Archivio per la Categoria 'Riflessioni'

  1. Mercato USA eBook nel 2011 e gennaio 2012 by Il Duca di Baionette
  2. Wasteland 2 - due video di Fargo (e un altro rant) by Il Duca di Baionette
  3. I Coniglietti del Venerdì (82) by Il Duca di Baionette
  4. Made in Italy: l'anteprima è a pagamento by Il Duca di Baionette
  5. Sconfiggere il formato proprietario di Amazon: "salva ePub, salva l'editoria" by Il Duca di Baionette
  6. I nuovi Kindle a partire da 79 dollari e una riflessione pessimistica by Il Duca di Baionette
  7. Edoardo Mori: calci in culo per tutti by Il Duca di Baionette
  8. Il Leone della Narrativa by Il Duca di Baionette
  9. Recensioni, Narrativa, Troll e Ignoranza. In quattro parole: "state zitti e studiate!" by Il Duca di Baionette
  10. Un bel programma: Toffee e il Gorilla parlano di Gesù by Il Duca di Baionette
  11. Buon Quarto Anniversario, Gamberetta by Il Duca di Baionette
  12. Qualcosa su cui riflettere by Il Duca di Baionette
  13. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (6) by Il Duca di Baionette
  14. Ebook Lab Italia 2011: DRM e Pirateria by Il Duca di Baionette
  15. 102 anni fa: il Manifesto del Futurismo by Il Duca di Baionette
  16. Fazi, Melissa P. e quel covo di dementi chiamato Editoria Italiana by Il Duca di Baionette
  17. 3DPD: Hatsune Miku è meglio di te by Il Duca di Baionette
  18. Un momento di nostalgia: Zulu senza vuvuzela by Il Duca di Baionette
  19. Il giusto prezzo degli eBook: Konrath, Smashwords e un confronto con la carta by Il Duca di Baionette
  20. Un nuovo lettore di eBook: enTourage eDGe a doppio schermo by Il Duca di Baionette
  21. Un sondaggio dalla Fiera del Libro di Francoforte e le vendite degli eBook negli USA in agosto by Il Duca di Baionette
  22. Manzoni: il Vero, l'Utile e il Ku Klux Klan by Il Duca di Baionette
  23. Il gioco del parlare di narrativa in modo vago e la voglia di vomitare by Il Duca di Baionette
  24. Negri, Editori, Scrittori e Lettori by Il Duca di Baionette
  25. Centomila uomini e una citazione errata: touché al solito cliché? by Il Duca di Baionette
  26. Un video vintage perché sono vecchio dentro by Il Duca di Baionette
  27. Odio: la colazione dei campioni! by Il Duca di Baionette
  28. Gli eBook e il futuro del libro by Il Duca di Baionette
  29. Un salto in libreria! by Il Duca di Baionette
  30. Carica alla Baionetta verso il Futuro! by Il Duca di Baionette
  31. Body Building, Scrittura e mille parole by Il Duca di Baionette
  32. Fantasy, scrittura e giochi di ruolo by Il Duca di Baionette
  33. Il punto della situazione... by Il Duca di Baionette

Un video vintage perché sono vecchio dentro

Scritto da il 23 giu 2009 | Categorie: Conigli, For The Lulz, Riflessioni, Steamfantasy, Steampunk

Sono vecchio dentro.
Mi piace l’Ottocento e mi piace il mondo non oltre la Seconda Guerra Mondiale. Meglio ancora se precedente la Prima. La mia idea di fantasy ideale è uno Steampunk Fantasy (o Steamfantasy, scegliete voi il nome che è uguale) con una ambientazione fantasy ispirato al nostro mondo di fine Ottocento – inizio Novecento, ma con un sacco di roba bizzarra Fantasy ficcata dentro e anacronismi tecnologici Steampunk tipo corazzate terrestri, golem da combattimento a vapore con o senza pilota, aeronavi molto più grandi dei veri Zeppelin e con una notevole capacità di carico per gas tossici, truppe e bombe con cui salutare i “selvaggi” delle colonie.
Elmetti chiodati, baionette, fucili bolt-action, armi chimiche e mostri tecnomagici a vapore. E le porno fatine tossicodipendenti: Angra lo sa che da più di un anno sono la mia fissa.
Questa più o meno è come era venuta la mia ambientazione da un annetto a questa parte, nel suo secolo e mezzo circa di sviluppo coperto, partendo dall’equivalente di un 1840 piuttosto realistico fino ad arrivare allo Steampunk Fantasy pompato al massimo (con perfino tendenze tecnologiche Dieselpunk) che mi piace un casino.

space1889_soldier_companion_copertina

Ma è tutta roba old.
Penso ancora agli Imperi, a come era bello il mondo prima della Grande Guerra.
A come era più bello prima che il sogno si infrangesse e la borghesia incontrasse la sua strana morte.
Rimpiango quando i negri stavano al loro posto, assieme alla feccia araba, e le nazioni bianche si spartivano un mondo che era ed è loro per Diritto di Nascita: i selvaggi possono occupare le loro sporche terre De Facto, ma De Iure solo le nazioni bianche discendenti dall’Impero Romano ed eredi del diritto romano possono governarle. E prima o poi ce le riprenderemo.

Sono vecchio dentro. Mi piace la roba di un secolo fa.
Quindi ecco un video vecchio dentro, proprio come me.

Aspetto che arrivi via posta il mio elmetto chiodato.
Ritorneremo!

Odio: la colazione dei campioni!

Scritto da il 01 dic 2008 | Categorie: Riflessioni, Scrittura, Troll & Flame

Oggi il visitatore iome ha scritto “licia troisi sa che questo articolo esiste”.
Al che io ho pensato: buon per lei, le avevo pure messo un bel link pulito al suo sito così mi poteva trovare tramite i Link in entrata nella bacheca del suo WordPress! Sarebbe stato bello avere un suo commento, in fondo era un post fatto per divertirsi con le allusioni sessuali del suo libro, ma sapevo già che non ci sarebbe stato. Come ha sottolineato Angra gli autori da millemila copie non si mischiano con il volgo così invidioso e criticone. E pensare che io sono pure Duca!

Cascando a fagiuolo la Regina del Fantasy Italiano ci ha regalato un bellissimo post dopo appena una manciata di ore: http://www.liciatroisi.it/2008/12/01/ledificante-ed-esemplare-storia-del-blogger-non-anonimo/

Un bel giorno, il blogger non anonimo si rende conto che ha un sacco di voglia di scrivere che quel determinato detrattore che l’ha insultato gli sta sul culo. Sì, testuali parole. Ha già pronto un post al vetriolo. Ma, calma. Dar contro a chi ha evidentemente insultato per scatenare un flame-war è da idioti, è fare il gioco del nemico. Tanto più che è anche una battaglia persa in partenza. Cazzo.
Fosse stato anonimo lo sfizio se lo poteva pur passare. Uno sfogo senza firma sotto e senza faccia a corredo, ma così…e allora lascia perdere e parla d’altro.
[...]
- ok, ma tanto c’è il fatto c. No, aspetta. Il fatto c tira in ballo tutta quella gente lì che ti ha diffamato sulla rete. E, ehi, tu quelli non li devi sfiorare manco da lontano. Voglio direi, lo sai quanto pallose sono le discussioni che vertono sull’argomento, poi ti tocca mettere in quarantena il blog per un mese. No, no, lascia perdere

Credo che si stesse riferendo principalmente alla carissima Gamberetta. ^__^ Ma mi piace immaginare che un po’ del suo odio fosse anche per me (ho avuto parecchi visitatori che cercavano commenti e recensioni su Il Destino di Adhara) e per i miei compagni di merende. Magari il mio articolo ha aiutato a farla sbroccare o forse no, ma è bello pensare di aver collaborato.
Vabbè, a quanto pare Licia non verrà a salutarmi. Credo sia perché vorrebbe vedermi pendere dalla forca assieme ad Angra e a Taotor, dopo aver incendiato la barca per gamberi e aver fatto squartare Gamberetta dai cavalli selvatici.
Mentre sarà impegnata a sbranare il suo nemico naturale, io e Angra potremo provare a sfuggirle (scusa, Taotor, dobbiamo lasciarti indietro “a coprirci” mentre effettuiamo la “ritirata strategica” ^_^).

