{"id":10151,"date":"2010-11-11T14:17:57","date_gmt":"2010-11-11T13:17:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/?p=10151"},"modified":"2019-12-15T18:27:10","modified_gmt":"2019-12-15T17:27:10","slug":"il-fucile-baker-e-la-morte-del-generale-colbert","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2010\/11\/11\/il-fucile-baker-e-la-morte-del-generale-colbert\/","title":{"rendered":"Il fucile Baker e la morte del generale Colbert"},"content":{"rendered":"<p>Oggi niente articoli sugli eBook e niente tristi constatazioni sul Fantasy in Italia. <strong>Oggi voglio parlare di balistica applicata a un evento realmente accaduto.<\/strong> Ricordate il vecchio articolo sulla <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2010\/03\/11\/cad-la-nonnina-con-la-pistola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nonnina con la pistola<\/a>? Qualcosa di simile.<\/p>\n<p>Non ho ancora scritto n\u00e9 un articolo specifico sulla balistica dei proiettili sferici n\u00e9 uno di introduzione dal punto di vista balistico (non medico) sulle ferite da armi da fuoco, ma penso che cominciare con un caso concreto per introdurre elementi che poi verranno trattati nei futuri articoli dedicati possa essere un modo divertente per entrare nell&#8217;ottica che tutta questa <em>roba matematicosa<\/em> pu\u00f2 avere una qualche utilit\u00e0 pratica.<\/p>\n<p>Utilit\u00e0 che si manifesta in pi\u00f9 ambiti:<\/p>\n<ul>\n<li>Per progettare <strong>regole per giochi:<\/strong> io stesso ho creato una gestione della penetrazione e delle ferite per GURPS interamente basata sui risultati reali e sulle formule.<\/li>\n<li>Come supporto per <strong>la narrativa e i ragionamenti fantastici: <\/strong>il Gewehr 1898 impiegando proiettili a punta tonda del 1901 pu\u00f2 trapassare da parte a parte un Ent e colpire l&#8217;Hobbit nascosto dietro? Un soldato italiano del 1915 proiettato col suo Carcano nel 1540, fino a che distanza pu\u00f2 perforare le corazze pi\u00f9 pesanti utilizzate dai cavalieri dell&#8217;epoca?<\/li>\n<li>E per dare risposte a <strong>casi storici e dubbi forensi: <\/strong>un proiettile da 7,65 Browning pu\u00f2 perforare da parte a parte un cranio a 100 metri di distanza o l&#8217;assassino era pi\u00f9 vicino?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Affrontiamo un caso storico che ha fatto discutere per due secoli gli appassionati di tiro di precisione ad avancarica. Vediamo come la balistica esterna e la balistica terminale possano essere utilizzate nell&#8217;analisi della <strong>morte del generale Auguste Fran\u00e7ois-Marie de Colbert-Chabanais<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10227 size-full aligncenter\" title=\"G\u00e9n\u00e9ral_Auguste_Fran\u00e7ois_Marie_Chabanais\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/G\u00e9n\u00e9ral_Auguste_Fran\u00e7ois_Marie_Chabanais.gif\" alt=\"Il generale Colbert (1777-1809)\" width=\"350\" height=\"392\" \/><br \/>\n<em>Il generale Colbert (1777-1809)<\/em><\/p>\n<p>La domanda a cui voglio rispondere \u00e8: <em>qual era la <strong>distanza massima possibile<\/strong> a cui poteva trovarsi Thomas Plunkett quando spar\u00f2 col fucile rigato Baker per uccidere Colbert?<\/em><\/p>\n<h2>La morte di Colbert: i fatti noti<span style=\"color: red;\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Sintetizzo visto che non \u00e8 l&#8217;intera vicenda storica in s\u00e9 a interessare, ma il solo sparo.<\/p>\n<p><strong>Thomas Plunkett (o Plunket) \u00e8 un fuciliere<\/strong> nel primo battaglione del 95esimo reggimento, uno dei due reggimenti di Giubbe Verdi. \u00c8 il 3 gennaio 1809 e siamo nel pieno della disastrosa ritirata inglese iniziata nel Natale del 1808. Gli inglesi sono imbottigliati su un ponte presso il villaggio di Cacabelos, sulla strada per Corunna. Il giorno prima a Villafranca del Bierzo le truppe, centinaia di analfabeti ubriachi e affamati, si sono rivoltate: hanno saccheggiato i magazzini e distrutto la cittadina.<\/p>\n<p>Siamo in una situazione in cui un attacco francese potrebbe mandare in rotta quel che resta dell&#8217;esercito inglese, ormai prossimo al collasso. Ai fucilieri del primo battaglione del 95esimo, essendo considerati tra i pi\u00f9 disciplinati di fronte al nemico, viene assegnata la retroguardia: sono schierati su una collina a protezione dell&#8217;esercito mentre attraversa il ponte.<\/p>\n<p>I francesi incalzano. Attaccati del 15esimo Cacciatori a Cavallo e dal terzo Ussari, le Giubbe Verdi scendono dalla collina e si ritirano verso il ponte. I francesi li inseguono, ma incontrano la compagnia leggera del 28esimo reggimento e il 15esimo Ussari, rimasti indietro per proteggere il passaggio di sei cannoni della Reale Artiglieria a Cavallo. Gli inglesi, affamati, incazzati e disperati, respingono l&#8217;attacco francese.