{"id":11921,"date":"2011-04-06T18:44:36","date_gmt":"2011-04-06T16:44:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/?p=11921"},"modified":"2019-12-16T23:24:50","modified_gmt":"2019-12-16T22:24:50","slug":"raccolta-dei-racconti-steampunk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2011\/04\/06\/raccolta-dei-racconti-steampunk\/","title":{"rendered":"Raccolta dei Racconti Steampunk"},"content":{"rendered":"<p>Ho deciso di pubblicare i <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2010\/02\/22\/concorso-per-racconti-steampunk\/\">racconti Steampunk &#8220;in gara&#8221;<\/a> (non i fuori concorso) con licenza leggermente pi\u00f9 restrittiva di quella indicata nel regolamento (che verr\u00e0 invece applicata all&#8217;eventuale antologia) per garantire meglio i diritti degli autori sui testi. Mancano i racconti che sono stati ritirati e un racconto privo di appigli Steampunk (<em>Mondi in guerra<\/em>). Un altro racconto troppo poco Steampunk per il regolamento del concorso (<em>Lowres<\/em>) \u00e8 stato lasciato: a qualche amante del cyberpunk potrebbe interessare.<\/p>\n<p><strong>Ci sono 30 racconti, per un totale di circa 1 milione di battute.<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 ovviamente possibile, n\u00e9 utile nella maggior parte dei casi, effettuare un editing di <em>tutti<\/em> i testi. I pi\u00f9 promettenti, quelli candidati alla vittoria e al possibile inserimento nell&#8217;eventuale antologia, hanno guadagnato il diritto a ricevere un editing <em>soft<\/em> per migliorarli un po&#8217;. Non \u00e8 permesso riscriverli da zero cambiando troppe cose o mettendo nuove scene che stravolgano le storia originale: il vincitore tra i testi per l&#8217;antologia deve somigliare a ci\u00f2 che \u00e8 stato selezionato. Questo perch\u00e9 altrimenti tutti i racconti, rifacendoli completamente diversi (ovvero diventando altri racconti), potrebbero meritare la vittoria.<strong> I testi candidati alla vittoria sono quelli che mi \u00e8 parso possibile rendere decenti con un editing poco invasivo<\/strong> o che l&#8217;autore saprebbe rendere decenti, a mio parere, con le giuste indicazioni (rifare una scena con un POV -Point of View, Punto di Vista- diverso, ad esempio), senza stravolgerne per\u00f2 la struttura o i contenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/cover_no_titolo.jpg\" rel=\"lightbox\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11934 aligncenter\" title=\"cover_no_titolo\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/cover_no_titolo.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"591\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/cover_no_titolo.jpg 839w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/cover_no_titolo-500x591.jpg 500w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/cover_no_titolo-762x900.jpg 762w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/cover_no_titolo-768x907.jpg 768w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/cover_no_titolo-263x310.jpg 263w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/cover_no_titolo-253x300.jpg 253w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><em>L&#8217;immagine scelta per la copertina della raccolta,<br \/>\nmodificata a partire dalla copertina di &#8220;Simplicissimus&#8221; del 15 settembre 1914<\/em><\/p>\n<p><strong>L&#8217;idea avanzata alcuni mesi fa di usare i racconti come base per parlare di scrittura ecc&#8230; \u00e8 stata respinta<\/strong>. Invece di parlare degli errori pi\u00f9 comuni sfruttando estratti dai racconti, preferisco <em>pubblicare per intero i racconti<\/em> e, come promesso successivamente, <em>aggiungere un paio di righe di commento per ciascuno<\/em>. Solo un paio, come premio e indicazione di cosa sistemare (tra la massa di cose) per l&#8217;autore. Ho un quaderno zeppo di appunti per ogni racconto, ma ne user\u00f2 solo un percentuale infima (non posso scrivere 2000-5000 parole di spiegazioni per ognuno dei 30 racconti, bestie). Misteriosamente, durante la scrittura dell&#8217;articolo, il &#8220;paio di righe&#8221; si \u00e8 gonfiato in modo allarmante&#8230; O_o<\/p>\n<p><strong>Se volete parlare di scrittura e trovare risposte ai vostri dubbi, avete tre ottimi articoli<\/strong>: <a href=\"http:\/\/fantasy.gamberi.org\/2009\/10\/03\/manuali-1-descrizioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Descrizioni<\/a>, <a href=\"http:\/\/fantasy.gamberi.org\/2009\/11\/18\/manuali-2-dialoghi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Dialoghi<\/a> e <a href=\"http:\/\/fantasy.gamberi.org\/2010\/11\/18\/manuali-3-mostrare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Mostrare<\/a>. Il ritorno di Gamberetta e l&#8217;arrivo del terzo articolo rende inutile cominciare una lunga, noiosa e inconcludente sequenza di spiegazioni articolate sugli errori in questa sede. Se non siete sicuri di una cosa e non avete voglia di studiare da soli i manuali perch\u00e9 siete pigri, da Gamberetta ci sono centinaia di commenti con inclusi esercizi di scrittura commentati. Potete trovare le risposte ai vostri dubbi l\u00ec.<br \/>\nSe proprio non riuscite a trovare risposta in quanto gi\u00e0 scritto l\u00ec (cosa di cui dubito, a meno che non siate dei gonzi che non capiscono le risposte), provate a chiedere in quelle sedi.<\/p>\n<p><strong>Non fatemi domande su cose gi\u00e0 spiegate negli articoli o nei commenti<\/strong>: \u00e8 offensivo pretendere il tempo degli altri se per primi non si usa il proprio per leggere le spiegazioni gi\u00e0 scritte. Fare domande per cui sono gi\u00e0 presenti risposte non \u00e8 diverso da dire &#8220;brutto stronzo, dai, scrivimi una roba, su, tanto non hai un cazzo da fare oggi, eh, stronzo?&#8221;. Chiamatevi stronzi da soli, se proprio ci tenete. ^_^<\/p>\n<p>Se non siete disposti neppure a leggere l\u00ec le risposte, non sareste disposti a leggerle neppure da me per cui \u00e8 inutile che le riscriva io. E comunque, ma \u00e8 solo il mio parere personale, <strong>se uno non \u00e8 disposto a faticare studiando per anni sui manuali per migliorare la propria scrittura, significa che non gli importa per davvero di diventare un bravo autore<\/strong>: inutile perderci tempo (a meno di non venire pagati la giusta tariffa). Ma \u00e8 solo il mio parere.<\/p>\n<p><strong>Ho notato che alcuni errori pi\u00f9 ricorrenti, errorini che chiunque potrebbe correggere con la semplice buona volont\u00e0<\/strong> (sovrabbondanza di aggettivi e di avverbi, ad esempio), fanno parte del bagaglio di errori tipici di cui parlavano gi\u00e0 i primi due articoli di Gamberetta. Articoli che era stato indicato di studiare nel bando del concorso. E che era stato ripetuto pi\u00f9 volte di studiare, nel corso degli aggiornamenti.<br \/>\nQuesta mancanza di applicazione delle indicazioni di editing pi\u00f9 basilari, quelle che non richiedono alcuna comprensione o riflessione complicata, ma solo <em>buona volont\u00e0 e ripetizione meccanica seguendo una &#8220;lista&#8221; delle cose da controllare<\/em>, mi ha deluso molto. C&#8217;\u00e8 chi ha cercato di competere con il romanzo <em><a href=\"http:\/\/zweilawyer.com\/2010\/10\/26\/ladrianopoli-del-fantasy-la-saga-di-amon-levocatore-parte-i\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Amon<\/a><\/em> nella frequenza degli avverbi di modo: se era uno scherzo, non l&#8217;ho trovato divertente.<\/p>\n<p>Ho messo i testi pi\u00f9 interessanti tra i primi. Vi consiglio di leggere per intero perlomeno questi tre, che sono i pi\u00f9 carini: <em>Piloti e Nobilt\u00e0<\/em>, <em>L1L0<\/em> e <em>Photophantastes<\/em> e magari sfruttare i commenti per dire come vi sembrano. Altri possibili candidati alla vittoria sono <em>Lunasil<\/em>, <em>Il Colosso di Colorado Springs<\/em> e <em>La Maschera di Bali<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&gt;&gt; Scarica a questi link la raccolta in <a href=\"http:\/\/steamfantasy.it\/blog\/files\/Concorso-Steampunk-di-Baionette-Librerie-AA.-VV.-v1.0.epub\">ePub<\/a>, <a href=\"http:\/\/steamfantasy.it\/blog\/files\/Concorso-Steampunk-di-Baionette-Librerie-AA.-VV.-v1.0.mobi\">Mobipocket<\/a> o <a href=\"http:\/\/steamfantasy.it\/blog\/files\/Concorso-Steampunk-di-Baionette-Librerie-AA.-VV.-v1.0.pdf\">PDF<\/a> &lt;&lt;<\/strong><\/p>\n<p>Il PDF include una pagina con l&#8217;indice dei racconti. Mobipocket e ePub sono dotati di una comoda e moderna TOC, richiamabile con l&#8217;apposito comando del lettore di eBook (o visibile a sinistra, nell&#8217;apposita colonna, se usate il plugin per ePub di FireFox).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Oggetto d&#8217;Amore<\/h2>\n<blockquote><p>Quella notte era particolarmente silenziosa e buia lungo Molino delle Armi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Inizia senza un POV, con una frase inutile relativa all&#8217;irrilevante notte fuori al laboratorio. Subito, per gradire, un avverbio di modo che compete per il premio all&#8217;inutilit\u00e0: che differenza c&#8217;\u00e8 tra una notte silenziosa e una &#8220;particolarmente&#8221; silenziosa? E &#8220;particolarmente&#8221; rispetto a cosa? Gi\u00e0 \u00e8 strano che la notte di Milano, seppure nel 1842, sia silenziosa: quell&#8217;aggettivo rende gi\u00e0 a sufficienza la particolarit\u00e0 di quella notte.<\/p>\n<blockquote><p>Arturo Telli sedeva al tavolo del suo laboratorio e lavorava con la concentrazione e l\u2019abnegazione che sempre impiegava per perfezionare e inventare armi e oggetti meccanici. Arturo Telli perseguiva uno scopo, una vera e propria ossessione.<\/p><\/blockquote>\n<p>Continua col narratore, ma \u00e8 meglio iniziare subito con il POV di Telli e rimanerci per tutto il racconto. Tutte le info inutili (come queste qua sopra), i commenti privi di qualsiasi valore fatti dal Narratore (Telli \u00e8 &#8220;l&#8217;abile armaiolo&#8221;, ad esempio) ecc&#8230; ecc&#8230; vanno tagliati. La semplice regola di scegliere un POV e seguirlo, descrivendo ci\u00f2 che fa e prova attraverso il suo filtro umano, risolve quasi tutti i problemi del testo.<br \/>\nQuel &#8220;suo laboratorio&#8221;, come anche i parenti &#8220;suoi macchinari&#8221; ecc&#8230; fanno sembrare il testo una brutta traduzione dall&#8217;inglese. Di chi sarebbero il laboratorio di Telli e i macchinari di Telli, se non di Telli? Inutile ribadire l&#8217;ovvio ogni volta sottolineando che sono proprio &#8220;suoi&#8221;.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPrima di lasciarla andare voglio ricordarle che questa sar\u00e0 l\u2019ultima volta che le sar\u00e0 concesso. [&#8230;] Non possiamo perderlo di nuovo\u00bb.<br \/>\nArturo Telli non si lasci\u00f2 intimidire dall\u2019autorit\u00e0 di quel personaggio: \u00abNon sono d\u2019accordo. Io non ho ancora raggiunto il mio scopo e i servigi che ho compiuto per lei rappresentano la mia garanzia sul fatto che sar\u00f2 io, e solo io, a dire quando potrete arrestare lo sventratore. D\u2019altronde, se siete dentro quell\u2019uniforme ben confezionata e impreziosita da belle medaglie luccicanti, lo dovete solo a me [&#8230;]\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Mi pare evidente dalla risposta di Telli che non si sia fatto intimidire. Non ha senso precisare qualcosa prima di mostrarla. Questo errore avviene regolarmente in un certo <em>romanzo horror per bambini<\/em> e in altri esempi di narrativa italiana, fin troppo comuni, in cui l&#8217;editing \u00e8 assente o affidato a incapaci.<\/p>\n<p>Passando alla storia, i problemi non si riducono. Il fatto che sia un armaiolo, come tutto il dialogo iniziale, non ha alcuna rilevanza per la storia o per il finale che vorrebbe essere a sorpresa (ma \u00e8 solo clich\u00e9). Lo sventratore \u00e8 inutile, sembra messo solo per non far sembrare troppo cattivo Telli e per far credere, all&#8217;inizio (col dialogo), che il protagonista intenda combattere il crimine o qualcosa di simile. Il coniglio non ha alcun ruolo utile nella storia, ma almeno \u00e8 presente: vincolo soddisfatto al minimo sindacale.<\/p>\n<h2>Bunny &#8211; Il cacciatore di taglie<\/h2>\n<p>L&#8217;inizio \u00e8 un &#8220;meh&#8221;. Il POV \u00e8 confuso e i dialoghi mi paiono poco credibili.<br \/>\nUn certo gusto per i &#8220;suo\/suoi&#8221; inutili \u00e8 presente anche qui, fin dalle prime righe:<\/p>\n<blockquote><p>il suo sigaro d\u2019importazione Nibiana [&#8230;] Con i suoi occhi rotondi e scuri soffocati dalle pesanti palpebre<\/p><\/blockquote>\n<p>con in pi\u00f9 un certo gusto per il doppio aggettivo (Babel disapprova).<\/p>\n<p>Ecco il POV che oscilla:<\/p>\n<blockquote><p>[Il Barone] guard\u00f2 con disappunto il suo contrabbandiere preferito. \u00abO no?\u00bb chiese ironico sbuffando del fumo in faccia al suo interlocutore.<\/p><\/blockquote>\n<p>Bunny \u00e8 visto con il POV del Barone, che lo definisce nella propria testa il &#8220;suo contrabbandiere preferito&#8221; e, poco dopo, &#8220;suo interlocutore&#8221;. E&#8217; innaturale definire s\u00e9 stessi tramite il modo in cui ci vedono gli altri: chiaramente qui siamo nel POV del Barone (anche se di sfuggita, grazie al Narratore Epilettico) e non nel POV di Bunny.<br \/>\nEppure gi\u00e0 dalla riga dopo:<\/p>\n<blockquote><p>Bunny non se ne cur\u00f2, erano altre le preoccupazioni protagoniste dei suoi pensieri.<br \/>\nPrima fra tutte: portare al sicuro le sue chiappe pelose!<\/p><\/blockquote>\n<p>E qui \u00e8 chiaro che siamo nel POV di Bunny (Narratore Epilettico o meno: in fondo non importa come ci siamo finiti).