Archivio per la Categoria 'Musica'

  1. I baffi del signor Poppleton by Il Duca di Baionette
  2. Dare un pugno all'elefante by Il Duca di Baionette
  3. 3DPD: Hatsune Miku è meglio di te by Il Duca di Baionette
  4. Troitsa - Try Yangaly by Il Duca di Baionette
  5. Auguri di Buon Nat'Anale dal Duca by Il Duca di Baionette
  6. Il Buco Sbagliato by Il Duca di Baionette
  7. Manzoni: il Vero, l'Utile e il Ku Klux Klan by Il Duca di Baionette
  8. Una Dichiarazione di Principio! by Il Duca di Baionette

I baffi del signor Poppleton

Scritto da il 11 gen 2013 | Categorie: Musica, Riflessioni, Steampunk, Vekkiume

Può l’amore per una donna giustificare il sacrificio dei propri baffi (o della propria barba)?
Un uomo può ancora considerarsi tale se accetta di evirarsi della propria irsuta mascolinità per soddisfare la sciocca pretesa di una femmina crudele?
Di questo parla Mr. Poppleton’s Moustache, canzone accompagnata da pianoforte scritta da Henry Walker e dedicata ai membri della lega contro la rasatura nel 1860 circa.

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La canzone è stata adattata e interpretata dall’eccellente Sir Reginald Pikedevant, Esquire, che già avete ammirato nel brano di genere chap hop intitolato Just Glue Some Gears On It (And Call It Steampunk) che avevo proposto nell’articolo Introduzione generale al mondo Steampunk.

Video su Youtube.

Queste sono le produzioni della cultura Steampunk che preferisco, interpretazioni moderne e intelligenti del passato, altro che corsetti e occhialoni random!

Il tema recuperato è tutt’altro che privo di modernità!
La società attuale in Europa preme moltissimo per la rasatura del volto maschile, cancellando quell’elemento di individualità e cura del corpo che erano barba e baffi. Un hobby spesso a bassissimo costo, da fare in casa, con forbici, un po’ di cera e tanto amore. La barba virile, curata con amore, non ha nulla a che vedere con i bestiali peli sconnessi in barbacce senza ritegno di tanti cammellieri.
Addomesticare la propria prorompente mascolinità era parte della cultura dell’uomo di una volta, distinto dal selvaggio fornicante dei paesi incivili. Attività sana, morale ed economica ormai sostituita dal più vasto business costruito attorno all’uomo evirato: non solo sapone, dopobarba e rasoi (e fin qui andrebbe pure bene, per chi vuole solo i baffi), ma pure cure dimagranti, fitness, integratori alimentari, barrette sostitutive del pasto, creme per il corpo e abbronzature più o meno artificiali!
Senza parlare di interventi estetici maschili più invasivi o perfino l’uso del trucco!

Avere barba e baffi è considerato stravagante, soprattutto se più estesi di timidi baffetti effeminati o un modesto pizzetto adolescenziale. Soprattutto tra i giovani. La società preme per avere grigi lavoratori irregimentati, dai volti rasati, privi di personalità dentro il cranio e sopra il volto. Si costringe l’uomo a evirarsi di quello che è un peculiare indicatore sessuale maschile (le signorine, tolti rari casi di grande fascino, non sfoggiano robusti baffi a manubrio).

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I baffi stanno sempre bene!
Franciacorta Cabochon Rosé Brut 2005 di Monte Rossa.

Tutto ciò non mi pare abbia funzionato affatto a livello di riduzione del lavoratore ad automa (altrimenti non passerebbe tanto tempo su facebook invece di lavorare come lo zombie che vogliono che sia): ha solo ridotto i volti dei giovani a soffici e rosee distese non dissimili dal pube depilato di una ragazzina. E il corpo maschile (quel che ne è rimasto senza i peli del volto) a target per la vendita di prodotti un tempo dedicati solo al pubblico femminile.

Le esagerazioni dei dandy passati diventano la normalità nella moderna società evirata… dell’orgoglio e della dignità maschile, non della pulsione sessuale: l’uomo privo di “mascolinità”, virtù che un tempo indicava l’onore integerrimo e l’attenzione verso gli altri (non il machismo, degenerazione atta a denigrare la mascolinità ottocentesca e cancellarne il ricordo), è ridotto a mera bestia eiaculatoria da cui aspettarsi fornicazione nel migliore dei casi, stupri nel peggiore.
Violentatori evirati della barba e quindi della civiltà.