<\/p>\n<p>A questo punto entra in gioco il generale Colbert, un bel gentiluomo francese su un cavallo bianco. Colbert cavalca su e gi\u00f9 tra le truppe, cercando di riorganizzarle per tentare un secondo attacco e massacrare gli inglesi prima che possano completare la ritirata. Colbert \u00e8 coraggioso, ma non \u00e8 pazzo: \u00e8 a circa 400-500 metri dagli inglesi per cui \u00e8 sicuro che le Giubbe Verdi, che hanno un debole per l&#8217;uccisione degli ufficiali, non possano colpirlo.<\/p>\n<p><strong>Thomas Plunkett si \u00e8 accorto di quello che sta succedendo, rompe i ranghi e si avvicina senza essere visto ai francesi.<\/strong> \u00c8 molto distante da Colbert, secondo alcune fonti 700 metri (una distanza impossibile, come vedremo dopo), secondo altre meno di 200 (in fondo uccidere il generale nemico e salvare tutti \u00e8 un gran cosa anche a 180 metri, no?). Colbert continua a riunire la cavalleria per lanciarsi sugli inglesi in un assalto che permetta di catturare i sei cannoni.<\/p>\n<p><strong>Plunkett si sdraia tra il fango e la neve<\/strong>, assumendo la peculiare posizione inglese per il tiro di precisione dell&#8217;epoca: sulla schiena, con il piede destro che scavalca la gamba sinistra e tende la cinghia del fucile, il calcio sotto l&#8217;ascella destra. Una posizione bizzarra e scomoda, ma che pare funzionare bene per stabilizzare l&#8217;arma come se fosse montata su un affusto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10219 aligncenter\" title=\"Harry_Payne_sketch_Plunkett_shots_Colbert\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Harry_Payne_sketch_Plunkett_shots_Colbert.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Harry_Payne_sketch_Plunkett_shots_Colbert.jpg 550w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Harry_Payne_sketch_Plunkett_shots_Colbert-500x264.jpg 500w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Harry_Payne_sketch_Plunkett_shots_Colbert-300x158.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Plunkett uccide il generale Colbert. Notate la posizione di tiro supina o &#8220;ortodossa&#8221;.<\/em><\/p>\n<h3>Il tiro di Plunkett<\/h3>\n<p>Plunkett \u00e8 uno dei migliori tiratori del 95esimo. Nel 1807, a Buenos Aires, si \u00e8 piazzato sul tetto del convento di Santo Domingo e ha ucciso da solo venti soldati spagnoli e un ufficiale (l&#8217;ufficiale sventolava una bandiera per chiedere la tregua, ma Plunkett non conosceva il significato delle bandiere). <strong>Plunkett prende la mira e spara. Colbert crolla da cavallo<\/strong>, morto o moribondo.<\/p>\n<p>Plunkett sta gi\u00e0 ricaricando il fucile, forse usando la scomoda procedura per la ricarica da sdraiati, mentre un aiutante di campo cerca di soccorrere il generale. I francesi sono in allerta: sparare ora equivale e indicare la propria posizione con una bella nuvoletta bianca e trovarsi addosso la cavalleria. Plunkett se ne fotte: prende la mira e <strong>uccide anche il secondo ufficiale<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo dovrebbe bastare a dimostrare che il primo centro non era stato <em>solo<\/em> un colpo di fortuna. Il suo prestigio di tiratore vale pi\u00f9 del rischio di farsi ammazzare. La cavalleria francese lo individua e lo insegue, ma Plunkett riesce a tornare sano e salvo tra i suoi compagni che lo acclamano. Senza Colbert i francesi non saranno in grado di massacrarli!<\/p>\n<p>La vicenda non \u00e8 riportata da tutte le fonti storiche, dato che alcuni contemporanei che hanno parlato della ritirata non si trovavano su quel lato del fiume e quindi hanno raccontato la schermaglia coi francesi da un altro punto di vista. Non \u00e8 nemmeno sempre specificato dove sia stato colpito Colbert. Io immaginavo nel petto, data la dispersione dei colpi di un fucile come il Baker sulle lunghe distanze, ma altre fonti <strong>indicano la testa<\/strong> (sopra l&#8217;occhio sinistro, pare).<\/p>\n<p>Anche <em>Napoleon&#8217;s Commanders (1) 1792-1809<\/em> di Philip J. Haythornthwaite segnala un colpo in testa. Seppur difficile da colpire con un fucile simile, \u00e8 una locazione perfetta per uccidere all&#8217;istante. Nella sezione dell&#8217;articolo dedicata al calcolo della distanza, considerer\u00f2 che il proiettile abbia colpito il cranio.<\/p>\n<h2>Il fucile Baker<\/h2>\n<p>Avevamo gi\u00e0 parlato delle <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2007\/11\/17\/il-moschetto-a-pietra-focaia-introduzione-e-caricamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">armi a pietra focaia<\/a> tre anni fa. Non spiegher\u00f2 di nuovo il funzionamento generale per cui se proprio non sapete cosa sia un fucile a pietra focaia, leggetevi il vecchio articolo.<\/p>\n<p>Il fucile Baker \u00e8 un eccellente fucile rigato a pietra con acciarino <em>alla moderna<\/em> (l&#8217;eccellente acciarino militare a collo di cigno usato da francesi e inglesi). Quando la <em>Board of Ordnance<\/em> fece i test nel 1800 per scegliere un fucile per le Giubbe Verdi, il fucile di Ezekiel Barker sconfisse senza problemi la concorrenza. <strong>Un&#8217;arma in grado di rivaleggiare con i migliori fucili da caccia tedeschi<\/strong>, come quelli copiati e impiegati da certi ribelli americani durante la guerra di indipendenza.