<br \/>\nAhi, ahi, ahi. Saltellare da un cervello all&#8217;altro durante gli accapo \u00e8 una pessima idea, quasi quanto saltellare nel pieno di una frase.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAnzi\u00bb continu\u00f2 Luna. \u00abSei tu che hai bisogno di me. O sbaglio? Dai, raccontami tutto!\u00bb<br \/>\n\u00abDevo recuperare per il Barone una cassa. Dentro c\u2019\u00e8 una mecca per il piacere. Vado, pago e torno!\u00bb fu veloce e sintetico.<\/p><\/blockquote>\n<p>Come indicato per il racconto precedente, \u00e8 meglio non sottolineare l&#8217;ovvio: che sia stato veloce e sintetico lo si \u00e8 visto nella battuta di dialogo.<\/p>\n<p>Passando alla storia, la situazione peggiora. Fino al momento in cui cominciano a dubitare della natura della Mecca (\u00e8 un automa all&#8217;avanguardia o una bambina vera?) avevo speranza che si potesse aggiustare e selezionare per l&#8217;antologia. Correggendo i balzi di POV, tagliando la mole di info inutili (la spiegazione sui <em>figli di nessuno<\/em>, tra le altre) e cose cos\u00ec, si poteva cavare fuori un testo passabile. Il personaggio di Luna mi era piaciuto. Il problema \u00e8 che la vicenda va avanti a coincidenze e Deus Ex Machina (l&#8217;amico cacciatore di taglie) pur di non affrontare la Vera Natura della storia (il conflitto interiore) e il tema della pedofilia.<\/p>\n<p>Bunny parte bene, con un possibile conflitto interiore tra il dovere verso il Barone, condito dal bisogno di soldi, e il desiderio di non far del male a un innocente (Bunny \u00e8 evidente che non \u00e8 cattivo). <strong>L&#8217;intera storia doveva partire dalle conseguenze della scelta di Bunny<\/strong> di non consegnare la Mecca al cliente per timore che fosse davvero una bambina rapita venduta a un ricco pedofilo. Oppure dalle conseguenze dell&#8217;averla consegnata credendo fosse una Mecca, scoprire cosa era successo, e voler correggere l&#8217;errore. Un po&#8217; in stile Han Solo, che prima non vuole combattere e desidera solo saldare il proprio debito con Jabba the Hutt, ma poi l&#8217;orgoglio lo porta a voler far rimangiare a Luke l&#8217;accusa di codardia per cui torna indietro e salva il culo ai Ribelli (conflitto interiore: desiderio di farsi i fatti propri contro reputazione di contrabbandiere coraggioso). Manca il conflitto nel protagonista e la storia diventa una sequenza di banalit\u00e0.<\/p>\n<h2>Mammuth<\/h2>\n<p>Troppe info inutili. Il supertreno corazzato \u00e8 carino, anche se non mi \u00e8 chiaro come funzioni (ma tanto non importa: meglio un treno corazzato in pi\u00f9 che uno in meno!), e sono una buona aggiunta anche gli esoscheletri. L&#8217;idea del cameratismo tra soldati che sono degli pseudo-sconosciuti e il fatto che Arkady facendo la spia ottenga il &#8220;rispetto&#8221; degli ufficiali (gente che ammazza a sangue freddo i propri soldati per una rissa in cui non c&#8217;\u00e8 stato neanche il morto) sono delle scemate (e raccontate, per giunta).<\/p>\n<blockquote><p>[&#8230;] una piccola incomprensione tra scommettitori caus\u00f2 una discussione piuttosto animata.<br \/>\nL\u2019uomo dai baffi a ferro di cavallo stava cercando di calmare le acque quando il calcio di un fucile lo colp\u00ec sulla nuca, sbattendolo a terra. Il fucile apparteneva ad un certo Nikanor Ostromirovsky, un ex detenuto con diverse accuse di aggressione aggravata a suo carico. Ferro, come Arkady aveva mentalmente soprannominato il milite dalla pelle olivastra, si rialz\u00f2 e, con un balzo, fu addosso ad Ostromirovsky con la baionetta sguainata.<br \/>\nUno sparo interruppe il combattimento.<br \/>\nSulla porta si stagliava un gigantesco ufficiale in vena di ispezioni a sorpresa. Con la magnifica pistola riservata solo a militari d\u2019un certo rango ancora stretta in pugno url\u00f2: &#8211; Branco di cani! Cosa pensate di fare nei miei vagoni? Faide tra camerati? Inaccettabile!<br \/>\n&#8211; Veramente, signore&#8230; &#8211; cerc\u00f2 di giustificarsi Ferro.<br \/>\n&#8211; Silenzio soldato! Deve saltare fuori il responsabile di questo o dieci di voi, scelti a caso, saranno fucilati seduta stante, e, guarda caso, tu sei gi\u00e0 stato sorteggiato!<br \/>\nNessuno fiat\u00f2, erano tutti troppo impegnati a guardarsi attorno, lanciando qua e l\u00e0 occhiate di circostanza senza trovare il coraggio di guardare l\u2019ufficiale in volto. Trascorse un interminabile minuto carico di tensione e lo spietato comandante di plotone sollev\u00f2 il braccio armato verso Ferro e pose il dito sul grilletto.<br \/>\n&#8211; Ostromirovsky! &#8211; grid\u00f2 Arkady &#8211; La responsabilit\u00e0 di tutto questo \u00e8 di Ostromirovsky.<br \/>\nMaksimilian gli mise una mano sulla spalla: &#8211; Sei diventato matto? &#8211; sussurr\u00f2.<br \/>\n&#8211; Piccolo figlio di puttan&#8230; &#8211; una pallottola in fronte fece sbollire rapidamente l\u2019attaccabrighe. Due attendenti entrarono nel vagone e diedero una pulita sommaria al pavimento, il corpo del giustiziato venne gettato dal treno con noncuranza.<br \/>\nCom\u2019era immaginabile, quanto accaduto, non favor\u00ec certo un rapporto amichevole tra Arkady ed i compagni di viaggio.<br \/>\nUna delle regole mai scritte del cameratismo era: non fare la spia. Le circostanze particolari ed il fatto che l\u2019azione del giovane fosse stata compiuta come un gesto di altruismo verso la truppa non importavano nulla a nessuno.<\/p><\/blockquote>\n<p>Seriamente: una banda di sconosciuti che si accoltellerebbero per futili motivi un giorno s\u00ec e l&#8217;altro pure, dovrebbe scegliere di sacrificarsi (in 10 poi!) per difendere il coglione del gruppo che ha cercato di spaccare il cranio di un compagno? Ma per davvero? Srsly? Ognun per s\u00e9: alla minaccia lo avrebbero consegnato subito, altro che sacrificarsi in 10 scelti a caso (di cui uno \u00e8 Ferro che vuole <em>sacrificarsi<\/em> per salvare il tizio che ha cercato di sfondargli il cranio: LOL, nemmeno i Martiri del Cristianesimo&#8230;).<br \/>\nMeglio tagliare il raccontato, cos\u00ec si risolve anche il problema delle idee contestabili o ingenue (che a nessuno piacciano gli spioni \u00e8 ovvio, non serve tirare in ballo il cameratismo).<\/p>\n<p>Sistemando qua e l\u00e0 e tagliando le enormi quantit\u00e0 di infodump poteva anche diventare passabile per l&#8217;antologia, ma la storia non va bene (comincia col soldato Arkady e il fatto che debba andare a combattere in una guerra che sembra brutta, sporca e sovraccarica di propaganda, ma poi tutto quello che muove la storia \u00e8 la vicenda della cacciatrice Victoria che per\u00f2 \u00e8 avvenuta tutta in background e nel racconto c&#8217;\u00e8 solo il finale) e l&#8217;elemento conigliesco \u00e8 tirato per le orecchie e insufficiente. Peccato.<\/p>\n<p>Una piccola chicca liciana, degna di Nihal che piange &#8220;perch\u00e9 \u00e8 triste&#8221;:<\/p>\n<blockquote><p>Arkady si volt\u00f2 verso Vic Halloran, che si tolse il casco mostrando il suo volto.<br \/>\nLunghe ciocche di capelli rosso acceso scivolarono lungo le spalle del cacciatore, incorniciando un volto candido dal quale scintillavano due splendidi occhi verdi. La sua bocca era morbida e carnosa ed il naso sottile e lievemente alla francese. Era decisamente bellissima.<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8220;Era decisamente bellissima&#8221;: s\u00ec, perch\u00e9 se no non lo capivamo da soli. ^_^<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11966 aligncenter\" title=\"Mucca_fansub\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Mucca_fansub.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Mucca_fansub.jpg 400w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Mucca_fansub-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Grazie per la precisazione. Srsly.<\/em><\/p>\n<h2>Bumblebee<\/h2>\n<p>Infodump a piacere e commenti inutili come se piovesse, inclusa la spiegazione sugli Aviar di cui n\u00e9 il testo n\u00e9 i lettori hanno alcun bisogno. Il nobile che fa il portapacchi \u00e8 una stupidata. La bambina drogata \u00e8 una buona idea, ma andava calcata la mano sui lati pedofili della faccenda, che invece non vengono nemmeno accennati. Tra i commenti inutili ci sono cose come:<\/p>\n<blockquote><p>Edy intanto con grande agilit\u00e0 si era arrampicata fuori dall&#8217;abitacolo e con il telo piegato sotto il braccio avanzava verso la coda dell&#8217;aviar.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quel &#8220;con grande agilit\u00e0&#8221; \u00e8 un commento inutile: arrampicarsi fuori dall&#8217;abitacolo di un aereo in volo per raggiungerne la coda credo che faccia intuire a sufficienza la &#8220;grande agilit\u00e0&#8221; al lettore.<\/p>\n<p>L&#8217;elemento conigliesco \u00e8 veramente minimo, ma \u00e8 gi\u00e0 meglio delle semplici ghette viste sopra. Il racconto non \u00e8 terribile, si pu\u00f2 sistemare, ma l&#8217;idea finale dell&#8217;anomalia sembra messa l\u00ec &#8220;tanto per&#8221;, buttata per arricchire il finale, e non ha un reale legame con il resto della storia (non uno utile e percepibile nel corso della storia, prima della rivelazione stessa). Devo pensare se pu\u00f2 valer la pena vedere se l&#8217;autore pu\u00f2 migliorarla ancora o se \u00e8 una perdita di tempo.<\/p>\n<h2>L&#8217;ultimo caso di O&#8217;Mallory<\/h2>\n<p>La prima riga parte male:<\/p>\n<blockquote><p>Seduto davanti a lui, in un magnifico completo rosso e bianco, il vecchio Conte di Norfolk aspettava paziente, con un\u2019espressione tranquilla sul viso rugoso.<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8220;A lui&#8221; chi? Si capisce che si riferisce al POV, ma noi non sappiamo ancora un accidenti di chi sia il POV! \u00c8 meglio riordinare le frasi iniziali e presentare prima O&#8217;Mallory, che appare proprio nella frase successiva, e poi il tizio sottoposto all&#8217;interrogatorio. Oppure tagliare direttamente il &#8220;Seduto davanti a lui&#8221; e tenere solo la descrizione del Conte (pure questa da aggiustare, comunque).<\/p>\n<blockquote><p>La sirena che al quinto livello, senza obl\u00f2, segnalava l\u2019alba, trov\u00f2 Sean bocconi sul pavimento della sua cabina.<\/p><\/blockquote>\n<p>Frase un po&#8217; goffa. Sembra che la sirena sia senza obl\u00f2 (fisicamente), invece \u00e8 il quinto piano ad esserlo e la sirena (in mancanza di luce) indica l&#8217;alba. Meglio tagliarla del tutto e concentrarsi, come sempre, su come il POV filtra la realt\u00e0 che lo circonda. Non uscire dal personaggio. Non bisogna dire che la sirena trova Sean: Sean \u00e8 il protagonista, non la sirena, per cui \u00e8 meglio che Sean senta la sirena e non che la sirena trovi lui.<\/p>\n<p>Quando al mattino il frastuono della sveglia ci obbliga ad alzarci, sentiamo l&#8217;allarme che ci scassa le palle oppure percepiamo che &#8220;l&#8217;allarme della sveglia ci ha trovati addormentati&#8221;?<br \/>\nLa risposta \u00e8 sempre nel filtro applicato alla realt\u00e0 dal POV (quel filtro per cui uno &#8220;sporco straccione negro&#8221;, dal <em>mio punto di vista<\/em>, \u00e8 invece un &#8220;immigrato svantaggiato dalla societ\u00e0 capitalista&#8221; per <em>un altro individuo<\/em>&#8230; e <em>in realt\u00e0<\/em> \u00e8 un nero italiano da tre generazioni, avvocato di successo, con un look trasandato e jeans stracciati di marca per seguire la moda) e nel modo in cui funzionano i cinque sensi.<\/p>\n<blockquote><p>La sera prima, tornato in cabina, aveva finito una prima bottiglia [&#8230;]<\/p><\/blockquote>\n<p>Tagliare la sequenza di ricordi o, meglio, di bisogno dell&#8217;autore di inserire riferimenti di background. Non servono. Concentrati sul qui e ora: \u00e8 un racconto, hai poco spazio e non puoi permetterti pessime trovate che sarebbero tollerabili (a malapena) in un romanzo. Non sprecare le parole: pensa ai bambini in Africa che non le hanno!<\/p>\n<blockquote><p>Tutto ci\u00f2 che aveva era stato venduto o impegnato [&#8230;]<\/p><\/blockquote>\n<p>Ancora col background? Taglia. Se l&#8217;ambiente in cui vive \u00e8 miserabile, basta che lo descrivi per quel che \u00e8. Sapere che una volta non faceva cos\u00ec schifo non lo rende ORA pi\u00f9 miserabile. Applica il POV: qui e ora, senza seghe o informazioni inutili.<\/p>\n<p>Il finale con l&#8217;incidente simulato \u00e8 carino. In fondo non mi \u00e8 dispiaciuto troppo perch\u00e9, se ricordo bene, si vedeva che era facile da aggiustare. Come nel caso precedente: devo rileggerlo ancora (passato un po&#8217; di tempo dall&#8217;ultima rilettura) e pensarci su qualche giorno prima di contattare l&#8217;autore per fare un tentativo.<\/p>\n<h2>Il Lunasil<\/h2>\n<p>Questo era un racconto che mi aveva fatto ben sperare per la scorrevolezza e i protagonisti simpatici, vivi. Il finale \u00e8 il problema pi\u00f9 grosso: non sembra un vero finale, non ci sono davvero conseguenze dopo la risoluzione del conflitto principale (il casino col Lunasil). Il racconto parte, va avanti gagliardo a testa alta, poi barcolla un po&#8217; e <strong>alla fine si ammoscia come il pisello di un vecchio<\/strong>. Questo \u00e8 un grosso problema.<\/p>\n<p>Ci sono da fare parecchie piccole correzioni nelle frasi, fin dall&#8217;incipit, ma niente di drammatico. Ad esempio, una tra le tantissime, qui:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abVai da quella parte,\u00bb indic\u00f2 Galeazzo a un certo punto.