{"id":13048,"date":"2011-08-11T15:35:21","date_gmt":"2011-08-11T13:35:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/?p=13048"},"modified":"2019-12-29T19:12:23","modified_gmt":"2019-12-29T18:12:23","slug":"recensioni-narrativa-troll-e-ignoranza-in-quattro-parole-state-zitti-e-studiate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2011\/08\/11\/recensioni-narrativa-troll-e-ignoranza-in-quattro-parole-state-zitti-e-studiate\/","title":{"rendered":"Recensioni, Narrativa, Troll e Ignoranza. In quattro parole: &#8220;state zitti e studiate!&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Gli ultimi giorni ci hanno donato una discussione particolarmente interessante su Gamberi Fantasy. Non interessante nel senso di intelligente o stimolante; interessante perch\u00e9 l&#8217;idiozia del soggetto che l&#8217;ha generata (bebbo) e il suo continuo trolling mi hanno fatto venir voglia di rispolverare una piccola collezione di estratti di recensioni librarie statunitensi che avevo messo da parte.<\/p>\n<p>Ne ho approfittato per rileggere il libro <em>Self Editing for Fiction Writers<\/em>, da cui provengono parecchie delle citazioni presenti in questo articolo, e mi \u00e8 sembrata una buona idea fornire al pubblico <em>davvero<\/em> interessato alla narrativa un piccolo spaccato di cosa siano davvero le recensioni. Giusto per ricordarsi che le coglionate psico-socio-politiche all&#8217;italiana quando si parla di narrativa sono la normalit\u00e0 in Italia, non dove ci sono critici preparati per davvero e in grado di recensire seguendo criteri di scrittura oggettivi.<\/p>\n<p>Se non vi interessa il post sulle regole, andate direttamente alle <a href=\"#recensioni\"><strong>recensioni<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La discussione con bebbo verteva attorno al concetto di <em>Show, Don&#8217;t Tell<\/em>. Era particolarmente confusionario come discorso perch\u00e9 bebbo sosteneva di essere d&#8217;accordo con la maggiore efficacia del Mostrare sul Narrare, ma poi diceva che non \u00e8 sbagliato usare apposta il Raccontato per rendere meno avvincente un brano. Proprio cos\u00ec: rovinare apposta un brano rendendolo pi\u00f9 noioso \u00e8 una scelta dell&#8217;autore che <ins>non<\/ins> pu\u00f2 essere criticata!<\/p>\n<p>Le due cose non stanno molto bene insieme. Lo <em>Show, Don&#8217;t Tell<\/em> implica il concetto che NON si voglia mai rendere apposta meno avvincente un brano (anche se \u00e8 possibile inserire brevi inserti di Raccontato per separare le scene importanti, ma \u00e8 una cosa diversa da quella detta da bebbo). Lo <em>Show, Don&#8217;t Tell<\/em>, come tutte le altre regole della narrativa, nasce dall&#8217;accettazione di un assioma: la narrativa di genere deve essere avvincente. Le parole non devono essere l\u00ec per il gusto della loro bellezza (quella \u00e8 la <em>Literary Fiction<\/em>, un discorso a parte), ma per stimolare, nella mente del lettore, immagini vivide ed emozioni intense, tanto che il lettore dimentichi di star leggendo e si immerga nel mondo narrativo come fosse reale.<\/p>\n<p><strong>Questo assioma \u00e8 alla base della narrativa di genere.<\/strong><br \/>\nSe lo si rifiuta, qualsiasi regola importante (Punto di vista, Mostrare, gestione dei dialoghi, orrore dell&#8217;infodump, uso ridotto degli aggettivi ecc&#8230;) si pu\u00f2 benissimo buttare nel cesso perch\u00e9 perde ogni motivo di esistere.<br \/>\nSecoli di regole e manuali sono tutti basati su questo assunto non dimostrato (un assioma, appunto).<\/p>\n<p>Citando, tra le decine di manuali che spiegano il concetto, <em>Self Editing for Fiction Writers<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Mostrare la storia ai lettori attraverso una sequenza di scene non dar\u00e0 solo immediatezza alla scrittura, le dar\u00e0 trasparenza. Uno dei modi pi\u00f9 semplici per sembrare un dilettante \u00e8 di usare tecniche narrative che attirino l&#8217;attenzione su di s\u00e9 e la distolgano dalla storia. Devi fare in modo che i lettori siano cos\u00ec presi dal tuo mondo da non accorgersi nemmeno che lo scrittore esista.<\/p>\n<p><a href=\"javascript:void(null);\" onclick=\"s_toggleDisplay(document.getElementById('SID765756805'), this, 'Originale in inglese &#9660;', 'Chiudi &#9650;');\">Originale in inglese &#9660;<\/a><\/p>\n<div id='SID765756805' style='display:none;'>\nShowing your story to your readers through scenes will not only give your writing immediacy. It will give your writing transparency. One of the easiest ways to look like an amateur is to use mechanics that direct attention to themselves and away from the story. You want your readers to be so wrapped up in your world that they\u2019re not even aware that you, the writer, exist.\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Il discorso di bebbo (poche frasi sensate sommerse da cumoli di idiozie, con contradizioni a distanza di poche parole), contiene chicche come questa:<\/p>\n<blockquote><p>\u00e8 una scelta il volere rendere una parte coinvolgente o meno!<\/p><\/blockquote>\n<p>Angra gli ha risposto che se si sceglie di farlo per pi\u00f9 di tre righe \u00e8 una scelta sciagurata, che \u00e8 ci\u00f2 che i manuali dicono espressamente: il Raccontato, anche quando usato per separare le scene Mostrate, deve durare<em> al massimo<\/em> un paragrafetto o due. Sapendo come funziona la narrativa, non \u00e8 difficile arrivarci anche da soli.<br \/>\nOvviamente bebbo ha sentito il bisogno di <a href=\"http:\/\/fantasy.gamberi.org\/2010\/11\/18\/manuali-3-mostrare\/all-comments\/#comment-35221\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ribattere stizzito<\/a> anche al puro e semplice buon senso:<\/p>\n<blockquote><p>Si, ma questo \u00e8 un PARERE, non una REGOLA. E\u2019 su questo che non concordo (al massimo si pu\u00f2 parlare di \u201cregola per scrivere come piace a me\u201d ma mi sembrerebbe un cavillo intellettuale)<\/p><\/blockquote>\n<p>Altre perle del suddetto geniaccio:<\/p>\n<blockquote><p>\u00e8 messo in dubbio il fatto che non si riconosca all\u2019autore la libert\u00e0 di usare il tell quando gli pare a lui per i motivi che pare a lui<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>L\u2019unica regola che potrei accettare \u00e8 : mostrare \u00e8 pi\u00f9 coinvolgente, raccontare lo \u00e8 di meno<\/p><\/blockquote>\n<p>E non gli viene nemmeno il dubbio per un istante che questo violi l&#8217;assioma, mandando a gambe all&#8217;aria il motivo, l&#8217;unico motivo, per cui esistono le regole. <em>Uno, due, tre, prova: bocca chiama cervello, rispondete.