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- Ancora immagini da Leviathan by Il Duca Carraronan
- Qualche lettura di questo periodo by Il Duca Carraronan
Ancora immagini da Leviathan
Scritto da Il Duca Carraronan il 06 nov 2009 | Categorie: Artiglieria e Veicoli, Libri, Marina e Navi, Steampunk
Altre immagini da Leviathan. Sono state pubblicate sul sito dell’illustratore, Keith Thompson, un po’ di giorni fa, ma non avevo ancora avuto modo di parlarne. Credo che siano abbastanza carine da meritare un altro articolo a tema Leviathan, anche se il libro in sé mi entusiasma meno di altri romanzi steampunk… tant’è che non sono ancora stato travolto dalla voglia di leggerlo: anche se ho visto che lo vendono online in vari negozi, con un prezzo che in base al negozio va dai 9,99 dollari ai 19,99 dollari, non ho intenzione di comprarlo ancora. I mobipocket e gli ePub costano troppo: gli unici a prezzo decente, 9,99 dollari, sono il formato per Kindle (che non posso leggere) e la versione venduta dal sito di Barnes & Noble (ma la pagina B&N dice: These items ship to U.S. addresses only).
Grandioso. Se anche lo volessi probabilmente non potrei nemmeno comprarlo senza mentire sull’indirizzo. E non mi va di farlo, visto che non muoio dalla voglia di leggerlo subito.
Passiamo alle immagini, va…
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| Il Leviathan, un po’ di fanteria aeromobile e una corazzata terrestre |
Il Leviathan, ovvero la balena piena di scoregge, lascia il tempo che trova. Carino, ma nulla di cui si possa discutere. A destra nell’immagine mi pare di intravedere il mostropalla a propulsione anale di cui abbiamo già parlato nei mesi scorsi.
La fanteria aeromobile non è niente male. Ho preferito aeromobile rispetto ad aviotrasportata, visto che lo usano nella cavalleria dell’aria italiana… e questa fanteria che scende dai dirigibili senza paracadute mi sembra decisamente una sorta di cavalleria dell’aria, versione tecnologica dei dragoni del ‘600 che si muovevano a cavallo e combattevano a piedi.
Bello il fucile con la baionetta, belli gli elmetti (col chiodo per la fanteria e con la palla per l’artiglieria, come è giusto che sia), belli i dirigibili steampunk, bello (e credibile) il pezzo di artiglieria leggera adatto al trasporto aereo ecc… ma qualcosa mi stona.
Iniziano dalla cosa meno importante.
Guardate i numeri sulle fodere degli elmetti. Nel nostro mondo il numero sulla fodera del pickelhaube indica il reggimento. Qui abbiamo tre soldati, di cui verosimilmente quello col binocolo e il fischietto rappresenta un ufficiale, di tre reggimenti diversi (200, 213 e 228). Non pare molto probabile che siano così mischiati a casaccio. Usare un solo numero sarebbe stato più intelligente perché, anche se può non essere un errore (magari nel mondo di Leviathan il numero serve per le estrazioni della lotteria del reggimento e chi vince viene sodomizzato col chiodo dell’elmetto ^__^), di certo è un elemento sospetto per un lettore un pochino accorto.
La cosa un po’ più importante, se avete gli occhi, dovreste averla già notata da soli. Se avete gli occhi e un cervello funzionante, intendo. ^__^
Se non l’avete notata iniziate seriamente a preoccuparvi. Guardate l’artigliere che sta sollevando la canna dell’obice/cannone (opterei per obice, ma non è detto). Primo dettaglio: ha delle braccine da anoressico (individuato alla prima occhiata da mia madre: “ma quel soldato ha delle braccia da ragazzina!”). Secondo dettaglio: sta sollevando un attrezzo che pesa l’ira di Dio.
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| L’artiglieria leggera è leggera, ma non “leggerissima”: tutto incluso sono 1270 kg |
Facciamo un paio di ipotesi su quanto sta sollevando?
Prendiamo un obice leggero, molto leggero, come il famoso OTO Melara modello 56 da 105/14. Un cosino rispetto ad altri obici più pesanti, come quelli preferiti dagli inglesi al tempo delle Falkland.
Quanto peserebbe il pezzo che il soldato sta sollevando se fosse del modello 56? Uso naturalmente i dati provenienti dal manuale dell’esercito indicato qui.
