{"id":1249,"date":"2009-01-23T23:25:07","date_gmt":"2009-01-23T22:25:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/?p=1249"},"modified":"2010-02-18T17:37:46","modified_gmt":"2010-02-18T16:37:46","slug":"armature-e-armi-da-fuoco-alla-battaglia-di-pavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2009\/01\/23\/armature-e-armi-da-fuoco-alla-battaglia-di-pavia\/","title":{"rendered":"Armature e Armi da Fuoco alla Battaglia di Pavia"},"content":{"rendered":"<p>Questo articolo nasce dalla <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2009\/01\/06\/a-pavia-con-history-channel-italia\/\" target=\"_blank\">consulenza svolta per History Channel Italia<\/a> sulle armi da fuoco e sulle armature presenti alla <strong>Battaglia di Pavia del 1525<\/strong>. Lo scopo della consulenza era quello di arrivare a definire l&#8217;arma da fuoco e il tipo di acciaio da utilizzare per simulare in modo realistico e storicamente attendibile quello che sarebbe potuto avvenire <strong>se un cavaliere francese avesse ricevuto un colpo di archibugio spagnolo contro il pettorale dell&#8217;armatura<\/strong>.<br \/>\nUn buon pettorale sarebbe rimasto intatto facendo spiaccicare il proiettile come si vede in una delle scene all&#8217;inizio del film di Ermanno Olmi <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_mestiere_delle_armi\" target=\"_blank\">Il Mestiere delle Armi<\/a>? Si sarebbe piegato, ma senza forarsi, limitando il tutto a una brutta concussione e a una costola rotta? O il proiettile avrebbe sfondato l&#8217;armatura e sarebbe affondando nel corpo del cavaliere, che \u00e8 quello che le testimonianze storiche affermano (con enfasi notevole)?<\/p>\n<p>Per poter condurre <strong>test di penetrazione<\/strong> che simulino l\u2019interazione tra le armi da fuoco utilizzate dalla fanteria imperiale e le armature indossate dai cavalieri francesi alla Battaglia di Pavia del 1525 bisogna conoscere sei cose principali:<\/p>\n<ul>1- qual era lo <strong>spessore<\/strong> medio delle corazze usate dai francesi;<br \/>\n2- con qual <strong>tipologia di acciaio<\/strong> al carbonio erano fabbricate;<br \/>\n3- che <strong>forma<\/strong> avevano;<br \/>\n4- quattro;<br \/>\n5- quali armi da fuoco erano impiegate dalla fanteria imperiale;<br \/>\n6- che <strong>prestazioni<\/strong> fornivano queste armi da fuoco;<\/ul>\n<p>Disponendo di queste informazioni \u00e8 possibile scegliere di conseguenza i fogli di acciaio per i test, l\u2019angolo con cui inclinarli e le caratteristiche che il proiettile deve avere all&#8217;impatto (forma, materiale, velocit\u00e0). <\/p>\n<blockquote><p>Questo articolo non tratta la Battaglia di Pavia in s\u00e9 e non approfondisce l&#8217;argomento dei moschetti con la forcella nel dettaglio (questo avverr\u00e0 in un altro articolo apposito). Non contiene nulla di nuovo per chi ha letto i precedenti articoli sulle armi ad avancarica e sulle armature, ma \u00e8 un esempio di <strong>applicazione a un caso reale delle nozioni apprese in precedenza<\/strong>. Per approfondimenti ulteriori segnalo:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2007\/11\/28\/avancarica-energia-cinetica-e-velocita\/\" target=\"_blank\">Avancarica: energia cinetica e velocit\u00e0<\/a><br \/>\ne <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/02\/23\/le-armature-test-di-penetrazione-e-conclusioni\/\" target=\"_blank\">Le Armature: test di penetrazione e conclusioni<\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/battle_of_pavia.jpg\" rel=\u201dlightbox\u201d><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/battle_of_pavia_sm.jpg\" alt=\"battaglia