<\/em><\/p>\n<blockquote><p>Da qua a dire che quando racconti \u201csbagli\u201d e non \u201cscrivi una cosa che a me non piace\u201d ce ne passa parecchio.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma all&#8217;autore non viene impedito di fare nulla. Se lo fa non vengono i carabinieri ad arrestarlo. Non c&#8217;\u00e8 un processo per direttissima. Semplicemente \u00e8 un fatto che se si usa il Raccontato a caso, al posto del Mostrato, il brano verr\u00e0 male. <em>Fine<\/em>. E se viene male \u00e8 lecito dirlo, non far finta di niente e farfugliare che \u00e8 solo questione di gusti e che lo ha fatto apposta. Se uno fa male apposta un brano perch\u00e9 non sa scrivere \u00e8 un incompetente, non un genio incompreso.<br \/>\nSono rarissimi i casi in cui Narrare pu\u00f2 produrre un risultato migliore di Mostrare (intendo al di fuori dell&#8217;uso del Raccontato per &#8220;ridurre la tensione&#8221; tra due scene Mostrate). Casi talmente rari che per trovarne uno gli autori di <em>Self Editing<\/em> hanno dovuto scomodare <em>Il Grande Gatsy<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;Mi hanno detto che Gatsby ha ammazzato un uomo, una volta.&#8221;<br \/>\nFummo tutti percorsi da un brivido.<\/em><br \/>\n[&#8230;]<br \/>\nPer esempio la riga &#8220;Fummo tutti percorsi da un brivido&#8221; \u00e8 chiaramente raccontata. E nonostante tutto questa riga, posta accanto alla voce che Gatsby possa aver ucciso un uomo, dona un gusto di gossip da due soldi alla scena e ne potenzia l&#8217;effetto.<br \/>\nMa nella buona narrativa questo tipo di Raccontato \u00e8 un&#8217;eccezione, e un&#8217;eccezione rara per giunta. Questo perch\u00e9 quando mostri la scena invece di raccontarla, tratti i tuoi lettori con rispetto. E questo rispetto rende pi\u00f9 facile trascinarli nel mondo che hai creato.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 un caso limite e discutibile: non viene detto che facendo diversamente (Mostrando) non sarebbe venuta meglio, si dice solo che cos\u00ec funziona.<br \/>\nUn caso pi\u00f9 unico che raro e molto breve, come prevedono le REGOLE sull&#8217;uso del Raccontato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13098 aligncenter\" title=\"disegni-da-colorare-coniglietto-coniglio-pasqua\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/disegni-da-colorare-coniglietto-coniglio-pasqua.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/disegni-da-colorare-coniglietto-coniglio-pasqua.jpg 480w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/disegni-da-colorare-coniglietto-coniglio-pasqua-300x198.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>&#8220;Oh, gno! Anciola i fecci che flaintendogno le piegaccioni ciul Racciontato gnei magnuali!&#8221;<br \/>\n&#8220;Gli stopidi oomani ciono stopidi. Ignoliamoli.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Quando bebbo dice di accettare che &#8220;mostrare \u00e8 pi\u00f9 coinvolgente, raccontare lo \u00e8 di meno&#8221; \u00e8 un enorme <em>What The Fuck<\/em>. Dato che \u00e8 accettato come ASSIOMA della Narrativa che lo SCOPO a cui tutte le &#8220;regole&#8221; puntano sia quello di coinvolgere il lettore, emozionarlo, \u00e8 evidente che ci\u00f2 che ottiene questo scopo \u00e8 meglio di ci\u00f2 che non lo ottiene. Giusto?<br \/>\nPer bebbo no. Questo WTF era gi\u00e0 stato fatto notare a bebbo che per\u00f2, armato di un bipensiero degno dei dementi plagiati di <em>1984<\/em>, <strong>si \u00e8 rifiutato di accettare le conseguenze logiche delle proprie affermazioni.<\/strong> Il che, inutile dirlo, \u00e8 proprio ci\u00f2 che fanno di norma i Troll per proseguire l&#8217;azione di disturbo nonostante siano caduti in trappola.<\/p>\n<p>Uno dei commentatori ha cercato di convincere bebbo dell&#8217;utilit\u00e0 di informarsi sulla narrativa prima di discuterne:<\/p>\n<blockquote><p>Con questo non voglio dire che sia scorretto discutere o mettere in dubbio lo show don\u2019t tell. Ma prima di farlo sarebbe meglio avere un minimo di autorit\u00e0 in materia, dimostrare di aver letto almeno 3 o 4 manuali o quantomeno avere una teoria precisa e testata con varie fonti.<\/p><\/blockquote>\n<p>La <a href=\"http:\/\/fantasy.gamberi.org\/2010\/11\/18\/manuali-3-mostrare\/all-comments\/#comment-35220\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">risposta<\/a> di bebbo \u00e8 stata ovviamente razionale e motivata:<\/p>\n<blockquote><p>ahahahah scusa, devo \u201cdimostrare\u201d ??? ma dai! e poi cosa mi qualifica come \u201cnon noob\u201d ?? l\u2019aver letto i manuali ?? ahahaha ma daaaai!!! :PPP ma non farmi ridere :PPPP<\/p><\/blockquote>\n<p>Avevo gi\u00e0 usato la parola Troll? Mi pare di s\u00ec.<\/p>\n<p>Certi utenti sono convinti che non sapere nulla di un argomento, essere ignoranti, sia una buona ragione per vomitare la propria opinione. Non capiscono che per aprire bocca su questioni tecniche specialistiche devono prima studiare. Pittoresco: come vedere un ragazzino che nemmeno riesce a tenere acceso il motore dell&#8217;auto mentre contesta l&#8217;insegnante della scuola-guida. E anche dopo il decimo tentativo di partire con la quinta marcia, non accetta di provare con la prima (&#8220;o al pi\u00f9 la seconda, ma per favore piantala con la quinta!&#8221; piagnucola l&#8217;insegnante).<br \/>\nVediamo cosa ne pensa un grande autore di fantascienza come Harlan Ellison:<\/p>\n<blockquote><p>Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be\u2019, \u00e8 una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un\u2019opinione non vale niente.<br \/>\n\u00c8 solo un farfugliamento. \u00c8 come una scoreggia nella galleria del vento, gente.<\/p>\n<p><a href=\"javascript:void(null);\" onclick=\"s_toggleDisplay(document.getElementById('SID380103456'), this, 'Originale in inglese &#9660;', 'Chiudi &#9650;');\">Originale in inglese &#9660;<\/a><\/p>\n<div id='SID380103456' style='display:none;'>\nEverybody has opinions: I have them, you have them. And we are all told from the moment we open our eyes, that everyone is entitled to his or her opinion. Well, that\u2019s horsepuckey, of course. We are not entitled to our opinions; we are entitled to our informed opinions. Without research, without background, without understanding, it\u2019s nothing. It\u2019s just bibble-babble. It\u2019s like a fart in a wind tunnel, folks.<br \/>\nFonte: <a href=\"http:\/\/harlanellison.com\/buzz\/bws006.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/harlanellison.com\/buzz\/bws006.htm<\/a>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Opinioni informate, non semplici opinioni.