Archivio per la Categoria 'Musica'
- Auguri di Buon Nat'Anale dal Duca by Il Duca Carraronan
- Il Buco Sbagliato by Il Duca Carraronan
- Manzoni: il Vero, l'Utile e il Ku Klux Klan by Il Duca Carraronan
- Una Dichiarazione di Principio! by Il Duca Carraronan
Auguri di Buon Nat’Anale dal Duca
Scritto da Il Duca Carraronan il 25 dic 2009 | Categorie: Musica, Vita del Duca
Oggi c’è un compleanno speciale: un sacco di anni fa, ma tanti-tanti-tanti credo almeno 100, è nato Babbo Nat’Anale (si chiamava così perché era nato da una che anche dopo il parto era rimasta vergine e potete intuire che la scelta dei buchi per uscire si era ristretta) e poi visto che vestiva troppo “allegro”, tutto di rosso, e toccava i bambini in posti osceni con la scusa di dar loro dei regali allora lo hanno inchiodato su un monte assieme a due renne, ma non sono sicuro dei dettagli perché al posto dell’ora di religione io avevo quella di baionette e tipo tante cose sul buddismo maomettano non le ricordo.
Due video musicali per un Buon Natale Anale Nat’Anale.
Il primo mi è piaciuto molto anche se non è esattamente una canzone Nat’Analizia.
Il secondo ha il tipo di Lulz etnico-religioso che apprezzo.
Resoconto delle donazioni Natanalizie per il Duca.
In 20 giorni ho ricevuto cinque donazioni in denaro per un totale di 18 euro lordi (per me 16,06 euro): ringrazio Angra, “???”, Diego, tale Franco (che non ha commentato) e Nixen. Ho ricevuto anche vari link su siti a tema con i miei articoli e tra i tanti ringrazio Demonfly, Zeros83 e Beatrice. Ringrazio tutte le mie fan per le mail inviate con segnalazioni a tema ecchi/hentai o altri doni in natura. Un ringraziamento in particolare a Martina.
Con questi 16,06 euro potrei comprarmi tre pinte di Guinness o tre cognac. Come vedete i soldi dati al Duca non finiscono spesi in “vino”. ^__^ E l’intero euro rimasto potrei cambiarlo in monetine da un centesimo per bersagliarci con la fionda gli scrittori fantasy italiani alle presentazioni dei loro aborti.
Oppure potrei investirli in un buon libro.
Il Buco Sbagliato
Scritto da Il Duca Carraronan il 10 nov 2009 | Categorie: Musica, Vita del Duca
Post della serie involuta e intimista.
Ho visto un paio di giorni fa questo video e lo voglio dedicare a una persona a cui ho fatto del male (diciamo pure che “gliel’ho messo nel culo”) qualche giorno fa e che si è incazzata. Questo ha modificato in peggio il nostro rapporto. Mi dispiace molto, ma spero che, come alla protagonista del video, anche a quella persona un po’ sia piaciuto. ^_^”
Lascio il video a rappresentare in musica e immagini il mio pentimento.
| Se volete ci sono i sub ita di Metalmarco da abilitare con l’icona in fondo a destra Se il video embedded dà problemi lo trovate su youtube (consiglio visione in HD) |
Fine post involuto e intimista: ora qualche stupida riflessione sul video. ^___^
Alla fine la ragazza, nonostante il dolore, ammette che un po’ le è piaciuto e infatti vuole riprovare. C’è un passaggio dal rifiuto iniziale (rabbia per la violazione umiliante) all’accettazione finale (accettazione della propria sessualità e femminilità). Analizziamolo.
Dopo averlo preso in culo, quando è ancora furiosa, la ragazza viene rappresentata con i pantaloni come a simbolizzare il suo lato “maschile” di donna moderna e in carriera che rifiuta la sottomissione (l’umiliante piacere della sodomia) perché si sente uguale al maschio. In fondo metterlo in culo tra maschi è un modo per imporsi: i bulgari lo facevano ai nemici sconfitti (da cui buggerare) e anche i leoni maschi si inculano per motivi gerarchici, a quanto ricordo dagli insegnamenti del liceo. “Fottere” e “inculare”, come anche le battute sui carcerati nelle docce, fa tutto parte di una visione sessuale della supremazia.
Quando la ragazza si riconcilia con la propria femminilità e ammette che essere dominata e umiliata sessualmente dal maschio in fondo le è piaciuto, appare di nuovo con un vestitino più femminile. Non è un chiaro simbolo anche questo? Essere donna e accettarsi veramente per quello che si è, senza quella volontà di mascolinizzare ogni aspetto della propria vita (inclusa la vita sessuale) che procura uno stato di “alienazione” (donna che non si accetta come donna, rifiuto della propria natura e assieme impossibilità a cambiarla), consiste anche nel vivere il piacere della propria “sottomissione simbolica” al maschio senza ipocrisie.
Cosa ne pensate?
