Archivio per la Categoria 'Libri'

  1. La prima volta di Peter Coniglio by Il Duca di Baionette
  2. Segnalazione: "Assault Fairies" di Gamberetta by Il Duca di Baionette
  3. Breve Introduzione allo Steampunk by Il Duca di Baionette
  4. Raccolta dei Racconti Steampunk by Il Duca di Baionette
  5. 102 anni fa: il Manifesto del Futurismo by Il Duca di Baionette
  6. Anniversario della nascita di Jules Verne e animali meccanici by Il Duca di Baionette
  7. "La Figlia del Drago di Ferro" finalmente in edicola by Il Duca di Baionette
  8. Consiglio di lettura: "Lo Specchio di Atlante" by Il Duca di Baionette
  9. The Anal-Retentive Line Editor by Il Duca di Baionette
  10. A dorso di mulo con Geralt di Rivia e Dragon Age by Il Duca di Baionette
  11. Edigita e Marstenheim by Il Duca di Baionette
  12. Il Corpo di Carmilla - Cyborg contro Vampiri! by Il Duca di Baionette
  13. L'Ottocento e l'Inghilterra Vittoriana, bibliografia minima by Il Duca di Baionette
  14. "Steamed" di Katie MacAlister by Il Duca di Baionette
  15. Consiglio di lettura Steampunk: Boneshaker by Il Duca di Baionette
  16. Marstenheim di Angra by Il Duca di Baionette
  17. Cinque eBook di Bizarro Fiction gratis fino al 26 novembre by Il Duca di Baionette
  18. Ancora immagini da Leviathan by Il Duca di Baionette
  19. Ma come li scrivono i libri sulle armi? by Il Duca di Baionette
  20. Qualche lettura di questo periodo by Il Duca di Baionette
  21. Isaak Babel, le frasi brevi e il singolo aggettivo by Il Duca di Baionette
  22. Il cavallo meccanico di Leviathan e due mech reali by Il Duca di Baionette
  23. Negri, Editori, Scrittori e Lettori by Il Duca di Baionette
  24. Il Cyklop Stormwalker e qualche strano elmetto by Il Duca di Baionette
  25. DUST BUNNIES e il nuovo romanzo di Gamberetta, S.M.Q. by Il Duca di Baionette
  26. Leviathan di Scott Westerfeld, primo capitolo by Il Duca di Baionette
  27. Terza immagine da Leviathan, il tirannosauro a vapore e qualcosa sui prossimi aggiornamenti by Il Duca di Baionette
  28. Seconda immagine da Leviathan e il Coniglio Steampunk by Il Duca di Baionette
  29. Il Duca col pickelhaube e qualche libro Steampunk e Steamfantasy by Il Duca di Baionette
  30. Steam Mech: Leviathan di Scott Westerfeld e Steam Wars di Larry Blamire by Il Duca di Baionette
  31. Fantasy senza Fantasia? La Strazzu colpisce ancora! by Il Duca di Baionette
  32. Esbat di Lara Manni by Il Duca di Baionette
  33. Cuore d'Acciaio e la coniglia morta di infarto: una notizia triste e due allegre by Il Duca di Baionette
  34. Il Destino di Adhara: il mondo del porno by Il Duca di Baionette
  35. Peter coniglio controcarro by Il Duca di Baionette
  36. Mazzuca: un altro giuovine in Mondadori by Il Duca di Baionette
  37. Rinascimento e Prima Età Moderna: bibliografia minima by Il Duca di Baionette
  38. La Meyer frigna e fa i capricci: tutta una farsa? by Il Duca di Baionette
  39. Dietro il prezzo di un libro by Il Duca di Baionette
  40. Un salto in libreria! by Il Duca di Baionette
  41. Medioevo: bibliografia minima per scrittori by Il Duca di Baionette

Mazzuca: un altro giuovine in Mondadori

Scritto da il 22 set 2008 | Categorie: For The Lulz, Libri, Notizie Varie

Avvertimento per la Lettura
 
anonimo non perdona
Questo aggiornamento è unicamente For The Lulz.

Oggi ho letto su FM un articolo a cura di S* (è solo Silvio Sosio, non è un personaggio di DeathNote!) dedicato a un nuovo libro in uscita per Mondadori: “L’Ultimo Pirata“.
FM è una rivista online che parla di Fantasy, ci si immagina quindi che questo sia un libro fantasy. In realtà non si sa che cosa sia per davvero: ci sono di sicuro i pirati, pare di capire che è ambientato all’inizio del Settecento e a quanto dicono c’è del sovrannaturale/horror. Stop.

Dove sia il fantasy non si sa, ma da qualche parte dovrà pur essere. O forse no: ormai etichettano con fantasy ogni libro con fantasie cretine, fosse anche solo un pirata con una lavastoviglie al posto della gamba, in modo da spacciarlo al pubblico dei bambinigrassi con le mani unte di nutella che giocano a D&D come se fosse un Action-RPG alla Diablo e passano la vita nei MMORPG. Spero non sia una cosa tipo “Ci sono i pirati e ci sono i fantasmi e strane maledizioni…. uhhhh è fantasi!!1” (anche Poe sarebbe Fantasy, anche lui ha il sovrannaturale, e pure Lovecraft…).

In fondo la stessa Licia Troisi aveva ammesso che la storia di Nihal poteva essere raccontata anche senza il supporto dell’ambientazione fantasy che aveva messo così, solo perché le piaceva (ma secondo me è una sparata: bisogna riscrivere troppi pezzi e troppi dettagli per levare il lerciume pseudofantasy dalle Cronache!). Ma ci torneremo un’altra volta: la nostra amatissima Licia non può monopolizzare questo inutile post.

Questo nuovo capolavoro Made in Mondadori (detta anche Immonda Dori) è stato scritto da un giovane autore (ma va là?), ora diciottenne (urca, l’è un vecio!), ma che all’epoca della prima stesura aveva solo tredici anni: Matteo Mazzuca.

Immonda Dori versione carismatica
L’Immonda Dori (all’anagrafe Arnoldo).
No, scherzo: l’Immonda Dori non ha tutto questo Carisma.
Ecco quella
Reale ▼

Qualche maldicente per caso sta sussurrando i nomi di tutti quegli autori che hanno prodotto roba di serie C2 e sono stati stampati solo perché giovanissimi in modo da attirare il pubblico? Mah, sempre a pensar male a priori! Vedremo se anche questo giuovine virgulto avrà prodotto qualcosa di indegno come i suoi colleghi (ciao Strazzulla!) o se, per miracolo, il suo romanzo sarà leggibile…

Secondo alcune voci di corridoio l’Immonda Dori ha sguinzagliato il suo migliore editor, nientepopodimeno che Scimmione Da Ieri, la catapulta umana che scagliò Licia Troisi contro le mura del successo e che ora sta prendendo la mira per lanciare anche Matteo Mazzuca, per produrre il primo romanzo fantasy scritto da un feto tramite il linguaggio morse dando calci al ventre della madre. Aspetto con ansia di leggerlo!

Aborto
Nel 2006 in Italia ci sono stati 130mila aborti,
ovvero 130mila possibili giovani scrittori di fantasy in meno.

E ora la quarta di copertina de L’Ultimo Pirata – Vol.1 – La Clessidra del Potere:

Spinn è un ladro di tredici, o forse quattordici anni. Non ricorda quanto tempo è trascorso dal giorno in cui è nato, ma non potrà mai dimenticare quello in cui suo fratello è stato rapito da una banda di pirati sanguinari. Da allora Spinn porta una promessa nel cuore: diventare un pirata e ritrovarlo. Imbarcatosi sulla nave del capitano Yellowbeard, combatterà battaglie all’ultimo sangue imparando che anche in un mozzo può nascondersi un pirata coraggioso, pronto a dare la vita in un arrembaggio. Ala un’ombra demoniaca segue la scia del suo veliero: l’esercito dei non-morti è tornato, e la sua brama di carne umana sarà placata solo quando l’Oscuro Signore stringerà tra le mani la Clessidra del Potere e catturerà Spinn. Quale mistero lega un giovane mozzo allo strumento capace di donare il dominio assoluto sul mondo? La chiave per risolverlo è il più prezioso dei tesori, e la rotta per raggiungerla non è tracciata in nessuna mappa.

Pirati Non-Morti, un giovane protagonista in cerca di vendetta, il talismano del potere, la solita contrapposizione di Pirati Buoni e Pirati Cattivi, l’Oscuro Signore bla bla bla…
Va bene, va bene, non si può giudicare un libro dalla quarta di copertina! In fondo anche quella del libro della Strazzula faceva schifo, ma invece il libro… uh… beh, faceva schifo anche lui. Ma che vuol dire? Sempre a cercare il pelo nell’ano!

Ultimo Pirata la Clessidra del Potere di Matteo Mazzucca
C’è l’Oscuro Signore e ci sono i Pirati! È Fantasy!!!
Da non perdere, ma solo su eMule piratato da [Hyps]

EDIT (23/9/2008)
Avevo scritto diciannovenne al posto di diciottenne. Sapete, tra alcool e puttane il mio cervello si sta fottendo del tutto. Ho corretto. Ora l’età è ancora più significativa di prima.

