Il calcio: strumento della Reazione?
Scritto da Il Duca di Baionette il 12 giu 2010 | Categorie: Filmati vari, For The Lulz, Fumetti e Manga
Oggi qualcosa 4 teh lulz.
Non lo inserisco nella categoria “riflessioni” per non attirare la reazione della polizia fascista su queste scomode verità…
Oggi, essendo ormai cominciati i mondiali, voglio parlare del calcio e dei suoi effetti deleteri sul proletariato. La prossima volta magari spiegherò perché il sesso prematrimoniale è sbagliato e per quale motivo i Gay vanno imprigionati e sottoposti a elettroshock terapeutiche per evitare che contagino le persone normali come voi o me. Possibilmente come voi. Torniamo all’argomento di oggi, il calcio.
Il calcio è uno strumento della Reazione.
Pensateci. Pensate alle masse proletarie: metalmeccanici (inclusi i programmatori) sfruttati, che vivono in quartieri degradati, abbruttiti come animali nel corpo e nella mente, ma non solo per cause genetiche (per quanto l’inferiorità genetica della classe operaia sia un argomento interessante, suffragato da interessantissimi studi sui bozzi cranici) e ambientali (l’ambiente degradato e intellettualmente poco stimolante crea bambini più stupidi di quanto potrebbero essere in ambienti più socialmente elevati, si veda l’esperimento condotto sugli orfani in Francia), bensì per cause sportive!
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| Questo è il bel volto di un Compagno, non quello abbruttito dal tifo da stadio! |
Queste masse, piene di giusto odio e in teoria pronte a divampare con la scintilla di un leader come Lenin, sono invece incapaci di rovesciare i padroni capitalisti e porre fine allo sfruttamento e alle ingiustizie dei ricchi! Perché i ricchi, come spiegava il presidente Chávez un anno fa, non sono esseri umani: sono animali in forma umana! Ma allora perché le masse oppresse, sporche e costrette a vivere in mezzo ai propri escrementi, non reclamano l’equa distribuzione dei beni (e appendono i padroni ai lampioni)? Perché non divampa la Rivoluzione? Qui entra in gioco il calcio.
Un tempo le masse operaie venivano tenute al loro posto dalla Religione: dopo sei giorni di fatica in fabbrica, li si teneva buoni con la Messa. Stanchi, assonnati e con le palle girate (nonché gonfi di promesse di Vita Eterna), nessuno aveva voglia di fare la Rivoluzione. Quando venne anche il sabato come giorno di riposo, le masse cominciarono ad avere più tempo per pensare alla propria condizione: se di sabato erano troppo stanche per ribellarsi, di domenica invece, complice anche la prospettiva di assaggiar di nuovo la frusta del padrone il giorno dopo, erano più propense a riunirsi per studiare il proseguimento della Lotta di Classe.
Il tempo libero del Proletariato divenne un pericolo per la Borghesia perché permetteva agli oppressi di riunirsi e costruire una coscienza sociale e sindacale.
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| Lasciato senza occupazioni, libero di pensare, il Proletariato acquisisce coscienza di classe. |
La Religione, oppio dei popoli, non bastava a placare gli animi, in particolare quando i comunisti vennero scomunicati. Come evitare che la domenica si riempisse di complotti e di moti rivoluzionari? I Padroni Capitalisti seppero come fare: con il calcio. Se la gente è troppo occupata a tifare e a entusiasmarsi per le partite, non avrà tempo per dedicarsi alla Rivoluzione! E non avendo che la domenica (e al più il sabato, per i meno affaticati che non necessitano di un giorno intero per riprendersi) per lavorare alla propria coscienza di classe, dato che gli altri giorni è oppresso da condizioni disumane di lavoro, la Rivoluzione è disinnescata
Paradosso curioso di questo giuoco tanto evidente è che le masse sfruttate adorano tanto il calcio da far finta di non vedere. Le squadre, in un calcio mercato che muove cifre da capogiro, sono un emblema del capitalismo e sono in mano ai capitalisti. Gli stessi giocatori, eroi del popolo abbruttito dai fumi delle industrie e dall’alcool, sono grassi borghesi farciti di soldi come tacchini ripieni per tradire il Proletariato da cui spesso provengono.
Eppure vedono i proprietari di queste squadre, vedono che sono Padroni ricchi e corrotti. E sentono quel vecchio sporcaccione basso e pelato quando abbindola il popolo con metafore calcistiche: ve lo sta urlando chiaro e tondo, compagni, che il calcio è la catena della vostra schiavitù!
Si va a guardare la partita della nazionale in TV e intanto chi legge i quaranta e passa volumi di opere di Lenin? Nessuno. Dov’è la Coscienza di Classe? In panchina con il mister?
E in estate? Il caldo spesso rincoglionisce gli operai, impedendo loro di ribellarsi, ma altre volte è stato proprio il disagio del caldo ad alimentare la Rivoluzione. Come impedire l’avvento del Paradiso dei Lavoratori se il campionato è finito? Qui entrano in gioco le manovre delle squadre in occasione del prossimo campionato, sostituendo il calcio giocato col calcio discusso, e i mondiali: ogni quattro anni i mondiali disinnescano le Rivoluzione proprio nei mesi meno caldi dell’estate, quando un guizzo di Coscienza Sociale potrebbe ancora fa sventolare la Bandiera Rossa nelle strade prima del sole a picco d’agosto!
Se fino ad ora non mi avete creduto, osservate come il calcio venga perfino usato per mettere in ridicolo le grandi figure del comunismo:
Ma sono loro da ridicolizzare oppure le masse proletarie che hanno abbandonato la causa della Rivoluzione in cambio di un pallone? Questo è il dramma interiore che lacera la nostra società e che i comici mettono a nudo (come un coniglio nudo): è nella risata del proletario che si annida la frusta del capitalista!
La grandezza dei Monty Phyton è evidente quando ci regalano tali perle di saggezza!
Eccone un’altra:
Ma tutto questo mio sforzo è inutile: non ascolterete il mio avvertimento o lo denigrerete, definendolo Fantasia e attribuendolo alla mia abitudine di sniffare colla in compagnia di minorenni seminude. Ridete, scellerati, mentre la Rivoluzione rotola via dalla storia come il pallone che tanto amate!
«Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero.»
(Lenin)
E ora che ho sottolineato il male del calcio, prodotto reazionario della più grassa e sfruttatrice borghesia industriale, e di come la Rivoluzione ne venga grandemente danneggiata impedendo che il Sole dell’Avvenire splenda sulle masse sfruttate, penso che potrò passare la serata con Inghilterra – Stati Uniti, in attesa di Italia – Paraguay di lunedì sera. Spero vinca l’Inghilterra: fottuti yankee bastardi. ^_^
Per concludere…
Vi segnalo il bellissimo fumetto anti-comunista Two Faces of Communism, del 1961, da cui proviene la vignetta con i proletari. L’opera, ennesimo esempio della squallida propaganda yankee (i portabandiera della Democrazia fondata sulla Pubblicità), è stato realizzato dalla Christian Anti-Communism Crusade (CACC, mai sigla fu meglio scelta). Notate la raffinata rappresentazione dei comunisti, degna dei Cattivi del Fantasy: malvagi “perché sì” e basta.
Se Licia Troisi e gli altri gegni italici vogliono prendere spunto, credo che perfino la CACC abbia più materia grigia e creatività di loro: scopiazzate, che magari imparate qualcosa (magari pure a soffiarvi il naso senza dire cazzate tra uno scaccolamento e l’altro).
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| Le prime pagine del bellissimo fumetto yankee! |














