Archivio per la Categoria 'Steamfantasy'
- Steampunk: Myths & Legends by Il Duca Carraronan
- Concorso per Racconti Steampunk by Il Duca Carraronan
- Steampunk Web: Internet è una serie di tubi! by Il Duca Carraronan
- Il Duca col pickelhaube e qualche libro Steampunk e Steamfantasy by Il Duca Carraronan
- Steam Mech: Leviathan di Scott Westerfeld e Steam Wars di Larry Blamire by Il Duca Carraronan
- Un video vintage perché sono vecchio dentro by Il Duca Carraronan
Steampunk: Myths & Legends
Scritto da Il Duca Carraronan il 01 mar 2010 | Categorie: Steamfantasy, Steampunk
Altri spunti a tema Steampunk. Questa volta ho scelto di proporre alcuni lavori tra quelli premiati da CGSociety nella competizione Steampunk: Myths & Legends (trasposizione in chiave Steampunk di leggende, miti, favole ecc…). Non sono molto recenti, considerando che la gara è terminata nel febbraio 2009, ma a parte Steamnocchio non avevo ancora avuto occasione di mostrare nulla su Baionette Librarie.
Un riconoscimento prestigioso è andato a un gruppo italiano. Ogni tanto qualche piccolo risultato di questo tipo fa piacere. La leggenda trasposta in chiave Steampunk è quella del Golem di Praga. Complimenti ai ragazzi di Bonsaininja.
| “EMET” dei Bonsaininja Studio (ITALIA) Team Entry Video – Master Award |
Titanomachy mi è piaciuto molto, ho un debole per treni e robottoni, ma il mio preferito è il mitico Steamnocchio: fantastico Geppetto inventore. ^__^ BaktoFairy naturalmente l’ho segnalato solo perché c’è una fatina (ma ci eravate arrivati tutti, immagino). Alice’s adventures in Steamland è carino, ma l’abbinamento Alice-Steampunk è vecchio e stravecchio, banale ormai: sarà che la narrativa fantastica dell’Ottocento si presta bene allo Steampunk, ma ormai di inserti e rielaborazioni Steampunk di Alice (chi non ricorda certe atmosfere e scenari di American McGee’s Alice, un capolavoro!) ne ho viste a sufficienza negli ultimi anni da considerarle cliché quanto “gli elfi nei boschi”.
Pescando la prime tre che mi passano sotto il naso, ecco un’altra Alice in versione Steampunk e un bellissimo Gatto del Cheshire… e ovviamente un’immagine legata al prossimo American McGee’s Alice 2 che attendo con ansia ^__^ (uscita prevista per il 2011). Non dico che non si possa produrre qualcosa di ottimo in chiave Steampunk partendo dai due libri di Lewis Carroll, ma di certo l’elemento di originalità della scelta in sé è zero.
Ora delle opere che non sono state premiate, ma meritano di essere viste.
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| “Sleeping Beauty” di Antonio Caparo “SteamOctopus” di Alex Broekel |
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| “Escape Plane B” di Michael Dashow “David and Goliath” di Roger Nobs |
Potete vedere tutti i vincitori e i segnalati qui e qui.
Concorso per Racconti Steampunk
Scritto da Il Duca Carraronan il 22 feb 2010 | Categorie: Concorsi Letterari, Steamfantasy, Steampunk
Negli anni scorsi mi era capitato spesso di organizzare piccoli concorsi per racconti all’interno del Forum del Ducato. L’ultimo concorso risale all’inizio del 2009, la Gara Pornofantasy che aveva unito il pubblico del Forum del Ducato con quello di Baionette Librarie. Pensavo di organizzare una gara Rabbit Weird questa estate, ma poi per la mancanza di voglia ho rinunciato.
Poche settimane prima di chiudere il suo blog, Gamberetta mi aveva invitato a organizzare una nuova gara a tema Steampunk Tecnologico: in fondo io adoro lo Steampunk Tecnologico, pure a Gamberetta non dispiace e sono passati parecchi mesi dall’ultima gara. Era una buona idea.
Un concorso a partecipazione gratuita, ovviamente, ma questa volta con un premio. Gamberetta mi aveva suggerito di cercare un ciondolo steampunk o qualcosa di simile. Con l’aiuto di alcune amiche ho selezionato un premio che spero possa piacere (più in giù ci sono le foto). Oltre al ciondolo c’è un altro premio: trovate tutti i dettagli nel box sotto.
Credo sia giusto organizzare il concorso anche se lei non può più pubblicizzarlo su Gamberi Fantasy o seguirne l’evoluzione. Credo che il miglior modo per ringraziarla e dirle che ci manca è darle un BEL racconto Steampunk da leggere per quando tornerà tra noi, scritto con cognizione di causa e con uno stile che non sia un insulto alle più banali convenzioni della buona narrativa. Darle un po’ di fiducia nelle capacità degli scrittori italiani. Potete riuscirci?
Lunghezza dei racconti: tra le 2.000 e le 7.500 parole.
Tipo di racconto: Steampunk Tecnologico con o senza Fantasy.
Vincolo Conigliesco: nel racconto deve essere presente almeno un coniglio, non necessariamente in un ruolo importante e non necessariamente un coniglio in carne ed ossa. Trovate voi il modo di integrare l’elemento conigliesco nella storia. Non ci vuole niente, con un minimo di fantasia.
Ulteriore vincolo: va bene l’ironia, ma niente parodie, opere comiche o “omaggi” con il Duca e Gamberetta. Cercate di scrivere seriamente, come se fosse davvero un racconto di cui vi frega qualcosa e non una roba buttata giù “tanto per”. Ok?
Consegna racconti: entro e non oltre domenica 7 agosto 2010.
Numero di racconti per partecipante: da uno a quanti te ne pare.
Correzioni e reinvio: quante volte ti pare, ma alla fine gareggia solo l’ultimissima versione inviata di un certo racconto per cui NON mandare tre versioni diverse dello stesso racconto con tre finali diversi nella speranza che uno mi piaccia più degli altri .
Dove inviare: mandare i racconti a concorso.steampunk@gmail.com.
Formato del file: RTF, DOC, DOCX o ODT.
Inserire nella mail: nickname (se disponibile e/o se vi va), obbligatorio nome e cognome. L’indirizzo a cui inviare il premio verrà chiesto solo in caso di vittoria: non spacciatevi per donne nella speranza di essere favoriti dal Duca. Io manderò l’oggetto SOLO alla persona di cui avete dato il nome (se ve lo siete inventati e non vi chiamate davvero “Samantha Lolita” sono cavoli vostri).
Chi decide il vincitore: il Duca e basta (non è possibile chiedermi pareri o editing per opere che intendente inviare al concorso: al massimo posso rispondere ai dubbi sullo Steampunk e poco altro).
Quando verrà comunicato il vincitore: in base al numero e alla lunghezza delle opere, tra settembre e ottobre (ma pensavo di copiare altri premi prestigiosi e non dirlo nemmeno dopo tre anni ^_^).Premio: il ciondolo in foto, l’editing dell’opera con il Duca per migliorarla un altro po’ (se e dove necessario) e infine la pubblicazione in formato digitale gratuito (PDF, EPUB, RTF e forse altri formati) su Baionette Librarie e in qualunque altro posto in cui riuscirò a farlo finire. Nel caso in cui ci fossero almeno tre o quattro opere decenti, oltre al vincitore pubblicherò in eBook anche gli altri meritevoli: una bella antologia del concorso! Non è molto probabile, dubito perfino che si possa trovare UN racconto decente da premiare, ma nel caso la mia intenzione è quella. Inviando il vostro racconto ACCETTATE di pubblicare l’opera in internet con questa licenza Creative Commons o equivalente (i diritti per guadagnarci sopra, nel caso, rimangono vostri: io voglio solo che possa girare gratis in internet, poi se voi trovate anche un editore cartaceo o Spielberg ci fa un film, buon per voi! ^_^).
Tornando al ciondolo: è un premio per ragazze, per cui se siete dei maschinerd sfigatisingle e non avete nessuna a cui darlo, potrete regalarlo alla cara Gamberetta a cui il concorso è dedicato (provvederò a trovare un modo per farglielo avere). Il ciondolo si chiama “Past in Pink… Steampunk“. Mi piace l’abbinamento degli ingranaggi e dell’ottone (steampunk) con i cristalli rosa (Gamberetta). Dal vivo (e nelle foto del venditore) si vede bene che i cristalli sono rosa: le mie due foto rendono male. L’oggetto è identico a come veniva pubblicizzato.