<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8220;A un certo punto&#8221; va tagliato: Galeazzo sta indicando in quel momento, non serve dirlo che sta accadendo proprio adesso nel tempo della storia invece che domattina o tre giorni fa. E &#8220;indic\u00f2&#8221;, cos\u00ec senza dire come, \u00e8 poco visivo: indica con l&#8217;indice o con un cenno del mento? Immagino con l&#8217;indice. Oppure usa il Carcano &#8217;49, puntandolo con un braccio solo come se fosse un bastone?<br \/>\nForse \u00e8 meglio rifare la frase mettendo prima Galeazzo che indica nel punto esatto e poi l&#8217;ordine.<\/p>\n<blockquote><p>Di fianco a lui, Galeazzo era salito in piedi sul sedile, in equilibrio assai precario, e scrutava la selva in cerca del Lunasil, con il Carcano \u201949 appoggiato alla spalla e pronto al fuoco.<\/p><\/blockquote>\n<p>Anche qui manca la precisione descrittiva. &#8220;Equilibrio assai precario&#8221; non significa molto, non \u00e8 nulla di visivo. \u00c8 commento del Narratore o del POV su un qualcosa di visivamente concreto. Leggendolo il lettore immagina qualcosa (io lo immagino che ondeggia e sbatte le braccia per riprendere l&#8217;equilibrio), ma tu non gli hai detto cosa immaginare: eppure il compito del narratore \u00e8 proprio fare questo lavoro, senza delegare tutto al lettore!<br \/>\nGaleazzo oscilla o barcolla, sta per cadere gi\u00f9, ma pianta una mano sulla carrozzeria e si rimette in piedi? Inventa qualcosa e l&#8217;immagine di precariet\u00e0 sar\u00e0 pi\u00f9 vivida per il lettore che non dovr\u00e0 pi\u00f9 inventarsi qualcosa da solo per completare il riquadro bianco lasciato nei fotogrammi della scena.<\/p>\n<p>Una nota sulle armi, valida anche per Bunny e per altri racconti: i nomi delle armi vanno usati il <em>meno possibile<\/em> e spesso sono inutili. In questo caso viene ripetuto ossessivamente &#8220;Carcano &#8217;49&#8221;, il nome del fucile a raggi della fanteria italiana. Come nel caso del Beretta BM59 o del Carcano M1891 o del Beretta AR 70\/90, nella mente dei personaggi deve diventare solo &#8220;il fucile&#8221; dopo la prima presentazione atta a renderlo pi\u00f9 riconoscibile al lettore (sempre che il POV permetta il riconoscimento: questo \u00e8 un problema che il cinema, e la terza persona oggettiva cinematografica, non hanno). Nel caso del Beretta BM59 \u00e8 accettabile che qualcuno lo pensi come &#8220;il FAL&#8221;, visto che era un nome molto usato (era indicato ufficialmente come FAL BM59 -fucile automatico leggero BM59- che \u00e8 pi\u00f9 semplice contrarre in FAL).<\/p>\n<h2>Piloti e Nobilt\u00e0<\/h2>\n<p>Questo \u00e8 uno dei racconti che ho trovato pi\u00f9 interessanti. La storia \u00e8 coerente, chiusa, con un buon finale e non spreca elementi: tutti i dettagli sono inseriti in funzione dell&#8217;economia del racconto. Solo ci\u00f2 che serve, con pochissimi sprechi (di natura stilistica). Il primo conflitto, il fastidio causato dagli ospiti alla pilota, si allarga poi diventando il vero conflitto (il problema grosso da risolvere) e la soluzione trovata permetter\u00e0 alla pilota di prendersi la rivincita sugli ospiti che le stanno sulle palle. La risoluzione del problema principale porta alla risoluzione dei problemi secondari.<br \/>\nTra tutti \u00e8 quello che ha maggiormente la struttura di un vero racconto (anche pi\u00f9 di L1L0, altro racconto che ho apprezzato), senza sembrare un mix di scene a caso oppure un concept per un romanzo oppure un riassuntone.<\/p>\n<p>Dei problemi del testo parler\u00f2 con l&#8217;autore e non c&#8217;\u00e8 niente di cos\u00ec scandaloso da meritare apposita segnalazione qui. Errori banali come i &#8220;suoi&#8221; di troppo e cose cos\u00ec.<\/p>\n<h2>Il Colosso di Colorado Springs<\/h2>\n<blockquote><p>La mente di Nikola Tesla sondava lo spazio. Grazie al Teslascopio l\u2019Io si espandeva nell\u2019etere veloce come il pensiero. Marte, Giove, Saturno. Nikola super\u00f2 senza fatica il sistema solare e si addentr\u00f2 nelle profondit\u00e0 galattiche. Mentre avanzava, controll\u00f2 ogni centimetro cubo con l\u2019occhio della mente.<\/p><\/blockquote>\n<p>Le prime righe sono il cosiddetto background (es: visione fuori pov, un uomo e una donna al tavolo di un ristorante). Il vantaggio del background \u00e8 che imposta la scena, lo svantaggio \u00e8 che \u00e8 fuori POV. Non sei dentro la testa di qualcuno e non stai filtrando il mondo con la sua testa. Che si faccia background con una terza persona cinematografica o con uno squallido narratore, il problema rimane. Qui sarebbe meglio partire subito dal POV di Tesla che usa il Teslascopio (senza bisogno di dargli un nome, lo sta gi\u00e0 usando) per abbracciare con la mente l&#8217;universo. Si pu\u00f2 mostrare come se fosse una proiezioni astrale in cui Tesla si concentra sui singoli pianeti, in cerca di informazioni. Si pu\u00f2 farlo immergere sotto le nubi di acido solforico di Venere, nelle grotte lunari abitate da Seleniti e poi dritto nell&#8217;<em>Angustus Labyrinthus<\/em> di Marte (mostrando industrie estrattive?) e pi\u00f9 in l\u00e0 fino alla &#8220;Citt\u00e0 Inca&#8221;, scoperta da Tesla molto prima che lo facesse il Mariner 9 (una cupola protettiva sotto cui si trova un centro industriale marziano a mappa quadrata). Questo renderebbe pi\u00f9 visivo il suo controllo, facendolo concentrare su punti di interesse nella mole di stimoli che riceve &#8220;espandendo l&#8217;Io&#8221; nel sistema solare<\/p>\n<blockquote><p>Il Teslascopio raggiunse il proprio limite<\/p><\/blockquote>\n<p>Anche qui puoi mostrare cosa succede, senza riassumerlo extra-POV. Tesla spinge per abbracciare fette di spazio sempre pi\u00f9 grandi oltre il sistema solare, arriva a Boh, cerca di imporre la propria volont\u00e0 per sfruttare al massimo le capacit\u00e0 della macchina di far espandere l&#8217;Io, gioca coi comandi (ti inventi qualche manopola di qualche valore), e alla fine rinuncia.<\/p>\n<blockquote><p>Il cratere straripava di conigli: sembravano quasi incollati gli uni agli altri.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tra &#8220;sembravano quasi incollati&#8221; e &#8220;sembravano incollati&#8221; non vedo differenza nell&#8217;immagine: tagliare il &#8220;quasi&#8221;. Meglio ancora rifare la frase senza i due punti: &#8220;Il cratere straripava di conigli, appiccicati gli uni agli altri.&#8221;. Meglio ancora dire &#8220;Il cratere straripava di conigli&#8221; e poi mostrare le zampette e i musetti coi nasini tremanti che spingono e si fanno strada tra i corpi, un mare ribollente di orecchiuta pelosit\u00e0 che diventa una creatura sola (e poi appare la mano fatta di conigli).<\/p>\n<blockquote><p>Le antenne all\u2019esterno del Colosso inviarono i segnali al Teslascopio II che li rielabor\u00f2 e l\u2019immagine ricostruita dell\u2019hangar apparve davanti all\u2019occhio della mente di Nikola.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 meglio ridurre a zero le spiegazioni. Non dire in che modo Tesla riceve le immagini, mostrale soltanto. Non uscire dal POV di Tesla. Quando navighi su internet vedi il funzionamento dei nodi della rete, i pacchetti che viaggiano, i DNS e il protocollo HTTP al lavoro? No, vedi solo il risultato. E cos\u00ec Tesla. Se Tesla avr\u00e0 mai bisogno per motivi INTERNI alla storia di riflettere sul funzionamento delle cose, lo farai riflettere e lo mostrerai al lavoro con dettagli concreti (non spiegazioni generiche). Se non c&#8217;\u00e8 bisogno di loro significa che sono spiegazioni inutili per la storia e quello che \u00e8 inutile per la storia, come la millenaria <del>Scuola di Hokuto<\/del> Arte Retorica ha tramandato ai suoi discepoli, va cancellato.<\/p>\n<p>Nell&#8217;insieme si fa leggere. Frasi brevi. Molti dialoghi. <strong>Non mi dispiace e si pu\u00f2 migliorare senza dover impazzire<\/strong>. Bell&#8217;uso del coniglio. Facendo un controllo al volo ora noto un genocidio degli avverbi in &#8220;-mente&#8221; a cui non avevo badato prima (ulteriore prova che la loro presenza si fa sentire in modo sgradevole, mentre la loro assenza non disturba per nulla): <strong>zero avverbi presenti, una pulizia etnica degna di Gabriel Garc\u00eda M\u00e1rquez<\/strong> che si vantava, nemmeno fosse un bambino di cinque anni che ha acchiappato una lucertola, di aver scritto tutto <em>L\u2019Amore ai Tempi del Colera<\/em> senza metterne nemmeno uno. Garcia per\u00f2 poteva pure trovarsi un hobby pi\u00f9 intelligente, eh&#8230;<\/p>\n<h2>La Maschera di Bali<\/h2>\n<blockquote><p>Abigail afferr\u00f2 la maniglia, entr\u00f2 e si tolse la benda dagli occhi. La descrizione delle stanza coincideva con la previsione, ma il soldato nella gabbia aveva al massimo venticinque anni.<br \/>\nEd era biondo.<br \/>\n<em>Anche stavolta ho sbagliato qualcosa.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&#8220;La descrizione delle stanza coincideva con la previsione, ma&#8221; si pu\u00f2 tagliare. Descrivere direttamente le due differenze rispetto alla visione e sottolineare l&#8217;errore col pensiero in corsivo \u00e8 sufficiente. Viene da s\u00e9 che il resto dell&#8217;immagine fosse esatto.<\/p>\n<p>Come detto prima, i nomi delle armi vanno ridotti al minimo: &#8220;Perkins W4&#8221; ogni volta disturba la lettura, ha un suono strano (quel &#8220;W4&#8221;). Le armi sono una bella cosa, ma spesso i loro nomi non possono avere molto spazio nella narrativa. Spiacente.<\/p>\n<p>In italiano esiste &#8220;iarde&#8221;. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di usare &#8220;yard&#8221; in inglese. Ecco un&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nuoto_ai_Giochi_della_III_Olimpiade_-_Staffetta_4x50_iarde_stile_libero\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">applicazione sportiva<\/a>, per le olimpiadi del 1904. Non c&#8217;entra con la narrativa, ma per chi vuole un po&#8217; di sano Lulz del XIX Secolo, leggete il paragrafo sulle <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giochi_della_III_Olimpiade#Le_Giornate_Antropologiche\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">giornate antropologiche<\/a> della Terza Olimpiade moderna.<\/p>\n<p>Nell&#8217;insieme non \u00e8 male. Va sistemato, per forza, ma ci si pu\u00f2 lavorare e non vedo motivi per non fare un tentativo. L&#8217;inizio con la previsione scorretta e il finale con la previsione scorretta danno una struttura narrativa chiusa alla vicenda. \u00c8 un racconto per davvero, insomma.<br \/>\nNon c&#8217;entra niente con il racconto, n\u00e9 le ho caricate sul lettore quando l&#8217;ho letto (per\u00f2 le ho inserite nella raccolta), ma <strong>complimenti all&#8217;autore delle due tavole<\/strong>. Mi sono piaciute e sullo schermo del Cybook, impostando prima a 800px la loro altezza, si vedevano benissimo in tutti i dettagli. Molto meglio queste illustrazione della grafica al computer di una certa raccolta di racconti Steampunk appena uscita (di cui ho comprato il PDF: 7,50 euro per una smitragliata di facepalm e molte delle immagini non mi sono piaciute nemmeno un po&#8217;).<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_1.jpg\" rel=\"lightbox\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12006\" title=\"maschera_di_bali_1\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_1-228x300.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_1-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_1-458x600.jpg 458w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_1-686x900.jpg 686w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_1-768x1007.jpg 768w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_1-780x1024.jpg 780w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_2.jpg\" rel=\"lightbox\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12007\" title=\"maschera_di_bali_2\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_2-228x300.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_2-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_2-458x600.jpg 458w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_2-686x900.jpg 686w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_2-768x1007.jpg 768w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_2-780x1024.jpg 780w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/maschera_di_bali_2.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Le due illustrazioni di <a href=\"http:\/\/www.thesparker.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">The Sparker<\/a><\/em><\/p>\n<h2>Photophantastes<\/h2>\n<p>L&#8217;incipit \u00e8 tremendo. Narratore (non \u00e8 visione cinematografica, ci sono commenti come &#8220;allegro starnazzare&#8221; e &#8220;tanto pi\u00f9 assordante nella quiete notturna&#8221; che non hanno a che fare con l&#8217;oggettiva trasposizione degli eventi) &#8220;tanto per&#8221; e scena che, rifatta col POV di uno dei due studenti, sarebbe molto migliore. Si pu\u00f2 ridurre il background per impostare la scena a una sola riga: &#8220;La Cugnot 799 fil\u00f2 a gran vapore dal Merton a Christ Church&#8221;. Poi si passa ai due studenti che suonano i clacson, ridono, bevono e sbeffeggiano i poliziotti e i poveracci che gridano in risposta ogni sorta di maledizione.<\/p>\n<p>Ad esempio:<\/p>\n<blockquote><p>L\u2019ordinamento universitario mai aggiornato dal medioevo vietava agli studenti di scorrazzare per Oxford a cavallo, in carrozza o qualsiasi altro tiro: ma i moderni veicoli aggiravano quelle norme.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questa \u00e8 una spiegazione inutile. Pu\u00f2 diventare un dettaglio concreto se uno dei due si sporge dal veicolo e grida verso un vecchio che li ha minacciati di denunciarli al Rettore: &#8220;Non \u00e8 una carrozza coi cavalli: non stiamo violando le leggi dell&#8217;Universit\u00e0!