<\/p>\n<p>Pesa 9 libbre (4 kg) e ha una canna da 30 pollici (76 cm) con sette solchi di rigatura e un passo piuttosto lento, appena un quarto di giro (le prove del 1803 in cui venne confrontato con un fucile rivale da mezzo giro mostr\u00f2 che il passo pi\u00f9 rapido rendeva meno stabile il proiettile sferico).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10231 size-full aligncenter\" title=\"Baker_Rifle_550\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Baker_Rifle_550.gif\" alt=\"Fucile Baker con la sua lunga spada-baionetta.\" width=\"735\" height=\"160\" \/><br \/>\n<em>La lunga spada-baionetta serve a compensare la minore lunghezza della canna quando si forma un quadrato di fanteria per respingere la cavalleria nemica.<\/em><\/p>\n<p>La canna ha un calibro di 0,625 pollici (15,9 mm), ma per semplicit\u00e0 nella logistica delle munizioni venne fabbricato a partire dal 1809 anche in calibro 0,75 (19 mm) in modo da poter impiegare nel tiro rapido le cartucce sottodimensionate del fucile Brown Bess usato dal resto della fanteria inglese (e anche le palle francesi, circa 1,5 mm pi\u00f9 piccole: un vantaggio che faceva sempre piacere agli inglesi). Il fucile Baker in questo caso non era ovviamente un modello 1809, ma uno dei precedenti in calibro 0,625.<\/p>\n<h3>Polvere e palle<\/h3>\n<p><strong>In base alla fonte ho trovato pesi diversi per le cariche di polvere nera del fucile Baker.<\/strong> Nel test del 1803 vennero usati 84 grani (5,44 grammi) di polvere per una palla da 1\/20 di libbra (22,5 grammi circa), che \u00e8 una dose un pochino bassa per gli standard dell&#8217;epoca (24%).<\/p>\n<p>Vi ricordo che i fucili Brown Bess impiegavano cariche pari a met\u00e0 del peso della palla, con botte sulla spalla cos\u00ec forti da portare i soldati a buttare in terra parte della polvere (nonostante il rischio di fustigazione) pur di ridurle, e nei <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2007\/11\/28\/avancarica-energia-cinetica-e-velocita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">test austriaci<\/a> vennero velocit\u00e0 molto elevate anche usando cariche da appena un terzo del peso della palla. Queste cariche sembrano enormi rispetto a quelle per i proiettili cilindro-conici di met\u00e0 Ottocento, ma come vedremo nel futuro articolo sulla balistica delle palle sferiche (e un pochettino anche in questo) \u00e8 <strong>tutta colpa della &#8220;palla tonda&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>Su <em>The King&#8217;s German Legion<\/em> di Mike Chappell vengono indicati 4 <em>dram<\/em> (109-110 grani, 7 grammi) per il tiro con palla e pezzuola, ovvero per il tiro di precisione, e 6 <em>dram<\/em> (164-165 grani, 10,5 grammi) per il tiro rapido usando cartucce con carica pronta e palla sottodimensionata (1\/22 di libbra, 20,5 grammi), come se il Baker fosse un moschetto ad anima liscia.<\/p>\n<p>Altre fonti indicano anche la presenza di cartucce rapide di sola polvere, da usare al posto della fiaschetta, con 2,5 o 3 <em>dram<\/em>. I soldati portavano di solito <strong>due fiaschette di polvere<\/strong>, infilate in tasca: una con ottima polvere da fucileria, in grani uniformi (di dimensione FFg o forse perfino FFFg), l&#8217;altra con polverino fine per lo scodellino (FFFFg immagino) in modo da assicurare l&#8217;accensione certa.<\/p>\n<p>Una fonte indicava due cariche diverse per il tiro di precisione: 2 <em>dram<\/em> entro le 150 iarde (135 metri) e 4 <em>dram<\/em> oltre. Mi pare ragionevole che si risparmi polvere quando non serve chiss\u00e0 quale velocit\u00e0 alla bocca, anche se 55 grani sono davvero pochini per una palla da 350 grani.<\/p>\n<p>Se il dosatore della fiaschetta fa di base 2 <em>dram<\/em> non c&#8217;\u00e8 nessun problema a <strong>calcolare una dose singola o una doppia<\/strong>. Mi paiono cariche ragionevoli, in particolare quella da 110 grani per il tiro lungo che equivale a quasi un terzo del peso della palla.<\/p>\n<p>Lo stesso Ezekiel Baker in <em>Twenty-three Years Practice and Observations with Rifle Guns<\/em> del 1804, in riferimento alle cariche che ha impiegato per fare ottime rosate a 200 iarde (180 metri), dice:<\/p>\n<blockquote><p>The charge of good powder I have found to be nearly equal to one-third the weight of the ball, priming included<\/p><\/blockquote>\n<p>Che con palle da 350 grani equivale proprio a 110-120 grani di polvere, inclusa quella per lo scodellino. Facendo un po&#8217; di conti, con l&#8217;ausilio di dati di altri test con cariche note, mi viene una velocit\u00e0 alla bocca di circa 470-500 m\/s, perfetta per tirare (e ferire il bersaglio) entro le 400 yarde.<\/p>\n<h3>Il caricamento con la pezzuola<\/h3>\n<p>Nel caricamento a palla forzata si usa una <strong>palla sferica dal diametro poco inferiore<\/strong> a quello interno della canna (0,615 pollici per una canna da 0,625, nel caso del fucile Baker) che con l\u2019aiuto della pezzuola unta (spessore 0,010 pollici), che agisce sia come lubrificante che come sabot, aderisce alla rigatura senza permettere il passaggio dell&#8217;aria.