Archivio per la Categoria 'Giappolandia'

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  5. I Coniglietti del Venerdì (19) by Il Duca di Baionette
  6. 3DPD: Hatsune Miku è meglio di te by Il Duca di Baionette
  7. 3DPD, Cosplay, Lolita e Kamikaze Girls by Il Duca di Baionette
  8. Il Caffè dei Conigli: il Paradiso in Terra by Il Duca di Baionette

3DPD: Hatsune Miku è meglio di te

Scritto da il 20 nov 2010 | Categorie: Anime, For The Lulz, Giappolandia, Musica, Riflessioni

Hatsune Miku è un personaggio virtuale apparso nell’estate del 2007 per Vocaloid 2, un sintetizzatore vocale che canta seguendo parole e melodia fornite. Hatsune Miku è stata la grande intuizione di Crypton Future Media, che la ideò dopo aver acquistato il motore di Vocaloid dalla Yamaha Corporation. Il successo di Hatsune Miku come personaggio, grazie alla diffusione dei suoi video su Nico Nico Douga da parte degli appassionati (una sorta di YouTube giapponese), ha garantito il successo dello stesso Vocaloid 2. Dopo di lei sono arrivati altri personaggi, come Megurine Luka (multilingua, specializzata in inglese), Kagamine Rin e Kagamine Len, se rimaniamo solo su quelli della Crypton.


Hatsune Miku

Il primo concerto live da solista per Hatsune Miku è stato Miku no Hi Kanshasai 39′s Giving Day del 9 marzo 2010, presso lo Zepp Tokyo (un sala da concerti con una capacità di 2.700 posti) di Obaida, un’isola artificiale nella baia di Tokyo. Da semplice idol virtuale a ologramma proiezione [definizione modificata su richiesta di Charblaze] che appare al pubblico per cantare e ballare. I movimenti non sono sempre perfetti, ad esempio il modo in cui muove le braccia in Melt non mi convince del tutto (negli altri brani però è molto più sciolta e naurale); anche l’effetto tridimensionale non rende altrettanto il kawaii della deliziosa Hatsune Miku in versione solo 2D.

Le ragazze virtuali sono meglio di quelli reali e tra quelle virtuali le “2D pure”, stile anime, vincono sulle altre. Trovate l’intero concerto via torrent. Appaiono anche altri personaggi sviluppati dalla Crypton. Ve lo consiglio.

Qui sotto c’è un video del medley tratto dal concerto di marzo. Se andate a 4:26 potete vedere Hatsune Miku vestita da diavoletta che canta Po Pi Po. C’è anche uno scorcio di pantsu con deliziose mutandine viola. Guardate bene quel minuto e immaginate il Duca, in minigonna e pickelhaube, che fa lo stesso.
Affascinante, vero? Mi vorreste vedere così? ^_^

“Po Pi Po” a 4:26

E ora il 3DPD del titolo di questo articolo.
Avete già incontrato la sigla 3DPD (3D Pig Digusting) nell’articolo sulle tizie vestite in stile lolita. Per chi non se la ricorda, è una sigla che indica un ragionevole e ben motivato disprezzo per le ragazze in carne ed ossa rispetto a quelle virtuali. I personaggi virtuali, come quegli degli anime, sono espressivi, attraenti, intelligenti, kawaii e bla bla bla mentre le ragazze vere sono spesso brutte, grasse, con l’alito alla cipolla, la vaginosi stile fogna di Calcutta, stupide e rompicoglioni. Una bella differenza a favore del 2D.

“Disappearance of Hatsune Miku”

Non c’è nulla di male in tutto questo visto che i personaggi virtuali, seppur con personalità diverse, sono figure idealizzate modellate sulle fantasie e sulle necessità del maschio. Perfino le nerd con gli occhiali sono sexy e kawaii, magari il tutto unito al tipo di goffaggine che le fa finire regolarmente in terra con le mutandine in vista. Una vera (3D) ragazza goffa invece è più facile che ti rompa un alluce salendoci sopra col tacco e ti rovesci caffè bollente sulle palle. Non esattamente la graziosa goffaggine dei personaggi 2D. Senza contare tutte le ciccione con i jeans a vita bassa da cui straborda il lardo. E quando aprono bocca per dire qualcosa, sigh, il vuoto cranico che le attanaglia non ha nulla da invidiare a quello dei maschi più dementi. Anche nell’essere sceme le 2D sanno essere più piacevoli delle 3D.
In Giappone hanno pure i denti storti e le gambe arcuate… brrrr, non c’è da stupirsi che il 2D piaccia, soprattutto a loro!