di pavia 1525\" title=\"battaglia di pavia 1525\" \/><\/a>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<em>La Battaglia di Pavia, 1525<br \/>\n(cliccare per ingrandire)<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p><font color=\"red\" size=\"4\">Le Armature dei Cavalieri Francesi<\/font><br \/>\nLe armature impiegate dai francesi all\u2019epoca erano sia di produzione francese che importate dal sud della Germania e dal nord dell\u2019Italia. La produzione francese di corazze era abbondante e <strong>i documenti dell\u2019epoca attestano centinaia di fabbricanti di armature tra Parigi, Bordeaux, Lione e Tours<\/strong>. Pochissimi esemplari di armature di fattura francese identificabili sono per\u00f2 arrivati fino ai giorni nostri e sono <strong>tutte in metallo di pessima o mediocre qualit\u00e0 <\/strong>(ferrite priva di carbonio e ricca di scorie o un mix di ferrite, perlite, pochissimo carbonio -0,1%- e scorie). La difficolt\u00e0 identificativa dipende anche dalla pratica (a differenza di quanto accadeva in Austria, Germania Meridionale e Italia Settentrionale) di non apporre alcun marchio di fabbrica sui pezzi.<\/p>\n<p>Questa ricca offerta interna unita alla cattiva qualit\u00e0 del prodotto fa ben capire come mai in Francia vi fosse anche una forte domanda di costose armature di fabbricazione lombarda e tedesca: se un ferro di cattiva qualit\u00e0 poteva andar bene per l\u2019armatura di un normale uomo d\u2019arme, di certo non andava bene per chi, come un ricco cavaliere o un nobile facoltoso, poteva investire in prodotti di maggiore qualit\u00e0, di norma indicati come \u201ca prova di balestra\u201d (ad esempio le armature di fattura milanese-bresciana).<br \/>\n<strong>L\u2019assenza della marchiatura che identifica con orgoglio il produttore<\/strong>, assieme alla richiesta di armature di importazione (i documenti a riguardo abbondano, con ordini di centinaia di bracciali, pettorali e gorgiere) e di artigiani stranieri (Gabriele e Francesco Merate, di Milano, dal 1494 al 1497 lavorarono nella citt\u00e0 di Arbois, in Francia), sono tutte prove a favore dell&#8217;<strong>inferiorit\u00e0 tecnologica della metallurgia francese<\/strong> e della conseguente scarsa qualit\u00e0 della produzione locale.<\/p>\n<p><strong>Le armature italiane di alta qualit\u00e0 erano fatte di un acciaio a medio livello di carbonio e povero di scorie<\/strong>, simile come resistenza al moderno <em>mild steel <\/em>(acciaio dolce). Mancava ancora sia la tecnologia che il motivo (le armi da fuoco pi\u00f9 potenti non erano ancora comuni) per produrre acciai interamente formati da martensite temprata in acqua e poi sottoposta a rinvenimento. Nella seconda met\u00e0 del secolo (dal 1540) il primato tecnologico nelle armature passer\u00e0 da Milano all\u2019inglese Greenwich ed alcune citt\u00e0 tedesche, in grado di ottenere sia dorature che alta qualit\u00e0 degli acciai, entrambe necessarie per il mercato di lusso.<br \/>\nIn Austria gi\u00e0 a fine &#8216;400, come anche in Italia, era possibile &#8220;in teoria&#8221; produrre armature in martensite sottoponendole a tempra con risultati pi\u00f9 o meno validi (spesso la tempra non andava a buon fine) piuttosto che di perlite raffreddata ad aria, ma \u00e8 pi\u00f9 facile che la massa dei cavalieri francesi dotati di armature italiane non possedesse tali manufatti &#8220;ipertecnologici&#8221; (LOL).