Licia dovrebbe canalizzare la violenza in scrittura. È una cosa che fa bene. Magari scrivendo contro qualche etnia/religione che non piace a nessuno: ebrei, albanesi, musulmani…
Ah, già, pare che istigare all’odio sia un genere di libertà di espressione vietata nei paesi orgogliosi della propria libertà di espressione. Che noia. .___.

Licia potrebbe però sfruttare tutto questo rancore inespresso come carburante per migliorare la sua scrittura. Funziona, lo testimonia anche David Gerrold in “Worlds of Wonder”.

But one day he (NdDuca: l’odiato professore alcolizzato) said to me the most important words in my entire career. Had he not said these words, my life would have been far different — I probably would not have become a writer. He looked me straight in the eye and said, “Stop wasting my time. You’re no good. You’ll never be any good. You have no talent. You’ll never be a writer.”
His words angered me so much that I made a promise to myself. It was very simple. I’ll show you, you stupid old bastard!
That was in 1963.

Within four years I’d sold a script to television—”The Trouble With Tribbles” episode of Star Trek. Within ten years I’d published eight novels, two anthologies, two nonfiction books about television production, and a short story collection. I’d written four more television scripts.
And I’d won three Hugo and three Nebula nominations.
Boy, I showed him.
And yes, rage is an excellent fuel.

Concordo con Gerrold, avendo sperimentato la cosa (anche se non nell’ambito della scrittura) e quindi sapendo bene quanto conta essere infuriati per trovare lo stimolo a dare il meglio, a impegnarsi al massimo.
È una cosa banale, ovvia, ma come tante altre cose ovvie che proprio perché ovvie vengono dimenticate, merita di essere ricordata agli aspiranti scrittori. E Gerrold non è certo il solo a sottolineare l’importanza della furia, dell’odio, della rabbia come carburante (doping?) per le persone:

Io so che l’odio come l’ira hanno la loro funzione nello sviluppo della società, perché l’odio dà la forza e l’ira sprona al mutamento.
(Ivo Andri?, scrittore serbo, Nobel per la letteratura nel 1961)

L’odio è un tonico, fa vivere, ispira vendetta; invece la pietà uccide, indebolisce ancora di più la nostra debolezza.
L’odio senza desiderio di vendetta è un seme caduto sul granito.

(Honoré de Balzac, culattone francese, mangiatore di rane)

Dai risultati non mi pare che Licia stia sfruttando il potenziale insito nell’odio contro i suoi (a ragione) detrattori, ma forse mi sbaglio e si sta dimostrando incapace nonostante la strepitosa carica del rancore. Spero per lei di no.

cup of rage
Rabbia: la colazione dei campioni!

Come già scritto credo molto nella forza dell’odio e della furia, quel gradevole stimolo che ti porta a vedere l’avversario come un bestia da schiacciare, un animale da fare a pezzi, qualcuno da cui bisogna ottenere soddisfazione in un modo o nell’altro, prima o poi. L’odio attiva i meccanismi mentali più preziosi dell’uomo, quelli della lotta per la sopravvivenza. Uccidi o fatti uccidere. Divora o fatti divorare. Nessuno vuole avere una posizione peggiore del proprio nemico nella catena alimentare.

Ci credo tanto che lo uso anche quando faccio l’editing dei testi a amici/conoscenti: con punzecchiature e commenti gratuitamente cattivi cerco di stimolare una reazione violenta nello scrittore offeso. Alcuni non mi mandano più niente dopo. Gente senza spina dorsale, cazzi loro. Spero che però l’odio verso di me li aiuti lo stesso a migliorare. Altri continuano a chiedere pareri, come criceti che mordono ancora e ancora e ancora il cibo elettrificato. Taotor ad esempio è molto migliorato e ormai non lo insulto più da tempo, ma i suoi primi scritti facevano vomitare le capre morte. Non so se ne abbia ricavato davvero del sano odio, ma di certo non era piacevole per lui veder considerato tutto il proprio lavoro al livello dello sterco putrido. Un qualche genere di meccanismo mentale sarà pur scattato se ha deciso di voler davvero imparare a scrivere meglio.

In generale se a uno interessa davvero aiutare uno scrittore è meglio farsi odiare e dire le cose come stanno (con cattiveria se si pensa che possa servire) piuttosto che moderare i toni e mentire per evitare grane. D’altronde lo dicono anche i manuali di scrittura (sempre a dire cose ovvie questi manuali!): non fidarsi del parere di genitori e amici, potrebbero sopravvalutare l’opera perché “l’hai scritta tu” o potrebbero perfino mentire per non rovinare l’amicizia.

cinesi sono bestie
Gli hanno forse insegnato qualcosa di sbagliato? Non mi pare.

Il prezioso carburante dell’odio può essere ottenuto anche sfruttando gli scrittori spazzatura che infestano le librerie. È disgustoso vedere lavori dozzinali, scritti male da incompetenti o buttati là senza fregarsene molto dell’editing, che hanno il loro bel seguito di fan. Non parlo di Harry Potter, che da quanto ho visto ha la sua dignità (anche se il successo ottenuto è difficile da giustificare), ma mi riferisco proprio a libri come quelli di Licia Troisi. O anche parlando di libri molto meno pubblicizzati e venduti, è osceno veder pubblicati e magari spacciati come capolavori/rivelazioni tanti altri libracci italiani e stranieri.
Disgusto. Ribrezzo. Odio. Falli macerare per bene e ricavane la tua fottuta benzina personale. Fantastica sull’uccidere o mutilare gli autori. Sogna di vederli in rovina. Leccati le labbra mentre immagini di affondare la baionetta nel loro ventre molle gonfio di liquami. Non è reato coltivare il proprio odio per trasformarlo in qualcosa di positivo.
MUORI! MUORI! MUORI! Due minuti di odio ogni giorno, come insegna Orwell!

Alcuni, tipo i leccaculo che infestano certi forum e siti, potrebbero vederla come Invidia, ma non ha molto senso. Invidia di cosa? Del successo e quindi dei soldi? Allora meglio invidiare King o la Rowling, che senso ha invidiare la Troisi che fa uno sputo dei loro guadagni? No, l’odio è qualcosa di più pregiato della mera invidia. Chi parla di invidia dimostra solo la propria ignoranza e stupidità. L’odio è l’oro delle emozioni: l’invidia è solo ottone.

iNvidia logo
Alcuni anni fa ero pieno di nVidia, avevo la 6600GT
Ma da tempo sono un uomo diverso è ho la ATI Radeon 2900XT

Post Scriptum
Un suggerimento per il genio che oggi è arrivato al mio sito cercando “licia troisi stuprata analmente“: guardati un bel porno asiatico, ne hai tanto bisogno. ^__^

Gli eBook e il futuro del libro

Scritto da il 23 lug 2008 | Categorie: Ebook, Editoria, Riflessioni

Indice degli Argomenti
1. Introduzione
2. Gli ebook gratuiti come strumento per aumentare le vendite del libro su carta
3. Il Mercato delle Mele della Narrativa, ovvero il trionfo dei prodotti di qualità
4. Quattro
5. Ebook e pirateria del Libro
6. Dati di vendita degli ebook negli ultimi anni
7. Conclusioni

Introduzione

Nel precedente articolo ho parlato, avvalendomi per il ragionamento dei dati e delle citazioni fornite dell’editore Giorgio Maremmi, di come il prezzo di un libro, così alto!, sia difficile da abbassare a causa delle singole componenti che concorrono alla formazione del suo prezzo e di come, in base al prezzo, vari il punto di “pareggio economico” dopo il quale arriva il guadagno per l’editore.
Un quadro piuttosto sconfortante che, però, trova conferma nella natura stessa del panorama editoriale che pare giustificare e rendere plausibile con tutte le sue debolezze e tutte le sue difficoltà che conosciamo.

Al termine dell’articolo avevo descritto la mia speranza, condivisa da molti altri, che gli eBook possano un giorno liberare gli autori dai vincoli e dalle ristrettezze dell’editoria cartacea permettendo ugualmente di raggiungere un pubblico reso più libero di scegliere cosa leggere dalle nuove tecnologie e, magari, anche di decidere SE e QUANTO pagare l’autore per la sua opera letteraria.
Ma per far questo servono strumenti portatili adeguati per leggere gli eBook comodamente. E rimane la domanda: ma perché pagare qualcosa se si può averlo gratis?