&#8221;. O qualcosa di simile. Sempre che uno ne senta davvero il bisogno (e non mi pare che serva, se non per far capire che i due protagonisti sono scapestrati, furbi e disposti a violare le regole -anche quando nei fatti e non nella forma-, ma questo si capisce lo stesso senza citare il regolamento di Oxford).<\/p>\n<p>Nella scena in cui Robert e Charles si inseguono, la notte del 31 maggio, il POV salta senza motivo, preda del Narratore Epilettico. Qui, ad esempio:<\/p>\n<blockquote><p>Robert proseguiva la sua corsa sui tetti, e via via che avanzava e balzava acquisiva pi\u00f9 equilibrio e sicurezza. Fin qui tutto bene. Non era il caso di testare le granate, ma decise di provare qualche rabbitrampino. Si cal\u00f2 nel giardino a arpionare qualche albero.<br \/>\nDodsgon pi\u00f9 inseguiva quell\u2019essere pi\u00f9 gli sembrava che nel suo portamento, nel suo modo di muoversi, nelle membra per la parte umana ci fosse qualcosa di stranamente familiare.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 meglio scegliere un solo POV e rimanerci dentro. Charles (Dodsgon) \u00e8 il pi\u00f9 adatto dei due.<\/p>\n<p>Il racconto mi \u00e8 piaciuto e si pu\u00f2 (si <em>deve<\/em>) sistemare. L&#8217;uso del coniglio \u00e8 accettabile (non \u00e8 eccellente come in <em>RabbiT<\/em>, ma \u00e8 buono), la presenza degli esseri fatati nei campi \u00e8 un&#8217;ottima idea e lo spirito dell&#8217;opera \u00e8 quello <em>gonzo-historical<\/em>, allegro e cazzone, dello Steampunk della prima generazione. Una cosa che considero in modo molto positivo.<\/p>\n<h2>RabbiT<\/h2>\n<p>Senza parole. Lo stile \u00e8 tremendo, ma \u00e8 fatto apposta per dare la sensazione di un&#8217;opera inedita di D&#8217;Annunzio, per cui ha un suo perch\u00e9 (il che non lo rende meno cattivo n\u00e9 lo giustifica, ma perlomeno ne spiega il motivo).<br \/>\nLa storia in s\u00e9 invece \u00e8 ottima. L&#8217;elemento conigliesco \u00e8 PERFETTO (non metto spoiler, leggetevelo) e l&#8217;ambientazione mostra sufficienti elementi retrofuturistici di contorno. Ho apprezzato in particolare i motobipedi dei poliziotti e la difesa elettromagnetica di Vienna che fa molto &#8220;Tesla \u00e8 tornato a casa per tempo&#8221;, lol. I riferimenti storici sono tutti buoni.<\/p>\n<p>Un racconto in puro stile Steampunk della prima generazione. Con questo stile non pu\u00f2 competere per la vittoria, ma merita un posto come &#8220;Speciale&#8221; nell&#8217;eventuale antologia.<\/p>\n<h2>Il Coniglio sulla Luna<\/h2>\n<p>Il paragrafetto iniziale di impostazione si pu\u00f2 tagliare:<\/p>\n<blockquote><p>Il cielo era terso quella tarda sera primaverile. Mancavano delle ore alla mezzanotte, ma la sagoma del Coniglio s\u2019intravedeva gi\u00e0 sul disco tenue della luna nascente.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non imposta un bel nulla e la sua assenza non cambia niente. Tagliare. O ridurre, perlomeno cancellando &#8220;Il cielo era terso quella tarda sera primaverile&#8221; (&#8220;quella sera&#8221;? Quella rispetto a cosa? Quella per chi?) e lasciando solo &#8220;Mancavano ore alla mezzanotte, ma la sagoma del Coniglio s\u2019intravedeva gi\u00e0 sulla luna nascente.&#8221;. Per\u00f2 \u00e8 una frase di somma inutilit\u00e0 per cui va cancellata. Punto.<\/p>\n<p>Il testo soffre fin dall&#8217;incipit per il POV inesistente, forse rapito dal Narratore Epilettico e seppellito in un pozzo.<\/p>\n<p>Le frasi lunghe \u00e8 meglio spezzarle:<\/p>\n<blockquote><p>Ashwini entr\u00f2 nel laboratorio strappandosi dal viso i peli posticci, fran\u00f2 su una sedia e si slacci\u00f2 gli anfibi, i cui grossi speroni avevano gi\u00e0 sbrindellato il fondo dell\u2019ultimo paio di calzoni rimasti.<\/p><\/blockquote>\n<p>Pu\u00f2 diventare:<\/p>\n<blockquote><p>Ashwini entr\u00f2 nel laboratorio strappandosi dal viso i peli posticci, fran\u00f2 su una sedia e si slacci\u00f2 gli anfibi. I grossi speroni avevano gi\u00e0 sbrindellato il fondo dell\u2019ultimo paio di calzoni rimasti.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il risultato \u00e8 anche pi\u00f9 visivo e coerente se, come sembra, il POV deve essere quello di Ashwini: leva gli anfibi e si accorge che hanno gi\u00e0 sbrindellato i pantaloni. Chi altri dovrebbe badare a un dettaglio simile, pensando pure che quelli sono proprio gli ultimi calzoni rimasti?<br \/>\nL&#8217;idillio del POV coerente dura poco e il Narratore cade preda della prima crisi:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cAsh\u201d chiam\u00f2 Dhaval, che ricevette in risposta un sacchetto, preso al volo prima che si schiantasse sul suo naso largo.<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8220;Ricevette in risposta&#8221; sposta il POV su Dhaval (Ash dal proprio punto di vista gli ha tirato il sacchetto, Dhaval dal suo punto di vista ha ricevuto in risposta il sacchetto), ma il &#8220;suo naso largo&#8221; (&#8220;suo&#8221;, &#8220;di lui&#8221;, di un esterno al POV che osserva -che altrimenti sarebbe il &#8220;proprio naso&#8221; o meglio ancora &#8220;gli si schiantasse sul naso&#8221;, senza riferimenti alla propriet\u00e0-) con tanto di constatazione della larghezza informa che il POV \u00e8 di Ash. O meglio: il POV \u00e8 in mano al Narratore, crollato al suolo, con la bava alla bocca, in piena crisi epilettica.<br \/>\nE il POV infatti supera la rete, rimbalza e viene respinto di nuovo a Dhaval:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIl meglio che sono riuscita a trovare\u201d gli disse Ashwini alzandosi.<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8220;Gli disse&#8221;, ovvero disse a lui, al POV Dhaval, altrimenti se il POV fosse Ash sarebbe un semplice &#8220;disse Ashwini, alzandosi&#8221;. Ah, ovviamente questa passione per i gerundi, come la passione in altri testi per l&#8217;ablativo assoluto, \u00e8 una pessima scelta narrativa. Difficilmente si fanno davvero le cose in simultanea (Ash si alza piano apposta per far durare &#8220;l&#8217;alzandosi&#8221; per tutta la frase detta?).<br \/>\nVisto che il narratore pu\u00f2 scegliere come immaginare le scene, \u00e8 meglio piantarla di far fare sempre qualcos&#8217;altro ai personaggi mentre parlano: possono alzarsi e poi dire la battuta, o il contrario, senza bisogno di sovrapporre le cose per il gusto masochista di peggiore la propria scrittura.<\/p>\n<blockquote><p>Si era praticamente spogliata, rimanendo in sottoveste bianca stretta in vita dal corsetto allentato, e gli anfibi aperti sciaguattavano ad ogni passo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Qui potremmo essere nel POV di Ash oppure no, ma l&#8217;immagine esterna e il &#8220;praticamente spogliata&#8221; suggeriscono che il POV sia quello dichiarato poco fa, ovvero quello di Dhaval. Sottolineare che essere rimasta con addosso solo la sottoveste e il corsetto allentato equivalga a essersi &#8220;spogliata&#8221; \u00e8 inutile: lo possiamo intuire da soli che le brave ragazze non girano di regola senza pantaloni (li ha levati e poi ha rimesso gli anfibi slacciati). Volendo si poteva aumentare la qualit\u00e0 della scena facendola parlare e lanciare il sacchetto mentre si spogliava, tenendo il POV su di lei.<\/p>\n<blockquote><p>Giunta di fronte a Dhaval questi alz\u00f2 un panno umido per pulirle i resti di adesivo dalla faccia, mentre con l\u2019altra mano reggeva l\u2019involucro che si agitava.<br \/>\nIl panno scivol\u00f2 dal viso al collo alla curva dei seni.<br \/>\nAshwini a quel punto si allontan\u00f2 senza parlare, abbracciando con lo sguardo la macchina dietro di loro.<\/p><\/blockquote>\n<p>Uhm. Prima Ashwini e Dhaval sono uno di fronte all&#8217;altro, poi Ashwini si allontana. Ora ci sono tre possibilit\u00e0: tira dritto e supera Dhaval, che per qualche misterioso motivo non si volta; supera Dhaval e Dhaval si volta per seguirla con gli occhi; si gira e torna indietro (e Dhaval \u00e8 gi\u00e0 orientato in quella direzione e le guarda le spalle).<br \/>\nIn che modo Ashwini pu\u00f2 guardare una macchina che si trova, mentre la guarda, simultaneamente alle spalle sia sue che di Dhaval? Come si fa ad abbracciare con lo sguardo un oggetto posto dietro i propri occhi? Non sta buttando uno sguardo dietro le spalle, con la macchina che \u00e8 sia dietro Dhaval che dietro di lei: sta &#8220;abbracciando con lo sguardo&#8221;. Sta usando il pieno campo visivo. Forse ha il collo spezzato e la testa si \u00e8 girata di 180 gradi&#8230; ^_^&#8221;&#8221;<\/p>\n<p>Il racconto \u00e8 brutto, pieno di salti di POV, sia legittimi (ma di pessima scelta) che sbagliati. Un altro esempio di Narratore in crisi epilettica:<\/p>\n<blockquote><p>Qualcuno buss\u00f2 e Lord Withrow, colto di sorpresa, tracci\u00f2 con la piuma uno sfregio sulla carta.<br \/>\n\u201cAvanti.\u201d<br \/>\nLord MacLean entr\u00f2 richiudendosi rapido l\u2019uscio alle spalle.<br \/>\n\u201cDov\u2019\u00e8?\u201d chiese Withrow, la voce simile alla lama affilata d\u2019un rasoio.<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\nLord MacLean s\u2019inchin\u00f2 senza replicare, maledicendo in cuor suo l\u2019animo superstizioso della regina.<\/p><\/blockquote>\n<p>Prima il POV \u00e8 su Withrow, poi sbanda un attimo su MacLean (&#8220;chiese Withrow, la voce simile alla lama affilata d\u2019un rasoio.&#8221;) e alla fine, convulsioni e schiuma alla bocca per l&#8217;amato Narratore, ci troviamo sbalzati proprio nella testa di MacLean.<\/p>\n<p>Gli avverbi di modo ci fanno ciao, come le caprette di Heidi, talvolta da soli e talvolta in gruppo:<\/p>\n<blockquote><p>Normalmente usava la sua voce ruvida solo se strettamente indispensabile.<\/p><\/blockquote>\n<p>Scartato. Grazie per aver partecipato.<\/p>\n<h2>Fil Rabbit<\/h2>\n<p>Un testo che parte male, ma quanto meno ha la coerenza di confermare le aspettative. Si inizia con un italianissimo:<\/p>\n<blockquote><p>Nella zona est della citt\u00e0 giace un laboratorio segreto che sembra situato alle soglie dell\u2019inferno.<\/p><\/blockquote>\n<p>Descriverlo un po&#8217; proprio no, eh? Appiccicare solo un&#8217;etichetta Chiquita (segreto) che non significa una ceppa non \u00e8 un po&#8217; poco?<br \/>\nPoi prosegue con:<\/p>\n<blockquote><p>Un uomo opera nell\u2019ossessione pi\u00f9 profonda alla ricerca della felicit\u00e0 assoluta.<\/p><\/blockquote>\n<p>Forse \u00e8 colpa dei miei studi Gielleschi arrugginiti, ma non mi pare che nemmeno il Sommo Water sia mai giunto a un simile livello d&#8217;Arte.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cMi senti?\u201d Sussurra una voce roca e baritonale nell\u2019orecchio di Aldo, un uomo di circa mezza et\u00e0 legato e imbavagliato su una grossa tavola di legno. Una potente lampada appesa a un timpano d\u2019ottone dorato riflette un bagliore accecante negli occhi dell\u2019uomo. La sua vista \u00e8 gi\u00e0 molto affaticata per l\u2019alta concentrazione di fumo che padroneggia nel salone. L\u2019uomo ha soltanto una canottiera e un paio di mutande. I suoi vestiti sono ammassati in un grosso secchio di latta poco distante dalla grande asse.<br \/>\nSi sentono dei rumori striduli, un ingranaggio che gira molto lentamente emette quelle vibrazioni sinistre e ridondanti che aumentano di secondo in secondo. \u00c8 una grossa ventola che acquista sempre pi\u00f9 velocit\u00e0, \u00e8 situata sotto la tavola e il signor Aldo percepisce dei piccoli spifferi d\u2019aria gelata provenire dalle crepe del legno.<\/p><\/blockquote>\n<p>Aldo \u00e8 il POV, o almeno avrebbe l&#8217;intenzione di esserlo, ma si vede come un Narratore esterno che lo descrive. Curioso. Mi domando quanti autori vivono nella perenne condizione di avere una proiezione astrale di s\u00e9 stessi che li osserva, generando quella combinazione POV\/non-POV\/Narratore che piace tanto. Sovrannaturale.<br \/>\n<em>Chiamiamo un parapsicologo.<\/em><\/p>\n<p>Come detto all&#8217;inizio, il testo dopo non migliora. Tra aggettivi (&#8220;oscure ed enormi lenti nere&#8221;) ed avverbi di modo a piacere (&#8220;due grosse siringhe posizionate in maniera perfettamente parallela&#8221;: evidentemente si pu\u00f2 essere ancora pi\u00f9 che paralleli!), ho smesso di prendere appunti a met\u00e0 racconto. E la mano gi\u00e0 faceva male.<br \/>\nVoglio giusto sottolineare un intervento narrativo dell&#8217;U.C.A.S., Ufficio Complicazione Affari Semplici, a cui temo sia stata delegata la revisione del racconto:<\/p>\n<blockquote><p>La sua vista \u00e8 gi\u00e0 molto affaticata per l\u2019alta concentrazione di fumo che padroneggia nel salone.<\/p><\/blockquote>\n<p>Che prima dell&#8217;intervento dell&#8217;Ufficio credo fosse cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>Il fumo che invade il salone gli fa bruciare gli occhi.<\/p><\/blockquote>\n<p>O qualcosa di simile, magari mettendo prima il fumo e poi Aldo che vede a fatica tra le lacrime.<\/p>\n<p>Da manuale anche il classico <em>Dialogo Sui Massimi Puntini<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cSono\u2026 sono molto fortunato\u2026 ho una bellissima moglie e\u2026 dei bellissimi figli\u2026 perch\u00e9 io\u2026\u201d Aldo scandisce le parole a scatti a causa del liquido che sale sempre pi\u00f9 velocemente diramandosi nel tessuto cerebrale.