<\/strong><br \/>\nO ci si informa o le proprie opinioni saranno come &#8220;una scorreggia nella galleria del vento&#8221;.<br \/>\nInternet permette a tutti di poter dire quello che pensano, ma questo non significa che tutti abbiano il <em>diritto di essere ascoltati<\/em> o di essere presi sul serio. Il concetto di meritocrazia, di essere giudicati ogni singola volta per ci\u00f2 che si dice, \u00e8 ancora pi\u00f9 importante di prima. Non ci si vuole informare? Si sta zitti invece di affermare sciocchezze. E se si fanno affermazioni in totale sicurezza, dandole come verit\u00e0 assolute e ovvie, quando non si sa nulla dell&#8217;argomento di cui si sta parlando, \u00e8 GIUSTO che si venga trattati con disprezzo o ignorati.<\/p>\n<p>Il caso di bebbo che rifiuta concettualmente lo studio dei manuali (d&#8217;altronde rifiuta il concetto di regole, perch\u00e9 studiare? Per lui son tutti &#8220;gusti&#8221;&#8230;) fa sembrare dei geni dell&#8217;approfondimento quei Troll che pretendono di commentare su questioni tecniche in ambito narrativo dopo aver letto solo uno o due manuali e <em>senza averli nemmeno capiti<\/em>. Spiacente, \u00e8 un po&#8217; poco. Soprattutto se uno non ha afferrato come tutte le regole e i consigli di scrittura raccolti in decine di testi formino un solo quadro complessivo. Un quadro complessivo formato da dozzine di elementi tecnici, tutti in equilibrio tra loro e che si influenzano reciprocamente.<\/p>\n<p>Ci vogliono anni di studio per acquisire le BASI in modo sufficientemente solido da poter discutere DAVVERO di narrativa. Cose come il Mostrare, i dettagli concreti, la trasparenza, il punto di vista ecc&#8230; sono le BASI. Concetti dati per veri nella forma attuale in oltre un secolo da centinaia di autori e che si ricollegano a precetti simili insegnati da esperti di teatro e narrativa dei secoli precedenti. Perfino dei <em>millenni<\/em> precedenti.<\/p>\n<p><strong>Se seguiamo il ragionamento di Wayne Clayson Booth<\/strong> (critico letterario statunitense, 1921-2005) possiamo far risalire i primi tentativi di fare <em>Show, Don&#8217;t Tell<\/em>, ovvero di concentrarsi sui dettagli specifici e concreti, all&#8217;Iliade stessa (si veda <em>The Rhetoric of Fiction<\/em>). Per Booth la narrativa \u00e8 una forma di retorica: l&#8217;autore inventa storie che sono false, sono &#8220;bugie&#8221;, e per convincere il pubblico a prenderle sul serio usa tecniche in grado di immergere il lettore nella vicenda, emozionarlo, suscitare immagini vivide nel suo cervello. Vicende e immagini scelte e manipolate dall&#8217;autore, esperto di retorica per storie inventate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13068 aligncenter\" title=\"wayne_c_booth\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/wayne_c_booth.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/wayne_c_booth.jpg 357w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/wayne_c_booth-300x270.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Wayne Clayson Booth, un altro ragazzino che imita Gamberetta.<br \/>\nMostrare, mostrare: tutte chiacchiere! Che ne sa lui di scrittura, lui che non ha nemmeno pubblicato una trilogia di horror per bambini con Mondadori? Booth \u00e8 un mandante morale delle persecuzioni ai danni degli autori, ecco cos&#8217;\u00e8! Un mandante morale!<\/em><\/p>\n<p><strong>La retorica si usa anche per influenzare le giurie di tipo anglosassone<\/strong>: dove la logica o le prove non possono trionfare, c&#8217;\u00e8 l&#8217;emozione, l&#8217;empatia e il sentimento. Un bravo avvocato, proprio come nell&#8217;Antica Roma, deve essere un maestro di retorica visto che racconter\u00e0 frottole e mezze verit\u00e0. E non \u00e8 questo un campo professionale che richiede complessi studi?<br \/>\nNon ci vogliono forse anni di studio per sviluppare l&#8217;arte retorica? Cicerone quando fugg\u00ec in Grecia (79-77 a.C.) per evitare l&#8217;ira di Silla ne approfitt\u00f2 per raffinare le proprie tecniche oratorie consultando i migliori maestri del tempo, incluso il grande retore Apollonio Molone di Rodi. Lo stesso Apollonio Molone che istru\u00ec Giulio Cesare, altro grande oratore.<\/p>\n<p><strong>Qual era il segreto di Molone?<\/strong><br \/>\nRiduco all&#8217;osso la questione. In un periodo in cui tra gli oratori andava di moda l&#8217;Asianesimo (uno stile oratorio ricco, enfatico, artificioso, &#8220;barocco&#8221;, pieno di figure fonetiche: il bello per il gusto del bello), Molone sosteneva l&#8217;Atticismo e il ritorno a uno stile pi\u00f9 semplice, concreto e diretto. Semplicit\u00e0 e trasparenza nell&#8217;esposizione ottenute tramite la perfetta (e difficilissima) padronanza delle tecniche. Gli stessi principi sono insegnati dagli odierni manuali di scrittura.<br \/>\nUn paragone stupido: se l&#8217;Asianesimo \u00e8 lo stile della <em>Literary Fiction<\/em>, l&#8217;Atticismo \u00e8 quello della narrativa di genere. I manuali di scrittura moderni insegnano tecniche che gi\u00e0 venivano insegnate al tempo di Aristotele. Scrivere semplice \u00e8 difficile, scrivere complicato (e male) \u00e8 facile. Ci vuole enorme abilit\u00e0 e tantissimo lavoro di revisione per scrivere in un modo cos\u00ec naturale da far pensare al lettore che non ci voglia niente a fare altrettanto.<\/p>\n<blockquote><p>Chi ha da dire qualcosa di nuovo e di importante ci tiene a farsi capire. Far\u00e0 perci\u00f2 tutto il possibile per scrivere in modo semplice e comprensibile. <strong>Niente \u00e8 pi\u00f9 facile dello scrivere difficile.<\/strong><br \/>\n(Karl Popper in <em>La societ\u00e0 aperta e i suoi nemici<\/em>)<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma secondo la nuova corrente storica del <em>bebbism<\/em>o, Cicerone e Cesare hanno buttato il loro tempo a studiare da Molone. Infatti il saggio bebbo ci spiega che l&#8217;insegnamento della retorica (ricordate che la Narrativa \u00e8 retorica) non pu\u00f2 essere effettuato:<\/p>\n<blockquote><p>Inoltre puoi citare tutti i manuali del mondo, ma l\u2019unica regola fondamentale rimane: piace ci\u00f2 che piace.<\/p><\/blockquote>\n<p>I manuali non contano. Apollonio Molone era valido da ascoltare quanto il primo coglione raccattato per strada. Non ci sono regole, c&#8217;\u00e8 solo il gusto personale.<br \/>\nBizzarro, ma Cicerone ha preferito costruire una delle pi\u00f9 potenti arti oratorie della storia partendo dallo studio delle regole. Evidentemente era un coglione, come Booth: ormai abbiamo bebbo a spiegarci come stanno le cose! Grazie, bebbo!