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il sistema di caricamento usato dalle Giubbe Verdi inglesi durante le guerre napoleoniche e dai miliziani americani della Guerra d\u2019Indipendenza che usavano i temibili fucili da caccia Kentucky (derivati dai fucili da caccia tedeschi) in calibro 0,40-0,50 pollici.<\/p>\n<p>Con canne rigate e pezzuola \u00e8 preferibile usare <strong>proiettili in piombo morbido<\/strong> al posto di quelli standard militari in piombo indurito col 5% di antimonio, in modo che possano seguire al meglio la rigatura anche quando inizia a riempirsi di feccia.<\/p>\n<ol>\n<li>Si versa la polvere nella canna con una fiaschetta, un corno dosatore oppure una cartuccia senza palla.<\/li>\n<li>Si poggia al centro della bocca dell\u2019arma la pezzuola, un quadratino (o un tondino, nel caso del Baker) di cuoio ben lubrificato con olio vegetale, cera o grasso animale.<\/li>\n<li>Si poggia la palla sopra la pezzuola e si spinge dentro col pollice: la pezzuola deve essere abbastanza grande da coprire pi\u00f9 di met\u00e0 della palla (in modo che aderisca sui lati contro la rigatura), ma non pi\u00f9 dei due terzi (per non interferire con la traiettoria ed essere \u201cscartata\u201d agevolmente all\u2019uscita dalla canna, come se fosse un sabot).<\/li>\n<li>Quattro.<\/li>\n<li>Con la bacchetta si spinge la palla gi\u00f9 per la canna, fino a farla poggiare contro la polvere (distanza nota, registrata per comodit\u00e0 con un segno sulla bacchetta): la palla, per quanto aderente grazie alla pezzuola, scivoler\u00e0 aiutata dal lubrificante senza costringere a sforzi sovrumani. Lo sforzo e il tempo di caricamento diventano sempre maggiori a mano a mano che le rigature della canna si riempono di \u201cfeccia\u201d, ovvero polvere da sparo mal combusta, piombo e residui di pezzuole bruciate. Non bisogna spingere di pi\u00f9 perch\u00e9 altrimenti la palla per scendere spezza i grani di polvere, modificandone le propriet\u00e0 esplosive e quindi il comportamento balistico della palla. La spinta deve essere lenta, per piccoli tratti, tramite colpetti.<\/li>\n<li>Se a circa dieci centimetri dalla polvere la palla offre una maggiore resistenza alla discesa bisogna fermarsi subito. Il focone potrebbe essersi otturato, impedendo all\u2019aria di fuoriuscire. Se si spinge con forza l\u2019aria verr\u00e0 compressa aumentando la pressione e la temperatura fino a far esplodere la carica di polvere (e infatti la bacchetta si maneggia per sicurezza tenendola di lato e non spingendo da sopra, cos\u00ec se viene \u201csparata\u201d non colpisce la mano). Bisogna prendere lo spillo (che fa parte del set di pulizia dell\u2019arma) e scrostare il canale che collega lo scodellino alla canna prima di proseguire il caricamento.<\/li>\n<li>Finito: ora si carica lo scodellino con 10 grani circa di polvere fine (minimo FFFg, preferibilmente FFFFg).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Se la canna non \u00e8 troppo sporca e non oppone resistenza al caricamento, <strong>un soldato ben addestrato pu\u00f2 fare tutto in 30 secondi o poco meno<\/strong>.<\/p>\n<p>Il caricamento con palle sottodimensionate e cartucce richiede invece dai 12 ai 20 secondi. Con un minimo di esperienza tutti i soldati devono poter caricare un Brown Bess in 20 secondi, arrivando a 12-15 secondi quando diventano degli esperti di ricarica veloce.<\/p>\n<p><strong>Il tempo di ricarica per un soldato esperto \u00e8 quindi il doppio<\/strong>, o poco meno del doppio, del tempo necessario per caricare un moschetto ad anima liscia con palle sottodimensionate (o un fucile rigato con palle mini\u00e9, che arriveranno mezzo secolo dopo).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10242 aligncenter\" title=\"baker_pancia_sotto\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_pancia_sotto.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_pancia_sotto.jpg 550w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_pancia_sotto-500x181.jpg 500w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_pancia_sotto-300x108.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10243 aligncenter\" title=\"baker_ortodosso\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_ortodosso.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_ortodosso.jpg 550w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_ortodosso-500x211.jpg 500w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_ortodosso-300x126.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Due posizioni per il tiro da sdraiati tratte dal libro di Baker. Quella a pancia sotto era criticata perch\u00e9, non disponendo di un bipiede o di un caricatore sporgente sotto l&#8217;arma, mancava un solido appoggio fornito invece dai piedi e dalla cinghia nella posizione &#8220;ortodossa&#8221; (qui mostrata nella variante con entrambe le gambe distese). Interessante l&#8217;idea di usare il pesante copricapo in cuoio bollito come appoggio.