<br \/>\n\u201cIo\u2026 sono un uomo importante\u2026 ho tante donne, tanti soldi\u2026 io sono ricco\u2026 ricco\u2026 dio\u2026 sono un dio\u2026 sono una luce\u2026 sono quella luceeeee\u2026\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Il Valhalla della Narrativa ha ricevuto scorte di puntini per i prossimi duemila anni, grazie al solerte invio di generazioni di principianti. Si consiglia la prossima volta di inviare scatole di barrette Mars (P.S. Dick ha chiesto un vibratore nuovo visto che Heinlein non gli ha pi\u00f9 restituito il suo).<\/p>\n<h2>L&#8217;incontro<\/h2>\n<p>Prima frase:<\/p>\n<blockquote><p>In un grigio cielo, avvolto da pesanti e scure nubi, si muoveva un&#8217;aeronave rosso sangue.<\/p><\/blockquote>\n<p>Grigio. Pesanti. Scure. Rosso.<br \/>\nQuattro aggettivi per sedici parole, inclusi articoli, congiunzioni e preposizioni: aggettivazione al 25%.<br \/>\nAggettivi inutili: o tieni il cielo grigio (perch\u00e9 ovviamente ci sono le nubi) o dici che ci sono le nubi scure (e difficilmente sembreranno meno che pesanti, se sono scure e cariche d&#8217;acqua). Una <del>minzione<\/del> menzione speciale per l&#8217;aeronave &#8220;rosso sangue&#8221;: deve esserci voluto parecchio per trovare un modo di definire il rosso cos\u00ec innovativo e originale. Ti darei la mano, ma ho appena pisciato e non me le so&#8230; <em>qua la mano, complimenti vivissimi!<\/em> ^_^<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>V-Vegeta, quanti aggettivi ci sono ora?<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11989 aligncenter\" title=\"aggettivi_oltre_20percento\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/aggettivi_oltre_20percento.gif\" alt=\"\" width=\"396\" height=\"370\" \/><\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Parte con clich\u00e9 e banalit\u00e0 per poi seppellirci sotto tonnellate di info inutili che fanno background. Inutile riportarle, potete leggervelo da soli.<br \/>\nNon \u00e8 narrativa. Cerca solo di assomigliarci.<\/p>\n<h2>Manoscritto trovato su un&#8217;aeromobile precipitata<\/h2>\n<p>Troppe info inutili e troppo background. Viola il basilare precetto narrativo che quello che va scritto \u00e8 ci\u00f2 che succede &#8220;Qui &amp; Ora&#8221; e non eventi precedenti riassunti e ricordati dal protagonista. Se gli eventi sono cos\u00ec importanti da essere la vera storia, si parli di quelli. Se il racconto non sta in piedi senza quegli eventi, si scriva un romanzo che parte da quegli eventi e arriva al finale mostrato nel racconto, senza dover riassumere tutto. &#8220;Qui &amp; Ora&#8221;, non mi pare difficile.<\/p>\n<p>Il racconto \u00e8 buggato fin dalla struttura e non si fa mancare altri difetti. Quando si arriva al vero contenuto del racconto, questo \u00e8 spesso riassunto e raccontato.<\/p>\n<blockquote><p>Arrivo silenzioso, dal cielo, in una notte senza luna. Invisibile e silenzioso. Si accorgono di me solo quando ho la mia lama alla loro gola. Troppo tardi.<br \/>\nElimino le guardie, silenziosamente, con il mio coltello. Letale, mi aggiro per i corridoi vuoti e tetri del palazzo. Mi muovo lentamente, in maniera sistematica, senza lasciarmi sfuggire angoli bui o salette laterali, esplorando una a una le sale del palazzo, dal tetto dove ho ancorato l&#8217;Eudora fino al sottosuolo dove so Costanza essere prigioniera.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tutto scorre liscio, non c&#8217;\u00e8 tensione, non c&#8217;\u00e8 reale conflitto.<br \/>\n<em>\u00c8 il riassunto di un racconto unito al concept di un romanzo.<\/em><br \/>\nMi spiace dirlo perch\u00e9 l&#8217;autore mi sta simpatico, ma questa non \u00e8 narrativa.<\/p>\n<h2>Si vis pacem&#8230;<\/h2>\n<blockquote><p>Il cargo attracc\u00f2 al porto dopo molte settimane di viaggio.<\/p><\/blockquote>\n<p>Irrilevante per la storia. Basta che attracchi ora. Tagliare.<\/p>\n<blockquote><p>Nonostante il motore della nave fosse stato arrestato prima di entrare nell&#8217;insenatura, la gigantesca ruota da sessanta pale di bronzo al tungsteno impieg\u00f2 almeno un quarto d&#8217;ora prima di fermarsi completamente. Dodici volani accoppiati modello Junkers-Graf l\u2019avevano mantenuta in movimento fino ad allora.<br \/>\nIl Duca di Brandeburgo, Conestabile del Regno, attendeva la nave e quindi il suo carico, gi\u00e0 da alcune ore. Era rimasto a scrutare l&#8217;imbocco del porto incurante del gelido vento che soffiava impietoso dal Baltico. Aveva rifiutato pi\u00f9 volte un\u2019impronunciabile e forse imbevibile acquavite polacca offertagli dal responsabile del molo, un tarchiato e goffo Sottufficiale da sempre vissuto in Pomerania.<\/p><\/blockquote>\n<p>Se il Duca \u00e8 il POV, tutto il primo pezzo si pu\u00f2 tagliare. Meglio partire col Duca, dando quel minimo di background sull&#8217;attesa e basta. Un esempio di correzioni minimaliste:<\/p>\n<blockquote><p>Il Duca di Brandeburgo, Conestabile del Regno, attendeva la nave <del>e quindi il suo carico, <\/del>gi\u00e0 da alcune ore. Era rimasto a scrutare l&#8217;imbocco del porto, incurante del <del>gelido<\/del> vento <del>che soffiava impietoso dal Baltico<\/del>. Aveva rifiutato pi\u00f9 volte un\u2019impronunciabile <del>e forse imbevibile<\/del> acquavite polacca offertagli dal responsabile del molo, un tarchiato <del>e goffo<\/del> Sottufficiale<del> da sempre vissuto in Pomerania<\/del>.<\/p><\/blockquote>\n<p>O si tiene questo riassunto come impostazione dell&#8217;inizio oppure si rif\u00e0 tutto col POV del Duca, evitando il background minimo. Io eviterei a priori il background minimo ogni volta che si pu\u00f2: se il filtro del POV \u00e8 meglio, che lo si usi. Non ha senso fare le prime righe di un testo meno bene di come si potrebbe. In realt\u00e0 andando avanti a leggere non c&#8217;\u00e8 un vero POV nella scena iniziale: il Narratore impera, seduto su un sacco di patate, con lo scettro della sciatteria saldo nel pugno.<br \/>\nE se gli gira fa un&#8217;incursione nella testa di qualcuno:<\/p>\n<blockquote><p>&#8211; <em>La merce deve essere molto preziosa per richiedere il suo disturbo<\/em> &#8211; aggiunse il Sottufficiale con l\u2019intento di conquistarsi sia la benevolenza del superiore che notizie utili per eventuali capovolgimenti di fronte.<\/p><\/blockquote>\n<p>Grazie per essere balzato nella testa del pomerano per spiegarci i suoi intenti: peccato solo che dei suoi intenti non ci possa fregare di meno (e i lettori non sono <del>fan di Licia<\/del> scemi per cui lo capiscono da soli che un simile linguaggio da lecchino implica il voler leccare il culone del Duca).<\/p>\n<p>Commentare ci\u00f2 che si commenta da solo, assieme all&#8217;abbondanza di informazioni inutili, \u00e8 tra gli elementi caratteristici dell&#8217;opera:<\/p>\n<blockquote><p>Agli alloggiamenti dell\u2019equipaggio non era stata destinata alcuna comodit\u00e0, ma questa era la regola nelle navi mercantili di grande stazza. Le brande dei fuochisti erano posizionate sui depositi di carbone mentre gli alloggi dei macchinisti, degli idraulici e dei vaporisti, erano a ridosso della sala macchine, in balia del caldo opprimente ed del frastuono assordante che si sprigionava dai motori d\u2019ultima generazione, alimentati a carbone minerale e scarti di oli vegetali.<\/p><\/blockquote>\n<p>Se l&#8217;equipaggio dorme in brande sui depositi di carbone o &#8220;in balia del caldo opprimente ed del frastuono assordante&#8221;, penso che il lettore lo possa capire da solo che &#8220;agli alloggiamenti dell\u2019equipaggio non era stata destinata alcuna comodit\u00e0&#8221;, no? Nihal piange disperata, <em>perch\u00e9 \u00e8 triste&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Comincia con una scena. Prosegue con un&#8217;altra. Poi si passa a un altro POV ancora. Ci sono i conigli, ma vabb\u00e9, prima c&#8217;erano le macchine prussiane (e quindi?). Tutti muoiono e un nuovo POV ancora, da qualche parte tra i carri dei rifornimenti, osserva la strage.<br \/>\nFinisce con una morale trita sull&#8217;evoluzione degli orrori della guerra e con un abuso Molto Italiano di aggettivi a caso:<\/p>\n<blockquote><p>Quello che trovarono i soldati della colonna logistica quando arrivarono al campo, fu l&#8217;orrore assoluto.<br \/>\nL&#8217;esercito prussiano, dopo essersi nutrito per giorni con cibo contaminato da un virus innaturale e implacabile, moriva rapidamente flagellato da un nuovo modo di combattere la guerra che, nel giro di pochi giorni, aveva sopppiantato le pur moderne tecniche belliche. Un sistema poco selettivo che avrebbe irretito l&#8217;umanit\u00e0 imponendo nuove regole.<br \/>\nSe vuoi la pace, prepara la guerra.<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8220;L&#8217;orrore assoluto&#8221;, quello dell&#8217;uomo posto di fronte a una transumanza senza greggi. Cose che l&#8217;umanit\u00e0 non dovrebbe conoscere.<br \/>\nMancano i graffiti osceni, blasfemi, oscuri e quello-che-era degli horror per bambini editi da Mondadori.<\/p>\n<p>Neanche questa \u00e8 narrativa.<br \/>\nNon \u00e8 l&#8217;evoluzione di un personaggio che affronta ostacoli, sia interiori che fisici, per raggiungere un obiettivo, il tutto secondo un filo conduttore riconoscibile detto &#8220;premise&#8221;.<\/p>\n<h2>Coniglio con patate<\/h2>\n<p>La storia non era neanche troppo brutta, giusto i soliti errori, ma il finale \u00e8 veramente scemo, buttato alla cavolo.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 bisogno di ulteriori commenti (a parte che i fucili tesla nel 1870, quando Nikola Tesla ha appena compiuto 14 anni, sono un tantinello precoci). Il coniglio aveva un suo ruolo, ma non c&#8217;era alcun elemento veramente conigliesco (l&#8217;estetica del coniglio): una volta cotto e imbottito di esplosivo, tanto valeva che fosse un pollo o un tacchino. Un piccolo consiglio: meglio scandire i dialoghi con dei simpatici accapo invece di mettere tutte le battute una in fila all&#8217;altra sulla stessa riga.<\/p>\n<p>Non merita commenti ulteriori.<\/p>\n<h2>Appuntamento col destino<\/h2>\n<p>Il problema principale dell&#8217;inizio del racconto \u00e8 la voglia di usare termini diversi per indicare gli stessi personaggi e introdurli a sorpresa senza averli mostrati prima. Si comincia con solo il mercenario, poi appare la ragazzina cos\u00ec, come se fosse sempre stata l\u00ec. E poi gli altri, presentati in modo confuso nel corso dell&#8217;azione (il guerriero col demone diventa &#8220;la figura accanto all&#8217;uomo rettile&#8221;). L&#8217;imprecisione domina l&#8217;opera anche in dettagli di poco conto che impediscono una visualizzazione delle scene sempre soddisfacente, ad esempio quando Angelica prende &#8220;l&#8217;arma di precisione&#8221;: non \u00e8 pi\u00f9 semplice dire che \u00e8 un fucile?<br \/>\nSarebbe meglio usare il POV di Alexandr per tutto il tempo, passando ad Angelica solo quando necessario (nell&#8217;ultima scena, ad esempio). Come sempre usare il POV risolve ogni problema possibile: Alexandr conosce i suoi compagni, non pu\u00f2 per definizione usare termini vaghi o giri di parole per descriverli, come farebbe invece uno sconosciuto. E si eviterebbero scene con il Narratore Epilettico che ci mostra cose a caso, senza rimanere fermo in un posto:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSono tutti qui.\u00bb comunic\u00f2 agli altri. Parlava nella trasmittente all\u2019interno della maschera; tutti ricevettero la segnalazione.<\/p><\/blockquote>\n<p>Esattamente quale POV, a parte il narratore onnisciente, pu\u00f2 sapere che tutti hanno ricevuto la comunicazione?<\/p>\n<blockquote><p>Le pallottole si incagliarono nella schermatura. Il britannico alla guida accenn\u00f2 un sorriso soddisfatto. Poi sgran\u00f2 gli occhi.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 Finn che vede questo o il Narratore? A che distanza \u00e8 per vedere cos\u00ec bene il volto del britannico dopo aver conficcato un&#8217;orgia di proiettili nel vetro dell&#8217;esoscheletro? Gli ha sparato a bruciapelo? Non sembravano cos\u00ec vicini da come era costruita la scena e bastano pochi metri per non vedere dettagli insignificanti (e che essendo tali non meritano attenzione) nel pieno dello scontro. Il lettore non dovrebbe mai avere dubbi sulla scena (e comunque che ci facciamo col POV di Finn all&#8217;improvviso?).<\/p>\n<p>Passiamo oltre.<br \/>\nI gerundi (barbara popolazione nomade dell&#8217;Asia) fanno ancora vittime:<\/p>\n<blockquote><p>La terra inizi\u00f2 a tremare. Alexandr afferr\u00f2 la ragazzina per una spalla e la spinse dietro la propria schiena imbracciando il fucile;<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;afferra per una spalla e la spinge dietro di s\u00e9 (ok) mentre simultaneamente imbraccia il fucile, ovvero lo porta in posizione di tiro contro la spalla, fattibile in modo utile solo disponendo della mano di sostegno oltre che di quella sul calcio? Sarebbe meglio prima spingere Angelica indietro, con una mossa rapida che la fa cadere in ginocchio, e poi piantarsi il calcio del fucile contro la spalla.<\/p>\n<p>Comunque l&#8217;opera non mi dispiaceva. Finch\u00e9 sembrava un avvenimento localizzato nella zona di <em>Pripjat\u2019<\/em> avevo buone prospettive di considerarlo tra i lavorabili in previsione dell&#8217;inserimento nell&#8217;antologia. I personaggi mi piacevano, le scene d&#8217;azione c&#8217;erano, il tutto aveva un buon sapore Steampunk Fantasy. Il problema \u00e8 che dopo parte per la tangente e si vede che la storia \u00e8 troppo ampia per i limiti del racconto. Pare il concept di un romanzo, con scene abbozzate da cui partire per sviluppare la vera opera, non un racconto completo in s\u00e9.<br \/>\nPeccato.