Del video, della musica, della sodomia, della mia stupida riflessione, a ruota libera…
Manzoni: il Vero, l’Utile e il Ku Klux Klan
Scritto da Il Duca Carraronan il 17 ott 2009 | Categorie: For The Lulz, Musica, Razzismo e Stereotipi, Riflessioni, Scrittura
Ricordate Manzoni? No, non quelli che si abboffano nei pratoni e fanno certi stronzoni. No, nemmeno quello dei barattoli pieni di merda! Manzoni il letterato, il senatore, Alessandro, insomma. Quello dei Promessi Sposi.
Bravi, ve lo ricordate (ma preferivate non farlo).
Ecco, Manzoni ha parlato un po’ di volte della “Poetica del Vero”. E qualcuno, ogni tanto, con la lungimiranza di un ritardato che gioca col vinavil, lo tira in ballo per la narrativa citando la sua concezione della poetica. Più facile citare una cosa che fa finto figo, vista al liceo, che leggersi due dozzine di manuali sulla scrittura moderni e subire la crudele tortura dell’imparare qualcosa (sia mai che uno perda lo status di “inutile testa di cazzo” duramente guadagnato con anni di impermeabilità mentale). Ma di questo abbiamo già parlato in passato.
Vi rinfresco un attimo le idee.
Questo è il pezzo più interessante, spesso citato, tratto dalla lettera sul romanticismo a Cesare D’Azeglio del 1823:
Il principio, di necessità tanto più indeterminato quanto più esteso mi sembra poter essere questo: che la poesia e la letteratura in genere debba proporsi l’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo.
Se volete c’è anche il testo integrale della lettera, ma è nella versione del 1870, quella modificata col solo “Vero”.
Brevissima spiegazione tratta da RepubblicaLetteraria.it
In vari scritti, Manzoni affermò che materia della poesia doveva essere il Vero: lo dichiarò esplicitamente nella lettera Sul romanticismo, inviata al marchese Cesare D’Azeglio nel 1823. Nel 1846 un giornale parigino pubblicò questa lettera. Più tardi Manzoni la rivide e la inserì tra le sue Opere varie, nel 1870. In questa lettera, dopo aver condannato l’uso della mitologia da parte dei Classicisti, dopo aver considerato le favole false una causa di deviazioni morali, Manzoni sosteneva che la letteratura doveva avere come soggetto il Vero, come scopo l’Utile e come mezzo l’Interessante. Questa poetica, detta del Vero e che poggia dunque sui tre elementi: Vero, Utile e Interessante, si trova enunciata nella lettera del 1823; ma quando Manzoni nel 1870 la pubblicò, riveduta, ridusse i tre elementi al solo Vero, dichiarando che se tale è il soggetto di un’opera letteraria, ciò significa che è anche Utile ed Interessante.
In un passo della lettera, Manzoni precisa che è opinione dei Romantici che la poesia debba riconoscere il Vero come unica sorgente di un diletto nobile e duraturo, specialmente perché il falso finisce sempre per creare fastidio. Il mezzo più naturale per dare valore alla poesia è scegliere soggetti che interessino sia i dotti sia la maggioranza dei lettori, e questi soggetti si trovano sia nella storia, sia nelle esperienze di vita. Il problema porta con sé una difficoltà: bisogna affrontare la definizione di Vero nei confronti dell’opera letteraria. Non si tratta, sostiene Manzoni, di rivolgersi a ciò che è banale o di respingere ciò che è palesemente falso. Il concetto di Vero è sempre stato incerto; i Romantici tuttavia si sono avvicinati più degli altri, perché hanno cominciato a respingere il falso, il dannoso e l’inutile. I Romantici inoltre si rivolgono ad un Vero che non si discosta da ciò che la fede cristiana indica per tale: per questo motivo Manzoni riconosce una identità di interessi fra lui e i Romantici. Manzoni altrettanto esplicitamente sostiene l’elezione del Vero a materia di letteratura, in una lettera scritta a Marco Coen il 2 giugno 1832.
Dicevo: la concezione di Manzoni è vecchia e la sua idea del Vero è applicabile in narrativa solo in senso molto, molto ampio (il Vero come “vero della natura umana e della sua complessità” o “vero del credibile e specifico” ecc… ci sta senza problemi, come spiegano tanti autori di -orrore!- fantascienza, ma altro no) e non proprio vicino all’originale idea manzoni’anal.
Dubito che approverebbe il fantasy, anche quando ha un messaggio morale (sigh) o quando esplora i più reconditi anfratti dell’ano animo umano: “Perché mettere fantasie false, sciocche e anticristiane e quindi sataniche e peccaminose quando uno potrebbe scrivere un romanzo storico molto più vero e quindi intrinsecamente più utile e interessante?”
E chissà se sbufferebbe questo di fronte a un capolavoro della fantascienza sociale come Fiori per Algernon: “Che sciocchezza è un uomo che diventa un genio e poi torna scemo? Se si vuole parlare della condizione dei deficienti mentali che se ne parli con serietà e criterio, cribbio, senza baracconate da circo!”.
Chi lo sa. Ma (curiosità personale rivolta agli amici letterati che mi seguono di nascosto) Manzoni leggeva Poe?
