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Moderazione dei Commenti
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Dato che il contenuto del blog è sotto la mia responsabilità, inclusa la qualità dei commenti e il clima delle discussioni, ho deciso di imporre fin dall’inizio la moderazione dei commenti in modo da evitare che chi è incapace di condurre una discussione possa scrivere in questo blog. D’altronde, come nella vita reale, certe persone vengono isolate e allontanate dagli altri per la loro incapacità di convivere civilmente. Questo deve avvenire anche in internet: la pace e il diritto alla libertà di discutere in modo proficuo e positivo delle masse è superiore al diritto di aggredire, mentire e insultare di pochi idioti.
Avendo osservato nel corso degli anni parecchi blog, alcuni dei quali molto belli, cadere a pezzi sotto i colpi di certa feccia, impedendo a tutti gli effetti qualsiasi discussioni razionale e interessante, ho preferito fin dall’inizio vietare la possibilità di abusare liberamente dei commenti.
Sono responsabile dei contenuti del sito e della loro qualità: è mio compito difendere dalle aggressioni degli idioti la massa silenziosa (o poco rumorosa) di quelli interessati a studiare, imparare e ragionare, desiderosi di scambiare pareri motivati e chiedere informazioni senza dover temere l’intrusione di qualche troll.
Saranno vietati i commenti contenenti calunnie, menzogne, insulti o in generale qualunque trucco che cerchi di rovinare il discorso favorendo la dialettica eristica con lo scopo di ottenere ragione con dei trucchetti anche quando si sa di avere torto, al posto della ricerca della Verità.
Vedesi Box sotto per una semplice descrizione di questo genere di comportamento.
Contestarmi è Lecito!
Chiunque può contestare i miei articoli, ma deve farlo fornendo pareri motivati, articolati, sostenuti da prove e privi di falsità scritte in malafede. La contestazione deve seguire la regola del “voler cercare la verità sull’argomento” e non del “voler imporre il proprio parere”. La differenza è enorme perché nel primo caso si discute per amore della conoscenza e della Verità, mentre nel secondo lo si fa solo per Vanità, pronti a nascondere le verità scomodo e a confutare le prove (ma non le teorie) con trucchetti che nulla hanno a che vedere con la ricerca della conoscenza.
Il mio parere su un argomento dipende esclusivamente dalla valutazione delle prove a favore di una tesi o dell’altra. Un esempio è la questione “eBook vs Carta”: ero molto scettico sugli ebook fino a pochi mesi fa, ma sotto il peso delle prove e delle argomentazioni mi sono ricreduto e ora sostengo fermamente i vantaggi del formato digitale rispetto a quello cartaceo, sia per il singolo che per la collettività che per il futuro della libertà d’espressione.
Quindi se avete davvero un parere migliore del mio avrete vita facile a farmi cambiare idea e a dimostrare che ho torto se argomenterete e dimostrerete ciò che dite (tramite rapporti causa-effetto, link, citazioni e uso della logica).
Contestarmi anche in altri luoghi è Lecito!
Nessuno vi vieta, se davvero spargere menzogne e insulti vi preme tanto, di evitare del tutto la mia crudele censura fascista che impedisce la libera circolazione delle falsità e costringe gli uomini all’onestà intellettuale: potete dire quello che volete liberamente sui vostri blog o forum o quant’altro possiate mettere assieme online. Avete il mio appoggio e la mia benedizione nel farlo. Naturalmente, se adotterete questo mezzo, mi riserverò il diritto di farlo anch’io qui sul mio blog, ma sempre nel rispetto della Ricerca della Verità, e magari perfino dandovi ragione nel caso la doveste avere, dato che io ritengo che sia più importante la Verità che non la Vanità.
Se avete dubbi su cosa intenda per Verità e malafede, leggete questo box.
Introduzione a “L’arte di ottenere ragione” (1830-1831)
La dialettica eristica è l’arte di disputare, e precisamente l’arte di disputare in modo da ottenere ragione, dunque per fas et nefas [con mezzi leciti e illeciti]. Si può infatti avere ragione objective, nella cosa stessa, e tuttavia avere torto agli occhi dei presenti e talvolta perfino ai propri. Ciò accade quando l’avversario confuta la mia prova, e questo vale come se avesse confutato anche l’affermazione, della quale però si possono dare altre prove; nel qual caso, naturalmente, per l’avversario la situazione si presenta rovesciata: egli ottiene ragione pur avendo oggettivamente torto. Dunque, la verità oggettiva di una proposizione e la validità della medesima nell’approvazione dei contendenti e degli uditori sono due cose diverse (a quest’ultima è rivolta la dialettica).
Da che cosa deriva tutto questo? Dalla naturale cattiveria del genere umano.
Se questa non ci fosse, se nel nostro fondo fossimo leali, in ogni discussione cercheremmo solo di portare alla luce la verità, senza affatto preoccuparci se questa risulta conforme all’opinione presentata in precedenza da noi o a quella dell’altro: diventerebbe indifferente o, per lo meno, sarebbe una cosa del tutto secondaria. Ma qui sta il punto principale.L’innata vanità, particolarmente suscettibile per ciò che riguarda l’intelligenza, non vuole accettare che quanto da noi sostenuto in principio risulti falso, e vero quanto sostiene l’avversario. Se così fosse, ciascuno non dovrebbe fare altro che cercare di pronunciare soltanto giudizi giusti: quindi dovrebbe prima pensare e poi parlare. Ma, nei più, all’innata vanità si accompagna una loquacità e una slealtà connaturata. Essi parlano prima di avere pensato, e se anche poi si accorgono che la loro affermazione è falsa e hanno torto, deve nondimeno apparire come se fosse il contrario. L’interesse per la verità, che nella maggioranza dei casi è stato l’unico motivo per sostenere la tesi ritenuta vera, cede ora completamente il passo all’interesse della vanità.
(Arthur Schopenhauer, filosofo, 1788-1860)
CCI: ControCommento Integrato
I commenti contenenti falsità o menzogne in palese malafede, che sono il principale problema delle discussioni in internet, potranno essere pubblicati con l’aggiunta di un “box di commento” in cui le singole menzogne verranno smentite e l’autore sputtanato come merita.
Questo sistema di ControCommento Integrato ha lo scopo di distruggere l’utilità della strategia di Unzione delle Menzogne e, simultaneamente, di permettere al commentatore in malafede di vedere pubblicate le proprie farneticazioni e calunnie.
In Conclusione
Se siete in buonafede e quindi non mentite o insultate o usate atteggiamenti fastidiosi con l’unico scopo di scatenare flame, potrete scrivere liberamente quello che volete nei commenti e io li pubblicherò il prima possibile.
Se siete in malafede e venite solo a fare i Troll, allora non li pubblicherò o li userò per deridervi.
Semplice, no?