Foto dal negozio online (^_^)
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Cliccare per ingrandire
Foto che ho fatto io (._.)
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Cliccare per ingrandireAnnullamento concorso: nel caso in cui non ci fosse nessun racconto decente, NON verrà premiato il meno brutto: se faranno troppo schifo annullerò il concorso e regalerò il ciondolo, se mi va, tirando a caso tra i partecipanti (o scegliendo la loli più carina del gruppo).
Non sono il Premio Urania, non voglio premiare pura spazzatura e sporcarmi il nome con la merda: la vittoria ve la dovete guadagnare con la qualità, non sgomitando in una lotta tra ritardati in stile Fentasi Itagliano. Avete più di cinque mesi, degnatevi di produrre qualcosa che non sia la solita itaglianata fatta da itaglioti retard-snob. Chiaro?
Se i partecipanti saranno meno di dieci, annullerò la gara a meno che tra questi non vi siano (miracolo!) tre o quattro racconti abbastanza decenti da meritare la pubblicazione nell’antologia in eBook. Onestamente mi pare impossibile, ma non si sa mai. ^_^”Chi può partecipare: maschi e femmine, di qualsiasi età, pubblicati da qualche editore o del tutto inediti, è lo stesso. I racconti NON devono essere stati già pubblicati in eBook o cartaceo (voglio roba nuova, ma valuterò caso per caso eventuali pubblicazioni su Internet precedenti) e preferirei che rimanessero inediti fino alla fine del concorso (anche per poterli presentare al meglio in caso di vittoria, con l’editing fatto assieme), ma se volete pubblicarli prima del verdetto sui vostri blog immagino di non potervi fermare. Dopo la gara, in ogni caso, potrete fare quello che volete (condendo il tutto con “ke kattivo il duka il mio rakkonto è mlt più bello kuella ke a vinto dv averli ftto dei favori sexuali!!!111″).
Per domande: mandate i vostri dubbi a concorso.steampunk@gmail.com oppure usate i commenti di questo articolo.
Progettate il racconto con l’idea di NON superare le 7.500 parole —PAROLE, non caratteri, PAROLE— e, se proprio non vi basta lo spazio, potete sforare di 500 parole portando il limite massimo a 8.000 piuttosto che tranciare il finale o fare altri brutti tagli alla cavolo.
Cercate però di progettare bene il racconto: 7.500 PAROLE (grossomodo 44.000 battute) sono TANTE se sapete scegliere e gestire bene le scene da scrivere! Se mi mandate 7.900 parole di cui 2.000 di prologo e infodump tagliabili, NON fate una bella figura.
Non accorciate e/o sintetizzate opere più lunghe o trame immaginate per un ipotetico romanzo: progettate fin dall’inizio un’opera nuova che stia attorno alle 3.000-6.000 parole. Ok? È il metodo più sensato per non produrre aborti pieni di tagli, infodump e, in generale, illeggibili.
Come contare le parole
Ora vi farò vedere come si contano le parole su OpenOffice 3 e su Office 2007, con tanto di screenshot. Nel caso di OpenOffice, per evitare sgradevoli casi di conteggi sballati, ho inserito il suggerimento di selezionare tutto il testo prima di effettuare il conteggio (altrimenti può capitare che dica stronzate, come nello screenshot riportato).
| OpenOffice 3 |
![]() Cliccare per ingrandire |
| Office 2007 |
![]() Cliccare per ingrandire |
Con Office 2003 bisogna andare al menù Strumenti e fare Conteggio parole. Se avete Office 2000 o OpenOffice 2 arrangiatevi a trovare il conteggio. Non è difficile.
Steampunk accettato
Lo Steampunk accettato per questo concorso è quello Tecnologico. La precisazione non è banale: lo Steampunk della prima generazione (come quello di Jeter e Powers: maghi egizi, re Artù, Merlino…) era Historical Gonzo Fiction e non era necessariamente legato al retrofuturismo o alle invenzioni portentose. Lo Steampunk definito con la frase “come sarebbe stato il passato se il futuro fosse accaduto prima” è più recente. Tecnologie anacronistiche, contaminate dallo stile e dal gusto estetico della meccanica dell’Ottocento: razzi spaziali, basi sottomarine, dirigibili, macchine analitiche (calcolatori meccanici), armi a raggi, esoscheletri corazzati a vapore, mech bipedi a vapore, macchine orbitanti spara raggi della morte, avventure coloniali su Marte ecc… ecc…
Potete scegliere di inserire invenzioni portentose in un mondo per il resto normalmente di metà Ottocento o primissimi anni del Novecento (anche in stile Edisonata, con l’eroico inventore e le sue macchine portentose che lo fanno trionfare) oppure potete ambientare la storia in un Ottocento alternativo in cui i macchinari anacronistici sono diffusi (il telefonoscopio di Albert Robida -un mix tra TV e videochiamata-, le auto a vapore, il chinotropio e le fortezze a vapore come in The Difference Engine, i mech da combattimento a vapore, armi spara fulmini di Tesla ecc… ecc… inventate qualcosa o pescate in giro nei classici).
Potete inserire elementi fantasy a piacere. Non sono necessari, ma nemmeno proibiti. Potete spaziare da uno Steampunk tecnologico ambientato nel vero Ottocento a una città Fantasy Steampunk in stile New Crobuzon. O potete contaminare di Fantasy un’ambientazione ottocentesca retrofuturistica, mischiando tecnologia e magia (golem a vapore fatti di carne, legno e metallo). Sono ben accette anche le avventure coloniali nello spazio, tra i canali di Marte o le letali giungle di Venere.
Fate voi, basta che sia chiaramente Steampunk tecnologico: non incollate un paio di gadget steampunk in una storia progettata per non essere nemmeno un po’ steampunk. Non funziona così: sarebbe squallido, poco professionale e, fondamentalmente, di cattivo effetto. Pensate la storia fin da subito come qualcosa di Steampunk, retrofuturistico, tecnologico: un tripudio di legno, meccanica e mentalità retrò.
Potete a piacere calcare la mano sul “punk”, come piace ai militanti politicizzati della Steampunk Magazine, oppure potete rimanere più fedeli alla tradizione ottocentesca e scrivere avventure con spiccati elementi razzisti, classisti e imperialisti senza criticarli o denigrarli in nessun modo. A me va tutto bene.
Ora qualche immagine con commento, per chiarire meglio le idee. Troverete fonti e letture Steampunk da cui attingere nella prossima sezione del post.
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| Il telefonoscopio. Un mix tra una televisione (si possono vedere spettacoli teatrali o leggere le ultime notizie) e un dispositivo per la video-chiamata. Parecchio anacronistico. |
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| Scheletri che lavorano in una fabbrica o forse in un ospizio per i poveri gestito da un necromante. È steampunk in stile “prima generazione”, alla Powers o Jeter. Non stonerebbe affatto in uno Steam Fantasy, ma di per sé in questa immagine non c’è nulla di Steampunk Tecnologico. |
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| “Steampunk” di Manitto e Torriani, fumetto pubblicato nel 1994 da Hobby & Work. Mech a vapore bipedi, malvagi crucchi con armi automatiche e truppe aviotrasportate con le ali meccaniche! Detto così sembra bello, ma non lo è: c’è pochissima di questa roba… |
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| Un laboratorio con degli strani macchinari e dei mostriciattoli. L’uomo forse è lo scienziato che li ha scoperti o creati. O uno scienziato-stregone che li ha evocati mischiando la cabala ai più avanzati studi sull’elettromagnetismo. Temo che i mostriciattoli abbiano mangiato il suo pranzo. Potrebbe andar bene, dipende dai retroscena tecnologici. |
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| Steamnocchio. Steampunk Tecnologico, fantasy, inventori e Collodi tutto assieme! (di Fabricio Moraes, uno dei vincitori della competizione “Steampunk: Myths & Legends“) |
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| L’Oscillatore Eterico Austroungarico! Tremate, russi! |
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| Steam Trek: le parodie NON sono gradite! |
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| Il Pedobear nella Guerra Franco-Prussiana: questo FORSE non è Steampunk nemmeno per Jeter e Powers… |
PS: e non dimenticate il coniglio! ^_^
Letture consigliate varie
Non ci sono molti testi in italiano da consigliare, soprattutto se si restringe il campo allo Steampunk con elementi tecnologici. Consiglio Perdido Street Station di China Miéville, per chi vuole darsi allo steampunk fantasy. Le Macchine Infernali di Jeter ha vari elementi tecnologici e bizzarrie (uomini pesce, incroci deformi, automi a orologeria, una macchina per distruggere la Terra) in un ottocento per il resto normale: può valer la pena provare a leggerlo. La Macchina della Realtà di Sterling e Gibson ha un 1855 retrofuturistico: lo stile è noioso, ma per i riferimenti e l’ambientazione può essere un’ottima lettura per imparare qualcosa sullo steampunk (è il libro che chiude il prima generazione, l’unico in pratica ad essere “punk” e paragonabile in qualche modo al cyberpunk).
