle note positive.
L’ambiente dei Fan e delle Fan Fiction e la parte giapponese, per quel poco che si vede nell’economia della storia, è realizzato con capacità. Non ho percepito quel senso di “sfondo di cartapesta” e “scarsa credibilità” che provo di norma con tanti libri. Si capisce che Lara sa di cosa parla… o quanto meno è abbastanza brava da non farci vedere in cosa è ignorante. Che poi per uno scrittore è lo stesso.
Chris e le sue due amiche stronze mi sono piaciute molto. Anche loro sono credibili, come lo sono i desideri meschini di successo che chiedono alla Grande Madre durante i riti di accoppiamento. Ed è credibile il modo in cui ingannano l’amichetta scema per fare in modo che venga stuprata dal bruttone che le accompagna in auto, sacrificando in questo modo il “potere della sua verginità” per ottenere che la Divinità esaudisca finalmente i loro desideri. Scontato. Banale. Credibile.
Peccato che poi lei riesca a sfuggire indenne. Poco credibile.
Chris non poteva non piacermi.
Guardate la descrizione stringata, ma calzante, che ne fa Ivy a pagina 162:
Chris è magra. Ha due tette bellissime.
…ed è minorenne! Proprio il mio tipo! Sono un vecchio lolicon. ^__^
Sulla Wicca.
L’autrice, come fa notare più volte (fino alla Nausea), ha inventato una Wicca deviata che non esiste. E se ne scusa così tanto da far vomitare. A me la sua versione deviata di paganesimo piace, visto che si fonda sul sesso e sul sacrificio, concetti primitivi adatti per plasmare l’essenza rituale di una Grande Madre caotica e distruttiva come lo è la Natura stessa. Fa molto “primitivo”. È credibile.
Poi, certo, poteva evitare di tirare in ballo così tanto la Wicca se non voleva infastidire i wiccan, ma onestamente chissenefrega: fosse per me li passerei tutti per le armi, quei rottinculo. ^__^
Non ho apprezzato molto la questione della Luna di Ghiaccio piazzata a giugno invece a febbraio: se questa luna ha a che fare, come dice Lara nei “ringraziamenti”, con il nome di Hatsukoi non si poteva allora far iniziare la storia a febbraio?
Perché spostare il mese in cui si festeggia una certa luna? In tutto il romanzo non sono riuscito proprio a cogliere PERCHÈ CAVOLO il mese d’inizio dovesse proprio essere giugno per forza, ovvero per quale motivo se fosse stato febbraio la storia si sarebbe demolita da sola. Boh. E francamente del significato italiano del nome del personaggio me ne sbatto le palle. Alla grande. ^_^
Comunque, come per la storia dei wiccan, non me ne frega niente: per me i nippofili otaku froci che si esaltano con la traduzione del nome possono pure scannarsi con i wiccani offesi dallo spostamento di quell’Esbat. Mi sembrano un branco di mongoloidi che lottano nel fango. ^_^
|
| Un pensierino personale per gli amici Wiccan e per gli amici Otaku ^_^ |
E arriviamo al finale.
Col finale, in teoria, avrei potuto rischiare di cambiare radicalmente idea sul libro. Sono molto sensibile su cose come la coerenza e l’assenza di Deus ex Machina e artefatti simili. Qui però devo però mettere uno spoiler.
Parlo del Finale! Pericolo Spoiler! ▼
Per chi non ha letto lo spoiler: il finale non mi è dispiaciuto.
Un piccolo consiglio per quelli che, copincollandosi a vicenda dopo aver letto la sparata pubblicitaria sulla copertina, hanno continuato a definire “Esbat” Horror: smettetela di drogarvi prima di scrivere le recensioni, coglioni.
Non avete un cervello che classifichi i libri per voi, invece di bervi come poppanti le puttanate scritte sulla copertina? È solo un normale Urban Fantasy (elementi fantastici introdotti nel nostro mondo reale altrimenti normale), bestie: piantatela di menarvelo in giro con questa storia dell’Horror! ^__^
Conclusione
Forse, a causa del mio modo di scrivere un po’ acceso, non sono stato in grado di trasmettere al meglio il mio parere sul libro. Non sono nemmeno avvezzo a mettere voti numerici, d’altronde non scrivo mai recensioni, tanto che non ho nemmeno un sistema di voto come ce l’ha Gamberi Fantasy. Però posso dire che il voto che ho dato su IBS a Esbat è stato 4/5. Non è un 4 pieno, ma è di certo più un 4 che non un 3.
E visto che Lara, a quanto ho letto tra blog e facebook, sembra affetta da insicurezza cronica, metterò le cose in chiaro: SEI STATA BRAVA. Non frignare per la battutacce sparse nell’articolo che poi sembri Nihal e mi viene voglia di abbatterti col Mauser 71.
Non posso lanciarti l’osso come premio, ma fidati: mi è paciuto il tuo romanzo, lo consiglierò alle mie amiche otaku e leggerò volentieri Sopdet. Ok? ^__^
Note
1: Cesare Calamandrei (Firenze 1940 – vivente) è considerato uno dei più grandi esperti di armi antiche d’Italia. Giornalista, scrittore, pittore, disegnatore, figurinista militare, modellista, lavora dal 1973 per Diana Armi ed è consulente per il Museo Stibbert e per il Museo di Castel Sant’Angelo.
Tra le sue opere figurano testi come “Baionette Italiane (1814-1991)“, “Meccanismi di accensione. Storia illustrata dell’acciarino dal serpentino alla retrocarica“, “Storia dell’arma bianca italiana. Da Waterloo al nuovo millennio“, “Lame in guerra. Storia delle armi bianche italiane dal 1900 al 1945” e “Il dormiente. Storia di un cavaliere dimenticato lungo la via Francigena, delle sue armi e del suo cavallo“. Torna su.
2: l’Idea ovviamente è “sfruttiamo un appiglio qualsiasi per sfottere assieme sia Lara che il NIE”. Perché sì. Perché posso. Non ho bisogno di motivazioni più complesse. Torna su.
3: scherzo anche qui dato che il mio bisnonno non mi ha lasciato in eredità nessuna Bodeo 1889 il signor Angelo Scotto ha ben argomentato le sue idee sul perché Esbat debba essere ritenuto N.I.E. (per quanto l’idea di etichettarlo così mi faccia venire i brividi…) e ha avuto l’onestà intellettuale, mancata a Falconi quando recensì la Troisi per FantasyMagazine, di mettere in chiaro i suoi rapporti con la scrittrice:
Lara Manni è una mia amica. Ho visto Esbat nascere e svilupparsi, così come sto assistendo allo sviluppo di Sopdet. Inoltre, credo di essere amico anche della scrittrice che ha convinto Lara a tentare l’impresa della narrazione.
Dico questo perché è giusto riconoscere che forse il mio punto di vista non è completamente imparziale, anche se mi sono sforzato di argomentare nella maniera più oggettiva possibile.
Quindi è tutto ok ^_^ Torna su.
4: Quattro. Dal Quattro non vi è ritorno.
5: La critica a scopo denigratorio di certi leccapiedi dei Cattivi Scrittori secondo cui la narrativa basata sul “mostrare”, sui “punti di vista” e sulla “reazione emotiva del lettore” sarebbe derivata direttamente dal cinema è una stronzata senza capo né coda, frutto di piaggeria intellettualoide e grassa antistorica ignoranza.
Immaginate Strunk nel 1918 già plagiato dagli action movie di Hollywood? E lo stesso Kipling de “L’uomo che volle farsi Re”, un altro drogato di film con Sylvester Stallone? Matheson poi, se seguire le regole della buona narrativa (tipo sapere cosa è il POV) equivale a produrre merda, è un letamaio purulento di rara grandezza. Torna su.
6: Roipnol o Darksene o Rohypnol ecc… è una droga ipnotica utilizzata come sonnifero. Il principio attivo dietro i nomi commerciali è il Flunitrazepam, sintetizzato per la prima volta negli anni ‘70. Oltre all’effetto sonnifero causa spesso uno stato di amnesia che la rende particolarmente indicata come droga da stupro, perfetta da versare a tradimento nelle bibite delle ragazze. Mai uscire di casa senza una bustina e un po’ di preservativi: l’Amore può aspettarti dietro l’angolo. ^_^ Torna su.
Cuore d’Acciaio e la coniglia morta di infarto: una notizia triste e due allegre
Scritto da Il Duca Carraronan il 07 mag 2009 | Categorie: Conigli, Ebook, Fantasy, Libri, New Weird
La notizia triste…
Ieri ho letto che è morta Amy.
È una notizia molto triste. Amy era la coniglia più grande del mondo, record registrato nel 2008. Era un bellissimo cucciolone di 22 kg. È morta in Italia, pare di attacco cardiaco, dopo un viaggio in aereo (un evento già stressante di per sé, oltre al cambio di ambiente improvviso) per partecipare alla seconda puntata dello Show dei Record.
Non so se abbia fatto in tempo a partecipare alle riprese, le notizie non erano chiare, ma pare di sì. Oggi però non l’ho sentita nell’elenco delle stramberie che verranno mostrate, ma forse solo perché è tra quelle per molti “meno interessanti”…
|
| “Il mio cuore è andato a unirsi ai Mille, perché il mio amico oggi ha smesso per sempre di correre” (La collina dei conigli) |
Amy era un Gigante Continentale. Pesava 22 kg ed era lunga, distesa, un metro e venti. Mangiava 10 sterline di cibo al giorno, tra verdura, fieno, mele e roba specifica per conigli, e non era nemmeno sovrappeso per le sue dimensioni. Aveva avuto 32 figli e una, Alice, sta battendo la madre di ben 5 cm di lunghezza alla stessa età.
La padrona, Annette Edwards, distrutta dal dolore, ha dichiarato:
It is a mystery.
She was healthy, not that old for a rabbit and the vet had deemed her fit to fly.
Parafrasando una delle frasi più cliché attribuite a Stalin1: la morte di un singolo coniglio è una tragedia, ma quella di un milioni di Bingo Bonghi è una statistica.
…e quelle allegre!
Dopo anni e anni è uscito finalmente l’ebook piratato di Cuore d’Acciaio di Michael Swanwick. Il libro, del 1993, è stato pubblicato da Fanucci nel 1995. Il titolo originale, molto più figo e invitante di quello italiano, è The Iron Dragon’s Daughter. Lo stesso ebook piratato in inglese era apparso solo pochi mesi fa. Sigh.
Li trovate su eMule con questi nomi:
Bluebook.0793.ITA.Swanwick.Michael.Cuore.D’Acciaio.rar
Michael Swanwick – The Iron Dragon’s Daughter (v1.0) [html].rar
Ho già parlato più volte di questo libro, in particolare in altri blog, come quello di Alladr.
Gamberetta ha anche dedicato una recensione al secondo libro di Swanwick ambientato nello stesso “mondo”, The Dragons of Babel. Se il primo è uno “stimolo” del New Weird (ma secondo me tanto vale dire proprio New Weird) e può essere, ammissione di Swanwick, indicato in modo calzante con Elfpunk, il secondo, per quanto Swanwick non paia interessato alla nuova definizione, è decisamente New Weird.
Credo che Cuore d’Acciaio sia il romanzo più importante che abbia mai letto per l’evoluzione della mia concezione del fantasy. E assieme sia un recupero dello spirito originale dei miti che un pugno in faccia alla marea di emuli malcagati di Tolkien.
È tradizione, innovazione e spirito punk: il tutto frullato e ingoiato con una sana dose di LSD. Possiedo l’edizione Gollancz del 1994 e quella Fanucci del 1995, oltre alle due versioni elettroniche illegali.
In particolare i primi cinque capitoli, circa 50-65 pagine in base all’edizione, quelli più ispirati a Dickens e alla rivoluzione industriale, sono un piccolo capolavoro di per sé. Dopo il libro cambia completamente ambientazione e spirito di fondo e, a mio parere, anche gran parte del fascino iniziale. E il finale non è dei migliori.
|
|
|
| Fanucci del 1995 (la stessa immagine appare in quella Avon Books del 1995), HarperCollins del 1997, Gollancz del 1994-2004-2007 e infine edizione russa. Uscirà una nuova edizione in inglese il 30 dicembre 2009: non vedo l’ora di vedere la copertina ^__^ |
Altra notizia positiva.