<\/em><\/p>\n<h2>La precisione dell&#8217;arma<\/h2>\n<p>L&#8217;<strong>accuratezza<\/strong> dipende, come sottolinea lo stesso Baker nel suo libro (e come veniva detto nel manuale sulla carabina dei Bersaglieri), dalla<strong> capacit\u00e0 del tiratore<\/strong> di calcolare con estrema precisione la distanza del bersaglio e compensare il tiro verticalmente di conseguenza. E ovviamente, \u00e8 implicito, dalla capacit\u00e0 di tirare per colpire proprio dove si desidera, senza introdurre errore umano.<\/p>\n<p>Baker dice che per la carabina rigata c&#8217;\u00e8<strong> una tacca di mira fissa azzerata a 200 yarde<\/strong>: per tiri prima o dopo quella distanza bisogna compensare mirando pi\u00f9 in basso o pi\u00f9 in alto rispetto al punto che si vuole colpire (oltre alla correzione verso il basso per compensare il rilevamento della canna, se necessaria).<\/p>\n<p>Sulla <strong>precisione, ovvero la dispersione dei colpi <\/strong>attorno al punto mirato, il tiratore non pu\u00f2 fare nulla. Il tiratore migliore del mondo \u00e8 quello che azzera l&#8217;errore umano, lasciando solo l&#8217;errore della combinazione arma-munizione scelta. La dispersione dei colpi al giorno d&#8217;oggi si misura in MOA.<\/p>\n<p><strong>Un singolo MOA,<\/strong> usando la definizione pi\u00f9 semplice, equivale a un cerchio largo 1 pollice (1,047, per precisione) entro cui ricadono tutti i colpi sparati (in gruppi di 5 o 10) alla distanza di 100 iarde (91,4 metri), ovvero una dispersione di tutti colpi sparati entro <strong>un cerchio di diametro di 2,908 cm a 100 metri<\/strong>.<\/p>\n<ul>\n<li>Un moschetto come il Brown Bess o il Charleville sta sopra i 20 MOA. Non \u00e8 una bella cosa, se stai sparando a un bersaglio molto oltre i 50 metri.<\/li>\n<li>Una pistole Beretta 34 usata dagli ufficiali italiani a met\u00e0 Novecento aveva 20 MOA. Si, non \u00e8 granch\u00e9: \u00e8 fatta per sparare con ottimi risultati entro i 25 metri.<\/li>\n<li>Una pistola Colt M1911 stava sugli 8 MOA. Anche un AK-47 un po&#8217; scassato, con munizioni raffazzonate artiginali, <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2010\/05\/31\/le-armi-copiate-di-passo-khyber\/\">stile passo Khyber<\/a>, pu\u00f2 viaggiare su valori simili.<\/li>\n<li>Un fucile da battaglia o d&#8217;assalto con munizioni standard militari ha circa 2-3 MOA.<\/li>\n<li>Un vecchio fucile monocolpo del 1870-1880 (o un AK-47 in buone condizioni) stava sui 4-5 MOA.<\/li>\n<li>Un fucile militare per tiratore scelto deve poter ottenere gruppi da 1,5 MOA o meno (lo standard \u00e8 possibilmente 1 MOA) con munizioni <em>match grade<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Riguardo alle munizioni <em>match grade<\/em> bisogna dire che quelle militari sono (erano?) delle schifezze rispetto a quelle commerciali di ultima generazione, per cui un civile col suo superfucile nuovo pu\u00f2 ottenere anche 0,25 MOA in condizioni ideali. Avevo gi\u00e0 parlato un po&#8217; di questa cosa in passato.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa in concreto una precisione di 2 MOA?<\/strong> Che a 400 metri i tuoi colpi finiranno tutti da qualche parte dentro un cerchio del diametro di 23-24 cm per cui non puoi colpire con adeguata sicurezza qualcuno in un occhio nemmeno se sei il miglior tiratore dell&#8217;Universo e hai un mirino telescopico per mirare con esattezza assoluta la pupilla. E se hai un Martini-Henry e tiri a 4,5 MOA entro la massima distanza utile, circa 800 metri, devi essere gi\u00e0 estremamente contento se colpisci in generale un essere umano (dispersione dei colpi in un diametro di un metro).<\/p>\n<h3>Che dispersione aveva il fucile Baker?<\/h3>\n<p>Bella domanda. Ci sono alcuni test dell&#8217;epoca, ma riguardano combinazioni di canne e cariche di polvere diverse, per cui vanno valutati con le pinze. Nei test del 1800 dela <em>Board of Ordnance<\/em>, usando una canna da circa 0,75 pollici con palle da 31 grammi piazz\u00f2 <strong>11 colpi su 12 in un cerchio del diametro di 4,5 piedi a 300 iarde<\/strong> (consideriamoli come se fossero tutti i colpi sparati: il 12esimo non si sa che fine ha fatto, se era un tiro di prova o se era un malfunzionamento dello scodellino). Sarebbero 18 MOA. Forse un po&#8217; troppo. Considerate che la pistola Beretta 34 faceva 20 MOA.<\/p>\n<p>Cosa non mi convince in questo test? L&#8217;arma era immobile su un affusto, e questo azzera l&#8217;errore umano, ma <strong>la carica era inferiore a quella ideale<\/strong> testata da Baker: solo 110 grani per un proiettile da 480 grani, con una velocit\u00e0 alla bocca probabilmente pari o poco superiore a quella del suono (330 m\/s). Dose decisamente inadeguata.<\/p>\n<p>Nonostante tutto fu il fucile che si comport\u00f2 meglio, battendo armi americane e tedesche che usavano un passo della rigatura pi\u00f9 rapido (tre quarti di giro o un giro intero ogni quattro piedi&#8230; lui usava appena un quarto di giro per tutta la canna da due piedi e mezzo!), forse troppo rapido per delle palle sferiche con pezzuola.