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che tanti cavalieri, per motivi di disponibilit\u00e0 o di mancanza di conoscenza, indossassero anche corazze di pessima fattura francese: <strong>\u00e8 facile per noi giudicare la qualit\u00e0 di quegli acciai, con le foto al microscopio e secoli di conoscenze accumulate, ma lo era molto meno per la gente dell\u2019epoca<\/strong>.<br \/>\nInoltre le armi da fuoco usate dalla fanteria spagnola erano ancora una \u201cnovit\u00e0\u201d (per quanto venissero usate da 100 anni, dal tempo della guerra degli imperiali contro gli eretici Hussiti, ma fu un\u2019esperienza \u201ceducativa\u201d che coinvolse i tedeschi e non i francesi) e non il principale pericolo per i cavalieri, in particolare per quelli francesi, abituati a ragionare ancora in termini di \u201cfrecce e picche\u201d come pericoli principali da cui difendersi.<br \/>\nIn pi\u00f9, come vedremo dopo, la potenza di fuoco degli imperiali fu tale che non si pu\u00f2 certo fargliene una colpa se i francesi arrivarono del tutto impreparati per resistere.<\/p>\n<p><strong>Una corazza francese in ferrite con scorie<\/strong> (composti simili al vetro che inquinano il metallo) \u00e8 pi\u00f9 dura di una in sola ferrite pura (non ottenibile con la metallurgia medievale): la durezza Vickers sale da 80 a 150-180.<br \/>\nMa allo stesso tempo<strong> le scorie (3-4%) la rendono sia pi\u00f9 dura che pi\u00f9 fragile<\/strong>: la resistenza diminuisce da circa 200 KJ\/m^2 (ferro puro spesso 2 mm) a 120-150 KJ\/m^2. Apparentemente pi\u00f9 \u201cdure\u201d, in realt\u00e0 pi\u00f9 fragili.<br \/>\n<strong><br \/>\nL\u2019acciaio usato nelle armature milanesi<\/strong>, a medio livello di carbonio (0,5%), con scorie attorno all\u20191%, ma non sottoposto a tempra (raffreddato ad aria formando cos\u00ec perlite invece di martensite), ha una resistenza alla frattura di circa 260 KJ\/m^2.<br \/>\n<strong>Il miglior metallo trovato nelle armature francesi esaminate \u00e8 un mix di ferrite e un pochino di perlite con lo 0,1% di carbonio e 1-2% di scorie<\/strong>: un acciaio (o meglio un ferro acciaioso) da 180-200 KJ\/m^2.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/dettaglio_armatura_francesco_i.jpg\" alt=\"dettaglio armatura Francesco I metropolitan museum\" title=\"dettaglio armatura Francesco I metropolitan museum\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<em>Dettaglio di un&#8217;armatura di Francesco I di Francia,<br \/>\nacquisita a inizio Novecento dal Metropolitan Museum.<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>Le armature utilizzate dai francesi erano perlopi\u00f9 <strong>armature a piastre di design &#8220;simile&#8221; a quello della AVANT, ovvero arrotondate<\/strong> (alla milanese) e non spigolate (alla massimiliana) come era invece la preferenza tedesca. Un\u2019armatura con ampie piastre arrotondate tende a far atterrare il colpo con un angolo non ottimale, un po\u2019 come succede con le armature dei carri armati che sono inclinate apposta, il che a pari spessore la rende pi\u00f9 efficiente di un\u2019armatura a scaglie o lamellare priva della stessa rigidit\u00e0 e forma. Alan Williams in \u201cThe Knight and the Blast Furnace\u201d stima l\u2019angolo di impatto tipico offerto come di circa 30\u00b0 gradi: questo rende l\u2019energia necessaria al colpo per penetrare maggiore di un 15-20% circa (energia per penetrare con un colpo perpendicolare divisa per il coseno dell\u2019angolo d\u2019impatto).