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| Edgar Allan Poe in una delle rare foto senza il travestimento da umano |
Ma non guardiamo solo ai limiti della concezione manzoniana. In fondo cosa ce ne frega? Lui è morto, possiamo cagargli sulla tomba e non risorgerà per tirarci i piedi nel sonno (forse). Uno a zero per noi: essere vivi per combattere un altro giorno è meglio che essere morti da più di un secolo. ^__^
Guardiamo alla parte positiva del suo discorso!
Vero, Utile e Interessante sono ancora concetti importantissimi. Più di prima, oserei dire. Perché Manzoni sarà anche più morto di Lenin, ma non era un (completo) idiota e il suo discorso ha un senso e un’applicazione ancora oggi. Limitata, ma ce l’ha.
Un bel documentario.
Un documentario tratta il Vero, ma questo non basta a renderlo un bel documentario: deve trattare il Vero nel modo migliore. E come lo tratta? Un buon documentario lo stratta in modo Interessante, combinando immagini, suggestioni, curiosità e la questione principale per rendere l’apprendimento piacevole al lettore. Che male c’è nell’imparare con piacere invece che con dolore? E quel che si impara è Utile. Magari utile in un ambito ristretto (accoppiamento degli squali), ma utile. No?
Anche i migliori saggi storici sono così: Veri, Utili in quanto Veri e Interessanti perché viene presentato il Vero anche nelle sue sfaccettature meno banali (Manzoni lo dice: Vero non è uguale a Banale) con aneddoti e curiosità di ogni tipo.
Come il dirigibile abbattuto che distrugge un monastero e il pilota del biplano che l’ha tirato giù riprende il volo inseguito dai cavalleggeri tedeschi urlando “Salutatemi il Kaiser!” (ma di questo parlerò in futuro).
Manzoni sarebbe orgoglione di tutto ciò, non credete?
Ai suoi tempi i documentari non c’erano!
Ci sono anche belle canzoni che rispettano il Vero manzoniano! Non ci sono solo sciocche canzonette e successi pop e altre cavolate: esiste musica seria, manzoniana, che vuole essere Utile parlando del Vero in modo Interessante.
Qui sotto potete trovare un buon brano da ascoltare (testo educativo incluso).
Un Manzoniano “buon ascolto” a tutti voi. ^___^
| Kajun Ku Klux Klan Johnny Rebel, primi anni ‘60
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| Testo preso da Lyricsmania (e modificato in un paio di parole) You niggers listen now |
Il cantante per invogliare all’ascolto annuncia che insegnerà qualcosa di Utile, ovvero come evitare il KKK: chiudersi in casa e non uscire la sera. |
| Now I know you won’t believe me So I’m gonna tell you why The Kajun Ku Klux Klan Is gonna get you by and by I’m warnin’ you that when I’m through You’re gonna change your tune This story’s ’bout a nigger His name was Levi Coon |
Il cantante sa che l’informazione Utile non basta. Per farla capire va spiegata con una storia Vera: quella di Levy Coon! |
| He walked into a cafe He thought he’d get a bite He thought that they would serve him Since they passed the civil rights The waitress told him no And that he’d better go He said, “No ma’am, my Uncle Sam say I don’t have to go.” So he sat there in that cafe The waitess had enough When he saw them cajuns comin’ Now niggers understand |
La storia Vera viene fornita in modo Interessante usando un esempio chiaro e specifico: essere specifici è fondamentale! |
| Now the moral of this story As plain as it can be Niggers mind your business And let us white folks be You’d better heed my warnin’ And try to understand Don’t you demonstrate Around the Kajun Ku Klux Klan |
La morale riporta ancora l’informazione Utile, ma questa volta è molto più chiara perché supportata da una storia Vera e ben narrata che risulta Interessante. |
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| Vero, Utile e Interessante: semplice, no? (Cliccare per un Manzoni ancora più Interessante) |
Una Dichiarazione di Principio!
Scritto da Il Duca Carraronan il 03 set 2009 | Categorie: Musica
Ho ricevuto graditissimi complimenti per il post dello “Spezzatino del 15-18″ da parte di una persona di cui non posso fare il nome per motivi di privacy (ma posso dire che non è una pornostar… forse). Però posso dire che sono molto felice! ^__^
Quindi ora vi beccate un secondo post di rara inutilità. Quelli coi conigli non li conto: mi sembrano molto belli, interessanti e istruttivi… e chi non è d’accordo con me è un musulmano tolkeniano amico della CEI e pure comunista!
La cosa migliore di quel post intimista e involuto è che lo era così tanto che, a parte Angra, nessun altro sembra aver capito di chi stessi davvero parlando. Memoria corta, brutta cosa. Rimpiango i bei tempi in cui godevo ammirato di meraviglie come questa, e ne ero così attratto e disgustato assieme, come un bimbo che gioca con le merdine rosa dei cagnolini gay, da cercare i post di quell’uomo ovunque: forum, blog ecc…
Ah, i bei tempi andati. Il primo aNore che non si scorda mai…
Ma ora ho deciso: è tempo di fare una Dichiarazione di Principio!
Con un video…
E sì: anche questo video ha a che fare con quella cosa a cui sto lavorando.
E se volete sapere se sono gay: “No, ma posso imparare!” (cit) ^_^