Vediamo… lì abbiamo il tubo obice, la slitta (quella roba sotto il tubo obice, pure più massiccia che non nel modello 56) e il blocco di culatta. Dall’immagine non si capisce se il blocco di culatta ha anche il congegno di chiusura già montato, quindi immaginiamo di “no” per alleggerire al massimo il conto. E manca il freno di bocca (che sembra un affarino, ma da solo sono 32 kg di acciaio).
Il tubo obice rinforzato (senza freno) sono 113,9 kg, la slitta 112 kg e il blocco di culatta (senza congegno di chiusura) sono 72,9 kg. Totale: 298,8 kg.
Non li solleva a forza di bicipiti (vedete che il braccio lo sta sollevando all’altezza del gomito?) e spalle nemmeno Ronnie Coleman, figuratevi quell’anoressico. ^__^
Però il pezzo di artiglieria sembra più piccolo, a giudicare dalla bocca, di un 105 mm. Potremmo diminuire in proporzione con la sezione del calibro tutto il resto dell’arma!
O meglio ancora cercare dei pesi storici per fare il paragone.
Le artiglierie più piccole in dotazione a tedeschi e austro-ungarici erano il 7.62 cm Infanteriegeschütz L/16.5 (608 kg), il successivo 7.7 cm Infanteriegeschütz L/20 (815 kg) e lo Skoda 7,5 cm Gebirgskanone M.15 (613 kg). Senza considerare un obsoleto pezzo in bronzo senza organi elastici o freni decenti come il 7 cm Gebirgsgeschütz M99 (315 kg, ma era veramente obsoleto) o altri pezzi più pesanti da 7,7-8 cm (845 kg per il L/27 e 1300 kg per il Kanone in Haubitzelafette, 1000-1400 kg per altri pezzi “leggeri” austro-ungarici).
Non è credibile pensare che pesi meno di 600 kg, scudo incluso: la metà o poco meno del modello 56. Se diminuiamo tutto in proporzione quella canna peserà comunque troppo per un uomo solo che la sollevi in quel modo: 150 kg.
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| Il feldmaresciallo August von Mackensen, fervente monarchico, era talmente virile che poteva montare un obice con un solo sguardo |
La corazzata terrestre che si muove su gambe. La questione “gambe”, come già detto in passato, rientra nella sospensione dell’incredulità a tema steampunk (come l’atmosfera rarefatta e l’uso di ossigeno da ingerire su Marte in Martian Dreams). Se non si tira troppo la corda e si mantiene la coerenza, a partire da una data scelta, allora va bene. In questa immagine non c’è qualcosa di particolare da giudicare: la nave avanza tra i boschi (credibile: le strade principali in territorio nemico saranno piene di mine anti-nave degne delle mine atomiche che aspettavano i sovietici nell’Europa libera) e spara. Stop. Nessuno le sta sparando addosso, quindi non possiamo valutare il fatto che “un avversario intelligente mirerebbe alle gambe” azzoppando la corazzata e rendendola così meno pericolosa.
La didascalia riporta la sigla SMS che sta per Seiner Majestät Schiff, equivalente all’inglese HMS (His Majesty’s Ship).
Possiamo però notare che tutte le bocche da fuoco sono simili: non abbiamo un cespuglio di bocche da fuoco grandi e piccole (stile pre-Dreadnought, corazzata policalibro), ma una corazzata monocalibro “moderna” che semplifica la logistica concentrandosi solo sulla bocca di fuoco più potente che può montare in numero adeguato.
E possiamo notare con piacere la bandiera di guerra che sventola. È piccola, ma è a suo modo precisa. Non vedete la divisione in quattro parti, di cui tre bianche e una più scura?
L’originale a cui, a parte qualche modifica (i dettagli non li vediamo), si ispira:
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Bandiera di Guerra della Kaiserliche Marine tedesca (Reichskriegsflagge), 1903-1919
A proposito: secondo questo sito Leviathan uscirà in italiano per Einaudi (Stile libero big) nel luglio 2010, con un prezzo di 18 euro. Aspetterò la versione italiana, magari in eBook a 9 euro (non pretendo il 5,50, anche se sappiamo tutti che è possibile se si ragiona col cervello invece che col culo sulle reali meccaniche del prezzo, ad esempio basandosi sul problema invenduti/rese e quindi sul perché le collane da edicola costino meno).