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo anche altri test. <\/strong>Quello a 200 iarde per il Principe del Galles \u00e8 inutile considerarlo: il Baker si comport\u00f2 molto meglio del fucile concorrente Nock (non c&#8217;\u00e8 paragone), ma l&#8217;arma usata era una versione stile carabina da cavalleria con canna da appena 20 pollici (invece dei 30 dei fucili usati dalle Giubbe Verdi) pensata per i Dragoni Leggeri, con carica ridotta di conseguenza ad appena 84 grani per palle da 350 grani. Inadeguato per rappresentare la vera precisione del fucile Baker (e infatti fece circa 20 MOA).<br \/>\nAltrettanto inutile \u00e8 il test a 12 iarde, sempre per il Principe del Galles, in cui il Baker piazz\u00f2 tre palle nello stesso foro.<\/p>\n<p><strong>Molto pi\u00f9 interessante il test con l&#8217;eunuco<\/strong>. No, non ha sparato al custode castrato di un harem: l&#8217;eunuco \u00e8 il nome tecnico di un tipo di bersaglio alto sei piedi (un metro e ottanta) con disegnato un uomo eretto i cui genitali sono proprio nel centro del bersaglio.<\/p>\n<p>Baker spar\u00f2 alla distanza di 200 iarde, con l&#8217;aiuto di un appoggio (ma senza un affusto, quindi un minimo di errore umano c&#8217;era), calcolando da solo come compensare la caduta in base alla distanza visto che le mire andavano ancora sistemate (i primi due colpi vennero belli affiancati, ma subito sopra i capelli dell&#8217;eunuco).<\/p>\n<p>Dopo aver capito come compensare l&#8217;errore delle mire, piazz\u00f2 18 colpi dentro al torso e al braccio dell&#8217;eunuco, pi\u00f9 altri due nella coscia, uno sopra l&#8217;occhio sinistro e uno nell&#8217;inguine al fianco dei genitali. Se non consideriamo i colpi mirati apposta (o per errore) pi\u00f9 in basso o pi\u00f9 in alto e consideriamo solo la dispersione orizzontale come indicatore, abbiamo <strong>ben 18 colpi in un cerchio del diametro di 1,8 piedi al massimo, pari a poco meno di 11 MOA<\/strong>. Con 11 MOA la fama di miglior fucile a pietra focaia per uso militare della storia \u00e8 assolutamente meritata!<\/p>\n<p>I risultati a 100 iarde per\u00f2 non sono altrettanto straordinari, visto che la dispersione non si mantiene di 11 MOA. Con 34 colpi piazzati si avvicina di pi\u00f9 ai 15 MOA. Sempre ottima per un&#8217;arma del 1800 che usa palle sferiche, credo superiore a quella dei famosi fucili Kentucky, ma meno straordinaria. Risultati bizzarri comunque: la dispersione non pu\u00f2 &#8220;aumentare&#8221; a distanze minori e &#8220;ridursi&#8221; dopo. Ritengo i risultati a 200 iarde pi\u00f9 affidabili e ragionevoli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10249 aligncenter\" title=\"baker_eunuco_200_iarde\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_eunuco_200_iarde.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"647\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_eunuco_200_iarde.jpg 500w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_eunuco_200_iarde-464x600.jpg 464w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/baker_eunuco_200_iarde-231x300.jpg 231w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>Un&#8217;arma in grado di <strong>colpire con sicurezza un uomo a 200 iarde<\/strong> (182 metri) e con buone possibilit\u00e0, in mano a un tiratore esperto, fino a 300 iarde (274 metri). Davvero buono per l&#8217;epoca! La stessa opinione \u00e8 espressa anche da Ezekiel Baker che scriveva:<\/p>\n<blockquote><p>I have found 200 yards the greatest range I could fire to any certainty. At 300 yards I have fired very well at times, when the wind has been calm. At 4 and 500 yards I have frequently fired, and I have sometimes struck the object<\/p><\/blockquote>\n<h2>L&#8217;analisi balistica del caso Colbert-Plunkett<\/h2>\n<p>Dopo aver visto qual \u00e8 la dispersione dei colpi a 300 iarde penso che nessuno possa sostenere che il tiro di Plunkett sia avvenuto a 800 iarde, giusto? Lo scopo dei conti che seguiranno \u00e8 valutare <strong>qual \u00e8 la massima distanza possibile a cui potrebbe essere avvenuto il tiro<\/strong>.<\/p>\n<p>Immaginiamo che i due colpi consecutivi a segno siano dipesi da una notevole fortuna, ovvero che Plunkett abbiamo calcolato la distanza con un errore ridottissimo (meno di 10 iarde) ed effettuato un tiro perfetto, azzerando l&#8217;errore umano. Anche se si azzera l&#8217;errore umano, rimane presente l&#8217;errore dell&#8217;arma.<\/p>\n<p>Colpire un bersaglio quando la dispersione dei colpi, pur mirando perfettamente nel centro, \u00e8 maggiore del bersaglio stesso, non \u00e8 questione di abilit\u00e0 nel centrare o meno: entra in gioco anche il &#8220;culo&#8221;, ovvero tutte le variabili del volo del proiettile non governabili dall&#8217;uomo. <strong>Valutiamo la distanza massima possibile a partire quindi dalla ferita inflitta<\/strong>: se poi dovesse rimanere una distanza molto lunga, daremo per scontato il fattore &#8220;culo&#8221;.