Consiglio anche la prima parte di Fuoco nella Polvere di Lansdale (macchinari strani retrofuturistici e un Ottocento diverso dal nostro, a partire dai giapponesi), ma se lo leggete tutto male non fa: non mettetevi però pure voi a far parodie dei personaggi dei romanzi del XIX secolo che non sono gradite in questo concorso!
Per la fabbrica dei draghi di metallo e il clima retrò tecnofantasy, consiglio anche le prime 50 pagine (circa) di Cuore d’Acciaio di Swanwick: il resto non c’entra manco per sbaglio con lo Steampunk.
Li trovate tutti piratati su eMule. O potete cercarli in biblioteca.
In inglese ci sono più libri, ma preferisco segnalare materiale in italiano.
Per ulteriori spunti consiglio di guardare i manuali di Space 1889 e Castle Falkenstein, in particolare questo manuale ricco di illustrazioni di marchingegni steampunk:
Steam Age: Amazing Wonders Through the Power of Steam.
Trovate anche altri manuali di questi giochi su Gigapedia.
Ulteriori spunti e informazioni a tema Steampunk.
Brass Goggles
The Gatehouse
Laboratory of Time: il principale forum italiano.
Steampunk Forum: il principale forum internazionale.
La sezione Steampunk di Dark Roasted Blend.
La mia sezione Steampunk.
Prossimamente parlerò ancora di Steampunk, con un articolo dedicato per ripercorrere i molti modi in cui lo Steampunk si è evoluto dalle origini, rendendo difficile definirlo solo come un “genere” quando ormai è una “sensibilità” artistica che colpisce narrativa, artigianato, moda, disegno ecc… con differenti accezioni, seppure con molti punti in comune. Un assaggio è già stato dato in questo articolo. Mi concentrerò sulla narrativa e spero di pubblicarlo a marzo.
Manuali di scrittura e consigli utili.
L’articolo sulle descrizioni di Gamberetta e quello sui dialoghi. Chiari, semplici e ricchi di esempi. Un’ottima lista di manuali di scrittura, praticamente tutti in inglese e reperibili su Gigapedia. Per informazioni sull’Ottocento consiglio i libri indicati qui.
Per completezza, se vi interessa, qui “???” riporta un mio commento ricevuto via mail a tema infodump e strane creature.
Una richiesta.
Se anche non vi interessasse partecipare, vi chiedo di pubblicizzare sui vostri blog o nei forum che frequentate (se a tema fantastico o scrittura) questo concorso, in modo che tutti gli interessati possano esserne informati il prima possibile: dei cinque mesi disponibili mi aspetto che due o tre vadano via solo nella ricerca di informazioni e nella lettura del materiale utile.
Steampunk Web: Internet è una serie di tubi!
Scritto da Il Duca Carraronan il 29 dic 2009 | Categorie: New Weird, Steamfantasy, Steampunk, Storia
Come si dice da tre anni ormai, “Internet è una serie di tubi”.
Per chi non si dovesse ricordare i dettagli della vicenda che ha reso famosa questa frase del senatore Ted Stevens, ecco un paio di link: Wikipedia e Boing Boing.
I just the other day got, an internet was sent by my staff at 10 o’clock in the morning on Friday and I just got it yesterday. Why?
Because it got tangled up with all these things going on the internet commercially…
They want to deliver vast amounts of information over the internet. And again, the internet is not something you just dump something on. It’s not a truck.
It’s a series of tubes.And if you don’t understand those tubes can be filled and if they are filled, when you put your message in, it gets in line and its going to be delayed by anyone that puts into that tube enormous amounts of material, enormous amounts of material.
Meno male che è un ex-senatore ormai, perché dover spiegare a una simile mummia retrograda la differenza che passa tra Internet e la posta pneumatica, o le tubazioni del lavandino, credo sia impossibile. ^_^”
Al massimo si riuscirà a spiegargli la differenza tra una e-mail e internet, così smetterà di dire che gli internet gli arrivano in ritardo di ore perché i tubi del web sono intasati…
Il riferimento ai tubi di internet nella nuova grafica immagino sia stato colto da tutti e visto che internet è una serie di tubi, ecco due video dedicate a internet nell’Età del Vapore!
Il secondo video riporta una serie di meme di internet ancora molto in voga all’epoca del filmato (nel 2007): chi non ricorda il ragazzino ciccione, lo Star Wars Kid, o Gary Brolsma, il cretino della Numa Numa Dance?
Il primo video è solo la sequenza iniziale del secondo rifatta meglio, con un internet deliziosamente Steampunk-Retard. Fantastico. ^_^
E ora un paio di informazioni sulla posta pneumatica che potrebbero far felici gli amanti dello steampunk/steamfantasy che bazzicano da queste parti. La posta pneumatica (meglio “tubi pneumatici”) utilizza l’aria compressa o il vuoto generato da pompe per muovere contenitori lungo una serie di tubi, fino al punto di smistamento o all’arrivo finale. Questi contenitori, dei cilindri in metallo o vetro/plastica e metallo, contengono piccoli oggetti o messaggi. Se ne possono vedere spesso nei costumi steampunk, agganciati alle cinture.
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Le applicazioni attuali sono limitate, ridotte al trasferimento di piccoli oggetti fisici (non semplici informazioni riducibili in digitale) all’interno dei confini di un edificio: denaro in un supermercato o in banca, medicinali in un ospedale, più raramente ormai burocrazia interna a un’azienda, biglietti in un aereoporto (o perfino pezzi di aereo in quello internazionale di Denver), oggetti vari in una fabbrica… cose di questo tipo. Magari qualche mio lettore ci lavora abitualmente con la posta pneumatica.
Decenni fa però la posta pneumatica collegava gli uffici postali all’interno delle grandi città.
Il fax prima e internet poi hanno spodestato i tubi pneumatici dal ruolo di corriere all’interno dei confini cittadini, ma un tempo la posta pneumatica permetteva di recapitare messaggi a chilometri di distanza, da un ufficio postale all’altro.
In Germania c’erano buste specifiche per l’invio dei messaggi attraverso la Rohrpost.
Si era arrivati a ipotizzare, decenni fa, che in futuro la posta pneumatica avrebbe raggiunto ogni casa degli Stati Uniti. Pur con tutti i suoi limiti, ad esempio l’impossibilità per le fan di inviare mutandine usate al Duca, trovo la diffusione di Internet con banda larga un’evoluzione tecnologica molto superiore alla retrofuturistica “posta pneumatica in tutte le case”: le fan del Duca possono, ad esempio, mostrargli il seno in webcam. ^_^
Un paio di info sulle diffusione delle reti di posta pneumatica:
1853: Collegamento della Borsa di Londra con il principale ufficio telegrafico cittadino (distante 200 metri).
Anni 1850: Genova (12 km di tubi, sperimentale, poi sviluppata dal 1913).
1864: Amburgo (con progetti nel 1963 per una nuova rete di 49 km su 5 linee).
1865: Berlino (fino al 1976: nel 1940 arrivò a 400 km di tubi per collegare 79 tra uffici postali e telegrafici).
1866: Parigi (fino al 1984: arrivò a una lunghezza di 467 chilometri nel 1934).
1875: Vienna (fino al 1956).
1889: Praga (55 km, servizio interrotto dall’inondazione del 2002).
Altre città che si sono dotate di un servizio di posta pneumatica, in qualche epoca: Monaco di Baviera, Rio de Janeiro, Roma, Firenze, Napoli, Milano, Torino (nelle città italiane iniziò a svilupparsi seriamente solo dopo il 1913, grazie alle sperimentazioni condotte a Torino nel 1911 e a Genova nel 1910), Trieste, Marsiglia, Boston, New York, Philadelphia, Chicago e St. Louis.
Per maggiori informazioni consiglio questa pagina.
Ogni sistema era un po’ diverso, ma il principio era lo stesso. In ogni caso era una tecnologia costosa e che richiedeva molta manutenzione visto che le capsule (sparate a 30-50 km/h, mica lumache!) venivano decelerate alla destinazione da un deflettore che sbucava fuori a intercettarle. Le capsule, per ridurre l’attrito e favorire la buona tenuta d’aria, erano spesso coperte di feltro.
