{"id":105,"date":"2008-10-20T22:28:51","date_gmt":"2008-10-20T20:28:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/?p=105"},"modified":"2018-12-13T21:53:34","modified_gmt":"2018-12-13T20:53:34","slug":"performance-arco-da-guerra-inglese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/","title":{"rendered":"Performance dell&#8217;arco da guerra inglese"},"content":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 dedicato all&#8217;arco lungo inglese, il <em>longbow<\/em>, l&#8217;arco da guerra del medioevo europeo per eccellenza, e si <strong>concentra sulle performance<\/strong> dell&#8217;arma piuttosto che sulla storia evolutiva. Non contiene lezioni di tiro con l&#8217;arco, n\u00e9 informazioni sul tiro sportivo (niente dettagli sugli ancoraggi nell&#8217;arco nudo o nell&#8217;arco olimpico o su come si mira: non sono cose che conosco abbastanza e non sono l&#8217;argomento dell&#8217;articolo!), n\u00e9 informazioni sugli archi compositi asiatici o sui moderni archi compound, n\u00e9 descrizioni dettagliate delle principali battaglie in cui gli archi lunghi hanno avuto un ruolo determinante e nemmeno parla del ruolo sociale dell&#8217;arco lungo.<\/p>\n<p>Il testo di riferimento per questo articolo \u00e8 <strong><a href=\"http:\/\/www.amazon.com\/Great-Warbow-Hastings-Mary-Rose\/dp\/0750931671\/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1224335288&amp;sr=1-1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Great Warbow<\/a><\/strong> di Matthew Strickland e Robert Hardy. Ulteriori testi che val la pena citare sono <strong><a href=\"http:\/\/www.amazon.com\/Medieval-Archer-Jim-Bradbury\/dp\/0851156754\/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1224335340&amp;sr=1-1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Medieval Archer<\/a><\/strong> di Jim Bradbury e <a href=\"http:\/\/www.amazon.com\/English-Longbowman-1330-1515-Warrior-Bartlett\/dp\/1855324911\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>English Longbowman (1330-1515)<\/strong><\/a> di Clive Bartlett. Per i test sulle armature, oltre ai dati forniti nel libro di Strickland e Hardy, ho usato anche i valori suggeriti da Alan Williams in <strong><a href=\"http:\/\/www.amazon.com\/Knight-Blast-Furnace-History-Metallurgy\/dp\/9004124985\/ref=sr_1_3?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1216814198&amp;sr=1-3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Knight and the Blast Furnace<\/a><\/strong> (il libro utilizzato per la mia <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/02\/23\/le-armature-introduzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">serie di articoli sull&#8217;efficacia protettiva delle armature<\/a>, ricordate?). Per la parte &#8220;fisica&#8221; ho utilizzato <strong><a href=\"http:\/\/www.stortford-archers.org.uk\/medieval.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Physics of Medieval Archery<\/a><\/strong> di Gareth Rees. Ci sono stati naturalmente anche altri articoli e brani tratti da libri meno interessanti di quelli sopra indicati, ma si \u00e8 trattato solo di materiale confermativo che non merita di essere citato. Infine vi segnalo un interessante articolo in formato pdf sulla fisica dell&#8217;arco lungo, <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/manuali\/LONGBOW_E_FISICA_ELEMENTARE.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Longbow e Fisica Elementare<\/a>, scritto da Dario D\u2019Al\u00f9 e Marco Dubini (\u00e8 in italiano e contiene un maggior numero di informazioni rispetto a quello di Gareth Rees).<\/p>\n<h2><span style=\"color: red;\"><strong>L&#8217;arco lungo, informazioni fisiche preliminari<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>L&#8217;arco \u00e8 formato da due flettenti che vengono messi in tensione tirando la corda che li unisce. La corda \u00e8 inserita nella cocca all&#8217;estremit\u00e0 di ogni flettente, mantenendo l&#8217;arco in leggera tensione (quando l&#8217;arco non \u00e8 in uso per periodi prolungati la corda andrebbe tolta per permettere al legno di tornare in posizione di riposo). Quando la corda viene rilasciata i flettenti dell&#8217;arco tornano in posizione e la freccia agganciata alla corda viene inviata verso il bersaglio. Molto semplice, tanto che gi\u00e0 nella preistoria si fabbricavano archi piatti (<em>flat-bow<\/em> in inglese: arco simile al longbow, ma pi\u00f9 piatto e largo, meno spesso) e altri <strong>archi monolitici <\/strong>(<em>self-bow<\/em> in inglese: arco prodotto con un solo pezzo di materiale, corda e cocche escluse, come il longbow che \u00e8 prodotto con una sola doga di legno). L&#8217;arco in s\u00e9 \u00e8 semplice, il problema \u00e8 come ottenerne uno che sia il migliore possibile.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" title=\"longbow\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/longbow_diagramma.jpg\" alt=\"longbow\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Un arco perfetto dovrebbe trasmettere alla freccia tutta l&#8217;energia immagazzinata nell&#8217;atto del tendere.<\/strong> Questo \u00e8 l&#8217;obbiettivo &#8220;ideale&#8221; a cui tende il fabbricante, ma \u00e8 impossibile conseguirlo dato che, non esistendo materiali inestensibili, sia il legno che la corda sprecheranno parte dell&#8217;energia messa dal tiratore. Quello che per\u00f2 il fabbricante pu\u00f2 fare \u00e8 trovare un&#8217;approssimazione il pi\u00f9 vicina possibile alla perfezione, sfruttando i migliori materiali disponibili (come accade per gli archi degli olimpionici).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 un arco \u00e8 potente e pi\u00f9 distante pu\u00f2 lanciare le sue frecce e pi\u00f9 pesanti possono essere le frecce che pu\u00f2 lanciare alla stessa velocit\u00e0. <strong>La potenza dell&#8217;arco (libbraggio, draw weight) \u00e8 il <em>peso<\/em> trattenuto momentaneamente dall&#8217;arciere quando la corda \u00e8 stata tirata fino al massimo allungo (draw length)<\/strong> permesso dalla lunghezza della freccia impiegata, subito prima di rilasciare la corda. Il libbraggio si misura tradizionalmente in <em>libbre-forza<\/em> (lbf), ma pu\u00f2 essere convertito senza problemi in newton, l&#8217;unit\u00e0 di forza ufficiale del Sistema Internazionale: 1 lbf equivale a 4,448 N, ovvero 1 libbra convertita in kg e moltiplicata per l&#8217;accelerazione di gravit\u00e0 standard (9,8 m\/s\u00b2).<br \/>\nL&#8217;allungo non dipende solo dalla lunghezza dell&#8217;asta della freccia, ma anche dalla conformazione corporea dell&#8217;arciere e dal punto di ancoraggio scelto, ovvero il punto verso cui l&#8217;arciere direzione la cocca della freccia inserita sulla corda quando tende l&#8217;arco. Il punto di ancoraggio pu\u00f2 essere l&#8217;angolo della mandibola o l&#8217;orecchio o qualche altro punto famigliare sul collo o sulla testa.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 tanto importante il libbraggio in un arco? <\/strong>Perch\u00e9 poter scagliare frecce pi\u00f9 pesanti con la stessa velocit\u00e0 con cui un arco pi\u00f9 debole ne lancia di pi\u00f9 leggere, significa ottenere un vantaggio in termini di energia cinetica inviata sul bersaglio. Se vi ricordate l&#8217;energia cinetica cresce proporzionalmente con la massa e quadraticamente con la velocit\u00e0. <strong>Poter inviare una freccia di massa 2M a velocit\u00e0 V con un arco pi\u00f9 potente garantisce il doppio dell&#8217;energia cinetica di una freccia di massa M inviata a velocit\u00e0 V con l&#8217;arco pi\u00f9 debole.<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 il vantaggio principale, soprattutto se l&#8217;arco, come avviene nell&#8217;ambito militare, deve aspettarsi di affrontare nemici in armatura contro cui 20 joule in pi\u00f9 o in meno possono fare la differenza tra una buona ferita e un graffio.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/energiacineticasemplice.gif\" alt=\"\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Un arco ideale <ins>non<\/ins> \u00e8 un arco che si apre senza sforzo per poi indurirsi di colpo<\/strong> negli ultimi centimetri di allungo, ma deve essere duro fin da principio e aumentare<em> gradualmente <\/em>lo sforzo richiesto di centimetro in centimetro. Un arco da 100 libbre a 30 pollici non dovrebbe averne 40 a 28 pollici (bam, improvvisamente diventa durissimo negli ultimi cinque centimetri), ma dovrebbe averne 93 circa (100*28\/30). In tal modo la corda potr\u00e0 accompagnare la freccia per tutta la lunghezza dell&#8217;allungo con una spinta uniforme, senza sbalzi.<\/p>\n<p>L&#8217;arco deve essere non solo graduale, ma anche elastico per rilasciare nella freccia l&#8217;energia accumulata dai flettenti. Se quando si rilascia la freccia si sentono forti vibrazioni lungo tutto il corpo attraverso il braccio, allora l&#8217;arco \u00e8 poco elastico: l&#8217;energia che doveva essere trasmessa alla freccia \u00e8 invece finita in stress strutturali del legno e vibrazioni, procurando microfratture ai flettenti e una sensazione molto fastidiosa all&#8217;arciere. E lo spreco di energia in vibrazioni ha reso la freccia meno veloce e quindi meno letale.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 possibile far convivere archi monolitici pi\u00f9 duri con il bisogno di elasticit\u00e0 e di gradualit\u00e0?<\/strong> La soluzione degli inglesi fu di allungare l&#8217;arco. Un arco pi\u00f9 lungo pu\u00f2 avere lo stesso allungo con uno stress minore per il legno perch\u00e9 i flettenti sono costretti a piegarsi di meno. <em>Un arco di successo \u00e8 un arco che lavora poco<\/em>. E quanto \u00e8 lungo un longbow inglese? Pi\u00f9 o meno come il proprietario, 170-180 cm, ma pu\u00f2 anche essere maggiore. Il peso varia dal mezzo kg di un arco da 60 libbre al kg circa di uno da 150. Sulle lunghezze torneremo dopo, quando parleremo dei reperti estratti dalla Mary Rose, tutti di notevoli dimensioni.<\/p>\n<p>L&#8217;arco, come visto, \u00e8 una molla e come tale pu\u00f2 essere descritto in termini fisici. Si pu\u00f2 quindi analizzare partendo da concetti della meccanica classica quali la conservazione dell&#8217;energia e simili. Immaginiamo che l&#8217;arco sia una molla ideale semplice: in tal caso accumulerebbe energia potenziale proporzionale alla forza antagonista applicata e all&#8217;allungo. L&#8217;<em>energia potenziale<\/em> (Eid) sarebbe pari alla<em> forza dell\u2019arco all\u2019allungo x<\/em> (Fid) per l&#8217;<em>allungo<\/em> (x), diviso due.