<\/p>\n<h2>Squadra Speciale 0<\/h2>\n<p>Finalmente un errore nuovo. Era ora! Il racconto comincia con un dialogo bello lungo, senza alcuna azione, nessuna descrizione minima dell&#8217;ambiente, nessuna possibilit\u00e0 di visualizzare i personaggi. Alcuni italioti, ad esempio una famosa Troll di FantasyMestizia, usano la definizione di &#8220;Teste Parlanti\/Galleggianti&#8221;. Come capita regolarmente nella lingua italiana, ad esempio con la parola &#8220;focalizzazione&#8221; parlando della questione del POV, le definizioni hanno nomi che in s\u00e9 confondono le idee invece di aiutare la comprensione.<br \/>\n&#8220;Teste Parlanti&#8221; \u00e8 un nome cretino perch\u00e9 fa immaginare qualcosa di visivo: teste senza corpo che parlano. In <em>Futurama<\/em> non sarebbe neppure troppo strano un dialogo tra Teste Parlanti. Peccato che in realt\u00e0 non vediamo nemmeno delle teste: non vediamo niente.<br \/>\nIo preferisco chiamarlo con un nome che indichi quello che \u00e8: <em>Voci nel Vuoto<\/em>. Niente sfondo, niente personaggi, solo Voci.<\/p>\n<p>Dopo un inizio cos\u00ec si lancia nell&#8217;errore opposto: muri di testo senza dialoghi. Con info inutili a piacere e una pioggia dorata di avverbi (e tripli punti esclamativi e &#8220;?!&#8221; di dubbia utilit\u00e0). Avevo fornito dei consigli all&#8217;autore con la versione precedente del racconto, molto diversa, ma la situazione non \u00e8 migliorata granch\u00e9. I consigli precedenti rimangono validi. Il consiglio di leggere gli articoli di Gamberetta diventa un imperativo categorico.<br \/>\nBuona fortuna.<\/p>\n<h2>Kaninen<\/h2>\n<p>Una delle opere che ha torturato maggiormente la mia lettura. Quasi quanto le prime pagine di <em>Oggetto d&#8217;Amore<\/em>. La cosa migliore che si pu\u00f2 dire \u00e8 che il tavolo da gioco di Strategia \u00e8 un&#8217;idea simpatica. Fine. Sulle cose negative da dire c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di sbizzarrirsi, ma una ridottissima selezione dovr\u00e0 bastare visto che non ho n\u00e9 voglia n\u00e9 tempo di maltrattare il racconto:<\/p>\n<blockquote><p>Marvin si riprese quando l&#8217;acqua gli era ormai arrivata alla vita. Non aveva un granch\u00e8 idea di dove si trovasse, ma era sicuramente un posto scomodo, pieno di spigoli. E c&#8217;era acqua. Tanta acqua.<br \/>\nSenza ancora aprire gli occhi cominci\u00f2 a tastarsi intorno. Pietra. Scaloni di pietra viscidi. Scaloni di pietra viscidi di alghe.<br \/>\nOrgoglioso di quello che era riuscito a capire con quel minimo di sforzo, Marvin si concesse qualche minuto di riposo congratulatorio.<\/p><\/blockquote>\n<p>Se i personaggi vanno valutati in base a quanto l&#8217;autore ci dice di loro, mettendoli in mostra, possiamo affermare senza errore che Marvin, &#8220;orgoglioso di quello che era riuscito a capire con quel minimo di sforzo&#8221;, \u00e8 un ritardato<em><sup><a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2011\/04\/06\/raccolta-dei-racconti-steampunk\/#comment-27517\">[Nota Extra]<\/a><\/sup><\/em>.<\/p>\n<blockquote><p>Marvin aveva conosciuto Arturo Einaudi la prima volta quando era stato avvicinato dalla madre,<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 davvero necessario precisare &#8220;la prima volta&#8221;. Si conoscono le persone pi\u00f9 di una volta? Forse si intendeva &#8220;incontrato la prima volta&#8221; (che \u00e8 ci\u00f2 che sta dietro il &#8220;conosciuto&#8221;)?<\/p>\n<p>E chi si priverebbe mai delle gioie di un doppio avverbio?<\/p>\n<blockquote><p>non aveva pi\u00f9 la forza di stargli dietro personalmente, specialmente da quando, qualche mese prima, si era gettato nella musica.<\/p><\/blockquote>\n<p>Sublime.<\/p>\n<p>L&#8217;editor di maggior successo in Italia, l&#8217;Agenzia Letteraria U.C.A.S. vista prima, ha revisionato con attenzione anche questo racconto, donandoci perle come:<\/p>\n<blockquote><p>si ritrov\u00f2 ad accettare l&#8217;incarico<\/p><\/blockquote>\n<p>Perch\u00e9 evidentemente &#8220;accett\u00f2 l&#8217;incarico&#8221; \u00e8 troppo semplice.<\/p>\n<p>L&#8217;impressione finale, analizzando la mole di errori che infesta ogni frase, \u00e8 che l&#8217;autore abbia pensato che stessi scherzando quando ho detto di leggere i manuali e gli articoli di Gamberetta. Qualcosa del tipo &#8220;Duca, ho tolto tutti gli avverbi di modo, ridotto gli aggettivi e usato un POV sensato! Che faticaccia!&#8221; &#8211; &#8220;Sorpresa: sei su candid camera!&#8221;. No, non stavo scherzando.<\/p>\n<h2>L1L0<\/h2>\n<p>Questo era un racconto che sembrava partire molto male, per via del tono e della voce molto caratteristica del POV, ma poi si capisce il motivo e ci si pu\u00f2 godere lo strambo personaggio principale: un automa da guerra la cui personalit\u00e0 \u00e8 basata sull&#8217;umorismo ebraico, unico modo per evitare che si suicidi dopo aver constatato di essere composto da &#8220;tre cervelli di scimmia e un bollitore&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;ho trovato molto simpatico e coglie bene lo spirito demente dello Steampunk originale. Per gli errori vedr\u00f2 direttamente con l&#8217;autore.<\/p>\n<h2>Sogni a vapore<\/h2>\n<p>Tralasciando gli errori pi\u00f9 semplici, il problema di questo racconto \u00e8 che non \u00e8 un racconto. Non lo \u00e8 perch\u00e9 la protagonista non affronta davvero delle sfide, non supera davvero degli ostacoli e non ha nemmeno un obiettivo vero se non trascinarsi dalla situazione iniziale e quella che, pi\u00f9 che finale, sembra intermedia in attesa dello svolgimento della vera storia (che non c&#8217;\u00e8).<\/p>\n<p>Vuole scappare di casa? Nessun problema. Il fratello potrebbe fermarla, possibile conflitto fisico o psicologico? No, non ci prova nemmeno (perfino la protagonista se ne stupisce, figuriamoci il lettore). Dorme fuori casa, su un albero? Ovviamente nessun incidente: n\u00e9 poliziotti di ronda n\u00e9 malintenzionati. Poi decide che vuole lavorare in un fabbrica di <em>robba<\/em> meccanica perch\u00e9 adora le meccanica. Nessun problema, \u00e8 assunta, sulla fiducia e con un nome falso. Si prendono pure cura del coniglietto mentre \u00e8 al lavoro il primo giorno!<br \/>\nDov&#8217;\u00e8 la storia? Dov&#8217;\u00e8 il conflitto? Dov&#8217;\u00e8 la sofferenza del protagonista che viene preso a calci in culo fino all&#8217;ultima scena, quando trionfa e lo mette nel sedere a tutti?<\/p>\n<p>In pi\u00f9, molto fastidioso, la protagonista parla pi\u00f9 volte direttamente ai lettori. Come se lasciasse la scena montata sul palco, si sporgesse verso il pubblico e commentasse. Questo annienta la possibilit\u00e0 di immaginare la vicenda come reale.<\/p>\n<p>Comunque poteva essere peggio: \u00e8 scorrevole e la lettura non \u00e8 stata odiosa e dolorosa come con altri testi.<\/p>\n<h2>Saltellando verso Est<\/h2>\n<p>Ci sono dirigibili carichi di elio infiammabili come se fossero carichi di idrogeno. Conigli giganti (un po&#8217; particolari, come si scopre nel finale) con il pelo di cotone e una maschera in faccia. Avvenimenti con poco senso, in un&#8217;ambientazione surreale. Umorismo che non fa ridere, vista la depressione venuta leggendo:<\/p>\n<blockquote><p>Il rugoso ometto fece segno alla Padrona di chinarsi: quando l\u2019ebbe fatto, lui si sporse sulle punte dei piedi (era DAVVERO basso) infilati in un paio di leggerissimi sandali e mormor\u00f2, o perlomeno cos\u00ec pareva voler fare, nonostante la sua voce echeggiasse in maniera poco dissimile da poco prima.<br \/>\n\u00ab Sa cosa vuol dire scambiare un cactus per la propria moglie in lingerie? Non \u00e8 una bella cosa. \u00bb<br \/>\nAltro segnale vocale: questa volta i coloni portarono ciascuno una mano nella zona inguinale, contraendo il volto in una smorfia.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il narratore che parla al lettore:<\/p>\n<blockquote><p>Ora, vi starete chiedendo dove, in tutta codesta vicenda, si trovi l\u2019esempio a cui mi ero inizialmente riferito. I meno smemorati di voi rimembreranno sicuramente la menzione della pericolosit\u00e0 dei dirigibili menzionata qualche paragrafo prima, nevvero?<\/p><\/blockquote>\n<p>Descrizioni dal sapore liciano:<\/p>\n<blockquote><p>Le tre pulci recavano ognuna sul dorso una sorta di caldaia da cui sporgevano vari tubi, legata al ventre dell&#8217;insetto tramite cinghie in cuoio.<\/p><\/blockquote>\n<p>Contempliamo lo splendore dell&#8217;originale liciano:<\/p>\n<blockquote><p>Era una sorta di castello piuttosto massiccio, fatto di pietroni squadrati, che si sviluppava interamente sul ciglio di un&#8217;immensa cascata.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non ci siamo ancora, ma manca poco.<\/p>\n<p>Non mancano nemmeno le raffinate citazioni&#8230;<\/p>\n<blockquote><p>Io ne ho viste di cose che voi comuni borghesi di citt\u00e0 non potreste immaginarvi: navi a vapore salpare dai porti della cornovaglia, e il metallo delle macchine luccicare nel buio nelle fabbriche dell&#8217;East Side&#8230; Ma animali che saltano cos\u00ec in alto, non ne avevo mai visti.<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8230; da Blade Runner, come se dovessero far ridere.<\/p>\n<blockquote><p>I&#8217;ve seen things you people wouldn&#8217;t believe. Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I&#8217;ve watched c-beams glitter in the dark near the Tannh\u00e4user Gate. All those &#8230; moments will be lost in time, like tears&#8230;in rain.<\/p><\/blockquote>\n<p>Forse era meglio concentrarsi sullo scrivere una storia decente in modo decente. Anche qui i conflitti sono pressoch\u00e9 inesistenti e la storia \u00e8 una sequenza di scene che non sembrano fatte per stare nella stessa opera.<\/p>\n<h2>Lowres<\/h2>\n<p>Racconto cyberpunk con un insignificante elemento dal sapore steampunk. \u00c8 l\u00ec giusto per chi vuole darci un&#8217;occhiata. Magari la storia a qualcuno pu\u00f2 piacere.<\/p>\n<h2>Tea Machine<\/h2>\n<p>L&#8217;idea della gara di Tennis (circa) \u00e8 stupida. Il modo in cui si sviluppa, con entrambe le fazioni che barano ecc&#8230; \u00e8 banale e raffazzonata. Le info inutili non mancano, sia descritte che pronunciate dai personaggi:<\/p>\n<blockquote><p>\u2014 Potrebbero bastare \u2014 rilev\u00f2 Wingfield. \u2013 I nostri carri pesano una volta e mezzo i loro e sono meglio armati. Cannoni Krupp da 120 e mitragliatrici Gatling.<\/p><\/blockquote>\n<p>Sanno gi\u00e0 come sono fatti i loro carri. Per piet\u00e0, tagliamo cose come &#8220;Cannoni Krupp da 120 e mitragliatrici Gatling&#8221;. Non servono alla storia, non significano niente per il lettore ed \u00e8 innaturale che vengano spiattellati cos\u00ec.<\/p>\n<blockquote><p>\u2014 Abbiamo anche ingente artiglieria ferroviaria, \u2013 prosegu\u00ec Lucan \u2014 ma il problema \u00e8 che siamo quasi tagliati fuori dai rifornimenti. Il carbone in polvere per i carri e i cavalli \u00e8 strettamente razionato, per non parlare delle munizioni, mentre quei dannati diavoli col colbacco hanno la grande madre Russia, appena alle loro spalle, che li foraggia in continuazione.<\/p><\/blockquote>\n<p>E un bel &#8220;<em>As you know, Bob<\/em>&#8221; proprio no?<\/p>\n<blockquote><p>Lucan inarc\u00f2 entrambe le sopracciglia.<br \/>\n\u2014 Un battipanni??!!<\/p><\/blockquote>\n<p>Grazie: fa sempre comodo della punteggiatura in pi\u00f9 nel Valhalla della Narrativa, ma avevamo detto prima che sarebbe meglio inviare delle barrette Mars. E Dick aspetta ancora il vibratore nuovo.<\/p>\n<p>Il finale \u00e8 un non finale, slegato come l&#8217;inizio dal resto della storia: Wingfield torna al suo alloggio e riesce a far funzionare la macchina che fa il t\u00e8. Gli resta solo da accendere il sigaro. E chissenefrega no?<\/p>\n<h2>Jocelyn<\/h2>\n<p>Non mi dice niente. Storia banale e poco credibile, con una nazione abituata al terrorismo che non fa nessun controllo significativo prima di far entrare un tizio (che poi \u00e8 perfino una donna con una bomba nel corpo) nonostante sappiano benissimo che il mondo \u00e8 zeppo di squinternati anarchici disposti al suicidio pure di far crollare lo scavo.<br \/>\nLe norme di sicurezza minime prevederebbero quantomeno di spogliare i nuovi assunti e disinfestarli prima di consegnare le nuove tute da lavoro (e basterebbe questo a scoprire che \u00e8 una donna con un orrendo impianto che le sporge dal torso), poi ficcargli due dita in culo come in carcere per controllare che non abbiano dentro un candelotto di dinamite. Invece niente. Non ha senso nemmeno che si porti una bomba nel corpo, per far saltare i depositi di esplosivi comodamente a portata di mano: bastava davvero un candelotto su per il culo (che ci vuole?) visto che nessuno controlla un tubo. E sono a venti miglia dalla pi\u00f9 vicina &#8220;presa d&#8217;aria&#8221;, come viene fatto notare, a scavare il tunnel sotto la Manica in condizioni di vita estreme e misure di sicurezza (per il cantiere, non per gli operai) che non possono che essere massime.<\/p>\n<p>Vabb\u00e9, guardiamo un paio di frasi.<\/p>\n<blockquote><p>Sento gli operai che discutono tra loro e soprattutto sento l\u2019incessante scavare delle trivelle. Sono come grosse talpe che divorano la terra e la risputano insieme ai soffocanti sbuffi di vapore e fumo. Le fornaci che le alimentano sembrano ruggire fameliche e insaziabili e riscaldano l\u2019aria rendendola soffocante. L\u2019aria non basta mai qua sotto.<\/p><\/blockquote>\n<p>Qualcosa cos\u00ec, levando i dettagli inutili ma senza stravolgere il brano:<\/p>\n<blockquote><p>Il frastuono delle trivelle non cessa mai. Grosse talpe che divorano la terra e la risputano assieme a sbuffi di fumo. Le loro fornaci ruggiscono e rendono l&#8217;aria bollente.