In questo articolo affronterò l’argomento principalmente con l’ausilio delle considerazioni di Cory Doctorow, esposte in “Ebook: ovvero né E né Book” (traduzione di Ilaria Mattavelli per la Apogeo), documento rilasciato sotto licenza Creative Commons. Questo discorso si è tenuto per la prima volta durante la O’Reilly Emerging Technologies Conference (San Diego, 12 Febbraio 2004).

Ebook Ovvero né E né Book di Cory Doctorow
Scaricatelo e leggetelo: sono solo una ventina di pagine!

Gli ebook possono aiutare i libri su carta

Gli ebook non sono soltanto marketing, ma senza dubbio sono ANCHE marketing.
Distribuire ebook gratuitamente garantisce più vendite del libro in formato tradizionale. E non si tratta solo di balle da hippie: ci sono più prove a sostegno di questa teoria di quante una persona sana di mente possa desiderare per credervi.
Secondo TOR, la casa editrice di Doctorow, l’aver rilasciato in formato elettronico gratuito il suo primo romanzo avrebbe trainato le vendite (Down and Out in the Magic Kingdom). A inizio 2004, un anno esatto dopo l’uscita del libro, erano state già vendute 10mila copie che, se vi ricordate il discorso sulle vendite e sul breakeven fatto nel precedente articolo, per un autore al suo primo romanzo non sono niente male!
Inoltre Baen Books editore (libri disponibili su IBS) ha dichiarato che fornire in edizione elettronica l’anteprima delle sue collane in concomitanza con l’uscita di un nuovo volume fa aumentare le vendite sia del nuovo volume che dei precedenti! Fantastico!

Cory Doctorow quando pronunciò il discorso “Ebook: ovvero né e né Book” nel Febbraio 2004 era ancora un caso isolato, da prendere con le pinze nonostante il ragionamento dietro la sua strategia paresse ovvio e ragionevole, ma nel frattempo le teorie di Doctorow hanno trovato conferma a ben altri livelli.

Neil Gaiman ha rilasciato in formato elettronico gratuito il romanzo American Gods e, nonostante i grossi problemi con la versione elettronica rilasciata (il 56% dei lettori ha lamentato problemi, perlopiù imputabili al tool Browse Inside da usare per la lettura), sia quel libro che tutti gli altri libri di Gaiman hanno registrato un incremento delle vendite fino anche al 40%. L’esperimento è stato coronato da un successo innegabile, annunciato pubblicamente il giorno 11 luglio 2008.

L’idea sostenuta da Doctorow che l’ebook gratuito possa aiutare il libro su carta ha quindi trovato un’ulteriore conferma a quattro anni di distanza dal discorso alla O’Reilly Emerging Technologies Conference.
Doctorow, evidentemente, non è scemo. La Realtà gli dà ragione e questo, onestamente, mi rende propenso a credere che egli, essendosi dimostrato già una valida Auctoritas in materia, possa avere ragione anche su altre questioni concernenti gli ebook.

Neil Gaiman
Neil Gaiman non è scemo:
su un +40% delle vendite non ci sputa mica sopra!

Gli ebook inoltre integrano i libri tradizionali garantendo funzioni diverse da quelle che i libri su carta possono dare! Un libro su carta può essere letto comodamente, ma non può essere “copiato e incollato” con la stessa facilità del testo in formato elettronico. Un libro su carta deve avere un indice dei nomi estremamente valido per permettere l’agevole ritrovamento di specifici brani, ma anche così richiede di essere sfogliato e controllato per ritrovare il pezzo desiderato… e in un romanzo l’indice dei nomi non c’è! Trovare la specifica scena desiderata in un romanzo, magari a distanza di mesi o anni dalla prima lettura, può essere un lavoro dannatamente lungo e snervante… soprattutto se alla fine si scopre che la scena non c’è proprio perché è nel volume successivo della serie.

Invece con un libro in formato elettronico ci vuole pochissimo tempo a ritrovare la specifica scena desiderata, magari il duello in cui Wulfgar sventra con un colpo Mernau (da “L’Eretico” di Alan Altieri), semplicemente cercando “daikatana” o “katana” (effettivamente non mi ricordavo il nome esatto che Altieri usa per quella spada!) e andando avanti di istanza in istanza fino a trovare il punto desiderato: un paio di click e l’ho trovato!
E con un “copia e incolla” posso condividere quella scena con un amico! WOW!
Non devo ricopiare al computer pagine intere di testo: bastano SOLO un paio di click per far vedere ai miei amici quanto è bella quella scena!

Se un lettore ha comprato l’edizione hardcover di un libro a 20 euro e ha paura di rovinarlo portandolo in spiaggia, tra spruzzi d’acqua e sabbia, grazie all’ebook può stamparne qualche decina di pagine da leggere in queste situazioni di “pericolo”! Un bel libro merita di far sfoggio di sé nella libreria: perché si dovrebbe essere costretti a metterlo a rischio, con quel che costa?!
Io stesso posseggo libri pagati 80 e più euro, perfino uno che me ne è costati più di 200 (quello sulle armature del dottor Williams) e se si rovinassero sarei dannatamente arrabbiato! Se avessi gli ebook potrei fare delle “copie da combattimento” dei capitoli più interessanti per portarli in giro, sottolinearli, commentarli a margine ecc… a piacimento.

Se un lettore scopre un bel libro è naturale che voglia consigliarlo a tutti, ma è difficile che qualcuno lo legga davvero: deve comprarlo o deve riceverlo in prestito dall’amico o deve andare in biblioteca a cercarlo. Tutti eventi e difficoltà che allontanano il lettore dal momento della lettura.
Talvolta la lettura può risultare impossibile: Cuore d’Acciaio” di Michael Swanwick secondo l’OPAC della Lombardia non risultava in nessuna biblioteca della provincia di Bergamo (…possibile?) e in vendita non si trovava più da nessuna parte (ho provato a ordinarlo su BOL e IBS più volte, e ogni volta mi sono trovato l’avviso dell’impossibilità di reperimento dopo qualche settimana!).
Non mi restava che eBay… e per mesi non è mai apparso!
Dopo parecchi mesi l’ho trovato, ma quando devo consigliarne la lettura a qualche amico di Bergamo sono costretto a prestargli la mia copia, che si rovinerà un po’ e di cui rimarrò privo per settimane o mesi, dato che non è possibile fare altrimenti!

Se avessi l’ebook potrei passarlo in un lampo a chiunque, diffondendo in pochissimo tempo questo libro ormai introvabile nelle librerie! E magari tanti, dopo aver iniziato a leggerlo, si metterebbero come avvoltoi a scandagliare eBay ogni settimana in cerca di un’offerta! Cosa che effettivamente un paio di miei amici stanno facendo…
Ma non ce l’ho un ebook di quel libro, quindi mi è impossibile farlo.

Possedere un ebook riproducibile, modificabile e comodo garantisce un’esperienza più “completa” che non possedere solo una singola istanza cartacea che si può rovinare, perdere o della cui lettura si può dover rinunciare per parecchio tempo per condividerla con qualcuno.

Gli ebook proteggono i lettori dalle calunnie.
Cory Doctorow è chiaro su questo punto e porta come esempio un commento estremamente aggressivo e polemico apparso su Amazon riguardo a “Down and Out in the Magic Kingdom“. Il commentatore molesto però scrive anche: «Scaricatelo gratis dal sito di Cory, leggete la prima pagina, e distogliete lo sguardo disgustati».
In pratica sta facendo pubblicità a Doctorow e, assieme, sta dimostrando l’onestà intellettuale di dire “io la penso così e se non siete convinti controllate pure alla fonte!”.
Un commento negativo può danneggiare le possibilità di vendita, ma quando l’ebook è gratuitamente disponibile (perlomeno uno o due capitoli di anteprima, se non tutto) il lettore può farsi un’idea gratuitamente prima dell’acquisto. I commenti negativi perdono gran parte del loro potere se il lettore può controllare da solo a costo zero e senza fatica, direttamente da casa!