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" title=\"molla ideale semplice\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/molla_elastica_perfetta.gif\" alt=\"molla ideale semplice\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;arco per\u00f2 non \u00e8 una molla perfetta. La forza necessaria per tenderlo non \u00e8 direttamente proporzionale all&#8217;allungo, per quanto ci si avvicini, e da met\u00e0 dell&#8217;allungo in poi interverr\u00e0 un maggiore indurimento. Per calcolare l&#8217;energia accumulata dall&#8217;arco in funzione dell&#8217;allungo bisognerebbe introdurre gli integrali a complicare il discorso, per cui \u00e8 meglio semplificare il tutto utilizzando un coefficiente d&#8217;efficienza &#8220;e&#8221; al loro posto per distinguere l&#8217;arco ideale da quello reale. Il coefficiente &#8220;e&#8221; negli archi di tasso (il legno usato di norma nei longbow) \u00e8 circa 0,8-0,9 e diminuisce progressivamente con l&#8217;incremento dell&#8217;allungo.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" title=\"molla arco reale\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/molla_arco_reale.gif\" alt=\"molla arco reale\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Ma tutto questo discorso sulle molle a cosa serve? Semplice: <strong>a capire perch\u00e9 l&#8217;allungo \u00e8 importante<\/strong>. Intuitivamente si pu\u00f2 immaginare che un allungo maggiore, permettendo di spingere pi\u00f9 a lungo la freccia, sia migliore di uno minore, ma ora avete anche la prova fisica grazie all&#8217;equazione dell&#8217;energia potenziale della molla. Se un arciere pu\u00f2 tendere un arco fino a 150 libbre \u00e8 meglio che scelga, tra due archi graduali, uno che vi arrivi dopo otto pollici o uno che vi arrivi dopo trenta pollici? Quello da trenta sar\u00e0 migliore, perch\u00e9 la spinta durer\u00e0 di pi\u00f9.<br \/>\nQuesto concetto \u00e8 fondamentale per capire come mai una balestra da 450 libbre che usi un tipico dardo da 10-12 pollici avr\u00e0 prestazioni simili in termini di velocit\u00e0 del proiettile a quelle di un arco lungo da 120 libbre che impieghi una freccia militare con l&#8217;asta da 30 pollici. La balestra \u00e8 molto pi\u00f9 dura proprio perch\u00e9, per mantenere le ridottissime dimensioni e la portabilit\u00e0 come arma da tiro, deve rinunciare all&#8217;allungo, ma non pu\u00f2 permettersi di rinunciare alla forza di penetrazione dei suoi dardi che, anzi, sono spesso pi\u00f9 pesanti e massicci di quelli degli archi (soprattutto nelle balestre da 700+ libbre a 8 pollici). Per raggiungere quei libbraggi mostruosi in ridotte dimensioni, perfino di 1200+ libbre nelle balestre da difesa usate negli assedi (bestioni di otto kg con caricamento a leve e carrucole), venivano usati spessi archi d&#8217;acciaio, meno elastici delle lunghe aste in legno di tasso.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" title=\"arco grafico forza\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/arco_grafico_forza.jpg\" alt=\"arco grafico forza\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Talvolta gli arcieri parlano di pollici-libbra (soprattutto quando fanno paragoni arco-balestra-moschetto), ovvero dichiarano la potenza del loro arco moltiplicando il libbraggio ottenuto a X pollici di allungo per gli X pollici stessi. Questo permette loro di fare valutazioni incrociate &#8220;spicciole&#8221; tra armi di differente libbraggio e differente allungo (come appunto un arco e una balestra).<\/p>\n<p>Per ulteriori spiegazioni e per le formule matematiche sulla velocit\u00e0 d&#8217;uscita della freccia, il trasferimento dell&#8217;energia e la dissipazione vi rimando all&#8217;ottimo <strong><a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/manuali\/LONGBOW_E_FISICA_ELEMENTARE.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Longbow e Fisica Elementare<\/a><\/strong> di Dario D\u2019Al\u00f9 e Marco Dubini.<\/p>\n<h2><span style=\"color: red;\"><strong>Gli archi della Mary Rose<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Di archi da guerra inglesi originali non ce ne sono molti in giro, anzi, per dirla tutta prima che venissero ripescati dalla Mary Rose c&#8217;era ben poco di concreto su cui basarsi perch\u00e9 vi erano solo cinque longbow inglesi in &#8220;buono stato&#8221; che fossero stati <em>sicuramente<\/em> utilizzati in battaglia nel Basso Medioevo o nel Cinquecento. Quattro su cinque erano da 70-90 libbre e l&#8217;ultimo (che secondo i proprietari partecip\u00f2 alla battaglia di Hedgeley Moor del 1464) era da 60 libbre, ma bisogna considerare che col passare dei secoli il legno si era deteriorato. Inoltre non era possibile dire con certezza che fossero proprio archi da guerra e non piuttosto archi meno potenti utilizzati per le esercitazioni.<br \/>\nLo studio di Hardy e Strickland, volendosi basare su dati concreti, non pu\u00f2 che partire dalle scoperte fatte dai ricercatori che hanno analizzato le decine di reperti recuperati dalla Mary Rose.<\/p>\n<blockquote>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>La Mary Rose: box storico<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>La Mary Rose era una caracca da battaglia inglese, costruita a Portsmouth nel 1509-1510. Il nome le venne da &#8220;Mary&#8221;, la sorella di Enrico VIII, e dalla rosa simbolo dei Tudor. La Mary Rose era una nave da 500 tonnellate, lunga quasi 39 metri e larga una dozzina, con un equipaggio di 200 marinai, 185 soldati e 30 artiglieri e armata con ben 78 cannoni.<br \/>\nFu la nave ammiraglia prima di Sir Edward Howard e poi di Sir Thomas Howard. Era grande, potente, maestosa: l&#8217;orgoglio di Enrico VIII. Nel 1536 venne riattrezzata con 91 cannoni e un nuovo ponte. Il dislocamento complessivo pass\u00f2 da 500 a 700 tonnellate (+40%).<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" title=\"La Mary Rose raffigurata nell'Anthony Roll\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/mary_rose_anthony_roll.jpg\" alt=\"La Mary Rose raffigurata nell'Anthony Roll\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>La Mary Rose come appariva nel 1545<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il 19 luglio 1545 la nave affond\u00f2 durante la battaglia contro le flotta di invasione francese di Francesco I, scomparendo nelle acque sotto gli occhi dello stupefatto Enrico VIII che si godeva la battaglia navale dalla costa.<br \/>\nProbabilmente fu la perdita di stabilit\u00e0 dovuta alla maggiore altezza dell&#8217;opera morta (ovvero di ci\u00f2 che sta sopra la linea di galleggiamento) a causarne l&#8217;affondamento: la nave sband\u00f2 per le brusche manovre di combattimento sul mare agitato e il ponte inferiore scese coi sabordi (le finestre quadrate da cui sparano i cannoni, aperte per via dei combattimenti) sotto il filo dell&#8217;acqua.<br \/>\nSi capovolse e col\u00f2 a picco con tutto il suo contenuto: uomini, armi, cannoni, archi, bracciali di cuoio da arciere, armature&#8230; una disgrazia terribile per i 700 uomini a bordo (meno di 40 riuscirono a fuggire), ma un patrimonio storico immenso per noi, paragonabile solo a quello della nave svedese Vasa (1628).<\/p><\/blockquote>\n<p>Nella Mary Rose, secondo i documenti dell&#8217;epoca, vi erano 250 archi in legno di tasso (&#8220;bow of yew&#8221;), 864 corde (6 grosse) e 400 faretre di <em>livery arrows<\/em> (frecce standardizzate per uso militare, segnate con vernice verde secondo alcuni per indicare che erano propriet\u00e0 del Re), per un totale di 9600 frecce.<\/p>\n<p>Dal 1979, quando ripresero i lavori di recupero del relitto, vennero portate alla luce pi\u00f9 di 3500 frecce e 137 archi lunghi, oltre ad attrezzature varie, cannoni e scheletri di arcieri in ottime condizioni. <strong>La lunghezza degli archi andava dai 6 ai 7 piedi (182-213 cm).<\/strong> Le frecce avevano lunghezze dell&#8217;asta tra i 24 e i 32 pollici, ma la maggioranza era lunga 30 pollici (76 cm). I legni impiegati nelle frecce erano pioppo, frassino, faggio e nocciolo, a differenza di quello degli archi recuperati che erano tutti in tasso (anche se altre navi del periodo indicano presenze limitate di longbow in nocciolo &#8211;<em>John Baptist<\/em>&#8211; o in olmo &#8211;<em>Rose<\/em>-). Aggiungendo la testa in metallo, lunga dai 5 ai 15 cm in base al tipo (meno 2-4,5 cm per l&#8217;inserimento dell&#8217;asta), si arriva a frecce con lunghezze complessive di 80-90 cm.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;asta dell&#8217;arco era formata da una singola doga di legno lavorato<\/strong>, priva di decorazioni o fronzoli di qualsiasi tipo. L&#8217;impugnatura, visibile in molte rappresentazioni moderne, era del tutto assente: una semplice tacca per la freccia indicava il punto sotto cui afferrare l&#8217;arma. <strong>Il legno impiegato era il tasso perch\u00e9 \u00e8 un legno compatto, ma non duro, con un&#8217;ottima elasticit\u00e0 e flessibilit\u00e0<\/strong>, che si rompe in doghe regolari facilitando la lavorazione.<\/p>\n<p>Si usava di preferenza uno spicchio longitudinale del tronco, cos\u00ec che l\u2019arco finito avesse il dorso formato da alburno, legno esterno di formazione recente, e il ventre di durame, legno pi\u00f9 vecchio che si trova all&#8217;interno del tronco: questo perch\u00e9 l&#8217;alburno \u00e8 pi\u00f9 flessibile ed elastico e il durame \u00e8 pi\u00f9 resistente alla compressione. I puntali, inseriti alle due estremit\u00e0 dell&#8217;arco per agganciare la corda nella loro cocca, erano in osso (corno di mucca). La corda era di norma in lino o canapa, ma era possibile usare anche altre fibre vegetali o pelle o tendini, come accade spesso con gli archi compositi asiatici (che talvolta usavano perfino la seta).<\/p>\n<p>Le frecce militari, essendo prodotte in massa, non potevano soddisfare le esigenze dei singoli tiratori che in base all&#8217;altezza e alla costituzione fisica avevano allunghi tipici tra i 28 e i 33 pollici. L&#8217;arciere militare doveva adattarsi a un allungo di 30 pollici e scegliere di conseguenza il punto di ancoraggio. Gli archi della Mary Rose sono stati studiati partendo dal presupposto che avrebbero impiegato le frecce da 30 pollici in dotazione.<\/p>\n<p>Gli archi recuperati dalla Mary Rose vennero testati per valutarne la potenza. L&#8217;arco <strong>MR1648 <\/strong>raggiunse un allungo di 30 pollici con una potenza di 60 libbre, ma non venne mai usato per lanciare davvero una freccia: il timore che lo stress del lancio spaccasse in due l&#8217;arco era eccessivo. <strong>Il legno, da come aveva reagito alle aperture, doveva essersi rovinato nel corso dei 400 anni trascorsi in fondo al mare<\/strong>. Vennero provati anche altri archi e molti non riuscirono ad aprirsi per pi\u00f9 di 24 pollici di allungo, ma suggerirono una potenza media superiore a quella dell&#8217;arco 1648.