Questa violenza psicologica sfocia nel gesto autolesionista della quotidiana evirazione di ogni peletto che cerchi di allungarsi dalla pelle del volto come un sopravvissuto che intende urlare al cielo “Sono un uomo!”.
Per questo ritengo che il tema vada portato all’attenzione pubblica nell’ambito delle associazioni che si occupano delle mutilazioni genitali: infibulazione in Africa ed evirazione dei peli facciali in Europa, due violenze diverse in società diverse.

Chi è d’accordo con me lo dica, gli altri accettino di avere ancora una volta torto.

 

Dare un pugno all’elefante

Scritto da il 25 gen 2011 | Categorie: Bizzarro, Musica

No, non intendo parlare dell’editoria e di come gli indipendenti potranno dare un pugno in faccia ai Big con gli eBook. Voglio parlare di qualcosa di più semplice, più terra-terra, più attinente al titolo. Niente metafore, solo un pugno all’elefante. Dentro al culo.

Voglio mostrarvi due video che spiegano come si preleva lo sperma agli elefanti. Può sempre servire questa conoscenza se state producendo narrativa di qualità che affronta i Grandi Problemi e la piaga del precariato e ‘sticazzipurenoncelimettete? ecc… ecc…

Masturbare un elefante non è facile. Non basta strofinargli il pisellino, anzi: è pericoloso! Il pisellino dell’elefante può sobbalzare e colpire l’addetto, procurandogli anche lesioni gravi. Siamo davvero sul genere “Spero che me lo metta in culo perché se me lo dà in testa mi ammazza”. Data la pericolosità intrinseca al pisellino della bestiola, quando l’elefante eiacula non ci si mette sotto con un secchio tra le mani (e la lingua di fuori stile facial da film porno), ma si spinge un sacchetto collegato a un bastone sotto l’elefantiaco augello rimanendo così a distanza di sicurezza.

Comunque, lasciamo perdere il gran finale, e torniamo al duro lavoro preliminare. Non potendo strofinargli il pipino, l’addetto deve massaggiargli la prostata. Ma la prostata è dentro: come fare? Con una tecnica non diversa da quella del “ditino” che certe ragazze infilano nel popò del partner durante la fellatio. Solo che in questo caso tutto va fatto secondo le dovute proporzioni e invece di un ditino si caccia dentro tutto il pugno e una fetta di avambraccio. L’elefante, forse ignaro del parere ufficiale del Papa a riguardo di simili pratiche avverse al Cristo (citando Zweilawyer), adora farsi masturbare analmente.
Fisting anale per elefanti. Yeah!

Ma prima di dedicarsi a questo piacevole lavoro, l’intestino dell’elefante viene ripulito: palle di merda estratte dall’ano con le mani e gettate in una carriola, seguite poi da un generoso clistere col tubo di gomma piantato su nel culo. L’elefante sorride e gode anche nella fase di pulizia. Se sta a divertì, il porcellone.

Qui ci vuole l’audio acceso. È imperdibile.
 

Voi direte “Duca, sei di parte: non è che gli elefanti si piantano roba in culo anche in natura, è solo una questione legata al prelievo del seme da parte degli umani”. Solo al prelievo? Solo con gli umani? Allora guardate qua con quanta allegria si piantano la proboscide su per il retto:

Lecca un po’ della merda estratta e sorride. Mitico elefante. ^_^

Per finire, rimanendo in tema, una deliziosa canzone del 1984 arrivata al quarto posto all’Ambrogino d’Oro (grazie Nixen per la segnalazione):

Ah, avevo detto che non intendevo parlare di editoria. Sì, non nel senso di pugno in faccia a elefanti simbolici. Ma in un certo senso ho parlato di editoria. E ho parlato di fantasy italiano. E di certi modi di porsi col pubblico. E di certi modi di porsi e sostenersi più o meno tacitamente tra autori. Chi vuole intendere intenda e gli altri facciano come gli elefanti. New Elephantine Fisting.

 

3DPD: Hatsune Miku è meglio di te

Scritto da il 20 nov 2010 | Categorie: Anime, For The Lulz, Giappolandia, Musica, Riflessioni

Hatsune Miku è un personaggio virtuale apparso nell’estate del 2007 per Vocaloid 2, un sintetizzatore vocale che canta seguendo parole e melodia fornite. Hatsune Miku è stata la grande intuizione di Crypton Future Media, che la ideò dopo aver acquistato il motore di Vocaloid dalla Yamaha Corporation. Il successo di Hatsune Miku come personaggio, grazie alla diffusione dei suoi video su Nico Nico Douga da parte degli appassionati (una sorta di YouTube giapponese), ha garantito il successo dello stesso Vocaloid 2. Dopo di lei sono arrivati altri personaggi, come Megurine Luka (multilingua, specializzata in inglese), Kagamine Rin e Kagamine Len, se rimaniamo solo su quelli della Crypton.