Nella nuova collana da edicola Epix, una sorta di parente fantasy/horror di Urania sui cui titoli “in programma” ci sarebbe molto da discutere (e da vomitare nel secchio) per la scarsa fantasia nella scelta e per il cattivo gusto (La solita roba stampata millemila volte! Fantasy per craniolesi! I romanzi di Warcraft! I romanzi di Doom! Sigh…), pare che verranno stampati due libri molto interessanti.
Ho letto la bella notizia nel blog di Gamberetta, lasciata da un lettore, ed è anche fresca.
Fonte originale: il Blog di Urania
Giuseppe Lippi, 5 Maggio 2009:
Di Michael Swanwick pubblicheremo quanto prima il capolavoro fantastico “The Dragons of Babel” con il suo seguito “The Iron Dragon’s Daughter”: occhio alla collana Epix, che parte a giugno, perché i due romanzi dovrebbero apparire là. Attualmente ho in lettura “Jack Faust” che è molto bello ma ha un unico problema: la mole.
A parte che nessuno dei due è “seguito” dell’altro e, in più, The Dragons of Babel è stato pubblicato 15 anni dopo The Iron Dragon’s Daughter (ma magari Lippi sta leggendo solo Jack Faust e non quei due, per cui non sa nel dettaglio cosa siano… o ha semplicemente fatto confusione), la notizia in sé è straordinariamente positiva.
Bisognerà poi vedere che diamine di traduzione faranno di The Dragons of Babel, ma è una notizia in sé positiva: finalmente stampano qualcosa di decente. Speriamo riescano, magari non per l’edicola, ma in una collana da libreria, a pubblicare pure Jack Faust.
Li comprerò sicuramente! ^____^
1: in realtà non vi è alcuna documentazione né prova che la frase “La morte di un uomo è una tragedia, la morte di milioni è statistica” sia stata mai detta da Stalin, ma si sa per certo che è stata scritta da Erich Maria Remarque in L’Obelisco Nero del 1956: “Aber das ist wohl so, weil ein einzelner immer der Tod ist — und zwei Millionen immer nur eine Statistik”.
Torna su.
Qualcosa di ebraico: stereotipi, propaganda e… Fantasy!
Scritto da Il Duca Carraronan il 01 apr 2009 | Categorie: Bizzarro, Fantasy, Film e TV, Razzismo e Stereotipi
Post a tema giudaico: lo stereotipo dell’ebreo e una sua possibile trasposizione nel fantasy. Quel tocco di ebraismo che rende il mondo (anche fantasy) più bello e vario. ^_^
Se non ti interessa il film antisemita Jud Süß, salta direttamente a:
1) la favoletta antisemita del fungo ebraico;
2) i folletti ebraici di Harry Potter:
3) la mia idea del Fungoide per ambientazioni fantasy;
4) quattro.
Jud Süß (Süss l’Ebreo)
Süss l’Ebreo è un film di Veit Harlan del 1940 girato per volontà di Joseph Goebbels al fine di illustrare al meglio la visione nazionalsocialista dei giudei. Viene indicato un po’ ovunque come il più abbietto film antisemita e in vari paesi “liberi e democratici” è proibita la vendita/distribuzione della nuova edizione in DVD restaurata (Italia, Germania, Austria e Francia, a quanto riporta la ditta). Date le premesse, non ho potuto resistere: dovevo vederlo!
L’ho scaricato sperando in un film sinceramente disgustoso che giustificasse appieno le censure fasc… democratiche e liberali. Di roba schifosa raccontata sugli ebrei ce n’è a valanghe: torture sugli animali, sacrifici di bambini cristiani, avvelenamento dei pozzi, stupri di donne ariane…
…niente invece, a parte lo “stupro”, l’aspetto fisico stereotipato e le caratteristiche negative che si possono benissimo abbinare ai banchieri/finanzieri di qualsiasi religione. Insomma, nulla di scandaloso. Mi aspettavo di meglio dai nazisti: è tutto qui l’antisemitismo da sfoggiare in un capolavoro della propaganda? Poppanti! Principianti! I Neo-nazi di oggi sanno inventare molte più stronzate dei loro moderatissimi predecessori.
Non mi metterò a parlare della storia del film, del romanzo su cui si basa, della vera vicenda storica di Oppenheimer o del film in sé come opera artistica. Di cinema non capisco un cazzo di niente, per cui non mi pare nemmeno il caso di fare una recensione. E poi ho visto una versione in tedesco con dei pessimi sottotitoli in inglese (mancano alcune battute e ci sono vari errori di battitura) a cura della “International Historic Films” (bravissimi: i Fan Subber fanno lavori migliori gratis!): prima o poi cercherò la versione restaurata nel 2008. Il mio interesse in questa parte dell’articolo è solo mostrare l’ebreo stereotipato che viene rappresentato nel film.
Il film comincia a Stoccarda nel 1733 con il nuovo Duca, Carlo Alessandro (Heinrich George1), che giura di rispettare la Costituzione2 del Württemberg e promette che sotto il suo regno la ricchezza e il benessere del paese crescerà. Il nuovo Duca si è convertito al Cattolicesimo mentre era al servizio dell’Imperatore, ma nonostante la diversa fede i suoi sudditi protestanti lo amano: è un famoso generale che ha combattuto sotto Eugenio di Savoia nella Guerra di Successione Spagnola, ha affrontato con valore i Turchi ed è stato perfino nominato governatore imperiale di Belgrado.
|
L’immagine del popolo in festa che acclama il Duca quando passa con la carrozza aperta, a malapena tenuto a bada dai soldati, ricorda le folle di Hitler quando passava con l’auto (ad esempio a Norimberga, si veda il bellissimo documentario “Il Trionfo della Volontà” di Leni Riefensthal). Anche l’idea di mostrare giovani ammiratrici adoranti che sgomitano per vederlo passare ricorda la massiccia presenza femminile tra i supporter più esagitati del Fuhrer (Hitler sottolineò più volte l’importanza determinante delle donne nell’ottenimento del consenso).
Una delle ragazze è talmente esagitata nella lotta per superare il cordone di soldati che le si apre la camicetta (no, i capezzoli non si vedono…) e deve fermarsi per richiuderla. Il Duca, avendo il mio stesso umorismo da bifolco, la indica col braccio teso e ride di gusto.
|
Il Duca vuole fare un regalo alla bella Duchessa (Hilde von Stolz) per festeggiare, ma è a corto di soldi. Manda allora il suo assistente, von Remchingen, a Francoforte per comprare qualcosa dal banchiere giudeo Joseph Süss Oppenheimer (Ferdinand Marian3). Nelle strade ebraiche di Francoforte si trovano i primi giudei4 dall’aspetto stereotipato: uomini brutti, con barbe lunghe e nasi adunchi. E l’unica ebrea che si vede, alla finestra con un vecchio, è una graziosa ragazza di nome Rebecca: oltre al nome tipicamente giudaico è anche l’aspetto fisico da intrigante “seduttrice di cristiani” a far parte dello stereotipo razziale.
Bello anche lo scambio di battute tra il vecchio ebreo e quello in strada (Itzak), che riporto un po’ alla buona in italiano:
“Itzak, cosa vorrà quel damerino d’un gentile da Süss Oppenheimer?”
“Hai bisogno di chiederlo?”
“Intendi i soldi?”
(scuotendo la testa) “Essì…”
(ridacchia) “Ma lui non glieli darà?”
“Glieli darà. Glieli deve dare. Così possiamo prendere, prendere, prendere!”
(ridacchia e guarda la ragazza) “Vatti a vestire, Rebecca.”
![]()
Mi sembra inutile spiegare il riferimento all’ebreo usuraio e ricattatore di cristiani “per natura”…
Oppenheimer mostra le sue ricchezze a Remchingen, sotto forma di gioielli nascosti in una cassaforte (stereotipo!), e gli dice che il Duca potrà avere la bella collana di perle per la Duchessa a poco prezzo (10mila talleri invece di 50mila), ma che gliela vuole consegnare di persona e trattare con lui il resto del compenso perché anche se il Duca non ha molti soldi, “il Württemberg è ricco”. Remchingen è stupito: come può un ebreo riuscire ad entrare a Stoccarda? Le leggi lo proibiscono e non è possibile nemmeno al Duca stesso rimuovere quella proibizione senza il favore del Consiglio!
Ma Süss non ha l’aspetto di un tipico ebreo: se si veste da cristiano e si taglia la barba nessuno lo scoprirà. Il segretario di Oppenheimer, Levy (Werner Krauss5), è sconvolto: Süss non ha paura del giudizio del Rabbino Loew? Come può lasciare i vestiti tradizionali e tagliarsi la barba? Ma Süss è pronto a rischiare in modo che gli ebrei possano girare liberamente vestiti di velluto e seta, prima o poi (complotto giudaico!).
![]() |
|
Süss si “traveste da cristiano” e parte in carrozza a velocità folle per raggiungere Stoccarda prima di sera, ma a causa della strada in cattive condizioni finisce per capottare. Fortunatamente per lui (e meno per il Württemberg) passa Dorothea Sturm (Kristina Söderbaum6), la bella figlia del capo del Consiglio provinciale, che dà un passaggio in carrozza al gentiluomo in difficoltà ignorando che sia un orribile ebreo (LOL). Chiaccherando Oppenheimer rivela di aver viaggiato per tutto il mondo: Parigi, Roma ecc… e quando Dorothea gli chiede quale sia la sua patria, lui risponde prima “Ovunque” e poi “Il mondo.”
Un inserimento un po’ forzato visto che per il resto del film questo sentirsi “cittadini del mondo” è del tutto irrilevante: ma come si può resistere a mettere l’immagine dell’ebreo vagabondo che non ha patria e non è fedele a nessuna nazione? In contrapposizione con l’immagine del tedesco fedele fino alla morte alla Germania e alla nazione tedesca…
Il cognome Sturm, sarà solo un caso, ma mi ha ricordato il titolo della rivista antisemita “Der Sturmer” (L’Assaltatore).
Fin da questo primo incontro inizia il corteggiamento di Oppenheimer nei confronti di Dorothea, che non ricambia l’interesse. E anche la tematica dell’ebreo che minaccia la virtù delle brave ragazze ariane è stata inserita. ^_^
|
Oppenheimer poco dopo l’ingresso a Stoccarda viene riconosciuto per quello che è (un orribile giudeo!!!), ma orma è troppo tardi: è entrato in città passando il controllo della guardie. È Faber, il segretario del consigliere Sturm e fidanzato di Dorothea a capire la vera natura del gentiluomo. D’altronde, essendo l’eroe ariano della vicenda, non può che avere nel cervello un radar individua ebrei!
Faber parte subito all’attacco minacciando Oppenheimer e dicendogli che se ne deve andare. In tutto il film è l’unico vero caso di razzismo basato sul pregiudizio: tutto il resto dell’odio contro il finanziere ebreo arriverà per buoni motivi. Faber, l’eroe ariano, odia l’ebreo in quanto ebreo, non per quello che ha fatto (nulla, al momento).
Süss arriva al palazzo del Duca, mostra la collana e inizia a sfoggiare il suo viscido servilismo promettendo al Duca tutto quello che il Consiglio gli ha appena negato in quanto “spese ingiustificate”: avrà l’opera, il balletto e le guardie del corpo. Il Duca gongola felice come un coniglietto che ha ricevuto trenta centimetri di pisello su per il culetto.
E durante il balletto, che il Duca chiaramente voleva solo per potersi chiavare qualche bella ragazza in più (ho già fatto notare quanto mi somigli?), Süss fornisce un anello da usare come dono per sedurre la ballerina prescelta. Inizia così la sua nuova carriera di Puttaniere Ducale ufficiale.
|
Ma alla fine il Duca si rende conto della cifra enorme che deve a Süss. E sa che non potrà mai pagarla di tasca propria. Süss però gli fa notare che in quanto Duca possiede l’intero Württemberg. E se ben utilizzato vale un sacco di soldi.