<\/p><\/blockquote>\n<p>Andiamo al finale:<\/p>\n<blockquote><p>Anche il quarto bottone si slaccia e ora posso aprire la camicia, posso mostrargli ci\u00f2 che sono diventata.<br \/>\nL\u2019ufficiale guarda e inorridisce. Vedo il terrore e il disgusto nei suoi occhi.<br \/>\nPerch\u00e9 ora sta osservando il mio ventre, solcato da una profonda cicatrice verticale e sta osservando l\u2019ingranaggio metallico che sporge dalla mia pelle. Sta guardando la macchina.<br \/>\nQuello che i suoi occhi non vedono sono le quattro libbre di dinamite che covo dentro al mio corpo, come una madre amorevole.<\/p><\/blockquote>\n<p>Che potrebbe diventare una cosa cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>Slaccio il quarto bottone e apro la camicia.<br \/>\n&#8220;Per Dio&#8230;&#8221; l&#8217;ufficiale indietreggia di mezzo passo. Il revolver gli trema nella mano.<br \/>\nUna cicatrice slabbrata mi taglia in due il ventre. Un ingranaggio sporge dalla carne viva unta di pus. Puzza di putrefazione.<br \/>\nVedo il disgusto negli occhi dell&#8217;ufficiale. Ma quello che i suoi occhi non vedono \u00e8 che sono incinta di quattro libbre di dinamite.<\/p><\/blockquote>\n<p>Fanno ancora schifo le frasi. Sarebbe meglio ripensare tutte le scene invece di aggiustare a cavolo quelle esistenti. Aggiustare a cavolo non funziona: la roba brutta rimane brutta. Solo una riscrittura, ripensando ogni dettaglio da zero, la migliora per davvero.<\/p>\n<p>Velo pietoso su una ditta che si chiama <em>Metal &amp; Steam<\/em>.<br \/>\nE non mancano ovviamente le info inutili per spiegare gli eventi passati.<\/p>\n<h2>Il varco<\/h2>\n<blockquote><p>Quando ricevetti quella missiva, pensai subito ad uno scherzo. Non vi era il mittente sulla busta, solo il mio nome e l&#8217;indirizzo. Lo trovai strano, ma non gli diedi troppa importanza: l&#8217;archiviai tra le altre carte e non ci pensai pi\u00f9.<\/p>\n<p>Io non sono un uomo fantasioso e non credo al caso&#8230; Preferisco chiamarle coincidenze. Tuttavia, quella sera avvert\u00ec qualcosa di strano.<\/p>\n<p>Stavo sfogliando pigramente &#8220;La macchina del tempo\u201d di Wells, quando lo sguardo mi cadde sulla lettera; si trovava in cima ad una pila di documenti. La osservai a lungo e infine mi decisi e la aprii. Non riconobbi subito la scrittura, ma dopo aver preso confidenza con quella strana calligrafia riemersero nella mia mente ricordi sepolti ormai da tempo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ricordate cosa ho detto sulle info inutili e sugli incipit? Snelliamolo.<\/p>\n<blockquote><p><del>Quando ricevetti quella missiva, pensai subito ad uno scherzo. Non vi era il mittente sulla busta, solo il mio nome e l&#8217;indirizzo. Lo trovai strano, ma non gli diedi troppa importanza: l&#8217;archiviai tra le altre carte e non ci pensai pi\u00f9.<\/del><\/p>\n<p>Io non sono un uomo fantasioso e non credo al caso&#8230; Preferisco chiamarle coincidenze. Tuttavia, quella sera avvert\u00ec qualcosa di strano.<\/p>\n<p>Stavo sfogliando <del>pigramente<\/del> &#8220;La macchina del tempo\u201d di Wells, quando lo sguardo mi cadde sulla lettera in cima a<del>d<\/del> una pila di documenti. <strong>L&#8217;avevo lasciata l\u00ec dalla mattina.<\/strong> <del>La osservai a lungo e infine mi decisi e <\/del>La aprii. Non riconobbi subito la scrittura, ma dopo aver preso confidenza con quella <del>strana<\/del> calligrafia riemersero nella mia mente ricordi sepolti <del>ormai<\/del> da tempo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Continua a fare schifo e rimane troppo narrato, ma le prime righe di background non si potevano proprio vedere.<\/p>\n<blockquote><p>Guardai l&#8217;orologio perplesso: erano le 23.35 del 26 agosto.<\/p><\/blockquote>\n<p>Chi \u00e8 perplesso, lui o l&#8217;orologio? Una virgola non ha mai ucciso nessuno.<\/p>\n<blockquote><p>Posai la lettera che ancora stringevo tra le mani sul tavolino di legno<\/p><\/blockquote>\n<p>Se non l&#8217;avesse ancora tra le mani come farebbe a posarla? E &#8220;tra le mani sul tavolino di legno&#8221; fa pensare che le mani siano sul tavolino di legno. Lo svantaggio delle lingue posizionali \u00e8 che bisogna fare un sforzo minimo per mettere le parole nell&#8217;ordine giusto: non basta spargerle in un ordine qualsiasi. Forse l&#8217;autore dovrebbe scrivere in una lingua basata sui casi, come il latino.<br \/>\nMessaggio urgente dal Valhalla della Narrativa: Virgilio protesta per la malsana l&#8217;idea.<\/p>\n<blockquote><p>Salii in carrozza aiutato da un giovanotto in vestito rosso, mi sistemai in uno scompartimento semi libero; assieme a me viaggiavano due donne e un reverendo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Lo scompartimento &#8220;semi-libero&#8221; non si pu\u00f2 vedere. Qui si fa a gara con Rocca.<\/p>\n<p>Un enorme WTF sul fatto che il protagonista non sappia nemmeno quanto dovrebbe impiegare per arrivare a destinazione il treno su cui sta viaggiando. L&#8217;astuto autore immagina che lo stupore di scoprire di essere arrivati in 45 minuti invece che in 2 ore sia una buona idea per mostrare la potenza del Carbonitro. No, fa solo sembrare il protagonista deficiente: non si \u00e8 informato prima di comprare il biglietto su orari di partenza e di arrivo? Non ha visto da solo di star salendo su un nuovissimo treno a Carbonitro, che sicuramente sar\u00e0 sponsorizzato come da noi il Freccia Rossa?<\/p>\n<blockquote><p>Diamine, aveva la mia stessa et\u00e0, ma sembrava che si fosse addosato sulle spalle tutto il peso del mondo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il Valhalla della Narrativa ringrazia per la frase fatta inviata, ma ricorda che stanno ancora aspettando la scatola di barrette Mars. E il vibratore.<\/p>\n<p>A parte la bellezza dello stile e l&#8217;intelligenza del protagonista, l&#8217;opera \u00e8 apprezzabile anche per la precisione maniacale nei dettagli:<\/p>\n<blockquote><p>-Ancora una porta-mi disse a bassa voce. La porta in questione distava da noi circa 10 metri<\/p><\/blockquote>\n<p>Metri. Non iarde. Ha proprio scritto metri.<br \/>\nLo devo interpretare come una retrofuturistica vittoria del Sistema Metrico su quei barbari senza Dio di inglesi e statunitensi? O una raffinata presa di posizione meta-narrativa sul diritto per il lettore di leggere unit\u00e0 di misura comprensibili al volo, e quindi trasparenti, invece di folcloristici <em>babbling<\/em> senza significato per i pi\u00f9 (pollici, iarde, stadi, piedi, galloni&#8230;)? Posizione che sarebbe anche condivisibile, se non fosse che se uno scrive bene non ha quasi mai bisogno di fare paragoni riferiti alle unit\u00e0 di misura (si veda l&#8217;articolo sul <a href=\"http:\/\/fantasy.gamberi.org\/2010\/11\/18\/manuali-3-mostrare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Mostrare<\/a>) per cui il problema NON si pone.<\/p>\n<h2>Risiko<\/h2>\n<p>Il problema pi\u00f9 grave del testo \u00e8 l&#8217;assenza di credibilit\u00e0 dei dialoghi. Come spiegato in lungo e in largo in pi\u00f9 sedi, ogni volta che si parla di dialoghi, esce il problema delle parolacce. Le parolacce devono suonare credibili e venire localizzate tenendo conto dell&#8217;economia complessiva dei dialoghi. Spiegandolo in modo molto semplice: i dialoghi che uno legge sono TUTTI i dialoghi esistenti nel mondo narrativo. Punto. Se i personaggi dicono &#8220;cazzo&#8221; ogni quattro parole, viene fuori un mondo in cui il 25% delle parole pronunciate \u00e8 &#8220;cazzo&#8221;. Questo non \u00e8 realistico: \u00e8 idiota. Se si sceglie di far parlare solo personaggi che vanno indicati come buzzurri e volgari, e nessun essere normale avr\u00e0 mai la parola, basta usare un numero molto ridotto di &#8220;cazzo&#8221; e &#8220;merda&#8221; per passare il significato.<\/p>\n<p>I dialoghi non sono veri dialoghi, sono approssimazioni narrative il cui scopo \u00e8 conseguire il risultato atteso. Punto. Nei dialoghi non si scrive &#8220;cio\u00e8&#8230; ah&#8230; tipo, capisci no? Ma daaaai che capisci. Cio\u00e8, dai, ma verameeente???&#8221; I 50 minuti di telefonata di quella cazzo di oca che mi sono sorbito per tutto il viaggio da Milano a Bergamo, la scorsa settimana, non sono un dialogo credibile nella narrativa. E almeno lei era una fighetta e spingeva il suo culetto caldo contro la mia coscia, rendendo meno intollerabile la propria esistenza. E allo stesso modo non sono credibili &#8220;merda&#8221;, &#8220;cazzo&#8221; ecc&#8230; messi a manciate nelle frasi.<br \/>\nQuelle frasi sono tutte le frasi pronunciate nell&#8217;universo narrativo e l&#8217;universo narrativo non credo sia una caserma in cui il 90% dei concetti si esprimono con &#8220;cazzo&#8221;, &#8220;fare&#8221;, &#8220;merda&#8221; e &#8220;coso&#8221;. A meno di non voler fare umorismo trash.<\/p>\n<p>In pi\u00f9 le parolacce sembrano inserite &#8220;tanto per&#8221;, in frasi che suonano molto pi\u00f9 credibili e naturali senza. Invece di dare l&#8217;idea di buzzurri a cui scappano spontanei insulti mentre parlano, sembra l&#8217;opera raffinata di chi inserisce a bella posa le parolacce perch\u00e9 si sente figo. Tipo un bambino di otto anni. E &#8220;maledizione&#8221;, che spopola nei dialoghi dei n00b (e qui lo otteniamo fin dalla prima battuta), non \u00e8 che sia cos\u00ec diffuso nel parlato.<\/p>\n<p>Non serve che le frasi assomiglino tutte a questa:<\/p>\n<blockquote><p>&#8211; Coglione! Ma che cazzo dici, eh? Ma sei fuori? Fottutissimo deficiente, lo sai cosa ci fanno i Pipes se ci beccano a parlare? Non dire cazzate, comunista del cazzo!<\/p><\/blockquote>\n<p>Basta anche una cosa pi\u00f9 soft, cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>&#8211; <del>Coglione! Ma che cazzo dici, eh? Ma sei fuori? Fottutissimo<\/del> Deficiente, lo sai cosa ci fanno i Pipes se ci beccano a parlare? <del>Non dire cazzate,<\/del> Comunista del cazzo!<\/p><\/blockquote>\n<p>Abbiamo un &#8220;cazzo&#8221; e un &#8220;deficiente&#8221; su 16 parole complessive. Un tasso di volgarit\u00e0 del 12,5%. Meglio rispetto al 20,68% precedente (6 su 29) e va considerato che i pezzi tagliati erano solo funzionali all&#8217;insulto, non &#8220;arricchiti dall&#8217;insulto&#8221;, per cui in realt\u00e0 pesano di pi\u00f9 nell&#8217;economia delle volgarit\u00e0 della battuta. E poi cazzo-cazzate-cazzo suonava male, sembrava una cantilena.<\/p>\n<p>Quindi oltre alla densit\u00e0 di insulti non credibile (ma che potrebbe appartenere a frasi volgari di per s\u00e9 credibili, prese una per una), il problema si estende alle <em>frasi dei dialoghi non credibili in s\u00e9<\/em>. Esistono molte persone che parlano come se stessero leggendo un brutto copione, ma questo non significa che sia una buona idea imitarle. I personaggi dovrebbero parlare meglio del primo fesso che passa, anche quando sono loro stessi dei fessi. <em>Finzione narrativa.<\/em><\/p>\n<p>Nemmeno il resto del testo \u00e8 particolarmente pulito. All&#8217;inizio la voglia di usare parole diverse per indicare le stesse persone porta a una visione confusionaria della scena, in cui prima ci sono &#8220;un altro inserviente&#8221; (rispetto a Giga che quindi \u00e8 catalogato dal suo stesso POV come inserviente? WTF!) e &#8220;un terzo&#8221;, poi uno diventa un generico &#8220;l&#8217;altro&#8221;, poi assieme diventano &#8220;gli altri due&#8221; (tutto per non ripetere &#8220;inservienti&#8221; o non rendere pi\u00f9 visive le scene), poi sono di punto in bianco solo &#8220;i due&#8221; e alla fine sono i &#8220;due portaferiti&#8221;. Ah, erano dei portaferiti veri e propri con tanto di lettiga. Chiamarli con un solo nome e tenerlo il pi\u00f9 possibile proprio no?<\/p>\n<p>Anche la scelta di rendere i pi\u00f9 sboccati e cialtroni due Giapponesi, in barba alle descrizioni di Barzini sul loro superformalismo ipocrita contrapposto alla sincera mancanza di buone maniere dei Russi, mi ha lasciato perplesso. Forse era meglio renderli due napoletani. Possibilmente ex-camorristi. Cos\u00ec, tanto per dire&#8230;<\/p>\n<p>La parte migliore del racconto \u00e8 questa:<\/p>\n<blockquote><p>&#8211; Oh certo, la nostra amatissima Vittoria \u00e9 una santissima vergine, immacolata da ottant&#8217;anni, e ci ama tutti come i suoi figli! Ma per favore, Jake! La Regina \u00e9 una stronza, basta pensare a cosa ha fatto fare agli indiani, pensi davvero che ci tratter\u00e1 meglio?<br \/>\n&#8211; Ma cosa c&#8217;entrano gli indiani? Le scimmie non contano, te lo sei dimenticato?<\/p><\/blockquote>\n<p>Seguito da<\/p>\n<blockquote><p>&#8211; [&#8230;] La guerra durer\u00e1 almeno altri vent&#8217;anni, e le scimmie non sono infinite. Vedrete, una volta finite le scimmie e i negri, manderanno noi e tutti i nostri figli al macello!<\/p><\/blockquote>\n<p>Amen, fratello.<\/p>\n<p>Tutti gli altri problemi che affliggono il testo, dalle info inutili alle incertezze del POV ecc&#8230; sono gi\u00e0 state trattate in abbondanza. Inutile ripetere. L&#8217;errore nuovo era quello sopra e ho dedicato gi\u00e0 il giusto spazio all&#8217;argomento. Aggiungo, giusto per completezza, che pi\u00f9 che una storia sembra una sequenza di scene non troppo ben collegate. Manca un vero filo conduttore che dia il senso dell&#8217;unit\u00e0 del racconto e del suo sviluppo attraverso conflitti e sviluppo dei personaggi.