Naturalmente questo avvantaggia per certo solo i libri ben scritti: se il libro è effettivamente una porcata (o perlomeno l’incipit è pessimo) allora l’anteprima in ebook potrebbe non essere in grado di aumentare le vendite.
Io un paio di libri dopo averne letto l’incipit ho deciso di non comprarli: facevano semplicemente schifo. In quel caso la scatola chiusa, facendo leva sulla mia curiosità, avrebbe reso più semplice la vendita che non farmi notare fin da subito che la merce era avariata.


Assaggiare le Mele della Narrativa
Faccio un esempio terra-terra. Tre contadini vogliono vendermi la loro cassetta di mele appena raccolte dall’albero. Sono tutte belle, tutte dello stesso tipo, tutte profumate e tutte allo stesso prezzo. Il primo contadino ti dice: «Compra le mie, guarda che belle che sono!». Se ho proprio bisogno di mele potrei anche comprarle, in fondo sono delle belle mele. Il secondo contadino però è più furbo e mi dice: «Assaggia una delle mie e vedrai quanto sono buone!». Io ne prendo una, bella come tutte le altre, l’assaggio e… CRISTO è una fogna! Dentro è marcia (o è dura o è totalmente insapore…)! Se dovessi comprare una delle due cassette sceglierei quella del primo contadino, perché di quella del secondo so per certo che la mela assaggiata era pessima (e quindi è probabile che lo siano anche le altre, dato che provengono dallo stesso albero) mentre di quelle del primo non so nulla né in positivo né in negativo.
Sto per comprare la prima cassetta di mele quando il terzo contadino mi dice «Aspetta! Non hai ancora provato una delle mie mele!». Con parecchia diffidenza prendo la mela a la mordo… gusto dolce, polpa farinosa come piace a me. Buona, davvero un’ottima mela!
Compro la cassetta del terzo contadino, speranzoso che la prima mela sia un buon indicatore per tutte le altre raccolte dallo stesso albero.

mela col verme
Che peccato:
sembrava proprio un’ottima mela prima di assaggiarla!

L’unico contadino che ci rimette nel far “assaggiare” il prodotto è quello che ha portato un prodotto insipido o cattivo o perfino guasto. Io non voglio spendere soldi per una cassetta di mele insipide se posso avere allo stesso prezzo delle mele dolci!
Semplice, no?

E il contadino che non fa assaggiare le mele?
Quello è un contadino sospetto: se le sue mele sono buone è sciocco non dimostrarlo, vi pare? Il contadino dalle mele saporite sta vendendo cassetta dopo cassetta tutto il suo raccolto, rubando i clienti che tentennano prima dell’acquisto di fronte alla cassetta delle mele che non si possono assaggiare. Quando gran parte dei contadini non permettono di assaggiare le mele, quelli che lo fanno possono rubare loro gran parte dei clienti (vi dice niente “Neil Gaiman +40% delle vendite”?).

Ipotizziamo un libero mercato in cui tutti i contadini espongano le loro mele allo stesso modo e permettano di assaggiarle ai potenziali clienti. Alcune sono buone, altre ottime, altre eccezionali… qualcuna è insipida, qualcun’altra è cattiva, ma i contadini che fanno assaggiare mele cattive in poco tempo si troveranno con le cassette dell’invenduto prossime a marcire, buone solo da vendere con sconti fortissimi o come cibo per i maiali.
I contadini che non permettono di assaggiare le loro mele sono decisamente sospetti: chissà cosa nascondono! Magari le loro mele sono cattive se si vergognano tanto di farle assaggiare. Di certo non lo fanno per “vendere di più”, visto che pochissimi clienti le compreranno così, a scatola chiusa, quando tutto attorno è un trionfo di mele gustosissime. L’unico modo che hanno per venderle è abbassare notevolmente il prezzo rispetto alla concorrenza e sperare che qualcuno abbocchi, ma se poi si sparge la voce che, anche se economiche, sono pessime?
E se invece fossero ottime? È proprio stupido non sfruttare la qualità delle mele insinuando nelle mente dei clienti che siano “cattive” quando invece sono veramente buone!
I contadini che non fanno assaggiare le mele quando tutti gli altri lo permettono hanno vita breve, quasi quanto quelli che fanno assaggiare mele marce.

E se un contadino pagasse qualche cliente per diffamare un altro contadino? Magari promettendogli cassette di ottime mele in cambio di un po’ di cattiva pubblicità sul rivale. Poco importa: chi dovesse sentire le voci sulla cattiva qualità delle mele in vendita potrebbe assaggiarle appurando così se si tratta della verità o di menzogne e, nel caso sia cattiva pubblicità, sputtanare pubblicamente il colpevole: «Quelle mele non sono marce e pieni di vermi come dici sempre tu, ignorante d’un caprone! Corrotto! Idiota senza cervello!»

mele
Il Mercato delle Mele:
se so quali sono le più buone perché dovrei comprare quelle cattive?

In conclusione…
Ci sono mele di tipo diverso, non sono tutte identiche, e certi clienti preferiscono comprare un’ottima Stark Delicious piuttosto che un’eccellente Royal Gala o una saporita Fuji. Questioni di gusti: non tutti i tipi di mele attirano gli stessi clienti né soddisfano le stesse necessità, ma all’interno dello stesso tipo, sfruttando lo stesso canale di vendita, le mele migliori trionfano.

Ebook, pirateria e libri su carta

Abbiamo già visto gli innegabili vantaggi degli ebook come supporto ulteriore al libro cartaceo: è in grado di fornire servizi (copia e incolla, facilità di condivisione, comodità delle ricerche, possibilità di stamparlo a piacimento…) che sono impossibili per il libro di carta.
Ma l’ebook può avere anche un suo “mercato” al di là dell’uso come supporto al marketing del libro cartaceo? Molti, forti anche dei dati di vendita e di esempi simili nel campo musicale, sembrano convinti di si.

Partiamo analizzando i fatti reali, puri e semplici: si “piratano” sempre più libri, scannerizzandoli e fornendo online la versione elettronica degli stessi sui circuiti di P2P e simili. La qualità varia: dai pdf in cui le pagine sono “immagini” a quelli col testo vero e proprio ottenuto grazie ai programmi di OCR (Optical Character Recognition: riconoscimento ottico dei caratteri), che si può copiare e incollare come un qualunque altro testo.

Online si trovano senza problemi libri di ogni tipo: dalla narrativa italiana uscita da pochi mesi/settimane, ai manuali di informatica, ai libri di fisica generale II, fino ai manuali di combattimento medievale o ai libri di storia. Ho appena scaricato il formato .rtf di un librone dedicato alla vita quotidiana tra Rinascimento e Settecento. Chi poteva immaginarsi che perfino libri di questo tipo fossero disponibili?
Invece ci sono.

Se uno scrittore ha scritto un buon libro e sta vendendo abbastanza copie è CERTO che entro qualche mese la sua opera verrà scannerizzata e distribuita gratuitamente da qualche Fan o da qualche semplice fanatico della pirateria… o sarebbe meglio definirlo un “combattente per la libertà intellettuale”?

Gli ebook non sono una “possibilità”: sono una certezza.
È inutile discutere di “come fermare il fenomeno pernicioso della libera distribuzione dell’arte”, perché tra DRM e altre stronzate fasciste che vanno di moda in USA, si rischia solo di fare un macello che può distruggere alla radice le stesse democrazie occidentali, minacciando i diritti garantiti dalla Costituzione e tramutando “Grande Fratello” da scomoda presenza limitata (identificazione a radio-frequenza, controllo antiterrorismo del traffico internet, i Ninja che ti fissano quando non li vedi…) a certezza assoluta, degna dell’attuale Cina in cui anche gli SMS vengono controllati.
Una manifestazione “non autorizzata” in cui doveva partecipare la ragazza di un mio amico l’estate scorsa è stata fermata dalle autorità locali che hanno intercettato i messaggi dei partecipanti e hanno inviato a tutti i residenti del posto un avviso via SMS in cui si sconsigliava caldamente di partecipare, pena severi provvedimenti.
Cina: benvenuti nella vasca dei pesci!