C’è un altro libro Steampunk in eBook che avrei comprato anche a più di 10$ (anche a 16$), ma l’editore (Tor) ha deciso che per adesso sarebbe stato venduto solo su carta (paperback a 15,99$). Io, come molti altri dotati di e-Reader, sulla carta proprio non lo voglio (mi dà fastidio sprecare spazio in camera) quindi se non lo vendono in eBook non lo posso comprare e basta. Lo dovrò leggere piratato quando verrà piratato o sperare che cambino idea prima. Non vedo dove sia la genialità nel proibire l’acquisto di un prodotto ai clienti, anche se il romanzo in sé sta andando bene: tre ristampe in un mese. Ma era un successo annunciato (coi soliti limiti di previsione, si intende) dato il romanzo e il momento. E se qualche editore italiano non ha già comprato i diritti, significa che gli editori italiani sono una banda di teste di cazzo. Senza “se” e “senza ma” perché gli esperti di settore NON possono permettersi di non essere informati.
Qualcuno dovrebbe aver capito che libro intendo. Ma ne parlerò un’altra volta.
Qualche lettura di questo periodo
Scritto da Il Duca Carraronan il 02 ott 2009 | Categorie: Artiglieria e Veicoli, Libri, Oplologia
Negli ultimi giorni non ho messo articoli nuovi perché ero un po’ impegnato. Ho risposto a qualche mail arretrata e a un paio di consulenze nuove (una la pubblicherò, l’altra no) e ho letto due libri di Robert Heinlein che non era in programma leggessi questa settimana: Sesta colonna (Cosmo Oro) e La fortezza di Farnham (Urania Collezione 079). Ho ancora in arretrato un po’ di mail, come al solito, ma spero di rispondere a tutti/tutte qualcosa entro la prossima settimana. Vi ricordo come sempre che per le belle ragazze l’invio di foto in biancheria intima o di nudo fa passare davanti alle altre richieste. Dicasi lo stesso per l’invio di domande intelligenti e stimolanti, ma conoscendo il pubblico italiano del fantasy punterei di più sull’allegare foto. ^_^
A parte i soliti manuali di scrittura e l’imprevista lettura dei due romanzi di Heinlein, da una decina di giorni sto leggendo un po’ di cosette interessanti recuperate in cantina. Questo articoletto è dedicato alle mie nuove letture, così, giusto per tenervi informati sulle minchiate che mi fanno saltellare come un gioioso coniglietto.
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| Ci sono tante cose che mi fanno gioire come un coniglietto, a parte scoprire che la fatina che fa il bagno nel mio tè ha portato un’amica… |
Vediamo cosa ho recuperato di bello? Scartiamo cose inutili come il librone di metereologia, quello dell’ufficiale topografo e tutta la roba di strategia con scenari bellici anni ‘70-’80 che ormai andrebbero bene solo per dei romanzi di retrofantapolitica. Molto interessante è Sinossi di Balistica Interna, il librone che accompagnava il corso di Balistica Interna della Scuola d’Applicazione a fine anni ‘50, a opera del dottor ingegner Giuseppe Russo, colonnello d’artiglieria: pirostatica, pirodinamica, proietti, rigature, gas dello sparo e più matematica di quanta io reputi igienico (il che mi sta costringendo a ripassare un paio di cose per capire i passaggi). Stupendi i due manuali dedicati all’obice OTO Melara Mod. 56, orgoglio dell’artiglieria da montagna italiana per molti anni: Obice da 105/14 – Materiale e Munizioni e Obice da 105/14 – Servizio del Pezzo. Letti: molto belli!
Sembrano molto interessanti anche le Sinossi di Materiale d’Artiglieria Vol. I e Vol. II, piene di foto e disegni delle componenti di artiglierie semoventi, mortai, cannoni e obici. Li sto ancora sfogliando, piano piano, perché le pagine sono un po’ troppo incollate e vanno aperte con cura, come un vecchio numero di Playboy… ^__^”"
Per capire qualcosa di più sul tiro d’artiglieria, leggerò appena possibile Istruzione sul Tiro dell’Artiglieria contro Obiettivi Terrestri – Vol. I – Tiro dell’Artiglieria Campale che parla di munizioni, informazioni generali sul tiro, fasci di traiettorie, correzione del tiro, dispersione, osservazione, preparazione topografica, fuoco d’efficacia ecc… ecc… insomma un Artillery for Dummies (con allegati). Per completare l’argomento “osservazione” (il lavoro di guardare dove cadono i proiettili e comunicare l’esito alla batteria, spesso svolto in territorio nemico e a breve distanza dal bersaglio, con tutti i rischi che si possono immaginare) ho anche il piccolo Note sull’Osservazione.