Rinascimento e Prima Età Moderna: bibliografia minima

Scritto da il 17 set 2008 | Categorie: Libri, Storia, Storia Militare

Dopo la Bibliografia minima sul Medioevo ecco quella sul Rinascimento.
Come già spiegato in passato l’inizio della Prima Età Moderna garantisce allo scrittore di fantasy non solo di conservare le belle armature a piastre (anzi, raggiungeranno il loro apice tecnologico proprio in risposta alle armi da fuoco: si vedano le conclusioni divise per secolo nell’articolo sui test di penetrazione sulle armature), ma di introdurre armi da fuoco, il trionfo della fanteria mercenaria e i primi eserciti nazionali, le fortezze bastionate, l’intricata bellezza delle trincee e l’artiglieria (mortai per il tiro parabolico sugli obbiettivi civili, cannoni, perfino rudimentali lanciagranate!), insomma tutte quelle cose che rendono la guerra più interessante e che permetteranno ai Sovrani di accentrare il proprio potere e trasformare l’accozzaglia di regioni governate da strambi contratti feudali in vere e proprie Nazioni burocratizzate. I Re diventano per davvero Re della propria nazione.

Una piccola annotazione terminologica sulla Prima Età Moderna
Il concetto di Storia Moderna è impiegato diversamente dalla storiografia italiana rispetto a quella anglosassone, tedesca o francese. La maggioranza degli storici è concorde nell’indicare come inizio dell’età moderna gli anni intercorrenti tra il XV e XVI secolo (1492-1517), ma le interpretazioni sulla durata e sul termine di questo periodo differiscono notevolmente.
Nelle storiografia anglosassone/tedesca/francese la conclusione dell’età moderna viene indicata o con l’inizio della Prima guerra mondiale (1914) o con la conclusione della Seconda guerra mondiale (1945) o perfino con il crollo dell’Unione Sovietica (1991). Quest’ultima periodizzazione è frutto prevalentemente dell’intendimento dell’Età Contemporanea come dell’epoca delle generazioni viventi.
Nella storiografia italiana, per cause politico-scolastiche, si indica tradizionalmente come inizio dell’Età Contemporanea o l’Unità d’Italia o il periodo tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX. La storia moderna, così come è intesa in Italia, trova quindi un corrispettivo in Europa con la cosiddetta Prima Età Moderna o Early Modern Age (inizio 1492-1517, fine 1750-1789-1815).

Prima Età Moderna e Rinascimento NON sono sinonimi: il Rinascimento è un termine che si riferisce a una serie di trasformazione culturali avvenute nei vari paesi europei in tempi differenti permettendo loro di uscire dal Medioevo per entrare definitivamente nella Prima Età Moderna (dal mondo feudale al mondo delle Nazioni).

Ecco a voi la carrellata dei Consigli per gli Acquisti!
 

Cinque libri per farsi un’idea
La Rivoluzione Militare di Geoffrey Parker I Lanzichenecchi di Reinhard Baumann
Espansione europea e capitalismo di Fernand Braudel Storia sociale dell'Europa moderna di George Huppert L'Europa nell'età del Rinascimento di John R. Hale

La Rivoluzione Militare, di Geoffrey Parker.
Per quale ragione l’Europa fra il Cinquecento e l’Ottocento ha potuto estendere il suo potere su gran parte del mondo? Quale fu il segreto che consentì a un continente piccolo e scarsamente dotato di risorse naturali di guadagnare una superiorità planetaria? Secondo Parker le origini del successo europeo vanno ricercate sul terreno militare. Egli studia la pratica militare europea, facendo riferimento al ruolo delle armi da fuoco e alla trasformazione delle strategie belliche, per poi esaminare il modo in cui la Rivoluzione Militare, che si sposava a un’esplicita Politica di Potenza, diede agli europei un decisivo vantaggio sui popoli degli altri continenti.
Un vantaggio che, grazie a ulteriori innovazioni introdotte nella sfera militare con la rivoluzione industriale, perdurò fino al 1914.

I Lanzichenecchi, di Reinhard Baumann.
Furono assoldati da Re e Imperatori, combatterono nella guerra dei Trent’anni e nella battaglia di Lepanto contro i Turchi, furono schierati in Africa, parteciparono al corpo di spedizione che in Venezuela andò alla ricerca dell’El Dorado: le loro gesta entrarono a far parte dell’immaginario popolare, in fogli volanti, libelli, canti, farse.
Sino ad oggi la storiografia si è però occupata di loro esclusivamente dal punto di vista storico militare, trascurando quello più propriamente antropologico. Il libro di Baumann colma questa lacuna, e offre agli appassionati di storia una prima ricostruzione complessiva che va ben oltre gli stereotipi consolidati, descrivendo la vita durante le campagne militari, con le lunghe marce, le salmerie, le vivandiere, gli amori, ma anche i periodi senza contratto, quando il soldato di ventura si trasforma in mendicante e ladro.
Ne emerge il quadro di un gruppo ben organizzato, provvisto di proprie leggi e di strutture «sindacali» in grado di proteggerlo dagli abusi del signore, dotato di una propria lingua e di un ricco patrimonio culturale che va letto e capito nel più ampio contesto della civiltà europea all’inizio dell’era moderna.

Espansione europea e Capitalismo, 1450-1650, di Fernand Braudel.
Braudel in questo breve saggio (apparso in Les Ambitions de l’Histoire a cura di R. de Ayala) si dedica ai due secoli che vedono il primo sviluppo del capitalismo europeo e la formazione di un’economia mondiale, processo interrotto a metà Seicento e riavviato un secolo dopo. Braudel illustra dapprima le tendenze generali del periodo, poi analizza gli episodi particolari e infine tratta il lungo e frastagliato riflusso che frena lo sviluppo europeo nella prima metà del Seicento.
Questa “sintesi” (sono solo 60 paginette) è stata scritta a cavallo tra Méditerranée (1947) e la trilogia uscita in Italia col nome di Capitalismo e civiltà materiale (1967-1979).

Storia sociale dell’Europa moderna di George Huppert.
Huppert tratteggia la struttura della famiglia e della comunità, le caratteristiche della vita urbana e di quella rurale, le forme della vita religiosa e del conflitto sociale, la vita delle élites e la povertà, la criminalità e le rivolte, i comportamenti sessuali e i costumi matrimoniali. Per finire un capitolo dedicato alla guerra, tratto caratteristico e costante dell’Europa moderna, e alle trasformazioni indotte nell’arte della guerra dall’emergere del capitalismo mercantile. Nel complesso Huppert compone un vivido quadro della società europea per il periodo compreso fra la grande peste del 1348 e il primo Settecento che vide la scomparsa di questo flagello.
La suddivisione tematica per capitoli rende semplice la consultazione.

L’Europa nell’età del Rinascimento di John R. Hale
Il volume si propone di raccontare al lettore odierno cosa volesse dire vivere in Europa nei decenni a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, in pieno Rinascimento: una storia di fatti ma anche e soprattutto di credenze, valori, atteggiamenti e condizioni di vita; una storia attenta al quadro politico ed economico oltre che alla mentalità dell’uomo rinascimentale.
L’opera è organizzata per temi, comodi e semplici da consultare: tempo e spazio (orologio, calendario, alimentazione, violenza, morte, mobilità); europa politica; individuo e comunità (cristianità, stato e patria, il concetto di “straniero”, associazioni, famiglia); europa economica (politica economica, sistema fiscale); le classi; la religione; le arti e il loro pubblico (musica, teatro, arti visive); la cultura laica (umanesimo cristiano, pensiero politico, scienza).

Guns 4 Pussies
Armi da Fuoco: Età Moderna 2 – Medioevo 0

Questi sono i libri fondamentali che vi consiglio di leggere.
Quelli successivi sono solo “extra” (talvolta di difficile reperimento o in inglese), roba in più che è consigliata ma non davvero necessaria, per quanto si tratti comunque di una piccola frazione dei libri sulla Prima Età Moderna che ho letto (e una goccia minuscola nel mare di libri pubblicati su questo periodo storico). Quindi non vi ho rifilato il “di tutto di più”, ma solo una selezione di testi che mi sono piaciuti e che credo possano aiutarvi più di altri per accumulare informazioni utili. Vi sembrano tanti? Non avete voglia di informarvi prima di scrivere il vostro bellissimo romanzo fantasy?
Problemi vostri, io la mia parte l’ho fatta: il resto ora sta a voi.
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I libri di Huppert e Hale vanno letti assieme. Sono complementari, fidatevi, leggerne uno solo non è la stessa esperienza che leggerli entrambi in sequenza. E poi quello di Huppert è piccolino e se lo sommate a quello di Hale, di grandezza media, viene un libro grandicello più che “due libri”.
Il saggio di Braudel è minuscolo, solo 60 pagine su 88 del volumetto, non vale neppure la pena conteggiarlo come libro a sé, ma consiglio di leggerlo (magari preso in biblioteca, perché 8 euro per 60 paginette sono davvero buttati!).
Il libro di Parker è un testo notevole, molto bello e chiaro (e non è un mattone!), adatto come introduzione al modo di far la guerra e all’evoluzione militare tra Cinquecento e Settecento. Bisogna leggerlo. E’ un ordine.
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Il libro di Baumann è molto specifico, trattando solo i lanzichenecchi, ma offre una visione così chiara e dettagliata sui contratti, l’arruolamento, le paghe ecc… che chiunque voglia scrivere di fanterie mercenarie medioevali o rinascimentali deve leggerlo se vuole schiarirsi le idee (e divertirsi).

Libri Extra: Economia
Il sistema mondiale dell'economia moderna - Vol. I - L'Agricoltura capitalistica e le origini dell'Economia-mondo europea nel XVI secolo L'industrializzazione prima dell'industrializzazione di Kriedte, Medick e Schlumbohm
Di questi due non ho trovato le copertine, quindi immaginatele! È Fantasy!
Sono verde pallido, la prima con i bordi verde pisello e la seconda con i bordi marrone!