È questo il futuro che i difensori del libro/copyright sognano? Pare proprio di si, visto quali sono i diritti della persona a cui sono disposti a rinunciare pur di proteggere il copyright nella forma attuale (non proseguo il discorso qui, non essendo attinente con l’argomento, ma consiglio di informarsi a chi ha tempo per farlo).

ninja nascosti
In questa stanza ci sono sei Ninja pronti a spiarti!

Gli ebook “piratati” ci sono già e ci saranno nel futuro prossimo, sia che l’autore metta in vendita l’ebook del suo libro sia che non lo faccia. Ci sono perfino “collezioni” di ebook, come la “Biblioteca del Brivido”. Basta digitare [hyps] o Ebook Ita su eMule e si troveranno migliaia di libri in italiano, forniti in parecchi formati distinti (.lit, .rtf, .pdf ecc…) in modo da soddisfare ogni gusto! È inutile discuterne: chi vuole il libro elettronico gratis lo ha o lo avrà. Punto.

Ma questo non vuole dire che il cartaceo sia del tutto inutile!
La Steve Jackson Games vende i manuali di Gurps in pdf sul negozio e23, alcuni mesi dopo l’uscita del manuale nel formato cartaceo. Entro pochi giorni il pdf del negozio e23, perfetto, si trova nei circuiti di P2P e chiunque con eMule può scaricarselo gratis.
Eppure la gente continua a comprare i manuali, perché il cartaceo in certe situazioni, come il “gioco” in cui potresti trovarti lontano dai PC e dai portatili, è più comodo da far girare tra i giocatori e da utilizzare di quanto sia il formato elettronico.
Se tutti avessero un palmare che trasmette grossi ologrammi comodi da leggere come se fossero il manuale su carta, o se tutti giocassero con davanti un meno futuristico portatile, il libro di carta sarebbe inutile… ma per ora è ancora superiore all’ebook in queste specifiche situazioni!

La pirateria tramite ebook non uccide i libri. Sono solo balle inventate da certi editori e da certi scrittori resi ciechi dall’ignoranza e dalla fame di denaro. Dare i libri elettronici gratis addirittura aumenta le vendite del cartaceo, come abbiamo già visto! Dato che è certo che il libro verrà piratato sotto forma ebook, tanto vale che l’autore tagli le palle al toro fin da subito e ci faccia anche una bella figura da “innovatore” vendendo così più copie di prima: dare direttamente l’ebook gratis, facendo pubblicità alla cosa ogni volta che sarà possibile (interviste, blog…).
Non è difficile, se si collega il cervello qualche minuto per pensare alla questione.

Il Parere dell’Esperto
«La pirateria di testo soggetto a copyright su Usenet è qualcosa che succederà sempre più frequentemente, per la stessa ragione per cui la gente ha sempre fatto audiocassette da dischi e CD musicali e copie di videocassette comprate al negozio. In parte per avidità; in parte a causa dei prezzi di vendita alti; in parte per il desiderio di condividere “bella roba” (una motivazione spesso sottovalutata dalle vittime di questa “piccola pirateria artigianale”).
Andare immediatamente a parlarne su Defcon One affermando che questo tipo di pirateria è moralmente equivalente a rapinare minute anziane signore per la strada, rende piuttosto difficile superare quella posizione.
Negli anni settanta l’industria musicale affermava che “registrare da casa è uccidere la musica”. Non è difficile per nessuno constatare che la musica non è morta. Ma la credibilità dell’industria discografica sulla questione non è esattamente cresciuta».

Patrick Nielsen Hayden,
vincitore del World Fantasy Award e del Premio Hugo, editor della TOR.

Potrei continuare ad allungare il brodo sulla questione “nuove tecnologie e pirateria”, tirando in ballo tante cose: la stampa di Gutenberg (La stampa a caratteri mobili ucciderà i bei libri di qualità fatti a mano! ); le Bibbie di Martin Lutero; o potrei dire che la forza della pirateria musicale non è tanto di poter fornire le tracce musicali più in voga al momento, ma di poter dare al pubblico quelle migliaia di canzoni che non passano più sulla radio da anni e che tanti amano; o potrei citare i musicisti che accusarono Marconi per l’invenzione della Radio che permetteva di “piratare” i loro brani diffondendoli senza alcun controllo (eppure la musica classica, l’opera, il teatro, i concerti dal vivo ecc… non sono morti a causa di Radio e Registratori come qualcuno voleva far credere!); infine potrei far notare che il 98% delle opere sotto copyright non stanno più facendo fare un soldo, per cui piratarle non danneggia proprio nessuno (vedesi il libro “Cuore d’Acciaio”, pressoché introvabile).
Insomma, ci sono tante cose da dire sulla pirateria e sul rischio ridicolo, anzi sul non-rischio, che rappresenta per il mondo del libro, ma tanto vale che le leggiate per esteso nel pdf di Cory Doctorow, no?

I poliziotti sono tuoi amici!
Diffondere ebook piratati è un crimine!
Chi pirata i libri è un criminale violento e merita un sacco di botte!

Vendere gli ebook nonostante la pirateria è possibile?

A quanto abbiamo visto la pirateria degli ebook c’è già e gode di ottima salute, quindi già ora si può ragionare in termini di “vendita di ebook” sapendo che in brevissimo tempo il libro venduto verrà messo da qualcuno su eMule. Ok? Bene.

Eppure qualcuno gli ebook li vende già ora. E qualcun altro vende la musica su internet, nonostante si possano avere gli stessi brani gratuitamente da eMule! E, mistero dei misteri, ci sono milioni di persone in giro per il globo che comprano quegli mp3 che potrebbero avere gratuitamente scaricandoli da eMule!
Incredibile, nevvero? Eppure accade: quando il prezzo è basso l’utente viene stimolato nel suo “lato migliore” e può arrivare a “comprare” qualcosa che può avere gratis, sostenendo così il cantante/gruppo che ama (o almeno credendo di farlo).
A tutti gli effetti più che di un acquisto si tratta di una donazione volontaria!

E l’utente che compra la musica sul web non è l’ultimo degli allocchi che a malapena sa usare l’email! Se sa comprare la musica sarà in grado in pochi minuti anche di installare eMule e usarlo! Anzi, io ho amici che nonostante usino eMule comprano i brani musicali o perfino i CD dei loro cantanti preferiti. Io ho comprato alcuni videogiochi in originale (GTA San Andreas, Dark Messiah e vari altri) perché sapevo che erano belli e mi sembrava giusto sostenerli (e avevo la possibilità di buttare 40 euro senza alcun problema). Stavo anche per comprare The Witcher, dopo averlo giocato piratato, perché ho adorato quel gioco… ma la notizia dell’arrivo di una nuova edizione migliorata del gioco mi ha fermato: comprerò quella non appena uscirà su IBS!

La gente compra musica che può avere gratis, ma comprerebbe anche ebook?
Ho già la risposta, disponendo dei dati di vendita aggiornati, ma prima preferisco ragionare un po’ attorno al problema: che cosa può fermare la vendita degli ebook?
O il pubblico NON li vuole o il pubblico non li può usare: se il pubblico li vuole e li può usare, difficilmente non li comprerà!

Anni fa sapevamo che gli ebook non vendevano molto (diciamo al tempo in cui Doctorow pronuncia il suo discorso sugli ebook), per cui veniva il dubbio: non li comprano perché non li vogliono o perché non sanno come leggerli comodamente?
Effettivamente nel 2002-2005 non era agevole leggerli: molte persone non avevano dispositivi portatili adatti alla lettura e sarebbero stati costretti a leggerli sul monitor di un PC o di un portatile.
Ormai, invece, quasi tutti i giovani hanno la PSP (2004) o il Nintendo DS (2005) o dei cellulari con schermi enormi che navigano in internet o perfino dei palmari… tutti strumenti portatili che possono leggere gli ebook di qualche tipo come ulteriore funzione! Insomma, se volessero leggere gli ebook potrebbero farlo!
Non serve per forza, anche se sarebbe molto più comodo, un lettore ebook da 300 euro per leggerli. La domanda quindi diventa: ora il pubblico dato che può leggere gli ebook, li compra anche?
Sorprendentemente (ma neanche tanto, l’esempio del settore musicale è stato chiaro) pare proprio di si! Si vendono sempre più ebook, con un ritmo di crescita spaventoso!

ebook US trade stats
Vendita degli ebook negli Stati Uniti d’America, con stime al ribasso:
maggiori dettagli presso questa pagina

Negli USA le vendite degli ebook, considerando le stime al ribasso fatte nella pagina indicata (ininfluenti comunque dato che vogliamo ragionare in termini di crescita e non di valori assoluti), sono passate dai 5,79 milioni di dollari del 2002 ai 20 milioni del 2006 (+245% in sei anni) con un’ulteriore crescita a 33,8 milioni nel 2007 (+69% annuo).
E la corsa non si ferma: il primo quarto del 2008 segna un +34% rispetto al primo quarto del 2007!
Pare proprio che chi ha la possibilità di leggere gli ebook sia anche disposto a pagarli!