![]() Lettera inviata con la posta pneumatica di Genova, 1946 |
![]() Francobollo apposito per il servizio |
La posta pneumatica, di cui si decise il progressivo abbandono a partire dagli anni ‘60 (tranne nel caso di Amburgo che ancora voleva investire) e per noi ormai simbolo di retrofuturismo, grazie all’uso massiccio fatto dai governi e dalle aziende è diventata il simbolo della burocrazia (in particolare della stagnazione della burocrazia fine a sé stessa).
Nel romanzo 1984 di George Orwell è proprio tramite la posta pneumatica che arrivano sulla scrivania di Winston gli articoli da modificare per il Ministero della Verità. Nel film Brazil, assieme ad altre tecnologie retrò, appare anche la posta pneumatica. Nel videogioco Grim Fandango, un piccolo capolavoro, il protagonista Manny Calavera ha la posta pneumatica che gli arriva dritta in ufficio nel Dipartimento della Morte. La posta pneumatica non sfigurerebbe, per usi interni agli edifici o per le consegne cittadine, in nessuna opera Steam: in Perdido Street Station, romanzo Steampunk Fantasy di China Miéville appartenente alla corrente del New Weird[nota], nella scena in cui l’impiegato falsifica la fattura delle larve e poi la spedisce al destinatario, viene usato un complesso sistema di gabbie metalliche, ganci e nastri trasportatori (attivati da calcolatori meccanici che ricevono istruzioni tramite schede perforate) che potrebbe essere benissimo sostituito da un più semplice sistema di posta pneumatica (pur mantenendo il controllo a schede).
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| La Posta Pneumatica di Praga: pannello di controllo principale; pannello di controllo di un pompa; capsule moderne in alluminio e plastica; pompa originale degli anni ‘30; sala macchine con le pompe; controlli della cinque corsie principali; ingresso in cui si inseriscono le capsule. |
Se si possono inviare lettere e oggetti perché non persone? In fondo una capsula o un vagone non sono molto diversi…
E infatti si pensò di utilizzare vagoni mossi dall’aria compressa anche per il trasporto di persone. Vennero realizzate delle tratte, anche di chilometri, tra 1844 e 1869, ma per vari problemi alla fine la tecnologia non prese mai piede (ad esempio mancanza di finanziamenti negli scavi per passare sotto il Tamigi e altre cose di questo tipo… senza contare che costavano più del doppio, in spese per l’energia, dei treni a vapore).
Un indiscutibile vantaggio del vagone-capsula sarebbe stata l’assenza di fumo nei condotti scarsamente areati della metropolitana (se ne parla anche in The Difference Engine di questo problema). Locomotive con motori ad aria compressa, ma non spinte dall’aria compressa esterna, vennero realizzate con successo per uso minerario nell’Ottocento. Dato che il trasporto umano lungo “tubi” (parodiato nei Jetsons -i Pronipoti in Italia- o in Futurama) non è di mio diretto interesse per l’articolo mi fermo qui. ^_^
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| A sinistra: applicazione del tubo pneumatico per il trasporto di posta e persone proposta da Alfred Ely Beach nel 1868. A destra: vagone del treno pneumatico di Alfred Ely Beach come apparso nel 1870 su “Scientific American”. |
Nota sul New Weird.
Ho preferito parlare di corrente, come è in realtà più corretto fare, perché nel caso di China Miéville l’interpretazione del New Weird coincide con un fantasy ricco di elementi bizzarri che lo discostano dai brutti cloni di Tolkien, ma politicamente impegnata, no-global e specchio del mondo del “dopo Seattle” (in particolare in Iron Council): una visione estremamente diversa da quella di VanderMeer la cui definizione di “genere New Weird” (che di per sé è MOLTO valida, innovativa e interessante) se applicata in realtà comprende solo le sue opere personali. La famosa lista di opere New Weird a fine antologia, nessuna delle quali (perlomeno nessuna di quelle che è stato possibile valutare) rispetta la definizione data, è un calderone assemblato con disgustosa e plateale malafede solo al fine di far pubblicità a VanderMeer (dando un background prestigioso al New Weird) e di conseguenza dargli “autorevolezza” come Scrittore all’avanguardia. Chi se lo sarebbe cagato di striscio se avesse rivelato che non c’era nessuna bibliografia di opere da indicare coerenti con la “precisa” definizione di New Weird da lui coniata a parte le sue? Nessuno.
Perché ha fatto tutto questo? Nella speranza di un dibattito flame pubblico che poi non c’è stato e di cui si è pure lamentato alcuni mesi fa: ha sparso menzogne, ha lavorato duro per scandalizzare chiunque avesse mezzo cervello nel cranio e una infarinatura minima di narrativa fantastica… e non ha ottenuto in cambio l’attenzione/pubblicità desiderata! Povero cocchino. In compenso le vendite dell’antologia sono andate bene, anche se il mondo ha ignorato le sue affermazioni come se fosse un povero scemo. ^_^
Dopo aver scoperto tutto ciò nella primavera scorsa, leggendo l’antologia The New Weird che avevo comprato su Amazon e trovandone poi conferma altrove, ho provato un tale ribrezzo nei confronti di VanderMeer da non riuscire più a sopportarlo, nonostante spesso dica cose condivisibili nel suo blog. Comunque, tolta la miseria umana di VanderMeer come individuo che ricorre alla menzogna e alla falsificazione (e se ne sbatte dell’incoerenza) per guadagnare qualche monetina, la sua definizione di New Weird rimane eccellente a patto di non “estenderla” all’idea che qualsiasi opera di qualsiasi sotto-genere, sia essa steampunk, science fantasy, tecnofantasy ecc… vada etichettata come New Weird se risulta molto fantasiosa: usare un “genere” come sinonimo di “fantasioso e ben fatto” è una colossale stronzata che nessun individuo dotato di un cervello potrebbe tollerare. Il New Weird è una cosa precisa e molto bella, punto, non un calderone pubblicitario in cui ficcare di tutto, altrimenti è meglio interpretarlo solo come corrente e non come genere (non tutte le opere della “corrente” New Weird ricadono nella definizione di “genere” New Weird data da Jeff VanderMeer).
Il Duca col pickelhaube e qualche libro Steampunk e Steamfantasy
Scritto da Il Duca Carraronan il 03 lug 2009 | Categorie: Libri, Steamfantasy, Steampunk, Vita del Duca
Mi è arrivato il nuovo elmetto: un pickelhaube da ufficiale in metallo. Dato che negli ultimi quattro anni sono passato da un interesse prevalentemente Rinascimentale a uno Ottocentesco, mi è parso giusto sostituire il cinquecentesco morione crestato con un elmetto più adatto!
L’elmo è Made in India o qualcosa di simile, fabbricato con acciaio dolce da quattro soldi (ovvero AISI 1010 o 1020), cuoio e un po’ di ottone. Il metallo, tolti i rinforzi sui bordi, è spesso circa 1-1,25 mm. Peso complessivo 1050 grammi.
La verniciatura del metallo è buona e il grasso di conservazione per la spedizione era abbondante (ho dovuto ripulirlo per bene). Meno buona la verniciatura delle due piccole coccarde che coprono l’attaccatura della cinghia alla calotta di metallo: una era nera e l’altra di un brutto rosso venuto male (sigh). Dato che per i crucchi della mia ambientazione SteamFantasy preferirei elmetti privi del colore rosso, ho scelto di verniciare e rifinire i dettagli per ottenere la combinazione Nero-Bianco-Oro.
C’era anche una leggera patina di ruggine sul sottogola, ma grattando è andata via. Non sono nemmeno sicuro che fosse proprio ruggine: forse era solo grasso incrostato. Dovrò completare la manutenzione dei colori per le coccarde, ma già ora è in buono stato.
Per essere un elmetto pagato 51 euro (da un venditore austriaco) è fin troppo buono: ho visto di molto peggio, elmetti molto più “falsi” e pacchiani, a 160 e più euro.
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| MIT GOTT FÜR KOENIG UND VATERLAND |
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| Le mie lettrici devono essere incredibilmente arrapate ormai! Trattenetevi ancora qualche secondo dal far correre le delicate manine sotto le mutandine… |
Variante in camicia hawaiana!!!
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| Ora, Fan del Duca, siete autorizzate a masturbarvi! ^__^ O perlomeno a diventare FAN del Duca su Facebook |
E ora, in risposta alle molte richieste ricevuto in passato via mail e nei commenti, l’ultima delle quali questa notte…
Aealith chiede:
Dato che si parla di steam mi potete consigliare qualche buon libro del genere(steam-punk o ancora meglio sullo steam-fantasy)?