Il sistema mondiale dell’economia moderna – Vol. I – L’Agricoltura capitalistica e le origini dell’Economia-mondo europea nel XVI secolo, di Immanuel Wallerstein.
Per Wallerstein il capitalismo storico è un sistema mondiale in cui produzione e accumulazione sono determinate non dalla coercizione politica (imperi), ma dalle leggi del mercato. L’avvio è dato dalla crisi della rendita feudale nel XIV secolo, che spinge le classi dominanti europee verso nuove modalità di arricchimento basate sull’espansione geografico-mercantile e sull’aumento della produttività interna connesso alla possibilità di sfruttare lavoro esterno a basso costo e di importare merci a poco prezzo. Si forma così un meccanismo di scambio e sviluppo ineguale che richiede la gerarchizzazione territoriale e la divisione internazionale del lavoro e dei rapporti di produzione: manodopera libera, alti salari e manifattura al centro (Europa nordoccidentale), schiavitù e servaggio nella periferia (America del sud ed Europa orientale), mezzadria ed economia contadina nella semiperiferia (Europa meridionale). Il funzionamento dell’economia mondiale spiega anche l’evoluzione dei fatti politici e religiosi: al centro emergono “stati rafforzati” su base nazionale, funzionali all’accumulazione capitalistica al pari della Riforma protestante, mentre nelle periferie il potere resta nelle mani dei proprietari terrieri e della chiesa cattolica.

L’industrializzazione prima dell’industrializzazione di Kriedte, Medick e Schlumbohm.
In molte regioni d’Europa, a partire dal tardo medioevo, si sviluppò un’industria rurale domestica destinata a mercati interregionali e internazionali. La “industrializzazione prima dell’industrializzazione” rappresentò una parte del processo di trasformazione durante il quale il sistema feudale si disintegrò e si formò quello capitalistico: al suo interno i rapporti produttivi di tipo capitalistico ebbero una evoluzione lenta e non priva di arresti e regressioni. Gli autori indagano la natura e i legami della nuova “industria rurale” con la precedente società feudale e con il successivo capitalismo industriale.

 
Di questi due il primo è pressoché introvabile. Provate in biblioteca.
Il secondo con un po’ di fortuna si trova, ma il più bello è il primo. Sono altamente facoltativi: per uno scrittore “tipo” di Fantasy il saggio di Braudel, le altre info apprese in giro e le ricerche in internet sono più che sufficienti per risultare abbastanza edotto da poter immaginare un’economia da mondo fantasy coerente e sensata.
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Libri Extra: Storia Militare
Weapons and Warfare in Renaissance Europe: Gunpowder, Technology, and Tactics di Bert S. Hall War and Society in Renaissance Europe, 1450-1620 di J. R. Hale The Army of Flanders and the Spanish Road, 1567-1659 di Geoffrey Parker

Weapons and Warfare in Renaissance Europe di Bert S. Hall.
Francesco Bacone nel 1620 sottolineò che la bussola, la stampa e la polvere da sparo avevano cambiato l’aspetto e lo stato del mondo intero. Bert s. Hall si concentra sull’ultima innovazione per esaminare gli effetti dei cambiamenti nella tecnologia militare sulla storia europea nel tardo Medioevo e nella Prima Età Moderna. Gli strateghi all’inizio usarono le armi da fuoco come mezzo per portare il panico tra i nemici, ma quando gli eserciti rivali ottennero questa tecnologia, l’uso psicologico delle armi da fuoco cedette il passo al loro utilizzo come semplici armi di distruzione.
Con l’aumento della potenza militare arrivò anche la trasformazione degli stati, permettendo una maggiore centralizzazione del potere e di conseguenza una maggiore forza disponibile nelle mani del sovrano.
Suddivisione dei capitoli: 1, armi alternative e tattiche nel tardo Medioevo (evoluzioni delle tattiche e ruolo della cavalleria, armi da getto, artiglierie nevrobalistiche, tattiche di uso integrato di cavalleria e archi lunghi: le guerra gallesi e scozzesi, la Guerra dei Cent’anni, Picchieri dei Paesi Bassi e della Svizzera, Conclusione: tattiche prima della polvere da sparo); 2, il primo secolo della polvere da sparo 1325-1425 (nomenclatura, battaglie: da Crécy a Rosebeke, gli assedi, polvere da sparo più economica, conclusioni); 3, polvere da sparo nel Quindicesimo secolo (le origini della polvere in grani, produzione del salnitro, problemi e prospettive della produzione di polvere in grani, la strada verso la polvere in grani moderna, la strada verso le armi da fuoco portatili), 4, le armi da fuoco in guerra (I): il Quindicesimo secolo (le Guerre Hussite, la fine della Guerra dei Cent’anni, la fine della Reconquista, tecnologie e tattiche); 5, interludio: balistica dell’anima liscia (armi ad anima liscia: caratteristiche fisiche, problemi pratici delle armi da fuoco portatili, artiglieria da campo e artiglieria d’assedio); 6, le armi da fuoco in guerra (II): il Sedicesimo secolo (gli assedi e la Trace Italianne, battaglie campali: da Cerignola alla Bicocca, il Moschetto: una falsa innovazione, Pavia e le sue conseguenze: una lezione confusa, la Fine della Cavalleria); 7, Tecnologia e rivoluzione militare (crescita degli eserciti, tecnologie e tattiche sul lungo periodo, composizione dell’esercito e dimensione, tecnologia e status del soldato).

War and Society in Renaissance Europe, 1450-1620, di J. R. Hale.
Dalla fine della Guerra dei Cent’anni alla vigilia della Guerra dei Trent’anni la popolazione dell’Europa è aumentata e la sua cultura è diventata più complessa; e così le sue guerre sono passate dall’essere episodi di violenza “domestica” associati con le successioni a diventare conflitti di autodeterminazione territoriale e avventure gloriose per mezzo della conquista. Questo libro esamina l’evoluzione delle tecniche e tecnologie militari che permisero di cambiare la natura della guerra e che ne risultarono come conseguenza del cambiamento.
Ma il lavoro di Hale si concentra, comunque, sulle persone -nobili e ufficiali, mercanti e soldati, contadini e cittadini- che vissero a contatto con la guerra. Hale descrive il reclutamento presso gruppi sociali piuttosto riluttanti e descrive le condizioni di servizio sia per i militari di professione che per i soldati part-time. Anche se gli effetti diretti della guerra possono essere devastanti per la popolazione di un’area, Hale mostra come quelli indiretti, seppure in modo meno acuto, siano in grado di pervadere la società in modo ancora più invadente. Mutamenti economici e demografici, tasse più pesanti e riscossione più efficace e mutamenti nei sistemi di governo causati dalle guerre hanno influenzato profondamente la società Europea.

The Army of Flanders and the Spanish Road, 1567-1659 di Geoffrey Parker.
La pubblicazione nel 1972 di questo libro segnò la nascita della “Nuova Storia militare”, la quale enfatizza l’organizzazione militare -mobilitazione, paghe, rifornimenti, morale e, sopra ogni cosa, la logistica- piuttosto che gli eventi militari quali assedi o battaglie.
Parker studia uno dei più grandi problemi logistici dell’Europa della Prima Età Moderna: come la Spagna degli Asburgo riuscisse a organizzare e mobilitare il più grande esercito d’Europa nello sforzo durato 80 anni di soffocare la Rivolta Olandese, a oltre mille chilometri di distanza.
Usando una combinazione unica di documenti sopravvissuti fino a noi Parker ci presenta in mappe, tabelle, diagrammi e parole i problemi logistici connessi alle guerre nell’Europa della Prima Età Moderna e ci mostra per quale motivo gli sforzi della Spagna sono tutti falliti.
Il libro si suddivide in due parti: 1, Mettere assieme un esercito: il problema della distanza (mobilitazione, i corridoi militari dell’Esercito delle Fiandre, la Strada Spagnola, l’Alto Comando); 2, Mantenere un esercito: il problema delle risorse (l’Esercito delle Fiandre e la Grande Strategia, risorse finanziarie, la vita nell’Esercito delle Fiandre, diserzioni, sprechi e riforma, smobilitazione).

 
Come potete vedere sono tre libri molto diversi. Il primo, quello di Hall, è un gran bel libro sull’ambito tecnologico e militare, con un capitolo dedicato alla balistica che è un piccolo capolavoro a sé. Consigliatissimo.
Il libro di Hale, d’altro canto, si concentra su particolari meno tecnici e forse più spendibili per lo scrittore, ovvero l’impatto sociale ed economico della guerra moderna sulla popolazione.
Il libro di Parker non ha bisogno di alcun commento a parte questo: è un Capolavoro. Un testo fondamentale per chiunque voglia affrontare seriamente i problemi logistici di un esercito di moschettieri e picchieri sul modello di quelli europei tra Cinquecento e Seicento. Per chi vuole occuparsi del mondo Settecentesco e del periodo Napoleonico, dati i mutamenti nel mondo dei contratti di rifornimento, dei magazzini, dei treni delle artiglierie e del saccheggio, c’è il Della Guerra di Carl von Clausewitz (ma non è molto scorrevole da leggere anche se è una fonte di informazioni di altissimo livello).
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Libri Extra: Tre libri su tre argomenti diversi
Riti, mitologia e magia in Europa all'inizio dell'età moderna, di William Monter Ascesa e Crisi - la Germania dal 1517 al 1648, di Heinz Schilling La Guerra dei Trent'anni, a cura di Geoffrey Parker

Riti, mitologia e magia in Europa all’inizio dell’età moderna, di William Monter.
Riti, miti, magie e tutte quelle espressioni devianti del sentimento religioso che chiamiamo “superstizioni” sono il tema di questo excursus che tiene conto dell’Europa, delle colonie americane e delle principali comunità religiose. Si assiste alla straordinaria persistenza e all’ubiquità, fra il 1500 e il 1750, dell’intolleranza religiosa, e si riscontrano forme di contaminazione insospettate tra religiosità popolare e religione ufficiale. Grazie alla sua documentata analisi, Monter ci costringe a rivedere molti luoghi comuni; per esempio, maghi, streghe ed eretici furono perseguitati con minore accanimento dall’Inquisizione che non dai tribunali laici. E ancora: l’idea di tolleranza – da Erasmo a Spinoza a Pierre Bayle – evolve in modo contrastato prima di diffondersi nella pratica corrente. Sorprendentemente, il XVII secolo, molto più del Medioevo e a dispetto del razionalismo trionfante, è il vero teatro europeo della persecuzione religiosa.
Capitoli: 1, La religiosità popolare nell’Europa tardomedievale; 2, Il protestantesimo erastiano; 3, La tradizione calvinista; 4, L’inquisizione nei paesi cattolici; 5, Il cattolicesimo centro-europeo; 6, L’America: cristianesimo, religioni amerinde e superstizione; 7, Guerra alla superstizione 1680-1725; 8, La tolleranza e i suoi oppositori nell’Europa centro-orientale; 9, Gli ebrei in Europa.

