Archivio per la Categoria 'Uniformi'

  1. La terza palla del Duca by Il Duca di Baionette
  2. La Germania Imperiale e Alvaro Vitali by Il Duca di Baionette
  3. La Milizia Rosa Cinese! by Il Duca di Baionette

La terza palla del Duca

Scritto da il 03 ago 2011 | Categorie: Uniformi, Vita del Duca

Il Duca ha tre palle. Per vedere la terza palla del Duca, cliccate QUI ▼

Spero di non aver turbato l’innocenza delle mie giovani lettrici con questa foto senza veli che nulla lascia all’immaginazione.

Naturale reazione di una fanciulla rispettabile di fronte alla foto.

 

La Germania Imperiale e Alvaro Vitali

Scritto da il 06 set 2010 | Categorie: Anime, Film e TV, Storia, Uniformi, Zozzerie

Seguendo un blog di cazzatone miste a tema militare tra Ottocento e Grande Guerra (I like the things I like!), mi sono imbattuto in una serie di cartoline tedesche dell’età guglielmina raffiguranti soldatesse che mostrano i mutandoni e soldati che spiano ragazze in biancheria intima. Roba del genere che si poteva vedere nelle commedie sexy italiane tra anni ’70 e anni ’80. Questo mi ha dato l’ispirazione per un post che mostri come la Germania Imperiale (o anche la Francia degli stessi anni) non fosse un posto di gente col culo rigido come vorrebbe la propaganda antistorica successiva alla Grande Guerra, ma un posto molto più simile per certo umorismo scemo all’Italia di settanta anni dopo. Perfino gli scorci di mutandine che appaiono negli anime giapponesi, zeppi di ragazzine combattenti (anche in divisa -o quasi- stile Strike Witches), non sembrerebbero trovate erotico-comiche tanto aliene ai crucchi della Germania Imperiale!
Facciamo un confronto tra le cartoline tedesche e i film italiani.

Ecco dei valorosi soldati tedeschi che mostrano l’utilità dell’avanzamento tattico basato sullo sfruttamento del territorio e sul silenzioso passo del giaguaro: poter spiare indisturbati le ragazze che fanno il bagno.

Vi ricorda le centinaia di episodi alle terme (o nei bagni) apparsi negli ultimi dieci anni di cartoni giapponesi? ^_^

Una scena simile da La soldatessa alla visita militare:

Ok, la versione italiana ha più carisma di quella crucca, ma l’idea di fondo c’è.

E ora prodi soldati teutonici che spiano una ragazza alla finestra! Anche questa scena l’avrete vista mille volte sia nelle commedie sexy italiane che nei cartoni giapponesi. La Germania ci era arrivata prima.

L’equivalente italiano in La soldatessa alle grandi manovre:

Un po’ di cartoline con le soldatesse.
Scusate la qualità pessima di un paio, ma non ho trovato di meglio.



Pura ARTE: chi non lo capisce è un coglione marcio.
L’ufficiale degli ulani che fa capolino nella prima immagine ha l’occhio mandrillo come il sergente baffuto dei film! LOL!

E ora il classico che preferisco: PANTSU accidentale!

Caduta improvvisa e mutande in vista!

Questa è una gag tipica da cartone giapponese: l’immancabile fan service pantsu!
Momen Sanada, una delle protagoniste di Raimuiro Senkitan (anime ambientato durante la Guerra Russo-Giapponese del 1904-1905), cade e mostra le mutandine più volte per episodio (tranne quando gira con addosso solo un grembiule: non essendo un hentai evitano l’inquadratura ginecologica). Il solito squallido maschilismo giapponese? Se la pensate così siete delle CAPRE perché 1. non avete capito un cazzo dell’umorismo giapponese e state giudicando una cultura diversa con parametri completamente idioti (ma quello potete risolverlo leggendo libri dedicati alla storia degli anime) e 2. come dimostrato nella cartolina sopra l’umorismo a base di cadute e mutandoni (mutandine, modernizzando l’opera) è perfettamente coerente con un’ambientazione militare di inizio ’900. I giapponesi ne sanno più di voi!
Quel cartone comunque è una cagatona a spruzzo: ne parlerò ancora nell’articolo su Barzini e la Guerra Russo-Giapponese.