La stessa Penguin ha dichiarato vendite in aumento nel 2008!

Penguin has reported that e-book sales from the first four months of 2008 have surpassed the house’s total e-book sales for all of last year. According to the publisher, the spike is “more than five times the overall growth in sales, year-on-year, through April 2008.” Penguin Group CEO David Shanks said he attributed the jump, in large part, to the growing popularity of e-book readers.

Facciamo un caso misto “ebook – carta”?
Diamo un’occhiata alle statistiche di vendita de Il Codice DaVinci su Amazon (più è piccolo il numero meglio è).

bookeen cybook gen3 codice davinci

Hardcover Book Sales: 1
EBook for Pocket PC: 3
EBook for Adobe Reader: 179

Audio CD: 318
Audio Cassette: 1,126
Mass Market Paperback: 1,575
Large Print for the visually impaired: 1,918

L’ebook vende e vende parecchio: non bene come l’edizione con la copertina rigida, ma vende meglio di tutto il resto! Non so quanto siano precisi questi dati di Amazon, ma diamine: significano qualcosa!

Ma gli USA non sono da soli un valido esempio: osserviamo altri due paesi altamente tecnologici, se non perfino superiori da questo punto di vista, come Corea del Sud e Giappone.
In Giappone le vendite di ebook e manga sui cellulari sono passate dai 14 a 58 milioni di dollari nel 2006 (+331%), mentre le vendite di ebook “non per cellulari” sono salite da 41 a 68 milioni di dollari (+69%, in valore assoluto un successo che sorpassa perfino quello USA!). Non ho al momento i dati del 2007 o di inizio 2008, ma nell’articolo si prevedevano vendite per 99 e 79 milioni di dollari (rispettivamente ebook per cellulari e altri ebook).
L’articolo dell’Economist -disponibile solo per gli abbonati- è di qualche mese prima, ma trasuda anche lui ottimismo fin dalla preview!

Vita Quotidiana Giapponese
Una tipica scena di vita quotidiana giapponese

In Corea del Sud nel 2006 l’espansione del mercato degli ebook era tanto forte da far ipotizzare un +220% (144 milioni di dollari) nel corso dell’anno! Non ho idea di quanto abbiano venduto nel 2007, ma il clima che si respirava attorno agli ebook era tutt’altro che negativo!

Per concludere

Gli ebook si possono vendere (anzi, già si vendono sempre di più!), nonostante la pirateria (che non si può fermare senza enormi danni alla nostra privacy e limiti dittatoriali alla nostra libertà), e non è escludibile a priori l’idea di dare i pdf gratuitamente e poi richiedere in caso di gradimento il pagamento. In fondo il modello della musica comprata “nonostante si possa scaricare senza problemi” non è diverso per il cliente da una donazione vera e propria. Se lo fanno per supportare i musicisti perché non dovrebbero supportare gli scrittori?
Perché scrivono male? Se scrivono male che crepino, cazzo, non meritano di venir pagati! Chi scrive bene (Gaiman? Doctorow? Tanti altri…) invece non avrà troppi problemi a costruirsi una solida base di fan.
Gli ebook possono dare enormi vantaggi sia agli scrittori che ai lettori, perfino al più infimo livello (quello attuale) di “ebook come mezzo di marketing pro-libro di carta”. E anche gli editori (o gli scrittori che si autopubblicano) vendendo ebook direttamente potranno evitare i Distributori e i Librai.

E se anche i soldi non fossero molti, chissenefrega, no? Già ora la maggior parte degli scrittori non vive di scrittura: scrivere è una cosa che si fa principalmente per passione, come il Body Building o il pugilato senza protezioni, poi se capita il guadagno tanto meglio!
La soddisfazione di essere amato e stimato da molti fan per le proprie storie, anche se i soldi dovessero essere pochi (ma se hai molti fan non saranno pochissimi: guardate le donazioni ai server di fansub e roba piratata!) è già di per sé una enorme ricompensa!
O per caso a certi “scrittori” non frega niente della scrittura e sperano solo di produrre porcate a caso e avere una botta di culo in stile Licia Troisi?

Io guarderei con ottimismo al futuro della narrativa. E voi?

Un salto in libreria!

Scritto da il 01 lug 2008 | Categorie: Fantasy, Libri, Riflessioni

Vi avevo detto che avrei aggiornato più spesso… roll Ho mentito. ride.gif

No, ok, avevo l’intenzione di farlo, ma poi con tutto il porno arretrato e le seg… le riflessioni sulla scrittura creativa da fare, non ci sono proprio riuscito. Rimedierò da ora in poi. Forse. TFR8A.gif

Ma passiamo ad altro.
Alcuni giorni fa mi trovavo all’Orio Center in cerca di ragazzine da mol… uh, in cerca di immigrati da mangan… insomma, per comprare un DVD Recorder e non mi sono fatto sfuggire l’occasione di visitare le librerie disponibili! emoticons_piattig015.gif
Il Fantasy non manca o meglio, non mancano i libri catalogati come Fantasy! E, soprattutto, non mancano le opere di giovani autori italiani. Giovani Autori Italiani. GAI?
Ma lasciamo perdere le sigle bizzarre per un istante e torniamo all’argomento originale: i libri fantasy.

Quando entro in una libreria per prima cosa punto alla zona dei libri di storia. Talvolta capita che ci sia un bel libro che altrimenti non avrei mai notato, come quello di Quataert sull’Impero Ottomano. Quando ho comprato quel libro la cassiera mi ha detto “ma lo ha ordinato?” e io “no, l’ho trovato nello scaffale dei libri di storia, c’era una copia sola…”.
Che domanda strana! O quel libro era stato ordinato da qualcuno ed è finito per sbaglio sullo scaffale oppure qualche pazzo è entrato nel negozio e l’ha abbandonato lì, per il gusto di confondere le idee agli addetti.

Probabilmente poche ore dopo è arrivato un professore depresso, uno di quei signori di mezza età che anno dopo anno insegnano Storia e Filosofia ad adolescenti sempre più istupiditi, magari lamentandosi che “ai suoi tempi l’occupazione era un’altra cosa e chi era comunista ci teneva ad essere il migliore della classe“, e si è visto rispondere “non è ancora arrivato, ci siamo sbagliati: le telefoniamo noi non appena arriva!“.
E forse la sera stessa si è tolto la vita a colpi di ferro da stiro.
Pazienza. Non ne sentirò la mancanza.

Tornando al discorso di prima: dopo aver controllato i libri di storia, i romanzi storici e i thriller, faccio sempre un salto nella zona Fantasy/Fantascienza. Sempre: che sia alla Feltrinelli, alla Giunti, alla Galleria del Libro o dove diavolo mi trovo. Mai farsi scappare un controllino in quella zona, anche quando non intendo comprare nulla! Ormai acquisto solo a colpo sicuro: prima mi leggo l’incipit da qualche parte, così vedo se l’opera mi attira, e solo dopo caccio fuori i soldi.