Ascesa e Crisi – la Germania dal 1517 al 1648, di Heinz Schilling.
L’autore prende in considerazione il periodo di storia tedesca che va dall’inizio della Riforma luterana (1517) alla fine della Guerra dei Trent’anni (1648), ed esamina la particolare vicenda politico-istituzionale tedesca sullo sfondo del più ampio sviluppo europeo. Mentre in Europa si assiste alla formazione degli stati nazionali, la Germania vede invece svilupparsi una serie di stati territoriali all’interno di quella struttura prestatuale che era il Sacro Romano Impero. In questo nuovo quadro politico e istituzionale si produce parallelamente un generale mutamento sociale e religioso che dà avvio all’epoca moderna. Il processo di formazione dello stato moderno non è disgiunto da una vivace tradizione antistatale, che trova talora riflessi drammatici come nel caso della guerra dei contadini. Nella prospettiva di Schilling, il Cinquecento, soprattutto nell’ultima parte, costituisce nella storia tedesca un’epoca anticipatrice sotto il profilo delle dinamiche di modernizzazione statuale e sociale, dinamiche che furono messe in discussione dalla grave crisi della guerra dei Trent’Anni e che poterono consolidare solo a partire dalla seconda metà del Seicento.
Capitoli: 1, La Germania sulla via dell’età moderna; 2, La Riforma come ingresso nell’età moderna; 3, Riforma e sovvertimento politico-sociale, La libertà del cristiano in città e in campagna; 4, La lotta per l’ordine religioso e politico della cristianità in Germania e in Europa; 5, Unità nella divisione, La Germania tra coesistenza e competizione; 6, Mutamento politico e sociale. Il tardo XVI secolo come anticipazione dell’età-ponte del moderno; 7, Crisi e guerra.

La Guerra dei Trent’anni, a cura di Geoffrey Parker.
La Guerra dei Trent’anni (1618-1648) è un momento cruciale della Prima Età Moderna, il momento in cui la “crisi generale del XVII secolo” raggiunge il suo apice. Fra i meriti del professor Geoffrey Parker sta la valorizzazione di una equipe di specialisti del periodo, in grado di realizzare una ricognizione esauriente degli avvenimenti e dei personaggi, e l’avere esposto i risultati del loro lavoro salvaguardando una certa continuità narrativa, con il sussidio di un rigoroso resoconto cronologico. L’ampiezza dell’analisi e la vastità del materiale bibliografico rendono questo volume unico nel suo genere, sicuramente un punto di svolta nella storia delle ricerche sulla Guerra dei Trent’anni; un valido quanto utile strumento di studio, una miniera di informazioni e di dati, un repertorio di fonti primarie e secondarie inimitabile. Un volume illuminante su un trentennio che è stato determinante nel plasmare il corso successivo della storia del continente europeo.

 
Tre libri differenti per contenuto e tema. whistling2.gif
Uno su miti e superstizioni, per lo scrittore che vuole pensare alla “reazione” delle società della sua ambientazione nei confronti degli Antichi Déi o delle pratiche stregonesche o cose simili.
Quello sulla Germania è una valida guida per seguire i mutamenti e i conflitti di una nazione “divisa” che tenta, fallendo, di ottenere un’unità che gli interessi politici locali e internazionali (e le differenze religiose) rendono impossibile. Una fonte di ispirazione per le nazioni dei vostri “fantasy” che affrontano il difficile cammino dell’ingresso nella modernità.
Infine quello dedicato al più importante conflitto della Prima Età Moderna, per seguire nel dettaglio eventi, motivazioni, battaglie e scenari di un conflitto che, su più fasi distinte, è durato trenta anni e ha messo in ginocchio la nazione tedesca. Tanti romanzi fantasy parlano di guerre, spesso durate anni, decenni o secoli: eccone una, VERA, da studiare per trarne ispirazione.

Gustavo II Adolfo a Breitenfield
Gustavo II Adolfo vittorioso alla battaglia di Breitenfield (1631)

Ulteriori informazioni di natura militare su specifici argomenti si possono reperire nei libri della Osprey Publishing, ricchi di immagini e di tavole a colori particolarmente utili per “vedere” i soldati del passato.

La prossima “Bibliografia essenziale” penso di dedicarla all’Impero Ottomano e all’Islam, per chi desidera scrivere romanzi / ambientare partite nel nostro Medio Oriente o in paesi ispirati al mondo islamico, senza cadere nei soliti luoghi comuni che non permettono di cogliere la natura dell’Islam che, trattando solo vagamente di “religione”, si occupa in primis di codificare la vita civile e l’azione militare dei suoi aderenti.
L’Impero Ottomano rappresenta uno dei più celebri esempi di “stato fondamentalmente laico seppur islamico” e, come anche nel caso dell’Iraq di Saddam Hussein, questo avvenne solo grazie a una feroce dittatura militare che oscurò la Vera Fede nell’Islam costringendo i fedeli a una vita “blasfema e incompleta” (nell’ottica chiarissima e cristallina di certe affermazioni presenti negli Hadith del Profeta, su cui c’è ben poco da sindacare).

I manuali di scherma Medioevale/Rinascimentale avranno anche loro il giusto spazio in un futuro articolo, forse sotto forma di Bibliografia o, più probabilmente, nel corso di un discorso generico di sintesi dedicato al combattimento armato (o meglio, al “duello”). Vedrò in futuro.

Ci sono altri libri che vorrei consigliare, sempre estratti dalla catasta dei miei libri sulla Prima Età Moderna, ma per ora direi che questi sono più che sufficienti. Ve li segnalerò in futuro. E ora correte a studiare, giovani scrittrici di fantasy!

Giovani Scrittrici Italiane di Fantasy
Tipiche Giovani Scrittrici di Fantasy: nella mia mente sono tutte così
(e tutte invitate a contattarmi per discutere dei loro lavori/progetti ^_^)

La Meyer frigna e fa i capricci: tutta una farsa?

Scritto da il 02 set 2008 | Categorie: For The Lulz, Libri, Notizie Varie

Avvertimento per la Lettura
Questo è un aggiornamento rapido dopo la pausa estiva, lasciando stare gli argomenti seri (archi, spade, incipit…) a cui stavo lavorando da un (bel) po’.
Questo aggiornamento è unicamente For The Lulz.
For The Lulz

Tempo fa ho provato a leggere Twilight. Non mi ha attirato molto e l’ho mollato dopo poche pagine. Peccato, mi sarebbe piaciuto poter dire con cognizione di causa che faceva veramente schifo. Beh, al diavolo, posso pur sempre dire che l’incipit era noioso!

Non ho niente contro la Meyer, anche se pare scriva porcate, perché non avendo ancora GODUTO appieno della sua abilità di narratrice non ho potuto sviluppare quell’odio profondo, quella sensazione di offesa e quel senso di disgusto che altri autori mi causano. Ciao, Licia! wink
Ma oggi, leggendo la notizia su FantasyMagazine, sono stato travolto da un misto di felicità, sadico godimento, odio, sdegno e fiero sentimento monarchico (ma non temete: quest’ultimo c’è sempre!).

Allora, con l’erezione che spingeva nelle mutande, sono andato a leggere la notizia sul sito di quello schifo di bigotta mormona. Vi ricordo che Bella ed Edward non trombano come cani in calore fin dal primo libro, come sarebbe naturale per degli adolescenti di 17 anni, proprio perché l’autrice non approva il sesso prematrimoniale e allora si inventa la scusa del “se Edward perde il controllo può ucciderla con la sua forza mostruosa”! LOL!

Stephenie Meyer bella paffutella
Questo bel cotechino è Stephenie Meyer. Ha venduto più di sette milione di copie dei suoi libri e con i guadagni ora mangia tutti i giorni un intero suino arrosto a colazione.
Dopo la foto si è mangiata anche la rana. E la piccola fan attaccata.

As some of you may have heard, my partial draft of Midnight Sun was illegally posted on the Internet and has since been virally distributed without my knowledge or permission or the knowledge or permission of my publisher.
I have a good idea of how the leak happened as there were very few copies of Midnight Sun that left my possession and each was unique. Due to little changes I made to the manuscript at different times, I can tell when each left my possession and to whom it was given. The manuscript that was illegally distributed on the Internet was given to trusted individuals for a good purpose.