Per iniziare a pagare i debiti Süss suggerisce al Duca di concedergli per dieci anni il possesso della strade del paese. Il Duca non capisce la richiesta, ma l’ebreo, con l’abilità tipica della sua gente (stereotipo dell’ebreo astuto e intrigante!!!) gli spiega i vantaggi della proposta: le strade del paese sono ridotte malissimo perché nessuno fa la manutenzione, ma lui può prendersene cura utilizzando parte dei soldi dei pedaggi e dei dazi per l’uso di strade e ponti. Con il margine di guadagno potrà un po’ alla volta cancellare il debito che ha contratto. Il Duca è ancora perplesso. Süss sottolinea che, ovviamente, gli pagherà anche una percentuale dei profitti in cambio. E, in fondo, anche l’Imperatore a Vienna7 ha i suoi ebrei che fanno le stesse cose. A questo punto il Duca accetta.
Süss diventa Ministro delle Finanze.
|
Un po’ alla volta il Duca e Oppenheimer impongono una serie di pedaggi e tasse sui beni di consumo che fanno impennare i prezzi di pane, uova, carne, vegetali… ogni cosa. Il consigliere Sturm capisce che il Duca sta ottenendo con la forza del suo potere il denaro che il Consiglio gli aveva negato. E per quanto il suo popolo lo ami, c’è un limite a quello che il Duca può permettersi di fare. In più Faber ha visto un nuovo giudeo, Levy (il segretario di Oppenheimer), fare la spola da un posto di blocco a un altro per controllare la riscossione dei pedaggi su strade e ponti. Gli ebrei hanno perfino pagato soldati per la guardia del corpo del Duca, rendendo così più difficile la possibilità di ribellarsi alle angherie con la forza. Sturm suggerisce a Faber di mantenere la calma: bisogna usare l’intelligenza per vincere contro gli ebrei. Faber commenta che nessuno può essere più intelligente di un ebreo. Ma, ecco un altro stereotipo, Sturm fa notare a Faber che gli ebrei sono solo molto astuti, non intelligenti.
|
Le malefatte dell’ebreo continuano: al fabbro Hans Bogner, che non aveva 80 talleri per pagare l’uso della strada, viene demolito il pezzo di casa che sporge costringendo la strada a deviare di pochi metri. I soldati vengono messi a presidiare la casa e le macerie, in modo che il fabbro non ripari il muro per un anno intero. La popolazione è sconvolta. Quando Süss passa in carrozza per mostrare alla sua amante (ovviamente ariana) la geniale punizione, viene assalito dalla folla. Süss ordina di spronare i cavalli per travolgere i dimostranti, senza pietà (altro stereotipo dell’ebreo), ma prima che riesca a fuggire il fabbro raggiunge la carrozza e si mette a demolirla a martellate.
Per soddisfare le voglie del Duca (ho già detto che mi somiglia?), Süss organizza un ballo al castello ducale in cui invita tutte le ragazze delle famiglie borghesi più importanti. Anche la figlia del consigliere Sturm viene invitata, scatenando l’ira del fidanzato Faber e del padre. È chiaro a tutti che l’intenzione dell’ebreo è quella di sedurre le brave ragazze ariane e protestanti per sottometterle alle proprie voglie e a quelle del tirannico Duca cattolico.
Durante la festa da ballo le ragazze più giovani e belle sono state messe a ballare con i soldati in una saletta apposita, mentre i padri, i fidanzati, i fratelli e i cessi si trovano nella sala principale. Così il Duca e Süss possono valutare senza essere disturbati le ragazze e scegliere con quali intrattenersi.
Il Duca sceglie la bella figlia mora di uno dei consiglieri, che è schifata dal grasso tiranno e cerca di fargli capire che preferisce andare via, ma poi si rassegna ai suoi desideri (che altro può fare?). Süss, tanto per cambiare, è sempre ossessionato da Dorothea (anche se non lesina una palpatina alle tette di un’altra ragazza, molto più bendisposta al fascino danaroso del banchiere), ma lei riesce a mettersi in salvo scappando fino al padre che ha abbastanza potere e prestigio per opporsi all’ebreo.
![]() |
|
Faber vuole vendicarsi. Con un paio di amici va da Süss, che sta giocando a carte (Oppenheimer venne anche accusato di avere legami con le case da gioco locali), e lo accusa di sperperare nel gioco d’azzardo i soldi bagnati dal sangue del popolo e di trattare le figlie dei bravi cittadini del Württemberg come puttane. Süss si incazza, ma Faber riesce a fuggire. Però Süss non è scemo e sa che Sturm e Faber sono ora i suoi nemici principali.
Oppenheimer si lamenta subito con il Duca, che appare bello soddisfatto e sorridente (è un chiaro riferimento al fatto di aver appena scopato la brunetta di prima… e devo dire, da collega Duca, che una bella scopata con una ragazza che non lo desidera dà proprio una gran soddisfazione ^__^). Un insulto al Ministro è un insulto al Duca stesso, dice Süss, ma il Duca minimizza il problema.
Süss gli fa notare che fino a quando gli ebrei saranno banditi da Stoccarda, chiunque potrebbe aggredirlo e anche ucciderlo. Il Duca, che non vuole perdere il suo fidato banchiere, decide di riammettere gli ebrei senza ascoltare il parere del Consiglio e, avendo scoperto solo in quel momento che il fabbro aveva aggredito la carrozza di Süss, ordina che venga impiccato. Bravo: severo, ma ingiusto, proprio come me.
![]() |
|
La morte del fabbro, l’ingresso degli ebrei in città e il potere sempre maggiore di Oppenheimer gettano nel panico il Consiglio. Bisogna intervenire subito e far tornare sulla retta via il Duca, per questo decidono di farsi guidare da un ufficiale, Röder, che ha servito in guerra con il Duca ed era diventato suo amico.
I consiglieri entrano senza invito nel palazzo e chiedono al Duca di ascoltare quanto hanno da dire nell’interesse del Württemberg, la cui popolazione è esasperata e pronta alla rivolta. Il Consiglio ha una petizione: bisogna mandare via gli ebrei da Stoccarda, come previsto dalla Costituzione.
Il Duca si rifiuta di esiliarli di nuovo a Francoforte: lui non ha nulla contro gli ebrei e non gli interessa quello che dice la Costituzione.
L’ufficiale dice allora al Duca che se non è disposto a rispettare la Costituzione, quanto meno dovrebbe ascoltare le parole di Martin Lutero: “Tieni in mente, caro Cristiano, che non hai un nemico peggiore dell’Ebreo. È mio sincero parere che si debba dare fuoco alle loro sinagoghe e alle loro scuole. Ci si deve liberare dei loro insegnamenti Talmudici pieni di menzogne. E deve essere loro proibita la pratica dell’usura.”
Il Duca, cattolico e fedele suddito dell’Imperatore d’Austria, si incazza all’idea di dover seguire le follie antisemite di uno schifoso eretico e caccia i consiglieri gridando “Vergogna sul vostro Lutero!” e “Andate via!”.
Altre parole attribuite a Lutero sul tema ebraico:
But the Jews are so hardened that they listen to nothing; though overcome by testimonies they yield not an inch. It is a pernicious race, oppressing all men by their usury and rapine. If they give a prince or magistrate a thousand florins, they extort twenty thousand from the subjects in payment. We must ever keep on guard against them.
(Martin Lutero, Colloquia Mensalia, 863 – tradotto da William Hazlitt)
Oppenheimer suggerisce al Duca di sciogliere il Consiglio e formare un proprio Gabinetto privato formato solo da persone di sicura fedeltà, senza quel facinoroso di Sturm tra i piedi. Il Duca è tentato, ma teme i rischi di una mossa così azzardata. Oppenheimer, conoscendo la superstizione del Duca (d’altronde è cattolico… quindi è anche un retrogrado che si affida alla stregoneria, secondo la visione protestante), gli dice che per rassicurarlo prima di fare qualsiasi mossa azzardata potrà fargli consultare un esperto in grado di leggere gli auspici nelle costellazioni.
Il suddetto esperto non è altro che il rabbino Loew, che però non è un astrologo e non crede in simili stupidaggini superstiziose. Anzi, è convinto che Oppenheimer stia giocando con il fuoco e che prima o poi quello che sta facendo gli si rivolterà contro perché Dio punisce gli ebrei che non sanno stare al proprio posto. Süss accetta le recriminazioni del rabbino contro la vanità e il lusso di cui si circonda, ma si giustifica dicendo che è per un bene maggiore, quello di far trionfare gli ebrei procurando un paese nuovo per Israele (complotto ebraico!!!).
Il rabbino accetta di partecipare alla farsa, ma non di mentire (è peccato): sarà il Duca a capire quel che vuole capire dalle frasi ambigue (ma non menzogne) che gli dirà.
Il Duca chiede al rabbino se può osare mosse avventate o se le stelle gli sono sfavorevoli. “Le stelle non sono né favorevoli né ostili” dice il rabbino, “ma sta scritto” e tira fuori i testi sacri “che le stelle obbediscono a colui che osa”.
Il Duca naturalmente leggerà nelle parole del rabbino un invito a rischiare mosse sempre più azzardate per concentrare il potere nelle proprie mani.
![]() |
|
Süss, per decapitare del tutto l’opposizione privandola di un leader, tenta di convincere Sturm a diventare il capo del nuovo Gabinetto, ma lui rifiuta non perché non si fidi del Duca, ma perché non si fida del suo ministro. Oppenheimer mantiene la calma e si dimostra ancora più affabile, domandando a Sturm perché non possano diventare amici e con, dal suo punto di vista, molta generosità si offre di sposare la figlia di Sturm assicurando così denaro e prestigio ulteriore alla famiglia.
Sturm si rifiuta di dare la sua bella figlia ariana a un ebreo e Süss, sempre con tono amichevole, gli suggerisce di pensarci ancora un po’ e di dare una risposta definitiva il giorno dopo.
Sturm la sera stessa fa sposare Faber con Dorothea: ora sua figlia è intoccabile per l’ebreo. E Süss questa volta si incazza per davvero… e dopo un simile insulto, a mio parere, ha pure ragione a incazzarsi! Sturm si incazza pure lui e caccia Süss dalla propria casa, gridando che nessuno può minacciarlo perché è il Presidente del Consiglio e che nessuno può mettersi tra il Duca e il suo popolo, invitandolo a infrangere il giuramento di rispettare la Costituzione. In più, per sottolineare meglio il concetto, gratifica Süss con un bel (nel sottotitolo inglese) “shit head”. Süss ringrazia per la generosa opinione espressa e se ne va.
|
Süss torna in ufficio e ordina al segretario di scrivere un ordine di arresto per Sturm: ci sono testimoni e prove che il consigliere stia tramando contro il Duca e va processato. Sturm viene convocato per essere interrogato, ma si rifiuta di riconoscere Levy come proprio giudice, nonostante l’altro magistrato gli assicuri che sono stati entrambi scelti dal Duca per portare avanti quella indagine. Ma per Sturm non c’è giustizia né onore in un tribunale quando un ebreo osa giudicare un cittadino del Württemberg.
Levy gli contesta di aver tramato contro la vita del Duca e di aver fatto affermazioni sediziose: quando Bogner è stato impiccato vari testimoni affermano che Sturm abbia definito la cosa “un volgare omicidio”. Ma l’impiccagione è avvenuta per ordine e responsabilità del Duca: intendeva forse dire che il Duca è un volgare assassino?
Sturm risponde che anche se l’avesse ordinato l’Imperatore stesso, per lui sarebbe stato un volgare assassino. L’altro magistrato, convinto dell’innocenza di Sturm, cerca di calmarlo, ma questi è fuori di sé e lancia ulteriori insulti e minacce contro gli ebrei. Levy gli risponde “noi sapremo come proteggerci”. Viene incarcerato e accusato con l’ausilio di ulteriori prove prodotte dagli ebrei per incastrarlo.
|
Il Consiglio, chiamando a raccolta i capi delle corporazioni e tutti i cittadini più importanti, si riunisce quella notte stessa per decidere di dare un ultimatum al Duca. Oppenheimer avverte il Duca della riunione e gli dice che i consiglieri intendono privarlo del potere e arrestarlo (e in caso di resistenza ucciderlo). Il Duca convoca subito i suoi fedelissimi e le truppe per dichiarare lo scioglimento del Consiglio fino a data da destinarsi.