Hatsune Miku

Il primo concerto live da solista per Hatsune Miku è stato Miku no Hi Kanshasai 39′s Giving Day del 9 marzo 2010, presso lo Zepp Tokyo (un sala da concerti con una capacità di 2.700 posti) di Obaida, un’isola artificiale nella baia di Tokyo. Da semplice idol virtuale a ologramma proiezione [definizione modificata su richiesta di Charblaze] che appare al pubblico per cantare e ballare. I movimenti non sono sempre perfetti, ad esempio il modo in cui muove le braccia in Melt non mi convince del tutto (negli altri brani però è molto più sciolta e naurale); anche l’effetto tridimensionale non rende altrettanto il kawaii della deliziosa Hatsune Miku in versione solo 2D.

Le ragazze virtuali sono meglio di quelli reali e tra quelle virtuali le “2D pure”, stile anime, vincono sulle altre. Trovate l’intero concerto via torrent. Appaiono anche altri personaggi sviluppati dalla Crypton. Ve lo consiglio.

Qui sotto c’è un video del medley tratto dal concerto di marzo. Se andate a 4:26 potete vedere Hatsune Miku vestita da diavoletta che canta Po Pi Po. C’è anche uno scorcio di pantsu con deliziose mutandine viola. Guardate bene quel minuto e immaginate il Duca, in minigonna e pickelhaube, che fa lo stesso.
Affascinante, vero? Mi vorreste vedere così? ^_^

“Po Pi Po” a 4:26

E ora il 3DPD del titolo di questo articolo.
Avete già incontrato la sigla 3DPD (3D Pig Digusting) nell’articolo sulle tizie vestite in stile lolita. Per chi non se la ricorda, è una sigla che indica un ragionevole e ben motivato disprezzo per le ragazze in carne ed ossa rispetto a quelle virtuali. I personaggi virtuali, come quegli degli anime, sono espressivi, attraenti, intelligenti, kawaii e bla bla bla mentre le ragazze vere sono spesso brutte, grasse, con l’alito alla cipolla, la vaginosi stile fogna di Calcutta, stupide e rompicoglioni. Una bella differenza a favore del 2D.

“Disappearance of Hatsune Miku”

Non c’è nulla di male in tutto questo visto che i personaggi virtuali, seppur con personalità diverse, sono figure idealizzate modellate sulle fantasie e sulle necessità del maschio. Perfino le nerd con gli occhiali sono sexy e kawaii, magari il tutto unito al tipo di goffaggine che le fa finire regolarmente in terra con le mutandine in vista. Una vera (3D) ragazza goffa invece è più facile che ti rompa un alluce salendoci sopra col tacco e ti rovesci caffè bollente sulle palle. Non esattamente la graziosa goffaggine dei personaggi 2D. Senza contare tutte le ciccione con i jeans a vita bassa da cui straborda il lardo. E quando aprono bocca per dire qualcosa, sigh, il vuoto cranico che le attanaglia non ha nulla da invidiare a quello dei maschi più dementi. Anche nell’essere sceme le 2D sanno essere più piacevoli delle 3D.
In Giappone hanno pure i denti storti e le gambe arcuate… brrrr, non c’è da stupirsi che il 2D piaccia, soprattutto a loro!

“Dear cocoa girls”

E riguardo le icone sexy come giovani cantanti e showgirl? Perfino lì il 3D non è privo di pecche: anche se dal lato estetico se la cavano un po’ meglio della media, rimangono comunque esemplari di una umanità sfatta, al tracollo, capace solo di contare quante strisce di coca ha sniffato e quanti chilometri di cazzi ha preso (no, l’uccello non riempirà il vuoto nel tuo animo). Raccapricciante. E in pochi anni le giovani cantanti diventano cessi sempre più sfatti, da sistemare a colpi di bisturi ed effetti speciali nei video, per poi mostrarsi in tutto il loro degrado umano quando i paparazzi le fotografano mentre si fanno i cavoli propri senza le luci a palla e senza dieci strati di trucco in faccia.
Sì, Britney Spears: Hatsune Miku è meglio di te. Ed è meglio anche di te, 3D Pig Disgusting che mi leggi ora (a meno che tu non sia Gamberetta, che è perfetta in ogni suo aspetto).

In “Star Wars Episode IV: A New Hope” il cassonetto ruotato R2-D2 trasmette per Luke un pessimo ologramma della principessa Leia. L’androide C-3PO giustamente dice che R2-D2 è guasto, ma qual era l’ologramma che doveva davvero mostrare? Questo: Hatsune Miku che canta “Melt”. È sicuramente meglio di quel 3DPD di Leia!