Sembra difficile un caso simile. Evidentemente le persone scelte non erano tanto “fidate”. Ma, a pensarci bene, suona tutto molto strano: con libri ben più desiderati non erano successe cose simili. Pensate ai libri di Harry Potter, dalla cui pubblicazione dipendeva la sicurezza dell’Occidente Libero, perlomeno a giudicare dai grappoli di coglioni in esposizione fuori dalle librerie per la distribuzione di mezzanotte.

A rigor di logica i Beta Reader per accedere al romanzo devono aver firmato un contratto che li condanna a Schiavitù & Morte in caso qualcosa lasci senza permesso il loro PC. Perfino io quando partecipavo al Beta Test di Gurps High Tech avevo il divieto assoluto (pena dodici dozzine di frustate) perfino di copiare il file in un secondo PC o di stamparne più di una singola copia (nemmeno per i miei giocatori! Nemmeno loro potevano accedere al materiale integrale della draft).
Se fosse VERO allora qualcuno, dato che la Meyer dice che può dimostrare chi è, morirà in un modo orribile. dentone.gif

I did not want my readers to experience Midnight Sun before it was completed, edited and published. I think it is important for everybody to understand that what happened was a huge violation of my rights as an author, not to mention me as a human being. As the author of the Twilight Saga, I control the copyright and it is up to the owner of the copyright to decide when the books should be made public; this is the same for musicians and filmmakers.

A me il copyright vecchio stile che non difende la vera proprietà intellettuale, ma solo il diritto di produrre copie, completamente obsoleto nel mondo di internet, mi fa cagare però capisco il discorso della Meyer qua sopra: non vuole che arrivi in pubblico finché non è pronto.
E perché? È semplice: ci si può vergognare della bozza pre-editing (specie se si scrive come fa Stephen King, revisionando tutto solo alla fine), o non si vogliono mostrare le scene poi tagliate o le parti della trama poi cambiate… insomma non si vuole far vedere “l’aborto” che precede il vero libro. È comprensibile.

E infatti la Meyer scrive…

I’d rather my fans not read this version of Midnight Sun. It was only an incomplete draft; the writing is messy and flawed and full of mistakes

Schiavitù
- Avete condiviso il romanzo con gli altri negri: ora sarete miei schiavi!
- No, bwana, no! Io essere bravo negro! Io no dare romanzo nessuno!

Ma il problema è dopo.

Unfortunately, with the Internet, it is easy for people to obtain and share items that do not legally belong to them. No matter how this is done, it is still dishonest. This has been a very upsetting experience for me, but I hope it will at least leave my fans with a better understanding of copyright and the importance of artistic control.

Siamo all’opposto del discorso di Doctorow e dei ragionamenti degli editor illuminati come Patrick Nielsen Hayden.
Questo mi ricorda i soliti vecchi discorsi stile “distribuire un ebook è come stuprare nel culo le bambine dell’asilo“. La musica degli anni ’80 è stata uccisa dalle copie sulle musicassette. I libri sono morti con la stampa a caratteri mobili. Il controllo delle informazioni e di ogni bit che passa dal PC di ogni utente alla rete è fondamentale per difendere il copyright e se questo significa spiare ogni comunicazione e violare la privacy del cittadino senza che alcuna indagine in corso lo permetta, poco importa! Il copyright è tutto. Il Regime è tutto. Morte ai nemici del Regime!

Se prima la mia simpatia poteva essere per la Meyer ora posso solo dire:
Meyer? Ma vaffanculo, retrograda bigotta di merda! icon_mrgreen.gif

Proseguiamo la lettura…

So where does this leave Midnight Sun? My first feeling was that there was no way to continue. Writing isn’t like math; in math, two plus two always equals four no matter what your mood is like. With writing, the way you feel changes everything. If I tried to write Midnight Sun now, in my current frame of mind, James would probably win and all the Cullens would die, which wouldn’t dovetail too well with the original story. In any case, I feel too sad about what has happened to continue working on Midnight Sun, and so it is on hold indefinitely.

Cosa? Questo non è un comportamento professionale. Questo non è un ragionamento da scrittore. Questa non è narrativa.
Se fosse vero, e dubito lo sia, questi sono solo i capricci di un idiota balbettante. Un idiota che si nasconde dietro l’ispirazione, confidando che il suo lettore tipo abbia il cervello pieno di romanticherie e non sappia nulla di pianificazione, di trame, del peso che significa lavorare su un romanzo per mesi e mesi finendo per odiarlo ecc… quelle della Meyer sono stronzate. Grandi, grosse, abnormi STRONZATE.
E gli scrittori che vivono di stenti, tra lavoretti malpagati e una scrittura che permette loro di racimolare solo quanto basta a sopravvivere cosa dovrebbero dire?
Però l’idea che i Cullen crepino non mi dispiace… TFR3C.png

But how do I comment on this violation without driving more people to look for the illegal posting? It has taken me a while to decide how and if I could respond. But to end the confusion, I’ve decided to make the draft available here (at the end of this post). This way, my readers don’t have to feel they have to make a sacrifice to stay honest. I hope this fragment gives you further insight into Edward’s head and adds a new dimension to the Twilight story.

Ora fa la brava mammina buona e dice: “visto che credo che non finirò di scrivere questo libro e visto che ormai è già in internet, ve lo dò direttamente io il pdf da leggere”.
Ok. Accettabile.

Ma questo riaccende il dubbio. Non è forse tutta una messinscena messa su perché la scrittrice si è stancata di scrivere queste stronzate? E in particolare un libro che non è altro che Twilight dal punto di vista di Edward invece che di Bella?
In fondo aveva scritto The Host. Il desiderio di cambiamento c’era. Forse perfino lei si è stancata di vampiri-che-non-sono-vampiri e di adolescenti cerebrolesi.

Lei stessa diceva che…

Why did you decide to end the saga?
The Twilight Saga is really Bella’s story, and this was the natural place for her story to wind up. She overcame the major obstacles in her path and fought her way to the place she wanted to be. I suppose I could try to prolong her story unnaturally, but it wouldn’t be interesting enough to keep me writing. Stories need conflict, and the conflicts that are Bella-centric are resolved.

Fonte: FAQ Ufficiali sul quarto libro, Breaking Dawn

Un quinto libro, con la stessa trama di Twilight, forzatamente scritto con la scusa del “punto di vista di Edward” pur di prolungare l’esperienza dei fan non stona un po’ con quanto scritto sopra? La storia era quella di Bella. E la storia di Bella è finita.

Magari è tutta solo una trovata pubblicitaria.
Forse il nuovo libro non sarebbe mai dovuto esistere per davvero e la bozza affrettata e incompleta è un prodotto ad hoc ideato per stimolare i fan e tastare il loro amore per l’autrice, rinsaldando il legame necessario per fidelizzare il pubblico?
Ecco la povera, piccola, obesa scrittrice tradita da quelli di cui si fidava! Ecco un romanzo gettato, un cuore spezzato e un ventre ingrassato! Ecco tutto il dolore di una donna che ogni giorno è costretta ad ammazzare un suino per fare colazione!
Sto per commuovermi, cazzo, povera Meyerina… sigh… frigna.gif

Se così fosse sarebbe tutto una grande, oscena menzogna. Un trucco messo in piedi per spingere le vendite del vero quinto libro, quale esso sia. Magari una storia tutta nuova con una mummia-che-non-è-una-mummia e una ragazzina adolescente. Ovviamente senza sesso: la mummia se la penetra ci perde dentro il pene rinsecchito!

Ma comunque sia andata la cosa, che sia un trucco per lasciare i Vampiri o che sia un trovata commerciale per lanciare un nuovo libro coi Vampiri o chissà cos’altro, la Meyer non ha pensato alla DELUSIONE inflitta a milioni di ragazzine sue fans?
Già me le immagino: Emo, Scene Queens e ogni altro genere di feccia umana che si suicida dopo aver letto la notizia. O dopo aver letto la draft. Che cosa terribile!

Fan della Meyer
Due Fan della Meyer prima della notizia…
Fan della Meyer che gioca con le lamette
…e una fan dopo la notizia.

Però, forse… meglio così, no?
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Dietro il prezzo di un libro

Scritto da il 03 lug 2008 | Categorie: Editoria, Libri

EDIT 28 Agosto 2010
Questo articolo è vecchissimo e in parte superato. Consiglio la lettura di questo (Il giusto prezzo degli eBook: Konrath, Smashwords e un confronto con la carta) in cui il ragionamento passa dalla sola carta agli scenari più vicini di vendita eBook a basso prezzo e autoproduzione su modello di Konrath o della McQuestion.

I prezzi dei libri sono alti. Grossa scoperta, davvero, sono proprio un gegno.
Naturalmente alla prima affermazione segue di solito “visto che le royalties allo scrittore non è che siano poi granché, allora il prezzo è tutto colpa delle avide case editrici che lucrano e lucrano e lucrano riempendosi di soldi a non finire!”.
Tolto il fatto che bisogna avere buon senso zero e il cervello infilato nel culo per pensare una cosa simile, ma nel caso io direi “Magari fosse così! Alti ritorni economici garantiscono alte possibilità di investimento su nuovi titoli di vendibilità non certa -i nuovi autori-, dato che si fanno soldi a palate e i soldi piovono come se nulla fosse!”.

D’altronde anche il più ignorante caprone della Terra sa che se un settore garantisce enormi guadagni è naturale investirci tutto il possibile, limitando al minimo gli squallidi dividendi che non producono nuovo denaro.
Invece la crudele realtà, sempre pronta a infrangere i sogni del popolino vittima e vittimista, ci spiega che le case editrici stanno spesso con le pezze al culo e che quello editoriale è un settore di merda. Facile dimostrazione di tutto ciò è che la mia prospettiva di “investimenti sui nuovi autori resi possibili dal fatto che i libri si vendono come il pane con grassissimi incassi per l’editore in un vortice di guadagno senza fine!” non è reale, e di conseguenza non è reale l’ipotesi che renderebbe la mia prospettiva automaticamente vera. Quod Erat Demonstrandum, banale dimostrazione per assurdo.