<\/p>\n<p><strong>Con questa gente non \u00e8 possibile discutere.<\/strong><br \/>\nLa discussione prevede un terreno comune da cui partire: assiomi matematici, leggi della fisica, concetti filosofici condivisi, regole del gioco accettate da entrambi o qualsiasi cosa che accomuni le parti. Se bebbo sostiene che non esistano regole, che non esista nulla di cui discutere, che conti solo il gusto e ognuno ha il suo&#8230; beh, che altro aggiungere? Tu hai il tuo gusto, un altro il suo.<\/p>\n<p>\u00c8 come cercare di spiegare a un minorato che non pu\u00f2 costruire una macchina del moto perpetuo perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 l&#8217;entalpia e bla bla bla, ma lui sbuffa e ribatte &#8220;Io posso perch\u00e9 quando lo faccio io l&#8217;entalpia non c&#8217;\u00e8!&#8221;<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 nulla di cui discutere con un alienato. Si pu\u00f2 ignorarlo o si pu\u00f2 ricoverarlo, fine.<\/p>\n<p>Parafrasando Lawrence d&#8217;Arabia:<\/p>\n<blockquote><p>con duemila anni di esempi alle nostre spalle, non abbiamo attenuanti se quando dobbiamo parlare di scrittura non lo facciamo con cognizione di causa.<\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13061 aligncenter\" title=\"Lawrence_of_Arabia_Brough_Superior\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/Lawrence_of_Arabia_Brough_Superior.gif\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"289\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Lawrence sul dromedario. No, non \u00e8 una moto: \u00e8 un dromedario.<br \/>\nOsi forse insinuare che il Mostrato sia pi\u00f9 efficacie del Raccontato?<br \/>\nQuello \u00e8 un dromedario. Punto.<\/em><\/p>\n<p>E non era la prima volta che un Troll ignorante e disinformato veniva a fare casino, trolleggiando per impedire le discussioni di chi invece ha studiato le basi e vorrebbe davvero approfondire. Gi\u00e0 alcuni mesi fa Gamberetta era stata costretta a rispondere cos\u00ec a un certo Troll frignone, offeso dal fatto che lo avessi invitato a studiare i manuali invece di pretendere che io gli spiegassi le cose, regalandogli decine di ore del mio tempo e centinaia di euro di lavoro.<br \/>\nEcco cosa disse Gamberetta:<\/p>\n<blockquote><p>Comunque, sai cosa d\u00e0 fastidio? Non d\u00e0 fastidio che mi chiami \u201cestremista\u201d, d\u00e0 fastidio che scrivi:<br \/>\n\u201cIo sono un <strong>ignorante<\/strong>. Non conoscevo nessuno dei manuali di scrittura che consigli.\u201d Abbinato a: \u201cE\u2019 semplicemente che per te, ad esempio, tutto deve essere mostrato. <strong>Per me<\/strong>, invece, un po\u2019 di raccontato non stona.\u201d<\/p>\n<p>E magari dovrei anche spiegarti perch\u00e9 hai la sensazione che il raccontato non stoni. Non funziona cos\u00ec: un\u2019opinione ha senso solo quando \u00e8 informata, quando sai di cosa stai parlando. Se non lo sai, e non lo sai \u2013 lo ammetti tu stesso \u2013, le opinioni servono solo a irritare chi invece ha un minimo di conoscenze.<br \/>\nPrima smetti di essere ignorante, poi esprimi la tua opinione.<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\nLa cosa giusta \u00e8 che ti leggi i manuali segnalati, impari e poi discutiamo seriamente di un argomento che appassiona entrambi. Se non conosci l\u2019inglese, lo studi. Se non sei cos\u00ec appassionato, allora eviti di far perdere tempo a chi invece ci tiene.<br \/>\nChe poi sono cose talmente ovvie che appunto mi sento cretina a ripeterle: hai imparato a giocare a scacchi il mese scorso e intervieni per dire che <strong>secondo te<\/strong> la tal variante della Difesa Nimzo-Indiana non funziona? Ah, no, un manuale di tattica delle aperture non l\u2019ho mai letto. Ah, no, non gioco mai, guardo solo. Ah, no, una simulazione al computer non mi \u00e8 neanche passato per l\u2019anticamera del cervello di farla.<br \/>\nStudia, impara, sperimenta, e solo alla fine dai la tua opinione. Che a quel punto probabilmente non sar\u00e0 pi\u00f9 un\u2019opinione, ma un progresso nell\u2019analisi della Difesa Nimzo-Indiana. O forse scoprirai che la tua opinione coincide con la mia e dunque \u00e8 inutile ripeterla.<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\nse la discussione si orienta su argomenti pi\u00f9 tecnici sarebbe bello non dover ripartire sempre da zero. Pia illusione. Pazienza.<\/p><\/blockquote>\n<p>Solo a me sembra una versione approfondita e molto pi\u00f9 gentile del commento di Ellison?<br \/>\nO vogliamo continuare con le stronzate sul fatto che Gamberetta sia una talebana, una nazista e <em>bla bla bla<\/em> dette solo e sempre, guarda caso, dai lecchini degli scrittorucoli italiani, dagli ignoranti che rifiutano di informarsi per principio e dai mentecatti conclamati. Mai da parte di chi ha studiato decine di manuali e sa come funzionano le recensioni vere di un certo livello, all&#8217;estero. Stranamente chi conosce la narrativa per davvero non critica mai i suoi modi o le nozioni di scrittura che riporta. <em>Sar\u00e0 solo un caso, ovviamente&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Il Troll redarguito da Gamberetta, dopo un periodo di quiete in cui pareva avesse acquistato un cervello, alla fine \u00e8 tornato alla carica per creare confusione con i suoi &#8220;2 cents di ignoranza&#8221; allo scopo di mantenere in vita (tecnicamente \u00e8 gettare benzina sul flame) il trolling di bebbo. E come lo ha fatto? Ovviamente facendo un <a href=\"http:\/\/fantasy.gamberi.org\/2010\/11\/18\/manuali-3-mostrare\/all-comments\/#comment-35163\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">discorso retard<\/a> condito da un&#8217;ironia che uno nelle sue infime condizioni non pu\u00f2 permettersi:<\/p>\n<blockquote><p>Probabilmente verr\u00f2 fanculizzato garbatamente dicendomi che per <del>poter parlare di scacchi devo essere un campione di scacchi<\/del> poter parlare di questi argomenti dovrei prima leggere i manuali.<br \/>\nQualcuno \u2013 avrei voluto leggerli tutti, ma il tempo non me lo permette \u2013 l\u2019ho letto, ma non ho trovato questo integralismo\u2026 anzi.<\/p>\n<p>Ora vado a leggere altri cento manuali, sicuro che verr\u00f2 invitato a leggerne altri duecento fino a quando non concorder\u00f2.<\/p><\/blockquote>\n<p>Considerando che non ha capito un cazzo e sproloquia balbettamenti da mentecatto, non mi pare cos\u00ec folle l&#8217;idea che debba studiare di pi\u00f9. Ma per lui lo \u00e8.