<\/p>\n<p><strong>Lo spessore delle corazze pettorali del periodo si aggirava tra i 1,5 e i 2,5 mm<\/strong>, con la maggioranza dei reperti studiati da Williams sui 2 mm. La porzione frontale della corazza \u00e8 quella pi\u00f9 importante perch\u00e9 protegge gli organi vitali e, assieme alla parte frontale dell\u2019elmo, \u00e8 quella di maggior spessore. Per fare un esempio di quanto variasse lo spessore basta prendere i dati della seguente <strong>armatura da fanteria fabbricata a Innsbruck nel 1563<\/strong>: pettorale 1,9 mm; schiena 1,2 mm; elmetto 1,4 mm; fiancali (le piastre che scendono dalla corazza a proteggere l\u2019area inguinale e la porzione superiore della coscia) 0,9 mm.<br \/>\nUn tipico cavaliere francese con indosso un\u2019armatura italiana col pettorale spesso 2 mm (sotto forma di un sistema di piastre sovrapposte \u2013 pancera, petto e ampie spalle &#8211; o come piastra unica), avr\u00f2 avuto schiena, bracciali e gambali tra gli 1 e gli 1,5 mm massimi.<\/p>\n<p>Abbiamo le risposte ai primi quattro punti per delineare un&#8217;ottima corazza da cavaliere:<\/p>\n<ul>1- spessore medio delle corazze pettorali: 2 mm;<br \/>\n2- tipologia di metallo: acciaio a medio livello di carbonio raffreddato ad aria;<br \/>\n3- forma della corazza: arrotondata;<br \/>\n4- quattro.<\/ul>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<font color=\"red\" size=\"4\">Le Armi da Fuoco degli Imperiali<\/font><br \/>\nLo schieramento imperiale comprendeva alcune migliaia di archibugieri spagnoli, ma che generi di armi portavano e quanta energia cinetica potevano offrire i loro proiettili?<br \/>\nOltre all\u2019archibugio vero e proprio, con la canna inferiore al metro e di calibro tra i 16 e i 20 mm, sparante proiettili sferici in piombo morbido del diametro di 15-19 mm (per via del gioco che facilita il caricamento ad avancarica, qui esagerato a un intero millimetro per comodit\u00e0), vi era anche il \u201cmoschetto\u201d (o archibugione) che nel linguaggio armiero riferito al \u2018500 e alla prima met\u00e0 del \u2018600 non indica un &#8220;normale fucile ad anima liscia&#8221; come il Brown Bess settecentesco, bens\u00ec un\u2019arma tanto grossa e pesante da dover essere maneggiata con l\u2019aiuto di una forcella piantata al suolo (che aiuta a stabilizzare la mira e, in mancanza d\u2019altro, si pu\u00f2 usare per infilzare il nemico).<\/p>\n<p><strong>La canna del moschetto \u00e8 molto lunga, il che aumenta notevolmente la velocit\u00e0 del proiettile.<\/strong> La polvere da sparo, in particolare quella non in grani, ha una combustione piuttosto lenta per cui se la canna \u00e8 troppo corta il proiettile rischia di uscirne prima di aver ricevuto la spinta esplosiva da parte di tutta la polvere. Una canna abbastanza lunga (lunga in relazione sempre al calibro della canna, tant\u2019\u00e8 che vengono misurate in \u201ccalibri\u201d) da permettere a tutta la carica di contribuire alla spinta migliora notevolmente le prestazioni.<br \/>\n<strong>Alan Williams<\/strong> ha condotto dei test usando una palla di piombo da 40 grammi sparata con una canna da 20 mm usando 20 grammi di polvere da sparo non in grani (serpentine powder, in inglese, una polvere composta da salnitro, carbone e zolfo nella percentuale 75-15-10). La dose di polvere pari a 1\/2 del peso della palla, che pu\u00f2 sembrare enorme, \u00e8 normale per l\u2019epoca (all&#8217;inizio del Quattrocento, con polveri meno valide di quelle del Cinquecento, si arrivava a dosi pari al peso della palla!) e ancora nel Settecento i manuali di addestramento inglesi prevedevano questa dose di polvere per il Brown Bess (qualunque dose tra 1\/3 e 1\/2 del peso della palla pu\u00f2 essere considerata storicamente attendibile). Solo nell\u2019Ottocento, con i proiettili mini\u00e9 pi\u00f9 aereodinamici, le cariche vennero ridotte fino anche a 1\/7 o 1\/9 del peso della palla.