Avrei un paio di pile(in senso letterale) di libri arretrati ma almeno metto in lista grazie.
…alcuni libri consigliati a tema Steampunk e alcuni possibili libri Steamfantasy.
Alla fine mi son detto “questa volta rischiamo di rispondere”, tanto male che vada avrò fornito degli spunti per trovare altri libri migliori di quelli da me indicati.
Dato che non mi fido del mio parere e tanti libri nemmeno si trovano piratati, mi sono affidato ai consigli degli esperti del genere (gli appassionati) per la selezione, scartando i libri di Steampunk Jeteriano o Historical Gonzo Fiction.
Molti titoli li ho trovati in una discussione online iniziata nel 2006: un tizio cercava libri Steampunk che fossero del tipo di “The Difference Engine“, ovvero steampunk tecnologico alla Gibson e non maghi egizi alla Powers, e diceva esplicitamente di non volere nemmeno cose come “The Steampunk Trilogy” di Di Filippo, dato che per molti appassionati che aveva sentito non era vero Steampunk.
Insomma, voleva Steampunk “serio” (LOL).
Qualche Libro Steampunk
Ecco alcuni dei libri che mi sento di indicare. Non sono i soliti arcinoti Blaylock (”Homunculus” e “Lord Kelvin’s Machine”) e Jeter (”Le Macchine Infernali”, un altro dei libri di Jeter scritti da cani come è sua abitudine: perché uno scrittore dovrebbe rifiutarsi di imparare a scrivere decentemente? Mistero!).
Per completezza si può aggiungere anche il famoso “The Warlord of the Air” di Michael Moorcock, che più che un precursore dello Steampunk è ormai considerato da molti Steampunk vero e proprio. E si trova pure piratato senza problemi.
“The Peshawar Lancers” di S. M. Stirling
Un romanzo Steampunk post-Apocalittico.
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The story details a world where a heavy meteor shower, known as “the Fall,” impacted with catastrophic force across much of the Northern Hemisphere in 1878, creating a massive dust cloud that blots out the sun. This in turn causes the collapse of Industrialized civilization, which is unable to survive without the ability to raise crops in winter-like conditions that last for three years. In order to survive, the British Empire, under the leadership of Queen Victoria and Prime Minister Benjamin Disraeli, employed the Royal Navy and dozens of civilian ships to evacuate the population of the British Isles to its colonies in India, Australasia, and South Africa over the next several years. After martial law breaks down in 1881, the rioting British lower classes storm the remaining military outposts in London; unable to escape in time, Benjamin Disraeli is killed by rioters and becomes a martyr. The British Isles are abandoned, initially becoming the home of groups of degenerate cannibalistic savages, most of which quickly consume each other to extinction, and are only cautiously recolonized in the 20th Century. By the time relatively normal weather returns, nine-tenths of the former population in Britain, as well as millions of other people around the world, have died as a result of the disaster.
La storia vera e propria inizia nel 2025, quando l’Impero Britannico, ora chiamato Angrezi Raj (che nel nostro mondo indicava solo i possedimenti “indiani”), ha ripreso a colonizzare il mondo caduto nella barbarie dopo la catastrofe. I britannici però non sono soli: anche le altre nazioni “sopravvissute” stanno lottando per il dominio globale.
Anche se il libro è ambientato nel 2025, le tecnologia è tutt’altro che futuristica, nell’insieme. Non è nemmeno a livello di quella di metà Ventesimo secolo. La catastrofe e l’isolamento hanno notevolmente rallentato l’evoluzione tecnologica: l’aeronautica è dominata dai dirigili a idrogeno e gli aerei col motore a scoppio sono ancora molto rari, come era a inizio Novecento in Europa. Ci sono inserti di anacronismi tecnologici propriamente Steampunk, ma non molti. Nel campo della biologia sono però molto evoluti.
Descrivendolo in poche parole: un mondo pre-Grande Guerra post-Apocalittico con tecnologia vagamente Steampunk. Meglio comunque questo genere di Steampunk che non quello delle “Porte di Anubis” o della “Notte dei Morlock”, no?
Trovate la trama per esteso, con rischio spoiler, e altri dettagli sull’ambientazione qui: http://en.wikipedia.org/wiki/The_Peshawar_Lancers
Si trova piratato in formato .lit su eMule, rete Kad.
“Fitzpatrick’s War” di Theodore Judson
Un altro Steampunk post-Apocalittico.
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In the twenty-sixth century the world is a very different place. The United States and Canada are gone, replaced by the socially rigid, authoritarian Confederacy of the Yukon. Also gone is the electronic age-destroyed in the apocalyptic Storm Times that devastated the globe and decimated the world’s population in the late twenty-first century. It is now, once again, an age of steam, an age of lighter-than-air craft, an age of feudalism and knighthood, and for some, an age of conquest.
Fitzpatrick’s War is the intimate memoir of Sir Robert Bruce, a close companion of Fitzpatrick the Younger, the greatest hero of the Yukons. Yukon History paints Fitzpatrick as a latter-day Alexander the Great, and calls Bruce a lying traitor. Was Robert Bruce a degenerate scoundrel…or the only man to tell his world the truth?
La storia è raccontata come se fosse l’autobiografia di un Brigadier Generale della Confederazione di Yukon del XXV secolo, sir Robert Mayfair Bruce, nell’edizione a cura del professor Roland Modesty Van Buren, un rottinculo moralista del XXVI secolo.
Con questo trucco Judson ci permette di vedere assieme sia la “storia ufficiale” che la versione “non ufficiale” del generale Bruce.
Per una buona descrizione dell’ambientazione e per la trama in versione estesa vi rimando alla solita wikipedia inglese: http://en.wikipedia.org/wiki/Fitzpatrick’s_War
Non l’ho ancora trovato piratato: se qualcuno lo trova, me lo dica. Grazie.
“Anti-Ice” di Stephen Baxter
Steampunk con tecnologia anacronistica!
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Il romanzo inizia con una lettera datata luglio 1855, in piena Guerra di Crimea, scritta da un soldato del 90° Fanteria Leggera impegnato nell’assedio di Sebastopoli. La lettera mostra dagli occhi del soldato Hedley Vicars l’incontro tra i suoi superiori e un ricco inventore e industriale, Josiah Traveller, che ha scoperto al Polo Sud il cosiddetto “Anti-Ghiaccio”, una sostanza che se riscaldata libera una quantità mostruosa di energia. Poco dopo l’incontro un enorme “fungo” di polvere e fiamme, stile esplosione nucleare, si innalza da Sebastopoli. La guerra termina rapidamente.
La storia inizia quindici anni dopo, quando ormai l’Anti-Ghiaccio (caduto da una cometa che ha spezzato in due la luna) è di uso comune e ha permesso uno strepitoso progresso tecnologico. Ma questa sostanza miracolosa, in una Europa percorsa da tensioni tra Francia, Inghilterra e stati Tedeschi, può essere ciò che causerà la rovina del mondo precipitandolo in un conflitto “nucleare” se l’Inghilterra ne perderà il monopolio.
Sullo sfondo della Guerra Franco-Prussiana, il romanzo segue le vicende di Traveller e del suo razzo spaziale “Phaeton” (molto in stile Verne di “Intorno alla Luna”) e di un altro Vicars (fratello del soldato di prima) che si trova nel razzo quando questo viene rubato dopo un misterioso attentato che ha dilaniato la Nave Terrestre che lo trasportava ecc… ecc… grossomodo la roba è questa qua. Io lo sto ancora leggendo per cui non so dire come sia con precisione. Se volete spoiler potete sempre fare un salto su wikipedia.
Anti-Ice si trova piratato su Gigapedia.org
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| Queen Victoria’s Bomb: sempre in tema di armi nucleari nella Guerra di Crimea… |
Qualche Libro Steampunk Fantasy (forse)
Questi non posso dire con certezza che siano libri Steamfantasy o, se preferite l’altra definizione, Steampunk Fantasy perché non ho trovato molte informazioni a riguardo e non li ho ancora letti, ma vengono citati esplicitamente come opere Steampunk Fantasy da alcuni appassionati di Steampunk e in un sito un paio di libri di Stephen Hunt vengono usati come termine di paragone per far capire cosa sia lo “steampunk fantasy” di cui parla Scott Card riferendosi alla nuova trilogia che sta scrivendo.