Quando Röder arriva al palazzo per dare l’ultimatum (mandare via subito gli ebrei!), il servitore negro del Duca lo avverte di quello che è successo. Curioso che l’unico negro del film sia quello che supporta la giusta causa dei ribelli: ma in fondo i nazisti non avevano particolari problemi coi negri (non più razzismo di quello standard nel resto del mondo).
O la cosa va letta in un altro modo? Perfino un negro è migliore degli ebrei e dei cattolici? ^__^
Il Duca manda via Röder, ma il suo discorso ha fatto breccia: l’ebreo Süss ha sì portato ricchezza, ma ha anche creato molti nemici all’interno del popolo. Süss dice al Duca che un sovrano può sbarazzarsi dei suoi nemici, se ha degli amici su cui fare affidamento: deve arruolare dei reggimenti stranieri e usare la forza per governare. Gli occhi porcini del Duca (e anche i miei) sbrilluccicano all’idea di diventare un dittatore vero e proprio, ma è giusto fare una cosa simile generando una simile frattura con il proprio amato popolo?
La bella Duchessa, che ha sentito ogni cosa, entra nello studio e convince il Duca a fidarsi di Süss e fare quello che dice. Il Duca si accorge allora che anche sua moglie, come lui, è stata plagiata dall’ebreo. Quando la Duchessa esce dalla stanza, il Duca urla contro l’ebreo, ma accetta di fare quello che gli è stato chiesto per amore della moglie anche se non si fida più dell’ebreo.
|
Il popolo di Stoccarda inizia la ribellione. Viene proclamata la legge marziale e chiuse le porte della città. Süss ottiene l’appoggio dell’intera comunità ebraica che mette a disposizione le proprie ricchezze per stipendiare dei mercenari e attuare il colpo di stato. In un ultimo tentativo di concludere tutto senza spargimenti di sangue, Süss propone ancora a Sturm di diventare il primo ministro del Duca, ma questi rifiuta di diventare il servo di un tiranno e preferisce rimanere in prigione.
|
I consiglieri ribelli sanno che gli ebrei stanno finanziando la guerra civile: Faber tenta di lasciare la città per diffondere la ribellione nel resto del paese sfruttando la vecchia parola d’ordine conosciuta da Röder, ma nel frattempo la parola è stata cambiata e viene arrestato.
Süss convince il Duca a lasciargli carta bianca per reprimere la ribellione nel sangue: deve approfittare della festa organizzata per la corte imperiale a Ludwigsburg, andare lì con la Duchessa a divertirsi e, quando tornerà due giorni dopo, sarà diventato un Sovrano Assoluto, come Luigi XIV. Un bel colpo di Stato. Il Duca accetta e parte.
Süss fa ascoltare a Dorothea le urla del marito torturato e le dice che se vuole che venga rilasciato deve concedersi a lui. Dorothea resiste all’inizio, ma le urla del marito sono strazianti. Süss la spinge sul letto. Non viene spiegato se Dorothea accetta di tradire il marito con Süss per salvarlo o se Süss la violenta e si ritiene soddisfatto così, ma alla fine Faber viene rilasciato (sotto lo sguardo stupito di Levy, che si domanda se Süss sia impazzito… effettivamente poteva farlo ammazzare lo stesso, no?) e Dorothea fugge e si annega nel fiume.
![]() |
Süss ha raggiunto Ludwigsburg, ma nel frattempo Faber ha trovato il cadavere di Dorothea nel fiume e la popolazione in rivolta ha assaltato il palazzo ducale e ucciso il segretario. Contro un’intera città in rivolta i pochi soldati messi a presidiare le porte non bastano più: aprono le porte e lasciano passare Röder, diretto a Ludwigsburg per accusare il Duca dei suoi misfatti di fronte alla corte imperiale.
Il Duca, ubriaco e sempre incazzato come me, tira fuori lo spadino e sta per uccidere Faber, ma a metà gesto si becca un infarto e crepa. Süss non ha più nessuno che lo protegga. Viene processato e condannato a morte per impiccagione non per spirito di “vendetta” , come dice Sturm, ma solo per “giustizia”. E la morale della storia la potete leggere nell’ultimo screen qui sotto… ^__^
![]() |
|
Nell’insieme è un bel film, un buon dramma storico, se lo si guarda per quello che è, senza pregiudizi contro i film antisemiti degni di quelli di Faber contro gli ebrei. ^__^
Come film antisemita è decisamente sopravvalutato. Magari fosse solo questa la propaganda antisemita…
Ancora nasi adunchi in Der Ewige Jude
“Der Ewige Jude” (L’Eterno Ebreo, equivalente all’Ebreo Errante in italiano) è un altro dei filmoni della propaganda nazista. Magari ne parlerò meglio un’altra volta, se no finisce che intaso del tutto il thread a furia di stronzate e ancora non siamo andati a finire sul fantasy, dove volevo andare a parare io…
Beccatevi i volti dal naso adunco delle locandine!
|
Favole antisemite!
Frugando in cerca del “fungo ebraico” (avevo vaghi ricordi di questa immagina, vista chissà quanto tempo fa…) ho finalmente trovato il libro di favole “Der Giftpilz“, pubblicato a Norimberga nel 1938 dalla rivista “Der Stürmer” di Julius Streicher.
La prima favola è proprio quella del “Fungo velenoso” in cui una madre col suo bambino raccolgono funghi nella foresta e il bambino ne trova alcuni velenosi. La madre spiega al figlio che i funghi non sono tutti uguali, perché ci sono quelli buoni e ci sono quelli cattivi. Quando tornano a casa riprende il discorso e spiega al bambino che anche gli umani si dividono in buoni e cattivi, ma il bambino sa già questo: il maestro di scuola ha detto molte volte di stare attenti agli ebrei, che sono pericolosi!
La madre è compiaciuta dell’intelligenza del figlio e gli spiega che come esistono funghi velenosi di molte forme così esistono molte forme di ebrei velenosi: c’è l’ebreo medico, l’ebreo macellaio… e perfino l’ebreo battezzato!
E come un singolo fungo velenoso è in grado di uccidere un’intera famiglia, così un singolo ebreo può portare alla rovina una famiglia o un villaggio o perfino un intero popolo! Il bambino è stupito: ma tutti sanno che bisogna stare attenti agli ebrei?
Sfortunatamente no, dice la madre, molti milioni di persone vivono nell’ignoranza del pericolo giudaico e così rischiano la propria vita e mettono al rischio quella di molti altri: per questo chi è informato deve fare tutto il possibile per portare questa conoscenza a chi è ignorante!
|
Per chi è interessato il testo inglese di queste belle favolette si trova qui. Possono sempre far comodo per chi ha dei bambini piccoli. Più male di gran parte del Fantasy prodotto o della Televisione non possono certo fare…
Un’ulteriore curiosità su “Der Stürmer”: quella rivista era considerata così antisemita da disgustare molti dei gerarchi nazisti, che la trovavano volgare e piena di ridicole assurdità. Cioè, LOL, non piaceva nemmeno ai nazisti questa roba! ^__^
Baldur von Schirach, leader della Gioventù Hitleriana ne proibì espressamente la distribuzione presso le strutture del gruppo e lo stesso fece Hermann Göring, proibendo Der Stürmer in tutti gli uffici sottoposti alla sua autorità.
Ecco qualche esempio visivo delle pubblicazioni di Julius Streicher in cui si accusavano gli ebrei di pedofilia, sacrifici umani, cannibalismo, stupro, satanismo, usura, tortura sugli animali (a causa del rito biblico della sgozzamento, praticato anche dagli islamici), allevamento di conigli e tante altre belle cosette…
|
| Cliccare per ingrandire. |
I famosi Protocolli e il complotto ebraico…
Spero che la descrizione degli eventi del film “Süss l’ebreo” abbia permesso ai meno avvezzi all’antisemitismo di farsi un quadretto dello stereotipo giudaico. Gli ebrei sono rappresentati come persone spregevoli, brutte, con grandi nasi adunchi (talvolta anche coi vestiti tradizionali e la barba, ma NON sono fondamentali!), avidi, disposti a far prestiti a qualunque governante voglia i loro soldi, ricattatori ecc…
…in pratica una razza di banchieri. ^__^
Ed effettivamente l’idea di voler governare il mondo attraverso il capitalismo e le banche, e il mondo libero “capitalista” come necessità per amplificare il proprio potere (che non potrebbe essere altrettanto grande in dittature autoritarie pronte a usare la violenza e i pogrom quando minacciate), è proprio ciò che ha acceso di più l’immaginario degli antisemiti.
Chi non conosce “I Protocolli dei Savi di Sion“, un falso storico costruito in Russia a partire da opere precedenti e utilizzato per accusare gli ebrei proprio delle cose scritte sopra? Venne utilizzato prima dallo Zar, poi dai Nazisti e ora dai paesi islamici per giustificare la necessità di eliminare gli ebrei che complottano per il dominio mondiale tramite il sistema bancario. LOL!
Maggiori informazioni sul falso storico dei Protocolli qui, ma attenzione: i neonazi confermano che anche Wikipedia è in mano ai giudei!!! Ke paura!!!!111oneoneone
Tra l’altro i Protocolli vanno molto di moda, oltre che nei paesi islamici e in Sud America, anche in Giappone. Si veda questo link per maggiori informazioni. Le scimmie gialle di quell’isola là hanno buon gusto! ^_^
Gli ebrei di Harry Potter
Guardando i film di Harry Potter ero rimasto piacevolmente sorpreso dall’aspetto dei folletti (goblin nella versione inglese) della banca Gringott: sembravano una versione fantasy dell’ebreo! Una intera razza di soli banchieri, bassi, con lunghi nasi adunchi, brutte facce e un aspetto generale che ispira pochissima fiducia. Macchiette ebraiche.
Solleticato dalla cosa, anche se sfortunatamente per ora ho letto solo i primi due libri della serie, mi sono messo a cercare ulteriori informazioni in internet per saperne di più.
I Goblin gestiscono La Banca dei maghi per eccellenza, ovvero la Gringott. Custodiscono i beni di tutti i maghi, buoni e cattivi, senza schierarsi: per loro contano solo gli affari, non quanto spregevoli siano quelli con cui li fanno. Sono creature miserabili, infide, avide, di cui non ci si può fidare. Nel corso della storia sono state perseguitati, si sono ribellati, e in generale i maghi non hanno mai voluto né potuto fidarsi di loro. Però sono utili, perché sono i migliori banchieri del mondo.
Mi suona giusto-giusto un campanellino nella testa… a voi no?
Ho scoperto di non essere l’unico ad avere visto lo stereotipo del banchiere ebreo in quelle affascinanti creature fantasy. In questo articolo di Dana Goldstein, “Harry Potter and the Complicated Identity Politics“, si trovano informazioni interessanti.
Goblins in the series are humanoid beings (they can mate with people) skilled at forging metal and protecting valuables. Harry and Ron distrust goblins, but the naïve Hermione reminds them that wizards have been cruel to goblins throughout history, provoking bad behavior from the creatures. Against his better instincts, Harry cuts a deal with the goblin Griphook: In exchange for help in obtaining a magical object deep with a protected vault, Harry will give Griphook a valuable medieval sword he has inherited. But Harry soon learns goblin ideas of ownership are different than human ideas; while people believe they own an object once they pay for it and can pass it to whomever they like, goblins believe a valuable object must be returned to its creator — often a goblin — upon its purchaser’s death. Thus, Griphook steals the sword from Harry without fully upholding his end of the bargain. The ultimate judgment is that whole categories of creatures, even those whose blood is intermingled in the human race, cannot be trusted.