<br \/>\nIl test ha previsto la variazione della lunghezza della canna per registrare come questo influisse sulla velocit\u00e0 alla bocca del proiettile. La canna lunga appena 13 calibri (254 mm) ha fatto raggiungere al proiettile una velocit\u00e0 di soli 149 m\/s. Le canne lunghe 20 e 48 calibri (381 e 914 mm)hanno fatto registrare velocit\u00e0 alla bocca di 239 e 255 m\/s. La canna ultralunga da 72 calibri (1372 mm), in grado di simulare un pesante moschetto con la forcella, ha permesso invece una velocit\u00e0 eccellente di ben 343 m\/s.<br \/>\nLa formula dell\u2019energia cinetica \u00e8:<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/energiacineticasemplice.gif\"><br \/>\nOvvero met\u00e0 massa (in kg) per il quadrato della velocit\u00e0: se la massa raddoppia l\u2019energia raddoppia, ma se la velocit\u00e0 raddoppia allora l\u2019energia quadruplica. Semplice, no?<\/p>\n<p>Un <strong>tipico archibugio<\/strong> con una canna di 900 mm che spari palle di piombo da 19 mm (40 grammi) a circa 255 m\/s (con una dose di polvere da sparo non in grani pari a met\u00e0 del peso della palla) avr\u00e0 un\u2019energia cinetica di<strong> 1300 J<\/strong>. Armi di calibro inferiore avranno energie sui 900-1200 J, ma difficilmente un archibugiere avrebbe portato con s\u00e9 calibri piccoli, ad esempio 15 mm, anche perch\u00e9 la fabbricazione delle canne \u00e8 pi\u00f9 difficoltosa quando il calibro \u00e8 minore. Inoltre i calibri inferiori (nel caso delle palle sferiche) sono meno efficaci nel penetrare le armature perch\u00e9 il calibro minore ha s\u00ec meno superficie da penetrare (bene), ma percentualmente ha ancora meno massa (male!): un proiettile da 16 mm rispetto a uno da 18 mm ha bisogno solo del 80% dell\u2019energia necessaria al primo per penetrare una data corazza (formula di Krupp), ma la sua massa \u00e8 solo il 70% per cui a pari velocit\u00e0 \u00e8 svantaggiato rispetto al calibro maggiore di un buon 10%!<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/pavia_quadro2.jpg\" alt=\"Archibugeri alla Battaglia di Pavia\" title=\"Archibugieri alla Battaglia di Pavia\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/pavia_quadro3.jpg\" alt=\"Archibugeri alla Battaglia di Pavia\" title=\"Archibugieri alla Battaglia di Pavia\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<em>Con gli archibugi a miccia si poteva sparare dal petto\/spalla, come mostrato nei manuali militari di fine &#8216;500, oppure dal fianco -per evitare vampate dello scodellino e fumo negli occhi- come mostrato in questo dipinto dedicato alla Battaglia di Pavia.<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/peterson_1499_cavaliere_archibugio.jpg\" alt=\"Cavaliere con archibugio a miccia 1499\" title=\"Cavaliere con archibugio a miccia 1499\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<em>Disegno da un&#8217;opera di primo &#8216;500: cavaliere che spara con l&#8217;archibugio.<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/pope_1473_b.jpg\" alt=\"Pope 1473\" title=\"Pope 1473\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<em>Da un manoscritto del 1473: archibugio usato dalla spalla.