<br \/>\nIn questo caso la <a href=\"http:\/\/fantasy.gamberi.org\/2010\/11\/18\/manuali-3-mostrare\/all-comments\/#comment-35206\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">risposta di Angra<\/a> \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente e spiegare il problema di fondo con quello specifico tipo di Troll:<\/p>\n<blockquote><p>Non devi leggere altri cento manuali, devi solo leggere con attenzione \u2013 se ti interessa l\u2019argomento \u2013 invece che andare a cercare materiale per far polemica.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il problema con i Troll di questo tipo \u00e8 che citano frasi dai manuali SENZA averle capite, <em>evitando sempre rigorosamente di mettere a sistema tutte le informazioni<\/em> tratte dai manuali stessi per costruire un quadro d&#8217;insieme coerente. Stando bene attenti a EVITARE le altre parti dello stesso manuale in cui il loro dubbio verrebbe risolto. Lo scopo di questi soggetti \u00e8 di fare trolling dicendo &#8220;ah-ah, ti sbagli! Sei un nazista, i manuali dicono che posso fare cos\u00ec!&#8221;. Cazzata: sulle cose di base non ci sono divergenze significative di opinione e non ce ne \u00e8 nessuna sui principi generali (dettagli, importanza del punto di vista ecc&#8230;) in decine di manuali scritti da esperti negli ultimi 100 anni, ma se uno \u00e8 un Troll ed evita accuratamente di capire il significato delle spiegazioni, in particolare quando si riferiscono a casi molto particolari non collegati all&#8217;ambito in cui il Troll vorrebbero portare la loro eventuale citazione, non pu\u00f2 capirlo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13101 aligncenter\" title=\"troll_deprimono_i_coniglietti\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/troll_deprimono_i_coniglietti.jpg\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/troll_deprimono_i_coniglietti.jpg 416w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/troll_deprimono_i_coniglietti-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 416px) 100vw, 416px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>I commenti dei troll fanno deprimere i coniglietti.<br \/>\nPensaci prima di permettere a un troll di continuare a rompere le palle<\/em><\/p>\n<p><a name=\"recensioni\"><\/a><span style=\"color: red; font-size: large;\"><strong>Qualche recensione statunitense<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Nel corso delle sue farneticazioni sull&#8217;inesistenza delle regole, in particolare contro le conseguenze dello <em>Show, Don&#8217;t Tell<\/em>, bebbo se ne \u00e8 uscito con una frase <a href=\"http:\/\/fantasy.gamberi.org\/2010\/11\/18\/manuali-3-mostrare\/all-comments\/#comment-35220\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">particolarmente ridicola<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>tra l\u2019altro, piccolissima parentesi, ma tu pensi che i veri critici letterari non si spancino dalle risate a vedere ALCUNE delle cose lette qui?<\/p><\/blockquote>\n<p>Va bene. Vediamo cosa dicono i veri critici letterari.<\/p>\n<p>Qui abbiamo Frederick Busch che recensisce una biografia, <em>Dickens: Life and Times<\/em> di Peter Ackroyd, per il <em>Los Angeles Times<\/em>.<\/p>\n<blockquote><p>Il desiderio di declamare, insieme al bisogno di ribadire con un commento quello che era stato appena chiaramente mostrato, sfocia in toni che sono pi\u00f9 appropriati alle divertenti parodie che Dickens faceva delle pomposit\u00e0 di suo padre: \u201cCos\u00ec lontano era gi\u00e0 giunto il giovane autore\u201d; \u201cCos\u00ec il mondo reale entra nella narrativa di Dickens\u201d; \u201cCos\u00ec la sua vita, interiore ed esteriore, continua.\u201d Dov\u2019era l\u2019editor di Ackroyd?<\/p>\n<p><a href=\"javascript:void(null);\" onclick=\"s_toggleDisplay(document.getElementById('SID431423364'), this, 'Originale in inglese &#9660;', 'Chiudi &#9650;');\">Originale in inglese &#9660;<\/a><\/p>\n<div id='SID431423364' style='display:none;'>\nThe need to announce, along with a need to reinforce with comment what has just been clearly shown, results in tones more appropriate to Dickens&#8217; funnier re-creations of his father&#8217;s pomposities: &#8220;So far had the young author already come&#8221;; &#8220;So did the real world enter Dickens&#8217; fiction&#8221;; &#8220;So did his life, interior and exterior, continue.&#8221; <em>Where was Ackroyd&#8217;s editor?<\/em>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Notate che non si tratta di narrativa di genere, ma di una biografia e come nel caso della saggistica storica l&#8217;uso del Mostrato \u00e8 normale che sia molto ridotto. Pochi dettagli precisi e curiosi ottengono nella saggistica effetti straordinari, pur senza entrare mai nel vero Mostrato con Punto di Vista ecc&#8230;<\/p>\n<p>Eppure, nonostante questo, il recensore si accannisce proprio sull&#8217;eccesso di inutile Raccontato. L&#8217;autore prima mostra una vicenda, poi la racconta. Ad esempio mostra l&#8217;orrore del giovane Dickens di fronte a una impiccagione e poi, non contento, aggiunge qualche altra frase inutile che invece di rafforzare l&#8217;immagine la diluisce.<\/p>\n<p>Il recensore sar\u00e0 davvero qualificato per affermare ci\u00f2 che afferma? Si esprime con concetti e toni che sembrano scopiazzare quelli di Gamberetta! Visto che questa recensione serve a rispondere all&#8217;affermazione di bebbo, vediamo cosa lui intende per &#8220;qualificato&#8221;:<\/p>\n<blockquote><p>Ultimo appunto: il metro per misurare la preparazione di qualcuno in un dato campo al momento nel mondo occidentale non \u00e8 la lettura di un manuale ma al massimo il possesso di una laurea.<\/p><\/blockquote>\n<p>Definizione pittoresca. E curiosa, visto che in editoria non si usano le lauree &#8220;nel settore&#8221; (Alan Altieri \u00e8 ingegnere, Sandrone Dazieri cuoco) e gli editor sono autodidatti anche nel mondo anglosassone. Quel &#8220;nel mondo occidentale&#8221; in realt\u00e0 mi fa venire in mente il solito piccolo italiano che conosce solo i cinque metri davanti al proprio naso e pensa che siano tutto il mondo esistente.<br \/>\nComunque, accettiamo la sua definizione solo per questa volta.<br \/>\nIl critico qualificato di narrativa \u00e8 laureato&#8230; in lettere immagino, seguendo il ragionamento di bebbo. Non certo in fisica nucleare o in medicina.<\/p>\n<p><strong>Frederick Busch (1941-2006) \u00e8 stato <em>Professore Emerito di Lettere<\/em> presso la Colgate University dal 1966 al 2003<\/strong>, una delle pi\u00f9 prestigiose universit\u00e0 di arti liberali e classificata tra i trenta centri di eccellenza degli Stati Uniti. \u00c8 stato un prolifico autore di romanzi e racconti, vincendo anche una discreta quantit\u00e0 di riconoscimenti.