L’umorismo a base di mutande andava di moda anche in Francia: molte immagini come questa e questa ammonivano dei “pericoli” del progresso (dannate mongolfiere!). Senza contare le pubblicazioni illustrate erotiche che abbondavano nel paese dei mangiarane. La Vie en Culotte Rouge, da cui è tratta la seconda immagine di prima, era una rivista di umorismo militare che raffigurava ufficiali e soldati francesi in situazioni sexy di vario tipo con attrici, ballerine, fidanzate e amanti.





Dentro ai numeri ci sono altre illustrazioni e un sacco di parole scritte nella stupida lingua dei mangiarane, coglioni buoni solo a piangere quando la Germania li prende a calci.

Sempre in La Vie en Culotte Rouge possiamo trovare un rispettabile precursore di uno dei fan service più diffusi negli anime, perfino in quelli dove gli scorci di mutandine non appaiono (quasi) mai: l’episodio in spiaggia coi costumi da bagno!
Gli episodi in spiaggia mi hanno sempre fatto cagare, ma rispetto l’innegabile dignità storica che li circonda. ^_^

È possibile consultare alcuni numeri (357 tra 1902 e 1911) della rivista direttamente sul sito della Bibliothèque nationale de France oppure scaricarli in formato PDF.

State rivalutando la dignità storica dei film con Alvaro Vitali? Dovreste!
Per finire che ne dite del colonnello danzerino, tratto da La soldatessa alle grandi manovre?

Una trovata idiota? Il solito umorismo becero-cattolico che deride il travestitismo e le tendenze omosessuali? Se pensate così potete aggiungere l’etichetta di Ignorante a quella di Idiota che di certo già vi sarete guadagnati in passato. La scena mostrata sopra ha una interessante base storica che chiunque, invece di aprire la bocca solo per ragliare sciocchezze e luoghi comuni, dovrebbe degnarsi di conoscere:

I successi del generale Moltke nelle guerre contro l’Austria nel 1866 e contro la Francia nel 1870 furono sufficienti a convincere molti tedeschi che l’esercito aveva le risposte per tutti i problemi. Come risultato, sembrò ovvio non solo che l’ufficiale dell’esercito fosse la sola persona adatta a giudicare questioni militari, ma anche che fosse più versatile di qualunque altro professionista. Infatti l’ufficiale tedesco era capace di portare a termine qualsiasi compito, inclusa la direzione dei teatri reali prussiani. L’ufficiale in questione, il generale von Hülsen, compì anche l’estremo sacrificio per intrattenere il suo sovrano: si vestì da ballerina e si esibì in un balletto alla presenza del Kaiser. Sfortunatamente i suoi 56 anni ebbero la meglio su di lui e morì a causa di un infarto proprio all’apice del suo spettacolo.

(Da Il Guinness degli aneddoti militari di Geoffrey Regan)

Il generale era Dietrich Graf (conte) von Hülsen-Haeseler, comandante del Gabinetto Imperiale Militare Tedesco dal 1901 (il che prevedeva anche la direzione del divertimento del Kaiser, teatro incluso: far divertire il Kaiser, in qualsiasi modo, era un dovere!). Un ufficiale con una carriera notevole: nello Stato Maggiore dal 1882, aiutante di campo dell’Imperatore Guglielmo II nel 1889, colonnello nella Guardia dal 1897 e maggior generale (con il comando della 2° Brigata di Fanteria della Guardia e il ruolo di capo di Stato Maggiore) dal 1899. Il balletto avvenne il 14 novembre 1908 (la lapide) e i dettagli sulla morte del generale vennero tenuti nascosti per non causare ulteriori scandali nel mondo militare tedesco.