<\/p>\n<p>Io per\u00f2, a quanto so delle palle sferiche (come ricorderete dagli articoli precedenti, perdono circa met\u00e0 dell&#8217;energia nei primi cento metri e dimezzano la velocit\u00e0 entro i duecento), scommetto che non avremo bisogno di appellarci a nessuna distanza estrema. ^_^<\/p>\n<h3>Calcolare la distanza massima del tiro<\/h3>\n<p>Come procedere? Semplice. Valutiamo la perdita di velocit\u00e0 della palla nel bersaglio (cervello, ossa del cranio, pelle) per sapere a che velocit\u00e0 minima deve averlo colpito, poi calcoliamo qual \u00e8 la distanza massima a cui pu\u00f2 essere arrivata la palla per possedere ancora quella velocit\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile. Per la ferita utilizzeremo le formule di Sellier per la velocit\u00e0 limite sulla cute, la velocit\u00e0 residua dopo la penetrazione di uno strato noto di osso e la penetrazione nel cervello (tessuti molli). Per la distanza utilizzeremo la tavola di decelerazione di Journ\u00e9e (quello famoso per il calcolo della gittata massima dei pallettoni).<\/p>\n<p>Non avete bisogno di spulciare complicati libri di balistica pieni di formule strambe (quello di Sellier e Kneubuehl, <em>Wound ballistics and the scientific background<\/em>, \u00e8 introvabile a quanto so): le formule per la penetrazione nel corpo sono descritte <a href=\"http:\/\/www.earmi.it\/balistica\/baltermi.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a> e quelle per la decelerazione sono invece <a href=\"http:\/\/www.earmi.it\/balistica\/pallino.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a>.<strong> Ringrazio Edoardo Mori per le ottime spiegazioni fornite.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10261 size-full aligncenter\" title=\"earmi_it\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/earmi_it.jpg\" alt=\"Schermata dal sito earmi.it di Edoardo Mori\" width=\"500\" height=\"436\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/earmi_it.jpg 500w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/earmi_it-300x261.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><a href=\"http:\/\/www.earmi.it\">www.earmi.it<\/a> di Edoardo Mori, uno dei miei siti preferiti: le nuove generazioni di appassionati di oplologia sono cresciute con lui.<\/em><\/p>\n<h3>Balistica della ferita<\/h3>\n<p><strong>La prima cosa che il proiettile incontrer\u00e0 \u00e8 la pelle<\/strong>, un materiale molto elastico e resistente in grado di ammaccarsi senza perforarsi contro proiettili arrotondati a bassa velocit\u00e0. La formula per calcolare la perforazione della pelle considera solo la densit\u00e0 sezionale per cui non importa qual \u00e8 la velocit\u00e0 di impatto della palla (a differenza della formula per la penetrazione dei tessuti molli, dove pi\u00f9 sei veloce e pi\u00f9 bruscamente deceleri nei primi centimetri). L&#8217;unica cosa che conta \u00e8 la densit\u00e0 sezionale. Facendo due conti viene 32,65 m\/s che possiamo arrotondare a <strong>33 m\/s<\/strong> per semplicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Dopo la pelle c&#8217;\u00e8 il cranio<\/strong>. Un cranio maschile adulto \u00e8 spesso mediamente 6,5 mm. Per motivi un po&#8217; lunghi da spiegare, magari ci torner\u00f2 un giorno con un articolo di introduzione sulla balistica delle ferite, ho considerato lo spessore dell&#8217;osso da penetrare maggiore di quanto fosse.<\/p>\n<p>L&#8217;ho fatto\u00a0 per simulare il&#8217;impiego di <strong>palle in piombo morbido<\/strong> invece di proiettili blindati (ho usato come guida la diversa costante presente nell&#8217;altra formula per la penetrazione in osso). Invece di 6,5 mm di osso ho stimato 9,5 mm. Non \u00e8 cambiato praticamente niente: la formula pare tarata su ossa umane di spessore ridotto, non pi\u00f9 spesse delle vertebre, per cui la differenza tra bucare 5 mm o 2 cm \u00e8 di pochi metri al secondo (si vedano gli esempi di Mori sul sito).<\/p>\n<p>Credo dipenda dal <strong>crack che si trasmette nell&#8217;osso<\/strong>, come un vetro che si frantuma. Dato che questo forse pu\u00f2 rendere problematico fare i conti con la formula della velocit\u00e0 residua in caso di grandi spessori (vengono cose strane, IHMO, come un 9&#215;19 che perfora 32 cm di osso!), ovvero spessori molto superiori a quelli umani per cui pare tarata, penso che in futuro mander\u00f2 una mail a Mori per chiedere consigli: altrimenti come faccio a simulare il tiro di una Luger 08 contro il cranio di un drago lungo venti metri? ^_^<\/p>\n<p>Per sapere con che velocit\u00e0 dobbiamo colpire il cranio, <strong>dobbiamo prima sapere che velocit\u00e0 vogliamo avere dopo averlo perforato. <\/strong>Andiamo sul sicuro: circa 12 cm di penetrazione nel cervello. A meno di un miracolo dovrebbe assicurare una ferita mortale. Per ottenere questa penetrazione, come spiegher\u00f2 in futuro quando parler\u00f2 della balistica delle ferite, basta che la formula dei tessuti molli ci dia 6 cm di penetrazione.