A questo punto si può scegliere di continuare a piangere lacrime amare dal buco del culo, maledicendo i crudeli editori perfino più avidi di tutte le tribù di Israele messe assieme, oppure di andarsi a informare. Come al solito è una questione di scelte e, a quanto si capisce frequentando i forum dedicati ai libri e alla scrittura, la prima è quella preferita dalla maggioranza.
Io invece, tanto per fare il diverso e lo snob, ho deciso di informarmi un pochino.

oca malvagia
Anche quest’oca è diversa: lei ha scelto il Lato Oscuro!

Un paio di anni fa mi sono comprato L’Agenda dello Scrittore di Giorgio Maremmi, quattordicesima edizione, casa editrice Maremmi Editore Firenze (Firenze Atheneum).
Il sottotitolo recita: «Quello che i nuovi scrittori (e anche i vecchi) devono sapere sugli autori, sugli editori, sui librai, sugli intermediari, sui contratti di edizione, sui diritti d’autore e su altri “misteri” del mondo del libro.»

L’autore è sia uno scrittore che un editore e il libro è piuttosto noto in Italia, come anche la continua uscita di nuove edizioni aggiornate può far immaginare (la prima è del Maggio 1976, la mia è del Dicembre 2005). Sfortunatamente la MEF mi risulta che abbia fama di editore a pagamento, ma l’autore del libro non nega la possibilità di pagare per farsi pubblicare: se uno è così stronzo da voler pubblicare a tutti i costi quella ciofeca di romanzaccio che nessun editore serio ha mai accettato, allora che paghi di tasca propria visto che l’editore potrebbe solo andarci in perdita a investire soldi su quella merda.

Il Ragionamento fila. E’ tutta questione di quanto uno abbia il cervello ficcato a fondo nel culo: se nessun editore vuole il tuo libro forse un motivo c’è.
E per i vanitosi feticisti delle stampa c’è sempre il Print on Demand di Lulu.com, che costa molto meno!

Bob Young
Bob Young, fondatore di Lulu.com!
Lui pubblicherebbe di tutto, perfino il tuo libro!

Il problema del settore editoriale è, fondamentalmente, quello degli intermediari. Gli intermediari sono Distributori e Librai, ovvero chi ha un negozio in cui vendere libri e chi li fa arrivare nei vari negozi, occupandosi di soddisfare le richieste. Sono due corpi parassiti che si frappongono tra l’Editore e il fruitore finale del libro.
Anche l’Editore a sua volta è un parassita che si frappone tra Scrittore e fruitore finale di quanto scritto, ma perlomeno l’Editore dovrebbe occuparsi di stampare il tomo, editarlo, sistemarlo, dargli visibilità, pubblicizzarlo ecc… tutte cose in cui la sua esperienza professionale può fare comodo. Quindi tra i parassiti l’Editore quanto meno è quello che fa qualcosa, mentre il Distributore è proprio una sanguisuga omologata perché non rischia niente (il Libraio pure è un sanguisuga, ma è in condizione di svantaggio rispetto al Distributore in certi casi… ad esempio quando i libri li ottiene dal Distributore senza diritto di recesso e, che li abbia venduti o meno, li deve pagare alla data prestabilita).

Forse tutto questo vi ricorderà i discorsi sullo scandalo degli intermediari che gonfiano il prezzo del latte o delle verdure, mentre produttori e contadini ricevono a malapena di che coprire i costi. E’ la stessa cosa, anzi, forse è perfino peggio.

L’Editore ha bisogno del Distributore e dei Librai, ma anche nella migliore delle ipotesi (un distributore onesto e capace che non tira fregature e librai che accettano di mettere negli scaffali i libri) sarà sempre con le spalle al muro a causa delle altissime percentuali e dei perversi meccanismi di distribuzione e vendita italiani.
In altri Paesi europei, o perfino nel centro America, si dà grande importanza sia alla distribuzione che alla produzione, e spesso sono i Distributori a finanziare gli Editori!
Da noi invece è l’Editore che “finanzia” il Distributore con la concessione della facoltà di resa totale senza scadenza e con i lunghissimi termini di pagamento.

In Italia ci sono 800 Distributori, ma ben pochi sono competenti o realmente capaci di diffondere i libri. Praticamente tutti, sia quelli onesti che quelli disonesti, operano con i “soldi dell’editore”, ovvero ricevendo i libri dagli editori senza pagarli finché non li hanno venduti. Ben pochi Distributori operano da grossisti, ovvero comprando i libri e mettendosi in prima persona a investire e a rischiare sulle opere letterarie… quasi tutti, come detto, preferiscono avere solo i costi di gestione dell’azienda a cui pensare.

Ma quanto denaro ciucciano Distributori e Librai messi assieme? Dipende, ma tipicamente dal 55 al 60 per cento del prezzo di copertina, talvolta anche il 70 per cento se si tratta di piccoli editori.
Poi c’è il diritto ad almeno una tredicesima copia gratis ogni dodici acquistate. Ma gran parte dei Distributori non comprano i libri che vendono, preferendo riceverli in “conto vendita” (ovvero li ricevono, ma li pagano solo se li vendono… e se non li vendono possono ridarli indietro) o in “conto deposito” per poi venderli in “conto assoluto” ai librai.
Dopo mesi o dopo anni che il Distributore ha riscosso dai Librai, forse l’Editore potrà vedere i soldi ricavati dai libri venduti.

Ma vediamo nel dettaglio quanto potrà ricavare il nostro Editore con un libro da 16 euro di prezzo di copertina, un tipico hardcover come ne escono tanti anche di genere Fantasy (ma ora costano 17, 18 o perfino 20 euro come quello della Strazzulla!).
I diritti d’autore sono tipicamente dell’8-10% del prezzo di copertina, mentre Distributori e Librai trattengono dal 60 al 70% sotto forma di “sconto” (incluse spese di spedizione, insoluti, tredicesime copie gratuite, varie ed eventuali…). Con il rimanente l’Editore deve coprire i costi industriali, le spese generali spalmate sul prodotto (che in Italia ormai sono perfino più alte dei costi industriali!), la pubblicità (il 3-6% massimo del prezzo di copertina) e infine ricavarci un guadagno.

emo bullshit
Sono stanco di chi si lagna per i prezzi sempre e soltanto degli Editori
senza mai dir nulla di Distributori e Librai, come se non avessero alcuna colpa!

Gli Editori hanno ben altre colpe, non serve accusarli anche quando sono innocenti!

Lo Strano Caso del Romanzo a 16 Euro e del Signor Passivo
Giorgio Maremmi ci propone il seguente esempio, molto deprimente, di come si possa ottenere un ghiotto passivo da un libro. Ho copiato brutalmente la tabella, se non vi sta bene denunziatemi agli agenti di pubblica sicurezza!

TIRATURA COPIE N°  1000    2000    3000    4000    5000    6000  
1. Costi di Produzione (in euro) 8,00 6,00 4,25 3,50 3,25 3,00
2. Distributori (30%) 4,80 4,80 4,80 4,80 4,80 4,80
3. Librai (30%) 4,80 4,80 4,80 4,80 4,80 4,80
4. Quattro            
5. Diritti d'autore (10%) 1,60 1,60 1,60 1,60 1,60 1,60
6. Costo totale a copia 19,20 17,20 15,45 14,70 14,45 14,20
7. Prezzo di copertina 16,00 16,00 16,00 16,00 16,00 16,00
             
8. Perdita dell'editore a copia 3,20 1,20        
9. Guadagno dell'editore a copia     0,55 1,30 1,55 1,80

Giorgio Maremmi è disponibile a discutere con chi dispone di altri dati o vuole contestare quelli da lui forniti. Dato che pure io sono interessato a leggere altri dati, se mandate qualcosa a Maremmi magari passatelo in copia pure a me, grazie. icon_mrgreen.gif

Un Editore per recuperare le spese di edizione di un libro dalla tiratura di 3000 copie deve venderne almeno 2700 con lo sconto agli intermediari o 900 a pieno prezzo di copertina. E i nuovi scrittori riescono a vendere qualche decina o al più qualche centinaia di copie, salvo casi eccezionali (come Licia Troisi e pochi altri). E, come se non bastasse, i “guadagni” ottenuti dalle copie vendute (e perfino le copie invendute rese all’editore) possono arrivare anche dopo mesi o anni, con lo sgradevole effetto dovuto al sovraccosto del denaro.

Soltanto vendendo 5000 copie l’editore può sperare, in teoria, di guadagnare più dell’autore, a patto che librai e distributori paghino puntualmente (si, ciao, speraci!) e che tutto il dovuto venga incassato. Ma pure questo è in “teoria” perché oltre a tutto ciò c’è un ulteriore 4% di IVA sul prezzo di copertina, non sul guadagno netto.
Un Editore veramente grosso, come Mondadori, se piazza un libro da decine di migliaia di copie vendute (o centinaia di migliaia, come quelli della Troisi) può guadagnare molto più dell’autore, ma servono appunto moltissime copie. Fantascienza pura per gran parte degli editori, piccoli o grandi che siano.

Puoi anche riuscire a vendere le 3000 copie senza problemi, ma potresti non vedere un singolo euro di quel guadagno miserevole (al netto 1600 euro) per mesi o anni… mentre per certo ti troverai fin da subito a dover pagare gli oltre 12mila euro di costi di produzione!