Era stato proprio il generale von Hülsen a occuparsi di soffocare lo scandalo a tema omosessuale appena passato, il celebre caso Harden-Eulenburg del 1907-1908, tutt’ora considerato uno dei più importanti scandali omosessuali della storia. La questione omosessuale non era interessante di per sé, ma solo come arma contro il Kaiser e contro certi ufficiali e gli ambienti a cui erano legati (quelli più vicini alla vecchia politica di Bismarck e meno militarmente aggressivi). Fioccarono le vignette denigratorie sui giornali di tutta Europa: in Italia spesso coinvolgevano anche il Papa (talvolta rappresentato come un omosessuale), ma pure questa non è male.

Nell’Alta Società
La moglie: “Vorrei tu fossi un vero uomo!”
Il marito: “Anch’io, vorrei che tu lo fossi!”

La Germania nel 1908 conquistò così il titolo di nazione omosessuale per eccellenza, tanto che in Francia buttarselo in culo tra maschietti era chiamato “vizio tedesco”.
Ora sapete un altro motivo per cui mi piace l’Impero Tedesco… e dovreste aver intuito come mai c’è un chiodo sul pickelhaube. ^_^
 

La Milizia Rosa Cinese!

Scritto da il 01 apr 2010 | Categorie: Uniformi

 
Avrete visto tutti questo pezzo della parata per il 60° Anniversario della Repubblica Popolare Cinese (i rottinculo che hanno cacciato i veri salvatori dalla nazione, il Kuomintang), sarà passato in tutti i merdogiornali italioti oltre a rimbalzare su Wired.com e in mille altri posti.
Lo ripropongo perché è bellissimo. Se non vi sta bene vi metto altri conigli, eh!

Il colore delle uniformi dovrebbe essere rosa vivo o magenta inchiostro. Un bel colore, insomma, molto più interessante del banale rosso sfoggiato dalla milizia nella parata del 1999. Anche l’azzurro (1, 2, 3 e 4) visto durante l’addestramento a settembre non era male, ma non c’è paragone col rosa! Questo gruppo della Milizia Femminile di Pechino è stato chiamato Clang Roses (clang significa forte/potente e rose, beh, si riferisce al colore).

D’altronde, come aveva spiegato il premier cinese Wen Jiabao, bisogna sconfiggere gli anime giapponesi con prodotti cinesi di qualità altrettanto elevata:

“There are times when I watch TV anime with my grandchild, but they’re always foreign works like Ultraman and so on, and few are domestically produced. We should be cultivating a domestic anime industry.”
[...]
China has in recent years been working to strengthen its domestic anime industry
[...]
Chinese are said to be generally critical of their country’s anime output so far, characterising it as “insipid, tedious and preachy”, suggesting more effort is required.
(Fonte: Sankaku Complex)

Non per criticare le direttive del Partito, ci mancherebbe, ma forse l’esercito non era il posto da cui cominciare per competere con i fetish degli anime giapponesi. Si era pure parlato di mostrare al mondo che l’Esercito di Liberazione Popolare non è più la forza basata sulla massa del XX secolo, ma una macchina ipertecnologica del XXI secolo: sfoggiare soldatesse che sembrano uscite da un cartone giapponese non è il massimo come idea.

La prossima mossa, robottoni guidati da liceali?
O soldatesse adolescenti con capelli verdi, rosa e blu?

I cinesi sanno invogliare la gente ad arruolarsi

Ok, sto scherzando (non per la proposta dei capelli, credo sia buona): la Milizia che ha sfilato non è formata da “soldatesse”, ma da civili e molte sono modelle chiamate apposta per la sfilata di moda parata del 60° Anniversario. Non c’erano abbastanza belle miliziane dell’altezza corretta (le due in testa sono alte, pare, 178 cm) già pronte: mi pare giusto che abbiano chiamato delle modelle apposta, incluse cinesi emigrate. Lo avevano già fatto per le Olimpiadi e questa volta, almeno, hanno avvertito i giornalisti stranieri di volerlo rifare (tanto per evitare altre accuse).