![]() |
|
| Naso adunco, brutto aspetto, labbroni schifosi… è solo una mia impressione? |
Niente di male negli “ebrei potteriani”, anzi, è divertente vedere che oltre alle creature fantastiche della Mitologia anche quelle del Razzismo possono trovare il loro posto nei mondi fantastici. Ho già qualche idea sui negri-scimmia e cosette simili… e perché no, anche sugli ebrei per un’ambientazione pesantemente ispirata all’Ottocento. ^_^
Giudaizzare un po’ il fantasy con l’ebreo fungo
Al posto del giudeo umano, imitando quanto fatto (senza intenti razzisti) dalla Rowling, si può inventare un creatura fantastica apposita che assuma le caratteristiche negative dello stereotipo ebraico. Un’idea che mi era venuta era quella di una sorta di “ebreo fungo” ispirato alla copertina del libro di favole. Propongo qui un po’ di idee e varianti per chi volesse prendere ispirazione.
Il fungoide (o miconide o fungheo o quel cavolo di nome che gli si vuole dare) è un uomanoide basso, sgraziato, tozzo, con braccia e gambe corte, il volto brutto e rugoso, il naso adunco e le labbra come grassi vermi viscidi. La testa, priva di un collo apprezzabile, termina con un cappello da fungo, più o meno pronunciato. Una barba di licheni cresce sulla mandibola.
Vive nelle fogne o in stamberghe, proliferando nella sporcizia e al buio, tra i rifiuti prodotti dagli umani, insomma in luoghi dove trionfa il degrado morale e materiale. Come una muffa o un parassita o, appunto, un fungo che cresce sul marcio.
Nonostante dispongano di un’intelligenza umana (o è meglio dire “di notevole furbizia”?) sono disprezzati da tutte le specie superiori. Non sono loro concessi gran parte dei diritti che le altre razze hanno, ad esempio quello di possedere appezzamenti di terra o di fare gli artigiani o di votare ecc… Sono dei paria.
Ma i funghi conoscono molte cose: i funghetti generati delle loro spore, che nel corso degli anni crescono fino a diventare veri fungoidi alti un metro e più, all’inizio sono così piccoli e indistinguibili da comuni muffe e funghi da potersi infiltrare in ogni luogo “umido” per spiare e riferire le informazioni raccolte al padre.
Per sopravvivere tra gli umani si sono adattati e, rubando e accumulando denaro (in fondo per chi mangia immondizia, ama il degrado e si veste di stracci non c’è molto motivo di spendere soldi), si sono alla fine trasformati in usurai.
Il denaro che possiedono è nascosto in luoghi segreti, si dice nelle fogne, in tunnel disgustosi dove i fungoidi possono entrare solo perché i predatori locali non li vogliono mangiare e il puzzo mefitico non li turba. Accumulano denaro per il gusto di accumularlo, per poterlo vedere e utilizzarlo per costringere al proprio volere le “razze superiori”.
Nulla rende più felice un fungoide di vedere un mercante strangolato dall’usura che si suicida o di far spezzare i pollici a un manovale carico di debiti che, il fungo lo sa fin dall’inizio, non avrebbe mai potuto ripagare.
Si dice che tutti i fungoidi, che siano alti un metro o siano funghetti grandi come bottoni, ubbidiscono a un fungo gigantesco che comanda tutta la colonia cittadina servito dalla sua corte di anziani alti anche due o tre metri.
O forse tutti i funghi più anziani si fondono in un solo mostruoso Padre Fungo che contiene i ricordi e la sapienza di tutti i suoi figli e dalle fogne guida il progetto di funghizzazione della città. In fondo nessuno ha mai visto un fungoide morire di vecchiaia e chissà dove spariscono dopo una certa età…
I fungoidi non hanno femmine: i padri generano i figli deponendo le spore nella sporcizia e lì loro crescono e si nutrono. Forse hanno periodi riproduttivi specifici o forse no. Alternativa: le spore vengono sparate in aria e se raggiungono una donna gravida possono infettare il feto. Il bambino nasce deforme, con la pelle butterata e deformità di altro tipo, morendo poco dopo il parto o addirittura uscendo fuori già morto. Dal cadavere nascono i funghetti, in grado di individuare e raggiungere il padre seguendo la sua scia olfattiva.
E qui si può aggiungere la leggenda secondo cui ogni tanto nascono bambini-fungo che sopravvivono e, in virtù della loro intelligenza umana, guidano gli altri funghi dalla profondità delle fogne decidendo la strategia della colonia. Questa leggenda può essere in aggiunta o in sostituzione delle teorie del grande Padre Fungo.
Altra idea: il fungoide come parassita/malattia!
I fungoidi non sono una specie in sé, ma sono parassiti che prendono possesso delle altre creature. Ci sono pochi fungoidi riconoscibili, quelli più anziani, ormai ridotti ai mostri deformi col naso adunco e la testa a cappello descritti prima. Ma in origine tutti i fungoidi sono umani (o elfi, nani, quel cavolo che vi pare più adatto, basta che siano una specie dominante molto comune).
Quando vengono contagiati dalle spore iniziano una lenta trasformazione: cominciando a diventare solitari, asociali, rifiutano di lavarsi, allontanano i famigliari, torturano piccoli animali, stuprano e rubano… un po’ alla volta il loro naso prenda la forma a becco, la pelle diventa spugnosa e assume colori fungheschi (Verde? Marroncino? Un bianco malaticcio?). Diventano appieno uomini-fungo.
Diventare fungoidi è quindi una malattia. Il fungo è un parassita che cresce nel corpo dell’individuo e ne cambia il corpo, portandolo all’isolamento e alla follia criminale.
Alternativa: il fungo non è un semplice parassita privo di intelligenza, ma è un essere senziente vero e proprio che a trasformazione completa, quando ha preso completo controllo della mente, possiede il nuovo corpo e tutti i suoi ricordi.
L’invasione degli ultrafunghi…
Ma i contagiati come subiscono il contagio? L’idea delle spore sparate e assorbite era carino come “pericolo” per le donne incinte, ma se la gente iniziasse a mutare in massa così sarebbe pericoloso per gli stessi funghi: in breve le autorità metterebbero a fuoco ogni anfratto per purificarlo e sigillerebbero tutti i tombini. Gli affari da usuraio languirebbero non poco…
Si può decidere che il contagio sia una scelta della vittima: i funghi hanno una loro religione, basata sull’assunzione di droghe psichedeliche per raggiungere l’unità tra mente e corpo e vedere il Grande Fungo. Assumendo il fungo allucinogeno del Padre nel corso dei riti religiosi, come una sorta di eucarestia allucinogena, si viene sempre più contagiati e lentamente si muta, consapevoli della mutazione (fa parte delle fasi avanzate del culto), fino a divenire fungoidi. I funghi corrompono le brave persone portandole al loro malvagio credo… ^__^
In fondo anche l’Ergot, che contiene il potentissimo LSD-25, altro non è che un fungo che cresce sulla segale (rendendola appunto “cornuta”).
I contagiati si uniscono alla colonia dei funghi, in una sorta di ghetto, praticando il crimine, l’usura ecc… e adorando il culto del Grande Padre Fungo. In questo caso il vecchio fungoide deforme assume il ruolo giudaico dell’untore (magari unito a quello dell’avvelenatore di pozzi, se contamina le scorte idriche).
Anche in questo caso non c’è bisogno di distinguere fungoidi maschi e femmine: la riproduzione non prevede rapporti sessuali o inseminazione di ovuli da parte di partner distinti. Per cui non esistono nemmeno “famiglie”, ma solo l’unità della colonia in una rigida gerarchia che va dal più anziano al più giovane.
E se invece inserissimo le femmine?
Una buona idea per le femmine può essere quella dell’intrigante prostituta ebrea che seduce e corrompe i bravi uomini. La femmina fungoide ha l’aspetto di una bella ragazza, con o senza sintomi della funghizzazione, che usa il proprio fascino per diffondere le spore tramite il rapporto sessuale, attraverso le mucose genitali (al posto o in aggiunta a ciò che fa il fungo anziano che le spruzza nell’aria). Oppure la funghetta può semplicemente sedurre gli uomini portandoli al Culto del Padre Fungo un po’ per volta, iniziando con la somministrazione di minuscole dosi della droga per amplificare il piacere sessuale.
La forma della fungoide deve variare in base al tipo di ambientazione e alla predisposizione al sesso interrazziale: in alcuni le uniche fungoidi di successo saranno quelle identiche alle umane, con pochissimi segni di mutazione, in modo da essere ancora attraenti; in altre invece la fungoide può essere semplicemente prole di un Padre fungo in grado sia di produrre figli maschi (bassi e brutti, ma astuti) che figlie femmine (belle, ma meno furbe). In tal caso le femmine possono essere a loro modo “attraenti” pur senza essere umane/elfe/quel-che-è: tipo in certi Hentai con le ragazze mostro…
Questa distinzione maschio-femmina, come impostata da me, non è importante per la riproduzione della Colonia che continua a NON essere sessuata, ma va vista solo come “divisione dei ruoli” in cui si è sviluppato un ceppo di fungoidi altamente specializzati nella diffusione del contagio tra gli umani.
E queste sono solo le prime idee che mi sono venute mentre scrivevo: ci sono un sacco di possibilità per sbizzarrirsi con i fungoidi e creare la propria razza di “parassiti usurai”, magari da inserire in un’ambientazione fantasy industrializzata di ispirazione Ottocentesca (steamfantasy) simili alla New Crobuzon del mondo di Bas-Lag o alla Tarant di Arcanum.
|
Note per il Film “Süss l’Ebreo”
Nota sul “divieto” in Italia: probabilmente non è proprio “proibito” in Italia, ma, in accordo con la Legge Mancino (modificata nel 2006 in senso meno rigido), un’eventuale distribuzione del film porterebbe venditori e ditte ad essere accusati di “propaganda dell’odio razziale” (gli inviti a bruciare le sinagoghe, cacciare gli ebrei ecc… sono molto forti: il film stesso era usato per caricare di giusta rabbia i soldati delle SS che dovevano partire per i paesi slavi), con conseguente pena pecuniaria, carcere e sequestro per legge di tutto il materiale. Libera diffusione, no? La censura non è solo ciò che riporta sopra l’etichetta “censurato”. ^__^ Torna in cima.
1: attore tedesco, 1893-1946, morto nel campo di concentramento di Sachsenhausen (Campo Speciale n°7 per nemici politici sotto il regime di Stalin) dopo un intervento di appendicite. Uno dei suoi primi ruoli fu nel film “Metropolis” di Fritz Lang. Prima della presa del potere da parte dei Nazisti era militante del Partito Comunista, motivo per cui sotto il regime ebbe difficoltà a lavorare. Alla fine riuscì a mettersi a capo di un gruppo di “attori indesiderati” e recitò in vari film di propaganda prima e durante la seconda guerra mondiale. Torna in cima.
2: nel film viene usato il termine “Verfassung”, che indica proprio la Costituzione, ma questo termine non è del tutto corretto. Il Württemberg non ebbe una Costituzione fino al 1819. Quello a cui si riferiscono nel film è una sorta di patto tra i cittadini e i Duchi del Württemberg, sotto forma di un serie di leggi e concessioni le cui origini risalgono al 1514, che tra le altre cose garantiva al Consiglio a Stoccarda di poter controllare gli aspetti finanziari mettendo ai voti le richieste del Duca. Nei documenti d’epoca è chiamato “das gute alte Recht” (la buona vecchia Legge).
Per maggiori informazioni si veda “War, State and Society in Württemberg, 1677-1793″ di Peter Wilson. Torna in cima.
3: attore austriaco, 1902-1946, morto in un incidente d’auto. La sua interpretazione di Süss è straordinaria, perfetta, forse anche grazie allo “stimolo ricevuto”: dopo aver rifiutato la prima volta di partecipare al film, Goebbels in persona lo ricattò minacciando la vita del suo figliastro mezzo-ebreo (confessato da Marian in un’intervista dopo la guerra). Nonostante questo, Marian divenne un “paria” del cinema. Alcuni sostengono che dietro l’incidente d’auto vi sia un suicidio. Torna in cima.
4: gran parte degli ebrei dal naso adunco che appaiono nel film sono veri ebrei, rastrellati dalle SS nel ghetto di Praga e costretti a recitare nel film. Gli ebrei del film vengono rappresentati come ebrei slavi, non tedeschi, per giustificare la dura politica nei territori slavi occupati. A Praga sono state girate anche le scene giudaiche di massa, come l’ingresso degli ebrei e le cerimonie religiose. Torna in cima.