<\/p>\n<p>Gli archi vennero allora studiati al microscopio e si scopr\u00ec che, anche se all&#8217;apparenza erano in ottime condizioni, le cellule del legno si erano deteriorate gravemente. Non potendosi affidare solo a modelli matematici, troppo vaghi e incompleti, <strong>gli studiosi decisero di far fabbricare degli archi lunghi che imitassero il pi\u00f9 fedelmente possibile quelli della Mary Rose<\/strong> per proporzioni, tipologia di legno ecc&#8230; in modo da risolvere la questione per via empirica. Gli archi vennero commissionati a Roy King.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" title=\"misurazione longbow MR1648\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/misurazione.jpg\" alt=\"misurazione longbow MR1648\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Il professor John Levy dell&#8217;Imperial College of Science durante le prime misurazioni di MR1648<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2><span style=\"color: red;\"><strong>La Potenza del Longbow<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Gli studiosi (e gli appassionati) si divisero in due fazioni: quella che ipotizzava archi con elevati libbraggi e quella che sosteneva libbraggi simili a quelli degli archi lunghi moderni impiegati, ad esempio, dagli appassionati inglesi che portano avanti da secoli la tradizione patriottica del tiro con l&#8217;arco.<br \/>\nLa fazione degli archi deboli si rifaceva a uno studio pubblicato da <strong>W.F. Paterson<\/strong> sul <em>Journal of the Society of Archer-Antiquaries<\/em> in cui citava le stime matematiche del dottor David Clark secondo cui l&#8217;arco A812 (il primo recuperato dalla Mary Rose) aveva una potenza compresa tra 70 e 80 libbre. Il dottor Kooi lesse l&#8217;articolo e rimise in discussione il proprio modello matematico, ma non vi trov\u00f2 errori e comunic\u00f2 la cosa al professor Pratt che a sua volta contatt\u00f2 Clark. Il dottor Clark ricontroll\u00f2 il proprio modello matematico e&#8230; <em>ops<\/em>, scopr\u00ec un errore di un fattore due nei suoi calcoli! <strong>Ora all&#8217;arco A812 veniva attribuita una potenza 153 libbre<\/strong>, leggermente superiore perfino alle stime di Kooi. Paterson, informato dell&#8217;errore di Clark, chiese alla rivista di pubblicare una <em>errata<\/em> nel numero successivo. <em>La fazione degli archi deboli aveva perso l&#8217;unico modello matematico che desse loro ragione.<\/em><\/p>\n<p>Le stime al computer del dottor Kooi, che avevano lasciati sbalorditi persino i sostenitori degli archi potenti, indicavano che <strong>gli archi della Mary Rose andavano dalle 110 alle 185 libbre, con la stragrande maggioranza degli archi tra le 150 e le 160 libbre<\/strong>. Dell&#8217;arco pi\u00f9 potente, MR1607, si not\u00f2 per\u00f2 che l&#8217;apertura completa a 30 pollici avrebbe potuto procurare dei danni al legno, per cui si calcol\u00f2 che il suo uso sicuro era con un allungo di 28 pollici e una potenza conseguente di 172 libbre.<br \/>\nGli studiosi erano un po&#8217; scettici, dato che si aspettavano s\u00ec archi potenti, ma non cos\u00ec potenti: 100-120 libbre al massimo. Nel frattempo Roy King aveva completato i primi tre archi basati sui modelli della Mary Rose con potenze tra 102 e 135 libbre. Gli archi di approssimazione, conoscibili fino al pi\u00f9 infimo dettaglio, vennero usati per rielaborare il modello al computer e produrre nuove stime pi\u00f9 precise della potenza dei veri archi della Mary Rose.<em> Gli altissimi libbraggi vennero confermati.<\/em><\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" title=\"Roy King al lavoro su un arco di approssimazione\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/roy_king.jpg\" alt=\"Roy King al lavoro su un arco di approssimazione\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Roy King al lavoro su uno degli archi approssimati<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<blockquote>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>Box: i libbraggi consigliati<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Per capire meglio quanto i libbraggi dei longbow della Mary Rose fossero elevati \u00e8 utile dare un&#8217;occhiata alla tabella con le potenze degli archi consigliati presa da un sito di tiro con l&#8217;arco americano. I libbraggi indicati sono per archi compound (con camme) che dopo aver raggiunto il picco hanno un peso realmente trattenuto in mano (valle) dall&#8217;arciere molto inferiore (40%-80% di riduzione del lavoro, &#8220;let-off&#8221;): considerateli quindi come libbraggi massimi per un arco monolitico oppure olimpico con cui diventerebbe difficile prendere la mira. In realt\u00e0 un adulto quando \u00e8 appena agli inizi e deve imparare perfino le basi si trover\u00e0 archi scuola (archi ricurvi moderni o archi &#8220;olimpici&#8221;) da 20-25 libbre per il tiro indoor.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Stazza dell&#8217;arciere<\/strong><\/td>\n<td align=\"center\"><strong>Libbraggio<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Bambino piccolo (23-32 kg)<\/td>\n<td align=\"center\">10-15<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Bambino piccolo (32-45 kg)<\/td>\n<td align=\"center\">15-25<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ragazzino (45-59 kg)<\/td>\n<td align=\"center\">25-35<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Donna minuta (45-59 kg)<\/td>\n<td align=\"center\">25-35<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Donna (59-72 kg)<\/td>\n<td align=\"center\">35-45<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Donnone (72 kg e oltre)<\/td>\n<td align=\"center\">45-55<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Ragazzo (59-68 kg)<\/td>\n<td align=\"center\">40-50<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Uomo minuto (55-68 kg)<\/td>\n<td align=\"center\">45-55<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Uomo (68-82 kg)<\/td>\n<td align=\"center\">55-65<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Omone (82 kg e oltre)<\/td>\n<td align=\"center\">65-75<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Un mio amico piuttosto alto e atletico usava archi da 70 libbre e, con fatica, perfino archi da 90 (senza poter prendere bene la mira). Mi aveva detto che forse sarebbe perfino riuscito a tirare con un arco da 100 libbre, ma ne dubitava, e di sicuro non sarebbe riuscito a prendere la mira in modo decente. Di certo un arco da 120, come i pi\u00f9 leggeri presenti sulla Mary Rose, era del tutto al di fuori delle sue possibilit\u00e0. I valori suggeriti sembrano avere senso.<\/p><\/blockquote>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>Gli increduli, le frecce e gli scheletri<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Nonostante le prove schiaccianti e la mancanza di ogni supporto matematico reale, nella comunit\u00e0 degli arcieri continuarono a esservi persone che contestavano i risultati degli studiosi e, in mancanza di prove scientifiche da presentare in risposta, risolvevano la questione definendoli &#8220;fantasiosi&#8221;, &#8220;sciocchi&#8221; e &#8220;chiaccheroni&#8221; (prattler, usato come gioco di parole sul nome del professor Pratt). Con gli anni gran parte dei critici si ricredettero, d&#8217;altronde la dimostrazione scientifica ed empirica era inattaccabile, ma alcune frange di ostinati negazionisti sono sopravvissute fino a oggi e, probabilmente, sopravviveranno sempre.<\/p>\n<p>Molti non accettano il fatto che gli arcieri di epoca Tudor potessero essere in grado di tirare con precisione con archi molto pi\u00f9 potenti di quelli impiegati dagli attuali appassionati. Questo nonostante esistano ancora oggi molte persone che, come <strong>Simon Stanley<\/strong> o <strong>Mark Stretton<\/strong>, sono capaci di maneggiare archi dai libbraggi molto elevati.<\/p>\n<p>L&#8217;appassionato arciere inglese moderno \u00e8 tanto orgoglioso della sua arma da non voler credere che il fisico dell&#8217;arciere sia un elemento fondamentale. E, essendo un po&#8217; snob, <strong>trova disgustoso immaginare che gli arcieri medievali fossero pi\u00f9 simili a muscolosi bruti con grandi mani callose che non a raffinati gentiluomini<\/strong> (<em>che ovvove, un pvoletavio!<\/em>). L&#8217;idea che la forza non sia fondamentale per usare l&#8217;arco da guerra non viene solo da pessimi videogiochi, brutti giochi di ruolo e scrittori fantasy ignoranti, ma ha una lunga e orgogliosa tradizione arcieristica che solo negli ultimi decenni sta venendo messa in crisi.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" title=\"simon stanley\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/simon_stanley.jpg\" alt=\"simon stanley\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Simon Stanley che usa uno degli archi di Roy King: tiro ad alzo zero e con gittata massima. Stanley tira con lo stile medievale, usando tre dita (e non due) e spingendo la freccia sotto e dietro l&#8217;angolo della mandibola. Stanley pu\u00f2 usare, con notevole sforzo, un arco da 190 libbre a 33 pollici e tira agevolmente con archi da 150 libbre.<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Stanley, allenandosi con archi enormi, scopr\u00ec un&#8217;ulteriore prova a favore della grande potenza degli archi inglesi: <strong>le frecce del tipo e del peso che venivano impiegate nel medioevo non potevano essere tirate con efficacia se non impiegando archi di almeno 101 libbre<\/strong>. Inoltre le frecce pi\u00f9 pesanti, da 3,5-4,5 once (100-120 grammi, comuni alla battaglia Agincourt) richiedevano archi da 143-165 libbre per essere utilizzate al meglio e volare fino a 220 metri. Proprio i libbraggi stimati per gli archi della Mary Rose.<\/p>\n<p>Gli scheletri recuperati dalla Mary Rose vennero analizzati dalla patologa A.J. Stirland. Le ossa riportavano segni di malnutrizione nell&#8217;infanzia, ma considerando l&#8217;et\u00e0 media degli arcieri questo \u00e8 facilmente spiegabile: gli anni venti del Cinquecento videro una serie di carestie, di cui la pi\u00f9 grave fu quella dell&#8217;inverno 1527-1528. Allo stesso tempo la dottoressa Stirland fa notare come le ossa siano poi guarite molto bene e che gli arcieri della Mary Rose (affondata nel 1545) dovevano essere dei ragazzoni robusti e in perfetta salute.