I due “ufficiali” in testa sono Zhao Na and Zhang Xiaofei della Zhonghua Academy (entrambe modelle professioniste), che avevano posticipato la laurea appositamente per poter essere scelte per partecipare alla parata. Tra le donne della milizia erano state infatti scelte otto ragazze nate negli anni ’80 e appena laureate, provenienti da villaggi nel distretto di Chaoyang (che ha formato e addestrato questa milizia), come “ufficiali” della formazione: due di queste erano Zhao Na e Zhang Xiaofei.

It was a tough road from the university campus to the military training camp. At first, the two did not even know how to stand at attention or at ease. Their leg kicks were weak, for which they earned the nickname “limp noodles” from their teammates. So they made a pact: “We will do whatever the others can do. No matter how painful or tiring, we must persist.”
[Questo fa molto cartone giapponese...]

From then on, their teammates found them doing extra training on the training grounds as well as living quarters. When the others do 20 push-ups, they do 50; when others do leg kicks for 5 minutes, they do 15 minutes; after completing the daily marching step rehearsal, they do another 500 steps themselves.
[Pure questo: mi sa che sugli anime avevo davvero indovinato...]

Their faces became tanned and their skins became rough. Their university teacher was worried: “How can you go in front of the camera in the future?” But they had no reservations. Their training performance improved dramatically. They were selected as the leaders of the female militia square formation. “Coming here for the military review is like going to the battlefield. The call from the motherland must be answered with concrete action.” The two beautiful girls said with strength coming out of their gentleness.

Zhang Yuanyuan (quella nelle foto precedenti delle prove in divisa azzurra) invece è tornata apposta da Singapore, dove ha fatto per anni la modella, solo per partecipare.

During the training, Zhang Yuanyuan was extremely self-confident, strong and optimistic. She had a stress fracture in her pelvic bone which caused extreme pain every step that she marched. But she did not retreat. She wrote in her diary: “Persist! No stopping! Never give up!” Whenever the reporter encounter Zhang Yuanyuan in the training camp, she always wore a beaming smile.
(Fonte: EastSouthWestNorth: The Clang Roses)

Qui i colori delle uniformi da parata delle tre armi dell’Esercito di Liberazione Popolare: esercito (verde), marina (bianco) e aeronautica (blu). Rimangono comunque gli stivaletti al polpaccio, forse perché nel Partito è pieno di zozzoni a cui piace farsi camminare sulle palle…

Come vedete il rosa non è presente nelle “vere” Forze Armate cinesi… magari potranno rispolverarlo per i battaglioni di conforto nel 2019? È un ruolo importantissimo che solo il personale femminile può ricoprire, non c’è nulla di svilente nel servire la Nazione e il Partito secondo le proprie naturali capacità e inclinazioni! ^_^

Le miliziane, a parte il ruolo di “civili pronti alla resistenza in caso di invasione” e quello in caso di disastri, probabilmente hanno elementi in comune con le soldatesse mostrate nei cartoni giapponesi ben superiori alla semplice divisa di strani colori:

At the age of 18, Liu Jiaxin is the youngest member of the female militia. She lived a carefree life before participating in the training. “When I stayed home, I hardly did housework including washing dishes.” Liu smiled shyly. When she first joined the women militia group, she relied on others to fold up her quilt. Leaders urged every member to fold up their quilt neatly every day and she would ask others to do it for her. She even did not use her quit at night. After several months of training, Liu Jiaxin has changed completely. Now, she is very industrious, washing clothes, sweeping the floor and giving a helping hand to others.

Solo io sto pensando a Strike Witches e cose così?



Qualche soldatessa cinese, giusto per gradire…

 


Un po’ di link a tema:
http://china-defense.blogspot.com
EastSouthWestNorth: The Clang Roses
Their best foot forward
Video in alta qualità su YouTube