5: attore cinematografico e teatrale tedesco, 1884-1959. In questo film interpreta sia il ruolo del segretario Levy che quello dell’anziano rabbino Loew. Krauss, famoso per la sua interpretazione diabolica in “Das Cabinet des Dr. Caligari” (1920), abbracciò l’ideologia nazista e divenne Attore di Stato sotto Goebbels. È ricordato anche per l’ottima interpretazione dell’usuraio ebreo Shylock in “Il Mercante di Venezia” durante le rappresentazioni a Vienna del 1943. Dopo la guerra venne perdonato per la sua adesione al nazismo e ammesso ai festival del cinema tedeschi. Torna in cima.
6: attrice svedese, 1912-2001. Moglie del regista Veit Harlan, divenne famosa per i suoi ruoli tragici guadagnandosi il nomignolo di Reichswasserleiche (che suona tipo “l’annegata del Reich”, riferimento alla fine di Dorothea in questo film). Come gran parte delle più amate attrici del cinema del Terzo Reich era una straniera. Torna in cima.
7: l’uso di banchieri ebrei era molto comune e alcuni luoghi comuni sulla diffusa presenza ebraica nel sistema bancario mondiale dei paesi occidentali fino alla seconda guerra mondiale sono effettivamente non del tutto privi di fondamento (ma questo non significa che vi fosse un qualche genere di “complotto giudaico”). Tornando al personaggio storico di Süss Oppenheimer va fatto notare che era nipote di Samuel Oppenheimer, banchiere personale dell’Imperatore Leopoldo I d’Austria fino a pochi decenni prima. Torna in cima.
PornoFantasy: definizione e bando di gara
Scritto da Il Duca Carraronan il 10 dic 2008 | Categorie: Concorsi Letterari, Ebook, Fantasy, PornoFantasy, Pornografia
|
||
|
Partiamo dalla Pornografia
Il consumatore di pornografia, sotto forma di video o fotografie, hard o soft, cerca spesso prodotti dedicati a un preciso oggetto del desiderio e molti film, proprio per aiutare la scelta, si autodefiniscono come “Nere”, “Asiatiche”, “Teen”, “Scolarette”, “Conigli” ecc… i possibili oggetti del desiderio del consumatore possono essere di ogni tipo, dall’aspetto fisico (asiatiche, rosse, brunette, milf, giovanissime, conigli) alle situazioni/costumi (cameriere, scolarette, in armatura, professoresse, lingerie, due ragazze per volta, stupri, conigli) alle parafilie di tipo più vario (BDSM, piedi, defecazioni, pissing, conigli) alle tipologie di atti sessuali dominanti nel prodotto (pompini, anale, doppia penetrazione, conigli) fino al modo in cui il prodotto stesso viene rappresentato (POV -point of view: visuale come se fossi tu l’uomo della scena- o tradizionale …o conigliovisione).
|
| La modella Ariel e l’idol giapponese Miyabi Isshiki |
|
Tiffany Brookes nel ruolo di cameriera sexy (parte 1 di 4, softcore: non va oltre il mostrare i seni) |
Questo solo per scalfire l’elenco immenso di possibilità che il porno moderno offre, dimostrando una flessibilità e un desiderio di soddisfare il cliente che manca al Fantasy, troppo spesso tendente a imitare se stesso.
E naturalmente negli ultimi anni sono fioccate le combinazioni più allettanti: video e foto di asiatiche vestite da cameriere (french maid) armate di pistole mitragliatrici, pompini con due ragazze per volta in visuale POV (vedasi la serie Blow Me Sandwich), POV con scolarette (Schoolgirl POV 3) ecc…
|
|
Schoolgirl POV 3 e Misa Kikouden french maid con Uzi (cliccare per ingrandire) |
Il PornoFantasy
Il PornoFantasy è pornografia (sotto forma di video, immagini, fumetti ecc…) in cui l’oggetto del desiderio NON è qualcosa di reale (ragazze svedesi, sesso anale violento) o di possibile per quanto improbabile (stuprare e torturare giovani scrittrici di fantasy… difficile, ma ci sto lavorando ^_^), ma è un elemento in sé “fantastico”, ovvero non spiegabile o giustificabile con le conoscenze scientifiche (altrimenti sarebbe PornoFantascienza, come sodomizzare Terminator).
Alcuni esempi di materiale per PornoFantasy: sesso coi draghi, elfe, elfe oscure, zombie (sono valide anche le commistioni di elementi fantastici dell’Horror, perché no?), fatine, mutaforma (che si trasformano durante il coito) ecc…
Sono naturalmente auspicabili combinazioni di elementi fantastici ed elementi tradizionali: scolarette elfe asiatiche (sono così kawaii!!!), fatine geisha ball anali (legate l’una all’altra con una cordicella), pissing coi draghi, militari nani omosessuali, golem coprofili spiati da anziani gnomi che si masturbano ecc…
|
|
Fatine! Chi non ama le fatine? Sono perfette per farsi masturbare e leccare, ma il problema è metterglielo dentro… |
D’altronde è una cosa perfettamente normale che il pubblico, in particolare quello maschile, abbia fantasie erotiche su qualunque cosa veda. Il Fantasy da sempre ha offerto copertine e immagini che hanno soddisfatto un certo immaginario erotico ed era banale che i professionisti del settore prima o poi si accorgessero che il pubblico vuole PornoFantasy e ne producessero di conseguenza.
La serie di successo WhoreLore (ex WhoreCraft) con orchi, nani ed elfe, i videogiochi (in realtà sequenze di video CG e immagini) di Sexual Fantasy Kingdom con elfe futanari e golem, gli immancabili film porno con attori travestiti da demoni, vampiri, zombie ecc… come in Succubus (con la bella Raven Riley) o in Porn of the Dead.
|
Come dimenticare il classico del 1999, Dream Quest? La protagonista Sarah (Jenna Jameson) è una ragazza sessualmente inibita che con l’aiuto di due fate viene catapultata in un fantastico porno-mondo parallelo, dove finalmente si libera di tutte le sue inibizioni sessuali. PornoFantasy ben recitato, con ottime scenografie e costumi.
Anche nell’ambito dei fumetti/manga/illustrazioni non mancano gli esempi, come Favole di Francesco “H2O” Acquaviva che ho comprato alcuni mesi fa, ma si può recuperare anche online qui o forse anche via eMule (nome del file “(Ebook – Comic – Erotic) Francesco H2O Acquaviva – Favole [LEIB HUSAR 1786].cbr”).
Se vi piace fate i bravi e compratelo: costa solo 5 euro e in allegato trovate una rivista di fumetti erotici e un albo con Sanpei in versione porno. Non c’erano nemmeno la spese di spedizione quando l’ho preso io: 5 euro in tutto.
|
A WhoreLore e Sexual Fantasy Kingdom dedicherò un paio di articoli specifici in futuro, tanto per aumentare i riferimenti pornofantasy nel blog. ^__^
Cosa sia il PornoFantasy mi sembra sia stato chiarito, ora passiamo alla Gara del Ducato!
Gara del Ducato del Porno Si avvicinano le Feste di Anale e il Ducato essendo un territorio cristianissimo non può che festeggiare il compleanno di Gesù… ovviamente organizzando una gara a sfondo porno. Deus vult.
La gara prevederà la realizzazione di un Racconto Breve. Tutti possono partecipare, anche chi non è ancora iscritto al Ducato del Porno.Dimensioni (perché contano sempre!)
Racconto Breve è qui definito come qualcosa di massimo 10.000 (diecimila) battute (spazi inclusi).
Per evitare oscenità troppo brevi tipo “Il cazzo uscì. Sborra!” poniamo il limite minimo a 3.000 (tremila) battute (spazi inclusi).
Si suggerisce di attestarsi sulle 5.000 (cinquemila) battute (spazi inclusi).
Se evitate di arrivare a 10.000 (diecimila) è meglio perché poi Gesù vi odia e non vi legge nessuno.Tipologia di Racconto
Il racconto deve contenere tematiche PornoFantasy. Va bene tutto, purché rispetti i criteri con cui è stato sopra definito il PornoFantasy. Consiglio, per comodità vostra e dei lettori data la brevità del testo, di rimanere nell’ambito delle razze più o meno conosciute (PornoFantasy Tolkeniano?). Sbizzarritevi a scoprire qualche combo PornoFantasy particolarmente stramba. ^__^Trattandosi di un racconto non si può avere l’immediatezza del porno visivo, che può essere anche un semplice amplesso tra un attore maschio e una tizia truccata da elfa (vedesi WhoreLore), per cui bisogna scegliere tra cavarne fuori un racconto erotico OPPURE un racconto con elementi centrali pornofantasy (descrizione sia soft che hard, basta che vi sia qualcosa che ecciti le fantasie sessuali del lettore), ma votato all’umorismo e al grottesco (o all’avventura/azione, ma in poco spazio non so se verrebbe decente).
In particolare il grottesco/umoristico rende bene trattandosi di PornoFantasy: può essere difficile rimanere seri quando si descrive l’amplesso di un golem di pietra con una statua oppure le avventure di un Ent tolkeniano che si masturba con una carota gigante…
![]()
Illustrazioni.
È possibile inserire illustrazioni nel racconto, a colori o in bianco e nero, come avveniva nel libro di Peter Coniglio della Potter. Le illustrazioni devono essere inviate in formato JPG, GIF o PNG assieme al racconto, numerandole e indicando nel racconto dove vanno inserite (es: bla bla bla qui *** Immagine 1 **** il testo prosegue). Oppure, se preferite, le potete direttamente inserire nel file inviato come immagini.
Le illustrazioni DEVONO essere opera dell’autore. La proprietà intellettuale dei disegni va dimostrata su richiesta del Duca (in particolare nel caso di disegni molto belli… se fanno schifo alla minchia non indago di certo ^_^) mostrando bozze intermedie dell’opera o, in caso di opera disegnata su carta e poi scannerizzata, foto con l’originale. In caso di buon piazzamento nella Gara l’eventuale scoperta di opere altrui spacciate per proprie comporterà la squalifica e gravi punizioni (nel caso di sudditi vi sarà la messa a morte immediata).
Massimo cinque illustrazioni.Non penso che a nessuno degli utenti abituali del Ducato interesserà inserire illustrazioni, ma nel caso tra di voi si nasconda qualche disegnatore ho preferito fornire l’opzione.
Modalità di invio e formato
Formato dell’Opera: .doc, .rtf, .pdf, .txt o testo via mail.
Indirizzo di Invio: ducatolist@gmail.com
Numero di testi per partecipante: si possono inviare fino a tre testi, purché differenti, per gareggiare con più opere assieme; gareggiare con più opere assieme non garantisce alcun vantaggio “in sé”, dato che ogni opera verrà valutata singolarmente.
Cambio/Reinvio: è possibile inviare lo stesso testo modificato o cambiarlo del tutto, basta avvisare il Duca nella mail di invio; l’ultima versione di un testo arrivata e dichiarato come valida sarà quella messa in gara; magari per ulteriore sicurezza scrivete la versione del testo (la prima è la V1, anche senza dirlo, poi seguono la V2, la V3, la V4 QUATTRO, la V5…)Data di Apertura invii: puoi inviare fin da ora.
Data di Chiusura invii: domenica 1 Febbraio, ore 23:59.
Votazione: il sistema di votazione popolare verrà descritto successivamente e sarà basato sulle “preferenze” degli utenti del Ducato (iscritti prima del 1 gennaio 2008) o, in caso di molti invii (più di 12), verrà votata solo una selezione di testi “finalisti” dopo la scrematura dei peggiori a cura di una giuria di esperti (io, il mio amico invisibile e il coniglio Pongo). Per evitare favoritismi i testi votabili saranno forniti in forma anonima.Premio
I migliori tre riceveranno un incremento di rango nobiliare nel caso il loro rango sia inferiore a Baronetto, il che significa che i nuovi utenti diventerebbero automaticamente pornonobili con il titolo di Gentiluomo (o forse di Cavaliere per il primo arrivato). Il Duca si riserva di premiare altri meritevoli a propria discrezione.