E non può mancare, spostando un po’ l’ambito, il classico Autotelaio – Trazione Meccanica che parla di motori, trasmissione, alberi, cambi, freni, sospensioni, gomme ecc… fornendo formule e disegni delle componenti: ora non so se queste cose si studiano, ma una volta un ufficiale doveva avere le competenze di un piccolo meccanico per individuare guasti ed effettuare riparazioni anche in modo autonomo (conoscendo nel dettaglio ogni più piccola componente di ogni autoveicolo in dotazione all’esercito… perlomeno per passare l’esame, poi poteva pure scordarsi tutto ^_^).
E infine il Manuale del Combattente, il famoso libretto blu che si trova senza problemi su eBay (il mio è quello del 1986 con modifica del 1988): non è granché, ma dovrebbe essere presente in ogni collezione.
Qualcosa di tutta questa roba prima o poi potrebbe servirmi a qualcosa. Parlando degli organi elastici dell’obice da 105/14 magari si rimorchia pure qualche fanciulla dallo sguardo adorante (”Oooohhh, io ho sempre adorato gli obici da montagna, duchino caro…“). E in ogni caso è cultura, qualcosa su cui non ho ancora imparato a sputare nonostante legga fantasy (in alcuni ambienti va di moda denigrare la pratica dell’informarsi), anzi: ho ordinato su eBay altri quattro manuali che secondo mio padre sono interessanti, ma che non aveva conservato, come quello per il sottocomandante di batteria. ^__^
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| Semplice da smontare, leggero e ottimizzato per la soma, l’obice mod. 56 venne scelto da circa trenta paesi, dominando per anni il settore degli obici per l’artiglieria leggera. La scarsa gittata (poco più di 10 km) è compensata dalla facilità di trasporto (smontato su soma, sollevato via elicottero, trainato, aviolanciato o caricato senza scudo su un trasporto truppe M113) e dalla manegevolezza che gli permette di operare senza problemi in luoghi dove i pezzi più massicci e potenti non potrebbero nemmeno arrivare. |
Da qualche parte dovrei essere in grado di pescare un manuale recente sul combattimento urbano (mio fratello dovrebbe averne uno), anche se il mio sogno è quello di mettere le mani sul manuale prodotto in collaborazione tra Alpini e Paracadutisti qualcosa come quaranta anni fa, dedicato solo alle tecniche spicciole e ai trucchi per il combattimento della fanteria in città… ma mi risulta che non sia mai stato standardizzato e messo in produzione. Peccato.
Consiglio per gli acquisti: su eBay si trovano sempre i manuali dell’esercito sui vari pezzi d’artiglieria e prenderne uno o due può essere una buona idea, giusto per informarsi, soprattutto se si intende scrivere narrativa di guerra di un certo tipo. Poi fate voi, capisco che non si tratti delle letture più entusiasmanti del mondo…
Questi invece si possono comprare senza alcun problema fuori da eBay, visto che sono tutti in commercio e facili da reperire: Storia dell’Arma Bianca Italiana – da Waterloo al Nuovo Millennio di Cesare Calamandrei (terza edizione di quella che ormai è considerata l’enciclopedia delle armi bianche italiane, ricchissima di foto e illustrazioni); Pistole Militari Imperiali (avevo bisogno di un buon libro dedicato alle armi da fianco tedesche della Grande Guerra e questo sembra ottimo) e Mauser C96 “9 Rosso” (avevo già un libro sulla C96, ma le informazioni su questa adorabile fanciulla non sono mai abbastanza per me), entrambi di Loriano Franceschini; La marina da guerra – Le armate di mare e le armi navali dal Rinascimento al 1914 di Giovanni Santi-Mazzini (sembra fatto bene: quello sulle armi di Santi-Mazzini mi era piaciuto, nonostante qualche svista e una parte sull’avancarica a percussione poco accurata e incompleta anche rispetto al mio articolo a tema).
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| Guardate: li ho comprati per davvero! E li ho fotografati alla cazzo di cane! ^_^ |
E, a parte le letture in corso e le mail arretrate, sono pure indietro di settimane e settimane con gli articoli, sia di oplologia che di puttanate varie. Abbiate pazienza, fanciulle. ^__^”"