<\/p>\n<p><strong>Le ossa, ben conservate come gli archi, mostrano segni di una notevole muscolatura e di tendini molto forti e abituati al lavoro<\/strong>. Le scapole in particolare mostrano segni di notevole attivit\u00e0 fisica (i muscoli dorsali sono fondamentali per tendere l&#8217;arco). Alcuni scheletri riportano danni alla vertebre, probabilmente dovuti all&#8217;uso di archi estremamente pesanti (l&#8217;uso dei muscoli lombari per guadagnare qualche centimetro in pi\u00f9 \u00e8 una pratica di <em>cheating<\/em> comune negli esercizi coi pesi).<\/p>\n<p>Erano soldati alti, muscolosi e ben nutriti, veri e propri atleti della loro epoca. Un po&#8217; come i granatieri o i corazzieri, che dovevano raggiungere precisi standard fisici (nel primo caso per poter lanciare a grande distanza le granate).<\/p>\n<p><div style=\"width: 525px;\" class=\"wp-video\"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');<\/script><![endif]-->\n<video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-105-1\" width=\"525\" height=\"295\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/123lb_Yew_Longbow_Target_Shooting.mp4?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/123lb_Yew_Longbow_Target_Shooting.mp4\">http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/123lb_Yew_Longbow_Target_Shooting.mp4<\/a><\/video><\/div><br \/>\n<em>Ecco l&#8217;aspetto che poteva avere un arciere in grado di tendere, seppur con sforzo, un arco da 150 libbre. Non capisco perch\u00e9 tenga la schiena cos\u00ec arcuata. Boh! In ogni caso potete notare come non sembri n\u00e9 un gracile elfo n\u00e9 una ragazzina di 45 kg.<\/em><\/p>\n<p><div style=\"width: 525px;\" class=\"wp-video\"><video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-105-2\" width=\"525\" height=\"295\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/mark_stretton_shooting_bow.mp4?_=2\" \/><a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/mark_stretton_shooting_bow.mp4\">http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/mark_stretton_shooting_bow.mp4<\/a><\/video><\/div><br \/>\n<em>Nel video appare Mark Stretton. Non assomiglia molto a Legolas. Che sia lui a sbagliare o gli autori di fantasy con la fissa che per usare gli archi da guerra non serve la forza fisica?<\/em><\/p>\n<p><em>E infine ecco <a href=\"javascript:void(null);\" onclick=\"s_toggleDisplay(document.getElementById('SID544886140'), this, 'una tipica elfa uscita da qualche fantasy &#9660;', 'Chiudi la tipica elfa uscita da qualche fantasy &#9650;');\">una tipica elfa uscita da qualche fantasy &#9660;<\/a><\/p>\n<div id='SID544886140' style='display:none;'>\n<img decoding=\"async\" title=\"Elfa coi capelli blu come Nihal\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/elfa_arciere.jpg\" alt=\"Elfa coi capelli blu come Nihal\" \/>\n<\/div>\n<p>come le ragazze intente alla difesa della citt\u00e0 in &#8220;Gli Eroi del Crepuscolo&#8221; di Chiara Strazzulla o la Nihal de &#8220;Le Cronache del Mondo Emerso&#8221; di Licia Troisi. Secondo loro la forza fisica per usare l&#8217;arco da guerra non serve.<\/em><\/p>\n<h2><span style=\"color: red;\"><strong>Prestazioni dell&#8217;arco e tipi di frecce<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Come gi\u00e0 detto all&#8217;inizio dell&#8217;articolo il principale vantaggio degli archi potenti \u00e8 quello di poter inviare frecce pi\u00f9 pesanti con la stessa velocit\u00e0 con cui armi pi\u00f9 deboli ne mandano di pi\u00f9 leggere, sfruttando cos\u00ec la maggiore massa di metallo e legno per infliggere danni maggiori al nemico. Frecce troppo leggere rispetto all&#8217;arco rischiano di spezzarsi al rilascio o di volare con traiettorie sballate. Un arco da 150 libbre non pu\u00f2 impiegare frecce da 1-1,5 once senza rischiare di spezzarle, come una balestra da 740 libbre non pu\u00f2 impiegare con efficacia un quadrello da 1,25 once (quello della balestra da 740 \u00e8 un caso piuttosto famoso di pessimo esperimento comparativo con il longbow).<\/p>\n<p><strong>Ma quali erano le prestazioni dei tipici archi lunghi della Mary Rose da 150 libbre in termini di gittata e velocit\u00e0?<\/strong> Strickland e Hardy ci offrono nel loro libro i dati dei test effettuati nel 2002 con cinque frecce, un longbow da 150 libbre a 32 pollici e un flatbow in fibra di vetro da 170 libbre. Le cinque frecce sono state impiegate tre volte ciascuna con l&#8217;arco lungo, per un totale di quindici tiri (numerati da 1 a 15), pi\u00f9 due tiri supplementari con il flatbow (16 e 17). Il vento era di 9 m\/s, favorevole.<\/p>\n<p><strong>La freccia pi\u00f9 leggera era da 1,9 once (53,6 grammi), quella pi\u00f9 pesante da 3,3 once (95,9 grammi)<\/strong> (le altre, che non tratto per esteso, erano da 2, 2,6 e 3 once). La testa della prima era di tipo &#8220;small bodkin&#8221;, ovvero larga meno dell&#8217;asta, lunga e molto appuntita. La testa della seconda era del tipo &#8220;large bodkin&#8221;, un po&#8217; pi\u00f9 simile della precedente alle teste da sfondamento dei quadrelli da balestra: tozza, pesante e appuntita.<br \/>\nIl diametro dell&#8217;asta della freccia da 1,9 once era di 10 mm, quello della freccia da 3,3 once era di 12,7 mm.<\/p>\n<p>La freccia da 1,9 once nel tiro migliore (n\u00b0 1) ha raggiunto i 70,07 m\/s, con una gittata di 328 metri (360 yarde). Nei due tiri successivi per\u00f2 ha fatto 64,29 (n\u00b0 6) e 64,65 m\/s (n\u00b0 11), con gittate di 313,8 e 312,8 metri. Nel tiro con il flatbow ha raggiunto i 73,85 m\/s e una gittata di 387,7 metri (425 yarde).<br \/>\nL&#8217;anomalia presente nei lanci 6 e 11 (il pi\u00f9 lento va pi\u00f9 lontano?) \u00e8 imputabile a una piccola variazione della velocit\u00e0 del vento o a un angolo di tiro leggermente diverso.<\/p>\n<p>La freccia da 3,3 once nel tiro migliore (n\u00b0 2) ha raggiunto i 249,9 metri, ma la velocit\u00e0 non \u00e8 stata calcolata. Nei due lanci successivi aveva velocit\u00e0 di 53,36 m\/s (n\u00b0 7) e di 52,28 m\/s (n\u00b0 12), con gittate di 234,7 e 228,6 metri. Non \u00e8 stata tirata con il flatbow.<\/p>\n<blockquote>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><strong>Peso<\/strong> (g)<\/td>\n<td><strong>Vel. Iniziale<\/strong> (m\/s)<\/td>\n<td><strong>En. Iniziale<\/strong> (J)<\/td>\n<td><strong>Vel. Impatto<\/strong> (m\/s)<\/td>\n<td><strong>En. Impatto<\/strong> (J)<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>53,6<\/td>\n<td>64,3<\/td>\n<td>111<\/td>\n<td>48,9<\/td>\n<td>64,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>95,9<\/td>\n<td>53,0<\/td>\n<td>134<\/td>\n<td>43,3<\/td>\n<td>89,9<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/blockquote>\n<p>La freccia pi\u00f9 leggera aveva all&#8217;impatto il 76% della velocit\u00e0 iniziale (e quindi il 58% dell&#8217;energia cinetica), mentre quella pesante l&#8217;82% (e il 67% dell&#8217;energia cinetica).<\/p>\n<p>Quelle da 3,3 once non erano le frecce pi\u00f9 pesanti sul campo di battaglia.<br \/>\nHardy cita anche un tiro di prova con un freccia da 3,8 once lanciata da un arco da 150 libbre che raggiunse i 52 m\/s (<strong>146 J<\/strong>). Alla battaglia di Agincourt del 1415 molte frecce impiegate si aggiravano attorno alle 4 once e questo, conoscendo la potenza degli archi lunghi inglesi, ha perfettamente senso.<\/p>\n<p>Sono stati effettuati anche esperimenti dalla <strong>Vickers Defence System<\/strong>. John Waller prov\u00f2 archi da 72, 78 e 90 libbre a 28 pollici. Con una freccia di tipo 16 (vedi immagine delle frecce pi\u00f9 sotto) del peso di 45 grammi ottenne una velocit\u00e0 iniziale di 44,5 m\/s dall&#8217;arco di 90 libbre (miseri 44 J, sufficienti contro un bersaglio privo di armatura, ma del tutto inutili sul campo di battaglia).<br \/>\nUn altro test condotto prima degli studi sugli archi della Mary Rose vide l&#8217;impiego di un arco da 68 libbre che lanci\u00f2 a 40,8 m\/s una freccia di tipo bodkin da 70 grammi (solo 58 J contro i 146 ottenibili da un arco da 150 libbre con frecce da quasi 4 once: una enorme differenza).<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" title=\"frecce\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/frecce.jpg\" alt=\"frecce\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Repliche moderne di frecce medievali. Dall&#8217;alto: quattro anti-armatura (la terza \u00e8 una tipo 10 lunga, le altre sono bodkin squadrate), una leggera bodkin ad ago, una da caccia di grandi dimensioni, tre tipo 16 e un&#8217;altra da caccia.<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Quali erano le frecce da guerra usate per penetrare (nei limiti del possibile, si intende) le armature? Di certo, come abbiamo visto, <strong>le pi\u00f9 pesanti <\/strong>perch\u00e9 capaci di fornire molta pi\u00f9 energia cinetica. Ma che forma aveva la loro testa? La pressione, quella che procura la rottura nell&#8217;armatura, \u00e8 direttamente proporzionale alla forza e inversamente proporzionale alla superficie di impatto, quindi le frecce devono essere sia pesanti che aguzze e strette.<br \/>\nQuesto ci permette di scartare le grandi frecce da caccia, con le ali larghe e affilate (<a href=\"http:\/\/www.hectorcoleironwork.com\/Arrowheads.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vedi le tipo 13, 14 e 15<\/a>). Rimangono le grandi <strong>bodkin<\/strong> (le pi\u00f9 piccole, con lunghe teste ad ago aereodinamiche, sono di norma leggere e quindi utilizzate per i tiri pi\u00f9 lunghi), quelle con teste simili a <strong>quadrelli <\/strong>da balestra e le <strong>tipo 16<\/strong>. Le tipo 16 (M4 nella pi\u00f9 recente e sistematica classificazione di Oliver Jessop) possono essere di varie dimensioni e pesi, ma fondamentalmente sono piuttosto pesanti e vengono fabbricate appiattendo le ali della freccia in modo da ottenere una sorta di cuneo da sfondamento.<\/p>\n<p>Gli storici non sono concordi su quali fossero le principali teste da sfondamento. Alcuni sostengono le punte a quadrello e le grandi bodkin, che anche dal punto di vista geometrico sembrano le migliori, altri le tipo 16. Di certo si sa solo che gli inglesi stessi distinguevano le frecce per fascia di qualit\u00e0: <strong>nel 1419 le &#8220;frecce da prova&#8221; (per testare le armature) costavano 8 scellini la dozzina<\/strong>, mentre quelle ordinarie 4 scellini (prezzi decisamente pi\u00f9 alti di quelli del Trecento, ma tant&#8217;\u00e8&#8230;). Vi sono vari riferimenti nel medioevo inglese alla qualit\u00e0 delle frecce e al problema di reperirne di buone, tanto che <strong>nel 1405 Enrico IV fece una legge contro i fabbricanti di frecce che producevano teste in metallo troppo soffice.