Se stampi un libro in 1000 copie non puoi venderlo a 16 euro: se anche vendessi tutta la tiratura perderesti comunque 3000 e oltre euro! Un libro in sole 1000 copie, tra casini vari (copie al macero, IVA ecc…), che sono un risultato straordinario per un nuovo autore, deve essere venduto a 23 euro la copia per sperare di guadagnarci qualcosa!
Ma come si può sperare di piazzare il libro di un esordiente a questo prezzo?

Infatti mi domando come farà “Il Segreto dell’Alchimista” di Antonia Romagnoli a vendere con il suo prezzo di 24 euro, contro i 17-19 della concorrenza (l’unico altro romanzo fantasy tanto costoso “Gli Eroi del Crepuscolo“, ma è a “soli” 20 euro!).

A proposito: chi si ricorda delle famose 1052 copie della Rocca dei Silenzi di Andrea D’Angelo? Una gran bella cifra per un giovane autore italiano di Fantasy, ma ben poco per un Editore che non aspiri alla morte per fame!
E Andrea D’Angelo era, che io sappia, il secondo autore fantasy italiano più famoso nel 2005, con tanto di rubrica dedicata alla scrittura fantasy presso FantasyMagazine.
Mica un Pinco Pallino qualsiasi!

Cosa ne pensi di un settore in cui per ogni libro pubblicato in modesta tiratura di 3000 copie perdi per certo 12mila euro e non sai se poi guadagni abbastanza per coprire la perdita?
Anzi, sei quasi certo con un nuovo autore di NON farcela a coprire la spesa!
A me sembra una merda e non mi è difficile capire perché gli editori accettino aiutini finanziari da gente di vario tipo (politici, associazioni, la stessa Repubblica…) per sopravvivere, trovandosi però poi a dover restituire il favore pubblicando “certe cose di amici” o non pubblicando “certe altre cose sgradevoli”.

Testimonianza dal Fronte
I grossi ostacoli di una grossa Casa sono quelli di chiudere il bilancio in pareggio. Chiedere aiuti è facile, arrivano pure se non li chiedi: ma se li prendi, a quel punto la tua libertà viene messa in discussione. Qual è quell’editore che non subisce il costo del danaro? Chi può autofinanziarsi? Da noi un titolo è fortunato se vende il 50 per cento! Ecco come lavora una casa editrice.
Esempio: se poni uguale a 100 il prezzo di copertina devi togliere il 32 per il libraio e il 20 per la distribuzione, un altro 20 per il costo di produzione, il 10 come diritto d’autore: siamo all’82. Aggiungi un altro 10 per interessi passivi, e dal 3 al 6 per la pubblicità. Sei intorno al 98!
Che margine ti resta? Tutto questo se tutta la tiratura è venduta. Così si spiegano i passivi!

Domenico Porzio
(ex Relazioni Pubbliche Mondadori)

Sfortunatamente nel settore librario attuale si vende ancora per gran parte in libreria, nonostante il boom delle vendite online che rimangono però ancora marginali rispetto al totale, e questo non permette all’Editore di liberarsi con un calcio in culo di Distributori e Librai.
Alcuni grossi editori hanno trovato il modo di ovviare parzialmente al problema, occupandosi di persona della distribuzione invece di affidarsi ad altre ditte (sorbendosi tutti i costi di gestione, magazzino, personale ecc… extra, ma evitando di farsi la cresta da soli!), o lanciando catene di franchising per riprendersi un po’ dei guadagni dei librai (Mondadori, Feltrinelli…).
L’esempio migliore di cosa possa succedere se si levano un po’ di intermediari è forse BOL, il negozio online del Gruppo Mondadori, che fa sconti del 15-30% anche sui libri nuovi e probabilmente guadagna lo stesso di più così che non dalla vendita dello stesso libro in libreria: d’altronde, levando un po’ di parassiti, il guadagno aumenta e quindi è possibile diventare competitivi nei confronti del nemico abbassando i prezzi.
Un paio di volte ho comprato su BOL un libro Mondadori (ok, erano due libri della Troisi…) perché dava uno sconto maggiore di IBS.

tipico scrittore emergente
Un tipico scrittore emergente che si arrangia come può.
Se solo ricevesse tutto il dovuto per la sua opera non vedremmo queste scene…

In un mondo perfetto si dovrebbero pagare i libri molto meno, dando però tutta la cifra in mano all’autore. Il nostro mercato ora non è pronto a questo, ma chissà… forse un giorno il formato elettronico “di qualche tipo” sarà così competitivo da permettere questo sogno un po’ utopico e dal sapore socialista: “Dare i soldi al Lavoratore, non al Proprietario della fabbrica.”
Non intendo per forza “i lettori eBook che ci sono ora”, magari potrebbe diventare una funzione integrata dei futuri cellulari-ormai-identici-a-palmari o di altri macchinari (del frullatore che fa anche da DVD Recorder?)… o magari potrebbero nascere dei nuovi eBook Reader dotati di tecnologie “carta-schermo” che si sfogliano come dei libri o magari che proiettano il testo su una superficie apposita estraibile invece che su un piccolo schermo (oppure sotto forma di grosso ologramma), togliendo il problema delle piccole dimensioni e della scarsa risoluzione… chissà cosa ci porterà il futuro?
Magari niente di tutto questo, perché nel 2020 la gente capirà che scopare tutto il giorno con i Real SexBot, androidi sessuali pressoché identici a persone reali, sarà meglio che leggere stupidi romanzetti!

Spero si arrivi presto a un sistema ibrido di vendite classiche e donazioni elettroniche via paypal o altro, abbinato alla libera distribuzione dei romanzi in formato elettronico: chi vorrà il libro di carta lo comprerà al prezzo voluto dall’editore, perché è un oggetto con dei costi di produzione dietro, ma chi vorrà solo leggere la storia sarebbe bello che lo facesse gratis e poi decidesse in base al piacere ricevuto dall’opera SE e QUANTO pagare lo scrittore. Sarebbe bello. Forse troppo.

Ma se gli eBook Reader si dovessero diffondere potrebbe avvenire davvero.
Quando i maiali voleranno
Incrociamo le dita e speriamo bene.

Un salto in libreria!

Scritto da il 01 lug 2008 | Categorie: Fantasy, Libri, Riflessioni

Vi avevo detto che avrei aggiornato più spesso… roll Ho mentito. ride.gif

No, ok, avevo l’intenzione di farlo, ma poi con tutto il porno arretrato e le seg… le riflessioni sulla scrittura creativa da fare, non ci sono proprio riuscito. Rimedierò da ora in poi. Forse. TFR8A.gif

Ma passiamo ad altro.
Alcuni giorni fa mi trovavo all’Orio Center in cerca di ragazzine da mol… uh, in cerca di immigrati da mangan… insomma, per comprare un DVD Recorder e non mi sono fatto sfuggire l’occasione di visitare le librerie disponibili! emoticons_piattig015.gif
Il Fantasy non manca o meglio, non mancano i libri catalogati come Fantasy! E, soprattutto, non mancano le opere di giovani autori italiani. Giovani Autori Italiani. GAI?
Ma lasciamo perdere le sigle bizzarre per un istante e torniamo all’argomento originale: i libri fantasy.

Quando entro in una libreria per prima cosa punto alla zona dei libri di storia. Talvolta capita che ci sia un bel libro che altrimenti non avrei mai notato, come quello di Quataert sull’Impero Ottomano. Quando ho comprato quel libro la cassiera mi ha detto “ma lo ha ordinato?” e io “no, l’ho trovato nello scaffale dei libri di storia, c’era una copia sola…”.
Che domanda strana! O quel libro era stato ordinato da qualcuno ed è finito per sbaglio sullo scaffale oppure qualche pazzo è entrato nel negozio e l’ha abbandonato lì, per il gusto di confondere le idee agli addetti.

Probabilmente poche ore dopo è arrivato un professore depresso, uno di quei signori di mezza età che anno dopo anno insegnano Storia e Filosofia ad adolescenti sempre più istupiditi, magari lamentandosi che “ai suoi tempi l’occupazione era un’altra cosa e chi era comunista ci teneva ad essere il migliore della classe“, e si è visto rispondere “non è ancora arrivato, ci siamo sbagliati: le telefoniamo noi non appena arriva!“.
E forse la sera stessa si è tolto la vita a colpi di ferro da stiro.
Pazienza. Non ne sentirò la mancanza.

Tornando al discorso di prima: dopo aver controllato i libri di storia, i romanzi storici e i thriller, faccio sempre un salto nella zona Fantasy/Fantascienza. Sempre: che sia alla Feltrinelli, alla Giunti, alla Galleria del Libro o dove diavolo mi trovo. Mai farsi scappare un controllino in quella zona, anche quando non intendo comprare nulla! Ormai acquisto solo a colpo sicuro: prima mi leggo l’incipit da qualche parte, così vedo se l’opera mi attira, e solo dopo caccio fuori i soldi.