“Dear cocoa girls”

E riguardo le icone sexy come giovani cantanti e showgirl? Perfino lì il 3D non è privo di pecche: anche se dal lato estetico se la cavano un po’ meglio della media, rimangono comunque esemplari di una umanità sfatta, al tracollo, capace solo di contare quante strisce di coca ha sniffato e quanti chilometri di cazzi ha preso (no, l’uccello non riempirà il vuoto nel tuo animo). Raccapricciante. E in pochi anni le giovani cantanti diventano cessi sempre più sfatti, da sistemare a colpi di bisturi ed effetti speciali nei video, per poi mostrarsi in tutto il loro degrado umano quando i paparazzi le fotografano mentre si fanno i cavoli propri senza le luci a palla e senza dieci strati di trucco in faccia.
Sì, Britney Spears: Hatsune Miku è meglio di te. Ed è meglio anche di te, 3D Pig Disgusting che mi leggi ora (a meno che tu non sia Gamberetta, che è perfetta in ogni suo aspetto).

In “Star Wars Episode IV: A New Hope” il cassonetto ruotato R2-D2 trasmette per Luke un pessimo ologramma della principessa Leia. L’androide C-3PO giustamente dice che R2-D2 è guasto, ma qual era l’ologramma che doveva davvero mostrare? Questo: Hatsune Miku che canta “Melt”. È sicuramente meglio di quel 3DPD di Leia!

Adoro la vocina miagolante da giapponesina e le movenze kawaii di Hatsune Miku.
Sembro abbastanza otaku (parola giapponese che si traduce con “scemo di merda”) con articoli così o no? ^__^

 

3DPD, Cosplay, Lolita e Kamikaze Girls

Scritto da il 25 apr 2010 | Categorie: Bizzarro, Film e TV, For The Lulz, Giappolandia

Articolo calderone 4 teh lulz, per buttare dentro varie cose che mi passavano per il pickelhaube ultim’analmente. Prima di proseguire voglio sottolineare che sono abilitato a prendere per il culo la gente grassa vestita in modo buffo perché sono grasso e indosso camicie hawaiane. Lo possono testimoniare anche D’Andrea GL e Francesco Falconi perché mi hanno visto a Torino un anno fa! È come quando uno è negro e può fare umorismo sui negri o è ebreo e può sfottere gli ebrei, quindi se siete ciccioni offesi STFU e GTFO: sono abilitato all’esercizio dello sfottò!

Spesso mi trovo a sottolineare quanto il fantasy in Italia attualmente faccia pietà rispetto a quello che offre il mondo esterno in termini di qualità nella trama, nella scrittura, nella fantasia… in tutto, insomma. Questo non è dovuto a un qualche fattore sovrannaturale, tipo l’Aura Magica di Protezione di Jobs chiamata in causa da certi Mac Fag per sostenere che i Mac non avranno mai virus (nemmeno se il mondo usasse al 90% Mac!), ma dipende dal fatto che gli italiani fanno Speculative Fiction con livelli di qualità italiani e precisione italiana. Citando Renè Ferretti: alla cazzo di cane.
Cose che per uno scrittore all’estero sarebbero il minimo sufficiente (ad esempio che ogni elemento della storia sia pienamente motivato nel suo essere presente sia come singolo elemento che in rapporto con tutti gli altri), da noi sarebbero Grande Scrittura degna di un autore di Livello Superiore che prende dannatamente sul serio il proprio operato.

Come dissi ad Okamis sul suo blog, confrontando il mediocre Boneshaker con la feccia media italiana:

Perché mi pare sempre di stare paragonando i temi della Classe Normale con quelli della Classe per Bambini Speciali (dove si intrecciano canestri)?

Questo sentimento di schifo che provo ha un nome, secondo gli esperti del settore Marketing e Lecchinaggio (le cui filiali sono accessibili nei principali blog e forum di amiketti appassionati di fantasy): si chiama Esterofilia & Invidia.