Io avrei preferito non citarli ancora (sto cercando di scaricarne uno per leggerlo: speravo di poterlo fare prima di accennarne sul sito), come non li ho citati in passato (preferendo limitarmi sempre al solo Perdido Street Station), perché non so quanto mi possa fidare degli articoli letti né so come siano davvero. Ma viste le insistenze da più parti e precisato il fatto che non metto le mani sul fuoco per questi libri, tanto vale ormai parlarne e basta.
Preannuncio che sono romanzi classificati per Young Adults, la stessa categoria in cui ricadono quelli della Troisi, anche se nei paesi anglosassoni pare che, a quanto dice Scott Card, “per ragazzi” non significhi “merda per spastici che nessun adulto normodotato leggerebbe”, ma semplicemente “ottimizzato per un pubblico che al primo momento di noia mollerebbe il testo per andare giocare con la PS3″. Quindi niente seghe mentali e lunghe descrizioni: azione! azione! azione!
Questo non significa cattiva scrittura, anzi, può significare ottima scrittura che cattura l’attenzione con la sua semplicità e con vicende interessanti. Potete usare come esempio certe Light Novel giapponesi di qualità, come quelle su Suzumiya Haruhi (si trovano tradotte amatorialmente in inglese e italiano): a me piacciono. Lo sforzo per lo scrittore di un buon libro “per ragazzi” non è molto minore di quello per un libro per “adulti”.
While young readers have responded very well to Ender’s Game and the Shadow series, this will be my first work of fiction specifically aimed at that audience. Since they are the most demanding and least forgiving of readers, my burden is to tell an exciting story without any of the digressions that adult readers take in stride. At the same time, I must take the creation of the world and the characters every bit as seriously as in any of my adult fiction. If I do my job right, adults are as likely to enjoy the story of Ligg’s discovery of his world and all the human races that inhabit it as kids are.
(Scott Card intervistato sulla sua nuova trilogia Steampunk Fantasy)
“The Court of the Air” di Stephen Hunt
Quando Molly Templar è testimone di un brutale omicidio nel bordello in cui è da poco apprendista, il suo primo istinto è quello di scappare e ritornare nell’ospizio per i poveri in cui è cresciuta, ma lì scopre che anche i suoi compagni orfani sono stati macellati. Molly, non avendo il cervello completamente ficcato su per il culo, capisce di essere il vero obbiettivo di quegli attacchi. Molly è poco più di una bambina, ma porta su di sé un segreto che la rende un obbiettivo da eliminare per i nemici dello Stato (ma che trama a cazzo è? Ok per gli orfani sbudellati che sono sempre un piacere, ma… bah!).
Pure Oliver Brooks non è meno fortunello: qualcuno ammazza il suo unico parente (lo zio mercante) ed è costretto a fuggire, scortato da un misterioso agente della Corte dell’Aria (gente che mangia fagioli canterini…). In fuga per mezza nazione, Oliver si troverà tra feccia di ogni tipo: ladri, spie, fuorilegge e… allevatori di conigli! (forse)
Molly e Oliver (sigh) dovranno affrontare un terribile minaccia per la civiltà, un antico potere che si pensava (doppio sigh!) scomparso da millenni. I nemici sono una miriade di rottinculo cattivissimi (triplo sigh!), ma fortunatamente i protagonisti hanno con loro tanti coraggiosi amici (quadruplo sigh!) che li aiuteranno in questa avventura piena di intrighi e azione.
Retard con la R maiuscola?
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“The Court of the Air” is noticeably influenced by Dickens with its Victorian setting and other ‘Dickensian’ touches (names, sociopolitical themes, etc.), except the world is one that Charles would probably not recognize. Unlike Susanna Clarke’s novel where the history has been altered just a bit to fit in magic, Stephen Hunt’s world has been completely reinvented through science fiction/fantasy imaginings, though it’s not hard to recognize what specific nations (Britain, Arabia, Ireland, Aztecs and even Atlantis), governments, law enforcement, militaries, religions, technology and other familiar everyday concepts are played around with. Of these, Steampunk is a prominent influence of “The Court of the Air”, represented by robots – steammen as they are known in the book – and other steam-powered technologies like airships, submarines and weaponry that bring to mind H.G. Wells or Jules Verne, though truthfully I was reminded more of such Japanese anime films as “Metropolis” and “Steamboy”. I was also reminded a lot of the Final Fantasy video games, because like the RPG series, magic plays just as important a role in “The Court of the Air” as the machines do, embodied by Worldsingers (wizards), feybreed (humans given super powers by Feymist), the Special Guard (feybreed controlled by Worldsingers to act as guardians of the Parliament), leylines (sources of magic), demigods and other magical elements.
Leggi il primo e il secondo capitolo.
In teoria si trova il .mobi su eMule, ma in realtà c’è una sola fonte e sono due giorni che non la trovo online. In soldoni: pare che lo abbiano piratato, ma non riesco ancora a procurarmelo…
“Starfinder” di John Marco
Cosa succederebbe se gli angeli proteggessero i cieli contro tutti coloro che osano volare? I Signori del Cielo sono le creature “a forma d’angelo” (ma non “angeliche”) che custodiscono gelosamente il cielo in Starfinder.
Moth (il protagonista) è un ragazzo che vive nella città di Calio e ha sempre sognato di diventare un Cavaliere del Cielo per pilotare le macchine volanti create da Rendor, il Governatore della Città e nonno della sua amica Fiona (Moth vuole essere un raccomandato! Bravo Moth!). Ma a causa della promessa fatta al morente Leroux, il suo mentore, Moth è costretto ad attraversare il misterioso “Reach” per salvare un amico ed evitare che un potente strumento, lo Starfinder, cada nelle mani dei Signori del Cielo.
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Dal sito dell’autore:
The world of Starfinder is very much like our own at the turn of the last century, with steam trains and electricity and budding technologies. And thanks to the inventive genius of Fiona’s grandfather Rendor, humans have finally taken to the sky, not only in giant airships but in small, ornithopter contraptions called dragonflies as well.
“Starfinder” a quanto dicono parrebbe un interessante mix di Steampunk e Fantasy, ovvero uno Steamfantasy. La città di Calio è la patria di tutte le invenzioni di Rendor, perlopiù aeronavi e piccoli ornitotteri chiamati “libellule”, che pattugliano il cielo contro la minaccia degli angeli. Ma nel Reach Moth e Fiona incontrano creature mitiche come draghi, centauri, sirene, culi rotti e altre boiate da fantasy per ragazzi / D&D.
Il fatto che sia Steamfantasy non significa che sia particolarmente originale, come lo è invece Perdido Street Station: in fondo nemmeno la “Notte dei Morlock” era un capolavoro! ^_^
Un parere spassionato: mi puzza di cagata spaziale. ^___^
Peccato che né su eMule né su Gigapedia.org sia riuscito e trovarlo.
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E ora, per valutare come è scritto, un Estratto da Starfinder:
Moth expected the Avatar to be crowded with crewmen, but instead found himself alone in the corridor, making his way toward the front of the ship. He’d already descended two ladders, because he knew the bridge hung low on the superstructure. The gentle thrum of the airship’s engines made the metal floor and walls vibrate with a peculiar music. He wondered if the Skyhigh had gone to bed yet.
Voices echoed up ahead. Moth followed the corridor, halting when he saw the bridge. A panoramic window looked out over what seemed like the entire world. Rendor stood in front of the glass, studying the moonlit mountains. Crews manned control consoles, keeping watch over the dials and levers. A man dressed in a dark uniform paced across the bridge, his hands behind his back. He caught a glimpse of Moth from the corner of his eye.
“You?” The man cleared his throat. “Governor? Someone’s here to see you.”
Surprised, Rendor turned from the window. Moth stepped onto the bridge.
“I need to talk to you,” said Moth. “It’s important…”
A sudden crash rocked the airship, knocking Moth to the floor. Outside the window the world began to spin.
“Engine out!” someone cried. Rendor shouted. The Avatar lurched sideways, spilling Moth across the deck.
“Port engine!”
“Shut it down!”
“Leveling out…”Moth struggled to rise. He saw Rendor holding onto a rail. The men at the consoles threw switches and cursed. Slowly, Moth felt the giant airship righting itself, but the engine noise was different now, and he had no idea what happened.
“Moth!” yelled Rendor. “Get hold of something!”
Moth scrambled for a nearby steam pipe. The floor had leveled, yet the Avatar kept spinning. Just as Moth pulled himself up, the giant window burst. Glass and metal showered the bridge. Wind howled through the gaping cavity. Moth wrapped his arms around the pipe, shocked to see something coming through the window. The screeching shadow fell on him in a frenzy of beating wings. Scaly, powerful arms swept him from the bridge.