<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/lanzichenecchi_battaglia_pavia_avanzata_orley_tiro_spalla.jpg\" alt=\"lanzichenecchi_battaglia_pavia_avanzata_orley_tiro_spalla\" title=\"lanzichenecchi_battaglia_pavia_avanzata_orley_tiro_spalla\" width=\"532\" height=\"249\" class=\"alignnone size-full wp-image-5003\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/lanzichenecchi_battaglia_pavia_avanzata_orley_tiro_spalla.jpg 532w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/lanzichenecchi_battaglia_pavia_avanzata_orley_tiro_spalla-500x234.jpg 500w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/lanzichenecchi_battaglia_pavia_avanzata_orley_tiro_spalla-300x140.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 532px) 100vw, 532px\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<em>&#8220;La Battaglia di Pavia. L&#8217;Avanzata di Carlo V.&#8221; Arazzo di Bernard van Orley (1508-1541), scuola fiamminga. Particolare con gli archibugieri che tirano dalla spalla e non dal fianco.<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>Un <strong>moschetto con la forcella<\/strong>, sempre in calibro 20 mm, avr\u00e0 invece un\u2019energia di 2300 J alla bocca grazie alla maggiore velocit\u00e0 della palla (sempre di 40 grammi in piombo). Ma questi moschetti erano presenti alla battaglia di Pavia del 1525? <em>Secondo gli storici si, anche se non \u00e8 dato sapere in quale quantit\u00e0<\/em>. Addirittura gli spagnoli dello schieramento imperiale erano stati visti usare questi nuovi mostruosi moschetti solo 4 anni prima, all\u2019assedio di Parma del 1521, secondo la testimonianza di Martin du Bellay che dice di aver visto in mano agli spagnoli<strong> archibugi tanto grandi da richiedere l\u2019uso di una forcella per sostenerli<\/strong>. E nel 1524 il \u201cleale servitore\u201d di Bayard testimonia la morte del suo padrone causata da un grosso proiettile sparato da uno di quegli archibugi tanto grandi da sembrare \u201chacquebute \u00e0 croc\u201d (ovvero archibugi da posta in italiano: grandi armi da usare in posizioni difensive, spesso poggiate su un sostegno a \u201cuncino\u201d come la forcella o dotate di un uncino di ancoraggio per il tiro dagli spalti e dai carri, da cui il \u201ccroc\u201d indicato dal servo di Bayard).<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 nessun motivo particolare per pensare che i suddetti spagnoli non avessero con s\u00e9 queste mostruose armi da fuoco utilizzate nei quattro anni precedenti anche se nelle opere d&#8217;arte sulla battaglia si vedono archibugi pi\u00f9 piccoli: le testimonianze dell&#8217;epoca, come quella di Paolo Giovio, ne dichiarano la presenza sul campo.<br \/>\nQuanto poteva pesare il proiettile sparato da un simile archibugione? Oltre ai classici 40 grammi gi\u00e0 visti, un calibro ridotto per una simile arma, vi erano anche moschetti che sparavano <strong>proiettili di 70 grammi <\/strong>(4000 J a 340 m\/s), ovvero con un <strong>calibro di quasi 23 mm<\/strong>. Vari proiettili da 50-70 grammi sono arrivati fino ai giorni nostri, testimonianza della corsa al calibro spaventoso dei moschetti con la forcella (i proiettili per archibugio da posta pi\u00f9 pesanti di tutti,  segnati nell\u2019inventario di Norimberga di Conrad Gurtler del 1462, erano da 75 grammi).<br \/>\nLa decelerazione dei proiettili sferici \u00e8 molto rapida, tanto che nei primi otto metri arriva a 2,5 m\/s per metro! <strong>Alla distanza di 100 metri un proiettile sferico ha gi\u00e0 perso met\u00e0 della sua energia cinetica <\/strong>(dati forniti da Bert S. Hall citando esperimenti di Benjamin Robins, il padre del pendolo balistico, e test moderni). Un proiettile sparato a 40 metri avr\u00e0 probabilmente 2\/3 dell\u2019energia di partenza (stima a occhio).