La prima sensazione è di essere capitato nella zona per ritardati della libreria: i libri hanno tutti copertine molto colorate, spesso con personaggi in posa plastica e titoli di rara idiozia. In particolare quelli della Armenia su D&D. Atroci.
Uno si ferma a guardarli e si sente deficiente. Poi ne apri qualcuno per dare un’occhiata ai contenuti e senti addosso gli sguardi di compassione dei “normali”, che passano e scuoteno la testa. Un bambino da qualche parte ti indica e grida “Mamma, guarda, un signore che legge libri per bambini!” – “Paolo, quante volte ti ho detto di non insultare le persone svantaggiate!“.

goonies sloth
Aaahhhh… Faaantasy! Faaantasy! Aaaahhh…

Una rapida occhiata alle copertine mi fa venire voglia di allontanarmi subito, ma resisto! Dietro all’ennesima copertina costruita per richiamare i ragazzini lobotomizzati potrebbe nascondersi un bel libro. No.
Quando ero un ragazzino e non c’era così tanto fantasy in giro come ora, beh, mi sentivo lo stesso un cretino a sostare di fronte a certe copertine dementi. Non so se questa sensazione l’abbiano anche gli adolescenti di oggi, ma io l’avevo. E non ero il solo. Non so quanto aiuti le vendite far sentire deficiente chi osa avvicinarsi alla narrativa fantasy.
Ma forse sono solo io che la penso così… e quel signore che ha appena schifato lo scaffale del fantasy, girandoci dietro dove si trovano fantascienza e horror… e quell’altro ancora, con lo stesso sguardo.
Ma probabilmente ho io i gusti difficili (e pure questi altri tizi che vedo sempre fare certe facce). Sarà!

BOX Inutile: I miei Gusti in fatto di Copertine!
A me piacciono copertine semplici, poco chiassose e che non sembrino troppo la confezione di un videogioco. Magari con colori scuri, non con tinte accese da libro per bambini a cui si è conficcata una pertica di liquirizia nel deretano. Questa come regola generale. Non dico che siano belle in assoluto, ma attirano la mia attenzione senza disgustarmi. Sono belle per me.

L\'Eretico torri di cenere lama del dolore

Queste mi piacciono. Hanno una certa sobrietà, colori poco brillanti/accesi. Non fanno pensare per forza a dei libri per bambini. Hanno una loro dignità, insomma. Le copertine della Trilogia di Magdeburg mi piacciono tutte e tre. Quella delle Torri di Cenere non c’entra niente con i racconti, ma è bella, sobria, opaca. Attira lo sguardo senza offenderlo. Perfino quella della Lama del Dolore non mi dispiace: un singolo oggetto in mostra, poche tonalità.

arcimago lork dominio regina bryan boscoquieto

Queste tre invece mi fanno schifo. Sento il cervello scivolarmi fuori dalla orecchie al solo guardarle. La prima (L’Arcimago Lork) fa pietà, ma è anche la più “vecchia” e anni fa gli editori non spendevano mezzo sputo per fare un lavoro decoroso. Le copertine dei LibroGame edizione EL erano molto migliori.
La seconda è dell’ultimo libro delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, uscito per Mondadori (in realtà è il secondo pezzo del libro originale in inglese) con il titolo Il Dominio della Regina e non solo è brutta, ma non ha nessuna correlazione con il contenuto: perlomeno le altre orribili copertine di questo ciclo avevano gente in cotta di maglia, elmi o cose simili… non c’entravano un tubo, ma avevano un minimo di coerenza medievaleggiante. Questa diavolessa con la falce che cazzo ci fa là?
Un velo pietoso sulla copertina di Bryan di Boscoquieto, con il ragazzino tanto fiko e kattivo in piena vista e tutto quel rosso: siamo in pieno campo delle “copertine da libri per bambini”. Non le Zopporto! No! Levatela da lì!
Ci sarebbe da citare anche quella de I Troll di Christoph Hardebusch che è un’opera di rara cretineria grafica.

cronache del mondo emerso rocca silenzi segreto alchimista

Queste ultime invece mi lasciano interdetto. Non mi piacciono molto, ma nemmeno mi fanno schifo. La copertina delle Cronache del Mondo Emerso ha un disegno molto bello, il volto di Nihal realizzato da Barbieri è un lavoro eccellente, ma questo primo piano così, con la ragazza dai capelli blu e il tatuaggio in faccia non mi suona benissimo come copertina. Bella fica la Nihal, si, mi viene proprio voglia di farmela, ma avrei preferito una scena più vasta o magari lei di profilo, che non fissi direttamente il lettore, con un’immagine dall’altezza dei capezzoli alla fronte. Un effetto simile, ma molto più marcato (tanto che la considero una brutta copertina per un libro nonostante il bellissimo disegno), me l’ha fatto quella della Ragazza Drago, sempre disegnata da Barbieri, dove la bella rossa con la maschera mi fa pensare a quelle ragazze insicure che nascondono il volto nei porno amatoriali. E anche lei me la farei, ah se me la farei!
La copertina della Rocca dei Silenzi è sobria, pure troppo, con quel grigio deprimente che non entusiasma e l’edificio stesso che non mi evoca sensazioni o immagini particolari. Al più mi viene da pensare che abbia bisogno di un restauro e, dati i nuvoloni, potrebbero esserci infiltrazioni d’acqua spaventose di cui occuparsi. Non è brutta, ma nemmeno invogliante. Di certo è molto migliore di quelle dei tre libri precedenti di Andrea D’Angelo, ma ci vuole poco!
Infine abbiamo la copertina del Segreto dell’Alchimista di Antonia Romagnoli. Buon mix di colori, ma il soggetto, un banale amuleto, non mi dice niente. Come oggetti preferisco di gran lunga la bandiera stracciata o la sciabola con l’elsa scolpita o il cannone indiano pesantemente decorato (lo facevano davvero!) che appaiono sui libri di Sharpe. Sono oggetti che stimolano maggiormente la mia fantasia: mi fanno pensare a conflitti, gente squartata e avventure erotiche di una notte con galline e mucche nelle stalle!

assalto alla fortezza territorio nemico fucilieri di sharpe

I libri di autori italiani non mancano, dovunque vada. C’è il libro della Romagnoli, quello di Ghirardi, quello della Strazzulla, decine e decine di copie di quelli della Troisi, c’è quello di Marco Davide ecc… ecc… c’è di tutto e di più. Insomma, la tanto decantata esterofilia degli italiani io non la vedo: se i libri vengono esposti e continuano dopo settimane o mesi a venire esposti è perché vendono e quindi gli italiani li comprano.
Anche online i discorsi sono sempre stati più spesso sul genere “compriamo alla cieca per supportare gli italiani” (in particolare quando pubblicò la Troisi) che non “italiano = cacca pupù“. Se ora qualcuno inizia a dubitare davvero dei libri italiani è per la troppa merda pubblicata da pessimi editori senza scrupoli e da pessimi editor senza competenze professionali, non certo per un odio ancestrale nei confronti del fantasy scritto dai connazionali.

Skeletor
Ecco cosa avete fatto! Perfino Skeletor piange!

E c’è un libro, quello della Strazzulla, “Gli Eroi del Crepuscolo“, che mi turba parecchio: in tutte le librerie in cui sono andato l’ho trovato bello incelofanato (tutte le copie disponibili sigillate!), come se non volessero farlo vedere al possibile acquirente. E nessun altro libro di narrativa lo era, né tra i fantasy né tra i thriller e nemmeno tra la fantascienza o le ultime novità o la zona “best seller” o tra le altre stupide categorie.

Ah, una nota curiosa: alla Feltrinelli dell’Orio Center, perlomeno quando sono andato io, le copie degli “Eroi del Crepuscolo” non erano tra i Fantasy, ma tra i “libri per ragazzi” (per bambini, se tradotto in italiano meno ipocrita). LOL! E ho visto un bambino di nove-dieci anni prenderlo, girarselo tra le mani con perplessità (era incelofanato, ovviamente!) e riporlo con sguardo interrogativo per poi chiedere alla madre “Ma perché è chiuso?” (o una cosa simile, non ricordo la frase esatta).

Questa storia degli Eroi nel Cellophane la sto leggendo ovunque, forum e blog vari, e mi sta venendo il sospetto che sia veramente difficile trovarlo aperto da qualche parte.
Ma all’Einaudi hanno paura che se qualcuno ne legge due righe dopo non lo compra?
Ma che cazzo di bassissima stima della loro autrice hanno?
Se fossi la Strazzulla io mi incazzerei. Ma forse lei è troppo gentile per incazzarsi. Dai video non mi dà l’impressione di essere molto aggressiva, ma chi lo sa. Magari quando le girano le pa.. ovaie tira fuori un pugnale e scanna barboni.
Credo che mi piacerebbe parecchio uno scrittore/scrittrice così.