<\/strong><\/p>\n<p>I test sulle punte di freccia hanno dato risultati compresi tra i 120 e i 400 VHN (durezza Vickers, per maggiori informazioni sulla metallurgia degli acciai al carbonio vedi <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/02\/23\/le-armature-una-panoramica-degli-acciai\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">questo articolo<\/a>), con la grande maggioranza delle frecce molto dure, mediamente sui 350 VHN. Una recente ricerca della <a href=\"http:\/\/www.royalarmouries.org\/what-we-do\/research\/analytical-projects\/armour-piercing-arrowheads\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Royal Armouries<\/a> condotta su un piccolo numero di frecce ha rilevato che le bodkin ad ago, come ci si aspettava (vista anche la leggerezza poco adatta a una freccia da sfondamento), non erano in acciaio indurito, ma ha anche mostrato che le tipo 16 erano quelle con gli acciai pi\u00f9 duri (3 su 4) e che la maggior parte delle teste a quadrello\/grandi bodkin era in morbido ferro (7 su 10).<\/p>\n<p>Questi dati sono in disaccordo con quelli precedenti (vedesi Strickland e Hardy) che parevano indicare le grandi bodkin\/quadrelli come le pi\u00f9 dure e aguzze, mentre le tipo 16 sembravano essere fabbricate a partire da acciai di alta qualit\u00e0 e ricchi di carbonio (0,35%) ammorbiditi e rovinati dalla lavorazione fino a diventare acciai a basso contenuto di carbonio. <strong>Le tipo 16 hanno di sicuro un ottimo design da sfondamento<\/strong>, forse meno valido per causare un crack in una piastra di metallo (il design a quadrello \u00e8 stato scelto per i penetratori ad alta densit\u00e0 nei proiettili Armor Piercing da fucile, ad esempio il <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/M993.gif\" rel=\"lightbox\">M993 in 7,62&#215;51<\/a>), ma che a mio parere \u00e8 geometricamente pi\u00f9 adatto a investire gli anelli di maglia per tagliarli con le ali invece di limitarsi a spingerli fino alla rottura, come farebbe invece una grossa bodkin che non centri proprio in pieno l&#8217;anello.<\/p>\n<p>Tagliare \u00e8 meglio di spingere (e sfondare di punta \u00e8 meglio di tagliare). La differenza nei pareri e nei ritrovamenti studiati nel tempo potrebbe dipendere anche dal periodo di impiego: teste massicce da quadrello da sfondamento per le piastre, in un ultimo tentativo di sconfiggere le nuove armature, e tipo 16 per le maglie di ferro. Non ne ho idea: sono pesanti e di design valido entrambe, in ogni caso. Restano escluse, come storicamente dimostrato, solo le fecce da caccia (pesanti, ma troppo larghe) e le bodkin lunghe e strette (ferro morbido, troppo leggere, buone solo per i tiri su lunga distanza iniziali).<\/p>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>Penetrazione delle armature<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>I migliori test con le frecce disponibili sono quelli di Alan Williams, volti a simulare <strong>frecce da guerra<\/strong> con punte da sfondamento forgiate in un acciaio molto duro per non deformarsi all&#8217;impatto. Per i test Alan Williams impieg\u00f2 una Rosand IFW5 con montata una punta a quadrello, aguzza e di forma piramidale. Ne abbiamo gi\u00e0 discusso <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/02\/23\/le-armature-test-di-penetrazione-e-conclusioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>, ma riporto i dati per completezza.<\/p>\n<p>La freccia simulata ha iniziato a penetrare un foglio di acciaio morbido da <strong>1 mm<\/strong> con <strong>30 J<\/strong> e uno da <strong>1,5 mm<\/strong> con <strong>80 J<\/strong>. Ma se si vogliono ottenere anche 40 mm di penetrazione, ovvero una &#8220;ferita decente&#8221; tale da poter dire che l&#8217;armatura \u00e8 stata sconfitta, l&#8217;energia aumenta rispettivamente a <strong>55 J<\/strong> e a <strong>110 J<\/strong>.<\/p>\n<blockquote>\n<h4 align=\"center\"><span style=\"color: red;\"><strong>Tabella di Resistenza alle Frecce<\/strong><\/span><\/h4>\n<table border=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 1 mm<\/strong><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 2 mm<\/strong><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 3 mm<\/strong><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 4 mm<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td align=\"left\"><strong>Normale<\/strong><\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 55 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 175 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 300 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 475 J<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td align=\"left\"><strong>Impatto 30\u00b0<\/strong><\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 66 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 210 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 360 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 570 J<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td align=\"left\"><strong>Impatto 45\u00b0<\/strong><\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 78 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 250 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 425 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 670 J<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>I valori sopra indicati vanno moltiplicati per il coefficiente W di resistenza dell&#8217;acciaio considerato: 0,5 (ferro da munizione), 0,75 (acciaio con poco carbonio), 1,1 (acciaio a medio livello di carbonio) o 1,5-2 (acciai ben induriti).<br \/>\nImpatto normale indica un perfetto colpo perpendicolare. Impatto a 30\u00b0 e 45\u00b0 indicano le tipiche deviazione rispetto al colpo perfetto fornite da un&#8217;armatura a piastre arrotondata (comuni nel &#8216;400) e da un&#8217;armatura spigolata (del &#8216;500).<br \/>\n<a href=\"javascript:void(null);\" onclick=\"s_toggleDisplay(document.getElementById('SID1002802225'), this, 'Vedi differenza &#9660;', 'Chiudi &#9650;');\">Vedi differenza &#9660;<\/a><\/p>\n<div id='SID1002802225' style='display:none;'>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/milanese_massimiliana.jpg\" alt=\"\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Due cavalieri del XV-XVI secolo:<br \/>\narmatura arrotondata (a sinistra) e spigolata (a destra)<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Le frecce usate nei test contro le piastre riportati qui sopra credo siano quelle con la punta da 40 gradi,<\/strong> da sfondamento (quella da 18-20 mm visibile in cima all&#8217;articolo), la cui parte pi\u00f9 larga della testa -subito prima della punta- \u00e8 pi\u00f9 larga dell&#8217;asta (da 13-15 mm). Le frecce storiche potevano anche essere meno pesanti e meno larghe, 16 mm circa per quelle pesanti (con 20 mm immagino sia una bodkin pesante da 4-4,5 once), per cui l&#8217;energia necessaria per la completa penetrazione di 4 cm potrebbe essere meno grande di quanto stimato qui. Una via di mezzo, immagino, calcolata per\u00f2 solo sull&#8217;energia necessaria ad allargare il foro, non su quella per iniziare la frattura.<\/p>\n<p>Prendo un esempio di Williams: contro il foglio da 1,9 mm di acciaio svedese di pessima qualit\u00e0 (W 0,6 circa), la punta di freccia da 40 gradi ha impiegato 80 J per causare un buco da 5 mm di diametro, mentre quella da 18 gradi 75 J. Non \u00e8 una gran differenza. La differenza tra una freccia con la punta da 18 gradi e una con la punta da 40 \u00e8 che magari la prima sar\u00e0 larga quanto l&#8217;asta o meno (13-14 mm) mentre la seconda di pi\u00f9 (16-20 mm) e quindi la seconda necessiter\u00e0 di pi\u00f9 energia per affondare la testa completamente. La seconda magari sar\u00e0 una freccia pesante adatta per sfruttare al meglio gli archi potenti, 4-4,5 once per un arco da 150 libbre, mentre la prima sar\u00e0 una freccia pi\u00f9 leggera, 2-3 once, per i primi tiri a lunga distanza.<\/p>\n<p>A occhio la mia stima \u00e8 che se per iniziare la frattura servono 80 J a una e 75 J all&#8217;altra (W 0,6: immagino allora servano 130 J e 120 J contro dell&#8217;acciaio AISI 1010-1020) e per completare il buco da 40 mm servono 175 J, allora la bodkin aguzza da 18 gradi dovrebbe richiedere circa la met\u00e0 dell&#8217;energia dell&#8217;altra per completare la penetrazione pi\u00f9 l&#8217;energia per iniziarla: 140-145 J.<\/p>\n<p>Anche una <strong>maglia di ferro<\/strong> \u00e8 stata testata contro le frecce. Si tratta di un pezzo originale del XV secolo, 4-in-1, in acciaio a basso contenuto di carbonio indurito tramite tempra (forse 200 KJ\/m2, ma con pezzi cos\u00ec piccoli non \u00e8 possibile calcolare la resistenza), poggiato sopra una imbottitura di ben 26 strati di lino (un &#8220;jack&#8221; bello pesante). La punta di freccia in questo caso \u00e8 indicata come una punta bodkin da 18 gradi (non penso sia una bodkin ad ago, credo sia solo una bodkin da sfondamento molto aguzza), quindi pi\u00f9 aguzza delle punte da 40 gradi precedenti. La freccia con<strong> 120 J<\/strong> ha spezzato due anelli e ha penetrato completamente l&#8217;imbottitura (circa 80 J per spezzare gli anelli, 20 J per perforare il jack pesante e altri 20 J per causare 35 mm di ammaccatura nella plastilina sottostante).<\/p>\n<p>La <strong>buff coat<\/strong> (protezione in cuoio spessa 5 mm) \u00e8 stata perforata con <strong>30 J<\/strong>. Del <strong>corno<\/strong> di spessore non specificato \u00e8 stato penetrato con <strong>50 J<\/strong>.<\/p>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>Ulteriori test meno dettagliati<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Peter Jones condusse alcuni test di penetrazione alla <em>Royal Armament Research and Development<\/em> di Fort Halstead. Jones impieg\u00f2 frecce di tipo bodkin, con le punte in ferro sottoposto a carburizzazione per indurirne la superficie (in pratica ferro morbido dentro e duro acciaio al carbonio fuori), contro fogli di ferro morbido (<em>Victorian soft wrought iron<\/em>) di vario spessore: 3 mm per simulare la porzione frontale dell&#8217;elmo, 2 mm per la corazza e 1 mm per braccia e gambe. Buone punte di freccia contro un metallo davvero schifoso.<\/p>\n<p>Le frecce (di massa ignota) vennero tirate da John Waller con un arco di tasso da 70 libbre contro i fogli posti obliquamente per simulare l&#8217;angolo di impatto reale delle frecce in battaglia. Le frecce a 10 metri di distanza penetrarono il foglio da 1 mm per 4,5-5 cm. Una buona ferita alla gamba o al braccio, in grado di avere serie ripercussioni sulle possibilit\u00e0 di proseguire lo scontro. La piastra da 2 mm venne penetrata, ma solo di 1,1 cm, insufficienti per infliggere una ferita pericolosa al torace. Senza contare che i test non considerano una protezione imbottita al di sotto, come era normale nel &#8216;300 e nel &#8216;400. La piastra da 3 mm, per quanto fatta di un ferraccio ignobile, respinse tutte le frecce.