<br \/>\nPeccato<\/p>\n<h2>Cacciatore e preda<\/h2>\n<p>Pessimo. Il POV non \u00e8 credibile, invece di filtrare la realt\u00e0 con i suoi sensi tende a parlarcene rovinando qualsiasi cosa capiti a tiro. Lo stile \u00e8 dozzinale e incerto, afflitto da formule disfunzionali come<\/p>\n<blockquote><p>Cerco di annusare la preda, nonostante il carboniato e la distanza. \u00c8 il tipo giusto: femmina; abbastanza in salute; poco contaminata dal carboniato, ergo in citt\u00e0 da poco; giovane; alticcia quanto basta.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non si &#8220;cerca di annusare&#8221;: o si annusa o non si annusa.<\/p>\n<blockquote><p>\u00c8 a un metro da me.<br \/>\nPerch\u00e9 non la colpisco?<br \/>\nUn odore?<br \/>\nNo, un suono, ecco cosa cambia tutto.<br \/>\nAll\u2019improvviso il rombo del dirigibile si smorza a sufficienza da permettermi di sentire il borbottio di due motori a vapore, mischiato al sibilo e al tintinnio di arti a vapore.<\/p><\/blockquote>\n<p>C&#8217;\u00e8 davvero bisogno di domande retoriche?<br \/>\nMeglio limitarsi a dire quello che sente: il rombo che si smorza e il borbottio\/tintinnio dei due tipacci in arrivo. Usa il POV e basta. Perch\u00e9 sembra cos\u00ec difficile filtrare la realt\u00e0 con il POV? Il POV \u00e8 l&#8217;essenza stessa della vita che sperimentiamo tutti i giorni, non \u00e8 qualcosa che richieda studi particolarmente complessi per essere compreso nelle sue basi: \u00e8 solo buon senso.<\/p>\n<blockquote><p>Dal cortile sbucano due tizi, armi in pugno. Aggiungo anche io il mio contributo di paura all\u2019aria. Cacciatori. Scheiss.<br \/>\nChe il diavolo li prenda e li inculi tutti per l\u2019eternit\u00e0, per primi questi due!<br \/>\nCome sono fatti? Gli ho dato solo un\u2019occhiata, ma credo che li ricorder\u00f2 finch\u00e9 campo.<br \/>\nSedia-a-motore \u00e8 molto sovrappeso, ben vestito, completo verde scuro teso dal respiro trattenuto. Bei favoriti, biondi, adatti al faccione rubizzo e incazzoso, perfetti con l\u2019elegante cappello a cilindro. Dal punto in cui si troverebbero i piedi si alza un treppiede di metallo cromato.<\/p><\/blockquote>\n<p>Generiche &#8220;armi in pugno&#8221; (un rastrello e un coltello da formaggio? Una mitragliatrice e una katana?). Due frasi completamente inutili, con un bel &#8220;Come sono fatti? Gli ho dato solo un\u2019occhiata&#8221; che \u00e8 un bel <em>rivolgiamoci al lettore e vaffanculo la credibilit\u00e0 narrativa<\/em>. Infine descrizione statica, tipo quadro.<\/p>\n<blockquote><p>La mia preda sviene, gi\u00f9 a terra come un sacco di patate. Prevedibile.<br \/>\nE poi?<br \/>\nPoi due spari, quasi contemporanei, dalle due pistole, uno cos\u00ec forte da farmi ronzare le orecchie.<\/p><\/blockquote>\n<p>E poi? E poi un facepalm cos\u00ec forte da mandarmi K.O. e l&#8217;uso immediato di <a href=\"http:\/\/eraser.heidi.ie\/download.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Eraser<\/a> con pulizia Schneier a 7 passi per cancellare definitivamente il racconto dall&#8217;Hard Disk. Srsly (no, l&#8217;ho letto tutto prima di bonificare dall&#8217;infezione il mio povero Western Digital).<\/p>\n<p>Non \u00e8 questo il modo di scrivere. Non al di fuori della <em>Cricca del Fantasy Italiano<\/em> e di altre lobby dedite all&#8217;incesto e alla sodomia cinofila, perlomeno. Meglio imparare a scrivere meglio se si vogliono raccontare storie: la Cricca ha molti membri, ma la pubblicazione non \u00e8 cos\u00ec facile e la scalata nella gerarchia degli amyketti \u00e8 faticosa. Sforzo per sforzo, tanto vale spendere le proprie forze a studiare la scrittura.<br \/>\nC&#8217;erano racconti peggiori, ma NON \u00e8 salvabile senza un lavoro di riscrittura completo. Inutile tentare.<\/p>\n<h2>The Cog fo War<\/h2>\n<blockquote><p>Peter non si sentiva per nulla a suo agio. Non era riuscito a dormire pi\u00f9 di qualche ora, tramortito dal frastuono e dal calore; il suo abito di flanella era ridotto uno straccio, intriso di nerofumo e sudore. Stanco anche della lettura, abbandon\u00f2 il piccolo libro di cronache sulla panca e si arrischi\u00f2 a scostare la stuoia di vetiver dal finestrino.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;inizio. L&#8217;intenzione \u00e8 di dare prima un piccolo background per impostare la scena, fornendo dettagli non legati al &#8220;Qui &amp; Ora&#8221;, poi proseguire. Ok, non \u00e8 il mio metodo preferito, ma si pu\u00f2 fare. Facciamolo allora un pochettino meglio, levando le cose inutili.<\/p>\n<blockquote><p>Peter non era riuscito a dormire pi\u00f9 di qualche ora, tramortito dal frastuono e dal calore. L&#8217;abito di flanella era ridotto a uno straccio, intriso di nerofumo e sudore. Abbandon\u00f2 il piccolo libro di cronache sulla panca e scost\u00f2 la stuoia di vetiver dal finestrino.<\/p><\/blockquote>\n<p>Che scostarla sia un rischio (o comunque nessuno lo fa, da cui &#8220;arrischiarsi&#8221; a fare qualcosa di diverso) si capisce poco dopo.<br \/>\nAnche dopo si pu\u00f2 togliere l&#8217;eccedenza di parole:<\/p>\n<blockquote><p>Tra le sottili fessure della veneziana d\u2019acciaio iniziava a filtrare la luce; il paesaggio era monotono, pi\u00f9 prevedibile di un cronometro Hooke. Nulla pi\u00f9 che giungla, con variazioni di giungla e ancora giungla; con una spolverata di giungla e qualche chiazza marrone che poteva essere una capanna.<\/p><\/blockquote>\n<p>Che la veneziana sia d&#8217;acciaio non mi pare fondamentale. La luce che inizia a filtrare, ovvero la prima luce del giorno, immagino sia quella dell&#8217;alba. La monotonia della giungla si pu\u00f2 ottenere con solo due ripetizioni. La &#8220;prevedibilit\u00e0 di un cronometro Hooke&#8221; \u00e8 una porcata.<\/p>\n<blockquote><p>Tra le sottili fessure della veneziana filtrava la luce dell&#8217;alba. Il paesaggio era monotono, nulla pi\u00f9 che giungla e ancora giungla, con qualche chiazza marrone che poteva essere una capanna.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ho solo tolto parole inutili, conservando le frasi. Non \u00e8 un vero editing, \u00e8 solo una aggiustatina <em>soft<\/em> di fortuna in stile &#8220;caviamone il meno peggio prima che vada in stampa&#8230; Cristo, tra dieci ore! <em>Aaaaahhh, babba bia!<\/em>&#8220;. ^_^<\/p>\n<p>Come sempre si consiglia di cancellare l&#8217;ovvio e le frasi che raccontano qualcosa prima di mostrarlo:<\/p>\n<blockquote><p>La traversata si rivel\u00f2 estremamente faticosa, come risalire un fiume agitato.<\/p><\/blockquote>\n<p>Similitudine pi\u00f9 abusata di un bambino in mano ai preti. E frase inutile: dopo spieghi che Peter non ha il &#8220;passo da binari&#8221; per camminare tra i vagoni per cui si capisce benissimo che risalire il treno \u00e8 stata una fatica boia.<\/p>\n<blockquote><p>L\u2019atmosfera del nuovo vagone era totalmente diversa. L\u2019aria era assurdamente fresca, quasi fredda: le veneziane d\u2019acciaio erano accuratamente chiuse, lasciando filtrare poca luce rossastra. Una fila di lumi a gas occhieggiava dalle pareti coperte di cuoio.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non dire che l&#8217;atmosfera \u00e8 diversa: lo mostri dopo passando dall&#8217;aria infernale e fumosa dei precedenti vagoni all&#8217;aria fresca del nuovo vagone. Fai rabbrividire il tizio, fagli sentire l&#8217;aria fresca addosso ai vestiti zuppi di sudore. Magari un bello starnuto (lo infili dopo, ma puoi metterlo prima se preferisci). Inventati qualcosa da mostrare. Se stai alla canna del gas con le idee metti che \u00e8 fresca, ma almeno evita l'&#8221;assurdamente&#8221;. La luce rossa dalle veneziane non \u00e8 una vera novit\u00e0, perch\u00e9 sottolinearla? Meglio i lumi sulle pareti coperte di cuoio.<\/p>\n<blockquote><p>Poco mobilio: un tavolinetto basso, sul quale accanto a piatti e posate usati era stato ancorato il ricettacolo d\u2019ottone di un <em>huqqa<\/em>; una poltrona rivestita di pelle; un braciere colmo di carboni ardenti. Peter starnut\u00ec; il suo accompagnatore si accost\u00f2 alla porta, mettendosi sull\u2019attenti. Mentre i suoi occhi si abituavano alla penombra, Peter inizi\u00f2 a cogliere l&#8217;aspetto del suo ospite. Seduto su quella poltrona, nella zona pi\u00f9 buia del vagone, di lui erano visibili solo le mani;<\/p><\/blockquote>\n<p>Da rifare. Sembra strano solo a me che sia cos\u00ec buio da vedere solo le mani del tizio seduto sulla poltrona, ma Peter riesca 1. a notare che la poltrona \u00e8 rivestita di pelle e 2. a notare prima la poltrona (su cui c&#8217;\u00e8 una figura ridotta a mera ombra che la COPRE) senza vedere chi c&#8217;\u00e8 seduto sopra, e solo dopo notare il tizio? Prima una poltrona vuota, in pelle (se dici di immaginare una poltrona, il lettore la immagina senza nessuno sopra: non si inventano personaggi non indicati). Poi -PUFF! Magia!- appare un tizio seduto sulla poltrona, ma cos\u00ec al buio che si vedono solo le mani.<br \/>\n<em>Seriamente?<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;imprecisione nella scrittura non aiuta a mantenere in piedi il sogno narrativo del lettore:<\/p>\n<blockquote><p>Con un paio di lunghe pinze, Banastre prese un carbone dal braciere e lo port\u00f2 in cima all\u2019huqqa. Tir\u00f2 due o tre boccate dal tubo, prima di riprendere a parlare.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ah, beh, se non lo sai tu quante sono le boccate. Quando hai deciso avverti, cos\u00ec mi immagino la scena esatta.<\/p>\n<blockquote><p>Mahorca, pens\u00f2 Peter, forse con qualche granello d\u2019oppio.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non dire che &#8220;pens\u00f2&#8221;. Sei dentro al POV, ogni cosa \u00e8 filtrato dal POV e hai libero accesso ai pensieri del personaggio: non c&#8217;\u00e8 qualcun altro che pu\u00f2 pensare in questo modo, solo lui. Usa un indicatore per sottolineare che si tratta di un pensiero riportato in modo esatto, ad esempio il corsivo (<em>Mahorca, forse con qualche granello d\u2019oppio.<\/em>) se temi che il lettore non capisca, ad esempio perch\u00e9 hai usato la telecamera mostrano in modo troppo oggettivo le scene e hai filtrato poco con la personalit\u00e0 del personaggio, oppure scrivi direttamente il pensiero senza alcuna indicazione se hai gi\u00e0 abituato il lettore a stare immerso al 100% nella capoccia del POV.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una bella collezione di altri errori grossolani, come il &#8220;cinese inizi\u00f2 ad avviarsi&#8221; (\u00e8 un portatile e sta facendo il boot? &#8220;Il cinese si avvi\u00f2&#8221; \u00e8 sufficiente), per citare uno dei pi\u00f9 piccoli nell&#8217;orda di info inutili, avverbi, affermazioni di ovviet\u00e0 e bla bla bla. Come nel caso di altri racconti, verrebbe un testo di 10.000 parole solo per indicare tutti gli errori. E la storia diventa una vaccata.<br \/>\nInutile: c&#8217;\u00e8 solo da buttarlo. Peccato perch\u00e9 l&#8217;inizio sul treno era promettente e avevo sperato di poterlo inserire nella lista dei meritevoli di ulteriore attenzione.<\/p>\n<p>Ah, una cosa: non \u00e8 molto furba l&#8217;idea di mettere delle frasi in cirillico. Perfino quando si riportano le frasi in giapponese si usano i romaji per dare una &#8220;pronunciabilit\u00e0&#8221;, invece di scopiazzare stupidi ideogrammi che i lettori non potrebbero neanche leggere. C&#8217;\u00e8 perfino chi rende il carattere \u00df con SS per migliorare la leggibilit\u00e0 per i non tedeschi (Scho\u00df -&gt; Schoss).<br \/>\nIo di certo non vado a rifare l&#8217;ePub perch\u00e9 quei caratteri non sono sempre supportati in modo adeguato su tutti i lettori: il plugin di FF li vede e il Cybook Gen3 credo che li veda pure lui, ma il mio Asus EA800 su cui ho testato l&#8217;ePub no&#8230; ma \u00e8 colpa sua perch\u00e9 ha il software di lettura ePub pi\u00f9 merdoso della storia umana -come da tradizione di sciatteria della Asus, azienda di teste di cazzo che immettono sul mercato prodotti fallati con software in fase Alpha, nemmeno Beta!-.<br \/>\nSe qualcuno vede &#8220;?? ???!&#8221; o simili, erano i pezzi in mongolingua del russo.<\/p>\n<p>Ah, giusto per infierire: il POV \u00e8 di un inglese che non sa parlare il russo. Hai mai sentito dei caratteri in cirillico entrarti nelle orecchie? O degli ideogrammi? Si sentono i SUONI, <em>tovarish<\/em> autore. Trascrivili, <em>spasiba<\/em>. Questo errore nel POV \u00e8 abbastanza grossolano da chiamare l&#8217;Ira del Signore, come ai tempi di Sodoma e Gomorra. ^_^<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho superato le 13.900 parole. Basta cos\u00ec.<br \/>\nSe volete commentare e chiacchierare tra voi fatelo pure, ma come detto all&#8217;inizio io non far\u00f2 lezioni di scrittura. Le trovate gi\u00e0 negli appositi luoghi e negli appositi testi di insegnanti ed esperti affermati. Se volete suggerire quale racconto per voi merita la vittoria, magari scegliendo tra quelli che ho indicato come migliori, <em>la vostra indicazione verr\u00e0 tenuta in considerazione<\/em>. Naturalmente se dopo le revisioni uno dei racconti sar\u00e0 chiaramente migliore degli altri, sar\u00e0 lui a vincere: il parere mi \u00e8 utile in caso di dubbio.<br \/>\nBucate le 14.000 parole. Secondo articolo pi\u00f9 lungo di sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho deciso di pubblicare i racconti Steampunk &#8220;in gara&#8221; (non i fuori concorso) con licenza leggermente pi\u00f9 restrittiva di quella indicata nel regolamento (che verr\u00e0<a href=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2011\/04\/06\/raccolta-dei-racconti-steampunk\/\" class=\"read-more\">Continua a 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