Gli Eroi del Cellophane di Chiara Strazzulla
L’ultimo capolavoro Fantasy italiano!
Correte a comprarlo! Perché? Perché Si!

Sarò uno scemo senza competenza alcuna in ambito di marketing (o come si chiama), ma francamente mi pare controproducente sigillare un libro con l’unico scopo di evitare che il possibile l’acquirente possa sfogliarlo e comprarlo. A meno che uno non parta dal presupposta che leggerne qualche riga potrebbe danneggiarne le chance di vendita, come già detto prima. Non riesco a capire se all’Einaudi gli addetti al marketing (o come si chiamano) siano dei cretini o siano dei Geni del Male.
Se scacciano il pubblico sigillando il libro allora venderanno meno di quanto potrebbero senza il cellophane (20 euro sulla fiducia?), e se il libro fa davvero tanto schifo da non dover essere mostrato allora venderà meno di quanto venderebbe se fosse decente: in ogni caso non mi pare un grande affare per loro.

Vabbè, questo piccolo aggiornamento termina qua. Avevo voglia di condividere il mio pessimo gusto in fatto di copertine e la mia sensazione di essere cretino quando guardo lo scaffale del fantasy. Però non aver potuto leggere in libreria l’incipit degli Eroi del Cellop… Crepuscolo mi ha stimolato ancora di più a completare quell’articolo sull’importanza dell’Incipit promesso più di un mese fa. E i prezzi di copertina, belli alti, mi hanno fatto pensare di dedicarci un articolo, sfruttando i dati e le considerazioni fatte da Maremmi nella sua Agenda dello Scrittore.

Alla prossima! wink

Carica alla Baionetta verso il Futuro!

Scritto da il 27 mag 2008 | Categorie: Novità sul Sito, Riflessioni, Scrittura

Nelle ultime settimane stavo lavorando ad alcuni articoli e mi sono trovato parecchie volte a pensare a come far evolvere questo sito. Ho visto che i tre articoli più letti sono stati “Fantasy, scrittura e giochi di ruolo“, “Le Armature: test di penetrazione e conclusioni” e “Il moschetto a pietra focaia: introduzione e caricamento“.
I primi due mi sono valsi anche varie e-mail di piccoli fan (LOL) e gli apprezzamenti di emeriti sconosciuti qua e là per il web. Se ve lo state domandando: SI, controllo ogni giorno i Refer e Lurko senza pudore.

I due articoli preferiti dai miei piccoli fan non hanno un cazzo di niente in comune:
quello su Scrittura e GdR trasuda sarcasmo gratuito, con note di pura cattiveria, ma va dritto al punto con efficacia: chiarisce, a chi avesse ancora dei dubbi, che certi cliché fanno schifo e che perfino scrivere Fantasy è una questione seria, ma lo fa divertendo il lettore ed evitando complessi tecnicismi o riflessioni psicopedoparaplegicologiche;
quello sulle armature è un’asettica sequenza di dati sui test di penetrazione dei fogli di acciaio e di riflessioni per trasformare i pochi dati “certi” in conoscenza concreta che dia un’idea chiara riguardo l’evoluzione delle armature.

I futuri articoli rimarranno fedeli alle due tipologie già viste.
Negli Articoli Tecnici su armi, armature, storia o simili delizie eviterò il sarcasmo e cercherò di contenere la mia scurrilità al minimo.
Sarò un fottuto professorino con la scopa in culo.
In quelli sul Fantasy e sulla Scrittura invece non mi farò problemi a scatenare la mia innata volgarità e a vomitare sarcasmo, ma con l’obbiettivo chiaro di trasmettere un messaggio propositivo che stimoli, magari, una riflessione nel lettore.
Cattiveria Utile, per far capire meglio i concetti e favorire il pensiero laterale.
 

Le Immagini negli Articoli
Le immagini trasmettono bene la “sensazione” che dovrebbe accompagnare l’idea espressa. Le immagini mostrano e il testo racconta. In particolare quando si tratta di fare umorismo, scatenare il sarcasmo o deridere q.c., niente di meglio di un bel motivator a tema o qualche altra stupidaggine con una bella didascalia per sottolineare quanto detto.

Essere un coglione è parte anche della mia natura maschile!
Concordo al 100%

Sfortunatamente gran parte dei motivator e delle immagini contenenti scritte hanno il testo in inglese. Se non riuscite a leggerle abbozzate e fate finta di farcela, perché dovreste vergognarvi. L2P or GTFO! icon_mrgreen.gif

Falciare campi di negri
Questo è un motivator o “immagine con motivazione”.
Se non sai l’inglese ti perdi un sacco di divertimento, n00b!

In caso di immagini pornografiche Hard userò la funzione di spoiler per nasconderle alla vista (un click e appariranno in tutto il loro splendore). Per il Soft non lo farò.
 

Sulla Scrittura e sul Fantasy
Premetto che non sono un esperto del settore, se con esperto intendiamo un coglione dotato di pezzi di carta da sbandierare o di un libraccio pidocchioso pubblicato, né sono uno di quei dementi che blaterano di finezze letterarie, si fanno una sega leggendo testi arzigogolati privi di qualunque messaggio (Stile per il gusto dello Stile), ma poi non sanno nemmeno riconoscere un uso improprio dei POV quando lo vedono.
Io non scrivo né penso di riprendere a farlo in tempi brevi, però mi piace studiare la scrittura per capire meglio quello che leggo.
La lettura consapevole è più gratificante di quella inconsapevole perché permette di capire, perlomeno a grandi linee, “cosa c’è di sgradevole” e “cosa c’è di piacevole” nel testo.

Ti capita mai di iniziare a leggere un romanzo per poi decidere di smettere a causa di un vago fastidio che però non sai ben spiegare? Probabilmente è a causa di una serie di piccoli errori che si ripetono con grande frequenza. Leggere consapevolmente permette di capire quali siano quelle piccole cose che ti hanno fatto storcere il naso e poter così dire agli amici “perché” quel libro non ti sia piaciuto.

Io parlo solo di narrativa di intrattenimento e rimango terra-terra: niente seghe mentali, niente citazioni del Guru della scuola polacca retroconformista di scrittura creativa, niente stronzate del genere.
Io mi limito ai concetti semplici e intuitivi, ma così semplici e intuitivi che stranamente un sacco di imbrattacarte ancora non li conosce nonostante basti un po’ di lettura consapevole (o un libro decente sulla scrittura) per impararli tutti.

Questo è il pubblico a cui mi rivolgo: gli aspiranti scrittori ignari dei più basilari trucchi della narrativa, troppo pigri per leggersi un buon libro che ne parli e troppo n00b per arrivarci da soli con lo studio dei romanzi letti in precedenza.
Aspiranti scrittori che con un po’ di umiltà e di buona volontà potrebbero cambiare completamente la propria scrittura passando dallo schifo alla decenza.

La semplice decenza non è sufficiente per produrre un romanzo/racconto che valga la pena leggere se non ci sono buone idee e buone storie, ma in fondo se non avete una buona storia da raccontare perché cavolo dovreste scrivere narrativa?

Faremo un ano artificiale!
Le Buone Idee fanno la Differenza!

 
In conclusione:
io sono uno stronzo, sono volgare, sono un monarchico e faccio battute razziste e sessiste, ma questo è il mio fottuto sito e faccio come cazzo mi pare.
Ti sta bene? Bene.
Non ti sta bene? GTFO.
(Get The Fuck Out: Vai Fuori dai Coglioni)
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Articoli in Preparazione…
Incipit: una delle cose più importanti, ma più trascurate dai n00b.
Archi lunghi: storia e informazioni spendibili per chi scrive riguardo l’arco da guerra inglese e qualche informazione sugli archi compositi.
Balestre: articolo che si concentra sui meccanismi di caricamento per le balestre.
Spade: infarinatura di base sull’evoluzione delle spade medievali/rinascimentali e su come sono fatte e classificate.
Il Successo di Nihal: riflessioni sulle Cronache del Mondo Emerso, partendo dalla mia esperienza personale di lettore dei romanzi di Licia Troisi.
Anime: riflessioni sugli anime/manga e su come le scimmie gialle di quell’isola sappiano essere così fantasiosamente bizzarri e dementi (la seconda cosa NON è sempre positiva, ma la prima vedremo che invece può esserlo).

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