<\/p>\n<p>E infine il contributo di <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/02\/23\/le-armature-test-di-penetrazione-e-conclusioni\/#comment-42\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giovanni<\/a> del maggio scorso:<\/p>\n<blockquote><p>Personalmente ho fatto un test (prossimamente visibile in una serie di documentari televisivi sul Medioevo)usando una piastra di 1 m. x 1 m di ferro acciaioso di 1,5 mm (<em>mild steel, W = 1 circa, nota del Duca<\/em>). Essendo piatta non defletteva le frecce e quindi l\u2019impatto e prendeva il colpo in pieno, nel contempo per\u00f2 la vibrazione causata dal colpo lo ammortizzava. I tiri da 30 m., pi\u00f9 volte ripetuti, hanno dato questi risultati: freccia sfondagiaco lanciata da arco italiano da 60 lb., nessuna perforazione; stesse frecce con arco composito 60 lb., idem; arco longbow da 100 lb.,perforazione con fuoriuscita di circa 3 millimetri; balestra con arco in legno di circa 90 lb, nessuna perforazione;balestra con arco in acciaio da 150 lb., perforazione di circa 4 mm.; balestra pesante da 250 lb., perforazione di 5 mm.In pratica (considerando anche la sottostante imbottitura) nessuna ferita grave.<\/p><\/blockquote>\n<h2><span style=\"color: red;\"><strong>Le Armature ai tempi del Longbow<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><strong>L&#8217;armatura pi\u00f9 comune per i cavalieri al tempo di Crecy (1346) era la cotta di maglia con l&#8217;aggiunta di piastre in ferro (su gambe e braccia) e di una cotta di piastre sul torso.<\/strong> Armature lamellari e brigantine, sempre fabbricate con acciai di qualit\u00e0 non eccelsa, sono state rinvenute nelle fosse comuni della battaglia di Wisby (1361).<\/p>\n<p>Una freccia per infliggere una buona ferita di 40 mm attraverso un&#8217;armatura lamellare spessa 2 mm in ferro avr\u00e0 bisogno di circa 80-90 J. Questo \u00e8 sicuramente nelle possibilit\u00e0 di un arco lungo da 150 libbre, perfino a 200 metri se impiega una freccia pesante (94 J). \u00c8 invece del tutto impossibile per un arco da 70 libbre che scagli una freccia di 45 grammi (44 J): il nemico non si farebbe nemmeno un graffio.<\/p>\n<p><strong>Le protezioni su gambe e braccia erano spesse 1-1,5 mm<\/strong>, in ferro o acciai di dubbia qualit\u00e0 (W 0,5-0,75 massimo), sufficienti per fermare le lame in corpo in corpo, ma non le frecce pesanti scagliate dagli archi da 150 libbre. I cavalieri le impiegavano, nel caso delle braccia, sopra una cotta di maglia e relativa imbottitura: in tal caso solo una freccia molto pesante a bruciapelo (146 J) avrebbe avuto qualche possibilit\u00e0 di sfondare gli strati di protezione e infilzare il bersaglio.<\/p>\n<p>Il discorso diventa un po&#8217; diverso per il torso. <strong>La cotta di piastre in ferro spesso 2 mm, unita alla cotta di maglia e alla spessa imbottitura rendeva il cavaliere a prova di freccia<\/strong>: 180-200 J sono ben al di sopra delle possibilit\u00e0 di un arco lungo, ma non di una balestra molto pesante che impieghi dardi da cinque once o pi\u00f9 (200-250 J).<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" title=\"cavaliere inglese 1290\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/cavaliere_inglese_1290.jpg\" alt=\"cavaliere inglese 1290\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Un cavaliere della fine del Duecento.<br \/>\nNotate le due cotte di piastre a destra. Non sono presenti piastre ulteriori per gambe e braccia al posto (o sopra) la maglia di ferro, come sar\u00e0 invece comune al tempo di Crecy (1346).<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Contro la tipica <strong>armatura milanese da cavaliere di primo Quattrocento<\/strong>, spessa 2 mm e in buon acciaio (W 1,1), servono 230 J per ottenere una buona ferita (senza considerare nel conto i 50 J extra circa per l&#8217;imbottitura sottostante o un&#8217;eventuale cotta di maglia a compensare un acciaio di minore qualit\u00e0). Questo tipo di armatura a piastre, diffusa alla battaglia di Agincourt (1415), potrebbe resistere anche ai dardi della maggioranza delle balestre da guerra. Senza considerare che gi\u00e0 a inizio Cinquecento gli spessori complessivi delle corazze si stavano avviando verso i 2,5-3 mm (a prova di archibugio, altro che di arco!).<\/p>\n<p>L&#8217;armatura a piastre contribu\u00ec notevolmente al tramonto del longbow e alla sua sostituzione con armi da fuoco sempre pi\u00f9 potenti e capaci di minacciarla. Oltre ai test, gi\u00e0 sufficienti di per s\u00e9 trattandosi di fisica, ci sono ulteriori prove che vengono dalle cronache del periodo a sostenere la teoria secondo cui l&#8217;arco lungo non era pi\u00f9 un&#8217;arma adatta a contrastare nemici in armatura.<\/p>\n<p><strong>La battaglia di Flodden (1513)<\/strong> \u00e8 considerata dagli studiosi l&#8217;ultima vittoria dell&#8217;arco lungo, ma questo non significa, come alcuni potrebbero pensare, che gli archi fossero ancora ottime armi in grado di penetrare le armature. Se si vanno a vedere i documenti dell&#8217;epoca si trovano testimonianze come queste:<\/p>\n<blockquote><p>[The front ranks of the Scots] <em>were most assuredly harnesed abode the most dangerous shot of <strong>arrows<\/strong>, which sore them annoyed but yet except it hit them in some bare place, <strong>did them no hurt<\/strong>. <\/em><br \/>\n<strong>Fonte<\/strong>: un testimone degli eventi.<\/p>\n<p><em>They were so well cased in armour that the <strong>arrows did them no harm<\/strong>, and were such large and stout men that one would not fall when four or five bills struck them.<\/em><br \/>\n<strong>Fonte<\/strong>: il vescovo Ruthal che scrive dieci giorni dopo la battaglia.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Gli scozzesi delle prime linee indossavano armature da munizione inviate dalla Germania<\/strong> proprio per armare la nuova fanteria pesante di Giacomo IV ispirata ai lanzichenecchi tedeschi. Queste armature prodotte in massa per quanto fatte con acciai di cattiva qualit\u00e0 (W pari a 0,75 per quelle di Norimberga) erano comunque <strong>sufficienti a rendere i fanti immuni alle frecce dei migliori arcieri d&#8217;Europa<\/strong>. A parte nei pochi punti in cui erano scoperti, come sottolinea la prima fonte, ma questo \u00e8 lapalissiano. Il problema per\u00f2 era che la maggior parte degli altri scozzesi non indossava protezioni altrettanto valide e contro di loro l&#8217;arco lungo fece il solito macello.<\/p>\n<h2><span style=\"color: red;\"><strong>Il Longbow nell&#8217;uso militare e altre informazioni<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><strong>Il longbow \u00e8 un&#8217;arma per l&#8217;uso in massa.<\/strong> Si, pu\u00f2 essere usata con una certa precisione (non paragonabile a quella del fucile con canna rigata e inferiore anche a quella delle balestre), ma la vera forza dell&#8217;arco lungo \u00e8 quella di poter inviare su lunghe distanze delle frecce pesanti in grado di conservare una buona quantit\u00e0 di energia cinetica grazie all&#8217;accelerazione ottenuta nella fase discendente della parabola. E quando si tira con un angolo di 45\u00b0 gradi per colpire a 200-300 metri di distanza non si pu\u00f2 certo &#8220;mirare agli occhi&#8221; o &#8220;nelle giunture meno protette&#8221;.<br \/>\n<strong>Gli arcieri tiravano in formazione, dietro protezioni formate da pali acuminati anti-cavalleria, oscurando il cielo con foreste di dardi mortali <\/strong>e massacrando gli sventurati privi di robuste armature. O anche i cavalli. A <strong>Crecy<\/strong>, ad esempio, i cavalieri francesi disponevano di armature pi\u00f9 che adatte a resistere alle frecce inglesi, ma i cavalli no. Quando la cavalleria francese fu costretta a intervenire perch\u00e9 i balestrieri genovesi erano impotenti (le loro balestre composite e le corde erano ridotte a un livello di forza ridicolo a causa delle piogge precedenti che le avevano rovinate), si trov\u00f2 a cavalcare in mezzo a un pantano sotto il tiro di migliaia di possenti arcieri inglesi.<br \/>\nMa le cronache non ci riportano una carneficina di cavalieri quanto di cavalli. I poveri cavalieri dovettero rinunciare alla &#8220;carica frontale&#8221; e si ritirarono alla meglio, lasciando il campo (fangoso) ai fanti francesi che si ritrovarono ad affrontare prima la pioggia di frecce inglesi e poi i temibili uomini d&#8217;arme dotati di pesanti armi inastate e robuste armature. Segu\u00ec la rotta disordinata dei francesi, la cui cavalleria di riserva nemmeno prov\u00f2 a partecipare allo scontro, e il conseguente massacro.<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;<em>Archers with strong and numerous volleys darkened the air&#8230; an intolerable multitude of piercing arrows, and inflicting <strong>wounds on the horses <\/strong>, either caused the French horsemen to fall to the ground , or forced them to retreat<\/em>.&#8221;<br \/>\n<strong>Fonte<\/strong>: una cronaca del 1446 (100 anni dopo).<\/p><\/blockquote>\n<p>Conoscendo le armature impiegate dai francesi e i risultati dei test di penetrazione \u00e8 perfettamente comprensibile come il principale danno causato dalle frecce non fosse sui cavalieri ben corazzati, ma sugli animali privi di bardature protettive. E senza cavalli non si fanno cariche di cavalleria. Lapalissiano.<br \/>\n<strong>Ci\u00f2 che stupisce di pi\u00f9 gli esperti non \u00e8 tanto la forza degli arcieri inglesi quanto la logistica <\/strong>e l&#8217;addestramento: con il ritmo di tiro dell&#8217;arco (anche 10 frecce al minuto!) e la lunga durata delle battaglie, era necessario un fitto ricambio di faretre di frecce per evitare che gli arcieri si trovassero disarmati!<br \/>\n<strong>Oltre agli arcieri a piedi vi erano anche quelli a cavallo, che ricevevano uno stipendio maggiore. <\/strong>L&#8217;arciere a cavallo agiva un po&#8217; come i dragoni del &#8216;600: si muoveva a cavallo, rapido come la cavalleria nel raggiungere il luogo dello scontro, ma smontava e combatteva come fanteria (e i cavalli impiegati infatti non erano animali adatti alla guerra).<br \/>\nGli arcieri solitamente erano disposti ai lati della formazione, in posizione obliqua in modo da colpire di infilata le forze nemiche (come avviene con le batterie d&#8217;artiglieria nel &#8216;700), mentre il centro era lasciato agli uomini d&#8217;arme appiedati. D&#8217;altronde, <strong>in caso di corpo a corpo, solo la fanteria pesante poteva sostenere l&#8217;urto della cavalleria o della fanteria nemica<\/strong> mentre gli arcieri, poco corazzati e privi di armi ad asta, non sarebbero stati in grado di contrastare i nemici (gli arcieri borgognoni e francesi invece pare che fossero meglio equipaggiati per la mischia, con armature pi\u00f9 pesanti e falcioni).