Il racconto vincitore verrà pubblicato su Baionette Librarie. Una eventuale vincitrice può richiedere, se lo desidera, di ottenere un rapporto sessuale col Duca(1).Maggiori informazioni qui:
http://forum.ducatodelporno.org/viewtopic.php?f=2&t=77891: in caso di aspetto poco gradevole il Duca si riserva di inviare in propria vece dei banditi albanesi armati di bastoni.
Mi piacerebbe che partecipassero la ragazze che in passato mi hanno inviato materiale in visione. Consideratelo un esercizio. E naturalmente vorrei gustarmi i lavori dei miei lettori abituali (Angra, Taotor, Clio…). ^__^
Sarebbe stupendo se partecipassero anche scrittori fantasy come Licia Troisi, Andrea D’Angelo, Marco Davide, la Strazzulla ecc… e, da quel che leggo sul suo libro, scommetto che parteciperebbe volentieri anche Federico Ghirardi (ma essendo ancora minorenne non posso mandargli una mail di invito sul Ducato, sigh). È improbabile che Licia o qualche altro “scrittore pubblicato” (e che quindi ho probabilmente insultato in passato) partecipi, quindi fa niente, ma sperarci non costa niente. ^__^
Viva il PornoFantasy!
Il Destino di Adhara: il mondo del porno
Scritto da Il Duca Carraronan il 23 nov 2008 | Categorie: Fantasy, Libri, Pornografia
È finalmente uscito il nuovo libro di Licia Troisi (e si spera non solo “firmato Licia Troisi” come alcuni sospettano riguardo la Ragazza Drago). È il primo di una trilogia, non sia mai che “la più amata scrittrice fantasy italiana” (sigh) si faccia scappare l’occasione di produrre l’ennesimo malloppone diluito in puntate invece di fare un singolo libro bello, breve e denso di buone idee.
I libri brevi e incisivi sono cose per idioti come George Orwell e quella sua cagatina di 1984. La Troisi non si pone limiti creativi nel diluire le vicende su più libri, come farebbe un barista disonesto con gli alcolici.
|
|
Le Leggende del Mondo Emerso, Vol.1 Il Destino di Adhara |
Adhara si risveglia in un prato. Non ricorda come è arrivata in quel luogo, non riesce neppure a ricostruire in quale luogo si trovi, ma soprattutto non ricorda chi è. Muovendosi in un mondo che le è completamente sconosciuto, pian piano scopre di avere una serie di inquietanti capacità, mentre incontra AmhaI, un giovane apprendista Cavaliere di Drago dall’animo tormentato che è pronto ad aiutarla a riscoprire se stessa. Ma sul Mondo Emerso, che da cinquant’anni vive un periodo di pace e prosperità, incombe una nuova, oscura minaccia, proveniente da un passato remoto e dimenticato. Il destino di AmhaI e Adhara e di vecchie e nuove conoscenze si legherà sempre più strettamente alle forze occulte che stanno cercando di trascinare nuovamente. Età di lettura: da 11 anni.
Notate l’età di lettura: da 11 anni. Devono avere capito che se uno lo legge prima degli 11 anni gli si può bloccare la crescita o può incorrere in gravi danni neurali. Poi l’età è anche interpretabile: da 11 anni e basta o da 11 anni in su?
Se è come gli altri libri della Troisi l’età di lettura più adatta è “Mai”.
|
|
“Mamma, non voglio leggerlo: mi si blocca lo sviluppo mentale…” “E cosa vorresti leggere alla tua età???” “Voglio leggere la Fattoria degli Animali, 1984 e La Macchina del Tempo…” “No, no, NO! Poi rischi che ti venga un cervello!” “Ma perché nooo?” “Da grande devi fare la velina e sposare un calciatore così sistemi la mammina tua.” “Ma io voglio diventare un Ingegnere dei Materiali…” “Non se ne parla! Vuoi finire a lavorare per quei maiali della DuPont? Zitta e leggi la Troisi!” |
La protagonista questa volta, tanto per cambiare, ha un nome preso dalla lingua degli inculatori di cammelli (camelus dromedarius, ma non disdegnano nemmeno le bambine tra gli 8 e i 12 anni dato che è brutto che abbiano “il primo sangue nella casa del padre”).
Adhara è la seconda stella per luminosità nella costellazione del Cane Maggiore. Il suo nome ha origine dall’arabo عذارى ‘aðāra’ e significa “le vergini“.
Dopo Nihal (”dove si abbeverano i cammelli”) e Dubhe (”orso”, forse riferito al suo pube peloso), finalmente abbiamo “Le vergini”. Ma non solo vergini, bensì quelle del cane! Una cagna, insomma. Evviva l’eleganza.
Leggiamo il Primo Capitolo
Il primo capitolo, sia ringraziato Gesù Cristo mangiatore di uova sode e tracannatore di aceto divino, è disponibile nel sito della Mondadori. Dà spesso 502 Proxy Error “Error reading from remote server”, probabilmente perché i server Mondadori ricevono lo stesso livello di attenzione dei romanzi. Per chi vuole bruciarsi in modo irreparabile l’area di Broca c’è anche un fantastico prologo, ma io preferisco dedicarmi al primo capitolo sacrificando i miei neuroni per il bene della Scienza.
Come detto il libro inizia con la protagonista che si sveglia in un prato e non sa chi è, nemmeno cos’è, che è successo, insomma, in sintesi, non sa un cazzo di niente. A parte l’abbondanza di avverbi inutili e parole buttate a caso, il tutto ben amalgamato in una scrittura piuttosto fiacca (in anni un po’ di sforzo per migliorare no, eh? Anzi, ha perfino perso quell’immediatezza e demenziale freschezza del primo libro!), quello che non convince fin da subito è come l’autrice presenta gli avvenimenti. Il POV non è ben piazzato nella mente del personaggio, per cui non ci si gode “la confusione”, ma si ottiene un chiaro quadro degli eventi come se stessimo guardando una persona confusa mentre sorseggiamo il té delle cinque.
“Chi sono?”
Nessuna risposta. Una stretta gelata le avvolse le tempie. Si toccò il petto, là dove il cuore batteva il tempo della sua ansia. Seni, piccoli e sodi.
“Sono una donna.”
La consapevolezza non le portò alcun sollievo. Si guardò attorno. Il cielo era di un azzurro profondo, senza neppure una nuvola. Il prato che la circondava le parve sconfinato; qua e là, il bianco di timide margherite e il rosso sfacciato di qualche papavero.
Non sa nemmeno di essere una donna, deve palparsi le tette per realizzare la cosa, eppure quando si guarda attorno non vede solo una distesa di generica erba chiazzata di fiori bianchi e rossi, ma distingue chiaramente margherite e papaveri, subito con un colpo d’occhio.
La cosa puzza, tanto per cambiare con Licia, di scarsa attenzione ai particolari dato che, subito dopo, la ragazza ha problemi perfino a riconoscere la propria cintura e a distinguere cosa sia un pugnale!
Un oggetto oblungo, piuttosto ruvido al tatto, era legato ai suoi fianchi da una striscia di un qualche materiale che non riusciva a identificare.
[...]
Con un piccolo sibilo, emerse qualcosa che luccicava al sole. Strinse gli occhi e studiò l’oggetto. Il manico era caldo, marrone, e si adattava perfettamente alla sua mano. La parte inferiore era fatta invece di un materiale diverso, lucente e freddo al tatto. Aveva un aspetto serpentino, ed era decorato con segni strani, che non riuscì a decifrare. Passò un dito sul filo della parte fredda, e sentì un immediato dolore. Lo ritrasse, e vide che era segnato da una lunga striscia rossa. Un lampo di consapevolezza illuminò la sua coscienza.
“È un pugnale.”
Fiori con tanto di nome riconosciuti all’istante, ma col pugnale deve farsi un taglio per capire cos’è. E riguardo la cintura non ha ancora capito cosa diavolo sia (ma non preoccupatevi, lo scoprirà dopo!).
Un complesso messaggio psicologico a sfondo pacifista-nudista o faciloneria e scrittura distratta? La risposta è autoevidente per tutti, tranne che per gli idioti: è ovviamente un raffinato messaggio psicologico! Credete forse che Licia sia un’incapace, uomini di poca fede?
Inutile perdere tempo sulla scrittura in sé: concentriamoci invece sugli eventi veri e propri di questa bellissima storia piena di mistero!
gambe magre, affusolate e candide, malamente coperte da una tunica macchiata.
[...]
Indossava una lunga tunica macchiata d’erba e sangue. Sotto, nient’altro.
[...]
Solo allora notò l’alone rosso che le circondava il polso. D’istinto lo sfiorò con un dito, ma si ritrasse subito. Bruciava terribilmente. Anche l’altro polso aveva lo stesso segno.
Adhara è chiaramente reduce di una Gang Bang, probabilmente con una dozzina di negri superdotati. I segni ai polsi indicano l’uso prolungato di manette o corde. Bondage-sadomaso, o forse l’avevano rapita e violentata.
La tunica macchiata “d’erba” e sangue assieme all’assenza dei pantaloni o della gonna, per non parlare della biancheria intima, è un altro evidente indizio a favore della Gang Bang. Le macchie d’erba sono molto sospette: probabilmente la base di sperma ha permesso all’erba di spiaccicarsi e incollarsi meglio di quanto sia possibile alla normale erba.
Sperma e sangue. Niente biancheria intima. Qualcuna è stata una ragazza molto cattiva, eh? O magari un gruppo di negri l’ha stuprata analmente (sangue, segni ai polsi) e poi l’ha abbandonata pensando che fosse morta.
Un oggetto oblungo, piuttosto ruvido al tatto, era legato ai suoi fianchi da una striscia di un qualche materiale che non riusciva a identificare.
[...]
Strinse gli occhi e studiò l’oggetto. Il manico era caldo, marrone, e si adattava perfettamente alla sua mano.
Cosa sarà mai, date le premesse, se non un Dildo Anale?
“È un pugnale.”
Ah, no, è solo un pugnale. Me ne ero proprio dimenticato! Forse faceva parte del gioco erotico e la presenza dell’arma cancella l’ipotesi dello stupro interraziale a favore della Gang Bang sadomaso finita male. Adhara aveva bevuto qualche bicchiere di troppo, fumato un po’ di canne per tenersi allegra, poi i bei cazzoni negri uscirono dalle mutande e lei vi ci si impalò a tre per volta con l’aiuto psicologico di qualche pasticca di LSD. La festa continuò mentre il suo ano si riduceva a un cratere sanguinante, mezza dozzina di strisce di coca per godere di più e alla trentaduesima eiaculazione interna gli si saranno ribaltati indietro gli occhi e avrà iniziato a schiumare dalla bocca. I negri, poveri Bingo Bonghi senza permesso di soggiorno, avranno abbondonato nel campo la bianca puttanella borghese per paura di inguaiarsi con la crudele polizia fascista e xenofoba.
Che ragazzaccia viziosa questa Adhara!
Qualcuno dirà: “perlomeno Adhara non piange come Nihal!”
Sbagliato. Dopo solo 1027 parole c’è già il primo pianto disperato! Evviva!
Lo sconforto la sommerse. Avvertì qualcosa di umido scenderle lungo le guance, e quando se le toccò sentì che erano bagnate. La cosa la intristì ancora di più. Spalancò la bocca e si lasciò andare alla disperazione, mentre dagli occhi grosse gocce le cadevano in grembo a disegnare sulla tunica aloni scuri perfettamente tondi. Dalla gola le uscivano solo confusi gemiti.
Si toccò le guance, e sentì che erano ricoperte da qualcosa di ruvido. Ne grattò un po’ con un’unghia e se lo mise in bocca. Era salato.
Le lacrime da sole non bastano per avere densi sedimenti sul volto, abbastanza corposi da poterli raschiare con l’unghia e mangiarli. Il sapore salato delle lacrime si è aggiunto a una precedente base di sperma secco, regalo di Ibrahim e Muhammad. O magari era muco colato durante il pianto disperato?
In ogni caso: gnam-gnam, Adhara, gnam-gnam!
Per i più perversi ecco una Ricostruzione degli eventi precedenti ▼
Qualcos’altro però la tormentava. Una specie di bruciore interno, e una sensazione di profonda secchezza che le straziava bocca e gola.