<br \/>\nBasta come qualifica per recensire qualcosa o serve anche un Pulitzer o un Nobel? <em>Giusto per sapere.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13082 aligncenter\" title=\"Colgate_University_Seal\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/Colgate_University_Seal.gif\" alt=\"\" width=\"344\" height=\"350\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Colgate University, centro di eccellenza i cui Professori si esprimono con toni e concetti tecnici pi\u00f9 simili a quelli di Gamberetta che alle farneticazioni intellettual-impegnate dei WuMing. Forse perch\u00e9 essendo professori in un centro di eccellenza, sanno di cosa stanno parlando&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Dato che per bebbo la qualifica a parlare si misura con le lauree e dato che dubito che lui possa vantare un curriculum superiore a quello del professor Frederick Busch, il quale usa concetti tecnici e critica l&#8217;uso balordo del Raccontato perfino in una biografia, ne consegue che bebbo ha torto. Ha torto perfino secondo la propria (idiota) concezione dell&#8217;autorit\u00e0.<br \/>\nEPIC FAIL.<\/p>\n<p><strong>Citare le recensioni per\u00f2 \u00e8 divertente. Continuiamo!<\/strong><br \/>\nQui abbiamo Robert Stuart Nathan che critica gli infodump presenti in <em>Games of the Hangman<\/em> di Victor O&#8217;Reilly:<\/p>\n<blockquote><p>Tra gli altri difetti del romanzo troviamo lunghe spiegazioni irrilevanti; persone ignoranti anche di fatti noti a tutti, come quell\u2019ufficiale di polizia che dice che il ragazzo morto \u201cveniva da un posto chiamato Berna\u201d, solo per avere la cortese risposta di Hugo: \u201c\u00c8 la capitale della Svizzera\u201d; e personaggi che si scambiano in modo goffo informazioni che gi\u00e0 conoscono, per il solo beneficio del lettore, come quando un personaggio chiede: \u201cConosci la storia dell\u2019originale Alibe?\u201d e Hugo replica: \u201cRicordamela\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"javascript:void(null);\" onclick=\"s_toggleDisplay(document.getElementById('SID1360620317'), this, 'Originale in inglese &#9660;', 'Chiudi &#9650;');\">Originale in inglese &#9660;<\/a><\/p>\n<div id='SID1360620317' style='display:none;'>\nThe novel&#8217;s other sins include vast passages of irrelevant exposition; people ignorant of common facts, such as the police official who says the dead boy was<br \/>\n&#8220;from a place called Bern,&#8221; only to have Hugo obligingly respond, &#8220;It&#8217;s the Swiss capital,&#8221; and characters awkwardly informing each other of things they already know, solely for the reader&#8217;s benefit, as when one character asks, &#8220;Do you know the story of the original Alibe?&#8221; and Hugo replies, &#8220;Remind me.&#8221;\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Sempre a tema infodump abbiamo Christopher Lehman-Haupt che maltratta <em>Airframe<\/em> per il <em>New York Times<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>La causa che il gruppo di Casey sospetta sia responsabile per i problemi del Volo 545 \u00e8 \u201cun\u2019apertura degli slat\u201d senza che il pilota automatico abbia corretto. L\u2019aereo in questione, un N-22, non aveva mai avuto problemi del genere in passato. Nel caso non fosse chiaro quello che significa, a Casey \u00e8 stato assegnato un assistente ignorante in fatto di aereodinamica, al quale la stessa Casey si rivolge di propria iniziativa, cos\u00ec: \u201cNon ne sai niente di aereodinamica? No? Bene, un aereo vola grazie alla forma delle ali.\u201d<br \/>\nContinua la spiegazione: \u201cQuando un aereo si muove a bassa velocit\u00e0, durante decollo e atterraggio, le ali necessitano di una maggiore curvatura per garantire la portanza. Cos\u00ec in quelle situazioni viene aumentata la curvatura estendendo delle sezioni lungo il bordo delle ali \u2013 flap lungo il bordo posteriore, e slat lungo quello anteriore.\u201d Il problema \u00e8: \u201cQuando si aprono gli slat, l\u2019aereo pu\u00f2 risultare instabile.\u201d E questo sembra essere accaduto al Volo 545.<br \/>\nOgni volta che il signor Crichton avvicina le dita alla tastiera, Casey sciorina lezioni simili.<\/p>\n<p><a href=\"javascript:void(null);\" onclick=\"s_toggleDisplay(document.getElementById('SID770500008'), this, 'Originale in inglese &#9660;', 'Chiudi &#9650;');\">Originale in inglese &#9660;<\/a><\/p>\n<div id='SID770500008' style='display:none;'>\nWhat Casey&#8217;s team suspects may have caused Flight 545&#8217;s problem is a &#8220;Slats deploy&#8221; with no autopilot override. The plane in question, an N-22, has had such<br \/>\na problem before. In case you don&#8217;t understand what this means, Casey has been assigned an assistant who is ignorant of the airframe business to whom she says<br \/>\nspontaneously: &#8220;You know anything about aerodynamics? No? Well, an aircraft flies because of the shape of the wing.&#8221;<br \/>\nShe goes on to explain: &#8220;When the aircraft is moving slower, during takeoff and landing, the wing needs greater curvature to maintain lift. So, at those times we increase the curvature, by extending sections in the front and back\u2014flaps at the back, and slats at the leading edge.&#8221; The trouble is, &#8220;if the slats extend, the plane may become unstable.&#8221; And this appears to be what happened to Flight 545.<br \/>\nCasey will deliver such lectures at the drop of Mr. Crichton&#8217;s fingers on his word processor.\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Dei recensori che criticano gli infodump. Criticano citando problemi tecnici.<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 un messaggio diretto in particolare a due gonzi inetti e boriosi che sparano idiozie sul fatto che criticare in questo modo sia fare &#8220;autopsie letterarie&#8221;, una moda sciagurata nata con l&#8217;odiata Gamberetta e che nessun critico serio seguirebbe mai. Soprattutto perch\u00e9, a detta di questi due geniacci, l&#8217;infodump non \u00e8 un errore, anzi, pu\u00f2 essere proprio bello! Un po&#8217; di infodump qua e l\u00e0 \u00e8 bello, fantastico, necessario.<\/p>\n<p>Proprio. Ci sono molte idee bislacche che possono trovare una minima giustificazione nei manuali, ma questa non \u00e8 una di loro: l&#8217;infodump \u00e8 per definizione pura e semplice merda. Questo fatto \u00e8 accettato in modo univoco da un secolo di autori, critici e manuali. Non c&#8217;\u00e8 nemmeno quel barlume di dibattito che si trova attorno al modo in cui Raccontato e Mostrato si debbano dosare. Perfino in Italia, nei pochi manuali prodotti, appare il concetto di infodump come schifezza da evitare. Perfino in Italia.