La prima sensazione è di essere capitato nella zona per ritardati della libreria: i libri hanno tutti copertine molto colorate, spesso con personaggi in posa plastica e titoli di rara idiozia. In particolare quelli della Armenia su D&D. Atroci.
Uno si ferma a guardarli e si sente deficiente. Poi ne apri qualcuno per dare un’occhiata ai contenuti e senti addosso gli sguardi di compassione dei “normali”, che passano e scuoteno la testa. Un bambino da qualche parte ti indica e grida “Mamma, guarda, un signore che legge libri per bambini!” – “Paolo, quante volte ti ho detto di non insultare le persone svantaggiate!“.

goonies sloth
Aaahhhh… Faaantasy! Faaantasy! Aaaahhh…

Una rapida occhiata alle copertine mi fa venire voglia di allontanarmi subito, ma resisto! Dietro all’ennesima copertina costruita per richiamare i ragazzini lobotomizzati potrebbe nascondersi un bel libro. No.
Quando ero un ragazzino e non c’era così tanto fantasy in giro come ora, beh, mi sentivo lo stesso un cretino a sostare di fronte a certe copertine dementi. Non so se questa sensazione l’abbiano anche gli adolescenti di oggi, ma io l’avevo. E non ero il solo. Non so quanto aiuti le vendite far sentire deficiente chi osa avvicinarsi alla narrativa fantasy.
Ma forse sono solo io che la penso così… e quel signore che ha appena schifato lo scaffale del fantasy, girandoci dietro dove si trovano fantascienza e horror… e quell’altro ancora, con lo stesso sguardo.
Ma probabilmente ho io i gusti difficili (e pure questi altri tizi che vedo sempre fare certe facce). Sarà!

BOX Inutile: I miei Gusti in fatto di Copertine!
A me piacciono copertine semplici, poco chiassose e che non sembrino troppo la confezione di un videogioco. Magari con colori scuri, non con tinte accese da libro per bambini a cui si è conficcata una pertica di liquirizia nel deretano. Questa come regola generale. Non dico che siano belle in assoluto, ma attirano la mia attenzione senza disgustarmi. Sono belle per me.

L\'Eretico torri di cenere lama del dolore

Queste mi piacciono. Hanno una certa sobrietà, colori poco brillanti/accesi. Non fanno pensare per forza a dei libri per bambini. Hanno una loro dignità, insomma. Le copertine della Trilogia di Magdeburg mi piacciono tutte e tre. Quella delle Torri di Cenere non c’entra niente con i racconti, ma è bella, sobria, opaca. Attira lo sguardo senza offenderlo. Perfino quella della Lama del Dolore non mi dispiace: un singolo oggetto in mostra, poche tonalità.

arcimago lork dominio regina bryan boscoquieto

Queste tre invece mi fanno schifo. Sento il cervello scivolarmi fuori dalla orecchie al solo guardarle. La prima (L’Arcimago Lork) fa pietà, ma è anche la più “vecchia” e anni fa gli editori non spendevano mezzo sputo per fare un lavoro decoroso. Le copertine dei LibroGame edizione EL erano molto migliori.
La seconda è dell’ultimo libro delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, uscito per Mondadori (in realtà è il secondo pezzo del libro originale in inglese) con il titolo Il Dominio della Regina e non solo è brutta, ma non ha nessuna correlazione con il contenuto: perlomeno le altre orribili copertine di questo ciclo avevano gente in cotta di maglia, elmi o cose simili… non c’entravano un tubo, ma avevano un minimo di coerenza medievaleggiante. Questa diavolessa con la falce che cazzo ci fa là?
Un velo pietoso sulla copertina di Bryan di Boscoquieto, con il ragazzino tanto fiko e kattivo in piena vista e tutto quel rosso: siamo in pieno campo delle “copertine da libri per bambini”. Non le Zopporto! No! Levatela da lì!
Ci sarebbe da citare anche quella de I Troll di Christoph Hardebusch che è un’opera di rara cretineria grafica.

cronache del mondo emerso rocca silenzi segreto alchimista

Queste ultime invece mi lasciano interdetto. Non mi piacciono molto, ma nemmeno mi fanno schifo. La copertina delle Cronache del Mondo Emerso ha un disegno molto bello, il volto di Nihal realizzato da Barbieri è un lavoro eccellente, ma questo primo piano così, con la ragazza dai capelli blu e il tatuaggio in faccia non mi suona benissimo come copertina. Bella fica la Nihal, si, mi viene proprio voglia di farmela, ma avrei preferito una scena più vasta o magari lei di profilo, che non fissi direttamente il lettore, con un’immagine dall’altezza dei capezzoli alla fronte. Un effetto simile, ma molto più marcato (tanto che la considero una brutta copertina per un libro nonostante il bellissimo disegno), me l’ha fatto quella della Ragazza Drago, sempre disegnata da Barbieri, dove la bella rossa con la maschera mi fa pensare a quelle ragazze insicure che nascondono il volto nei porno amatoriali. E anche lei me la farei, ah se me la farei!
La copertina della Rocca dei Silenzi è sobria, pure troppo, con quel grigio deprimente che non entusiasma e l’edificio stesso che non mi evoca sensazioni o immagini particolari. Al più mi viene da pensare che abbia bisogno di un restauro e, dati i nuvoloni, potrebbero esserci infiltrazioni d’acqua spaventose di cui occuparsi. Non è brutta, ma nemmeno invogliante. Di certo è molto migliore di quelle dei tre libri precedenti di Andrea D’Angelo, ma ci vuole poco!
Infine abbiamo la copertina del Segreto dell’Alchimista di Antonia Romagnoli. Buon mix di colori, ma il soggetto, un banale amuleto, non mi dice niente. Come oggetti preferisco di gran lunga la bandiera stracciata o la sciabola con l’elsa scolpita o il cannone indiano pesantemente decorato (lo facevano davvero!) che appaiono sui libri di Sharpe. Sono oggetti che stimolano maggiormente la mia fantasia: mi fanno pensare a conflitti, gente squartata e avventure erotiche di una notte con galline e mucche nelle stalle!

assalto alla fortezza territorio nemico fucilieri di sharpe

I libri di autori italiani non mancano, dovunque vada. C’è il libro della Romagnoli, quello di Ghirardi, quello della Strazzulla, decine e decine di copie di quelli della Troisi, c’è quello di Marco Davide ecc… ecc… c’è di tutto e di più. Insomma, la tanto decantata esterofilia degli italiani io non la vedo: se i libri vengono esposti e continuano dopo settimane o mesi a venire esposti è perché vendono e quindi gli italiani li comprano.
Anche online i discorsi sono sempre stati più spesso sul genere “compriamo alla cieca per supportare gli italiani” (in particolare quando pubblicò la Troisi) che non “italiano = cacca pupù“. Se ora qualcuno inizia a dubitare davvero dei libri italiani è per la troppa merda pubblicata da pessimi editori senza scrupoli e da pessimi editor senza competenze professionali, non certo per un odio ancestrale nei confronti del fantasy scritto dai connazionali.

Skeletor
Ecco cosa avete fatto! Perfino Skeletor piange!

E c’è un libro, quello della Strazzulla, “Gli Eroi del Crepuscolo“, che mi turba parecchio: in tutte le librerie in cui sono andato l’ho trovato bello incelofanato (tutte le copie disponibili sigillate!), come se non volessero farlo vedere al possibile acquirente. E nessun altro libro di narrativa lo era, né tra i fantasy né tra i thriller e nemmeno tra la fantascienza o le ultime novità o la zona “best seller” o tra le altre stupide categorie.

Ah, una nota curiosa: alla Feltrinelli dell’Orio Center, perlomeno quando sono andato io, le copie degli “Eroi del Crepuscolo” non erano tra i Fantasy, ma tra i “libri per ragazzi” (per bambini, se tradotto in italiano meno ipocrita). LOL! E ho visto un bambino di nove-dieci anni prenderlo, girarselo tra le mani con perplessità (era incelofanato, ovviamente!) e riporlo con sguardo interrogativo per poi chiedere alla madre “Ma perché è chiuso?” (o una cosa simile, non ricordo la frase esatta).

Questa storia degli Eroi nel Cellophane la sto leggendo ovunque, forum e blog vari, e mi sta venendo il sospetto che sia veramente difficile trovarlo aperto da qualche parte.
Ma all’Einaudi hanno paura che se qualcuno ne legge due righe dopo non lo compra?
Ma che cazzo di bassissima stima della loro autrice hanno?
Se fossi la Strazzulla io mi incazzerei. Ma forse lei è troppo gentile per incazzarsi. Dai video non mi dà l’impressione di essere molto aggressiva, ma chi lo sa. Magari quando le girano le pa.. ovaie tira fuori un pugnale e scanna barboni.
Credo che mi piacerebbe parecchio uno scrittore/scrittrice così.

Gli Eroi del Cellophane di Chiara Strazzulla
L’ultimo capolavoro Fantasy italiano!
Correte a comprarlo! Perché? Perché Si!

Sarò uno scemo senza competenza alcuna in ambito di marketing (o come si chiama), ma francamente mi pare controproducente sigillare un libro con l’unico scopo di evitare che il possibile l’acquirente possa sfogliarlo e comprarlo. A meno che uno non parta dal presupposta che leggerne qualche riga potrebbe danneggiarne le chance di vendita, come già detto prima. Non riesco a capire se all’Einaudi gli addetti al marketing (o come si chiamano) siano dei cretini o siano dei Geni del Male.
Se scacciano il pubblico sigillando il libro allora venderanno meno di quanto potrebbero senza il cellophane (20 euro sulla fiducia?), e se il libro fa davvero tanto schifo da non dover essere mostrato allora venderà meno di quanto venderebbe se fosse decente: in ogni caso non mi pare un grande affare per loro.

Vabbè, questo piccolo aggiornamento termina qua. Avevo voglia di condividere il mio pessimo gusto in fatto di copertine e la mia sensazione di essere cretino quando guardo lo scaffale del fantasy. Però non aver potuto leggere in libreria l’incipit degli Eroi del Cellop… Crepuscolo mi ha stimolato ancora di più a completare quell’articolo sull’importanza dell’Incipit promesso più di un mese fa. E i prezzi di copertina, belli alti, mi hanno fatto pensare di dedicarci un articolo, sfruttando i dati e le considerazioni fatte da Maremmi nella sua Agenda dello Scrittore.

Alla prossima! wink

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