<\/p>\n<p><div style=\"width: 525px;\" class=\"wp-video\"><video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-105-3\" width=\"525\" height=\"295\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/War_Gallery_Longbowmen.mp4?_=3\" \/><a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/War_Gallery_Longbowmen.mp4\">http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/War_Gallery_Longbowmen.mp4<\/a><\/video><\/div><br \/>\n<em>Tiro in massa e rapidit\u00e0 dell&#8217;arco. Notate la presa con tre dita.<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>Il tiro con tre dita<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><strong>Il tiro medievale si faceva con tre dita (presa mediterranea) per sfruttare al massimo la forza fisica. <\/strong>Tirare con due dita (presa fiamminga) permette una presa meno solida e prestazioni inferiori (archi meno potenti) e anche se talvolta appare nei quadri e nei disegni d&#8217;epoca \u00e8 ormai accertato che gli arcieri con l&#8217;arco da guerra pesante usassero tre dita -una sopra e due sotto la cocca- come accade nel moderno tiro col longbow. Magari ne usavano due con archi pi\u00f9 leggeri, per il tiro al bersaglio, e questo pu\u00f2 essere ci\u00f2 che i pittori hanno visto: <em>errori di questo tipo nelle raffigurazioni militari del passato sono molto comuni<\/em>&#8230; francamente non lo so!<\/p>\n<p><strong>I muscoli pi\u00f9 coinvolti <\/strong>sono i dorsali, il bicipite del braccio che tira la corda, il tricipite del braccio che trattiene l&#8217;arco (soprattutto nella spinta finale, quando si &#8220;entra dentro l&#8217;arco&#8221; con un annullamento di forze tra arco muscolare e arco di legno), la porzione posteriore dei deltoidi e, per inarcare la schiena, i lombari.<\/p>\n<p>Notate, nei primi due video dell&#8217;articolo, la posizione di tiro laterale con il torso proiettato in avanti di Stretton e dell&#8217;altro energumeno. Smuovere in questa posizione 68 kg non \u00e8 facile, per niente. Chi ha esperienza in palestra con il<em> pulley al cavo basso per i dorsali <\/em>o con la <em>lat machine<\/em> sa bene quanto siano pesanti 60-70 kg. Molte persone non superano i 40-50 kg. Io faccio a malapena 8 ripetizioni con 70 kg alla <em>lat machine<\/em> con presa frontale piuttosto stretta: non potrei mai aprire un arco da 150 libbre a 30 pollici!<\/p>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>Il prezzo degli archi<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>La produzione di archi richiedeva moltissimo legno di alta qualit\u00e0. <strong>Enormi quantit\u00e0 di aste per archi venivano inviate alle armerie della Torre di Londra dal resto d&#8217;Europa. <\/strong>Grandi piantagioni di alberi di tasso, ordinatamente piantati e custoditi dalle guardie forestali per garantire una crescita perfetta del legno, erano comuni in Inghilterra. Tutt&#8217;ora rimangono i resti di alcune di queste piantagioni organizzate. Per capire il volume di vendite basta ricordare che Enrico VIII ottenne il permesso del Doge di Venezia per importare 40mila aste per archi nel solo 1510.<\/p>\n<p><strong>Gli archi non costavano molto, perfino meno delle spade<\/strong>. Nel 1536 Enrico VIII rinnov\u00f2 la legislazione sul prezzo degli archi, per mantenerli simili a quelli del 1488 (in Europa si stava affacciando, grazie all&#8217;argento americano, un problema dimenticato dal tempo dell&#8217;Impero Romano: l&#8217;inflazione). <strong>Gli archi migliori dovevano costare 3s 4d<\/strong> (3 scellini e 4 denari: 12 denari fanno uno scellino e 20 scellini fanno una Lira, ovvero il valore di una libbra d&#8217;argento), quelli di seconda scelta 2s 6d e quelli di terza scelta 2s. Due dozzine di frecce per uso militare della qualit\u00e0 migliore doveva costare 2s 4d, mentre quelle normali 2s. Una faretra di cuoio costava 6d, una cintura 2d e mezza dozzina di corde per archi 3s 4d. Per fare un paragone con i prezzi di altre armi basta ricordare che una buona spada costava 6s e un&#8217;armatura milanese completa a met\u00e0 &#8216;400 veniva 8L 6s 8d (166 scellini).<br \/>\nAlla fine, nel 1566, una nuova legge permise ai produttori di archi di aggiornare i prezzi tenendo maggiormente conto dell&#8217;inflazione (il prezzo delle aste di legno era passato nell&#8217;ultimo secolo da 2L a 12L al centinaio): ora gli archi fabbricati con il miglior legno di tasso straniero costavano 6s 8d. Poco pi\u00f9 del prezzo di una normale spada per un arco di ottima qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Per comprendere meglio il valore del denaro, ecco un po&#8217; di prezzi inglesi della met\u00e0 del Trecento (considerate che fino alla fine del Quattrocento l&#8217;inflazione \u00e8 ininfluente e diventer\u00e0 importante solo con il flusso di argento americano nei primi decenni del Cinquecento): un maiale (2-3s), una mucca (9s 5d), due polli (1d), due dozzine di uova (1d), frutta secca (1-4d la libbra), un&#8217;oca (6d), 36 kg di formaggio (3s 4d, dato del Duecento), un litro abbondante di buona birra (1d, dato di inizio Cinquecento), vino economico (3-4d al gallone, 4,5 litri), buon vino (8-10d al gallone), retta universitaria (2-10L l&#8217;anno), lezioni da un maestro di scherma (10s al mese, tardo Cinquecento).<\/p>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>Mirare al volto<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><strong>Gli arcieri inglesi preferivano non rischiare di vedere la propria freccia deviata dalla corazza nemica per cui, quando effettuavano tiri ravvicinati, miravano al volto<\/strong>. Questa \u00e8 un&#8217;ulteriore dimostrazione della resistenza delle armature del &#8216;300-&#8216;400. Le cronache di tramandano un numero notevole di casi in cui nobili e cavalieri vennero uccisi da ferite di freccia nel volto. Il volto prima dell&#8217;invenzione del grande elmo completo era spesso scoperto visto che gli elmi conici proteggevano solo il cranio. Re Harold alla battaglia di Hasting del 1066 venne ucciso da una freccia vagante, probabilmente finita nella faccia. Sfortuna.<\/p>\n<p>Geoffrey de Mandeville all&#8217;assedio di Burwell del 1144 rimosse l&#8217;elmo mentre si trovava a tiro degli arcieri di Re Stephen e venne colpito a morte nel cranio. Anche quando i grandi elmi divennero comuni continuarono ad esserci &#8220;frecce in faccia&#8221;, dato che i comandanti militari per dare meglio gli ordini (e i cavalieri per respirare meglio) tendevano ad alzare la celata quando non percepivano un pericolo immediato.<\/p>\n<p>Il futuro Re Enrico V, quindicenne, si prese una freccia in faccia nel 1403 (ma sopravvisse e continu\u00f2 a combattere nonostante il parere contrario dei suoi alleati), Enrico VI si godette una freccia nel collo nel 1455 a St. Albans e, per concludere con gli esempi pi\u00f9 famosi di <em>headshots<\/em>, nel 1356 il lord francese di Castelsagrat fu ucciso da una freccia inglese che gli trapass\u00f2 il cranio.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" title=\"cranio wisby\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/cranio_wisby.jpg\" alt=\"cranio wisby\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Punta di freccia, di discrete dimensioni, dentro un cranio proveniente dalla battaglia di Wisby del 1361. Le ossa del cranio sono molto dure e spesse. Dallo studio delle ferite si \u00e8 scoperto che alcuni soldati pur avendo ricevuto due o tre frecce in faccia nelle prime fasi dello scontro continuarono a lottare: infatti sulle loro ossa si notano i segni di altre ferite mortali ottenute in corpo a corpo.<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>Gli Yeoman e l&#8217;arco lungo<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Gli uomini che formavano i corpi di arcieri dei tre Edoardo, di Riccardo II, dei vari Enrico di Lancaster, di Edoardo VI e di Riccardo III erano tutti uomini che lavoravano la terra, in un modo o nell&#8217;altro. Erano uomini abituati al duro lavoro fisico, a sopravvivere a disagi di ogni tipo e a fare affidamento solo sul proprio corpo e non sulle macchine. Erano avvezzi a sopportare il freddo, le alluvioni e le malattie come anche a godere dei periodi di ricchezza e benessere che si alternavano nella vita dei contadini del passato. Il corpo di questi uomini era forgiato dalla Natura e ben selezionato dalla mortalit\u00e0 (sia infantile che degli adulti) che non lasciava scampo ai pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p><strong>La dieta degli agricoltori del Quattrocento era pi\u00f9 ricca di carne e cereali di quanto fosse quella dei loro predecessori pi\u00f9 poveri del Duecento<\/strong>. E molto pi\u00f9 ricca di proteine (oltre che di calorie totali) di quella degli uomini del &#8216;600 o del primo &#8216;800, quando ormai le crisi internazionali e il boom demografico avevano deteriorato notevolmente la dieta della popolazione.<\/p>\n<p>Erano liberi contadini e, molto spesso, piccoli proprietari terrieri in grado di mangiare pi\u00f9 che a sufficienza, integrando la dieta anche con la selvaggina (nonostante non fosse sempre legale cacciare), e di allenarsi con gli archi fin da bambini per diventare sempre pi\u00f9 forti e precisi. Erano gli Yeoman: a met\u00e0 strada tra i plebei o i comuni soldati e i cavalieri, equivalenti come posizione sociale ai <em>Freibauer<\/em> tedeschi.<\/p>\n<p><strong>Nell&#8217;Editto sulle Armi del 1252 gli Yeoman vengono indicati come proprietari terrieri con un reddito di almeno 40 scellini l&#8217;anno<\/strong>: &#8220;<em>quelli con un reddito annuale derivato dalla terra di 40-100 scellini devono essere armati e addestrati con l&#8217;arco e le frecce, la spada, il brocchiere e il pugnale<\/em>&#8220;. In cambio della loro disponibilit\u00e0 in caso di chiamata alle armi ricevevano un compenso. Alcuni arcieri divennero professionisti a tempo pieno, lasciando la cura della terra (se ancora ne possedevano) a qualcun altro in cambio di un reddito non molto alto, ma pi\u00f9 sicuro.<\/p>\n<p><strong>La scomparsa dell&#8217;arco lungo inglese dai campi di battaglia non \u00e8 dovuta solo alla sua incapacit\u00e0 rispetto alle armi da fuoco di penetrare le armature, ma anche alla scomparsa degli Yeoman stessi.