<\/p>\n<p>Intercetto la possibile obiezione da <em>minus habens<\/em> che potrebbe venire sollevata: &#8220;il recensore che fa queste autopsie narrative sar\u00e0 uno dei quei giornalisti frustrati alle prime armi che pensano di farsi un nome gettando fango sui poveracci!&#8221;. Spiacente, non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Christopher Lehman-Haupt \u00e8 un critico letterario<\/strong> che ha lavorato per il prestigioso <em>The New York Times Book Review<\/em> fin dal 1965, scrivendo 4.000 tra recensioni e articoli tra il 1965 e il 2000. <em>The New York Times Book Review<\/em>, allegato settimanale di critica libraria attivo dal 1896, non il primo giornaletto che capita. Christopher Lehman-Haupt ha coperto anche posizioni di rilievo come direttore della sezione che si occupa dei coccodrilli (i necrologi scritti in anticipo) del <em>New York Times<\/em>. Serve sottolineare che \u00e8 direttore editoriale della Delphinium Books, casa editrice specializzata in narrativa? Lo sottolineo lo stesso. E, tra parentesi, Crichton non \u00e8 esattamente un poveraccio da affossare. Anche perch\u00e9 adesso \u00e8 gi\u00e0 nella fossa.<\/p>\n<p>Quando uno di questi soggetti dice che in Italia nessuno \u00e8 disposto a pagare per un editing e che se lui si propone di farne gli offrono come pagamento una cena in pizzeria, io non mi scandalizzo: con una simile ignoranza su cosa sia la scrittura e su come funzioni il mondo della narrativa fuori dalla propria piccola cloaca italica, il prezzo di una pizza \u00e8 maggiore del valore dell&#8217;editing che pu\u00f2 offrire. Una fetta di pizza al trancio, senza bibita, mi pare pi\u00f9 equo. Pagata da lui all&#8217;autore, per\u00f2!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-13096 aligncenter\" title=\"pizzeria da Mario e figli, aperta dal 1969 \" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/pizzeria-da-mario.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"266\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Il lavoro di editing di certi caproni disinformati non vale nemmeno il prezzo di una pizza surgelata, figurarsi di questa!<\/em><\/p>\n<p>Qui abbiamo Patrick McGrath che recensisce <em>The Witching Hour<\/em> di Anne Rice per il <em>New York Times<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Nonostante l\u2019incessante energia narrativa, nonostante le continue invenzioni, il libro \u00e8 logorroico, cresciuto a dimensioni elefantiache. [&#8230;] Il problema \u00e8 il continuo ripetere gli stessi fatti; gli stessi episodi sono raccontati diverse volte, con sempre maggiori dettagli a ogni ripetizione. Inoltre, i personaggi principali hanno l\u2019abitudine di rigurgitare quello che hanno scoperto, anche se il lettore era con loro mentre facevano le scoperte.<\/p>\n<p><a href=\"javascript:void(null);\" onclick=\"s_toggleDisplay(document.getElementById('SID1766610444'), this, 'Originale in inglese &#9660;', 'Chiudi &#9650;');\">Originale in inglese &#9660;<\/a><\/p>\n<div id='SID1766610444' style='display:none;'>\nDespite its tireless narrative energy, despite its relentless inventiveness, the book is bloated, grown to elephantine proportions. [&#8230;] Repetition is the problem; the same stories are told several times, accruing more detail with each telling. Also, the principal characters have a way of regurgitating what they&#8217;ve learned, even though the reader was with them when they learned it.\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Almeno lui sar\u00e0 un invidiosone che scarica la rabbia contro gli autori perch\u00e9 nessuno lo pubblica?<br \/>\nNon direi. Patrick McGrath ha vinto nel 2001 il Premio Flaiano, riconoscimento italiano internazionale vinto in passato da autori come Tom Clancy, Andrea Camilleri, Mario Rigoni Stern, Paulo Coelho e Daniel Pennac.<br \/>\n\u00c8 sufficiente per non essere soltanto un invidiosone che nessuno pubblica?<\/p>\n<blockquote><p>Qualche anno fa, una recensione del <em>New York Times<\/em> sottoline\u00f2 la qualit\u00e0 della caratterizzazione dei personaggi in un giallo appena uscito, e per dimostrare tale affermazione veniva citato un brevissimo passaggio. Si trattava di un piccolo gesto, ma che diceva di pi\u00f9 a proposito del personaggio che non lunghe descrizioni o spiegazioni. Il gesto era: \u201cSi soffi\u00f2 il naso con il lenzuolo.\u201d<\/p>\n<p><a href=\"javascript:void(null);\" onclick=\"s_toggleDisplay(document.getElementById('SID2055254739'), this, 'Originale in inglese &#9660;', 'Chiudi &#9650;');\">Originale in inglese &#9660;<\/a><\/p>\n<div id='SID2055254739' style='display:none;'>\nA few years ago, a <em>New York Times<\/em> review complimented a new mystery on the quality of its characterization and demonstrated that quality by quoting a beat. It was just a little bit of action, but it told us more about the character than lengthy description or narration would have: &#8220;He blew his nose on the sheet.&#8221;\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Romanzi di cui si parla bene lodandoli per aspetti tecnici!<\/strong><br \/>\nIn Italia quando arriveremo ad avere recensioni in cui sia normale lodare un autore per l&#8217;uso sapiente di un piccolo gesto in mezzo a un dialogo? I cosiddetti &#8220;beat&#8221;, in inglese, equivalenti agli &#8220;stage business&#8221; di cinema e teatro di cui Humphrey Bogart \u00e8 considerato un esperto da prendere a esempio anche per la narrativa. A parte le recensioni di Gamberetta, dove \u00e8 ritenuto normale in Italia valutare la narrativa di genere (si \u00e8 parlato di gialli e dei romanzi di Anne Rice) con criteri oggettivi e tecnici invece che con pipponi socio-economici e psicologia da due soldi perch\u00e9 il recensore vuole far credere di essere un intellettuale?<\/p>\n<blockquote><p>Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ci\u00f2, nitidamente e sinceramente autobiografico, che interroga un momento nodale del passato ed esprime una renitenza all&#8217;assenso di quella onnipersistenza vorace del presente, di questo devastato presente, che si erge a epoca definitiva e chiude i conti con ci\u00f2 che lo ha prodotto, formulando un giudizio indecente e autocratico, e al tempo stesso desiderando bloccare ogni deriva autonoma e impazzita che conduca a un futuro diverso da quello calcolato.<\/p>\n<p>(Giuseppe Genna, recensione di <em>Al Diavul<\/em> su <a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/archives\/2008\/06\/002667print.