Moth screamed. He felt the rush of wind, saw the blur of horrified faces. A second later he was weightless with the stars above his head. In disbelief he watched the Avatar drifting away.
E ovviamente…
“Perdido Street Station” di China Miéville
Ovviamente la prima scelta per un libro Steamfantasy, dato che si trova pure in italiano, è l’arci-citato “Perdido Street Station” la cui ambientazione, Bas-Lag e la città di New Crobuzon, è stata definita da Miéville:
basically a secondary world fantasy with Victorian era technology. So rather than being a feudal world, it’s an early industrial capitalist world of a fairly grubby, police statey kind!
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| Le fighe copertine francesi dell’edizione in due volumi |
Lo stile è quello che è: Miéville non è un genio della narrativa. Dicono che scriva “bene”, ma non un “bene” inteso come “in modo ottimizzato per fare buona narrativa”. Però se uno si appassionata all’ambientazione, se riesce a provare un po’ di sense of wonder per le stramberie proposte e per il clima Steampunk Fantasy di New Crobuzon, PSS può essere una lettura gradevole.
Come detto altre volte, i migliori esempi di Steamfantasy non si trovano in letteratura, ma nei giochi e videogiochi e nelle arti visive (e sui giochi tornerò in futuro, magari quando farò un articolo interamente dedicato allo Steamfantasy).
Come avviene anche per lo Steampunk anacronistico, che più che in narrativa si è espresso nell’ambito delle altre arti e dei giochi: da Space 1889 al ragno gigante “La princesse”, passando per tanti steampunker vestiti in modo idiota. Si, anche io con l’elmetto proprio un gegno non sembro… ^__^
Steam Mech: Leviathan di Scott Westerfeld e Steam Wars di Larry Blamire
Scritto da Il Duca Carraronan il 28 giu 2009 | Categorie: Libri, Mech e Robot, Steamfantasy, Steampunk
Avevo già accennato da altre parti che Scott Card, mesi fa, aveva annunciato di stare lavorando a una trilogia per Young Adults ambientata in un mondo Steampunk Fantasy.
Visto il “segnale” positivo ho proseguito le ricerche e un paio di settimane fa mi sono imbattuto in un’opera che pur non essendo Fantasy (almeno non credo… non mi pare) è anch’essa Steampunk ed è dedicata pure lei a un pubblico giovane: Leviathan.
L’autore non è l’ultimo degli sconosciuti, ma Scott Westerfeld.
Ok, non è famoso come la Rowling, ma non è nemmeno M. C. Williams. ^__^
Scott Card e Scott Westerfeld che si muovono in periodi ravvicinati per pubblicare roba Steampunk quando, beh, tutti i segnali fanno pensare che lo Steampunk (fantasy o meno) piaccia sempre più…
…mi fa sospettare che si muovano in quella direzione perché hanno ottimi motivi per ritenere che ci possa esserci un ulteriore boom di interesse. Anzi, c’è già da tempo un revival di interesse per gli elementi “steam” (se non per lo steampunk in sé) come dimostrano videogiochi, forum, blog e perfino una rivista dedicata:
la domanda va solo soddisfatta.
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| Copertina statunitense di Leviathan |
Una corazzata terrestre di mille tonnellate che si muove su otto gambe di ferro come un letale ragno gigante. Una aeronave da guerra plasmata con i corpi di un capodoglio, api, pipistrelli, falchi e un mucchio di idrogeno. Queste sono due delle bizzarrie Steampunk del romanzo “Leviathan” di Scott Westerfeld, la cui uscita è prevista per il 6 ottobre 2009.
Non so dire se il romanzo abbia l’approccio e i contenuti necessari per aspirare ad essere anche New Weird (anche se, dalla lista di libri New Weird e dalla lettura dell’antologia di Vandermeer, sembrerebbe che nonostante la precisa definizione data anche il cesso della stazione sia quanto meno uno “stimulus” del genere…), ma in fondo chissenefotte.
La storia è ambientata in un 1914 alternativo, steampunk, in cui il mondo è diviso tra due scuole di pensiero militare: i Clankers (”casinari”?) che fondano la loro tecnologia sul ferro e sui motori a vapore, con anacronismi tecnologici steampunk “tradizionali”, e i Darwinisti che plasmano gli animali in armi e veicoli con la loro evolutissima bioingegneria. Il Leviathan del titolo è una di queste macchine viventi.
Clankers sono gli Imperi Centrali, Austria e Germania, opposti proprio come nel nostro 1914 all’alleanza Anglo-Francese, di ispirazione Darwinista. Su Russia, Italia, Impero Ottomano e compagnia bella, non so dire come siano orientati tecnologicamente o se siano più “arretrati” e quindi “normali”.
Ora la trama dell’opera in poche parole…
Quando l’Arciduca d’Austria Francesco Ferdinando e sua moglie vengono assassinati, i loro fidati consiglieri decidono di trasferire il loro unico figlio, il Principe Alek, in un luogo sicuro: un castello abbandonato nel mezzo di una invernale terra di nessuno (Scozia?).
Nel frattempo Deryn Sharp, una “maschiaccia” britannica, ha deciso di camuffarsi da ragazzo per arruolarsi nel British Air Service, una forza aerea Darwinista che impiega come veicoli da combattimento animali plasmati con la bioingegneria.
Ovviamente questi due personaggi finiranno per incontrarsi. La Guerra Mondiale tra Clankers e Darwinisti sarà inevitabile o le due alleanze riusciranno ad evitarla (tipo prendendo a calci in culo la Serbia, o chi cavolo ha ucciso l’Arciduca in questa ambientazione, e basta)?
Sotto potete vedere la vecchia copertina dell’edizione americana e quella confermata per l’edizione inglese. Westerfeld non ha ancora mostrato la copertina scelta per l’edizione francese. Potete trovare ulteriori informazioni nel blog dell’autore.
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| Vecchia illustrazione di copertina dell’edizione statunitense e copertina confermata di quella inglese |
Ed ecco il commento di un lettore:
Westerfeld has kicked off his new series with bang, averaging more battles and bombings per chapter than a textbook on both World Wars combined. If nonstop-action and edge of your seat suspense is your cup of java, then this roaring, clanking, hissing, spitting, steaming trilogy opener is perfect for you, gentle reader.
Come commento, anche detto da uno che si è accaparrato una delle copie distribuite in anteprima con mesi di anticipo, mi pare un pochino esagerato. Ma il libro sembra interessante, anche se classificato per young adults. E in più, come spiega l’autore, il libro conterrà ben 50 illustrazioni in bianco e nero a cura di Keith Thompson: questo ha lo scopo di imitare i romanzi del periodo, che erano spesso illustrati (chi non ricorda le illustrazioni de I Miserabili o di tanti altre opere tra la metà dell’Ottocento e la Grande Guerra?). E in più le illustrazioni aiuteranno il lettore a visualizzare i mostri strambi che popolano l’ambientazione. Fa molto Light Novel giapponese. L’idea mi pare eccellente.
Un po’ per volta verranno pubblicate anche sul blog di Westerfeld, fino alla pubblicazione del libro. Quando uscirà me lo procurerò originale, senza aspettare settimane o mesi per una versione piratata.
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| La prima illustrazione resa pubblica da Westerfeld |
L’idea del confronto tra nazioni tecnologiche classiche, base sul ferro e sui motori (a vapore), e nazioni diverse, basate su una bioingegneria che, non spariamo cazzate, è “magia” con un altro nome, è lo stesso che avevo avuto io per la mia ambientazione. Ricordo ancora i lollosi rospi-mortaio. ^__^
Questo ancora nel 2007, prima che l’ambientazione diventasse più steampunk, raggiungendo un pieno livello di steamfantasy, come è ora. Quindi non posso certo dire che l’ìdea mi dispiaccia! È piuttosto tradizionale e odora di “già visto” a otto chilometri di distanza[Nota], ma è meno banale di tante altre cose che popolano i romanzi di speculative fiction e penso che abbia delle potenzialità (se no non l’avrei utilizzata pure io).
Comunque, nonostante questa pseudo-magia spacciata per bioingegneria, l’ambientazione appare solo Steampunk e non Steamfantasy. E credo che non ci sia nemmeno da discuterne: le componenti fantasy non mi pare ci siano, o comunque quel poco che c’è ricade nell’ambito delle stupidaggini in stile Steampunk e non del fantasy vero e proprio.