Per forza, tra l’alcool ingerito e tutta la saliva spesa nel succhiare salsicce nere è il minimo che abbia la gola secca e dolorante: trenta centimetri di pura anaconda Africana non si ingoiano come una caramellina! Poi con i fiumi di lacrime che produce, da degna erede di Nihal, avrà espulso almeno otto litri…
Infine distinse un nastro argentato che si apriva la strada fra i tronchi, gettandole negli occhi i riflessi rosati di un sole morente. Si lanciò verso il torrente e vi immerse la faccia bevendo con avidità
Altro che otto litri, ha formato un intero torrente!
Mi sbagliavo, la Troisi è migliorata: la potenza lacrimatoria dei suoi personaggi aumenta di trilogia in trilogia. In “Nihal della Terra del Vento” (prima trilogia del Mondo Emerso) dall’inizio del primo capitolo ci vogliono ben 4645 parole prima che Nihal scappi in lacrime per essere stata sconfitta da Sennar. In “La Setta degli Assassini” (seconda trilogia del Mondo Emerso) dal primo capitolo ci vogliono ben 4593 parole (un leggero miglioramento) prima che Dubhe pianga perché Gornar le tira i capelli.
In questa terza trilogia del Mondo Emerso invece bastano 1027 parole per ottenere un pianto disperato a bocca spalancata, degno di un cartone giapponese per ritardati. Straordinario!
Un consiglio per l’incipit della quarta trilogia: “Le lacrime iniziarono a rigarle le guance, poi Fathima prese a singhiozzare senza controllo.”
Copialo pure, Licia, te lo regalo!
L’Aspetto Fisico
Concentriamoci sull’aspetto fisico della protagonista, ben descritto perché la Troisi non si lascia perdere l’occasione di descriverci la sua nuova troiet… protagonista.
Carnagione e Gambe
Nel bianco, a poco a poco andò a disegnarsi il profilo di un braccio pallido appoggiato sull’erba, e di un paio di gambe magre, affusolate e candide, malamente coperte da una tunica macchiata.Il Seno
Si toccò il petto, là dove il cuore batteva il tempo della sua ansia.
Seni, piccoli e sodi.Il Volto
Capelli neri e lisci aderivano all’ovale minuto del suo capo. Qua e là, sparute ciocche di un blu intenso, lucente. Un volto allungato, magro, ma con guance tonde. Una fronte alta, intorno alla quale i capelli si aprivano come un sipario. Una bocca piccola e ben disegnata, labbra rosee e lisce che spiccavano sulla carnagione pallida. Un naso dritto e allungato, sopracciglia sottili.Gli Occhi
Tuttavia, la cosa che la colpì di più furono gli occhi. Grandi, ma dal taglio allungato, erano uno nerissimo, l’altro di un viola acceso, limpido, quasi inquietante. Non c’erano molte persone con occhi di due colori diversi: questo, per qualche ragione, lo sapeva.
La Troisi, diciamolo pure, ci ha regalato l’ennesima pornostar. Chi non ricorda la descrizione di Nihal? Io fantasticando su Nihal un po’ di seghe nel corso degli anni me le sono fatte. Bella puttanella dai capelli blu, la adoro. ^_^
Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo
È il corpo di una pornostar, con gambe forti, muscoli tondi, un bel seno e degli occhi da porca che sembrano gridare “fammi un facciale!”. Ma questa era Nihal, era il passato: ora abbiamo Adhara, dal seno piccolo e dalla pelle candida.
Ho anche trovato chi potrebbe interpretarla, è perfetta come da descrizione, anzi, ha pure una pelle candida che l’Adhara in copertina non ha (e per l’occhio viola basta una lente a contatto): Stoya.
|
| Adhara e la pornostar Stoya: separate alla nascita? |
Come Nihal prima di lei, anche Adhara può avere una brillante carriera nel cinema, in film come questi. ▼
Non vi pare?
Forza Adhara, se fai carriera mi compro un abbonamento annuale al tuo sito!
Problemi tecnici del blog e il videogioco su Nihal
Scritto da Il Duca Carraronan il 07 ott 2008 | Categorie: Fantasy, Novità sul Sito, Videogiochi
Problemi tecnici sul blog
Negli ultimi giorni avevo abilitato il plugin del LightBox 2 versione 1.8.2 invece dell’altro plugin identico chiamato LightBox JS 2.03.3 versione 1.7. Sono entrambi plugin per wordpress, in differente versione, ma il primo aveva reso il blog completamente instabile su IE (a causa di non so quale conflitto con IE e/o con qualche altro plugin), tant’è che spesso chi lo apriva con IE si beccava un messaggio di errore e la pagina crashava in allegria (anche se il plugin era solo caricato e mai evocato realmente in qualche post).
Chi usava FF non si accorgeva di nulla. Io pensavo di aver messo il LightBox giusto, quello stabile, e non mi ricordavo proprio che i crash erano solo su IE, quindi non sono potuto intervenire prima. Colpa mia.
Mi scuso con tutti i visitatori dotati di IE (un po’ meno della metà) che dal 23 settembre possono aver sperimentato il problema.
Verso metà settembre ho notato nelle statistiche vari utenti che hanno refreshato a distanza di minuti la stessa pagina (il che solitamente significa “commento inserito”) e in simultanea un notevole incremento dei post classificati come spam da Askimet e cancellati direttamente dal plugin, senza possibilità di recupero, come se fossero spam puro da Bot (per ora ne ha beccati 670 in un anno di vita del blog).
Ho aggiornato Askimet il 23 settembre scorso. Chi si è visto il proprio post cancellato può dare la colpa ad Askimet, anche se spero proprio che non sia successo a nessuno. Io ho censurato un solo post da quando è nato il blog ed era di un genio che non avendo capito cosa fosse l’umorismo si era messo a sbraitare contro il mio razzismo e sul fatto che ero un figlio di puttana nazista e quindi dovevo morire. Tutto questo per via del motivator con i negri inseguiti dall’aereo. Pensate se avesse visto i post successivi!
A parte questo amichevole ragazzo di sinistra, alfiere della democrazia, nato senza senso dell’umorismo ed eroso dal Sacro Fuoco della Giustizia, proprio come quei tizi vestiti di bianco che danno fuoco a croci capovolte e linciano i negri (stesso Sacro Fuoco della Giustizia), non ho avuto altri commenti da bloccare.
Spero di aver liberato il blog dai problemi che lo avevano reso poco funzionale negli ultimi giorni. Passiamo ad altro.
|
Il Videogioco delle Cronache del Mondo Emerso
Non seguo molto il mercato dei videogiochi, non sono abbonato ai feed dei siti di settore e solitamente mi accorgo dei videogiochi quando sono già usciti o quando mancano pochissimi mesi. In fondo non me ne frega moltissimo, visto che trovo la massa dei titoli deludenti (vedesi quel disastro di Spore), e l’unico titolo su cui sto sbavando con mesi di anticipo è Fallout 3. Avevo dei seri dubbi sul gioco, incluso il combattimento, visto che la stessa casa aveva prodotto Oblivion che mi era piaciuto molto meno di Morrowind, ma dai video di “gioco” messi nelle ultime settimane il combattimento sembra proprio ben realizzato (e c’è ancora il sistema S.P.E.C.I.A.L. di Fallout, un ottimo sistema per GdR ispirato a Gurps, per chi si ricorda la questione Gurps-Fallout di più di 10 anni fa).
Comunque, seguendo il blog di Licia Troisi (a cui sono legato da un rapporto di Amore & Odio), ho scoperto che è stata intervistata al Romics e che l’intervista è finita su Wings of Magic. Nell’intervista Licia Troisi accenna al videogioco delle Cronache del Mondo Emerso, la cui demo pare uscirà in allegato con il libro Le Creature del Mondo Emerso, un libro che aspetto con ansia e che credo sarà il miglior lavoro di sempre tra quelli firmati Licia Troisi: infatti sarà principalmente una raccolta di illustrazioni di Paolo Barbieri dedicati a luoghi, personaggi e armi del Mondo Emerso. E Barbieri è veramente bravo a disegnare.
|
| Un Fammin, tipico mostro al servizio del Tiranno |
Tornando al videogioco ecco la notizia presa da Multiplayer.it:
La software house italiana Xplored, in collaborazione con Mondadori e con la stessa autrice, ha annunciato la produzione del primo gioco della trilogia della saga fantasy scritta da Licia Troisi, Cronache del mondo Emerso – Nihal della Terra del Vento. Il gioco è un prodotto 3D real-time di alta qualità per PC, che racconta le avventure di Nihal e i suoi compagni, attraverso filmati in computer grafica narrati dalla voce di attori professionisti e molteplici livelli di interattivo gioco d’azione e combattimento. Il giocatore impersonerà Nihal che, da “capo-banda” dei bambini di Salazar diverrà Cavaliere di Drago per vendicare il genocidio dei suoi antenati mezzelfi e combattere il Tiranno per la salvezza del Mondo Emerso. Il primo titolo uscirà a Pasqua 2009, mentre una versione Demo sarà disponibile in allegato omaggio al libro illustrato “Creature del Mondo Emerso” in pubblicazione questo Natale. Il secondo e terzo videogame della trilogia “Cronache” sono previsti per Natale 2009 e Pasqua 2010. E’ in progettazione la realizzazione di una seconda trilogia di videogiochi sulle “Guerre del Mondo Emerso”.
E anche, con testo leggermente differente:
L’incredibile successo editoriale della saga fantasy scritta da Licia Troisi, edita Mondadori, non smette di stupirci con nuove iniziative destinate ai fan del “Mondo Emerso”, sempre più numerosi in tutta Europa.
Quale modo migliore per rivivere le fantastiche avventure della saga se non …un videogame?La software house italiana Xplored, in collaborazione con Mondadori e con la stessa autrice, sta infatti producendo il primo gioco della trilogia, “Cronache del mondo Emerso – Nihal della Terra del Vento”. Il videogioco “Cronache del mondo Emerso – Nihal della Terra del Vento” è un prodotto 3D real-time di alta qualità per PC, che racconta le avventure di Nihal e i suoi compagni, attraverso emozionanti filmati in computer grafica narrati dalla voce di attori professionisti e molteplici livelli di interattivo gioco d’azione e combattimento. Il giocatore impersonerà Nihal che, da “capo-banda” dei bambini di Salazar diverrà Cavaliere di Drago per vendicare il genocidio dei suoi antenati mezzelfi e combattere il Tiranno per la salvezza del Mondo Emerso.
I polacchi hanno avuto The Witcher, grande videogioco (più di 800mila copie vendute, oltre 100 riconoscimenti in giro per il mondo, miglior RPG del 2007) che ha impiegato quattro anni di lavorazione ed è tratto dalla serie di romanzi e racconti di uno dei migliori autori polacchi di fantasy, Andrzej Sapkowski (romanzi fantasy “complessi”, che non rinnegano il mondo reale a favore di scenari idilliaci di cartapesta e che contengono cose come le persecuzioni razziali, i dilemmi morali -chi è un mostro?-, la politica “sporca e cattiva” delle nazioni, la magia diabolica, la genetica e le mutazioni, ecc…).
Noi itali’ani invece ci becchiamo una serie di giochi fatti in fretta e furia per inseguire il successo dei romanzi sfornati altrettanto in fretta e furia da Licia Troisi.
Uscita prevista del primo, 31 Marzo 2009. Io lo giocherò perché quando penso a Nihal il cazzo mi diventa duro. E mi godrò, rigorosamente in bagno, i nuovi disegni di Nihal e di… uh… Ido nel libro delle Creature. Ido, bello gnomo, mmmh.
Se non fosse per la loro stupidità intrinseca vorrei essere polacco (È il 1939, che facciamo oggi? Sfidiamo di nuovo Hitler e minacciamo la Germania se non ci ubbidisce, tanto mica credi che ci attaccherà, no? Quello è un pallone gonfiato e a noi ci protegge l’Inghilterra!).
|
|
Nihal, opera di due fan della Troisi *fap* *fap* *fap* ora voglio vedere i capezzoli *fap* *fap* *fap* |





