<\/p>\n<p><strong>Rimane il problema della polvere<\/strong>. Nella prima met\u00e0 del Quattrocento venne inventata la polvere in grani, ovvero polvere da sparo umidificata con acqua o urina (quella dei religiosi era la pi\u00f9 pregiata per via della loro vicinanza a Dio che li rendeva migliori: gli uomini del medioevo sapevano ragionare in modo \u201ccoerente\u201d, ma bizzarro!), ridotta in panetti, divisa in grani di dimensioni uniformi e seccata. Questa polvere \u00e8 molto migliore di quella classica perch\u00e9 i grani sono porosi e ricchi di ossigeno (che \u00e8 un comburente per la fiamma), il che velocizza notevolmente la rapidit\u00e0 con cui viene rilasciato il gas dell\u2019esplosione. Una carica di polvere in grani uniformi permette di inviare proiettili con 1\/3 o pi\u00f9 di velocit\u00e0 rispetto a quella non in grani, con un conseguente aumento dell\u2019energia cinetica di almeno un 50%. Archibugi e moschetti con proiettili da 40 grammi farebbero in tal caso tra 1750 e 3000 J. Ma gli spagnoli di Pavia avevano nelle fiaschette della polvere in grani? Non lo so.<\/p>\n<p>Sicuramente la conoscevano, ed \u00e8 anche comoda dal punto di vista logistico perch\u00e9 non va rimescolata (la polvere normale, a causa dei differenti pesi delle componenti, tende a separarsi rovinando la miscela), ma non saprei se le armi da fuoco di Pavia fossero caricate con polvere in grani o con polvere non in grani. Non ho trovato fonti che ne parlassero. Probabilmente usavano entrambe, in base alla disponibilit\u00e0, come era normale nel Quattrocento e all\u2019inizio del Cinquecento. Solo negli anni successivi la polvere in grani uniformi, molto pi\u00f9 comoda, divent\u00f2 lo standard in Europa.<\/p>\n<p>Tornando agli ultimi punti rimasti:<\/p>\n<ul>5- armi da fuoco impiegate: archibugi e moschetti, in calibri tipici di <strong>18-20 mm<\/strong>;<br \/>\n6- energia cinetica: <strong>da 1300 a 3000 J<\/strong> in base a calibro, canna e polvere usata.<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/musket-drill.jpg\" rel=\u201dlightbox\u201d><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/musket-drill_sm.jpg\" alt=\"Uso del moschetto con la forcella\" title=\"Uso del moschetto con la forcella\" \/><\/a>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>\n<em>Manuale inglese di addestramento del &#8216;600:<br \/>\ncaricamento e uso del moschetto con la forcella passo dopo passo<br \/>\n(clicca per vedere tutta la pagina)<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<font color=\"red\" size=\"4\">Conclusioni: come simulare tutto ci\u00f2?<\/font><br \/>\nPartiamo dalle armi da fuoco: come visto bisogna ottenere una combinazione tra peso della palla sferica in piombo e velocit\u00e0 alla bocca che garantisca circa 1300 J per simulare l\u2019archibugio classico con polvere serpentina e 3000+ J per simulare il moschetto con polvere in grani (o un moschetto con calibro poco pi\u00f9 grosso di 20 mm, con polvere non in grani).<br \/>\nDisporre di un proiettile da 2300-3000 J \u00e8 importante per rendere al meglio il test, data <strong>la presenza certa di grandi moschetti con la forcella a Pavia, vera \u201cnovit\u00e0 militare\u201d degli spagnoli <\/strong>che unita al fuoco in massa, alle pessime armature francesi e alla stupidit\u00e0 di Francesco I permisero la vittoria straordinaria degli imperiali.<\/p>\n<p>Come simulare le armature? Per simulare le corazze pettorali non servono vere e proprie corazze, ma basta sfruttare dei normali fogli di metallo di vario spessore variando quello al posto della qualit\u00e0 (cos\u00ec non bisogna mettersi a cercare ferri lavorati schifosi come i peggiori ferri francesi di primo \u2018500).