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Carmilla on line<\/a>)<\/p><\/blockquote>\n<p>Io non ho mai visto un posto in cui fosse normale usare criteri tecnici: l&#8217;andazzo generale \u00e8 quello delle cialtronate scritte nella citazione sopra. La pietra di paragone per le recensioni fantasy, prima di Gamberi Fantasy, era FM. Come paragonare un grattacielo a una capanna di fango e merda&#8230;<\/p>\n<p>E qui Carolyn See recensisce <em>The Real World<\/em> di Tim Paulson:<\/p>\n<blockquote><p>Questo \u00e8 un elogio della noia e della scarsa attenzione ai dettagli. [&#8230;] Che importa se a pagina 117 la sorella di Tom \u201ccalca\u201d il suo accento del Sud e a pagina 119 Mac Stuart \u201ccalca\u201d il suo di accento del Sud? Che importa se a pagina 134, dopo che Tom e Julie si trasferiscono a Brooklyn, \u201ci loro veri amici ebbero il coraggio di affrontare tre trasbordi tra le linee della metropolitana\u201d e a pagina 335 Tom sottolinea: \u201cAbbiamo scoperto chi sono i nostri veri amici quando ci sono venuti a trovare\u201d? Questo \u00e8 il mondo reale, santo cielo! E chi \u00e8 che aveva detto che nel mondo reale c\u2019\u00e8 qualcosa in pi\u00f9 rispetto al tedio, alla routine, alla noia?<\/p>\n<p><a href=\"javascript:void(null);\" onclick=\"s_toggleDisplay(document.getElementById('SID1135562424'), this, 'Originale in inglese &#9660;', 'Chiudi &#9650;');\">Originale in inglese &#9660;<\/a><\/p>\n<div id='SID1135562424' style='display:none;'>\nThis is a paean to dullness and inattention to detail [&#8230;] So what if on Page 117 Tom&#8217;s sister &#8220;hams up&#8221; her Southern accent and on Page 119 Mac Stuart<br \/>\n&#8220;hams up&#8221; a Southern accent? So what if on Page 134, after Tom and Julie move to Brooklyn, &#8220;their real friends braved the three subway transfers&#8221; and on Page<br \/>\n335 Tom remarks: &#8220;We found out who our real friends are when they come to see us&#8221;? This is the real world, for Pete&#8217;s sake! And whoever said the real world was<br \/>\nanything more than dull, repetitive, and boring?\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Carolyn See, autrice di 14 libri e recensore presso The Wahington Post, \u00e8 stata membro del consiglio del <em>National Book Critics Circle<\/em> e ha vinto il Guggenheim Fellowship, riconoscimento a chi &#8220;ha dimostrato eccezionali abilit\u00e0 creative nelle arti&#8221; che risale al 1925. Sar\u00e0 sufficientemente qualificata per poter <del>valutare<\/del> fare l&#8217;autopsia letteraria di un romanzo?<\/p>\n<p><strong>E fin qui abbiamo visto le recensioni.<\/strong><br \/>\nRecensioni scritte da un Professore Emerito in Lettere di una delle pi\u00f9 prestigiose universit\u00e0 statunitensi, di un autore premiato con riconoscimenti internazionali o di un&#8217;autrice che \u00e8 stata pure nel consiglio dell&#8217;associazione nazionale dei Critici. Recensioni sempre basate su criteri di scrittura oggettivi insegnati dai manuali da&#8230; un paio di millenni. Magari bebbo e soci negli ultimi duemilia anni non hanno badato ai fatti del mondo e se li sono persi. Capita. Agli idioti.<br \/>\nI veri recensori, i veri critici, i veri Professori Emeriti di Lettere, usano criteri oggettivi e universalmente accettati per dare valore e sostenere le proprie argomentazioni a favore o contro un certo libro. Questo \u00e8 un dato di fatto.<\/p>\n<p><strong>Ma cosa succede tra gli editor professionisti?<\/strong><br \/>\nQuelli sono recensori, critici professionisti, vediamo come si esprime invece un editor. Una persona che con le sue osservazioni cerca di migliorare la qualit\u00e0 dei testi.<br \/>\nFacile controllare. Lasciando da parte <em>Self Editing for Fiction Writers<\/em> e passando a <em>Editing Fact and Fiction<\/em>, che \u00e8 proprio un manuale pensato per insegnare il mestiere ai giovani editor alle prime armi e agli aspiranti professionisti (che, come spiegano i due autori, sono autodidatti all&#8217;estero proprio come da noi, non hanno corsi di formazione&#8230; solo che l\u00ec studiano sul serio per conto proprio e studiare fa la differenza), troviamo nelle prime pagine:<\/p>\n<blockquote><p>\u2018Il Generale emise un suono udibile\u2019<br \/>\nHo letto questa frase in un recente bestseller e ha fatto ribollire il mio sangue di editor. Avrei voluto gridare: avanti, prova a emettere un suono inudibile, dannazione! Dov\u2019era l\u2019editor di questo romanzo? Il copyeditor? Il correttore di bozze?<\/p>\n<p><a href=\"javascript:void(null);\" onclick=\"s_toggleDisplay(document.getElementById('SID893386738'), this, 'Originale in inglese &#9660;', 'Chiudi &#9650;');\">Originale in inglese &#9660;<\/a><\/p>\n<div id='SID893386738' style='display:none;'>\n&#8216;The General made an audible noise&#8217;<br \/>\nI read this sentence in a bestseller recently, and it made my editor&#8217;s blood boil. Go try and make an inaudible noise, damn it, I wanted to yell. Where was the editor for this novel? The copyeditor? The proofreader?\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<p>Chi \u00e8 tanto pervaso dalla furia, arrivando (lo spiega dopo) ad aver consigliato a tutti quelli che conosceva di NON comprare quella schifezza di bestseller? Chi pu\u00f2 esserci dietro un simile rancore? Sicuramente un giovane editor saccente e invidioso che nasconde la propria inesperienza dietro l&#8217;aggressivit\u00e0, giusto? Sembra di leggere Gamberetta: \u00e8 puro &#8220;gambero-pensiero&#8221; (citando la definizione dei gonzi).<\/p>\n<p><strong>Risposta:<\/strong><br \/>\nRichard Marek, professionista nell&#8217;editoria per oltre trent&#8217;anni. \u00c8 stato editor alla <em>Macmillan<\/em>, senior editor presso <em>World<\/em>, redattore capo al <em>The Dial Press<\/em> (la lista proseguirebbe a lungo, ma la taglio) e ha anche una propria compagnia, la <em>Marek &amp; Charles<\/em>, specializzata in servizi editoriali, incluso design e produzione.<br \/>\nTra i molti autori di cui \u00e8 stato editor: James Baldwin, Robert Ludlum e Thomas Harris.<\/p>\n<p>La prossima volta che vi verr\u00e0 voglia di criticare il &#8220;gambero-pensiero&#8221;, come lo chiamate, fatevi un favore e andate davanti a uno specchio: avrete l&#8217;onore di ammirare dal vivo una colossale testa di cazzo ignorante. ^_^<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ultimi giorni ci hanno donato una discussione particolarmente interessante su Gamberi Fantasy. 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