Adoro la vocina miagolante da giapponesina e le movenze kawaii di Hatsune Miku.
Sembro abbastanza otaku (parola giapponese che si traduce con “scemo di merda”) con articoli così o no? ^__^

 

Troitsa – Try Yangaly

Scritto da il 09 ott 2010 | Categorie: Bizzarro, Musica, Steampunk

Come potete vedere questo non è il post dedicato alla conferenza stampa Telecom-Mondadori del 7 ottobre, ma il video che voglio mostrarvi, deliziosamente steampunk nell’estetica, se guardato con attenzione può essere considerato in sé un commento più che adeguato. Basta guardarlo bene. Quello che ci aspetta. Solo meno figo di così.

Troitsa – Try Yangaly (2007)
Link su YouTube per condividerlo sul proprio sito

Meraviglioso. L’ethno trio Troitsa è una band folk bielorussa fondata da Ivan Ivanovich Kirtchuk, senior lecturer presso l’Università di Minsk. Maggiori informazioni sulla band qui.


Ivan Kirtchuk, carisma allo stato brado.

L’Italia intanto può rispondere con questo:

Holy Generation – Predichiamo Cristo

Un commento che condivido in pieno: “dio perdona tutto, ma questa coreografia NO.”

Holy Generation – Il Peccato

Bielorussia, non proprio il paese più fortunato del mondo. Polonia, Bielorussia, Corea del Sud, Cile… tutti producono intrattenimento più intelligente, all’avanguardia e creativo di noi. Lo steampunk fantasy polacco di Wolsung, il videogioco Zeno Clash sviluppato dai cileni di ACE Team. Ci sarebbe tanta altra roba da citare, cose che non riguardano la ricchezza o le grandi aziende del paese, ma solo la creatività dei singoli. Un paese in cui dal basso non vi è creatività e fantasia è un paese intellettualmente morto: i paesi ex-sovietici e i sud americani, senza tirare in ballo i soliti giapponesi (avvantaggiati da due salutari bombe atomiche), ci fanno le scarpe. Viva gli itagliani: a Noi!

Il video l’ho trovato su un sito di Steampunk russo che seguo da un po’ di settimane (giusto per le immagini visto che delle scritte non capisco nulla), steampunker.ru. Mi levo il pickelhaube in segno di stima per il Dr. Geiger, che ha segnalato lo stesso video alcuni giorni fa. Ha buon gusto. Un link anche per Okamis che invece ha dimostrato di saper apprezzare quanto meritano gli Holy Generation. ^_^
 

Auguri di Buon Nat’Anale dal Duca

Scritto da il 25 dic 2009 | Categorie: Musica, Vita del Duca

Oggi c’è un compleanno speciale: un sacco di anni fa, ma tanti-tanti-tanti credo almeno 100, è nato Babbo Nat’Anale (si chiamava così perché era nato da una che anche dopo il parto era rimasta vergine e potete intuire che la scelta dei buchi per uscire si era ristretta) e poi visto che vestiva troppo “allegro”, tutto di rosso, e toccava i bambini in posti osceni con la scusa di dar loro dei regali allora lo hanno inchiodato su un monte assieme a due renne, ma non sono sicuro dei dettagli perché al posto dell’ora di religione io avevo quella di baionette e tipo tante cose sul buddismo maomettano non le ricordo.

Due video musicali per un Buon Natale Anale Nat’Anale.
Il primo mi è piaciuto molto anche se non è esattamente una canzone Nat’Analizia.
Il secondo ha il tipo di Lulz etnico-religioso che apprezzo.


 

Resoconto delle donazioni Natanalizie per il Duca.
In 20 giorni ho ricevuto cinque donazioni in denaro per un totale di 18 euro lordi (per me 16,06 euro): ringrazio Angra, “???”, Diego, tale Franco (che non ha commentato) e Nixen. Ho ricevuto anche vari link su siti a tema con i miei articoli e tra i tanti ringrazio Demonfly, Zeros83 e Beatrice. Ringrazio tutte le mie fan per le mail inviate con segnalazioni a tema ecchi/hentai o altri doni in natura. Un ringraziamento in particolare a Martina.

Con questi 16,06 euro potrei comprarmi tre pinte di Guinness o tre cognac. Come vedete i soldi dati al Duca non finiscono spesi in “vino”. ^__^ E l’intero euro rimasto potrei cambiarlo in monetine da un centesimo per bersagliarci con la fionda gli scrittori fantasy italiani alle presentazioni dei loro aborti.
Oppure potrei investirli in un buon libro.
 

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