<\/p>\n<p><em>Spiego in breve il problema<\/em>. La formula prevede che il risultato venga moltiplicato per la densit\u00e0 sezionale, ma gli studi di Fackler hanno dimostrato che proiettili del peso di &#8220;una sola palla di quel calibro&#8221; penetrano il doppio di quanto la formula preveda. Fackler ha effettuato esperimenti di tiro nella gelatina balistica sia con una palla grossa e pesante (17,5 mm a 165 m\/s, in piombo) che con una palla piccola e veloce (6 mm per 1031 m\/s, in acciaio), in entrambi i casi la penetrazione \u00e8 stata doppia rispetto al previsto.<\/p>\n<p>La cosa dipende dal fatto che la formula \u00e8 tarata per mostrare la maggiore penetrazione di proiettili ad alta densit\u00e0 sezionale, avvantaggiati nello scavarsi una via nell&#8217;aria o nei tessuti molli, senza per\u00f2 tenere conto che al di sotto di un peso pari a &#8220;due palle dello stesso materiale di quel calibro&#8221; non vi \u00e8 per\u00f2 alcuno svantaggio per il proiettile.<\/p>\n<p>Correggere il conto per le palle sferiche \u00e8 molto semplice. Basta saperlo. La velocit\u00e0 necessaria risultante \u00e8 quindi di 95 m\/s per 5,96 cm di penetrazione, pelle inclusa. Dato che la pelle l&#8217;abbiamo calcolata prima, non va conteggiata due volte. <strong>Sono quindi 62 m\/s per il solo cervello.<\/strong><\/p>\n<p>Ok, ora possiamo usare la formula per la<strong> penetrazione nelle ossa<\/strong>. Vogliamo una velocit\u00e0 finale di 62 m\/s circa. Con 133 m\/s otteniamo una velocit\u00e0 residua poco inferiore a quanto richiesto. Con 134 m\/s otteniamo una velocit\u00e0 poco superiore, con 71 m\/s per sfondare il cranio e 63 m\/s per spappolare il cervello.<br \/>\nSommiamo il tutto: 33 m\/s per la pelle pi\u00f9 71 m\/s per il cranio pi\u00f9 63 m\/s per il cervello, ovvero <strong>un totale di 167 m\/s.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10259 aligncenter\" title=\"penetrazione_cervello_palla_Baker_334_metri\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/penetrazione_cervello_palla_Baker_334_metri.gif\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"434\" \/><\/p>\n<h3>La distanza del tiro di Plunkett<\/h3>\n<p><strong>A quale distanza massima la palla del Baker poteva ancora disporre di 167 m\/s? <\/strong>Le velocit\u00e0 alla bocca la stimiamo di 500 m\/s quindi possiamo perdere al massimo 333 m\/s. Facendo due conti possiamo notare che la massima distanza a cui possiamo disporre ancora di 167 m\/s \u00e8 quella in cui la somma dei due valori (R e il coefficiente balistico Cb moltiplicato per la distanza stessa) \u00e8 circa 5,2446. Con 500 m\/s otteniamo un valore R di 0,8240 per cui rimane solo 4,4106 da sommare. <strong>Questo equivale a una distanza di 334 metri (365 iarde).<\/strong><\/p>\n<p>Dal punto di vista della dispersione \u00e8 una gittata che richiede una grossa quantit\u00e0 di culo per permettere un bel centro nel cranio. Fate due conti voi: un bersaglio cranico largo 20-25 cm quando i colpi si disperdono a caso in un cerchio del diametro di 100-150 cm? Sembra molto pi\u00f9 ragionevole delle fantomatiche 800 iarde, ma se dovessi valutare la vicenda <em>solo<\/em> dal punto di vista della dispersione considererei <strong>molto pi\u00f9 credibile una distanza di 200 iarde<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;eroismo dell&#8217;azione sta nell&#8217;essere avanzato a met\u00e0 strada tra le proprie forze e i nemici per abbattere il generale avversario, non in cento metri in pi\u00f9 o cento metri in meno di tiro. A 200 iarde ci vorrebbe meno culo e pi\u00f9 coraggio: non sarebbe un brutto scambio. Non credi?<\/p>\n<p>Comunque non si stava parlando di quale fosse la gittata pi\u00f9 probabile dal punto di vista della dispersione dei colpi, ma solo quale era quella <strong>massima a cui si poteva uccidere Colbert ed \u00e8 334 metri<\/strong>.<\/p>\n<p>Se consideriamo l&#8217;uso di cariche maggiori, magari una dose maggiorata del 50% di polvere, si pu\u00f2 guadagnare ulteriore gittata, ma l&#8217;ampiezza della dispersione e la caduta verticale del proiettile diventano sempre pi\u00f9 ridicole e diventa eccessivo poter ipotizzare due colpi mortali di seguito (il secondo, quello sull&#8217;aiutante, non si sa dove \u00e8 finito: immagino nel torso).<\/p>\n<p><strong>Fine. <em>Soprattutto per Colbert<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Approfondimenti.<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.95thrifles.com\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">The 95th Rifles &amp; Royal Horse Artillery<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.archive.org\/details\/twentythreeyear00bakegoog\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Twenty-three Years Practice and Observations with Rifle Guns<\/em><\/a> di Ezekiel Baker (1804)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi niente articoli sugli eBook e niente tristi constatazioni sul Fantasy in Italia. Oggi voglio parlare di balistica applicata a un evento realmente accaduto. 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