<\/strong> Vi furono pestilenze tra gli anni quaranta e cinquanta del Cinquecento, epidemie di febbri bubboniche e carestie che uccisero pi\u00f9 di un terzo degli uomini abili alle armi. La qualit\u00e0 della vita precipit\u00f2, l&#8217;inflazione rese difficile, come nel resto d&#8217;Europa, la sopravvivenza della gente un tempo benestante (come gli operai edili tedeschi) e ora sul lastrico.<\/p>\n<p>L&#8217;altezza delle persone diminu\u00ec a causa della malnutrizione infantile, arrivando a quelle medie piuttosto basse che si vedevano nel &#8216;700 e nell&#8217;800 (pare che nel medioevo l&#8217;altezza media fosse poco inferiore, se non uguale in alcune popolazioni, a quella attuale).<strong> Il potere d&#8217;acquisto del denaro era crollato in pochi decenni, ma la paga degli arcieri era rimasta la stessa di duecento anni prima.<\/strong> I piccoli liberi contadini, vittime dell&#8217;inflazione, ma privi dei mezzi per difendersi, perdettero le loro terre (come successe in Francia).<\/p>\n<p>E con la scomparsa degli Yeoman scomparvero anche gli arcieri forti e muscolosi in grado di usare i potenti longbow.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 dedicato all&#8217;arco lungo inglese, il longbow, l&#8217;arco da guerra del medioevo europeo per eccellenza, e si concentra sulle performance dell&#8217;arma piuttosto che<a href=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/\" class=\"read-more\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19485,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[8,4,10],"tags":[40,39,36,43,41,37,42,38],"jetpack_publicize_connections":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v17.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Performance dell&#039;arco da guerra inglese | Baionette Librarie<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Performance dell&#039;arco da guerra inglese | Baionette Librarie\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Questo articolo \u00e8 dedicato all&#8217;arco lungo inglese, il longbow, l&#8217;arco da guerra del medioevo europeo per eccellenza, e si concentra sulle performance dell&#8217;arma piuttosto cheContinua a leggere\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Baionette Librarie\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2008-10-20T20:28:51+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2018-12-13T20:53:34+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/frecce.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"400\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"549\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@DucadiBaionette\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@DucadiBaionette\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Il Duca di Baionette\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"45 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/\",\"name\":\"Baionette Librarie\",\"description\":\"La Libert\\u00e0 \\u00e8 la libert\\u00e0 di dire che due pi\\u00f9 due fa quattro\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#\/schema\/person\/266e080252318183758aec8bce553a0e\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#primaryimage\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/frecce.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/frecce.jpg\",\"width\":400,\"height\":549},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#webpage\",\"url\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/\",\"name\":\"Performance dell'arco da guerra inglese | Baionette Librarie\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#primaryimage\"},\"datePublished\":\"2008-10-20T20:28:51+00:00\",\"dateModified\":\"2018-12-13T20:53:34+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Oplologia\",\"item\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/category\/oplologia\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Archi e Balestre\",\"item\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/category\/oplologia\/archi-e-balestre\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":4,\"name\":\"Performance dell&#8217;arco da guerra inglese\"}]},{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#webpage\"},\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#\/schema\/person\/266e080252318183758aec8bce553a0e\"},\"headline\":\"Performance dell&#8217;arco da guerra inglese\",\"datePublished\":\"2008-10-20T20:28:51+00:00\",\"dateModified\":\"2018-12-13T20:53:34+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#webpage\"},\"wordCount\":9022,\"commentCount\":81,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#\/schema\/person\/266e080252318183758aec8bce553a0e\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/frecce.jpg\",\"keywords\":[\"arco\",\"arco da guerra\",\"arco lungo\",\"bodkin\",\"freccia\",\"longbow\",\"mary rose\",\"warbow\"],\"articleSection\":[\"Archi e Balestre\",\"Oplologia\",\"Storia Militare\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#respond\"]}]},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#\/schema\/person\/266e080252318183758aec8bce553a0e\",\"name\":\"Il Duca di Baionette\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#personlogo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7704bf4dd24314ee178e39c3a51e37e1?s=96&d=monsterid&r=r\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7704bf4dd24314ee178e39c3a51e37e1?s=96&d=monsterid&r=r\",\"caption\":\"Il Duca di Baionette\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#personlogo\"},\"description\":\"Sono appassionato di storia, neuroscienze e storytelling. Per lavoro gestisco corsi, online e dal vivo, di scrittura creativa e progettazione delle storie. Dal 2006 mi occupo in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Nel 2007 ho fondato Baionette Librarie e nel gennaio 2012 ho avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Dal 2014 sono ideatore e direttore editoriale della collana di narrativa fantastica Vaporteppa. Nel gennaio 2017 ho avviato un canale YouTube.\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\"]}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Performance dell'arco da guerra inglese | Baionette Librarie","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Performance dell'arco da guerra inglese | Baionette Librarie","og_description":"Questo articolo \u00e8 dedicato all&#8217;arco lungo inglese, il longbow, l&#8217;arco da guerra del medioevo europeo per eccellenza, e si concentra sulle performance dell&#8217;arma piuttosto cheContinua a leggere","og_url":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/","og_site_name":"Baionette Librarie","article_published_time":"2008-10-20T20:28:51+00:00","article_modified_time":"2018-12-13T20:53:34+00:00","og_image":[{"width":400,"height":549,"url":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/frecce.jpg","type":"image\/jpeg"}],"twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@DucadiBaionette","twitter_site":"@DucadiBaionette","twitter_misc":{"Scritto da":"Il Duca di Baionette","Tempo di lettura stimato":"45 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#website","url":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/","name":"Baionette Librarie","description":"La Libert\u00e0 \u00e8 la libert\u00e0 di dire che due pi\u00f9 due fa quattro","publisher":{"@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#\/schema\/person\/266e080252318183758aec8bce553a0e"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#primaryimage","inLanguage":"it-IT","url":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/frecce.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/frecce.jpg","width":400,"height":549},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#webpage","url":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/","name":"Performance dell'arco da guerra inglese | Baionette Librarie","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#primaryimage"},"datePublished":"2008-10-20T20:28:51+00:00","dateModified":"2018-12-13T20:53:34+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Oplologia","item":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/category\/oplologia\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Archi e Balestre","item":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/category\/oplologia\/archi-e-balestre\/"},{"@type":"ListItem","position":4,"name":"Performance dell&#8217;arco da guerra inglese"}]},{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#webpage"},"author":{"@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#\/schema\/person\/266e080252318183758aec8bce553a0e"},"headline":"Performance dell&#8217;arco da guerra inglese","datePublished":"2008-10-20T20:28:51+00:00","dateModified":"2018-12-13T20:53:34+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#webpage"},"wordCount":9022,"commentCount":81,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#\/schema\/person\/266e080252318183758aec8bce553a0e"},"image":{"@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/frecce.jpg","keywords":["arco","arco da guerra","arco lungo","bodkin","freccia","longbow","mary rose","warbow"],"articleSection":["Archi e Balestre","Oplologia","Storia Militare"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/10\/20\/performance-arco-da-guerra-inglese\/#respond"]}]},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#\/schema\/person\/266e080252318183758aec8bce553a0e","name":"Il Duca di Baionette","image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#personlogo","inLanguage":"it-IT","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7704bf4dd24314ee178e39c3a51e37e1?s=96&d=monsterid&r=r","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7704bf4dd24314ee178e39c3a51e37e1?s=96&d=monsterid&r=r","caption":"Il Duca di Baionette"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/#personlogo"},"description":"Sono appassionato di storia, neuroscienze e storytelling. Per lavoro gestisco corsi, online e dal vivo, di scrittura creativa e progettazione delle storie. Dal 2006 mi occupo in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Nel 2007 ho fondato Baionette Librarie e nel gennaio 2012 ho avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Dal 2014 sono ideatore e direttore editoriale della collana di narrativa fantastica Vaporteppa. Nel gennaio 2017 ho avviato un canale YouTube.","sameAs":["http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog"]}]}},"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/frecce.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pd1SA-1H","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=105"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19485"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}