Ora aggiungetegli la barba e i baffi: separati alla nascita? ^_^

Funziona così, ora vi faccio un esempio semplice.
Se paragoniamo il potere antiuomo e la gittata utile di due fucili, uno in 6,5 Arisaka punta tonda del 1904 e uno in 7,92 Mauser spitzer del 1940, è facile constatare che il secondo calibro ribaltandosi nella ferita causa danni molto più devastanti, spesso sufficienti a mandare fuori combattimento con un solo colpo nel torso, mentre il primo fa ferite piccole piccole e molto nette, che guariscono rapidamente. Inoltre il secondo ha una gittata utile molto superiore al primo, novecento metri circa per il Mauser contro i seicento metri circa dell’Arisaka.
Sono entrambi armi straniere e il confronto è basato su dati oggettivi.
Ora immaginate che al posto del 6,5 Arisaka vi sia il 6,5 Carcano, che era in pratica identico dal punto di vista della gittata e della capacità antiuomo (buchini piccini senza ribaltarsi nella carne). Se si applicasse lo stesso criterio con cui troppo spesso si ragiona quando si parla di Fantasy in Italia, verreste accusati di Esterofilia & Invidia.
L’accusa non è mai basata sui fatti, ma solo sull’etichetta che permette di avviare il Pogrom contro il giudeo di turno (“Hanno ucciso Gesù Cristo e offeso il Fantasy Italiano!!! Bruciamo le loro case!!!). Semplice, no?

Pensieri Esterofili & Invidiosi (forse retaggio di antenati dal naso adunco?) mi vengono anche al di fuori dell’ambito Fantasy. Ad esempio guardando le Lolite italiane. Brrr.

Come saprete ho un debole sia per le cosplayer che per le cose strane, incluse le belle ragazze vestite secondo il frivolo stile Lolita. Ok, in realtà anche loro le preferisco se le penso come cosplayer e non come gente che normalmente si veste in questo modo (preferisco un decorosa Cosplay Lolita con una figona rispetto a un eccellente abito Lolita indossato da un cesso), ma diciamo che in generale la moda Lolita mi piace. Comunque, sarò b’anale, ma la mia preferenza assoluta va ai cosplay delle cameriere (maid, french maid), in particolare a quelle coi nekomimi (orecchie da gatto)!





Cameriere! Il genere di cose che mi piacciono!
(nelle tre con lo sfondo rosa c’è Francesca Dani)

Il problema arriva quando si confrontano le immagini 2D stile manga e i personaggi degli anime con l’equivalente 3D… in particolare l’equivalente 3D italiano. Per ogni Cosplayer figa, c’è una secchiata di cessi. Per ogni Lolita carina che pare una bambolina, c’è una mandria di obese inferocite. E tolti rarissimi casi (anche includendo le cosplayer estere) l’equivalente 2D è spesso più kawaii e adorabile delle versioni 3D.

Prendiamo ad esempio questo bellissimo video: l’intervista a una vera Gothic Lolita italiana (o, più correttamente, appassionata di vestiario Gothic Lolita) che imita anche nelle parole scelte i cliché dell’appassionata di moda Lolita mostrati in Kamikaze Girls (con la differenza che lei pare una snob all’italiana, mentre la tizia interpretata da Kyoko Fukada era un gran personaggio).

Vita da Gothic Lolita

A parte che quando va in cioccolateria con Misa c’è da aver paura che piombino i Giapponesi con gli arpioni. Avete visto che roba? Stendendo un velo pietoso su quello con la mascherina reduce dei cosplay cyberpunk di venti anni fa e sul vampiro, la meno insopportabile da guardare è Martina. Almeno sembra un essere umano! Non è l’abito il problema: è cosa c’è dentro.

Curioso che le venga un po’ da ridere quando dice che veste lolita anche per andare a scuola e in palestra: prima di tutto a scuola la lolita di Kamikaze Girls che tanto le piace (tutta la minchiata sul Rococò e la dolcezza è presa da lì) ci andava vestita normale – ovvero in divisa – (i giapponesi sono seri, distinguono il Dovere dall’Egocentrismo) e in secondo luogo… palestra??? Una vera lolita non ci va perché sudare non è dignitoso, quindi puoi evitare anche tu che è meglio, e poi… ma chi ci crede che ci vai? Fai il sollevamento dei cioccolatini, altro che la palestra! ^_^

Secondo me le lolite grasse con le ossa grosse dovrebbero curare di più il vestiario.
In fondo il Lolita non sta nello scoprire, non sta nell’essere sexy: lolita è essere graziose e frivole senza cercare apposta richiami sessuali. Contrasta con le mode moderne piene di ombelichi di fuori, culi di fuori, porzioni inferiori delle tette di fuori assieme alla classica scollatura (in pratica vestiti ridotti a fasce sui capezzoli)… insomma essere graziose senza accenturare tutti quegli indicatori di disponibilità sessuale con cui le Ragazze Moderne mettono in mostra la merce per acchiappare la migliore combinazione Grosso-Cazzo/Grosso-Stipendio. Nel Lolita coprire di più è meglio: quindi perché non un bel Burqa Afgano in stile Lolita, con fiori, merletti ecc…? Giusto uno spiraglio per gli occhi e il resto un trionfo di sartoria di altissima qualità.
Si salva capra e cavoli: grassone lolite, ma senza offendere lo sguardo maschile!