<br \/>\n<strong>Per simulare una buona armatura milanese basta prendere un normale foglio di acciaio dolce<\/strong> (mild steel) con le seguenti caratteristiche: 0,15-0,2% carbonio, sui 150-170 VPH, di 2 mm di spessore (o qualcosa di molto simile), con una resistenza alla frattura sui 235-250 KJ\/m^2.<br \/>\nO qualcosa di simile, tanto se si usano armi del calibro e della potenza giusta (2-3000 J), non si noter\u00e0 alcuna differenza.<br \/>\nUn foglio simile dovrebbe essere penetrato (inteso come \u201cbuco del diametro del proiettile\u201d) con 750-800 J da un proiettile di 18 mm che non si deformi (ovvero in acciaio o, se in piombo, con energia sovrabbondante per non schiacciarsi all\u2019impatto, come quello di un buon archibugio o di un moschetto). Per simulare l\u2019angolatura dell\u2019armatura basta inclinare il foglio in modo che il proiettile vi atterri con un angolo di 30 gradi. In tal modo la resistenza dell\u2019armatura salir\u00e0 a quasi 900 J (750 diviso il coseno dell\u2019angolo).<br \/>\nPer simulare una corazza da 2 mm in pessimo ferro francese (robusto la met\u00e0 del buon acciaio milanese) basta prendere un foglio dello stesso acciaio dolce di prima (AISI 1015-1020), ma con uno spessore di solo 1,6 mm (vedesi test di Williams).<br \/>\nMa dimostrare di poter penetrare un buon foglio di acciaio \u00e8 un test sufficiente: se passa un AISI 1050 \u00e8 ovvio che passer\u00e0 anche una schifezza che vale meno della met\u00e0!<\/p>\n<p>Se invece dell&#8217;acciaio dolce si dovesse usare dell&#8217;AISI 1050, ovvero acciaio al carbonio con 0,5% di carbonio (e ovviamente senza scorie schifose dentro, trattandosi di acciai moderni), con resistenza alla frattura di 320 KJ\/m^2 circa per un foglio da 2 mm, allora bisognerebbe variare gli spessori di tutto.<br \/>\nPer simulare l\u2019armatura milanese da 2 mm usando un acciaio AISI 1050 (1,36 volte pi\u00f9 robusto del mild steel a 0,15%, secondo Williams, ma secondo altri dati -tensile strength in MPa su eFunda- 1,6 volte pi\u00f9 robusto) bisogna disporre di un foglio da 1,6-1,8 mm. Per simulare con l\u2019acciaio 1050 una pessima armatura in ferro francese da 2 mm ne servir\u00e0 uno da 1,4 mm, diciamo.<\/p>\n<blockquote><p>Alla fine, per simulare una delle migliore corazze pettorali possibili a Pavia, <strong>si \u00e8 optato per un acciaio AISI 1040 (UNI C40) spesso 2 mm<\/strong>. E&#8217; un 10-15% pi\u00f9 robusto del tipico acciaio milanese che si voleva simulare, ma non importa. Il tiro eseguito, come spiegato nell&#8217;articolo sulla giornata di riprese, ha permesso un impatto angolato adeguato per simulare un&#8217;armatura arrotondata.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nel <strong>futuro articolo dedicato ai moschetti con la forcella<\/strong> verr\u00e0 inserita una modellazione fatta con le formule di penetrazione dei proiettili nella carne e nell&#8217;acciaio dolce per simulare, con un esperimento teorico che \u00e8 <em>pi\u00f9 un giuoco che altro<\/em>, le affermazioni di Paolo Giovio sulla potenza dei pesanti archibugi spagnoli. <strong>Giuochiamo con la Storia! ^__^<\/strong><br \/>\nLa simulazione era stata inclusa nel documento inviato a History Channel ed era piaciuta molto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo nasce dalla consulenza svolta per History Channel Italia sulle armi da fuoco e sulle armature presenti alla Battaglia di Pavia del 1525. 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