Il testo ha di buono, a quanto ho capito, di aver esaltato la parte di immaginario Steampunk legato alla tecnologia, operazione necessaria quando l’ambientazione stessa NON è nemmeno più quella Vittoriana (e neanche Edoardiana): se non si mettono Mech a vapore e mostri biomeccanici, cosa diavolo ne rimarrebbe dello Steampunk dichiarato? ^__^
Carina anche l’idea dei Mech a vapore, bisogna solo sperare che venga sfruttata per bene: quello nella vecchia copertina USA, color khaki/senape e con delle belle croci patenti in nero, spacca di brutto! Mi ricorda la mie vecchie farneticazioni sulla Guerra Franco-Prussiana coi Mech.^__^
Farebbe molto Sakura Wars se ci fossero anche i piloti che usano i poteri spirituali per la guida, lol.
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| Qualche Mech da Sakura Wars: notate le piastre di metallo imbullonato che fanno molto carro della prima guerra mondiale, come il mitico A7V tedesco |
Comunque, in linea generale, continuo a preferire i Golem a Vapore tecnomagici. Sono molto più Steamfantasy, col cervello gelatinoso dominato da uno spirito elementale (il cervello positronico di Asimov in versione fantasy), i tubicini colmi di liquame sotto la corazza e il risveglio lento pieno di interruttori da premere, col motore a kerosene che porta il bollitore in pressione e un indicatore meccanico a due cifre che scatta con dei “TONG!” durante le operazioni di avvio e diagnostica messe in atto dal cervello per riprendere la guida del proprio corpo meccanico. E in caso di guasto l’addetto controlla sul manuale il codice dell’ultima operazione.
Ma anche così, come semplici Mech a vapore (e Mech enormi come corazzate terrestri, a quanto pare, proprio come il “O-Daisuchiimu” della Guerra Russo-Giapponese descritto in GURPS Steampunk), dovrebbero far felice il buon Larry Blamire, che dagli anni ‘70 continua a girare attorno all’idea di un’ambientazione vittoriana piena di Mech da combattimento. Si, alcuni anni prima che si coniasse il termine Steampunk e molto prima che lo Steampunk “maturo” prendesse la deriva tecnologica-anacronistica per cui è diventato famoso.
Larry e il suo STEAM WARS (si, il nome esisteva prima ancora che qualcuno iniziasse a usarlo per indicare la versione Steampunk di Star Wars) mi stanno simpatici: è il tipo di Steampunk che preferisco, quello fatto di anacronismi tecnologici e non quello di stupidaggini magiche alla Jeter/Powers.
E le immagini sono molto carine, pur nella loro colossale idiozia: perché mech bipedi e non veicoli ruotati o cingolati? Ma soprattutto perché diamine i piloti devono essere così allo scoperto?
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| 1896: “runabout” prussiano e USSF Jefferson e un enorme Gunrig classe Goliath |
Da: WHY STEAM WARS IS LIKE A JEALOUS MISTRESS
[dopo più di 20 anni di tentennamenti...] I decided to get things rolling once and for all by setting up the world of the piece, presenting it to the public, finally organizing notes, sketches and paintings–a solid support for the film concept I’ll be shopping around. I’ve rewritten the treatment, solidified the characters. I’m recently discovering–much to my embarrassing ignorance–things like steam punk and manga involving giant robots (sorry, I was busy!). But perhaps creating on the sidelines in ignorant bliss allows SW to remain fresh, unique to the way I see it. I have caught the amazing trailers for STEAMBOY though, and all I can say is IT LOOKS GREAT. Can’t wait to see it. And I hope it does HUGE.I see STEAM WARS as clearly as if it’s being projected–a tough, gritty, colorful but realistic live-action adventure with a wry sense of humor. Yes, I said realistic. It’s my intention that the steam rigs not be treated self-consciously. I’m not tracing a history of steam warfare– when the story opens we are thrust into the middle of a battle. I see these not as robots but as fighting machines like tanks or submarines, manned by crews who approach their specified tasks as a normal workday–and we’ll see their operation down to the smallest detail. The Victorian conceit here just happens to be that war is fought in these eccentric walking battleships. In introducing this single fantastic element, it’s important to me to remain matter of fact, with a technology that seems right for the period.
Onestamente ho un po’ di simpatia per un artista, sceneggiatore e scrittore dilettante che ha ideato in modo indipendente le stesse cose ideate dopo anche da altri, interessandosi allo Steampunk tecnologico prima di altri, ma per poi lasciarlo da parte (beh, aver scoperto una cosa non significa averne capito appieno le potenzialità) e arrivare a riscoprirlo e rivalutarlo solo dopo che tanti ne hanno fatto man bassa, quando ormai le idee originali sono bruciate.
I Mech bipedi al posto dei carri cingolati li posso accettare: fanno parte delle idiozie che ricadono sotto la “sospensione dell’incredulità” e servono per dare colore e, in più, mi ricordano i Mech tecnomagici di un prodotto che aveva piacevoli dettagli steampunk-fantasy, ovvero Final Fantasy VI. Ma Larry, fortunatamente, non disdegna anche le grandi artiglierie semoventi.
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| Artiglieria Semovente Tyler, 1872 |
Per concludere: lo Steampunk rulla, quando è anacronismo tecnologico alla Steam Wars o alla Space 1889 e non magia egizia/mago merlino alla Powers/Jeter. E rulla di brutto anche senza doverci aggiungere il Fantasy però, per i miei gusti bizzarri, uno pseudo-Ottocento SteamFantasy come quello a cui sto lavorando da tempo rimane l’ideale. ^__^
Aspetto fiducioso ottobre!
Nota sulle Navi Viventi: porto uno dei molti esempi possibili di bioingegneria per mostrare quanto sia già visto e rivisto, scegliendo quello più “simile” al Leviathan: il Musuca, un capodoglio modificato geneticamente per funzionare come nave da guerra. Appare nel primo OAV di Blue Submarine n°6 quando gli umani riescono a frantumare lo scudo protettivo con i siluri e svelano il reale aspetto del “nemico”.
Ecco un paio di immagini delle navi-viventi di Blue Submarine: immagine 1 e immagine 2.
Ringrazio Gamberetta per il suggerimento e le immagini fornite.
Torna su.
Un video vintage perché sono vecchio dentro
Scritto da Il Duca Carraronan il 23 giu 2009 | Categorie: Conigli, For The Lulz, Riflessioni, Steamfantasy, Steampunk
Sono vecchio dentro.
Mi piace l’Ottocento e mi piace il mondo non oltre la Seconda Guerra Mondiale. Meglio ancora se precedente la Prima. La mia idea di fantasy ideale è uno Steampunk Fantasy (o Steamfantasy, scegliete voi il nome che è uguale) con una ambientazione fantasy ispirato al nostro mondo di fine Ottocento – inizio Novecento, ma con un sacco di roba bizzarra Fantasy ficcata dentro e anacronismi tecnologici Steampunk tipo corazzate terrestri, golem da combattimento a vapore con o senza pilota, aeronavi molto più grandi dei veri Zeppelin e con una notevole capacità di carico per gas tossici, truppe e bombe con cui salutare i “selvaggi” delle colonie.
Elmetti chiodati, baionette, fucili bolt-action, armi chimiche e mostri tecnomagici a vapore. E le porno fatine tossicodipendenti: Angra lo sa che da più di un anno sono la mia fissa.
Questa più o meno è come era venuta la mia ambientazione da un annetto a questa parte, nel suo secolo e mezzo circa di sviluppo coperto, partendo dall’equivalente di un 1840 piuttosto realistico fino ad arrivare allo Steampunk Fantasy pompato al massimo (con perfino tendenze tecnologiche Dieselpunk) che mi piace un casino.
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Ma è tutta roba old.
Penso ancora agli Imperi, a come era bello il mondo prima della Grande Guerra.
A come era più bello prima che il sogno si infrangesse e la borghesia incontrasse la sua strana morte.
Rimpiango quando i negri stavano al loro posto, assieme alla feccia araba, e le nazioni bianche si spartivano un mondo che era ed è loro per Diritto di Nascita: i selvaggi possono occupare le loro sporche terre De Facto, ma De Iure solo le nazioni bianche discendenti dall’Impero Romano ed eredi del diritto romano possono governarle. E prima o poi ce le riprenderemo.
Sono vecchio dentro. Mi piace la roba di un secolo fa.
Quindi ecco un video vecchio dentro, proprio come me.
Aspetto che arrivi via posta il mio elmetto chiodato.
Ritorneremo!












