Un film molto bello con protagonista una Lolita è Kamikaze Girls: commedia divertente, buone trovate, recitazione più che valida con l’accoppiata esplosiva Kyoko Fukada (la lolita) – Anna Tsuchiya (la motociclista yanki). Si trova anche doppiato in italiano. Quanto meno Nicole ha un minimo di gusto per i film…

Un piccolo assaggio di Kamikaze Girls

In Kamikaze Girls ci sono molti riferimenti alla marca lolita Baby, The Stars Shine Bright, specializzata in Sweet Lolita. Nicole cita anche Moi-même-Moitié, la marca di Mana specializzata in Elegant Gothic Lolita. No, non Mana il paleontologo con le ossa grosse: parlo di Mana-sama l’invertito sessuale dei Moi dix Mois. Così, a occhio, preferisco l’invertito.




Per dimenticare le italiane che vestono Lolita…
(chi è interessato per davvero allo stile Lolita vada invece qui: c’è anche la guida per riconoscere il cosplay lolita dal lolita, non che me ne freghi un cazzo… ^_^”)

Visto le Lolite 2D? Sono meglio di Misa e compagne.
Ecco, questa differenza abissale tra la massa delle “ragazze vere” e quelle disegnate viene da tempo indicato dagli otaku (a partire da 4chan e posti simili), con l’espressione 3D Pig Disgusting (3DPD) o anche solo 3D Pig.
Mi piace 3DPD, rende bene la differenza tra le cose che uno si è abituato a trovare piacevoli e quello che troppo spesso riserva la realtà. 3D Girls are Pig Disgusting!

A proposito: vedendo Kamikaze Girls ho scoperto che il mio stile non è “camicia hawaiana” e forse dentro di me c’è una Sweet Lolita. Che ne dite, mi starebbe bene questo vestitino puccioso bianco e rosa? Potrei indossare il pickelhaube e fare la Sweet Kaiser Lolita, andando in giro tutta vestita di rosa, baldanzosa, saltellando qua e là.
^_^

Il Caffè dei Conigli: il Paradiso in Terra

Scritto da il 31 ago 2009 | Categorie: Conigli, Giappolandia

Il caffé giapponese dove ci sono i coniglietti!
Ho scoperto questo locale oggi, quando mi è stato segnalato il video (incompleto e piuttosto ambiguo) apparso su ANSA.it nelle video-curiosità della settimana.

Il caffé si trova a Nagoya, in Giappolandia, un arcipelago popolato da una curiosa varietà di scimmie gialle che un tempo erano molto seriose, tipo i tedeschi, ma poi si sono prese due bombe atomiche in testa e in poco tempo gli è esplosa la fantasia. Kawaii!
Mi sono informato un po’ e ho trovato questo video molto migliore:

Consiglio la visione su YOUTUBE in Alta Qualità

Secondo me è il Paradiso.
Ragazze giapponesi (ok che molte in realtà sono brutte o bruttine, coi denti storti e le gambe da cavaliere mongolo e che le cinesi sono mediamente molto più belle, ma le giapponesine carine sono adorabili! Sì, ho il fetish, non rompete le palle ^_^), soffici conigli da coccolare, dolci e bevande… il paradiso per me. Se ci abitassi vicino ci andrei almeno una volta alla settimana (ok, non mentiamo: ci andrei tutti i giorni!).

E poi le ragazze giapponesi che lo frequentano devono essere mediamente più belle delle altre: chi ama i conigli è una bella persona, per definizione, e questo deve esprimersi sia interiormente che esteriormente (come avviene nel coniglio: bello dentro -scrutatelo nell’ano dilatato- e bello fuori).

Comunque, a parte le mie fantasie malate a base di coniglietti e ragazze giapponesi, credo sia una bella idea anche per chi vuole portare il proprio coniglio a “socializzare” con altre persone e altri conigli in un ambiente sicuro. ^_^

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